Forum di Libera Discussione. Il Luogo di Chi è in Viaggio e di Chi sta Cercando. Attualità, politica, filosofia, psicologia, sentimenti, cultura, cucina, bellezza, satira, svago, nuove amicizie e molto altro

Per scoprire le iniziative in corso nel forum scorri lo scroll


Babel's Land : International Forum in English language Fake Collettivo : nato da un audace esperimento di procreazione virtuale ad uso di tutti gli utenti Gruppo di Lettura - ideato e gestito da Miss. Stanislavskij La Selva Oscura : sezione riservata a chi ha smarrito la retta via virtuale Lo Specchio di Cristallo : una sezione protetta per parlare di te La Taverna dell'Eco: chat libera accessibile agli utenti della Valle

Non sei connesso Connettiti o registrati

 

Attorno ad un fuoco...

Condividi 

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso  Messaggio [Pagina 1 di 1]

1
lorenzasaita52
avatar
Viandante Residente
Viandante Residente
stavo giusto pensando a quanto mi piacerebbe in questo momento poter stare vicino ad un falò per mitigare l'insonnia...Il momento magico di una notte passata tra chiacchere in libertà, stanchezza che si scioglie nell'abbraccio di un sonno ristoratore mentre tutt'intorno è brusio di pensieri che si affievoliscono...Ecco questo lo proviamo a ricreare qui? Penso si possano portare in questa immaginaria notte scaldati dal tepore di un fuoco benefico le confidenze i sogni e, perchè no,le fiabe che spesso non abbiamo il coraggio di raccontarCi di giorno...e poi, vuoi vedere che magari qualcuno trova un altro post dove esplicare la propria indole bisbetica?

Visualizza il profilo
2
daughterofthemoon
avatar
Viandante Storico
Viandante Storico
intrigante.............

Visualizza il profilo
3
daughterofthemoon
avatar
Viandante Storico
Viandante Storico
chi apre le danze???

Visualizza il profilo
4
daughterofthemoon
avatar
Viandante Storico
Viandante Storico
@lorenzasaita52 ha scritto:stavo giusto pensando a quanto mi piacerebbe in questo momento poter stare vicino ad un falò per mitigare l'insonnia...Il momento magico di una notte passata tra chiacchere in libertà, stanchezza che si scioglie nell'abbraccio di un sonno ristoratore mentre tutt'intorno è brusio di pensieri che si affievoliscono...Ecco questo lo proviamo a ricreare qui? Penso si possano portare in questa immaginaria notte scaldati dal tepore di un fuoco benefico le confidenze i sogni e, perchè no,le fiabe che spesso non abbiamo il coraggio di raccontarCi di giorno...e poi, vuoi vedere che magari qualcuno trova un altro post dove esplicare la propria indole bisbetica?

ok. ho capito furbastra.....cosa vuoi sapere?

Visualizza il profilo
5
lorenzasaita52
avatar
Viandante Residente
Viandante Residente
Dai io racconto una storia s'intitola

PICCOLO ORSO

C'erano una volta due orsi; grande orso che era l'orso più garnde e piccolo orso che era l'orso più piccolo.
Avevano giocato tutto il giorno e quando venne la sera grande orso prese piccolo orso per mano e lo portò nella caverna orsa.
" ora dormi piccolo orso" disse grande orso mettendolo nel lettino.
Poi si sedette sulla sedia orsa e prese il suo libro orso.
Piccolo orso provò a dormire ma non ci riusciva...
"Non dormi piccolo orso?" chiese grande orso posando il libro orso e avvicinandosi. "No" rispose piccolo orso... " E perchè non dormi?
Piccolo orso rispose " perchè ho paura" " paura di cosa" chiese grande orso, " Ho paura del buoio tutto intorno" disse il piccolo.
Grande orso guardò e vide che piccolo orsoaveva ragione la caverna era buia. Allora andò verso l'armadio orso e prese una piccola lampada.
" Ora dormi" Gli disse poi tornò alla Sua poltrona orsa e riprese il libro.... Piccolo orso provò e provò a dormire..eh ma non ci riusciva...
" Non dormi piccolo Orso?" disse grande orso sbadigliando e andando verso il lettino... " non ci riesco" disse piccolo orso. " Perchè?" chiese l'orso garnde "Perchè ho paura" rispose piccolo orso" " Di cosa hai paura piccolo orso?" Del buio ", " quale buio?" chiese Orso grande" " del buio tutto intornoMa Ti portato una lampada" rispose; " SI ma era troppo piccola".... [i]

