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lisandro
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Finalmente un dubbio t'assale.
Che tu sia strabenedetto.

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Lucio Musto
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@Massimo Vaj ha scritto:Quando si sa in anticipo di non poter essere capiti non resta altro che riderci sopra. ...
...

Io direi che più che altro ci sarebbe da piangerci...
Ma come dicevamo altrove, contento tu...

e poi il riso fa buon sangue, non ci pensare!

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78
Massimo Vaj
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Beh... Lucio... secondo te anche i Profeti avrebbero dovuto piangersi addosso? Il non essere compresi non significa necessariamente avere torto e, in ogni caso, la vita si disinteressa dei torti e delle ragioni... quando decide di interrompere la pantomina. Dalla sommatoria delle ragioni e dei torti, però, dipenderà l'ammontare del risarcimento postumo

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79
Massimo Vaj
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Devi sapere, Lisandro, che la condizione di colui che vede la verità per ciò che la verità è... a proposito... l'ho scritto bene il tuo nome? Comunque, stavo dicendo, di condizione pessima si tratta, a causa del fatto che tutto ciò che alla verità si oppone, camuffandosi, s'incazza facile. Così, per farla breve, tutto il mondo manifestato, e persino quello che causa quella manifestazione, si ribella e s'intraversa davanti e dietro al malcapitato che, suo malgrado e senza che mai l'abbia chiesto, è stato messo dal Cielo nella sgraziata condizione di dover sempre tacere. Naturalmente sono in pochissimi a riuscire a farlo e tutti gli altri si ingegnano nelle più svariate tecniche che consentano loro di dire, senza, per questo aver detto, dover finire sul rogo acceso da quelli che accusano di egocentrismo anche chi afferma che la conoscenza dell'ego serve a estinguere l'ego...

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Lucio Musto
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@Massimo Vaj ha scritto:Beh... Lucio... secondo te anche i Profeti avrebbero dovuto piangersi addosso? Il non essere compresi non significa necessariamente avere torto e, in ogni caso, la vita si disinteressa dei torti e delle ragioni... quando decide di interrompere la pantomina. Dalla sommatoria delle ragioni e dei torti, però, dipenderà l'ammontare del risarcimento postumo

Come benissimo sai i profeti si piangevano addosso e come!
ed avevano ragione!
Infatti quello che dicevano era comprensibile al popolo, ma il popolo faceva orecchie da mercante
perché non gli sfagiolavano quegli insegnamenti, non perché non capissero le parole.

Ed i profeti si piangevano addosso per la loro limitatezza, per non sentirsi degni e capaci di trasmettere
il messaggio di Dio, di non saper essere convincenti!

Non perché dicessero "Papè satan, papè satan aleppe!" come pretenderebbero di fare certi personaggi di oggi per
sembrare chissà chi!

Ti trovi?

Cordialità.

PS - "Dalla sommatoria delle ragioni e dei torti, però, dipenderà l'ammontare del risarcimento postumo"
Sai?, anch'io da bambino credevo una roba del genere, tipo questa semplice logica aritmetica... ma appena cresciuto un poco
mi sono reso conto che purtroppo non poteva funzionare, perché non sarebbe stata equa.
Abbi fede, io sono certo che pian piano ci arriverai anche tu a capirlo.

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81
Massimo Vaj
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Un Profeta (non che io lo sia, ma fatto sta che capisco i Profeti) sa bene di dover ridurre il suo esporre, costringendolo nei limiti della comprensione che si trova a dover affrontare. Il Profeta mai piange e, per le stesse pregevoli ragioni... mai ride. Compito del Profeta è proprio quello di riuscire a ridimensionare l'incomunicabile Mistero per offrirlo a chi può solo credere o non credere. Il Profeta lo sa bene di non poter comunicare il Silenzio. Sa anche che il suo dire sarà stravolto e utilizzato dal male, come conosce che quel male particolare è strumento inconsapevole del Bene generale. Il Mistero è oltre ogni divisione e, alla fine, anche il Bene dovrà lasciare se stesso al destino, comune perché universale, al quale tutti gli esseri dovranno essere sacrificati per poter essere più che semplici esseri.

