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Massimo Vaj
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Per me non è stato, come per te, un "cazzeggiare" sul forum, e non minaccio da dietro uno schermo e nemmeno davanti a un faccia. Io mi difendo solo dopo che si è mosso l'altro, perché ho dei princìpi da onorare che valgono più della mia stessa vita. A meno che, ovviamente, non si tratti di Zadig, lui lo massacrerei alla vigliacca e pure senza rimorsi, facendo poi il giro dello stadio con la pelle delle sue palle attorno alla schiena per prendermi le ovazioni della folla festante...

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Bumble-bee
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@Massimo Vaj ha scritto:Per me non è stato, come per te, un "cazzeggiare" sul forum, e non minaccio da dietro uno schermo e nemmeno davanti a un faccia. Io mi difendo solo dopo che si è mosso l'altro, perché ho dei princìpi da onorare che valgono più della mia stessa vita. A meno che, ovviamente, non si tratti di Zadig, lui lo massacrerei alla vigliacca e pure senza rimorsi, facendo poi il giro dello stadio con la pelle delle sue palle attorno alla schiena per prendermi le ovazioni della folla festante...

Oh beh, se è per questo nemmeno io minaccio. Tant'è che ti ho invitato a continuare... qui, nel forum.

Cosa diversa invece è se ci si trovasse di presenza. Di fronte a certe affermazioni, piuttosto che perdere tempo a spiegare concetti che potrebbero non essere capiti subito, io tenderei a ad usare un "linguaggio" più semplice, ma allo stesso tempo però molto più diretto. Diretto sul naso, appunto. Ti assicuro che non ci sarebbe alcun fraintedamento, solo qualche frattura, forse.

stammi bene.

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28
Massimo Vaj
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Perché minacciare in una situazione com'è quella in cui siamo? Che senso ha? Sono solo parole che contengono il bisogno di mostrarsi forti e coraggiosi, però da lontano. Non capisci che così facendo riveli esclusivamente la tua incapacità intellettuale e una debolezza tipica dei vili che urlano nascondendosi? Proprio non ce la fai a non essere un fascista? Ricorda che mussolini è stato preso a Mezzegra con bauli pieni delle fedi di matrimonio rubate alle donne dopo aver fatto ammazzare i loro mariti soldati. È questo il coraggio?

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Bumble-bee
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@Massimo Vaj ha scritto:Perché minacciare in una situazione com'è quella in cui siamo? Che senso ha? Sono solo parole che contengono il bisogno di mostrarsi forti e coraggiosi, però da lontano. Non capisci che così facendo riveli esclusivamente la tua incapacità intellettuale e una debolezza tipica dei vili che urlano nascondendosi? Proprio non ce la fai a non essere un fascista? Ricorda che mussolini è stato preso a Mezzegra con bauli pieni delle fedi di matrimonio rubate alle donne dopo aver fatto ammazzare i loro mariti soldati. È questo il coraggio?

No, la verità è che in altri tempi, mi sarei gettato a pesce dentro una polemica puerile e sterile come questa, mettendo in atto un flame che neanche ti immagini, invece ti sto dimostrando che per quanto mi riguarda, qui dentro (ma solo qui dentro), puoi continuare ad insinuare quello che ti pare, se ciò soddisfa il tuo ego più profondo.

Cosa diversa sarebbe se ci trovassimo uno di fronte all'altro, perchè vedi ognuno ha il proprio modo di soddisfare il propio ego. Tu devi solo recitare la stessa parte. Cioè dirmi in faccia (cioè di presenza) che sono un fascista.

E poi vedrai come sapremo spiegarci una volta per tutte.

ciao.

