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La natura di Amore

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1
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Poiché, dunque, è figlio di Pòros e di Penìa*, ad Amore è toccata la sorte seguente.
In primo luogo è sempre povero e ben lontano dall’essere delicato e bello, come credono i più, anzi è duro e lercio e scalzo e senza tetto, abituato a coricarsi in terra e senza coperte, dormendo all’aperto sulle porte e per le strade e, avendo la natura di sua madre, è sempre di casa col bisogno. Per parte di padre, invece, è insidiatore dei belli e dei buoni, coraggioso, audace e teso, cacciatore terribile, sempre a tramare stratagemmi, avido di intelligenza e ingegnoso, dedito a filosofare per tutta la vita, terribile stregone, fattucchiere e sofista. E per natura non è né immortale né mortale, ma ora fiorisce e vive nello stesso giorno, quando gli va in porto, ora invece muore e poi rinasce nuovamente in virtù della natura del padre. E infatti l’oggetto dell’amore è ciò che è realmente bello, grazioso, perfetto e invidiabilmente beato, mentre l’amante ha un altro aspetto, quale quello che ho esposto

Simposio, Platone


* Penìa, è la "mancanza" mentre Pòros la capacità di acquisizione e dell'espediente per ottenere. Penìa non era stata invitata al banchetto degli dei e sostava su una scala, che Poros stava scendendo " a strambelloni" essendo completamente ubriaco. Penìa colse l'occasione per approfittarsi di lui, ed esseno così ubriaco Pòros non oppose resistenza. Da questa sveltina nacque Eros, figlio di Povertà (Penìa) ed Espediente (Pòros), di tutto mancante come la madre, ma capace di procurarselo, come il padre.


Questa forse è l cosa che assomiglia di più all'amore per me.
Non so per voi.

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2
hakimsanai43
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Viandante Storico
Viandante Storico
cool
Perchè citi Platone,un non illuminato ?

Chi non è illuminato non può amare e tanto meno sapere cos'è l'amore.

Buddha sa cos'è l'amore.

Il Gesù storico sa cos'è l'amore.(non certo il Cristo cattolico!!)

Marco Vannini sa cos'è l'amore.

Filippo Castellani sa cos'è l'amore.

sad

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3
latino
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Viandante Residente
Viandante Residente
...una cosa ci sta di bello nella vita: la possibilità di creare nel nostro"Io" la nostra realtà..perchè è sempre frutto del nostro vissuto, delle nostre esperienze...
...al di là di igni forma di qualunquismo, l'Amore, è un intimo sentimento benevolo, rivolto oltre che a se stessi, verso l'esterno; potrebbe essere Dio, la Vita in se stessa, verso un'Arte, verso una Persona....è un modo di offrire se stessi gratuitamente, sperando, in linea di massima, di poter essere accettato e contraccambiato...[/b[b]] ...Platone, non è stato un qualunque scriba di terz'ordine...ma uno, dei più Grandi Maestri e Filosofi di tutti i tempi...era un Illuminato...aveva studiato per lunghi anni nelle Scuole Misteriche dell'Antico Egitto...e tutto quello che poi ha scritto o insegnato, fu esclusivamente in chiave allegorica...per chi, non avesse chiaro, il concetto di "Misterico", a suo beneficio, ricordo, che non ha nessuna attinenza, con "misterioso o strano o altro ancora"...il termine Mistico, deriva da Misti, che erano coloro, che si avviavono in processione, per entrare nei Templi Egizi, per essere Iniziati, giustamente, ai Misteri...tra i più grandi Illuminati, di queste scuole, ci stanno: Socrate, Platone, Pitagora, Talete di Mileto ecc ecc...


...a parte qualche opinione: "molto opinabile", non ci sta nessuna differenza tra "Gesù il Cristo" storico, e quello dei cattolici...

un fraterno saluto: Latino

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4
-William-

Viandante Storico
Viandante Storico
Conosco quel pezzo del simposio. Credo che però di amore, oggi, non si possa più parlare senza inquadrarlo nell'epoca in cui siamo. Il nostro tempo, che per qualche motivo personale considero il peggiore in assoluto, non permette più di parlare di alcuna cosa in termini assoluti senza cadere in qualche contraddizione. Quindi sì, mi piacerebbe che l'amore fosse così e forse al tempo dei greci lo era realmente, ma oggi purtropppo non lo è. Le persone non vivono di assoluti. E questa è in sé una colpa.

