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Alle porte dell'infinito

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The Royal
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Settembre

Arrivera' Settembre
e nelle notti silenti

io saro' solo sotto un cielo
che ha il colore della mia mestizia.

Non ci sara' il vento
e nel crepuscolo scorgero'

il preludio di una notte
profonda come il mare.

E sara' la fine di un'estate
che mi porto' sulle ali del sogno

quando m'illuse
che tutto sarebbe stato diverso.

Oramai la luce si spegne
come il canto di una stella
che ha finito di brillare.



Ultima modifica di The Royal il Mer 16 Feb 2011 - 23:49, modificato 2 volte

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marimba
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Su con la vita... BeautyfulSuina BeautyfulSuina BeautyfulSuina BeautyfulSuina BeautyfulSuina BeautyfulSuina BeautyfulSuina BeautyfulSuina

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The Royal
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marimba ha scritto:Su con la vita... BeautyfulSuina BeautyfulSuina BeautyfulSuina BeautyfulSuina BeautyfulSuina BeautyfulSuina BeautyfulSuina BeautyfulSuina

Ciao, Marimba.Come al solito sprizzi simpatia da tutte le parti.Ma il fatto e' che io non e' che sia depresso, anche se talvolta l'idea di lasciare l'estate mi da' fastidio, e' che io ho voluto prendere il pretesto di settembre per creare una poesia.Comunque ti posso assicurare che in questo momento, la tua umanita' per l'uomo e verso l'uomo mi sta facendo venire le lacrime agli occhi.



Ultima modifica di The Royal il Mer 16 Feb 2011 - 23:30, modificato 2 volte

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marimba
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Direttore del Corriere della Pera
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Va bene. Per consolarti ti dò una notizia: l'estate non è finita!!!!
Ci sono ancora una ventina di giorni!!!!
Allegria!!!!


(funziona? no, eh...)

imbarazzo

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The Royal
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Quando al mattino salgo sul bus per recarmi la' dove tutti i giorni vado, ho la sensazione che gli altri siano un passo piu' avanti di me. Partiamo ed il paesaggio incomincia a scorrere come se fosse un rotolo che se ne va' non si sa dove.Mentre viaggiamo resto fermo, assorto nel pensiero di un giorno uguale agli altri,che pero' stranamente mi fa' sperare in non so' che cosa.Ed imparo a credere in me' stesso interrogandomi su che senso abbia quella vaghezza grigia, che il sole rende colorata e sinistramente suadente. Il mio lavoro e' diventato una sorta di religione civile che mi portera' all'eta' dell'oro e ne faro' una bandiera morale che mi dara' la dignita' di presentarmi a testa alta a chi sapro' io.Arrivo sul posto e scendo. E prima di entrare nella sede mi siedo alcuni minuti in panchina a contemplare quella realta' che mi avvolge e che per una meccanica magia mi sfugge anche moralmente. Sembrano tutti determinati all'infuori di me' che vivo in un'urna di cristallo prigioniero di me stesso e dei miei limiti esistenziali.Non so' se essere pessimista od ottimista. E nello stesso tempo mi auguro che la vita non mi sfugga di mano lasciandomi definitivamente naufragare in un vortice fatto di non si sa' che cosa.Stamane risplende il sole, ma e' come se non risplendesse. E se non risplendesse vorrei che ci fosse.Lo agognerei. Mi attacco a questa meschina speranza per non vedere in faccia quell'orrendo deserto esistenziale ammantato di consolazione.Ma i minuti sono passati e mi devo alzare dalla panchina per entrare. Mi prende uno strano conforto ed incoraggiamento poiche' c'e' una molla invisibile che mi spinge ad andare avanti.Ne vale la pena.Ne vale la pena. E mentre mi accingo a varcare la soglia penso a quando stacchero' per riprendere al pomeriggio. Lascio fuori il sole ed il mondo, e mi addentro nel mio mondo quotidiano che per la verita' e' anche abbastanza spazioso, anzi e' immenso, come il mondo. Perche' e' il mio mondo dentro al mondo che e' fuori.Ma sono io il mondo e li detengo tutti e due anche se sembra che io ne sia schiacciato. Inizio il lavoro ed improvvisamente mi viene in testa quel monumento ai caduti che si trova nella mia citta' ed ai cui piedi e' scritto:"Or piu' non batte che l'ala del mio sogno". Non capisco come mai mi sia venuto in mente quel simulacro.Ma vorrei tanto che quella maledetta angoscia che mi uccide se ne andasse.