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Massimo Vaj
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Improvvisamente la lite prese una piega inusuale, come accade a un frutto quando si accorge di essere ormai maturo per precipitare verso il suo destino.
Rimbambleto, ormai al culmine della sopportazione, prese il coraggio a due mani che, fin lì, non aveva saputo di avere, e sferrò un destro fulmineo all'avversario il quale, ignaro di ciò che, secondo lui, mai sarebbe potuto accadere, stava davanti al monitor del suo computer comprato a rate, quasi tranquillo di essersela sfangata alla grande.
Il pugno attraversò l'etere, dopo aver infranto il vetro del Pc di Rimbambleto, e si divise per i circuiti elettronici fiondandosi attraverso la linea telefonica che, per questo, si intasò per cinque interminabili secondi. Poi esplose la rabbia chiusa all'interno della mano, dividendosi in ognuna delle dita di una mano che, qualche momento prima, era stata un pugno chiuso, entrando così nello schermo di Massimik, che si vide quattro dita (uno si era perso nell'etere, e per fortuna era il dito medio) annaspare contro il vetro, dall'interno, nell'evidente tentativo di graffiarlo.
Il terrore s'impossessò di Massimik, almeno fino a quando capì che le dita, ormai non più attaccate tra loro, non riuscivano a frantumare il vetro antiproiettile del Macintosh.
Ancora oggi Massimik ha un computer che pare un acquario dell'orrore, ma tutti sono convinti sia un salvaschermo originale che ha, al posto dei pesci, quattro dita che scodinzolano ormai dimentiche del loro dovere assassino. L'assenza del dito medio si fa sentire, certo, in quel fluire e rifluire della stupidità, ma Massimik non ne è rattristato perché il suo dito medio funziona ancora benissimo e, di tanto in tanto, dispiega le sue doti nel mandare saluti a Rimbambleto il quale, ormai, si può massaggiare il culetto stuprato solo con la mano sinistra. E lui odia la sinistra...

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31
Bumble-bee
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Successivamente massiminch si svegliò e ben presto realizzò di essersi sognato tutto. Niente di quanto si era sognato era accaduto, ne alcune dita giacevano qua e là, come aveva visto in sogno. Con calma, in silenzio, si diresse in bagno. Si lavò il viso, si guardò allo specchio, senza tuttavia riconoscersi. Una figura indistinta appariva di fronte a lui. Tutto era sfocato, tutto irriconoscibile, ma sapeva bene che quella figura non era altro che se stesso, anche se che era incapace di riconoscersi, in quel momento di rara lucidità in cui si trovava. Troppo tempo passato davanti al pc infatti aveva toccato la sua mente, la sua psiche. Da molto tempo non viveva più nella realtà, ma in un mondo virtuale dove tutto si mescolava, tutto si confondeva, dove le sue fantasie si trasformavano in certezze. Per provare stimoli e uscire quindi dalla totale monotonia della sua esistenza, cercava di volta in volta un antagonista, qualcuno con la quale lasciarsi andare, scaricando quelle frustrazioni quotidiane che piano piano assimilava. La cosa lo faceva sentire bene, perchè così facendo, allontanando da se stesso tutte le sue colpe e attribuendole agli altri, praticamente si autoassolveva, credendo così di essere casto e puro come un fanciullo.
Con più di un utente della valle si era scontrato, così come tante volte, specialmente dopo aver subito un ban o un ammonizione, aveva salutato tutti, affermando che non sarebbe più tornato. Tuttavia, così come il sole sorge e tramonta ogni giorno, indipendentemente dalla sua volontà, perchè facente parte di un disegno stabilito, anche massiminch puntualmente ricompare, in quanto anch'egli meccanismo di un disegno dal quale non riesce a ribellarsi, poichè succube si se stesso. Nella valle tutti avevano capito la situazione e silimitavano a compatire chi viveva quotidianamente nel disagio... mentale.