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5
latino
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Viandante Residente
Viandante Residente
...quello che gli uomini vivono è relativo...quello che gli uomini pensano è relativo... però il sole ci stà...ed è un concetto assoluto...il giorno e la notte ci stanno, e sono valori incontestabili...anche l'Amore esiste...ed è un valore ed un concetto assoluto; anche se, viene spesso manipolato secondo le convenienze...
...gli Uomini, quelli veri, se ne f...di quello che pensano le mezze calze...vanno sempre dritti per la loro strada...questo è un valore...

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6
Cleden
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@-William- ha scritto:Conosco quel pezzo del simposio. Credo che però di amore, oggi, non si possa più parlare senza inquadrarlo nell'epoca in cui siamo. Il nostro tempo, che per qualche motivo personale considero il peggiore in assoluto, non permette più di parlare di alcuna cosa in termini assoluti senza cadere in qualche contraddizione. Quindi sì, mi piacerebbe che l'amore fosse così e forse al tempo dei greci lo era realmente, ma oggi purtropppo non lo è. Le persone non vivono di assoluti. E questa è in sé una colpa.


Quali sono gli assoluti che vivi tu? Se ti va di dirlo.

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7
latino
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Viandante Residente
Viandante Residente
..credo in valori, quali l'Umanità, l'esistenza di Dio, l'onestà intellettuale, la libertà dal bisogno e dall.a paura...la giustizia sociale, la famiglia...e tanti sempre di più......

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8
latino
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Viandante Residente
Viandante Residente
...dimenticavo. L'Amore Universale, dal quale tutti gli altri amori trascendono...

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9
Cleden
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Ti ringrazio Latino e veramente alcuni dei tuoi valori li condivido anch'io, ma ero interessata a conoscere il pensiero di William, per questo avevo quotato il suo post: è la frase che ho evidenziato in grassetto che mi dà da pensare.

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10
-William-

Viandante Storico
Viandante Storico
@Cleden ha scritto:
@-William- ha scritto:Conosco quel pezzo del simposio. Credo che però di amore, oggi, non si possa più parlare senza inquadrarlo nell'epoca in cui siamo. Il nostro tempo, che per qualche motivo personale considero il peggiore in assoluto, non permette più di parlare di alcuna cosa in termini assoluti senza cadere in qualche contraddizione. Quindi sì, mi piacerebbe che l'amore fosse così e forse al tempo dei greci lo era realmente, ma oggi purtropppo non lo è. Le persone non vivono di assoluti. E questa è in sé una colpa.


Quali sono gli assoluti che vivi tu? Se ti va di dirlo.

Io credo in assoluti esistenziali più che metafisici. Credo nella coerenza. Credo nella condivisione. Credo nel fatto che nessuno dovrebbe mai mentire, credo che sia sbagliato ciò che ci hanno insegnato e cioè che questo può essere l'unico mondo possibile. Credo, in sintesi, di poter essere felice anche e soprattutto se lo sono anche gli altri.

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11
Cleden
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@-William- ha scritto:
@Cleden ha scritto:
@-William- ha scritto:Conosco quel pezzo del simposio. Credo che però di amore, oggi, non si possa più parlare senza inquadrarlo nell'epoca in cui siamo. Il nostro tempo, che per qualche motivo personale considero il peggiore in assoluto, non permette più di parlare di alcuna cosa in termini assoluti senza cadere in qualche contraddizione. Quindi sì, mi piacerebbe che l'amore fosse così e forse al tempo dei greci lo era realmente, ma oggi purtropppo non lo è. Le persone non vivono di assoluti. E questa è in sé una colpa.


Quali sono gli assoluti che vivi tu? Se ti va di dirlo.

Io credo in assoluti esistenziali più che metafisici. Credo nella coerenza. Credo nella condivisione. Credo nel fatto che nessuno dovrebbe mai mentire, credo che sia sbagliato ciò che ci hanno insegnato e cioè che questo può essere l'unico mondo possibile. Credo, in sintesi, di poter essere felice anche e soprattutto se lo sono anche gli altri.