Visualizza il profilo
6
lorenzasaita52
avatar
Viandante Residente
Viandante Residente
@daughterofthemoon ha scritto:
@lorenzasaita52 ha scritto:stavo giusto pensando a quanto mi piacerebbe in questo momento poter stare vicino ad un falò per mitigare l'insonnia...Il momento magico di una notte passata tra chiacchere in libertà, stanchezza che si scioglie nell'abbraccio di un sonno ristoratore mentre tutt'intorno è brusio di pensieri che si affievoliscono...Ecco questo lo proviamo a ricreare qui? Penso si possano portare in questa immaginaria notte scaldati dal tepore di un fuoco benefico le confidenze i sogni e, perchè no,le fiabe che spesso non abbiamo il coraggio di raccontarCi di giorno...e poi, vuoi vedere che magari qualcuno trova un altro post dove esplicare la propria indole bisbetica?

ok. ho capito furbastra.....cosa vuoi sapere?

Bhè naturalmente...tutto Sorriso Scemo

Visualizza il profilo
7
Lucio Musto
avatar
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Al nonno basta chiedere!... ci faceva da refrain in un altro forum...
Ma stamattina sento di dover dire: "Al nonno basta dare!..."
Una qualche ispirazione, uno spunto di emozione, per spingerlo
a ripescare dal sacco dei ricordi un qualche momento particolare,
una qualche fiaba da raccontare.
Non è interessante?... non è ben scritta?... e che fa?
Chi ha mai chiesto queste cose alle fiabe?...
Le fiabe servono a far sembrare più morbide le ginocchia dei nonni,
a far sembrare vento il loro rumoroso petto,
a fare diventare ancor più nido le braccia accoglienti e premurose.

Per cui grazie Lorenza, di avermi invitato attorno al fuoco.
Questa mia "Antelucana", che ho scritto stamattina,
è tutta dedicata a te.

Visualizza il profilo
8
Lucio Musto
avatar
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
antelucana

Come al solito è cominciato con nulla.

Dopo il bagno del tramonto, quando l’immensa spiaggia libera si svuota e si libera da quei brutti fiori colorati che chiamano “ombrelloni”, che solo pochissimi lasciano sulla riva (ma sono quelli più brutti e vecchi) e zittisce di ruzzi dei ragazzi e strilli di mamme che richiamano… ché fra poco è ora di cena e bisogna rintanarsi…

In quell’ora magica in cui anche il sole s’è stancato di ardere, e si tuffa fra le onde fresche prima di andare a dormire, anche noi sciogliamo i nostri giochi e passeggiamo lenti, meditando solitari, o in coppia bisbigliandoci chissà quale segreto lungo le dune selvagge che da queste parti ancora fanno cornice alla gran falce di sabbia.

Lucio raccoglie i suoi soliti tonnarelli scrutando in quelle forme levigate dal mare l’ispirazione per una nuova, bizzarra scultura, Lorenza, puoi scommetterci, raduna parole suadenti e rime per la sua prossima poesia, Giovanni rielabora qualche vecchia barzelletta per sceneggiarla poi con Anna e qualcun altro, Gigi naturalmente pensa ai suoi accordi e ripassa i versi di qualche antica canzone dimenticata o ignorata dai più…
Degli altri del gruppo, sei o sette in tutto, non ci è dato di sapere, ma certo stanno vivendo la dolcezza della sera presi da occupazioni altrettanto importanti come, semplicemente, il lasciarsi vivere.

E’ quasi buio quando il gruppo spontaneamente si riunisce sulla riva, solo pochi metri più su della marea che monta con sommessi sciabordii, per ritrovarsi intorno al mucchietto di legnetti relitti che la premura di qualcuno ha radunato per tutti ed ora sta accendendo in piccolo falò.
Tonino, a sorpresa (e chi se non lui?) tira fuori come da un cappello magico un pacco di salsicce fini ed altre carni facili da cuocere, mentre Salvatore e la moglie, riconosciuti principi di funzionalità, guarda caso si trovano ad avere, nel cofano della macchina, una damigianetta di vino ed una griglietta… possono servire?...
Li accompagna Gigi… che naturalmente torna con la sua chitarra.

