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Se la depressione fosse un autodifesa?

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Faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
L'uomo è portato ad agire in modo funzionale alla sopravvivenza. Quando agisce in vista della propria soptravvivenza prova piacere, viceversa prova sofferenza. ad esempio fare l'amore è un piacere, mentre ferirsi provoca dolore.
La depressione non potrebbe essere il segnale biologico dell'incapacità di una persona di vivere e quindi della necessità che si estingua per il bene della specie?
In alcune culture chi è di peso per il gruppo essendo un potenziale rischio la sopravvivenza di tutti predeva e si allontanava lasciandosi morire.
Mancando quest'alternativa culturale, l'inutilità biologica si manifesta come depressione.
Non a caso è una malattia dell'epoca del benessere e del non bisogno.
Non a caso la persona depressa, riceve aiuto se inizia a sentirsi utile.

Che ne pensate?

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2
Magonzo
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Viandante Storico
Viandante Storico
@Faust ha scritto:L'uomo è portato ad agire in modo funzionale alla sopravvivenza. Quando agisce in vista della propria soptravvivenza prova piacere, viceversa prova sofferenza. ad esempio fare l'amore è un piacere, mentre ferirsi provoca dolore.
La depressione non potrebbe essere il segnale biologico dell'incapacità di una persona di vivere e quindi della necessità che si estingua per il bene della specie?
In alcune culture chi è di peso per il gruppo essendo un potenziale rischio la sopravvivenza di tutti predeva e si allontanava lasciandosi morire.
Mancando quest'alternativa culturale, l'inutilità biologica si manifesta come depressione.
Non a caso è una malattia dell'epoca del benessere e del non bisogno.
Non a caso la persona depressa, riceve aiuto se inizia a sentirsi utile.

Che ne pensate?
idea suggestiva, ma piuttosto confusa e indimostrabile...
nella tua ipotesi, la depressione post parto sarebbe la confutazone definitiva della teoria, dato che tutto si può dire tranne che quelle sia una fase di inutilità biologica...
ci può essere un calo dell'autostima e, conseguentemente, dell'umore complessivo in ragione del decadimento biologico, ma questo non esaurisce affatto la casistica depressiva;
ci sono persone "depresse" nell'ordinario che si esaltano in circostanze straordinarie (e pare sia il caso di molti leader del passato...);
non è vero che è una malattia del benessere, ma è stata individuata e riconosciuta come tale solo in tempi relativamente recenti;
verissimo che molte risposte sono adattative, ma oramai la cultura dell'organizzazione famigliare, sociale, religiosa e tutta la morale e precettistica che ne consegue, hanno completamente modificato il terreno al quale il sistema fisiologico soggetto adatta una risposta.

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3
beautiful stranger
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Sono d'accordo con Magonzo: a parte i casi di depressione senile o in conseguenza di gravi malattie, che hanno carattere marginale, io credo che questa malattia colpisca prevalentemente soggetti teoricamente nel pieno della forza vitale e della "produttività", persone giovani, spesso di successo, che di cose da fare ne avrebbero eccome.

Poi, se tutto il discorso di Faust vuol significare che è legge di natura che il più debole (anche psichicamente) soccomba a vantaggio dell'organismo più forte, sappiate che non intendo abbandonare il mio posto di lavoro, benchè moderatamente depressa, a vantaggio di nessun disoccupato psichicamente più efficiente

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4
Cloroformio

Viandante Residente
Viandante Residente
@Faust ha scritto:Mancando quest'alternativa culturale, l'inutilità biologica si manifesta come depressione.
Che ne pensate?
Io penso che forse tu abbia ragione.
Infatti, per reintrodurre l'alternativa culturale di cui parli, ma anche come inno alla libertà dell'individuo, credo che prima o poi avrete il piacere di leggere il mio manifesto pro-suicidio (e ovviamente pro-eutanasia, essendo io uno colmo di solidarietà per il prossimo e che gradirebbe lo fossero anche gli altri con lui, a ruoli invertiti).

