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Noi, la Creatività e Tutti i Problemi del Mondo

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1
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
La creatività è la più ampia delle libertà possibili. E’ espressione di noi stessi nel mondo degli altri. In una certa misura è affermazione di noi in tale mondo e rispetto a noi stessi. E’ anche un nuovo modo di relazionarsi agli altri e a tutto ciò che ci circonda. Ed è in questo senso secondo me che il creativo è creatore: è l’occhio che vede le cose a decidere cosa esse sono e quali problemi o potenzialità sono legate ad esse.
In questo senso la creatività è rottura di ciò che è costituito, di tutti quegli schemi che orientano l’esistenza quotidiana, e non soltanto genio o altre strane cose. La creatività porta a non affrontare il problemi a valle, ma a monte, ristrutturando quell’insieme di condizioni che definisce l’evento come problema. Entro altre coordinate quella stessa cosa può diventare neutra o addirittura diventare un’opportunità, o semplicemente, la soluzione può diventare molto semplice.

Guilford parlava a riguardo di pensiero divergente, cioè di una modalità di ragionamento che devia dai binari, che si snoda in modo più libero rispetto a quello convergente, producendo molte risposte oltre a quella esatta.

Ora mi chiedo, che valore adattivo può avere questo pensiero?
Ora, non pensate alle sterne artiche o all’orso yoghi per il fatto che ho parlato di valore adattivo. Semplicemente credo che ogni nostro modo di funzionare non sia inutile, cioè serva a qualcosa. Cos’è in questo caso questo qualcosa? Cosa consente di ottenere la creatività?
E ancora, quanto è davvero utile a risolvere i problemi del quotidiano? Quanto invece può produrre prigioni? Secondo me capita anche questo a volte.
E cosa poi distingue un persona creativa da un’altra? Cosa potrebbe essere a renderla tale?
A volte ho pensato che la creatività sia collegata ad un surplus di amore ricevuto da piccoli, o comunque ad una certa gratificazione ricevuta. Winnicott diceva che alimentare l’llusione di onnipotenza nel bambino è un presupposto indispensabile alla genesi della creatività. Però gli esempi che lo smentiscono sono molti. Ed infondo la creatività funziona anche come strumento di risarcimento ( se il modo fosse già bello, perché inventarlo?). Peraltro in questi casi può anche essere pericolosa.

Non so, ditemi voi…


( :_-_: Mi sorge il dubbio di aver preso troppo sole oggi....)


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2
Cleden
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Secondo la bioenergetica alcuni dei pensatori più creativi sono stati bambini che nel primo periodo di vita, considerando in questo periodo anche l'età gestazionale, sono stati privati di cure genitoriali, in particolare materne, amorevoli, tanto da derivarne un senso di non diritto ad esistere.
Tutto ciò li avrebbe condotti a distaccarsi dal concreto cercando rifugio nel mondo delle idee.
Questo è in me per rispondere alla tua domanda sul valore adattivo della creatività.

Credo che pensiero creativo non sia sinonimo di pensiero divergente, per esserlo mi sembra che debba essere accompagnato anche ad altre qualità, quali l'intelligenza e la concretezza affiché si possano elaborare soluzioni praticabili.

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3
BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
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per froid i creativi avevano l'invidia della procreazione, ossia invidiavano alle donne la capacità di creare la vita e quindi creavano, arte, musica, ciambelle con il buco, opere varie insomma, io mi ritengo uno creativo, ma non perchè disegno per come guardo me stesso, gli altri e la realtà, la creazione non esiste, esiste la ricreazione che di solito si fa alle 10,30, comunque si scompone e si ricompone sempre la stessa merda, o gli stessi diamanti incastonati nel teschio, ma andiamo con ordine:
- la creatività è la maggior libertà possibile?
Può essere anche la gabbia meglio chiusa se si parte dallo"studio matto e disperatissimo" per arrivare agli scrittori compulsivi che DEVONO scrivere per addomesticare i propri mostri interni........
- la creatività è rottura?
sì soprattutto di coglioni nel senso che c'è tanta merda, se gli artisti fossero meglio di vecchie zitelle inacidite brucerebbero l'80% di quello che fanno, ma specie gli artisti affermati hanno la pretesa che ogni scarabocchio sia considerato un'opera d'arte
.........mi sono rotto alle prox domande risponderanno altri o io in seguito ciao ciao

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4
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@Cleden
Grazie per aver riportato il punto di vista della bioenergetica. E' un approccio che non conosco per niente e quindi mi interessa particolarmente. Sottolinea un'aspetto che ho notato essere vero molte volte, cioè che la creatività può anche funzionare come "risarcimento".

Credo che pensiero creativo non sia sinonimo di pensiero divergente, per esserlo mi sembra che debba essere accompagnato anche ad altre qualità, quali l'intelligenza e la concretezza affiché si possano elaborare soluzioni praticabili

Anche qui tocchi un punto interessante.
Essere creativi vuole dire essere intelligenti?
Io credo di no, ma credo che possa alimentare negli altri l'illusione che la persoona creativa lo sia.