Solo la luce del falò, e del grasso della carne che sfrigola ed arde ci sono di lume, adesso, ma già la luna comincia a sbirciare dalla macchia, e fra poco sarà alta.
Battutacce, barzellette, storielline piccanti ed intriganti pettegolezzi, per lo più inventati che tanto sappiamo tutto di tutti!, fanno da sfondo alle nostre risate, nella catarsi liberatoria della libertà della spiaggia, nel ritrovarsi fratelli nel branco riunito e sicuro, al sicuro da tutto in quella stupefacente eppur tanto naturale emozione che si chiama amore.

I minuti della sera, le ore della notte passano veloci, la carne spartita ha satollato gli stomaci e della damigianetta ormai si vede il fondo.
Il cicaleccio si fa più rado e Lorenza ci ha declamato le sue ultime poesie, quelle che ha composto per noi stasera, mentre Anna (l’altra, quella piccola) già si è addormentata…
le battute di spirito lasciano spazio a più profonde riflessioni, ad intime confidenze…

Ancora Gigi pizzica dolcemente le corde del suo strumento e ne abbraccia dolcemente la cassa come i fianchi di un’amante inanellando una canzone dopo l’altra come fossero perle, con la sua voce roca adesso ancor più arrochita dal fresco della notte e dal lungo cantare…
Molte volte mi sono chiesto se lui suoni per noi, per sé stesso, o per la sua chitarra… ma vale saperlo?... non è comunque uguale?...

Nei silenzi sempre più frequenti, più pensosi, sempre più lunghi, le parole piane di antichi poeti sembrano riempire la spiaggia, sembrano attraversare il mare, certo penetrano gli animi ora ben disposti, facendoli vibrare…

“”
…partono e bastimenti
per terre assai lontane,
cantano a bordo…
so' napulitane.
…. ….
…. ….
Santa lucia,
luntana e te
quanta malinconia…
se gira o munne sano,
se va' a cercar fortuna,
ma quann’ spunta ‘ luna…


“”
si, davvero sembra che vada lontano la voce sommessa di Gigi, sembra che giunga all’orizzonte, fino al cielo che già trascolora, nella precoce alba di questo giorno d’estate.
Ben tornato, solerte Sole!... per stanotte ci abbiamo pensato noi, a tener compagnia al tuo mondo,
e te lo riconsegniamo sereno e forse, una stilla più buono.


Lucio Musto 3 agosto 2011
-----------------------------------



Ultima modifica di Lucio Musto il Mer 3 Ago 2011 - 11:24, modificato 2 volte (Motivazione : piccole limature)

Visualizza il profilo
9
lorenzasaita52
avatar
Viandante Residente
Viandante Residente
@Lucio Musto ha scritto:antelucana

Come al solito è cominciato con nulla.

Dopo il bagno del tramonto, quando l’immensa spiaggia libera si svuota e si libera da quei brutti fiori colorati che chiamano “ombrelloni”, che solo pochissimi lasciano sulla riva (ma sono quelli più brutti e vecchi) e zittisce di ruzzi dei ragazzi e strilli di mamme che richiamano… ché fra poco è ora di cena e bisogna rintanarsi…

In quell’ora magica in cui anche il sole s’è stancato di ardere, e si tuffa fra le onde fresche prima di andare a dormire, anche noi sciogliamo i nostri giochi e passeggiamo lenti, meditando solitari, o in coppia bisbigliandoci chissà quale segreto lungo le dune selvagge che da queste parti ancora fanno cornice alla gran falce di sabbia.

Lucio raccoglie i suoi soliti tonnarelli scrutando in quelle forme levigate dal mare l’ispirazione per una nuova, bizzarra scultura, Lorenza, puoi scommetterci, raduna parole suadenti e rime per la sua prossima poesia, Giovanni rielabora qualche vecchia barzelletta per sceneggiarla poi con Anna e qualcun altro, Gigi naturalmente pensa ai suoi accordi e ripassa i versi di qualche antica canzone dimenticata o ignorata dai più…
Degli altri del gruppo, sei o sette in tutto, non ci è dato di sapere, ma certo stanno vivendo la dolcezza della sera presi da occupazioni altrettanto importanti come, semplicemente, il lasciarsi vivere.