Non so tuttavia se si tratti di una malattia della società del benessere. Una cosa è certa: oggi se ne parla di più perché essendoci benessere dato per scontato (nutrimento, dimora, ecc.), il malessere risalta di più. Oltre al fatto, secondo me non secondario, che il fatto di non dover pensare alla propria sopravvivenza come in altre parti del globo ancora accade, rende più complicato distogliere il pensiero da certe cose che provocano depressione. Poi viviamo in una società dell'apparire, per cui ogni punto di debolezza che faccia parte dell'essere dev'essere più o meno mascherato. Come diceva il re dell'imomobiliare, "Per avere successo è basilare proiettare un immagine di successo".

@Magonzo ha scritto:idea suggestiva, ma piuttosto confusa e indimostrabile...
Perché "indimostrabile"?
Proprio come tu sei riuscito a confutarla con l'esempio della depressione post parto, analogamente potrebbe essere avvalorata da altri esempi. Direi che rientra nel campo del dimostrabile.

nella tua ipotesi, la depressione post parto sarebbe la confutazone definitiva della teoria, dato che tutto si può dire tranne che quelle sia una fase di inutilità biologica...
Ottima obiezione.

ci può essere un calo dell'autostima e, conseguentemente, dell'umore complessivo in ragione del decadimento biologico, ma questo non esaurisce affatto la casistica depressiva;
Hai ragione, però si potrebbe vedere la depressione come uno stimolo indotto da un determinato fattore - esterno o interno - che provoca una reazione del soggetto: sulla base delle reazioni del soggetto - se questi riesce a reagire positivamente e superare la depressione o entra in crisi depressiva, in fatidico "tunnel" -, indica se questo sia più o meno portato alla sopravvivenza dopo l'incontro (o lo scontro) col fattore che ha provocato lo stato depressivo.

Preciso che non sto dicendo di accoppare chi entra in crisi depressiva, ma propongo solo una lettura sulla sua capacità di sopravvivere alla malattia chiamata depressione.

ci sono persone "depresse" nell'ordinario che si esaltano in circostanze straordinarie (e pare sia il caso di molti leader del passato...);
Beh, Hitler e Napoleone più che depresse erano complessate, direi.

@beautiful stranger ha scritto:Sono d'accordo con Magonzo: a parte i casi di depressione senile o in conseguenza di gravi malattie, che hanno carattere marginale,
Ecco la classica "giovane d'oggi" che mette i vecchi da parte.

io credo che questa malattia colpisca prevalentemente soggetti teoricamente nel pieno della forza vitale e della "produttività", persone giovani, spesso di successo, che di cose da fare ne avrebbero eccome.
Posso chiederti come mai credi ciò?

Poi, se tutto il discorso di Faust vuol significare che è legge di natura che il più debole (anche psichicamente) soccomba a vantaggio dell'organismo più forte, sappiate che non intendo abbandonare il mio posto di lavoro, benchè moderatamente depressa, a vantaggio di nessun disoccupato psichicamente più efficiente
Come direbbe Brunetta (un altro con complessi di altezza, oltre ai due di sopra e al Cavalier Berlusconi): fannullona!

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5
beautiful stranger
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@Cloroformio ha scritto:
@beautiful stranger ha scritto:Sono d'accordo con Magonzo: a parte i casi di depressione senile o in conseguenza di gravi malattie, che hanno carattere marginale,
Ecco la classica "giovane d'oggi" che mette i vecchi da parte.

io credo che questa malattia colpisca prevalentemente soggetti teoricamente nel pieno della forza vitale e della "produttività", persone giovani, spesso di successo, che di cose da fare ne avrebbero eccome.
Posso chiederti come mai credi ciò?


Grazie per la "giovane d'oggi"

Non conosco il fenomeno della depressione dal punto di vista scientifico, nè ho in mano dei dati statistici, solo mi guardo intorno, parlo con gli amici, e mi sembra che la maggior parte delle persone che decide di ricorrere all'aiuto di uno psichiatra o di uno psicoterapeuta, per problemi più o meno seri di depressione, e di assumere farmaci antidepressivi, siano persone di una fascia di età relativamente giovane, diciamo dai trentacinque ai sessanta anni. Può darsi che ci sia anche una componente culturale di mezzo, nel senso che un settantenne dificilmente ammetterà o capirà di avere questo tipo di problema, avviando la terapia.

