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Figli unici e unici figli: psicologia e crescita

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1
victorinox
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Viandante Residente
Viandante Residente
Avere tutte per sé le attenzioni, se significa essere seguiti porta anche al cosidetto “essere viziati”. Sono i rapporti cosiddetti “orizzontali”, quelli che si hanno cioè con persone alla nostra “pari, ad offrirci l’opportunità di confrontarsi, di competere, di mettersi in gioco e sviluppare quelle abilità che ci serviranno “da grandi. Se questo manca il bambino può non imparare a tollerare l frustrazione, divenendo contemporaneamente insicuro e arrogante. Non avendo competitori il bambino non può sperimentare il sentimento della gelosia, altra fonte di frustrazione. Inoltre il figlio unico, in caso di separazione dei genitori, potrebbe essere più vulnerabile n quanto non ha accanto qualcuno che sta vivendo la sua stessa condizione e che prova i suoi stessi sentimenti.
Infine essere al centro dell’attenzione è fonte di ansia perché comporta nel bambino la tendenza a far di tutto per essere all’altezza delle aspettative di genitori.
Quanto detto però secondo me deve imporre una riflessione. Si può essere figli unici anche se non si è nati soli. E’ l’atteggiamento dei genitori a rendete il figlio unico a richio di quanto sopra descritto.

Qual è la vostra esperienza di figli e/o di genitori?
Cosa avete avuto e cosa vi è mancato?
Come vi ha condizionato?
Possiamo ricavarne qualche idea ?

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2
Linda
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Viandante Residente
Viandante Residente
Io non sono affatto d'accordo.
Ho una figlia, che probabilmente rimarrà figlia unica, per una serie di motivi, per nostra scelta comunque.
Ho un marito, figlio unico. E che non ha risentito dei meccanismi deleteri che tu descrivi.
Ho una sorella, questo non ha evitato che ad esempio mia sorella crescesse viziata o con troppe aspetattive sulle spalle.
Oltretutto se parliamo di danni teorici ce ne sono a bizzeffe pure nell'avere fratelli.
Penso che non sia il caso di generalizzare e che ogni situazione debba essere considerata a sè stante.
Quanto alle frustrazioni, pensi davvero che le frustrazioni per un figlio ci siano solo ed esclusivamente con la presenza di un fratello?Non pensi che sia la vita a frustrare in automatico?
Pensi che un confronto fra pari, con relativi limiti e frustrazioni non sia presente anche semplicemente dovendosi confrontare a scuola o fuori casa?
Pensi che un confronto con qualcuno che è altro da sè non possa avvenire anche semplicemente con i propri genitori?
Mi pare un pò troppo semplicistico come discorso il tuo, se posso permettermi.
Il vizio, la mancanza di frustrazioni, l'eccessiva attenzione, possono esservi pure con 300 fratelli e dipendono esclusivamente da un errato modo che hanno i genitori di rapportarsi ai figli.

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3
PaperMoon
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Da ultima nata ho rischiato il soffocamento in culla più di una volta, e dopo avere distrutto (così dice, lei) tutte le sue bambole, le velleità omicide di mia sorella non si sono mai estinte. Manco ora che siamo due carampane (più lei che io).

Figlia unica no, ma mi sarebbe piaciuto molto avere un fratello.

Al giorno d'oggi fare molti figli è oramai un lusso e le famiglie monorampollo sono più numerose; tutto sommato i figli unici possono sempre scegliersi i fratelli ed evitare, o meglio posticipare, l'esperienza, anche formativa per carità, del rapporto caino-abele.

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4
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
PaperMoon ha scritto:
Al giorno d'oggi fare molti figli è oramai un lusso

sai che credo che pochi vedano i figli come un lusso?

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5
victorinox
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Viandante Residente
Viandante Residente
Linda ha scritto:Io non sono affatto d'accordo.
Ho una figlia, che probabilmente rimarrà figlia unica, per una serie di motivi, per nostra scelta comunque.
Ho un marito, figlio unico. E che non ha risentito dei meccanismi deleteri che tu descrivi.
Ho una sorella, questo non ha evitato che ad esempio mia sorella crescesse viziata o con troppe aspetattive sulle spalle.
Oltretutto se parliamo di danni teorici ce ne sono a bizzeffe pure nell'avere fratelli.
Penso che non sia il caso di generalizzare e che ogni situazione debba essere considerata a sè stante.
Quanto alle frustrazioni, pensi davvero che le frustrazioni per un figlio ci siano solo ed esclusivamente con la presenza di un fratello?Non pensi che sia la vita a frustrare in automatico?
Pensi che un confronto fra pari, con relativi limiti e frustrazioni non sia presente anche semplicemente dovendosi confrontare a scuola o fuori casa?
Pensi che un confronto con qualcuno che è altro da se non possa avvenire anche semplicemente con i propri genitori?
Mi pare un po' troppo semplicistico come discorso il tuo, se posso permettermi.
Il vizio, la mancanza di frustrazioni, l'eccessiva attenzione, possono esservi pure con 300 fratelli e dipendono esclusivamente da un errato modo che hanno i genitori di rapportarsi ai figli.