E’ quasi buio quando il gruppo spontaneamente si riunisce sulla riva, solo pochi metri più su della marea che monta con sommessi sciabordii, per ritrovarsi intorno al mucchietto di legnetti relitti che la premura di qualcuno ha radunato per tutti ed ora sta accendendo in piccolo falò.
Tonino, a sorpresa (e chi se non lui?) tira fuori come da un cappello magico un pacco di salsicce fini ed altre carni facili da cuocere, mentre Salvatore e la moglie, riconosciuti principi di funzionalità, guarda caso si trovano ad avere, nel cofano della macchina, una damigianetta di vino ed una griglietta… possono servire?...
Li accompagna Gigi… che naturalmente torna con la sua chitarra.

Solo la luce del falò, e del grasso della carne che sfrigola ed arde ci sono di lume, adesso, ma già la luna comincia a sbirciare dalla macchia, e fra poco sarà alta.
Battutacce, barzellette, storielline piccanti ed intriganti pettegolezzi, per lo più inventati che tanto sappiamo tutto di tutti!, fanno da sfondo alle nostre risate, nella catarsi liberatoria della libertà della spiaggia, nel ritrovarsi fratelli nel branco riunito e sicuro, al sicuro da tutto in quella stupefacente eppur tanto naturale emozione che si chiama amore.

I minuti della sera, le ore della notte passano veloci, la carne spartita ha satollato gli stomaci e della damigianetta ormai si vede il fondo.
Il cicaleccio si fa più rado e Lorenza ci ha declamato le sue ultime poesie, quelle che ha composto per noi stasera, mentre Anna (l’altra, quella piccola) già si è addormentata…
le battute di spirito lasciano spazio a più profonde riflessioni, ad intime confidenze…

Ancora Gigi pizzica dolcemente le corde del suo strumento e ne abbraccia dolcemente la cassa come i fianchi di un’amante inanellando una canzone dopo l’altra come fossero perle, con la sua voce roca adesso ancor più arrochita dal fresco della notte e dal lungo cantare…
Molte volte mi sono chiesto se lui suoni per noi, per sé stesso, o per la sua chitarra… ma vale saperlo?... non è comunque uguale?...

Nei silenzi sempre più frequenti, più pensosi, sempre più lunghi, le parole piane di antichi poeti sembrano riempire la spiaggia, sembrano attraversare il mare, certo penetrano gli animi ora ben disposti, facendoli vibrare…

“”
…partono e bastimenti
per terre assai lontane,
cantano a bordo…
so' napulitane.
…. ….
…. ….
Santa lucia,
luntana e te
quanta malinconia…
se gira o munne sano,
se va' a cercar fortuna,
ma quann’ spunta ‘ luna…


“”
si, davvero sembra che vada lontano la voce sommessa di Gigi, sembra che giunga all’orizzonte, fino al cielo che già trascolora, nella precoce alba di questo giorno d’estate.
Ben tornato, solerte Sole!... per stanotte ci abbiamo pensato noi, a tener compagnia al tuo mondo,
e te lo riconsegniamo sereno e forse, una stilla più buono.


Lucio Musto 3 agosto 2011
-----------------------------------
Ed è di nuovo sera mio magico amico ancora l'abbraccio dei pensieri per riunirCi a convivio...

Visualizza il profilo
10
Lucio Musto
avatar
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
grazie, amica. Eccomi col ricordo caro di sensazioni dolcissime

Visualizza il profilo
11
Lucio Musto
avatar
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Il momento atteso



Ecco qua. Finalmente. Il momento atteso della serata, quello migliore, è finalmente arrivato.

Non che gli altri momenti siano stati cattivi… tutt’altro!
Gli amici allegri e giocherelloni, la voglia di tutti di “fare ammuina” e divertirci, i buoni bocconi che per essere stati preparati in unità fra tutti ci sembrano ancora più buoni, l’ottimo vino scelto da Giovanni che anche se ha “sgarrato” ha fatto benissimo lo stesso ché Lui è il maestro e ci ha inebriato… tutto benissimo!
Tutto perfettamente riuscito come speravamo!… e non poteva essere altrimenti!

Ma ora, è il momento magico della serata.

Siamo rimasti solo in quattro, o tre… o forse solo in due, davanti al camino acceso, a piluccare ancora qualcosa.
Una “castagna del prete” o una piccola cipolla dimenticata a cuocere lì, sotto la cenere, nel suo abituccio stretto di carta argentata.
I fiaschi di vino si sono ridotti ad una “buttigliella da meditazione” messa in un cantuccio a prender corpo ai riflessi delle braci stanche, e Pina ci ha portato i “bicchieri buoni”, quelli spropositati da “assaggiatori” in cui di vino ce se ne mette poco poco.