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6
xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
C'è un pò di confusione tra l'enunciazione del titolo e la tesi che sostieni poi nel tuo post. Nel post infatti parli di selezione naturale, cioè di quel meccanismo della natura che elimina gli individui più deboli per consentire l'evoluzione di una specie. E non c'entra nulla col concetto di autodifesa.

Quindi secondo te la depressione è un meccanismo della natura che spingerebbe l'individuo ad autoeliminarsi. Bè....si. E' una idea suggestiva. Adattarsi all'ambiente significa anche superare le difficoltà psicologiche - esattamente come un animale deve imparare a superare la stagione fredda. Chi ce la fa contribuisce a una specie più robusta...chi non ce la fa viene eliminato. In questo modo - secondo te - la depressione significa che non riesci a superare una difficoltà psicologica e quindi la natura attraverso la depressione ti porta ad autoeliminarti.

boh...non saprei che pensare.

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7
Magonzo
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Viandante Storico
Viandante Storico
@Cloroformio ha scritto:
@Magonzo ha scritto:idea suggestiva, ma piuttosto confusa e indimostrabile...
Perché "indimostrabile"?
Proprio come tu sei riuscito a confutarla con l'esempio della depressione post parto, analogamente potrebbe essere avvalorata da altri esempi. Direi che rientra nel campo del dimostrabile.

nella tua ipotesi, la depressione post parto sarebbe la confutazone definitiva della teoria, dato che tutto si può dire tranne che quelle sia una fase di inutilità biologica...
Ottima obiezione.
io ho affermato che se la tesi fosse ammissibile, l'esempio della depressione post parto ne sarebbe la confutazione; se si seguisse la tua logica, ogni fatto conclamato costituirebbe la legittimazione dell'ipotesi scientifica che contempla il suo contrario come legge

innanzitutto, è già un problema fare chiarezza sull'oggetto della discussione: la maggior parte delle persone non edotte, tende a pensare che la depressione sia un'affllizione indefinibile dell'umore superabile con la "volontà" e la "forza autonoma" del soggetto che ne soffre, una "malattia dell'anima", uno stato di perdurante propensione alla malinconia e al pessimismo, ecc...

in realtà, se le cause possono essere diverse, esogene ed endogene, è accertato ed ovvio che gli elementi organici hanno un effetto innegabile sul funzionamenteo del cervello e sullo stato della persona interessata, come dimostrato dai cambiamenti vistosissimi indotti dalle sostanze psicotrope.

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8
Arzach
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Viandante Residente
Viandante Residente
@Faust ha scritto:L'uomo è portato ad agire in modo funzionale alla sopravvivenza. Quando agisce in vista della propria soptravvivenza prova piacere, viceversa prova sofferenza. ad esempio fare l'amore è un piacere, mentre ferirsi provoca dolore.
La depressione non potrebbe essere il segnale biologico dell'incapacità di una persona di vivere e quindi della necessità che si estingua per il bene della specie?
In alcune culture chi è di peso per il gruppo essendo un potenziale rischio la sopravvivenza di tutti predeva e si allontanava lasciandosi morire.
Mancando quest'alternativa culturale, l'inutilità biologica si manifesta come depressione.
Non a caso è una malattia dell'epoca del benessere e del non bisogno.
Non a caso la persona depressa, riceve aiuto se inizia a sentirsi utile.