O Tutti o Nessuno: o si sta bene tutti o non sta bene nessuno.

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12
-William-

Viandante Storico
Viandante Storico
Già, dovrebbe essere così:)

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13
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
In realta non si puo indagare sull'amore in termini filosofici non conoscendone le basi biologiche, perche diversamente si fa letteratura allegorica, poesia ed arte.

L'amore e' una idea universale, e come tale non esiste.

Esistono varie forme di attaccamento [amore erotico, filiale, parentale, amicale, affettivo, solidale, ecc.] che hanno diverse funzioni che scaturiscono dal nostro passato evolutivo, e tutte orientate alla sopravvivevnza della specie umana di animale mammifero gregario.

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14
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@doctor faust ha scritto:

Esistono varie forme di attaccamento [amore erotico, filiale, parentale, amicale, affettivo, solidale, ecc.] che hanno diverse funzioni che scaturiscono dal nostro passato evolutivo, e tutte orientate alla sopravvivevnza della specie umana di animale mammifero gregario.

Ti va di parlarne?
A me interesserebbe molto.

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15
MackTruck
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Viandante Forestiero
Viandante Forestiero
@NinfaEco ha scritto:
@doctor faust ha scritto:

Esistono varie forme di attaccamento [amore erotico, filiale, parentale, amicale, affettivo, solidale, ecc.] che hanno diverse funzioni che scaturiscono dal nostro passato evolutivo, e tutte orientate alla sopravvivevnza della specie umana di animale mammifero gregario.

Ti va di parlarne?
A me interesserebbe molto.

Non ti spiace, vero, se mi metto in un angolo da ascoltare?


cool

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16
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@NinfaEco ha scritto:
@doctor faust ha scritto:

Esistono varie forme di attaccamento [amore erotico, filiale, parentale, amicale, affettivo, solidale, ecc.] che hanno diverse funzioni che scaturiscono dal nostro passato evolutivo, e tutte orientate alla sopravvivevnza della specie umana di animale mammifero gregario.

Ti va di parlarne?
A me interesserebbe molto.

Certo. Vediamo di fare una sintesi.
L'essere umano è un animale mammifero e gregario, ultimo prodotto evolutivo macroscopico, almeno finora.
Il suo istinto non cosciente è quello di perpetuarsi come specie.
Per fare questo ha generato dei meccanismi che glielo consentono attraverso l'accoppiamento maschio/femmina.
Questo accoppiamento è cercato per una spinta istintiva, che è l'amore erotico, che ha come finalità la procreazione.
Ma siccome il cucciolo umano ha bisogno di un lungo periodo di svezzamento, la natura ci ha dotati di amore filiale, volto verso la progenie.
Per ottenere questo c'e' bisogno di amore reciproco fra i coniugi, non più basato sull'amore erotico, ma sull'amore affettivo, più pacato e continuativo.

Ma il nucleo famigliare, da solo, va incontro a squilibri dovuti a mancanza di sicurezza, per cui ecco il significato dell'amore parentale, che ha la funzione di far sentire il nucleo famigliare dentro il gruppo e al sicuro dall'esterno.
Però non è sufficente, per cui l'amore solidale e amicale intervengono per stringere rapporti anche fra non consanguinei, con l'intento di una protezione e solidarietà che vanno a vantaggio di tutto il gruppo sociale.

In una società come la nostra, che non e' libera in natura, ma in cattività, ingabbiata come è da una vita artificiosa, disgregata e sovrapopolata, è facile confondere i sentimenti e essere assaliti da ansie e panico. E' la nevrosi da adattamento.

Da un punto di vista biologico abbiamo l'istinto che ci spinge comunque a mantenere lo schema originario, pur fra contraddizioni e ribellioni.
L'istinto nasce dal genoma, che racchiude le informazioni creative della specie. Il filo conduttore.

I geni sono alla base della nostra costituzione fisiologica, che e' costruita cosi per finalizzare l'esistenza.
I fini sono l'istinto di conservazione, di procreazione e di mantenimento della specie.
A questo ci pensa il nostro corpo, comandato da un sitema nervoso, che fa capo ad un cervello.