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82
lisandro
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@Massimo Vaj ha scritto:Devi sapere, Lisandro, che la condizione di colui che vede la verità per ciò che la verità è... a proposito... l'ho scritto bene il tuo nome? Comunque, stavo dicendo, di condizione pessima si tratta, a causa del fatto che tutto ciò che alla verità si oppone, camuffandosi, s'incazza facile. Così, per farla breve, tutto il mondo manifestato, e persino quello che causa quella manifestazione, si ribella e s'intraversa davanti e dietro al malcapitato che, suo malgrado e senza che mai l'abbia chiesto, è stato messo dal Cielo nella sgraziata condizione di dover sempre tacere. Naturalmente sono in pochissimi a riuscire a farlo e tutti gli altri si ingegnano nelle più svariate tecniche che consentano loro di dire, senza, per questo aver detto, dover finire sul rogo acceso da quelli che accusano di egocentrismo anche chi afferma che la conoscenza dell'ego serve a estinguere l'ego...
E' evidente che continuiamo a lavorare utilizzando gli strumenti in maniera differente.
Tu vuoi spaccare la legna con la forza del pensiero, io a capocciate.

Io ho parlato di umiltà, tu mi parli di modestia.
Tu mi riferisci di "estinguere l'ego", quando io preferisco un'espressione tipo "conversione dell'ego" o "convogliare l'ego".

Poi, come tu dici, la capacità di tacere appartiene a pochissimi, ma anche la capacità di sussurrare. Mentre a moltissimi quella di sbraitare.
Tu l'arte della persuasione come preferisci applicarla?

Intanto un'altra paginetta l'abbiamo completata, mentre la legna se fracicherà...

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83
Massimo Vaj
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È una verità difficile a dirsi, ma il dono che ho della chiarezza ci proverà lo stesso: L'Assoluto, che tra le altre cose è anche Libertà assoluta, può tutto tranne che contraddire Se stesso. Quindi non ha il pelo di opporsi alla libertà che, pur nel suo essere relativa, ti ha concesso. È questa la ragione per la quale a nessuno, tantomeno all'Assoluto stesso, è concesso di offendere la libertà che ha ogni essere di arrivare da sé, attraverso l'affinamento delle proprie qualificazioni, alla visione integrale del film, occasionalmente anche porno, dell'esistenza. Io, purtroppo, pur avendo fatto a suo tempo domanda, non ho avuto la funzione di stare alla cassa...

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84
lisandro
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Alla cassa per riscuotere cosa? scratch
Ti tocca trastullarti, amico, quanto noi!

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Massimo Vaj
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Come a riscuotere cosa? La prebenda... o è la pubenda? Mah, a volte il dubbio mi assale

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Mork&Mindy
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Trovo assai positivo che un racconto generi una lunga, seguita, anche se accesa, discussione.

Spero solo che non si trasformi, come mi sembra abbia rischiato di fare più volte in queste pagine, in un gioco di sopraffazioni di chi crede di essere più ironico, o furbo, degli altri e per questo si prende la libertà di instradare la discussione in confronti personali di ben poco interesse.

Vale come avviso generale per tutti, nella speranza che non ci debba essere più che un avviso per dei singoli.



meditare


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 Il Segno e il Simbolo: Letteratura e Poesia
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Massimo Vaj
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@Lucio Musto ha scritto:

PS - "Dalla sommatoria delle ragioni e dei torti, però, dipenderà l'ammontare del risarcimento postumo"
Sai?, anch'io da bambino credevo una roba del genere, tipo questa semplice logica aritmetica... ma appena cresciuto un poco
mi sono reso conto che purtroppo non poteva funzionare, perché non sarebbe stata equa.
Abbi fede, io sono certo che pian piano ci arriverai anche tu a capirlo.

Non era al paradiso e all'inferno che mi riferivo. Quelli sono semplici simboli a indicare la legge di compensazione alla quale obbedisce ogni azione che ecceda l'armonico equilibrarsi delle opposizioni che si traducono in complementarità. Quando un equilibrio è spezzato tende a riformarsi nel suo aspetto maggiormente armonico e stabile, così se un'azione ha rotto un equilibrio a quell'azione ne seguirà un'altra che tenderà al riequilibrio degli effetti così ottenuti e, sai com'è, in un universo dove tutto è in movimento occorrevano esempi di equilibri più stabili, così, a paradiso e inferno è stata data una natura d'eternità che non si meritano. Avrai notato che, diversamente da quanto fai tu, io mai ti ho dato del deficiente? Scommetto di sì...