@BIGbossSTIGAZZI
Mi ricordo questa ipotesi. Ma allora le donne creative?

- la creatività è la maggior libertà possibile?
Può essere anche la gabbia meglio chiusa se si parte dallo"studio matto e disperatissimo" per arrivare agli scrittori compulsivi che DEVONO scrivere per addomesticare i propri mostri interni........

Lo penso anche io. A volte la creatività costruisce dei mondi fantastici tanto belli che la persona non ne esce più. Secondo me tende ad accadere quando la creatività è usata come "risarcimento" perchè la realtà si è rivelata deludente.
"La fantasia può portare male se non si conosce come domarla" (F.G. versetto 6)
Spesso le persone creative restano vittime del loro mondo fantastico e dell'effetto che il loro mondo fa sugli altri. Non so cosa sia la causa, e cosa sia la conseguenza, ma mi pare che accada.

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5
Cleden
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@BIGbossSTIGAZZI ha scritto:per froid i creativi avevano l'invidia della procreazione, ossia invidiavano alle donne la capacità di creare la vita e quindi creavano, arte, musica, ciambelle con il buco, opere varie insomma, ...
Per fortuna che questa ipotesi di Freud, insieme a tante altre, ormai è superata.

@Ninfa: la bioenergetica è un'evoluzione degli studi di Freud, portata avanti dal suo paziente/allievo Wilhelm Reich, e in seguito da Alexander Lowen, paziente ed allievo di Reich che coniò i termini di bioenergia - analisi bioenergetica. Essi partirono dal presupposto che ci fosse una falla nel sistema ideato da Freud in particolare rispetto all' istinto di morte' che secondo lui era ciò che impediva a certi pazienti di guarire e teorizzarono l'esistenza delle armature caratteriali, una sorta di vincolo emotivo che è possibile anche leggere nel corpo osservandone la morfologia e che blocca e condiziona le risposte di molti a situazioni traumatiche avvenute nell'infanzia. Detto in soldoni e io non sono un'esperta.

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6
BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
riprendiamo a rispondere:

" Semplicemente credo che ogni nostro modo di funzionare non sia inutile, cioè serva a qualcosa. Cos’è in questo caso questo qualcosa?"

essere un pittore nasceva dal desiderio di trovare modelle nude e compiacenti che di fronte al genio artistico si concedessero con libertà Sorriso Scemo



"Cosa consente di ottenere la creatività?"

la comprensione del fatto che per chissà quale ragione sei al centro dell'attenzione e quindi ti domandi "perchè mi stanno guardando?" "cosa faccio di strano?" allora ognuno si fissa con quella che crede che sia la propria "dote " artistica, mentre gli altri guardano semplicemente perchè se nelle mandrie c'è qualcuno che guarda a sinistra dopo cinque minuti tutti guardano a sinistra e viceversa

"E ancora, quanto è davvero utile a risolvere i problemi del quotidiano? "

non serve a nulla specie con dei ministri che sostengono che in periodo di crisi l'arte non dà da mangiare testata contro il mu



"Quanto invece può produrre prigioni?"

l'importante in ciò che ci si costruisce da soli che sia muro prigione o castello è avere sempre un passaggio segreto aperto rotolarsi dal ridere


"E cosa poi distingue un persona creativa da un’altra?"


le persone creative sono quelle che lo fanno strano ma non abbastanza da essere sottoposte a TSO Sorriso Scemo

"Cosa potrebbe essere a renderla tale?"

sicuramente vedere una passera orrizzontale! rolleyss


"A volte ho pensato che la creatività sia collegata ad un surplus di amore ricevuto da piccoli, o comunque ad una certa gratificazione ricevuta. Winnicott diceva che alimentare l’llusione di onnipotenza nel bambino è un presupposto indispensabile alla genesi della creatività."

non esiste un surplus di amore, esistono carenze di amore ed eccesso di controllo ma mai eccesso d'amore

"Però gli esempi che lo smentiscono sono molti. Ed infondo la creatività funziona anche come strumento di risarcimento ( se il moNdo fosse già bello, perché inventarlo?). Peraltro in questi casi può anche essere pericolosa.

Non so, ditemi voi…"

la creatività non ha una formula essendo tale anche i modi per esprimerla sono creativi, non si può copiare la creatività ma ma ma si può ricreare una copia! rotolarsi dal ridere


( :_-_: Mi sorge il dubbio di aver preso troppo sole oggi....)


[/quote]

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7
purplebunny
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Viandante Storico
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In uno modestissimo libro fantasy che avevo letto quando ero picciola, di cui ora non ricordo il titolo né l'autore (mi sembra fosse una rivisitazione in chiave fantastica dell'incontro tra europei e nativi americani, supperggiù), si supponeva ci fosse un "grande vuoto" in azione e il protagonista, per contrastarlo, doveva costanemente "creare" qualcosa (il primo tentativo che faceva era intrecciare dei fili d'erba a formare un bracciale, o qualcosa di simile). Del libro non ricordo appunto altro, ma avevo trovato il concetto affascinante: l'impulso creativo nasce per esorcizzare il "vuoto", l'inazione, in ultima istanza la morte.