Questo cervello è stratificato evolutivamente in un cervello rettile, sede dell'istinto fattuale, di un cervello mammifero, sede dell'intelligenza emotiva, e di una neo corteccia, comune a tutti i mammiferi ma particolarmente sviluppata negli umani.
Mentre gli altri due cervelli inferiori producono impulsi, la neocorteccia produce intelletto e raziocinio, cioè azione progettuale coordinata.

La pruduzione di questi cervelli integrati è chiamata "mente" e ha la finalità di tradurre in azione la spinta naturale illustrata. E lo fa nei modi più disparati, pur di raggiungere il suo scopo adattativo ed evolutivo.

Perciò quello che chiamiamo "amore", in realtà è la sintesi di tutti questi aspetti, finalizzati all'esistenza e alla prosecuzione della specie, individuale e collettiva.

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17
musicante di brema
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@doctor faust ha scritto: Certo. Vediamo di fare una sintesi. L'essere umano è un animale mammifero e gregario, ultimo prodotto evolutivo macroscopico, almeno finora. Il suo istinto non cosciente è quello di perpetuarsi come specie. Per fare questo ha generato dei meccanismi che glielo consentono attraverso l'accoppiamento maschio/femmina. Questo accoppiamento è cercato per una spinta istintiva, che è l'amore erotico, che ha come finalità la procreazione. Ma siccome il cucciolo umano ha bisogno di un lungo periodo di svezzamento, la natura ci ha dotati di amore filiale, volto verso la progenie. Per ottenere questo c'e' bisogno di amore reciproco fra i coniugi, non più basato sull'amore erotico, ma sull'amore affettivo, più pacato e continuativo. Ma il nucleo famigliare, da solo, va incontro a squilibri dovuti a mancanza di sicurezza, per cui ecco il significato dell'amore parentale, che ha la funzione di far sentire il nucleo famigliare dentro il gruppo e al sicuro dall'esterno. Però non è sufficente, per cui l'amore solidale e amicale intervengono per stringere rapporti anche fra non consanguinei, con l'intento di una protezione e solidarietà che vanno a vantaggio di tutto il gruppo sociale. In una società come la nostra, che non e' libera in natura, ma in cattività, ingabbiata come è da una vita artificiosa, disgregata e sovrapopolata, è facile confondere i sentimenti e essere assaliti da ansie e panico. E' la nevrosi da adattamento. Da un punto di vista biologico abbiamo l'istinto che ci spinge comunque a mantenere lo schema originario, pur fra contraddizioni e ribellioni. L'istinto nasce dal genoma, che racchiude le informazioni creative della specie. Il filo conduttore. I geni sono alla base della nostra costituzione fisiologica, che e' costruita cosi per finalizzare l'esistenza. I fini sono l'istinto di conservazione, di procreazione e di mantenimento della specie. A questo ci pensa il nostro corpo, comandato da un sitema nervoso, che fa capo ad un cervello. Questo cervello è stratificato evolutivamente in un cervello rettile, sede dell'istinto fattuale, di un cervello mammifero, sede dell'intelligenza emotiva, e di una neo corteccia, comune a tutti i mammiferi ma particolarmente sviluppata negli umani. Mentre gli altri due cervelli inferiori producono impulsi, la neocorteccia produce intelletto e raziocinio, cioè azione progettuale coordinata. La pruduzione di questi cervelli integrati è chiamata "mente" e ha la finalità di tradurre in azione la spinta naturale illustrata. E lo fa nei modi più disparati, pur di raggiungere il suo scopo adattativo ed evolutivo. Perciò quello che chiamiamo "amore", in realtà è la sintesi di tutti questi aspetti, finalizzati all'esistenza e alla prosecuzione della specie, individuale e collettiva.
Questa interpretazione biecamente e aridamente organicista e meccanicista è agghiacciante. Nessuno nega che certe dinamiche esistano e siano previste dalla natura a protezione e conservazione di sè, ma esaurire un sentimento complesso come l'amore immiserendolo a un meccanismo gelido e strumentale tradisce avere dell'essere umano un'idea robotica e drammaticamente riduttiva. Tanto per fare un semplice esempio non è minimamente vero che l'amore erotico abbia come finalità la procreazione, questa è una deduzione soltanto tua. La spinta all'unione sessuale comprende in sè meccanismi di genere anche biologico, questo è chiaro, ma sono tutti in subordine a qualcosa che precede il biologico e lo sovrasta: la spinta a ricongiungere due parti spezzate della stessa antica unità. Tutto il resto è conseguente e discende da questa spinta primaria.