Che ne pensate?
penso sia una delle cose più sbagliate abbia mai sentito.
really. In realtà è l'opposto, ossia il cervello umano, avendo reminiscenze del mondo animale, usa dei meccanismi di difesa estremi di fronte a delle situaizoni in cui si sente in pericolo, in difesa, o non sa cosa fare. In particolare quando queste situaizoni si presentano frequentemente nell'infanzia, certi meccanismi di difesa vengono assunti come normali meccanismi sociali.
non a caso in certi disturbi di personalità è stato notato una produzione maggiore di endorfine o adrenalina in certe situaizoni: è il cervello che le vede come pericolose e attua i meccanismi di difesa del predatore o della preda.
un esempio in natura:
i conigli che attraversano le statali, quando si trovano davanti ai fari di una macchina o di un cmaion, si bloccano, il corpo percepisce il pericolo estremo e produce endorfine e il coniglio non sente dolore nell'impatto.
l'adrenalina viene prodotta per di più nelle specie predatorie. avete mai sentito di ragazzette di poco meno di un metro e sessanta che buttano a terra un infermiere?
Insomma, tutto questo per dire che è cosa abbastanza risaputa che negli atteggiamenti paotlogici si utilizzano meccanismi "naturali" di difesa.
Semmai la vita umana è diventata così complessa e srana da trascendere da tali meccanismi.

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9
Jester

Viandante Storico
Viandante Storico
Secondo me la depressione puo' aiutare, a termine, a conoscerci meglio, perché potrebbe incitarci a sviscerare e a decifrare tutto cio' che sta succedendo in noi stessi...potrebbe farci riprendere in mano le nostre forze vitali e mentali...
Io comunque non la definirei una "malattia", perche' se é pur vero che causa fragilità emotiva e alterazioni a livello psicologico, non causa lesioni o trasformazioni biologiche a livello cerebrale; io la definirei come un insieme confuso di stati emotivi alterati.
Cercando di capire cosa succede dentro di noi, non cadiamo nell'errore di sentirci dispensati dal farci domande su noi stessi, non ci ripieghiamo su noi stessi, riparandoci dietro la barriera dei sintomi curabili con gli antidepressivi e soprattutto eviteremo di cadere nella depressione cronica che sfocia il piu' delle volte in atti estremi.

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10
Blasel
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L'errore di base, nella discussione, e' che si parli di 'depressione' al singolare e genericamente. Tempo fa fui invitato, con illustri colleghi, al circolo della Stampa per un incontro che aveva come tema principale "Il distutbo depressivo", ma come il relatore aprì i lavori, parlando e poi rimarcando "La depressione", mi alzai e me ne andai.

Se il genere umano si distingue, per lo meno, in maschile e femminile, le depressioni si distinguono in endogene ed esogene, ed ovviamente l'approccio terapeutico ad esse e' diametralmente opposto.

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11
Cloroformio

Viandante Residente
Viandante Residente
@beautiful stranger ha scritto:Grazie per la "giovane d'oggi"
Prego, per ottenere le simpatie di una donna in preda alle crisi orgiastiche queste compliballe ed altro!
Però non ricordo più se sei tu quella delle crisi orgiastiche, ora che hai cambiato avatar.

@Magonzo ha scritto:io ho affermato che se la tesi fosse ammissibile, l'esempio della depressione post parto ne sarebbe la confutazione; se si seguisse la tua logica, ogni fatto conclamato costituirebbe la legittimazione dell'ipotesi scientifica che contempla il suo contrario come legge
Assolutamente no.
Non ho detto che fosse dimostrato, ma che è dimostrabile.
Non è vero che ogni fatto conclamato, seguendo la mia logica (che altra non è che quella della falsificabilità), "costituirebbe la legittimazione dell'ipotesi scientifica che contempla il suo contrario come legge". Il fatto stesso che tu abbia portato qualcosa che inficia l'ipotesi faustiana di partenza dimostra che è vero quanto sostengo, cioè che rientra nel campo della "dimostrabilità" (sarebbe più corretto dire "falsificabilità"). Spero sia più chiaro.

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nextlife
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Eh sì, perché per quanto riguarda la dimostrabilità (convalida) la partita è chiusa in quanto anche solo la presenza di un elemento che confuta la teoria (e quello citato da magonzo non è il solo), inficia il carattere generale che tale teoria si ripropone di ricoprire.
Mi pare poi utile ricordare che il concetto di falsificabiltà di una teoria, riguarda un criterio di demarcazione tra scientificità ed altro mentre le qualità: vera o falsa della stessa, esulano da esso.
Si potrebbe quindi dire che la teoria di Faust è scientifica -in quanto falsificabile- ma non vera in quanto falsificata.