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"Din don!", la sua voce risuono' di sotto in quel caldo mattino d'estate. Il mio amico sovraintendente era passato per portarmi quel regalo a causa di cui gli avevo fatto un autentico "massaggio del cervello" fino al punto di stancarlo:amichevolmente s'intende. E cosi' mi aveva accontentato:una riproduzione della Gioconda, dipinto che io ho sempre adorato e venerato. Lui da buon amico aveva incaricato un suo ex allievo dei tempi
di quando faceva il docente di procedere nella riproduzione. Ed io, sapendo cosa mi avesse portato,mi precipitai per le rampe di scale di quella casetta che avevo acquistato la', proprio guarda a caso nel periodo della sua sovraintendenza al museo. Mentre lo facevo salire con il "dente del leone" tra le mani gli dissi :"Come mai sei passato proprio stamane.......". Mi replico':"Stiamo rivedendo i sistemi di allarme, oggi siamo fermi, c'e'tutto all'aria, ci sono anche altri dirigenti. Poi ieri, durante la revisione dei circuiti davanti alla Gioconda, mi ci hanno lasciato me', sono andati al bar, mi e' venuta una rabbia......avevo voglia di licenziarmi..........adesso anche il piantone per i comodi degli altri". Ma vediamo il quadro". E saliti su' di sopra ci mettemmo in soggiorno e lo scartammo. Restai senza fiato. Senza fiato. " Ma questa riproduzione e' bellissima", dissi, ed egli "Ah, guarda,quel mio allievo li' ha sempre avuto una mano prodigiosa" .Quella magica riproduzione aveva una immediatezza ineffabile:sembrava vera. L'appendemmo in un chiodo libero e non ci furono parole di fronte a quella meraviglia."Certo che pero' quel tuo allievo ....", "Hai visto che talento?", mi disse lui. E soggiunse:"Facciamo un salto al museo adesso, dai, siamo ancora chiusi , ti faccio vedere un' po', vieni con me' ed andiamo dove vogliamo".Salimmo in auto e raggiungemmo la meta. La prima opera davanti alla quale mi porto' fu' proprio la Gioconda: allarmi disinseriti, guardie giurate che andavano e venivano con schede varie, pc portatili da tutte le parti chei tecnici seminavano un'po' qua ed un po' la'. Ed io restai ammagliato di trovarmi per la prima volta davanti a quel capolavoro che era La Gioconda di Leonardo. "Sai, pero' devo dirti una cosa : vista dal vivo, non e' poiche sia tanto un gran che. Preferisco di gran lunga la riproduzione che mi hai portato. E' piu gloriosa: l'originale, invece e' cosi', cosi'.......smorto......". "Scoppio' a ridere: " Ah si?". Mi avvicinai ed incominciai a scrutarla, da profano, ma restai stranamente deluso, si' era bella la Gioconda ma era cosi'......mah........ Mi avvicinai ancora alla cornice e guadando in basso verso l'angolo destro,scorsi come una specie di sporgenza cartacea,ma molto molto piccola. Feci un gesto temerario e alzai lentamente il quadro spostandolo appena: era una piccolissima etichetta plastificata su cui era scritto: " Ateliers d'art Reproduit avec autorisation Prix 300 euro". Restai immobile perche' mi accorsi che stavo sudando freddo ,le mani iniziavano a tremarmi ed anche i muscoli facciali mi si stavano orrendamente contraendo per l'angosciante tensione . Lui mi venne quasi davanti fissandomi con quel maledetto sorriso di ghiaccio..............