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18
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
la spinta a ricongiungere due parti spezzate della stessa antica unità. Tutto il resto è conseguente e discende da questa spinta primaria.

Il tuo riferimento platonico ha una sua ragion d'essere.

Infatti nella storia evolutiva l'intero, cioe' la cellula, si riproduceva per mitosi, cioè per separazione asessuata.

Ma con la comparsa dei primi organismi sessuati, che hanno aperto una più ampia possibilità di espasione delle vita e rimescolamento del DNA, questa unicità dell'intero è rimasta appannaggio degli organismi unicellulari, come i microbi o le amebe.

Per tutti gli altri organismi è iniziata la ricerca della metà mancate per riformare l'intero, ovvero riassemblare un genoma diviso e separato in due tronconi, e racchiso nei cromosomi.

Così è anche per l'essere umano.

L'aridità della spiegazione, a cui fa riferimento, è mitigata da un'altra funzione evolutiva della mente, cioè l'immaginazione e la fantasia.

Queste funzioni hanno il compito di rendere più appetibile una meccanica insoddisfacente, e si manifestano attraverso l'arte visiva e oggettuale, la poesia e la fiaba, la letteratura romantica, la mitologia e la religione.

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19
musicante di brema
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@doctor faust ha scritto:
la spinta a ricongiungere due parti spezzate della stessa antica unità. Tutto il resto è conseguente e discende da questa spinta primaria.

Il tuo riferimento platonico ha una sua ragion d'essere.

Infatti nella storia evolutiva l'intero, cioe' la cellula, si riproduceva per mitosi, cioè per separazione asessuata.

Ma con la comparsa dei primi organismi sessuati, che hanno aperto una più ampia possibilità di espasione delle vita e rimescolamento del DNA, questa unicità dell'intero è rimasta appannaggio degli organismi unicellulari, come i microbi o le amebe.

Per tutti gli altri organismi è iniziata la ricerca della metà mancate per riformare l'intero, ovvero riassemblare un genoma diviso e separato in due tronconi, e racchiso nei cromosomi.

Così è anche per l'essere umano.

L'aridità della spiegazione, a cui fa riferimento, è mitigata da un'altra funzione evolutiva della mente, cioè l'immaginazione e la fantasia.

Queste funzioni hanno il compito di rendere più appetibile una meccanica insoddisfacente, e si manifestano attraverso l'arte visiva e oggettuale, la poesia e la fiaba, la letteratura romantica, la mitologia e la religione.


Dovremmo dedurne che la filosofia è subordinata alla realtà biologica che la condiziona? Sciocchezze.
L'uomo non è composto di sola biologia fortunatamente, ma è una realtà complessa e multiforme in cui l'aspetto meramente materiale organico è solamente un terminale di qualcosa che, pur invisibile, se ne sta a monte e informa di sè ogni aspetto della materialità.

Colui cui sfugge questa verità è confinato in una prigione dalla quale vede solo un pezzetto di mondo a strisce.

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20
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Tu dici?

L'uomo non è composto di sola biologia fortunatamente, ma è una realtà complessa e multiforme in cui l'aspetto meramente materiale organico è solamente un terminale di qualcosa che, pur invisibile, se ne sta a monte e informa di sè ogni aspetto della materialità.

E quali sono questi supposti altri componenti? Me li sai indicare?

Io dico che chi non ha le idee chiare sulla nostra essenza umana fatta di lacrime e sangue non è neppure capace di aprire le ali per innalzarsi al di sopra di esse.

E comunque la filosofia esistenzialista positiva parte da questi presupposti.

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21
Aleister
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Viandante Storico
Viandante Storico
La caricatura pseudo-schopenaueriana sull'amore come frusta delle specie è un capolavoro di comicità. Una posizione deterministica abortita al suo (non) nascere, incapace di tenere conto delle sue stesse contraddizioni. Che sia di natura sociale, psicologica, sessuale, biologica il dominio del determinismo non è l'unica realtà, anzi, non è la realtà, bensì proprio l'alienazione, ed averla scambiata per realtà è frutto dell'alienazione medesima. Persino Nietzsche, come Spinoza, ha visto fino in fondo il determinismo: tutto come volontà di potenza.

