Gli animali hanno un’eccezionale capacità di prevedere eventi che non sono ancora accaduti e possiedono un senso dell’orientamento grandissimo.
Basta che i loro padroni pensino di rincasare perchè l’animale intercetti quest’informazione ed inizi ad attendere il proprietario. Queste capacità sono del tutto normali e ravvisabili anche nell’uomo, ma la maggioranza delle persone hanno progressivamente perduto l’uso di questa facoltà perché era diventata pressoché irrilevante ai fini della sopravvivenza. Secondo alcuni essa riappare in quello che
Nell’opera “Il settimo senso degli animali”, Sheldrake ipotizza che questa capacità di percezione forte negli animali avvenga attraverso i campi morfici.
Sarebbero campi d’informazione sottostanti allo sviluppo e crescita di ogni cosa. Sarebbe delle strutture grazie alla quali le cose assumono la loro forma o la loro organizzazione. Non sono fissi , ma si evolvono, e la loro struttura dipende da ciò che è accaduto in precedenza, cioè il campo morfico ha “memoria del passato”. Si rafforzano attraverso la ripetizione e i campi rafforzati dalla ripetizione si ripropongono più frequentemente. In altre parole, la teoria dei campi morfici sostiene che se lo stesso fenomeno avviene più volte, si forma un campo morfico, il quale esercita la sua influenza su sistemi successivi mediante un processo chiamato risonanza morfica.
Se l'individuo di una specie impara un nuovo comportamento, il campo morfico cambia e la risonanza morfica si trasmette all'intera specie. La risonanza morfica è un processo per cui ogni individuo facente parte di una specie attinge alla memoria collettiva della specie (o campo morfico della specie) e si sintonizza con i suoi membri passati, contribuendo così all’ulteriore sviluppo della specie stessa.
I campi morfici sarebbero collegati tra loro, e lo sarebbero in un “tempo” al di fuori di quello lineare, un tempo della memoria presente che porta con sé informazioni necessarie al disegno creativo delle cose. In questo senso le leggi della fisica sarebbero da intendersi come delle abitudini della natura, soggette ad evoluzione.
Altre informazioni le trovate qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Rupert_Sheldrake
Cosa ne pensate?
Teoria fondata?
O soltanto fantasiosa?
Basta che i loro padroni pensino di rincasare perchè l’animale intercetti quest’informazione ed inizi ad attendere il proprietario. Queste capacità sono del tutto normali e ravvisabili anche nell’uomo, ma la maggioranza delle persone hanno progressivamente perduto l’uso di questa facoltà perché era diventata pressoché irrilevante ai fini della sopravvivenza. Secondo alcuni essa riappare in quello che
Nell’opera “Il settimo senso degli animali”, Sheldrake ipotizza che questa capacità di percezione forte negli animali avvenga attraverso i campi morfici.
Sarebbero campi d’informazione sottostanti allo sviluppo e crescita di ogni cosa. Sarebbe delle strutture grazie alla quali le cose assumono la loro forma o la loro organizzazione. Non sono fissi , ma si evolvono, e la loro struttura dipende da ciò che è accaduto in precedenza, cioè il campo morfico ha “memoria del passato”. Si rafforzano attraverso la ripetizione e i campi rafforzati dalla ripetizione si ripropongono più frequentemente. In altre parole, la teoria dei campi morfici sostiene che se lo stesso fenomeno avviene più volte, si forma un campo morfico, il quale esercita la sua influenza su sistemi successivi mediante un processo chiamato risonanza morfica.
Se l'individuo di una specie impara un nuovo comportamento, il campo morfico cambia e la risonanza morfica si trasmette all'intera specie. La risonanza morfica è un processo per cui ogni individuo facente parte di una specie attinge alla memoria collettiva della specie (o campo morfico della specie) e si sintonizza con i suoi membri passati, contribuendo così all’ulteriore sviluppo della specie stessa.
I campi morfici sarebbero collegati tra loro, e lo sarebbero in un “tempo” al di fuori di quello lineare, un tempo della memoria presente che porta con sé informazioni necessarie al disegno creativo delle cose. In questo senso le leggi della fisica sarebbero da intendersi come delle abitudini della natura, soggette ad evoluzione.
Altre informazioni le trovate qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Rupert_Sheldrake
Cosa ne pensate?
Teoria fondata?
O soltanto fantasiosa?