Il problema è un po’ quello che diceva Blasel ed è dovuto al fatto che viene avanzata una definizione generalizzata per un fenomeno che non si connota affatto come tale.
Se poi, dall’intervento di Faust si scremano alcune componenti e si conserva la riflessione sul ruolo evoluzionistico di certe dinamiche, beh.. allora qua entra in gioco la psichiatria evoluzionistica (o darwiniana) che si propone di fornire una nuova prospettiva nella quale analizzare le varie tipologie di depressione (ed anche altro).
Io ritengo che da questo nuovo indirizzo della ricerca possano giungere importanti novità e, se essa saprà mantenere anche solo una piccola parte delle potenzialità che ha saputo esprimere: assisteremo a numerose edizioni del DSM.

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13
Ospite
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Ospite
La discussione mi intriga. Secondo me la depressione può essere effettivamente un meccanismo di autodifesa, ma nel senso che la tua mente ed il tuo fisico ti fanno cedere, totalmente, per urlarti che qualcosa non va', e ti fanno crollare, probabilmente per farti capire che la devi smettere e cambiare rotta.
Di fatto ho visto entrare depressione persone che davano un'idea ed un'impressione di grossissima forza di carattere, persone che guardandole ci si chiederebbe come diavolo ci sono finite, e lo stesso è valso per me. Siamo quindi così convinti che davvero sia una sorta di eliminazione del più debole? La depressione di solito accompagna chi ha un forte sentire, una fortissima intelligenza emotiva, persone che hanno risorse che molti non possiedono a livello intellettivo ed emotivo, ma che non sono in grado di sostenere tutto questo fortissimo sentire, come se tantissime voci urlassero dentro le loro orecchie disperazione, amore, gioia, dolore, atrocità e sogni, tutte messe insieme.

14
Blasel
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Banned
Banned
Quante ho volte ho sentito la frase "esaurimento nervoso" per mascherare la parola "depressione".
La malattia mentale, di qualsiasi entita', e' vista, ancora oggi, in Italia, come un "qualcosa" da nascondere e della quale vergognarsi.

In pratica il contrario di una malattia venera, anche come la lue, oggi curabilissima, perche' queste vengono considerate come "incidenti di percorso" di un animo estroverso ed intraprendente.

E quindi, per la malattia psichica ci si rivolge allo specialista che svolge la professione privatamente, per tenere chiuso nell'armadio lo "scheletro" infamante che gli "altri" non capirebbero, bollando il malcapitato/a, come insano.

Il professionista, anche per giustificare la sua parcella, prescrive una serie di farmaci e psicofarmaci, sovente inutili e comunque dannosi, come tutti gli allopatici, per la funzionalita' epatica.

L'alternativa e' quella di rivolgersi al S.S.N. che attraverso i Centri d'igiene e salute mentale, dovrebbero offrire un valido servizio ai cittadini, ma la tema di venire "schedati" a vita, riduce notevolmente l'afflusso a tali strutture.

Chi si rivolge ai suddetti centri, in genere, e' un individuo che ha la necessita' d'ottenere una certificazione che solo tale struttura puo' fornire ufficialmente valida, e quindi, dopo poche sedute, ottenuto lo scopo, non si fa piu' seguire dalla struttura pubblica.
Oppure i malati indigenti, e sovente illetterati (per non dire ignoranti), che non hanno altra alternativa.

I sanitari preposti a tale servizio, molte volte senza avere una precedente specializzazione nella materia, sapendo che dopo 5 anni di servizio godranno della "sanatora", non riescono con facilita' a fare un distinguo a seconda della patologia, spesso si considerano 'super partes' e non approfondiscono, come dovrebbero, i casi a loro affidati.

In conclusione, l'esaurimento nervoso (la modesta depressione di autodifesa di cui parlate) puo' degenerare e divenire una patologia cronica.