Ma il campo della libertà si apre proprio nel riconoscimento profondo di questa gravità e della nostra sottomissione ad essa. Questa chiarezza, questa volontà di verità, si può considerare la più forte e raffinata espressione della natura (ed è qui che Faust si rivela incapace di pensare sino in fondo le sue stesse premesse), che si libera da pesi proprio per essere più vitale, più lucida, e così si converte in qualcosa di diverso, proprio perchè giunto al grado estremo (sublimieren in Nietzsche). Il riconoscimento dell'assoluto determinismo è l'esperienza stessa del distacco come esperienza della libertà di questo stesso riconoscimento. Siccome proviene da questa volontà di verità, l'appello a cercare se stessi, ad essere (o divenire) quel che davvero si è, fuori di ogni condizionamento, è in Nietzsche un appello verso l'alto, non verso il basso.

Perciò Nietsche esalta sempre la potenza dell'amore (dalle "Inattuali" fino allo "Zarathustra" ne "Il canto dell'ebbrezza"), perchè è in esso soltanto che l'anima apprende lo sguardo chiaro, che distingue e che disprezza, ma anche il desiderio di guardare oltre sè e di cercare un Sè più alto ancora nascosto. Alla discesa nel profondo corrisponde allora la scoperta dello spirito e la "grande salute" che ne deriva. Ma non chiediamo troppo al nostro doctor.....

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22
musicante di brema
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@doctor faust ha scritto:Tu dici?


E quali sono questi supposti altri componenti? Me li sai indicare?

Io dico che chi non ha le idee chiare sulla nostra essenza umana fatta di lacrime e sangue non è neppure capace di aprire le ali per innalzarsi al di sopra di esse.

Si, dico. E dico anche che chi non sa vedere nulla oltre le lacrime e sangue ha in sè quella "penia" che rende inutile ogni ulteriore argomentazione perchè ignora con ogni evidenza l'esistenza stessa delle ali, presupposto di ogni possibilità di trascendimento della dimensione grossolana.

Una "penia" che è un carcere già abbastanza duro per un essere umano.

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23
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Il riconoscimento dell'assoluto determinismo è l'esperienza stessa del distacco come esperienza della libertà di questo stesso riconoscimento. Siccome proviene da questa volontà di verità, l'appello a cercare se stessi, ad essere (o divenire) quel che davvero si è, fuori di ogni condizionamento, è in Nietzsche un appello verso l'alto, non verso il basso.

La volontà di imporsi è frutto della natura ferina della specie umana, che è territoriale. Proviene perciò dalle informazioni del nostro genoma, compreso quello di Nietzsche e di sua sorella, che di volontà di potere ne aveva ancora di più. Evidentemente c'era una vena di frustrazione, forse perchè non figliolava.

Gli appelli lasciano il tempo che trovano. Vedi gli appelli papali, o dei genitori. Quella che citi è letteratura, esaltata della tossicosi dovuta a sifilide e all'imminente pazzia per infezione sifilitica cerebrale.

esso soltanto [l'amore] che l'anima apprende lo sguardo chiaro, che distingue e che disprezza, ma anche il desiderio di guardare oltre sè e di cercare un Sè più alto ancora nascosto. Alla discesa nel profondo corrisponde allora la scoperta dello spirito e la "grande salute" che ne deriva.

Dovresti dirmi cosa e' per te l'anima, cosa è il sè e il grande SE, che mi sa tanto di Manitu' e del grande spirito delle celesti praterie del cielo.

Ma non chiediamo troppo al nostro doctor.....

Esatto. Non chiedere troppo. Anche la fantasia ha un limite.

E dico anche che chi non sa vedere nulla oltre le lacrime e sangue ha in sè quella "penia" che rende inutile ogni ulteriore argomentazione ..

In altre parole queste argomentazioni ulteriori non le hai.

PS Starei attento a parlare amore, di anima e di spirito, perchè si rischia di diventare patetici.

A meno che...