Sicuramente sono semplificazioni, ma credo si tratti di linee guida obbligate in certe condizioni, ferme restando due variabili:
- il ruolo dei genitori
- il ruolo dei figli
Un buon genitore può gestire saggiamente l'unicità del figlio. Un figlio può affrontare e significare la propria esperienza in modo da evolversi positivamente.
Anche per questo condivido la tua osservazione circa il poter essere figli unici tra 300 fratelli. Riferendomi a questo distinguo tra figli unici e unici figli: i primi possono essere allevati come se fossero i soli tra molti, i secondi sono figli nati soli ma magari allevati in modo differente.
Riguardo alle frustrazioni posso dirti che certamente esistono altre frustrazioni, ma il punto è proprio che l'unicità le rende più dure, intendendo per unicità ciò a cui ho accennato sopra.

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6
Kleana
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Viandante Storico
Viandante Storico
Da parte mia so solo che l'essere figlia unica ha pesato tantissimo sulle mie spalle e sulla mia testa, per vari motivi che non sto qui a raccontare.

Comunque penso che genitori responsabili possano tranquillamente insegnare, trasmettere e mettere in condizioni di ottenere per il loro figlio unico tutto ciò di cui necessità psicologicamente parlando, ma insegnargli sin da piccino a condividere e ad amare "il/i rivale/i" naturale/i (fratello o sorella che sia) è qualcosa che accresce e fortifica interiormente una persona in quantità inestimabile..

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7
Giglio Bianco
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Non so dire se il mio stato di figlio unico abbia influito particolarmente sulla mia crescita. Sicuramente l'ha fatto, perche' non conosco il rapporto che hanno le persone con i propri fratelli, e ho per forza di cose un altro approccio con le persone in generale, tanto che spesso mi dicono "tu secondo me sei figlio unico".
E ci prendono alla grande.

Ma non saprei dire esattamente dove stia la differenza, perche' non conosco un ambiente familiare ricco di persone, quantomeno non nella vita quotidiana, parlando di parenti diretti. In realta' non conosco un ambiente familiare "normale" in assoluto, e non posso dare la mia opinione come genitore perche' non posso avere figli.
Mi sarebbe piaciuto avere un fratellino, ma in compenso l'avrei preso come un'altra persona da proteggere, oltre a mia madre.

Pero' non sono mai stato veramente "solo", fra adulti e altri bambini (anche se questi ultimi li selezionavo molto scrupolosamente sin da subito), ero spesso circondato da persone.
Ho avuto per me molta attenzione, ero il figlio piu' piccolo in un'enorme famiglia, e lo sono stato per molto tempo. Questo pero' non mi ha "viziato" particolarmente, anzi, di vizi me ne sono sempre mancati a dire il vero.
Avevo un padre che desiderava insegnarmi che le cose andavano guadagnate. Che sarebbe andato anche bene se il pulpito non fosse stato quello che era.

Sentivo molto il peso delle aspettative, si, in particolare quelle disattese. E disattese con la passione di chi se ne fregava se le disattendeva, ma in compenso veniva considerato una serie di "errori di educazione" piuttosto che una persona. Cosa che e' un pelino insultante.
Forse sarebbe servito molto di piu' a loro avere un figlio per come lo chiedevano, dubito che sarebbero stati cosi' felici, vista la quantita' di necessarie storture che una cosa indottrinata e inquadrata in maniera quasi cieca si porta dentro. O forse si, chi lo sa...
Tanto sta dentro, nel frattempo puoi vantarti con gli amici!

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8
Candido
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Viandante Storico
Viandante Storico
victorinox ha scritto:
Qual è la vostra esperienza di figli e/o di genitori? Sono rimasto psicologicamente "figlio", anche adesso a 60 anni di età.
Cosa avete avuto e cosa vi è mancato? Come vi ha condizionato?L'affetto tutto "di testa" di mia madre, l'incomprensione di mio padre. Sono diventato un essere infelice e profondamente insicuro.
Possiamo ricavarne qualche idea ? Prima di nascere scegliamo i nostri genitori in modo tale da dover sostenere quelle "prove" necessarie alla nostra evoluzione.