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Massimo Vaj
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Ah... il disagio mentale... considerava Massiminch, è la cosa più bella che può accadere a chi imbroglia se stesso, concluse non senza qualche tentennamento.
Sì, perché l'amaro della medicina, pur nell'inevitabile disgusto che suscita, predispone a una sempre possibile guarigione. Chi non subisce il peso del disagio psichico, di fronte alla propria inadeguatezza al vivere con dignità, è destinato a perdersi definitamente nell'immagine che si è fatta di sé, e che lo condurrà alla rovina alla quale ogni falsità dispone.
Così riflettendo si liberava dall'invidia che è possibile nutrire nei confronti degli individui che scelgono la felicità come proprio obiettivo e che sono disposti, per un roseo miraggio, a essere felici di rinunciare alla propria intelligenza.
Afferrò la scatola di scarpe piena di pillole rosa, che aveva sotto il letto, dello stesso colore dei miraggi, e se ne ingollò quattro in un colpo.
In fondo, pensò, anche il disagio mentale ha i suoi innegabili vantaggi...

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marimba
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Direttore del Corriere della Pera
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*

Sono ammirata. Mai un flame aveva preso una piega letteraria, per giunta così pregevole. Un esempio di maturità per tutti. In fondo, chi ce lo fa fare di scannarci, quando con un sorriso ironico si può essere anche più cattivi?


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Massimo Vaj
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Ah... la cattiveria... era un'altra questione che assaliva l'animo quando l'effetto delle pillole rosa scemava...
Per fortuna Massiminch conosceva le leggi eterne dell'esistenza e il suo balcone, come appendice di quel conoscere, rifioriva di cime colme di resina che delle piante magnifiche di marijuana vantavano, nella consapevolezza di poter aiutare l'equilibrio degli umani, così instabile da riuscire a pensare di poter vivere in un mondo di solo cemento. Sostanza ignobile che determina variazioni percettibili del livello di coscienza negli uomini solo quando, chi ha fatto l'impasto, ha esagerato nel metterci troppa sabbia...

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marimba
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Direttore del Corriere della Pera
Direttore del Corriere della Pera
*

Too much charas, my friend, not sand!


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Massimo Vaj
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La sostanza ignobile è il cemento. Praticamente infumabile...

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Bumble-bee
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°°°---°°°

Mise in bocca quelle quattro pillole rosa che aveva preso dalla scatola e bevve un sorso d'acqua per mandarle giù. Poi si distese sul letto, aspettanto che facessero effetto. Chiuse gli occhi e si rilassò, aspettando...

Ben presto cominciò a provare strane sensazioni. Dei brividi gli percorrevano tutto il corpo. La sua testa cominciò a girare... girare. Provò un senso di nausea e cominciò a sentire caldo, mentre una forte musica, molto ritmata, cominciava a farsi strada nella sua testa...


Attorno a se gli sembrava che tutto stesse girando velocemente. Le pareti, il pavimento, gli oggetti. Ad un tratto vide un'ombra in fondo alla stanza. Guardò meglio e vide una ragazza che ballava sorridendo, muovendo i fianchi e agitando le braccia in modo davvero sensuale, seguendo il ritmo di quella musica. Rimase affascinato dai suoi movimenti, tanto da fissarla con insistenza.

Lei continuava a danzare, molto divertita dall'espressione assunta da massiminch, che sembrava in trance, incapace di relizzare ciò che stava accadendo di fronte a lui. Quella ragazza era vera, o frutto della sua fantasia? Lui era sveglio, cosciente, o stava sognando?

Mentre si poneva queste domande, continuava a fissarla. Lei dal canto suo, continuava a dimenarsi, in maniera quasi spudorata, volteggiando su se stessa e muovendo le braccia, seguendo sempre il ritmo di quella musica che gli rimbombava in testa. I suoi movimenti sinuosi, cominciavano fare effetto. Provò infatti eccitazione, desiderio.

Guardò meglio. Cercò di capire chi fosse quella tipa e finalmente realizzò. "Ma si, era lei... Marimba!!" la dispettosa e irriverente Marimba, mitica presenza della valle dell'eco, con la quale spesso si era "punzecchiato" nel forum e che adesso si trovava di fronte a lui e danzava, danzava... come una venere appena uscita da un ruscello incantato. Si muoveva in modo perfetto, alzando le braccia, ora in alto, ora in basso, ora rivolgendole in avanti, verso di lui.