È l'amore che io agogno è l'amore che io voglio
è l'amore che mi avvolge e supera ogni scoglio
l'amor che non conosce nessun limite e confine
l'amor che dà il piacere dell' estasi sublime
che mi tormenta il cuore di piacere e di dolore
ma da un senso alla mia vita di tutto fa godere
che mi rapisce il senno e mi porta via la mente
e nulla è più importante null' altro conta niente

Così divento schiavo di un impulso di natura
che oscura la mia vista come l'ombra della sera
che trasforma la realtà in un mondo tenebroso
dove brancolo nel buio come fa il pazzo furioso
in cui non son più libero ma sempre disperato
in attesa dell'incontro in cui sarò placato
e vivo di momenti perché l' amor è un gioco
in cui godo e son felice ma solo per un poco KleanaInfoiata

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24
Aleister
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Viandante Storico
Viandante Storico
@Faust

Doctor, perchè mortificarti così? Ti basti spacciarti per counselor della ASL ma non cimentarti in altro. Ogni riga del tuo intervento è un suicidio: limiti la volontà di potenza alla volontà di imporsi, non hai mai letto Nietzsche (anzi direi tu non abbia mai letto, tout court). Bellissimo il tentativo di riduzione del pensiero nietzschiano alla storiella della sifilide, ignorando quanto scritto, tra gli altri, da Jaspers in "Genio e follia", ma pure da Boncinelli che smentisce radicalmente i tuoi frammenti da bignami di genetica. Continui poi a non vedere la contraddizione interna al tuo discorso sconclusionato in un dualismo natura-sopranatura che ne vanifica ogni sviluppo (parlaci almeno delle quattro discontinuità in fisica, biologia etc., per farci sperare che tu almeno abbia frequentato qualche testo). E chiedi cosa sia l'anima dimostrando, ancora, di non aver capito che di quella si parlava, non ente ma atto di distacco e nello stesso tempo pieno dispiegamento del "naturale". Per seguirti nel goffo tentativo di riduzionismo al fisiologico (ignori anche come, volendolo fare, lo si debba saper fare bene. Alla Deleuze o Bataille per esempio) direi che il tuo intervento è stato dettato da incipiente prostatite, per questo lo giustifichiamo. Non provarci più Faust, davvero... Sorriso Scemo

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25
musicante di brema
avatar
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@Aleister ha scritto:@Faust

Doctor, perchè mortificarti così? Ti basti spacciarti per counselor della ASL ma non cimentarti in altro. Ogni riga del tuo intervento è un suicidio: limiti la volontà di potenza alla volontà di imporsi, non hai mai letto Nietzsche (anzi direi tu non abbia mai letto, tout court). Bellissimo il tentativo di riduzione del pensiero nietzschiano alla storiella della sifilide, ignorando quanto scritto, tra gli altri, da Jaspers in "Genio e follia", ma pure da Boncinelli che smentisce radicalmente i tuoi frammenti da bignami di genetica. Continui poi a non vedere la contraddizione interna al tuo discorso sconclusionato in un dualismo natura-sopranatura che ne vanifica ogni sviluppo (parlaci almeno delle quattro discontinuità in fisica, biologia etc., per farci sperare che tu almeno abbia frequentato qualche testo). E chiedi cosa sia l'anima dimostrando, ancora, di non aver capito che di quella si parlava, non ente ma atto di distacco e nello stesso tempo pieno dispiegamento del "naturale". Per seguirti nel goffo tentativo di riduzionismo al fisiologico (ignori anche come, volendolo fare, lo si debba saper fare bene. Alla Deleuze o Bataille per esempio) direi che il tuo intervento è stato dettato da incipiente prostatite, per questo lo giustifichiamo. Non provarci più Faust, davvero... Sorriso Scemo

Ma la contraddizione è insita nello stesso nick scelto....doctor forse...Faust davvero no. KleanaOcchiolino

E invece da una parte vuol essere doctor, sottolineando la natura scientifica di ciò che afferma...dall'altra ammette invece una natura alternativa legata all'occulto imponderabile e magico, segnato di nero.

Interessante e rivelatore. Si potrebbe pure ipotizzare una iperrazionalizzazione di una condizione interiormente caotica e notturna alla quale strenuamente non si vuole offrire il sopravvento.

(Ora poi la prostatite...ecco, non saprei proprio.... rotolarsi dal ridere )

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