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La Regina dell'Universo


Quando mi sei apparsa
nel silenzio della notte

mi hai preso per mano
conducendomi in un luogo

dove le stelle
erano sotto i nostri piedi.

Hai fatto un cenno sublime
ed ho visto l'incantesimo del tutto

dove il passato il presente ed il futuro
si soffermavano davanti a me

come nuvole fatte di pensieri.
Poi riabassando la mano
tutto e' svanito

e sei rimasta al mio fianco muta e splendente
mentre il tuo mistico chiarore
accarezzava ogni cosa.

Io non ho piu' capito dove finisse la terra
ed incominciasse il cielo

poiche' tutto il mondo non esisteva piu'
e si dissolveva davanti al tuo volto
ammantato di luce eterna.



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Sono le 5.45 del 14 Gennaio e fa' un freddo cane.Sto per salire a bordo del "Pitagora", il traghetto di cui sono comandante e con cui devo perlustrare il porto come ogni mattina. Ma oggi, oltre a questo dannatissimo freddo c'e' anche una nebbia irreale.Assurda, irreale e fitta.Talmente tanto fitta che quando mi accingo ad attraversare la passrella che mi porta a bordo, intravedo a malapena Joy, il mio secondo. Il Pitagora..........45 metri di attrezzi vari, sonde, radar, ancore e tutti gli arnesi possibili ed immaginabili per operare in una zona costiera che stamane e' pervasa da quella dannata nebbia che sembra calata per complicare le cose. Quando sono a bordo, vado subito sulla plancia per osservare la situazione che e' cosi' tetra, ma cosi' affascinante. C'e' solo un grigiore plumbeo da tutte le parti, mentre la luce dell'alba che si sta avvicinando e' solo un velo misterioso e sinistro che rende tutto greve ed opprimente.Almeno questa mattina. "Mi sembri piu' nervoso del solito"-e' Joy che mi ha raggiunto alle spalle e mi giro verso di lui. Un metro e novanta , ventisette anni e buono. Buono come il pane. Mi ha sempre obbedito ciecamente ed io l'ho sempre rispettato come se fosse un fratello, anzi, molto di piu'. "No,Joy, -riprendo io e' che stamane mi sento un mostruoso peso sullo stomaco"."Capisco, riprende Joy ,abbozzando un timidissimo e discreto sorriso; e' in casa adesso? sempre se non sono indiscreto". Ed io:" No, non sei indiscreto, e per la verita' quando mi sono svegliato lei non c'era.....come una delle tante volte.....tutte queste situazioni che si trascinano da mesi e mesi, Saprai anche , Joy, che stiamo per divorziare". E lui :"Me ne hanno parlato i colleghi e non vorrei che ti sembrasse che...."ma figurati, riprendo io,quando c'e di mezzo una donna che ti combina giochi a questo modo c'e' ben poco da fare". Ma mi devo interrompere perche' sento il rombo di una jeep:sono gli altri dell'equipaggio che stanno arrivando e dopo essere scesi vengono subito a bordo. "Salpiamo", ordino io ,e poco dopo si inizia a sentire un sordo rumore di fondo, mentre le ancore vengono levate e ci accingiamo lentamente a percorrere una traiettoria segnata dal radar, poiche' ad occhio nudo sarebbe impossibile muoversi. La luminosita' lentamente inizia ad aumentare e rende tutte le sagome sinistre ed opprimenti.In tutti questi minuti io sono sempre rimasto in piedi sul ponte,mentre Joy si e' allontanato verso la cabina di comando.Passano ancora altri minuti, credo siano pochi, ma non so' come mai stamane sembrano un'eternita' angosciante e senza fine:si direbbe che stia per essere rivelato qualcosa che era sempre stato nascosto.E mentre il freddo mi sta frustando con un sadismo efferrato, mi domando cos'altro ci sia da rivelare che non sia mai stato palesato prima , oltre al fatto che io venga sentimentalmente tradito da una