Osservandola, così bella, così sensuale, si accorse che lo stava chiamando a se attraverso gesti abbastanza eloquenti. Il classico richiamo delle dita che si curvano su se stesse, mentre lei continuava a danzare, sorridendo. "Vieni, vieni da me!" sembrava dirgli.

Lui, sempre più sbalordito, cominciò a realizzare. Cercò di avvicinarsi, per abbracciarla, per stringerla a se, preso da un improvviso desiderio lascivo e peccaminoso. Si accorse ben presto però che nonostante tentasse di dirigersi verso di lei, rimaneva fermo dove si trovava.

Lì per lì non capì cosa stesse accadendo. Lei era lì, di fronte a lui, il quale, preso da improvviso desiderio, non desiderava altro che raggiungerla, ma non ci riusciva. Qualcosa o qualcuno lo tratteneva sul posto. Cercò di svincolarsi, di trascinarsi con forza verso di lei, che continuava a ballare e ammiccare, tranquillamente, ma invano. Non capiva. Cosa stava accadendo? Eppure era tutto chiaro. Bastava solo che la raggiungesse per...

Provò a lottare con tutte le sue forze, di aggrapparsi a qualcosa per trascinarsi da lei, ma niente! non c'era verso. Non si muoveva di un centimetro. Sembrava "cementato" a terra. Credeva di impazzire. Il paradiso era a pochi metri da lui, ma non gli riusciva di raggiungerlo. Incredibile! Preso dalla disperazione cominciò a scalciare, a dare pugni a vuoto, nella speranza di liberarsi e, mentre più cadeva nello sconforto, più gli sembrava che Marimba cominciasse lentamente a dissolversi di fronte a lui.

I contorni cominciavano a diventare indefiniti, le luci piano piano si affievolivano, il suo viso cominciava a dissolversi, avvolto dalle ombre e la musica sembravava volgesse a termine.

Urlò, massiminch. Urlò come un disperato, mentre Marimba si dissolveva piano piano davanti a lui. Era sempre più indefinita, sempre più distante, nonostante continuasse a danzare e volteggiare su se stessa e chiamarlo a se. Massiminch si rassegnò all'idea che ben presto l'avrebbe persa.

E ad un tratto la musica cessò e anche Marimba all'improvviso scomparve, così come aveva previsto. Il silenzio ritornò ad avvolgere la stanza! Dove un attimo prima c'era lei che danzava sinuosamente, adesso rimaneva solo un ombra e niente più.

L'effetto delle pillole era cessato e con esso, tutto ciò che per un attimo avevano creato. Massimich riaprì gli occhi e con fatica si rialzò dal letto, dirigendosi verso il PC. Era tutto sudato, tremava. In viso ancora i segni dello sconforto. Sentiva il bisogno di scrivere, di manifestare tutta la sua rabbia, tutta la sua angoscia, tutta la sua cattiveria.