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9
PaperMoon
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
NinfaEco ha scritto:
PaperMoon ha scritto:
Al giorno d'oggi fare molti figli è oramai un lusso

sai che credo che pochi vedano i figli come un lusso?

non il figlio in sè come un lusso, anche se con i tempi che corrono e la mancanza o poca solidità delle condizioni economiche di molti potrebbe anche essere,
ma il fare una cucciolata numerosa può essere visto come un lusso proprio perchè, in parole povere, se hai molti soldi puoi permetterti di crescerli nel migliore dei modi. Per un discorso puramente economico se una volta le famiglie erano per forza molto numerose, vuoi per mancanza di cultura contraccettiva vuoi perchè più braccia in famiglia erano considerate ricchezza, ora è l'opposto. Mi pare che sia una norma il figlio e mezzo (da statistica) per famiglia, e più rampolli li trovi esibiti da vip, persone con certa disponibilità pecuniaria o dai cattocumenali (ma anche in questo caso hanno una rete di solidarietà reciproca e quindi "economica" che glielo consente).
Il tutto senza considerare l'emergere di una figura femminile che oramai non si accontenta più, e non può, di realizzarsi solo nella maternità e quindi non è forse più disponibile all'accudimento di una prole numericamente importante

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10
hakimsanai43
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Viandante Storico
Viandante Storico
Kleana ha scritto:Da parte mia so solo che l'essere figlia unica ha pesato tantissimo sulle mie spalle e sulla mia testa, per vari motivi che non sto qui a raccontare.

Comunque penso che genitori responsabili possano tranquillamente insegnare, trasmettere e mettere in condizioni di ottenere per il loro figlio unico tutto ciò di cui necessità psicologicamente parlando, ma insegnargli sin da piccino a condividere e ad amare "il/i rivale/i" naturale/i (fratello o sorella che sia) è qualcosa che accresce e fortifica interiormente una persona in quantità inestimabile..
nascondersi
Una domanda del Maestro Krishnamurti ai genitori degli alunni

del College di Brookwood Park:

"Signori, se voi amaste i vostri figli,esisterebbe la guerra?"

Silenzio di tomba e nessuna risposta.

Perchè tutti sapevano che la risposta è: "NO !"

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11
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato


Personalmente penso che non ci sia un meglio o peggio a prescindere, ma che l'essere meglio o peggio sia la somma di troppi fattori per poter stabilire una regola.

Inoltre: a che punto della vita su puo' stabilire se fu meglio o peggio?

E per chi lo fu? Per i figli o per i genitori?

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12
Unachi
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Viandante Storico
Viandante Storico
doctor faust ha scritto:

Personalmente penso che non ci sia un meglio o peggio a prescindere, ma che l'essere meglio o peggio sia la somma di troppi fattori per poter stabilire una regola.

Inoltre: a che punto della vita su puo' stabilire se fu meglio o peggio?

E per chi lo fu? Per i figli o per i genitori?


Quotando questo intervento, aggiungerei : basta inserire nel quadro ipotetico un genitore puerile...(basta uno su due) ed ecco che...già si ribalta tutto (rispetto al tratteggio del post iniziale) . nascondersi

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13
beautiful stranger
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Linda ha scritto: Quanto alle frustrazioni, pensi davvero che le frustrazioni per un figlio ci siano solo ed esclusivamente con la presenza di un fratello?Non pensi che sia la vita a frustrare in automatico?
Pensi che un confronto fra pari, con relativi limiti e frustrazioni non sia presente anche semplicemente dovendosi confrontare a scuola o fuori casa?
Pensi che un confronto con qualcuno che è altro da sè non possa avvenire anche semplicemente con i propri genitori?
Mi pare un pò troppo semplicistico come discorso il tuo, se posso permettermi.
Il vizio, la mancanza di frustrazioni, l'eccessiva attenzione, possono esservi pure con 300 fratelli e dipendono esclusivamente da un errato modo che hanno i genitori di rapportarsi ai figli.

Sono d'accordo, è quello che rientra anche nella mia esperienza di "mamma unica". Mia figlia ha continue frustrazioni e insicurezze, che le derivano dai confronti e dagli scontri con gli amici. Forse ho avuto meno frustrazioni io, che avevo una sorella, e che ho sempre potuto fare fronte comune con lei, fregandomene degli altri, e evitando di affrontare il mondo cattivo.
Piuttosto il danno che vedo è di altro tipo: non è viziata, ma siamo davvero troppo concentrati su di lei, aspettative, ansie, preoccupazioni... Un bel peso, ma non riusciamo a trattenerci. E' davvero preziosa per noi. Mi rendo conto che sarà dura lasciarla andare, e lei si sentirà in colpa quando verrà il momento di farlo. C'è un rapporto troppo stretto, nel bene e nel male.

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