Si è lamentata, al solito, che facciamo “il Club degli AA” (gli Alcoolisti Anonimi), ma in fondo è contenta, che siamo rimasti fra di noi a “fa’ ‘e ‘nnammurate…” come dice lei, a “scambiarci l’anima”, come dico io.
Perché lei lo sa, che dopo queste chiacchierate Giovanni (suo marito), ed io, e chi altro è rimasto davanti al camino, ci sentiremo meglio, più leggeri, e ci sforzeremo di essere più buoni.

Questo è il momento migliore della serata, perché è il momento in cui sono finite “le guere” (come dico io, astiosamente).
Infatti, fino ad un istante fa, quando c’erano gli altri, eravamo tutti profondamente amici, tutti contenti di stare insieme ma ciascuno, sia pur per nobilissimi fini ed in perfetta buona fede, in armi sugli spalti.
Ognuno si affannava perché la serata riuscisse bene, perché le sue battute facessero divertire tutti, perché grazie alla sua premura nessuno si sentisse escluso o mancasse di qualcosa… ci s’affannava a fare la propria parte per l’altro, per la buona riuscita della serata… si gareggiava in disponibilità, in sorrisi… si gareggiava…

E nessuno che avesse tempo a far spazio all’altro per farsi sfiorare l’anima.
Tanti presenti, tanti cavalieri in pugna e corazzati.

Ora, siamo spogliati d’ogni durezza.
Fuori da ogni premura e da ogni sospetto: spesso ingombrante l’una quanto inquietante l’altro. Abbiamo smesso, per stasera, l’obbligo di “fare figura”.

Ora, possiamo parlare di qualunque cosa. E non conta se parla un altro più di me o se io spunti la ragione o vinca un elegante duello dialettico.

Ci si offrono delle cose, dei pensieri, delle esperienze, delle convinzioni. Semplicemente.
Che semplicemente, senza ipocrisie, possono essere accettate o rigettate: magari anche criticate, ma non ricusate per principio.

Nessuno si prodiga a versarti il vino della “buttigliella”, e nessuno sbircia su quanto ne bevi.

E’ il momento “de’ ‘mbriache” questo, il momento dolcissimo di quando puoi raccontarti un sogno senza che ti si possa “prendere per pazzo” perché parli da solo.
Infatti stai parlando con gli altri del camino, ma non hai bisogno di dire tutte le parole né di coniugare i verbi al tempo giusto o essere avvincente.
Loro ascolteranno, capiranno quello che riescono a capire, e per il resto… ti perdoneranno senza nemmeno sforzarsi.

Dal camino, quando l’ultimo tizzone s’è spento, Pina è andata a letto da un bel pò, e la “buttigliella da meditazione” è proprio asciutta, non si alzano sconfitti e strapazzatori, arricchiti e depauperati: solo vincitori della gioia più bella, la gioia dell’amore.




Lucio Musto 7 marzo 2005 parole 601

Visualizza il profilo
12
lorenzasaita52
avatar
Viandante Residente
Viandante Residente
Un racconto sull'amicizia davvero toccante...Certo ke sei unico amico Filippo hug tenderly ma ora tocca a me proseguire nella fiaba...ed un motivo c'è e lo racconterò alla fine...