donna che ha trasformato le notti e le albe in una torre di babele vergognosa e scandalosa. Mi balena per la testa un pensiero opprimente......ma guarda un'po' quella se mi deve combinare una cosa del genere............"Prendi un'po' di cioccolata calda?" E' di nuovo Joy a qualche metro da me: No, grazie, niente colazione" Okay, ribatte lui ed aggiunge: Mai vista una nebbia del genere , navighiamo solo da pochi minuti, e sembra che siano passati secoli.""Ed ancora si rivolge a me' ed io mi giro di nuovo verso di lui:" Non vorrei che ti arrabbiassi, ma se domani sei sempre in queste condizioni morali, se vuoi imbarchiamo su qualche donna, lo sai com'e' la situazione qui dai moli". "Ma no, Joy, dai, cosa vuoi che........" " Capisco, ribatte Joy, e si dirige di nuovo in cabina dove ci sono anche gli altri sei.Io sono rimasto sempre fuori, ed intanto e' praticamente giorno, ma la nebbia persiste in un modo semplicemente osceno. Si intravedono appena le sagome delle altre imbarcazioni piu' distanti e nulla piu'.Non ero mai stato cosi' fermo all'esterno per tutto quel tempo.Improvvisamente, Ray, lo chiamo cosi' col nome abbreviato, un timoniere abilissimo, esce di corsa per venirmi incontro:"Stiamo per incrociarci con un'altro traghetto, l'abbiamo visto sul radar".Poi detto questo rientra in cabina . Dovrei rientrare anch'io, ma non so perche' continuo a restare li'.Passa qualche istante e dalla nebbia lentamente incomincia ad avvicinarsi una sagoma nera che e' quella dell'altro traghetto. Andiamo pianissimo, noi e loro.E man mano che l'altra imbarcaziane si avvicina,percepisco un vocio sul ponte di quel traghetto, vocio nel quale spicca una voce di donna.Resto sempre fermo con le mani in tasca ed intanto le due imbarcazioni passano a pochissimi metri una dall'altra, manovarate da provetti timonieri. Le sagome diventano sempre piu' chiare ed il vocio sempre piu' nitido, mentre la nebbia, anche se e' praticamente giorno regna sovrana.Continua l'incrocio a passo d'uomo, mentre io mi interseco visivamente con quel gruppetto dell'altra imbarcazione che poi in realta' e' composto da due persone: e le vedo quasi chiaramente.L'uomo mi sembra di conoscerlo, dovrebbe essere un sottotenente di vascello......non riesco ancora a distinguere bene la donna che sta' ridendo con lui, ma a questo punto ci stiamo intersecando a pochissimi metri ed adesso .................ed adesso riesco a vederla bene in volto quella maledetta che quando mi sono svegliato non ho piu' trovato nel letto.........ed allora siamo quasi di fronte, tiro fuori le mani dalla tasca, le protendo verso l'alto, poiche ' lei mi ha visto e riconosciuto e le urlo con le lacrime agli occhi:"Tu sei una maledetta.........sei solo una miserabile maledetta........" E lei sorride agitando la manina, mentre quella schifosa scena viene lentamente eclissata dalla romazesca nebbia di stamane.Forse passano venti secondi, l'altro traghetto e' sparito nel grigiore, ma sento che alle mie spalle c'e' qualcuno. Sono i miei uomini che tranne il pilota rimasto in cabina, sono usciti, poiche' hanno assistito a quella irreale vergona.Tra di loro c'e' Joy con il termo della cioccolata calda in mano che mi dice: "Si', pero' adesso la bevi una cioccolata calda, vero, comandante? Perche' se non bevi noi non ti vogliamo piu' come comandante." Cosi' dicendo mi porge il tappo del thermo con dentro quella cioccolata, mentre un altro mi osserva con amicizia sfiorandomi il braccio.Prendo la cioccolata e ci guardiamo in giro:ci sono le sagome dei pontili di attracco, che lentamente passano, mentre la nebbia ancora persiste come una remota maledizione.

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Io vivro' per te
e portero' il mio spirito
al dila' del domani.

Tu mi avrai per sempre
ed eternamente accenderai nel mio cuore
la fiamma della vita.

Non moriro' mai piu'
e non avro' mai piu' lacrime, poiche' tu
o Sovrana della Luce

o Risplendente
hai trasformato la mia carne
in un'aura mistica

che venera solo te.



Ultima modifica di The Royal il Mer 3 Nov 2010 - 22:47, modificato 1 volta

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Ti ho tolto la parola
e Ti ho voluto silenziosa
affinche' la luce dell'amore
risplenda sul Tuo volto.
Io conosco il dominio
e detengo il soffio della vita.
Tu mi adorerai per sempre
mentre i bagliori del fuoco divino
illumineranno il Tuo volto
che conosce solo me.

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The Royal
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GLI STIVALI DORATI DEL BARONE FRANKENSTEIN


Quando mi seducesti per la prima volta
indossavi il frac nero e gli stivali dorati
e sorridendomi mi prendevi per mano
facendomi danzare
mentre gli altri guardavano compiaciuti.
Tu fosti il mio Signore ed il mio Padrone
quando esercitasti su di me il Tuo Potere
incoronandomi Sovrana Eterna
poiche' allora io ero la Tua Verita'.


"Questo tacchino con l'uva non e' di mio gradimento", disse Lei indugiando austeramente con la forchetta d'oro in mano.Ed io replicai: "Stai tranqulla mia cara, lo diro' ai cuochi". "Sei un mostro- continuo' Lei iniziando a fissarmi con quei fantastici ed angoscianti occhi magnetici bordati di nero".Allora io alzai lo sguardo ed incominciai a guardarLa in volto: sapevo cosa mi avrebbe rinfacciato di li' a poco. E riprese: " Io e gli altri eravamo una comunita' libera e felice; avevo persino fondato un forum dove si parlava dell'arte della musica e della vita........poi sei arrivato tu con il tuo linguaggio osceno e menzognero ed hai usurpato le nostre esistenze". Io continuavo a fissarla negli occhi mentre Lei aveva sempre in mano quella regale forchetta d'oro che sembrava brandire minacciosamente. Prosegui': " La sera del raduno che tu volesti in questo opprimente castello ,dopo l'ultimo boccone di dolce cademmo tutti in un sonno misterioso . Quando ci svegliammo eravamo tutti sui tavoli anatomici e ti domandavamo perche'.........ma tu non rispondevi e dal fondo ci guardavi impassibilmente con quel tuo camice bianco ,vestito del quale, hai procurato al genere umano sofferenze indicibili.Poi ci riaddormentammo misteriosamente un'altra volta e quando ci risvegliammo, gli altri si trovarono con livree viola bordate di velluto impaiettato mentre stavano accudendo silenziosamente alle mille cose di questo luogo dove tutto parla di te che hai il sadismo negli occhi, mentre io mi sono ritrovata con questa tunica rossa tempestata di smeraldi e rubini e con questa corona d'oro e diamanti, condannata dal tuo egoismo a viverti eternamente a fianco come un cadavere animato a cui tu hai donato la giovinezza e la bellezza eterna".Allora io continuando a guardarLa replicai : " Dovresti essermi riconoscente, per averti incoronato Sovrana senza fine....." Lei a sua volta lascio' cadere la forchetta nel piatto di preziosissima ceramica dove si trovava quella porzione prelibata di tacchino ed uva ed odiandomi ancora di piu' disse :" Ma ti sei almeno reso conto della violenza morale che tu hai usato nei mei confronti quando mi hai tolto la gloria della femminilita' per trasformarmi in una statua di carne incorruttibile che per sempre sara' come tu ora mi vedi...........". Io mi alzai dal tavolo e mi diressi lentamente verso il fondo della stanza, divaricai leggermente le gambe ed incrociai le braccia dicendole:"Tu sei mia ed io ho il potere della vita su di Te per sempre.......per sempre......". Lei si alzo' lentamente e trascinandosi la tunica, prima di entrare nella Sala della Notte dove avrebbe riposato, si fermo' e girandosi un attimo di profilo, riprese: " Tu sei un mostro immorale.......tu sei solo un mostro......" Distolsi per un attimo lo sguardo da Lei e guardai verso la grande vetrata che dava sulla Valle. Era il crepuscolo e lontano si udivano gli echi delle voci dei valligiani che disperati li stavano cercando, ma non sapevano che loro erano presso di me, nella mia dimora. Poi sentii un rumore di legno urtato provenire dalla Sala della Notte. Era il coperchio della bara che si era abbassato: avrebbe riposato fino a domani per poi rionorami a tavola con il Suo sfarzo di diamanti e con quella bellezza senza fine che io avevo voluto conferirLe. Si.......Lei e' mia io l'ho voluta cosi' perche' sono io che ho in pugno il soffio della Sua vita. Mi girai di fianco dove c'e' un grandissimo specchio a muro bordato di legno imbronzinato e mi guardai: avevo il frac nero e gli stivali dorati, proprio come la prima volta in cui La chiamai a me.........Io sono Frankenstein e per me la vita e' qualcosa di profondamente diverso da come il mondo la concepisce.........



Ultima modifica di The Royal il Ven 3 Dic 2010 - 22:13, modificato 1 volta

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gep-

Viandante Residente
Viandante Residente
The Royal ha scritto:Il rifiuto

Ho detto "no"
ed ho chiuso il mondo

in una scatola di cartone.

Adesso sono solo
davanti al cemento

trasparente

della mia nullita'.


Quella pianta sulla scrivania

Ti guardo mentre ti confondi
nel grigiore quotidiano.

Vorresti parlare
ma taci.

Ed i tuoi colori stanchi
danzano

nell'indifferenza

di questo giorno
banale.


sono molto belle party

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The Royal
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gep- ha scritto:

sono molto belle party


Ti ringrazio Gep per il tuo giudizio e scusa il ritardo: ho notato solo ora il tuo intervento. A presto. BeautyfulSuina BeautyfulSuina
BeautyfulSuina

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The Royal
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INTERNATIONAL GOLDEN TV


"E piantala di urlare una buona volta per tutte", mi apostrofo' Santiaghi seduto sulla poltrona davanti alla mia scrivania ed accendendosi una sigaretta. Poi continuo':"Da quando sei rientrato dagli Stati Uniti, non hai fatto altro che urlare........". Allora io mi alzai e dirigendomi verso Tania che era seduta con le gambe accavallate sulla sedia a fianco dell'entrata e con il palmare in mano, replicai: "Se alzo la voce, ho una ragione ben precisa per farlo". Tania mi fissava con gli occhi spalancati e lo sguardo molto serio, poiche' sapeva che da li' a poco avrebbe dovuto discutere con me di una sgradevolissima faccenda.Io continuai: "In qualita' di Presidente della International Golden Tv, che come ben sappiamo e' una satellitare libera tra le piu' prestigiose del mondo e che si occupa di arte, musica, politica, cultura , scienza e letteratura, pretendo e lo sottolineo, pretendo di sapere chi e' quello scienziato che ha avuto la fantastica idea di far mandare in onda alla mezzanotte tra il 24 ed il 25 Dicembre, come segnale orario-auguri questa autentica vergogna. Mi riavvicinai alla scrivania ed accesi il portatile che vi era sopra girando il monitor verso Santiaghi e Tania.