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15
Magonzo
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Viandante Storico
@Cloroformio ha scritto:
@Magonzo ha scritto:io ho affermato che se la tesi fosse ammissibile, l'esempio della depressione post parto ne sarebbe la confutazione; se si seguisse la tua logica, ogni fatto conclamato costituirebbe la legittimazione dell'ipotesi scientifica che contempla il suo contrario come legge
Assolutamente no.
Non ho detto che fosse dimostrato, ma che è dimostrabile.
Non è vero che ogni fatto conclamato, seguendo la mia logica (che altra non è che quella della falsificabilità), "costituirebbe la legittimazione dell'ipotesi scientifica che contempla il suo contrario come legge". Il fatto stesso che tu abbia portato qualcosa che inficia l'ipotesi faustiana di partenza dimostra che è vero quanto sostengo, cioè che rientra nel campo della "dimostrabilità" (sarebbe più corretto dire "falsificabilità"). Spero sia più chiaro.
è falsificabile, ma non per questo dimostrabile, infatti la questione della depressione post-parto la falsificherebbe; tuttavia, l'eventuale relazione di causa ed effetto tra depressione ed inutilità biologica era esposta in modo troppo poco scientifico e circostanziato per prestarsi ad una vera e propria falsificazione; mi sembra fosse solo un'idea suggestiva, da approfondire se si vuole...
quantomeno, si dovrebbe cominciare a definire di cosa si stia parlando;

falsificabile vuol dire che si presta ad essere vagliata con metodo scientifico, non che sia per questo una teoria sensata, anche solo ictu oculi

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Ospite
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Ospite
@blasel ha scritto:Quante ho volte ho sentito la frase "esaurimento nervoso" per mascherare la parola "depressione".
La malattia mentale, di qualsiasi entita', e' vista, ancora oggi, in Italia, come un "qualcosa" da nascondere e della quale vergognarsi.

In pratica il contrario di una malattia venera, anche come la lue, oggi curabilissima, perche' queste vengono considerate come "incidenti di percorso" di un animo estroverso ed intraprendente.

E quindi, per la malattia psichica ci si rivolge allo specialista che svolge la professione privatamente, per tenere chiuso nell'armadio lo "scheletro" infamante che gli "altri" non capirebbero, bollando il malcapitato/a, come insano.

Il professionista, anche per giustificare la sua parcella, prescrive una serie di farmaci e psicofarmaci, sovente inutili e comunque dannosi, come tutti gli allopatici, per la funzionalita' epatica.

L'alternativa e' quella di rivolgersi al S.S.N. che attraverso i Centri d'igiene e salute mentale, dovrebbero offrire un valido servizio ai cittadini, ma la tema di venire "schedati" a vita, riduce notevolmente l'afflusso a tali strutture.

Chi si rivolge ai suddetti centri, in genere, e' un individuo che ha la necessita' d'ottenere una certificazione che solo tale struttura puo' fornire ufficialmente valida, e quindi, dopo poche sedute, ottenuto lo scopo, non si fa piu' seguire dalla struttura pubblica.
Oppure i malati indigenti, e sovente illetterati (per non dire ignoranti), che non hanno altra alternativa.

I sanitari preposti a tale servizio, molte volte senza avere una precedente specializzazione nella materia, sapendo che dopo 5 anni di servizio godranno della "sanatora", non riescono con facilita' a fare un distinguo a seconda della patologia, spesso si considerano 'super partes' e non approfondiscono, come dovrebbero, i casi a loro affidati.

In conclusione, l'esaurimento nervoso (la modesta depressione di autodifesa di cui parlate) puo' degenerare e divenire una patologia cronica.