Orso grande gurdò e vide che piccolo orso aveva ragione. c'era ancora molto buio...Allora andò nell'armadio orso e prese una lampada più grande, dopo averla sistemata accanto alla prima disse " adesso dormi piccolo orso" poi tornò alla sua poltrona orsa e si riprese il suo libro orso.
Piccolo orso provò a dormire ma, eh, non ci riusciva proprio..." non dormi piccolo orso?" disse sbadigliando " No grande orso" " e perchè non dormi?" " perchè ho paura" " Ma di cos'hai paura Ti ho portato 2 lampade!" " Si ma c'è un sacco di buio"disse piccolo orso. Grande orso sospirò tornò verso l'armadio orso e prese la lampada più grande che aveva, la mise sopra il lettino di piccolo orso e tornando verso al poltrona orsa gli disse " Ora però devi dormire perchè Ti ho portato la lampada più grossa che avevo e non ce n'è più di buio" Poi prese il Suo libro orso e si rimise a leggere: Nel frattempo piccolo orso cercava di dormire disperatamente senza riuscirci. Orso grande grugnendo si alzò e andando verso il lettino gli chiese " non dormi piccolo orso" No ho paura" Ma di cosa hai paura piccolo orso? " del buio Orso grande" " ma quale buio?" " il buio tutt'intorno"... Grande orso esasperato sbruffò " ma Ti ho portato tutte le lampade e non c'è più buio" " si che c'è" disse piccolo orso indicando il buio fuori dalla caverna ora...Grande orso rifletté tutte le lampade del mondo non potevano schiarire il buio fuori dalla caverna; allora disse prendendo piccolo orso per mano " vieni piccolo orso" " dove mi porti grande Orso" " ti porto fuori a vedere il buio" " Ma, grande orso io ho paura del buio" " No piccolo orso non devi avere paura" lo portò fuori dalla caverna orsa ed Ohhh era Buiooo!!! Allora grande orso prese in braccio piccolo orso nella notte e gli disse " vedi Ti ho portato la luna e tutte le stelle, non devi avere paura". Ma piccolo orso si era addormentato al caldo e al sicuro nelle braccia di Grande orso...e grande orso tornò nella caverna si sistemò con piccolo orso sulla sua poltrona orsa e lesse il suo libro fino alla fineee"

Visualizza il profilo
13
Lucio Musto
avatar
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
mi piace questa storia di piccolo orso; e mi piace l'atteggiamento di Orso grande.
ora continuerò a leggere il racconto, poi dirò quello che mi dice il cuore.

Visualizza il profilo
14
lorenzasaita52
avatar
Viandante Residente
Viandante Residente
@Lucio Musto ha scritto:mi piace questa storia di piccolo orso; e mi piace l'atteggiamento di Orso grande.
ora continuerò a leggere il racconto, poi dirò quello che mi dice il cuore.

Non voglio influenzare il Tuo giudizio quindi starò buona-buona ad aspettare...poi Ti dirò perche' questa storia ha tante implicazioni personali...in fondo siamo attorno ad un fuoco..e la voce si affievolisce.

Visualizza il profilo
15
lorenzasaita52
avatar
Viandante Residente
Viandante Residente
Eccomi, la stanchezza è tanta ma il bisogno di ravvivare un fuoco è troppo...Stasera tempesta ed io ho bisogno di un angolino cheto dove scaldarmi...Filippo diceva che gli piaceva l'orso grande eppure...questa, pare, sia, a detta dei pedagogisti, la favola migliore per spiegare ai bimbi sotto i 5 anni la paura inconscia del buio. Per Noi adulti è solo una fiaba; perché i nostri meccanismi inconsci non sono diretti come quelli infantili. Cercherò di spiegarmi; analizzando i personaggi e il contesto nel quale si muovono...innanzitutto Orso grande: che è una figura attenta e partecipe, si affanna a capire i bisogni e trovare le soluzioni più idonee ad accontentali; Certo ma non basta, difatti piccolo orso non smette d'aver paura. Si ma di cosa ha paura?" del buio tutto intorno" ( questa frase nel libro è cadenzata in modo ossessivo, ma non l'ho messa per evitare lungaggini) un buio che poi non si rischiara mai " neppure con tutte le lampade del mondo" e qui Orso grande ha finalmente una prima intuizione del problema; prende piccolo orso per mano e lo porta ad affrontare la Sua paura. E poiché la paura è grande lo tranquillizza prendendolo in braccio cosa che risolve magicamente il problema del sonno e pure della paura...Allora la morale della fiaba qual'è? Secondo me semplicemente che solo l'abbraccio e l'affettuosa presenza di chi amiamo ci toglie le paure...Ecco ho voluto spiegare perché sono molto legata a questa storia; perché ha una grande delicatezza nel raccontare ai bambini quel nero buco che è la paura del buio e dovreste vedere con quanta attenzione seguono tutta la storia: Io la racconto praticamente da quando, nel 1980, lavoro nell'asilo-nido...e ancora mi godo l'espressione assorta e partecipe dei bambini all'ascolto dei problemi di piccolo orso...Bene ora vado lascio che il mio mantello si gonfi del vento che soffia portandomi tra i sogni della notte...Buon riposo viandanti

Visualizza il profilo

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Torna in alto  Messaggio [Pagina 1 di 1]

Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum