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I Briganti: chi erano davvero?

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Mago_Merlino
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Viandante Residente
Viandante Residente

Se i briganti furono delinquenti allora già sappiamo come nacque l'Italia, ma se i briganti furono patrioti e resistenti allora è tutta un'altra storia.
Il Brigantaggio ebbe inizio con l’esilio di Francesco II di Borbone. I protagoniste delle sollevazioni popolari vennero qualificati con il termine francese brigant che significa delinquente, bandito. Era il 1861.
Il nuovo Regno d’Italia rispose con la Legge Pica, con l’esercito e istituendo una Commissione Parlamentare che così interpretò il fenomeno: sommossa generata dalla miseria dovuta all’oppressione borbonica.


Ma chi erano davvero i briganti?


"Chi sono i Briganti? Lo dirò io, nato e cresciuto tra essi. Il contadino non ha casa, non ha campo, non ha vigna, non ha prato, non ha bosco, non ha armento; non possiede che un metro di terra in comune al camposanto. Non ha letto, non ha vesti, non ha cibo d'uomo, non ha farmachi. Tutto gli è stato rapito dal prete al giaciglio di morte o dal ladroneccio feudale o dall'usura del proprietario o dall'imposta del comune e dello stato. Il contadino non conosce pan di grano, nè vivanda di carne, ma divora una poltiglia innominata di spelta (farro), segale omelgone, quando non si accomuni con le bestie a pascere le radici che gli dà la terra matrigna a chi l'ama. Il contadino robusto e aitante, se non è accasciato dalle febbri dell'aria, con sedici ore di fatica, riarso dal sollione, eivolta a punta di vanga due are di terra alla profondità di quaranta centimetri e guadagna ottantacinque centesimi, beninteso nelle sole giornate di lavoro, e quando non piobe, e non nevica e non annebbia. Con questi ottanticinque centesimi vegeta esso, il vecchio padre, spesso invalido dalla fatica già passata, e senza ospizio, la madre, un paio di sorelle, la moglie e una nidiata di figli. Se gli mancano per più giorni gli ottantacinque centesimi, il contadino, non possedendo nulla, nemmeno il credito, non avendo da portare nulla all'usuraio o al monte dei pegni, allora (oh, io mentisco!) vende la merce umana.; esausto l'infame mercato, pigli il fucile e strugge, rapina, incendia, scanna, stupra, e mangia. Dirò cosa strana: mi perdonino. Il proletario vuol migliorare le sue condizioni nè più nè meno che noi. Questo ha atteso invano dalla stupida pretesa rivoluzione; questo attende la monarchia. In fondo nella sua idea bruta, il brigantaggio non è che il progresso, o, temperando la crudezza della parola, il desiderio del meglio. Certo, la vita è scellerata, il modo è iniquo e infame...Ma il brigantaggio non è che miseria, è miseria estrema, disperata: le avversioni del clero, e dei caldeggiatori il caduto dominio, e tutto il numeroso elenco delle volute cause originarie di questa piaga sociale sono scuse secondarie e occasionali, che ne abusano e la fanno perdurare. Si facciano i contadini proprietari. Non è cosa così difficile, ruinosa, anarchica e socialista come ne ha la parvenza. Una buona legge sul censimento, a piccoli lotti dei beni della Cassa ecclesiastica e demanio pubblico ad esclusivo vantaggio dei contadini nullatenenti, e il fucile scappa di mano al brigante...Date una moggiata al contadino e si farà scannare per voi, e difenderà la sua terra contro tutte le orde straniere e barbariche dell'Austro-Francia".
F.S Sipari di Pescasseroli
( B. Croce, Storia del Regno di Napoli)

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2
Herr Gespenst

Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
quasi 40 letture e nessun commento, una bella media, certo non puoi aspettarti solidarietà nei confronti dei briganti del sud in un forum frequentato da Patriottardi tamarri italioti.

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3
BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
evitando di commentare l'imbecille ti rispondo caro Merlino (vorrai noare come in firma io abbia da tempo un brano di una canzone popolare che parla appunto dei passaggi di mano del regno delle due sicilie)...la storia non è mai scritta del tutto, e non andrebbe riscritta per convenienza, bisognerebbe ricercare le verità storiche, nei limiti della storiografia e della documentazione fotografica e successivamente sonora e documentaristica.

Da sempre chi vince scrive la storia, i piemontesi hanno conquistato il regno borbonico e chi resisteva l'han chiamato brigante, ovvio, nella seconda guerra mondiale i partigiani venivano chiamati terroristi e se avese vinto l'asse sarebbero rimasti nomati a tal modo. Quindi poco importa cosa scrive il vincitore, è chiaro che reagivano ad una miseria che pur passando di mano restava identica ad accanirsi sugli stessi miserabili, è chiaro che reagivano ad una occupazione straniera, non scordiamoci che l'italia ancora oggi è tutto fuorchè unita, ma io mi domando un'altra cosa, perchè se ne riparla adesso? Forse per trovare una sponda per queste rinnovate spinte separatiste? Esistono al nord, al centro ed anche al sud, quindi chiamare partigiani i briganti diverrebbe strumento nelle mani di chi oggi vorrebbe creare nuova miseria?

Non credo che sia il momento di riscrivere la storia, credo che sia ora di vedere davvero cos'è successo per capire cosa fare del nostro futuro senza tesi preconcette da dimostrare, ossia non è che se chiamo partigiani i briganti allora bisogna dividere l'italia, l'italia deve sparire e l'europa dovrebbe avere un governo un corpus di leggi come ha una moneta ed allora potremo sopravvivere in un mondo globalizzato, dal passato apprendiamo come si debba sollevare il povero dalla sua povertà se si vuole evitare la reazione violenta...che ci sarà, prima o poi ci sarà.

"quel c'à da gnir incion s'arcorda" (quello che succederà, nessuno se lo ricorda)

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4
Blasel
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Per quanto sia soltanto un film ed anche recente, quello di Mario Martone "Noi credevamo", da ampie spiegazioni al concetto espresso.

Certo che si approfondisce la storia, magari anche recandosi a Casalduni (BN) ed all'emeroteca di stata... si potranno conoscere aspetti di cio' che e' avvenuto 150 anni fa.

Ma ciò solo per cultura personale al fine di comprendere azioni, motivazioni e reazioni, perche', per nostra fortuna, e' trascorso oltre mezzo secolo, da quando abbiamo potuto osservare il cadavere del nemico sabaudo scorrere e nel Garigliano e nel Volturno.

Abbiamo dimenticato le ricchezze delle quali ci depredarono, che si spartirono e che contribuirono, non poco, alla creazione dell'Italia, come nazione. Poi, anche alcuni dei figli di 'quei' briganti, si sono riappropriati, ad uso personale, di quelle ricchezze, mediante assefnazioni governative cui non hanno mai dato seguito.

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5
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Cosa c'è a Casalduni (BN)?

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6
Blasel
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http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Casalduni



http://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Pontelandolfo_e_Casalduni


...ma sarebbe piu' interessante leggere i testi scritti da alcuni storici degli avvenimenti

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