La depressione è una brutta bestia, non credo che qui nessuno abbia avuto l'intenzione di considerarla "modesta", anche perchè credo che molti di noi sappiano che ci sono diversi stadi, e chi ha avuto a che fare con un depresso sa benissimo quale sia il problema. Personalmente trovo il fatto di non andare da uno psicologo, di non chiedere aiuto un modo di auto-bollarsi, ed il non farlo significa non ammettere che c'è un problema. Per i centri di igiene mentale credo che ci voglia sempre una gran fortuna, come in tantissime strutture pubbliche, perchè puoi trovare strutture valide come strutture che arrivano ad arrecare anche maggior danno, in certe situazioni. Per quel che mi riguarda trovo i farmaci dannosi proprio a livello mentale, per il semplice motivo che comunque alleviano qualcosa su cui al contrario bisogna lavorare, ma per lavorare sopra ai problemi che ci portano alla depressione bisogna anche volerlo fare, altrimenti non si arriva a nessun percorso, come in tantissime cose che appartengono alla nostra vita.

17
Blasel
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@ cigno : bella la sintesi, peccato che le cose stiano un po' (molto) diversamente.

Anche se, in generale, sono contrario all'uso (indiscriminato) di farmaci e particolarmente di psicofarmaci, ritengo che, come disse Archimede (non Pitagorico) "Datemi un punto d'appoggio e vi sollevero' il mondo", infatti gli elementi indispensabili per il recupero di un depresso, come nella leva, sono tre e lo psicofarmaco, che non e' uno dei tre elementi, puo' esser d'aiuto a potenziarne uno.

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18
^Sick_Boy
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
É vero, blasel, che lo psicofarmaco può andare parzialmente a risolvere la base fisiologica su cui la depressione (o altra patologia mentale) si sviluppa, ripristinando quindi le condizioni -necessarie e fondamentali- per intraprendere un percorso di guarigione.

Ma è vero anche che c'è una paurosa, devastante, tendenza a prescrivere i farcmaci anche laddove non c'è ancora una disfunzione fisiologica tale da giustificarne l'uso.
E questo è gravissimo perchè poi -da persone malate ma che potevano tornare in salute con un percorso interiore, di analisi e terapia- si creano persone che, anche quando saranno guarite, non potranno smettere di prendere alprazolam perchè altrimenti gli parte un attacco d'ansia. E posso assicurarti che -quando si parla specificamente di depressione- sono rarissimi i casi così gravi da richiedere effettivamente un supporto farmacologico. Naturalmente, se il caso è una crisi psicotica, il discorso è differente ma, qui, si parlava di depressione.

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19
Blasel
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Banned
Banned
@ Sick boy : E quindi, per la malattia psichica ci si rivolge allo specialista che svolge la professione privatamente, per tenere chiuso nell'armadio lo "scheletro" infamante che gli "altri" non capirebbero, bollando il malcapitato/a, come insano.

Il professionista, anche per giustificare la sua parcella, prescrive una serie di farmaci e psicofarmaci, sovente inutili e comunque dannosi, come tutti gli allopatici, per la funzionalita' epatica.



Quanto sopra l'ho scritto ieri nella prima pagina di questo stesso thread.

Ho scritto gia' molte volte che sono contrario agli allopatici per molti motivi e vi ricordo che 'farmacon' in greco antico significa 'veleno', tuttavia, quando sono insostituibili diviene indispensabile doverli utilizzare.

Nello stesso 3d ho citato la lue, nel secolo scorso era una patologia mortale, poi con Fleming e la pennicillina, oggi e' curabilissima.
Fino a 20 anni or sono, chi avesse detto che un batterio potesse sopravvivere nell'acidita' dello stomaco, ed essere la causa di tantissime ulcere gastriche, sarebbe stato tacciato d'insania, oggi, dopo aver accertato l'esistenza dell'helicobacter pylori (ovviamente gram negativo) ed assunto lo specifico antibiotico in contemporanea di una terapia di 56 giorni (minimo) di 'prazolo' (omeoprazolo, pantoprazolo, lansoprazolo, esomeprazolo etc etc) c'e' la possibile remissione totale.

Altro e ben differente discorso e' 'affibbiare' psicofarmaci ai minori, per ogni qualsiasi motivo. Oppure adoperare la fluoxetina (psicofarmaco, il famigerato Prozac) che serve anche ad inibire la fame psicologica di carboidrati, per... dimagrire.

L'ho ripeto ancora una volta : sono contrario agli allopatici se non indispensabili.