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Massimo Vaj
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li bai ha scritto:Trovo assai positivo che un racconto generi una lunga, seguita, anche se accesa, discussione.

Spero solo che non si trasformi, come mi sembra abbia rischiato di fare più volte in queste pagine, in un gioco di sopraffazioni di chi crede di essere più ironico, o furbo, degli altri e per questo si prende la libertà di instradare la discussione in confronti personali di ben poco interesse.

Vale come avviso generale per tutti, nella speranza che non ci debba essere più che un avviso per dei singoli.



meditare

Quando si discute è inevitabile che, dietro al discutere, si nasconda male l'ego di chi si confronta, quando la dialettica si tradisce nel confrontarsi. L'ironia è strumento accettato dalla dialettica, quando è una reazione alle provocazioni o alle offese. È sicuro che il piano intellettuale sul quale si decide di provocare non è lo stesso per tutti, ma quello dove io mi sono posto non è mai stato offensivo. Si dovrebbe poter notare se si avesse in animo di rileggere.
Pur nel riconoscere la necessità di una moderazione, non posso fare a meno di notare che l'esercizio di un potere simile debba essere concesso solo a chi ha la sensibilità di leggere le situazioni, evitando di irrompere anzitempo, e a gamba tesa, quando sarebbe sufficiente una strizzata d'occhio. Detesto chi impone, minacciando, il proprio parere prima di aver dimostrato di essersi meritato l'autorevolezza necessaria. Qui non si è in una scuola dell'infanzia.

Questa è una poesia del vero Li Bai:


Com’è possibile piegare il capo e chinarsi

al servizio dei signori al potere,

ciò mi impedisce la gioia al cuore e al viso.

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BigBossStigazzi
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figurati io non ti ho letto neppure la prima volta figuriamoci se ti rileggo, al massimo ti rilego, un bel libro con una bella copertina pesante con le pagine tutte bianche ma scritte con l'inchiostro antipatico che, al contrario di quello simpatico, compare solo a libro chiuso, uno apre per leggere e zac! le parole spariscono e lasciano il posto all'ineffabile bianco......candore? vuoto? assenza? presenza camuffata? ti lascio nel tuo brodo con la gallina vecchia (per cui certamente un buon brodo) con le parole ispirate di un famoso romanziere, dal capitolo "sulla bianchezza della balena":

(IL BIANCO) Forse, con la sua indefinitezza, adombra i vuoti e le immensità crudeli dell'universo, e così ci pugnala alle spalle col pensiero dell'annientamento mentre contempliamo gli abissi bianchi della via lattea? Oppure la ragione è che nella sua essenza la bianchezza non è tanto un colore, quanto l'assenza visibile di ogni colore e nello stesso tempo l'amalgama di tutti i colori, ed è per questo motivo che c'è una vacuità muta, piena di significato, in un gran paesaggio di nevi, un omnicolore incolore di ateismo che ci ripugna? E ci viene anche da pensare a quell'altra teoria dei filosofi della natura, che tutte le altre tinte terrene, ogni ornamento delicato o solenne, le sfumature soavi dei cieli e dei boschi al tramonto, fino ai velluti aurei delle farfalle e alle guance di farfalla delle ragazze, tutte queste cose non sono che subdoli inganni, qualità non inerenti alle sostanze ma solo appiccicate dal di fuori. Sicché tutta questa Natura deificata non fa che dipingersi proprio come una puttana che copre di vezzi il carnaio che ha dentro. E andando ancora oltre, ricordiamo che il cosmetico misterioso che produce tutte le tinte del mondo, il gran principio della luce, rimane sempre in se stesso bianco e incolore, e se operasse sulla materia senza una mediazione darebbe a ogni oggetto, anche ai tulipani e alle rose, la sua tinta vuota. Quando riflettiamo su tutto questo, l'universo paralizzato ci sta davanti come un lebbroso; e come viaggiatori testardi che attraversando la Lapponia rifiutano di mettersi sugli occhi vetri colorati e coloranti, l'infelice miscredente si acceca a fissare l'immenso sudario bianco che avvolge attorno a lui tutto il paesaggio. E di tutte queste cose la balena albina era il simbolo. Perché allora vi meraviglia questa caccia feroce?

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Massimo Vaj
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Non con gli occhi si vedono i princìpi, ma col cuore dell'intelligenza, quando questa è capace di scansarsi, per lasciar posto alla sua ragione sufficiente d'essere. Questo cuore è l'intuito spirituale, che è lo sguardo capace di constatare l'interiorità causale.
Tu, bigbosstigazzi, quando parli con me mostri di avere in spregio le curiosità di cui altrove ti sei detto amante. Poco importa, perché da me non si possono aspettare risposte. Dal mio modo di esprimere aspetti di una conoscenza eterna si può soltanto considerare una delle innumerevoli vie individuali che il pensiero può seguire quando si rivolge all'universale.

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Zadig
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pure io voglio scassare il cazzo al nuovo moderatore, ma ora non ne ho voglia.

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BigBossStigazzi
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@Massimo Vaj ha scritto:Non con gli occhi si vedono i princìpi, ma col cuore dell'intelligenza, quando questa è capace di scansarsi, per lasciar posto alla sua ragione sufficiente d'essere. Questo cuore è l'intuito spirituale, che è lo sguardo capace di constatare l'interiorità causale.
Tu, bigbosstigazzi, quando parli con me mostri di avere in spregio le curiosità di cui altrove ti sei detto amante. Poco importa, perché da me non si possono aspettare risposte. Dal mio modo di esprimere aspetti di una conoscenza eterna si può soltanto considerare una delle innumerevoli vie individuali che il pensiero può seguire quando si rivolge all'universale.

sbagli, o meglio, no non sbagli perchè dici "mostri" e quindi è come dire (ma sarebbe bello se tu fossi in grado di dirlo) "a me sembra", non ho il controllo su quello che sembra a te che io abbia mostrato, ad esempio le palle stanno sempre nel loro apposito contenitore...io SOSTENGO di spregiare il modo contorto che hai di esprimerti, che non trovo sorretto da fatti, ma una costruzione di parole per infarloccare il nulla...il problema (se per te è tale, per me non lo è) è che io sono totalmente ATEO e non credo in niente che non si veda e non si tocchi escludendo corpuscoli, plancton, aria e acari, inoltre sono LIMITATO e non capisco tutto e neanche sostengo di capire tutto, per cui quando trovo persone così TANTO ISTRUITE come te, fatico a stargli dietro...poi ci riesco, leggo attentamente ...............e dietro le parole non c'è niente, per cui sai, un attimino mi incazzo nel senso che mi hai promesso uno spettacolo fantastico e poi mi porti a POSILLIPO?? ..e non mi vuoi neanche più bene!"! Sorriso Scemo



Ultima modifica di BIGbossSTIGAZZI il Lun 12 Set 2011 - 15:44, modificato 1 volta

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Mork&Mindy
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@Massimo Vaj ha scritto:Pur nel riconoscere la necessità di una moderazione, non posso fare a meno di notare che l'esercizio di un potere simile debba essere concesso solo a chi ha la sensibilità di leggere le situazioni, evitando di irrompere anzitempo, e a gamba tesa, quando sarebbe sufficiente una strizzata d'occhio. Detesto chi impone, minacciando, il proprio parere prima di aver dimostrato di essersi meritato l'autorevolezza necessaria.

Il mio invito era rivolto a tutti e non era certo un'"irruzione", più semplicemente un consiglio da chi è esterno alla discussione e, avendola letta con attenzione, ha a cuore che non degeneri, visto che la sensibilità di ciascuna persona è differente.

Per qualsiasi altra perplessità puoi scrivermi un messaggio privato. Grazie.



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Lucio Musto
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@Massimo Vaj ha scritto:
@Lucio Musto ha scritto:

PS - "Dalla sommatoria delle ragioni e dei torti, però, dipenderà l'ammontare del risarcimento postumo"
Sai?, anch'io da bambino credevo una roba del genere, tipo questa semplice logica aritmetica... ma appena cresciuto un poco
mi sono reso conto che purtroppo non poteva funzionare, perché non sarebbe stata equa.
Abbi fede, io sono certo che pian piano ci arriverai anche tu a capirlo.

Non era al paradiso e all'inferno che mi riferivo. Quelli sono semplici simboli a indicare la legge di compensazione alla quale obbedisce ogni azione che ecceda l'armonico equilibrarsi delle opposizioni che si traducono in complementarità. Quando un equilibrio è spezzato tende a riformarsi nel suo aspetto maggiormente armonico e stabile, così se un'azione ha rotto un equilibrio a quell'azione ne seguirà un'altra che tenderà al riequilibrio degli effetti così ottenuti e, sai com'è, in un universo dove tutto è in movimento occorrevano esempi di equilibri più stabili, così, a paradiso e inferno è stata data una natura d'eternità che non si meritano. Avrai notato che, diversamente da quanto fai tu, io mai ti ho dato del deficiente? Scommetto di sì...

Darti del deficiente io?... non sia mai. Io non insulto mai nessuno per mia norma di vita, non comincerei certo oggi, non certo su un forum di discussione e confronto, non certo per un così microscopico battibecco come quello nostro!

Se ho dato quella impressione, me ne scuso immediatamente, se a te così è sembrato ti sei certo sbagliato!

Ho detto che fai la figura del fesso se argomenti di cose incomprensibili a coloro che ti stanno ad ascoltare e lo ripeto, ma perché la farebbe chiunque non perché tu sia meno che intelligente, ed ho detto che il semplicistico concetto ponderale
di bene-male nella determinazione finale di premio-punizione l'ho avuta anch'io in tempi remoti e l'ho superata, ma questo non implica che persone intelligentissime la considerino valida fino alla morte!

Non sentirti insultato, se non la penso come te, amico mio, ma rassegnati.
Pensarla diversamente da te è un mio diritto, esattamente come è tuo diritto avere concezioni diverse dalle mie. Tutto qui.

Nessuna offesa. Poi, ognuno argomenta con le parole che sono sue.

Cordialità

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Massimo Vaj
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@BIGbossSTIGAZZI ha scritto:
sbagli, o meglio, no non sbagli perchè dici "mostri" e quindi è come dire (ma sarebbe bello se tu fossi in grado di dirlo) "a me sembra", non ho il controllo su quello che sembra a te che io abbia mostrato, ad esempio le palle stanno sempre nel loro apposito contenitore...io SOSTENGO di spregiare il modo contorto che hai di esprimerti, che non trovo sorretto da fatti, ma una costruzione di parole per infarloccare il nulla...il problema (se per te è tale, per me non lo è) è che io sono totalmente ATEO e non credo in niente che non si veda e non si tocchi escludendo corpuscoli, plancton, aria e acari, inoltre sono LIMITATO e non capisco tutto e neanche sostengo di capire tutto, per cui quando trovo persone così TANTO ISTRUITE come te, fatico a stargli dietro...poi ci riesco, leggo attentamente ...............e dietro le parole non c'è niente, per cui sai, un attimino mi incazzo nel senso che mi hai promesso uno spettacolo fantastico e poi mi porti a POSILLIPO?? ..e non mi vuoi neanche più bene!"! Sorriso Scemo


Dietro le parole non ci si deve aspettare nulla che sia più significativo delle parole, perché le parole servono a informare l'intelligenza discorsiva, e l'intelligenza si deve accontentare della logica, quando è stringente, che le parole sono in grado di ordinare in funzione dei princìpi ai quali devono aderire. Il tuo impegno, invece, dovrebbe stare nelle parole che sottolineano eventuali contraddizioni in cui l'interlocutore inciampa. A te... il dovere di farlo cadere.
I fatti li puoi notare nel "fatto" che sono tranquillo e non mi offendo. Non potrei, perché il conoscere che espongo non è mio, ma è più antico del mondo. Nessuno che esponga le conseguenze dei princìpi universali potrebbe nutrire orgoglio intellettuale.
Lo so che vorresti assistere a miracoli, ed è una vera tragedia tu non possa vedermi distaccato da terra come sono, anche se tenuto per il collo da mia moglie... pietra

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BigBossStigazzi
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allora se parli per non dire altro che parole puoi tacere, le parole sono ...o meglio dovrebbero significare qualcosa...c'è già così tanta gente che parla a vanvera...non è un fatto il fatto che non ti offendi...il fatto è che nessuno cerca di offenderti per cui sarebbe ben strano se tu ti offendessi...comunque solidarietà a tua moglie! Sorriso Scemo

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Massimo Vaj
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@BIGbossSTIGAZZI ha scritto:allora se parli per non dire altro che parole puoi tacere, le parole sono ...o meglio dovrebbero significare qualcosa...c'è già così tanta gente che parla a vanvera...non è un fatto il fatto che non ti offendi...il fatto è che nessuno cerca di offenderti per cui sarebbe ben strano se tu ti offendessi...comunque solidarietà a tua moglie! Sorriso Scemo

Cacchio! C'è sempre qualcosa di nuovo da imparare... Stai forse dicendomi, a parole, che tu utilizzi le parole per fare cose che con le parole nulla hanno a che fare? Tipo? Non vorrai farmi credere che ci scopi pure, vero?
E com'è che fai?
Scommetto che le usi per dare ampie rassicurazioni che tra le cosce non hai solo peluria e che si tratta solo di cercare bene...
P.S: questo mio è stato un flebile e maldestro tentativo di mettermi sul piano che sembri prediligere, ma non vorrei che tu lo scambiassi per il dono della lingua (che ho già dimostrato di non avere)... pietra

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BigBossStigazzi
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scherzi? fornisco anche piantine studiate come mappe del tesoro! Sorriso Scemo

ps comunque qui si parla di amicizie di un giorno, noi è già due giorni che ci scambiamo frasi amichevoli...direi che ora possiamo anche perderci di vista, ma non temere l'eterno ricordo della nostra imperitura amicizia non morrà con noi ma resterà in qualche server di provincia Sorriso Scemo

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Massimo Vaj
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Io coltivo la terra, non le amicizie, si capisce facile, anche se, la terra, mi dà dei problemi analoghi a quelli che mi darebbero degli amici se dessi loro una zappata.

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lisandro
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@Massimo Vaj ha scritto:Come a riscuotere cosa? La prebenda... o è la pubenda? Mah, a volte il dubbio mi assale
Ah, ecco... l'avevo intuito sin dal principio che la tua massima aspirazione è avere un qualche sussidio e fare il mantenuto.
Come già altri, col tuo stesso talento, parlavano anche in latino per "officiare gli atti misterici della divina manifestazione" agli ignoranti (coloro che ignorano) non per renderli edotti sulle questioni del mondo, ma per profittare del loro lavoro. M'auguro che tu non sia anche rachitico.


@Lucio Musto ha scritto:Ho detto che fai la figura del fesso se argomenti di cose incomprensibili a coloro che ti stanno ad ascoltare
Non credo che trattasi di espressioni incomprensibili. Casomai è il rivestirle di un carattere assoluto e universale che le rende ridicole, poiché le si vorrebbe incontestabili.
Più che rivelare l'ignoto, manifestano come la lingua con delle parole sappia esprimere tutto e il contrario di tutto. E per me, infatuato dai paradossi, quando incrocio l'arte di aggrovigliarsi con le lettere, vado in brodo di giuggiole. E' l'unico talento che riconosco in Massimo.

@Massimo Vaj ha scritto:Dietro le parole non ci si deve aspettare nulla che sia più significativo delle parole, perché le parole servono a informare l'intelligenza discorsiva, e l'intelligenza si deve accontentare della logica, quando è stringente, che le parole sono in grado di ordinare in funzione dei princìpi ai quali devono aderire. Il tuo impegno, invece, dovrebbe stare nelle parole che sottolineano eventuali contraddizioni in cui l'interlocutore inciampa. A te... il dovere di farlo cadere.
"Più volte ti sei messo in croce, lagnandoti con non so chi, poiché "loro non sanno ciò che fanno".

-secondo te la frase sopra aderisce al principio secondo il quale l'ordine delle cose è partecipe di quella linearità discorsiva che pone in oggetto l'utilità semantica dell'informazione?
O non è piuttosto un pensiero spontaneo che se ne può ignorare l'origine e dimenticarne subitaneamente il senso? Sorriso Scemo

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