Alla fine del video, soggiunsi:" So' benissimo che il video lo avete gia' visto prima.......ma il punto e' un'altro e voi lo sapete altrettanto bene.......". Tania si accese anche lei una sigaretta mentre Santiaghi mi fissava e quasi iniziava a sorridere perche' aveva capito benissimo. "Lo so,-continuai, che in circolazione c'e' di tutto e mille volte peggio di questo, ma il fatto e' che noi siamo una satellitare di alto prestigio e siamo finanziati da enti culturali. C'e' una questione di immagine e questo video male si concilia con lo stile dei nostri palinsesti,ma non avreste potuto , in quella fascia oraria di quella notte, mandare in onda un canto di Natale o qualcosa del genere, invece che questa volgarita'?". Allora Tania si alzo' in piedi e fissandomi comincio' ad avanzare verso di me. Un metro e ottantuno di eleganza muscoli disinvoltura ed intelligenza. Quando fu davanti alla scrivania a fianco di Santiaghi comincio':" Ah, certo, certo, l'immagine .........la reputazione......." Ci hai convocati per farci la morale........solo che quella volta che ti sei trovato in ufficio con quella dirigente inglese ed hai fatto l'amore con lei sul divano mentre io e Santiaghi eravamo nell'altro ufficio a fianco ed abbiamo sentito tutto, allora, in quel caso il problema dell'immagine non c'era, vero? Perche' a te bastava fare il pavone davanti ai sottosegretari ed a quelli delle commissioni artistiche, per atteggiarti ad esperto di comunicazione e di nuova raffinatezza mediatica". "Tania, cerca di capirmi,- replicai io". "No cerca di capirmi tu, invece, continuo' lei, non consideravi nemmeno che io allora ero tua moglie e che soffrivo per quanto era accaduto. Solo che tutto restava chiuso tra le pareti di questi maledetti uffici, vero?". Santiaghi aveva quasi finito la sigaretta e mi fissava come per dirmi:" Perso la faccia, eh?" "Tania, per favore, - tentai di nuovo, non andare a cercare quei fatti, il problema sono le conseguenze di adesso nei confronti dei nostri finanziatori". Allora Santiaghi intervenne: Senti, Presidente, io faccio il regista e Tania e' la coordinatrice generale......" .Ma venne subito interrotto da Tania:"L'idea e' stata di quei due giovani nuovi che sono nello staff della programmazione, ma comunque il consenso l'ho dato io e lo ridarei ancora: tu sei un uomo dalla mentalita' sclerottizzata ed impacciata. Le tendenze dei nuovi linguaggi, oggi implicano anche questo". Santiaghi si alzo' dicendo che doveva andare in regia ed usci' dall'ufficio. Capii di aver perso la battaglia. Era sempre stata una donna forte e determinata. Anche lei fece per uscire, ed io la chiamai: "Tania,.......amore.......-lei si giro' a guardarmi quasi sorridendo........-ed io continuai- desidero ritornare insieme a te". E lei, sorridendo ora apertamente, mi disse: "Si', torniamo insieme non foss'altro per il fatto che e' stata la prima volta che ti ho sentito alzare la voce qui dentro".

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Quando riusciro' a trovarti
avro' raggiunto la mia vita.

Tu sarai per me la luce di ogni mio desiderio
e votero' il mio cuore alla tua volonta'.

Poiche' tu e solamente tu deterrai le chiavi della mia anima
ed avrai trasformato la mia esistenza in un sogno senza fine.

Anche se non avessi niente nelle mani
potrei tenere l'universo tra le dita

e se mi chiederai l'impossibile
io per te trasformero' le pietre in diamanti

e tu potrai fare di me cio' che vorrai

cio' che vorrai................


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TOCCAMI

Toccami, con le tue mani
impastate di luce.

Toccami con quella carnalita' che solo tu
mi hai saputo dare.

Toccami con la tua purezza
piena di vita splendente

che mi ha fatto camminare nel cielo
con i sogni all'orizzonte.

Toccami con il tuo corpo,che per fedelta' mi donasti
consacrando la tua dignita' all'uomo che ha vissuto per te.

Toccami ancora una volta
affinche' io comprenda

che l'amore che tu dici di aver avuto per me
non e' stato una menzogna.



Ultima modifica di The Royal il Lun 21 Feb 2011 - 21:12, modificato 1 volta

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The Royal
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VORREI CHE CI FOSSE ANCORA


Vorrei che ci fosse ancora
quel mio amico contro il mondo
che era pieno di fierezza e viveva di convinzioni.