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Ospite
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Ospite
@blasel ha scritto:@ cigno : bella la sintesi, peccato che le cose stiano un po' (molto) diversamente.

Anche se, in generale, sono contrario all'uso (indiscriminato) di farmaci e particolarmente di psicofarmaci, ritengo che, come disse Archimede (non Pitagorico) "Datemi un punto d'appoggio e vi sollevero' il mondo", infatti gli elementi indispensabili per il recupero di un depresso, come nella leva, sono tre e lo psicofarmaco, che non e' uno dei tre elementi, puo' esser d'aiuto a potenziarne uno.

Credo che sick abbia risposto al meglio, e comunque io stessa ho detto che trovo che trovo sbagliata la prescrizione di psicofarmaci in casi in cui non sono necessari, mentre vedo che questo accade molto spesso, e ciò porta ad una dipendenza dai farmaci. A dicembre dell'anno scorso mi era stata diagnosticata una lieve depressione e la mia dottoressa mi propose lo xanax, io non accettai. Glielo chiesi poi a giugno di quest'anno, ma questo perchè il mio dolore era così forte da portarmi a non riuscire nemmeno a respirare, e perchè io quel dolore non volevo sentire e non volevo affrontare quello che mi stava accadendo. In seguito ne ho fatto un altro utilizzo, accompagnato dal tavor. Di fatto per quanto fosse il mio dolore io ero in grado, comunque, di starne senza. Ho visto prescrivere psicofarmaci con fin troppa facilità. E' poi vero che non sono un medico, ma sono anche dell'idea che oggi come oggi ricorriamo facilmente all'uso di cose che ci aiutino a star meglio senza far fatica prima per capire se effettivamente ce la possiamo fare.
Non sono contro le medicine a priori, ma sono contro alla facilità nel prescriverle e nel ricorrere a queste.

21
nextlife
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@Magonzo ha scritto:....tuttavia, l'eventuale relazione di causa ed effetto tra depressione ed inutilità biologica era esposta in modo troppo poco scientifico e circostanziato per prestarsi ad una vera e propria falsificazione....]

Questa però: l’esposizione –che nelle intenzioni o meno di Faust ha espresso una connotazione- presenta già una dimensione sufficiente per poter essere approcciata dal Popperiano concetto di falsificabilità: quello che infatti è il requisito per fare ciò, è che la teoria presenti una dimensione globale ed esistenziale.
Che sia malamente formulata o malamente esposta non la sottrae a questa possibilità, semmai costituisce il motivo per il quale verrà dichiarata non vera.
Voglio dire, se parliamo di falsificabilità (quella falsificabilità) dobbiamo partire dalla teoria e relativa inferenza.

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Blasel
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@ Cigno : Xanax e Tavor sono benzodiazepinici della famiglia degli ansiolitici, sono anche sintomatologici con effetto immediato. Gli antidepressivi, che sono curativi e non sintomatologici, non danno una risposta immediata al problema. Discorso diverso per gli antipsicotici.

Quoto nextlife.

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Ospite
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Ospite
Ehm, chiedo venia perchè mi sono accorta che nel mio precedente intervento comunque mi sono mangiata diversi passi.

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Silentio

Viandante Storico
Viandante Storico
@Faust ha scritto: bla bla bla bla bla

Che ne pensate?

Boh, il bla bla non mi porta mai nulla di particolare in mente.


I percorsi sono identici?
Le persone conseguenzialmente sono identiche?
Non sempre occorre masturbarsi troppo con la mente per trovare un'ipotetica risposta.
Ho saltatato a piè uniti l'evoluzione del discorso (con l'età avanzata la vista si affievolisce e non posso affaticarmi nel leggere), ma una porta l'ho aperta, quella del reale, a voi entrarvi.

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Blasel
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@Silentio ha scritto:............. ma una porta l'ho aperta, quella del reale, a voi entrarvi.



Sei molto in ritardo, il 2 giugno 1946 gli italiani hanno optato per la Repubblica.

Ma i tuoi occhi stanchi non leggeranno questo post....

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