Si piazzò davanti al pc e cercò disperatamente qualche intervento di Bumble-bee



Ultima modifica di Bumble-bee il Mar 25 Ott 2011 - 8:51, modificato 1 volta

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Massimo Vaj
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Non c'è nessuno che conosca, più di quanto sappia un impasticcato, la profondità delle rughe di beatitudine che la vita imprime sulla sofferenza dell'essere conosciuta, e Massiminch, in questo, non rappresentava certo un'eccezione. Come tutti gli infelici di questo mondo era afflitto dalla necessità di tirarsi su il morale. Non che un impasticcato avesse proprio una morale, ma l'insieme di cazzate che gli servivano per sopravvivere senza farsi linciare dai frequentatori di chiese, a lui pareva potesse rappresentare un succedaneo che avrebbe assolto il gravoso compito. Quando nemmeno strappare le catenine d'oro alle vecchiette ti soddisfa più, ecco che capisci essere arrivato il momento per trovare conforto nell'infelicità delle altre persone. Il computer a questo serviva. Avrebbe potuto comprarsi un sacchetto di roba psicodrammatica decente, vendendo quell'ingombro elettronico assurdo pieno di rumorini sintetici, ma la felicità spremuta non sarebbe stata della stessa qualità. Il computer gli consentiva di conoscere disgrazie che avrebbero fatto impallidire dalla vergogna un secondino del braccio della morte, e nel bestiario che la rete esponeva si potevano pescare casi altamente incoraggianti che ridicolizzavano le proprie tragedie personali. Uno di questi lo intrigava assai, sollevandolo dal dover ricorrere all'inquietante smorfia dello spacciatore appostato fuori dalla farmacia sotto casa. Era, quello del forum, un caso quasi umano, di una tristezza tale che sarebbe riuscita a riempire di speranze anche i prigionieri di Guantanamo, se avessero avuto un computer collegato al Web.
Ogni volta che Massiminch era in debito d'ossigeno, di THC, di LSD, o aveva semplicemente finito i fiammiferi, si collegava a un forum; era un luogo virtuale ridente, dove nessuno pativa l'impoverimento intellettuale che riempiva di felicità le tasche nascoste della stupidità; un luogo ameno dove si adoravano scarpe zeppolate di puttanone da spiaggia, disprezzando i valori dello spirito, e vi digitava sopra, frenetico, alla ricerca della soddisfazione che non ha prezzo: un confronto nel quale la sua disperata storia personale potesse costituire un esempio di rettitudine, abnegazione e culto della santificazione dell'anima.
Lì poteva discutere di cose abbiette, facendole risaltare nel fango circostante come fossero perle di saggezza. Gli avatar coi quali interloquiva erano esterrefatti da tanta impudenza che aveva, nello sprezzo del pericolo, il filo rosso che legava tra loro le realtà basse di un mondo che agli occhi stupefatti dei frequentatori corrotti di quel luogo infernale risultava avere connotazioni da paradiso celeste.
Un forumista in particolare, tale Rimbambleto, sventolava valori di mafia fascista come fossero ricami di un vessillo da esporre nel tempio dello spirito del guadagno personale. Un altro, sedicente anarco-comunista, grasso come uno di quei salsicciotti pieni di mistero che servono, a fette, nelle mense aziendali, pontificava cagate isteriche che risparmiavano, per misericordia nostrana, solo la sua mammina. Ma l'ambiente dove si godeva maggiormente era il salotto buono degli intellettuali colti, là dove non oserebbero sedersi nemmeno le aquile dal pensiero acuto come la vista, dove si sciorinavano teorie mal comprese, si facevano citazioni diverse da quelle che s'incrociano nelle stanze dei tribunali, e s'avanzavano ipotesi ardite sul colore delle mutande degli angeli. Disquisire di cultura con questi figuri dava la stessa soddisfazione di un pugno dato allo stomaco dell'amministratore di un condominio, ed esentava dal bisogno di stupefarsi chimicamente.
Infine c'era il lato femminile del forum, dove la velenosità e la cattiveria gratuita signoreggiavano leggiadre, in un balletto dove gli occhi dello spettatore mai si sollevavano dal loro culetto virtuale, compiacendo, di conseguenza, l'autostima delle pulzelle danzanti.
Ma allo stesso modo di quanto accade nei cimiteri tutto, a questo mondo, ha un termine, e pare anche che la felicità non lo ignori. Così, per assicurarsi l'incerto domani, anche l'oggi dovrà essere spento. Spento come le coscienze di un mondo che da un tipo di virtualità si deve trasferire a un'altra virtualità, quella che non sarà mai soddisfatta di sé fino a quando non conoscerà le ragioni del suo esserci, e quando queste saranno conosciute... non segnerà altro che l'inizio di un'avventura dalla disperazione ancora più crudele...

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