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Cinema e Omosessualità

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NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Anni fa , per motivo ormai senza ragione iniziai a cercare e raccogliere una filmografia su questo argomento. Lo scopo era ricavare un quadro di come l’omosessualità veniva percepita dalle varie società nel corso del tempo, attraverso l’immagine che di essa restava depositata che essa aveva in un prodotto prevalentemente espressivo e quindi meno mediato di altri prodotti umani. Non so come sia andato a finire quel lavoro. Le osservazioni personali che oggi posso fare osservando tale filmografia sono modeste e riguardano il modo di rapportarsi al tema. Nei film meno recenti il tema è trattato solo tangenzialmente, come accessorio narrativo utile ad abbellire una storia che verte su altro. L’approccio è sempre allusivo. L’introspezione è assente. Il riferimento al tema viene attuato tramite stereotipi, per lo più comici o grotteschi. Il genere in cui il tema compare è quasi sempre la commedia. Sembra insomma che si tratti di un elemento non accettato, tanto da non meritare di essere ricordato direttamente e negato nella sua identità. A tale elemento si ritaglia uno spazio d’esistenza al di fuori della normalità, nella sfera del comico dove più cose possono venir tollerate. Non c’è un reale interesse di comprensione, e lo stereotipo è un riferimento sufficiente alla comprensione dell’omosessualità. Anche in epoca recente l’approccio è prevalentemente allusivo, ma non più criptico ma ci sono anche film che ne parlano in modo diretto. In questi film prevale una certa violenza delle immagini e questa scelta stilistica tradisce una percezione ancora non ben integrata dell’omosessualità nella sfera amore, di cui invece fa parte a tutti gli effetti. La dimensione introspettiva è presente e viene scandagliata, anche se permangono produzioni filmiche ancora incentrate sullo stereotipo. In alcuni film il tema omosessualità non è più accessorio, ma centrale.
Oltre alle differenze tra prima e poi, ci sono differenze di tipo locale. Molto drammatiche ed esplicite ad esempio sono le produzioni del sol levante, molto meno esplicite e meno approfondite quelle hollywoodiane.

Cosa si può evincere da tutto questo, ammesso che lo condividiate?
Mi piacerebbe raccogliere qui dei film sul tema, parlarne e tentare di mettere a fuoco senza sventolare bandiere i vari aspetti in gioco.

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NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem


Happy Together ( Wong Kar-Wai )

Trama: http://it.wikipedia.org/wiki/Happy_Together_%28film_1997%29

L'essenza di questo film sta nel suo contesto.
L'esilio, la nostalgia, il vuoto, la solitudine, lo sradicamento tratteggiano i confini di un luogo, che è innanzitutto un luogo dell'anima, un luogo umano e profondo. Il tema dell'omosessualità è centrale ma una volta tanto non è settorializzato.

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purplebunny
purplebunny
Viandante Storico
Viandante Storico
Uno dei film più dolci che mi sia capitato di vedere sulla scoperta della propria sessualità è il giapponese Like Grains of Sand, del 1995 (ovviamente inedito in Italia, ma lo si può acquistare in internet con sottotitoli in inglese). Segue le storie di alcuni ragazzi di un liceo, uno dei quali si scopre attratto da un compagno.

Questa è la lunga scena in cui l'oggetto del desiderio comprende ciò che prova l'amico e invece che respingerlo lo incoraggia. E' un po' lunga forse (oltre sei minuti), ma la trovo molto complessa, tenera, piena di sfumature tra rifiuto e accettazione.

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Blasel
Blasel
Banned
Banned
Io credo ci sia da fare una prima distinzione nell'omosessualita' nel cinema, differenziando quella maschile da quella femminile che, a mio avviso, sono state affrontate sempre molto diversamente da qualsiasi cinematografia di qualsiasi nazionalita'.

Inoltre, troppo spesso, l'omosessualita' femminile e' stata inserita per destare la curiosita' morbosa del pubblico, il primo di questi film che mi tornano alla memoria e' "Il dio serpente" del 1970 di Pietro Vivarelli nel quale due donne discinte, una di colore, facevano l'amore sul bagnasciuga. Ben diverso il contenuto del film :"Quelle due" (The children's hour) di William Wyler del 1962 con Audrey Hepburn e Shirley MacLaine, che mostra tutta la possibile cattiveria del nostro mondo nell'affrontare cio' che riteniamo 'diverso' nelle persone che ci contornano.
Una bella pellicola, tratta dal romanzo di Helen Cross, del 2004 e' "My summer of love", dove due adolescenti di estrazione sociale diversa, s'incontrano.
Un film statunitense, quasi sconosciuto in Italia, del 2006 s'intitola "Loving Annabelle" ambientato in un college cattolico, per il quale il regista, Katherine Brooks, ha dovuto prevedere due finali alternativi onde ottenere la distribuzione del film.

[i](continua)[/i
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Cenere79
Cenere79
Viandante Mitico
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Cenere79
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purplebunny
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Viandante Storico
Viandante Storico
@blasel ha scritto:Io credo ci sia da fare una prima distinzione nell'omosessualita' nel cinema, differenziando quella maschile da quella femminile che, a mio avviso, sono state affrontate sempre molto diversamente da qualsiasi cinematografia di qualsiasi nazionalita'.

Spesso, spessissimo, l'omosessualità femminile al cinema è semplice "titillazione" delle fantasie sessuali maschili, e NULLA ha a che fare con l'omosessualità, ma è semplicemente una proiezione della libido maschile tra regista (in genere maschio) e spettatore (maschile).
L'alternativa è in genere quella dell'astrazione dell'omosessualità femminile - che sta all'estremo opposto, ma che si inscrive nello stesso percorso - cioé quella per cui l'omosessualità femminile sarebbe la rappresentazione di un amore puro/incorporeo/intangibile/astratto (mentre l'omosessualità maschile è rappresentazione di animalità carnale estrema) -- e tutto per una visione fallocentrica per cui la sessualità può esprimersi solo in presenza di penetrazione, quindi di nuovo infusa della visione maschile.

Un film statunitense, quasi sconosciuto in Italia, del 2006 s'intitola "Loving Annabelle" ambientato in un college cattolico, per il quale il regista, Katherine Brooks, ha dovuto prevedere due finali alternativi onde ottenere la distribuzione del film.

Visto (secondome davvero nulla di che, però). Ma non sapevo dei due finali e non saprei quale dei due ho visto...!



Go Fish, di Rose Troche (1994)

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