Vorrei che ci fosse ancora lui
che camminava per strada con la dignita' di un'idea.

Vorrei che ci fosse ancora per come mi descrisse
le eroiche scenate di gelosia del figlio verso una donna
che egli raccontava come un romanzo unico e popolare.

Vorrei che ci fosse ancora con quella sua austerita' umana
e con quel sorriso nascosto nel cuore

perche' egli credeva che la vita fosse
tonnellate di disciplina.

Ce l'aveva scritto sul volto
perche' su quel volto

c'era la dignita' di essere uomo.

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The Royal
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IO VISSI IL PARADISO

Tu mi amasti con ardore
mentre il tuo alito mi scaldava.
Sentivo in me il soffio della vita
e toccando il tuo dolce corpo
vidi tutto il bene
che tu da sempre portasti nei tuoi occhi d'oro
che quella notte si accesero per me.


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LA PANTERA DAGLI ARTIGLI INDIAMANTATI


Tu sei una pantera dagli artigli indiamantati e
mi vuoi possedere per giocare con me.

Mi sorridi con il tuo volto fatato e
mi scortichi con soave livore
quando il sadismo dorato ti si dipinge sul volto.

Tu sei divina e mentre ti guardo nell'ombra della sera
contemplo nei tuoi occhi
lo splendore della tua magica perversione.


[center]



Ultima modifica di The Royal il Ven 27 Mag 2011 - 23:50, modificato 2 volte

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angela132
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Ciao The Royal, belle!
Conosci Hopkins?

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angela132 ha scritto:Ciao The Royal, belle!
Conosci Hopkins?

Ciao Angela: non ho mai approfondito. BeautyfulSuina

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TU SEI AUSTERA

Tu sei austera
quando con la veste bianca ti allontani
per dirigerti non si sa dove.

Tu sei austera quando cammini regalmente
incarnando la dignita' del tuo mistico destino.

Tu sei austera quando
appagata dal piacere che hai avuto non sorridi

poiche' la divinita' che vive in te
ti ha onorato di movenze sovrumane

e guardi avanti, perche' all'orizzonte
e' la sacra meta che ti appartiene.

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The Royal
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NOI PER L'ETERNITA'


Il piacere che io porto nella carne
e' quella stessa vita che vorrei trasmettere a te.

Appena ti vedo gia' le emozioni si scatenano
poiche' so che ritrovero' me stesso

e sul tu corpo vellutato tempio della tua gloria infinita
io porro' il mio e tutto l'universo sara' in noi.

Noi andremo al dila' del cielo poiche' le nostre effusioni
onuste di luce e di passione racconteranno la leggenda di noi

che vivremo eternamente uno per l'altro.



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The Royal
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TU SEI BELLA


Quando io contemplo il tuo profilo greco
mentre sei seduta al mio fianco nel teatro

vedo un dolce fantasma che mi seduce ed aspetto
che l'orchestra suoni la musica del nostro amore.

Tu sei l'armonia uscente dalla solitudine
ed il tuo abito da sera impiettato della mia passione

mi toglie la parola perche' sento che il calore e' in me
e tu, con il tuo trucco verdeazzurro dipinto intorno agli occhi

sei una regina moderna e disinibita.

Perche' tu sei bella

sei talmente bella che quando l'orchestra inizia a suonare
mi hai gia' posseduto con la tua limpida violenza.


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The Royal
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NO TU NON VUOI

No tu non vuoi
quando mi fissi con il tuo sorriso freddo e compiacente
abbassando subito lo sguardo

per guardare il cellulare che tieni tra le mani.
Tu non vuoi
quando mi ascolti con la luce anonima sul volto
affinche' le mie parole non possano sfiorarti.

Tu non vuoi quando rialzi lo sguardo mentre io ti parlo
e guardi da un'altra parte

perche' non vuoi che io entri nella tua vita
avendo gia' deciso che la passione che io nutro per te
debba essere spazzata via come le foglie al vento.


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