@NinfaEco ha scritto:Semplicemente credo che ogni nostro modo di funzionare non sia inutile, cioè serva a qualcosa.

Non necessariamente però tutto quello che siamo è così perché "serve a qualcosa".
Il processo di adattamento all'ambiente su base statistica "avvantaggia" le mutazioni che si rivelano utili (il vantaggio dà maggiore possibilità di procreazione e quindi diffusione) e "svantaggia" le mutazioni che si rivelano dannose (i danni diminuiscono le possibilità di procreazione e quindi diffusione), ma questo non implica che sopravvivano solo mutazioni "utili", tutt'altro.
Non necessariamente quindi la creatività c'è ed esiste perché "serva a qualcosa", potrebbe essere anche solo una qualità emergente, ossia la risultante sommatoria casuale di altre caratteristiche che invece hanno subito una spinta evolutiva in una direzione o nell'altra.

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8
Cleden
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@purplebunny ha scritto:
@NinfaEco ha scritto:Semplicemente credo che ogni nostro modo di funzionare non sia inutile, cioè serva a qualcosa.

Non necessariamente però tutto quello che siamo è così perché "serve a qualcosa".
(...)
Nulla togliendo a quanto detto da Purple che osserva la creatività su ampia scala, credo che per il singolo si possa dire che ogni nostro modo di funzionare non sia inutile, e che possa servire, oppure possa essere servito a qualcosa in passato, anche se non ne siamo consapevoli oppure non serve più nel presente.

Più che ad una compensazione io penso ad una reazione, ossia, se per compensazione intendi "qualcosa che ci è dato in cambio di qualcosa che ci è stato tolto", da un'entità superiore o dal destino, non so, ecco a questo non credo.
Credo piuttosto che essendo noi il frutto dell'interazione tra il nostro temperamento e l'ambiente ed essendo vivi, e già solo per questo portatori di moltissime risorse e possibilità, apprendiamo modalità di rapporto con l'ambiente che tendono a preservarci il più possibile, in tal senso assolutamente utili.
L'utilità potrebbe esaurirsi nel giro di pochi anni, o forse anche di mesi, ma il meccanismo appreso rimarrebbe in noi come risposta automatica ad una situazione che noi percepissimo simile, ma potrebbe addirittura rivelarsi dannoso in caso di nostro errato esame di realtà della situazione presente.

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9
Lostboy
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Viandante Storico
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Secondo me è molto semplice, essere creativi è come andare al cesso, quando ti scappa la fai

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10
Sorgente
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Viandante Forestiero
Viandante Forestiero
La creatività può essere originata da compensazione o reazione a qualcosa. Deprivazione affettiva o da contatto, reazione alla noia progressiva etc. Di solito se ci si dedica con ostinazione a qualcosa si riesce a produrre risultati reali e durevoli. Con il tempo ho capito che se invece si passa ogni ritaglio di tempo libero a scopare etc., la creatività viene meno: quindi a mio parere si riesce meglio a creare se si trova un equilibrio tra il piacere e l'impegno testata contro il mu fischio

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11
hakimsanai43
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Viandante Storico
Viandante Storico
sadness
Un giorno Picasso stava dipingendo un quadro quando si avvicinò una donna che le chiese:"Cosa sta dipingendo di bello?"
E Picasso rispose:"Non lo so."
Poi parlarono del più e del meno e alla fine la signora disse:
"Qual'è il più bel quadro che lei abbia dipinto?"
Rispose Picasso:"Quello che sto dipingendo in questo momento."

Così parla la persona veramente creativa.

scratch

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12
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@Sorgente ha scritto:La creatività può essere originata da compensazione o reazione a qualcosa. Deprivazione affettiva o da contatto, reazione alla noia progressiva etc.

Lo penso anche io.
Nel mio caso credo che non mi sia mai del tutto rassegnata alla perdita della sensazione di poter avere tutto con la fantasia come avviene da piccoli, quando immagini una battaglia tra dinosauri su un burrone e per ottenerla di bastano due pupazzi pieni di vino (il sangue) e una vasca da bagno. A ciò si è aggiunto il fatto che la vita, e soprattutto il mondo adulto, mi sono stati fatti vivere come opprimenti e angoscianti, tanto da sentire la pratica del pensiero divergente come una forma di battaglia oltre che come speranza che potessero esistere "luoghi" felici.
La creatività è consolazione ma anche tristezza, rabbia, protesta, ostinazione e
...... anche un po' di mancanza di buon senso.

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13
hakimsanai43
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Viandante Storico
Viandante Storico

Torniamo a Picasso:
Picasso è una delle rarissime persone che,dovendo sciegliere fra evoluzione
e regressione,ha scelto l'evoluzione.
E se le cose stanno così il quadro più bello è l'ultimo,quello più recente
quello nuovo.

E quando dipinge non sa cosa sta facendo perchè è totalmente ispirato
e spontaneo.

commosso

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