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Suicidio e forza

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1
Ospite
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Ospite
Tempo fa, in un giochino di web di quelli stupidi, qualcuno mi definì "forte", non so se lo fece leggendo molto di quello che avevo scritto, ma usò questo aggettivo nei miei confronti.
La forza, la decisione e la determinazione sono caratteristiche che mi vengono spesso attribuite, ed altrettanto spesso per me questa cosa è diventata un peso.

La mia domanda è: una persona che ha tentato il suicidio, l'ha voluto con tutte le sue forze perchè non ce la faceva più a sopportare il dolore, può essere definita una persona dal carattere forte?

Il suicidio non è forse una chiara dimostrazione di stanchezza e di debolezza?

2
Bumble-bee
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Viandante Storico
Viandante Storico
CignoNero ha scritto:

1) La mia domanda è: una persona che ha tentato il suicidio, l'ha voluto con tutte le sue forze perchè non ce la faceva più a sopportare il dolore, può essere definita una persona dal carattere forte?

2) Il suicidio non è forse una chiara dimostrazione di stanchezza e di debolezza?


1) Se l'ha voluto con tutte le sue forze... allora lo ha... il carattere forte.

2) anche.

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3
^Sick_Boy
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Viandante Affezionato
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Secondo me no, non lo è.

Spesso noi tendiamo a confondere costrutti culturali (come la gelosia, come la fede, come tante altre cose) con istinti innati (quali la spinta riproduttiva, la ricerca del piacere, l'istinto di sopravvivenza).

Decidere di togliersi la vita -o decidere di CERCARE di togliersi la vita- è una battaglia contro un istinto, radicato da milioni di anni di evoluzione, cioè appunto quello di sopravvivenza. Ci vuole una forza (d'animo, interiore) pazzesca per combattere contro un istinto. Molta di più di quanta ce ne voglia per vivere una vita che ci appare noiosa, insignificante, senza scopo.

Questo non fa del suicidio una soluzione auspicabile, ovviamente, ma i motivi per cui ammazzarsi non è una buona soluzione sono altri e sono legati, secondo me, soprattutto a ciò che si perde e, molto secondariamente, all'eventuale dolore che si causa ad altre persone.
Ma ci vuole forza, su questo non c'è dubbio.
Viversi addosso, accettare più o meno passivamente una vita che non ci piace e non ci soddisfa è molto, molto, molto più facile e meno faticoso.

Io credo che l'idea che il suicidio sia una dimostrazione di "stanchezza e debolezza" sia in qualche modo figliata da una concezione che assegna alla vita un valore talmente sacrale da trascendere persino la volontà di chi quella vita la vive. Io penso invece che chi vive abbia l'ultima parola sulla sua vita e se, fatti i dovuti "conti", decide che è arrivato il momento di interromperla, e ne ha la forza, ha tutto diritto di farlo.

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4
Ospite
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Ospite
Io trovo molto più faticoso vivere se questo vivere risulta essere un forte dolore, una continua battaglia contro i mulini a vento, un continuo prenderlo nel di dietro senza avvertimento o eventuali lubrificazioni che riducano il male. Non ci vuole più coraggio e più forza di carattere in questo, alla fine dei conti? Arrivare al suicidio, con tutte le dovute motivazioni, vuol dire essersi fatti plasmare e distruggere dagli eventi e dalle persone intorno, non avere più la forza, per l'appunto, di reagire, e non averne nemmeno la voglia.
Dove può stare la forza in tutto questo?

5
^Sick_Boy
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Vedi, secondo me il fatto è che ad una vita che "ivere risulta essere un forte dolore, una continua battaglia contro i
mulini a vento, un continuo prenderlo nel di dietro senza avvertimento
o eventuali lubrificazioni che riducano il male" ci si può lasciare andare. Se prendi una persona, la chiudi in gabbia e la massacri di botte ogni giorno, prima o poi è facile che quella persona si spezzi...e si abitui. Si abitui alle sbarre, si abitui alle violenze, alle umiliazioni, a tutto. Perchè ha dentro un istinto che dice che è meglio, meglio sopportare tutto quel dolore, che morire.

Per suicidarsi quell'istinto occore sconfiggerlo e qui sta la forza. Attenzione che "forza" non ha necessariamente una connotazione positiva (o negativa). Ma pur sempre forza rimane. Si tratta di una scelta che va fatta (ed è già difficile in sè) e va poi attuata, combattendo contro sè stessi.
Vivere passivamente alla mercè di una vita da schifo, sopportando, può essere benissimo la conseguenza di una "non scelta".

Poi per carità, torno a dire che non me la sentirei mai di caldeggiare il suicidio come una soluzione anche perchè, di fatto, NON risolve, semplicemente annulla.
Ma qui si parlava di "forza" e, in questo contesto, trovo che sia una scelta che richiede di essere molto determinati, molto decisi, molto forti appunto.

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6
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Io Sick non lo so proprio in cosa consista il coraggio.
Spesso ci penso.
Il realtà credo che iul caso sia molto più protagonista della nostra vita che non questi limpidi ideali.
Per esempio: perchè io non sono ancora morta?
La vita mi piace, esattamente come l'uomo che mi sfugge o che non è mai soddisfatto di me, mentre insidio colui che rimane con recriminazioni e sospetti.
La vita è per me la figura dell'amore infelice, quella a cui si vota l'idealista secondo Bloch... e credimi gli idealisti li odio.
Sono potenzialmente molte cose e ne sono consapevole. Potrei essere più bella e più brillante. Ma odio chi me lo chiede. Vorrei avere la garanzia che il peggio di me sia amato, per sapere che non brucierò mai per il dolore di aver deluso.
Una persona come me deve vivere?
Facendo una lucida valutazione di costi e benefici no. Eppure resto.
La vita mi piace, ma non è per questo. Il perchè non lo so.
Non giudico me, meglio di chi prende una decisione differente. Credo che sia il caso che ci spinga giù da un balcone molte volte.
Si potrebbe parlare di coraggio se potessimo valutare la nostra vita scissa da noi stessi, ma noi siamo altro rispetto ad essa?
io no.
Mi dispiace di averti dato poca sostanza.
Ma io sono un pugno di mosche.
Nascono dalla decomposizione tra l'altro.

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7
Ospite
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Ospite
NinfaEco ha scritto:La vita mi piace, esattamente come l'uomo che mi sfugge o che non è mai soddisfatto di me, mentre insidio colui che rimane con recriminazioni e sospetti.


Forse perchè sei più preparata al bene, che al male.

8
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
CignoNero ha scritto:
NinfaEco ha scritto:La vita mi piace, esattamente come l'uomo che mi sfugge o che non è mai soddisfatto di me, mentre insidio colui che rimane con recriminazioni e sospetti.


Forse perchè sei più preparata al bene, che al male.

Esattamente così.
Quel gioco lo conosco bene.

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9
Ospite
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Ospite
NinfaEco ha scritto:
CignoNero ha scritto:
NinfaEco ha scritto:La vita mi piace, esattamente come l'uomo che mi sfugge o che non è mai soddisfatto di me, mentre insidio colui che rimane con recriminazioni e sospetti.


Forse perchè sei più preparata al bene, che al male.

Esattamente così.
Quel gioco lo conosco bene.

Ehm, ho scazzato, ed era "sei più preparata al male, che al bene", che è qualcosa che anch'io conosco piuttosto bene, solo che per diverso tempo io dal male ho deciso, volontariamente, di stare lontana, poi non so bene come, ci sono ricascata, essendo poi mascherato da bene.

10
Zadig
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
CignoNero ha scritto:

La mia domanda è: una persona che ha tentato il suicidio, l'ha voluto con tutte le sue forze perchè non ce la faceva più a sopportare il dolore, può essere definita una persona dal carattere forte?

Il suicidio non è forse una chiara dimostrazione di stanchezza e di debolezza?
No. Non c'è nessuna forza.
1- A parte quella della disperazione che, però, non è forza nella vera accezione del termine... non si può definire tale.

2 - Non lo so: troppe cose possono portare al suicidio, ci sono troppe variabili.

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11
Ospite
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Ospite
Zadig ha scritto:
CignoNero ha scritto:

La mia domanda è: una persona che ha tentato il suicidio, l'ha voluto con tutte le sue forze perchè non ce la faceva più a sopportare il dolore, può essere definita una persona dal carattere forte?

Il suicidio non è forse una chiara dimostrazione di stanchezza e di debolezza?
No. Non c'è nessuna forza.
1- A parte quella della disperazione che, però, non è forza nella vera accezione del termine... non si può definire tale.


E' quello che penso anch'io...penso che l'unica forza sia quella del dolore e della disperazione che ti affondano, e per riprendere sick, credo anche che non tutti abbiano questo innato istinto di sopravvivenza. Per alcuni il vivere risulta proprio un peso: a volte per un solo strascico della loro vita, altre volte per tutto il resto della loro esistenza.

12
Zadig
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Viandante Ad Honorem
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Il suicidio credo sia un misto di coraggio e vigliaccheria aberrati, in cui queste due componenti si scambiano di ruolo.
Non so se sono riuscito a spiegare cosa intendo.

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13
Lucio Musto
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Viandante Ad Honorem
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Sostanzialmente concordo con i concetti già espressi,

L'idea del suicidio è lo scollamento profondo fra gli obiettivi personali sognati e perseguiti e la consapevolezza della situazione concreta in cui si vive.

L'atto del suicidarsi (o il tentativo non teatrale di farlo) è uno scontro violentissimo fra determinazione razionale ed istintualità. Solo per inciso ricordo che non è possibile uccidersi se non superando una soglia di "non ritorno"; per esempio è impossibile strozzarsi con le proprie mani o annegarsi mettendo la testa semplicemente nel lavabo del bagno.

La soluzione psicologica "furba" è quella che abbiamo inventato in molti; organizzarsi una possibilità di suicidio sicura, pulita e garantita e tenersela di scorta, sempre pronta ed efficiente, da usarsi "nel caso non dovessi davvero farcela più". E cercare di tirare avanti.
Si arriva a settant'anni col rammarico di non averla mai usata, quella cosa così ben studiata, ma con il rasserenante pensiero:
"ormai non serve più!... tanto dopodomani muoio comunque!"

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14
Ospite
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Ospite
La cosa che più mi ha fatto riflettere in questi ultimi mesi è stato venire a sapere di amiche che hanno tentato di togliersi la vita. Sono donne che ispirano una gran forza, definite donne con le palle, donne con carattere, estremamente intelligenti, belle e bene inserite. Ho quasi pensato, ultimamente, che la forza, o almeno essere considerati così forti diventi un peso molto grosso per diverse persone, e che siano proprio quelle più insospettabili a non farcela più, e sembra quasi un paradosso, non credete?

15
Lucio Musto
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Viandante Ad Honorem
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CignoNero ha scritto:La cosa che più mi ha fatto riflettere in questi ultimi mesi è stato venire a sapere di amiche che hanno tentato di togliersi la vita. Sono donne che ispirano una gran forza, definite donne con le palle, donne con carattere, estremamente intelligenti, belle e bene inserite. Ho quasi pensato, ultimamente, che la forza, o almeno essere considerati così forti diventi un peso molto grosso per diverse persone, e che siano proprio quelle più insospettabili a non farcela più, e sembra quasi un paradosso, non credete?

No, non è un paradosso, se ci convinciamo che le persone non sono esattamente quelle che pensiamo noi, bensì quelle che appaiono,
e che quel loro apparire necessariamente passa attraverso il filtro del nostro giudizio, mai assolutamente obiettivo.

Così, ad esempio, può apparirci estremamente forte una persona intimamente convinta di non aver più nulla da perdere, nulla più a che fare
col mondo che la circonda, e quindi più nulla teme, ed è sprezzante delle difficoltà. Non per forza, ma per profonda indifferenza.

Belli o brutti poi inseriti o disadattati... è punto di vista assolutamente personale.

[[ io per esempio, mi sono sempre considerato decisamente brutto, mentre tutti intorno mi consideravano un bel ragazzo. Ed io ero persuaso che lo facessero per pietà, e sorridevo al loro gioco. Poi naturalmente mi sono accorto anch'io di "esserlo stato, una tempo", un bel ragazzo. Ma che quel tempo era ormai passato da una vita... e non avevo fatto a tempo nemmeno a suicidarmi hissfit ]]

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Ospite
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Ospite
A parte che sei riuscito a farmi ridere parlando di un argomento abbastanza pesante, però queste persone non sono state viste forti in seguito all'atto, o meglio, continuano ad essere viste come forti e di carattere perchè tali sono sempre state "etichettate", considerate, e forse sono gli altri che non accettano che tali persone possano essere, al contrario, estremamente deboli, o che possano comunque cedere, tanto da considerarle anche dopo un gesto estremo e disperato donne forti e che sanno sempre cosa fare.

17
Lucio Musto
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Viandante Ad Honorem
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CignoNero ha scritto:A parte che sei riuscito a farmi ridere parlando di un argomento abbastanza pesante, però queste persone non sono state viste forti in seguito all'atto, o meglio, continuano ad essere viste come forti e di carattere perchè tali sono sempre state "etichettate", considerate, e forse sono gli altri che non accettano che tali persone possano essere, al contrario, estremamente deboli, o che possano comunque cedere, tanto da considerarle anche dopo un gesto estremo e disperato donne forti e che sanno sempre cosa fare.

si, confermo. ne conosco anche io di queste persone... o almeno una.

E' un'ape regina di natura, e non sa fare a meno di farlo sapere a tutti. Marito, figli, nipoti, consuoceri, generi e nuore, conoscenti.
Effettivamente è una donna che si fece da se, ai suoi tempi, con una perseveranza facilmente scambiabile per cocciutaggine.
Ultimamente ha fatto quaran'anni, essendo nata nel settanta... o settanta, essendo nata nel quaranta?... lei ha lasciato la questione in sospeso...

E' fatta così, ed è una persona gradevole. Mattatrice o solo matta non conta. Basta non crederle troppo!

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18
Lucio Musto
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
considerazione dolce amara di gusto agrodolce sfumante nel grottesco.

Il suicidio è una cosa seria, che o la si fa per bene o diventa una pagliacciata

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19
Giglio Bianco
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Secondo me, una persona sopravvissuta a un *autentico* desiderio di suicidio, e' una persona che ha saputo rimboccarsi le maniche e uscire da una disperazione spesso molto forte.

Per farlo, bisogna essere forti, quindi si, puo' essere una persona forte.
E addirittura molto attaccata alla vita, molto felice di essere al mondo, con un forte rispetto per la propria esistenza, nonche' un concetto molto preciso del suo ruolo nell'ambiente che la circonda.

A molti puo' sembrare un paradosso, eppure a volte toccare il fondo e' proprio la molla che ti fa reagire, puo' essere il momento di debolezza estrema che ti ha reso una persona forte.

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tulip
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Troppo facile lasciarsi morire, desiderare di non esistere per non soffrire, chiudere gli occhi e non essere più...non occorre forza, occorre rassegnazione, stanchezza e disinteresse ed è fatta.
Forza è affrontare il dolore quello vero che ti spacca il cuore a metà, che ti fa sentire fuori di testa, che ti fa respirare senza vivere

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21
fantasma76
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Suicidarsi non è per nulla facile, ciò che è facile è girarsi dall'altra parte e far finta che perchè stiamo bene noi stanno tutti bene, ogni suicida ha un suo assassino.

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22
Rupa Lauste
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tulip ha scritto:Troppo facile lasciarsi morire, desiderare di non esistere per non soffrire, chiudere gli occhi e non essere più...non occorre forza, occorre rassegnazione, stanchezza e disinteresse ed è fatta.
Forza è affrontare il dolore quello vero che ti spacca il cuore a metà, che ti fa sentire fuori di testa, che ti fa respirare senza vivere


troppo facile elargire giudizi in questo modo.

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23
tulip
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Viandante Storico
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Rupa Lauste ha scritto:
tulip ha scritto:Troppo facile lasciarsi morire, desiderare di non esistere per non soffrire, chiudere gli occhi e non essere più...non occorre forza, occorre rassegnazione, stanchezza e disinteresse ed è fatta.
Forza è affrontare il dolore quello vero che ti spacca il cuore a metà, che ti fa sentire fuori di testa, che ti fa respirare senza vivere


troppo facile elargire giudizi in questo modo.

Non ho giudicato nessuno , ho solo parlato di me

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Rupa Lauste
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Viandante Storico
Viandante Storico
tulip ha scritto:
Rupa Lauste ha scritto:
tulip ha scritto:Troppo facile lasciarsi morire, desiderare di non esistere per non soffrire, chiudere gli occhi e non essere più...non occorre forza, occorre rassegnazione, stanchezza e disinteresse ed è fatta.
Forza è affrontare il dolore quello vero che ti spacca il cuore a metà, che ti fa sentire fuori di testa, che ti fa respirare senza vivere


troppo facile elargire giudizi in questo modo.

Non ho giudicato nessuno , ho solo parlato di me

Scusami Tulip, ma la forma che hai scelto per parlare di te, mi confonde leggermente...
Il fatto che tu sia in grado di reagire nel modo da te descritto, non prova che tutti debbano comportarsi nella stessa maniera. in situazioni come queste non credo sia opportuno generalizzare.
ma in alcuni casi il suicidio magari è anche l'ultimo gesto razionale e ponderato di un individuo.

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tulip
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Viandante Storico
Viandante Storico
Rupa Lauste ha scritto:
tulip ha scritto:
Rupa Lauste ha scritto:
tulip ha scritto:Troppo facile lasciarsi morire, desiderare di non esistere per non soffrire, chiudere gli occhi e non essere più...non occorre forza, occorre rassegnazione, stanchezza e disinteresse ed è fatta.
Forza è affrontare il dolore quello vero che ti spacca il cuore a metà, che ti fa sentire fuori di testa, che ti fa respirare senza vivere


troppo facile elargire giudizi in questo modo.

Non ho giudicato nessuno , ho solo parlato di me

Scusami Tulip, ma la forma che hai scelto per parlare di te, mi confonde leggermente...
Il fatto che tu sia in grado di reagire nel modo da te descritto, non prova che tutti debbano comportarsi nella stessa maniera. in situazioni come queste non credo sia opportuno generalizzare.
ma in alcuni casi il suicidio magari è anche l'ultimo gesto razionale e ponderato di un individuo.


Non ho capito perchè gli altri hanno scritto i loro penseri con serenità e io non avrei dovuto.. scratch ...ognuno è un individuo a sè e decide quello che vuole della e nella propria vita. Io ho espresso solo il mio pensiero che non voleva essere un giudizio nei confronti di nessuno

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