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L'uomo di Rappottenstein

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Lucio Musto
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L’uomo di Rappottenstein


Settecento metri sul livello del mare ed un bosco quasi impenetrabile; erto, fitto, buio e minaccioso. Una sola stradina parecchio malagevole.

Ma val la pena di andarci, fin lassù!

Protetto da immani mura ciclopiche direttamente ancorate allo scoglio roccioso, il borgo fortificato sfida il tempo, e qualunque invasione. Ed a guardarlo non è difficile credere che mai sia stato conquistato, seppure qualcuno, chissà, abbia mai avuto l’ardire di provare ad attaccarlo.

Un borgo intero, col suo austero castello, contornato dai ricoveri delle bestie e dei cittadini del tempo, che molto più agiatamente delle bestie non dovevano vivere. Grotte attrezzate, capanne, brevi recinti, minuscoli orti attentamente sistemati a che nessun pezzetto di terra rimanga inutilizzato.
E nel castello, gli splendori e le incredibili sobrietà che dovevano contraddistinguere l’esistenza di quei tempi oscuri, giorni duri per i signori non meno che per i loro servi.

Uno spaccato insomma, mirabilmente preservato, della cruda società del basso medioevo; un nido di aquile ora dischiuso quasi intatto alla curiosa indiscrezione di turisti irriverenti.

Dentro al borgo superfortificato, relitto di un’epoca passata, c’é lui, il solitario uomo di Rappottenstein, custode della storia, erede castellano di un castello fuori del tempo.

Ad ogni giorno che Iddio fa nascere (lunedì esclusi, naturalmente!) lui è lì, nella sua guardiola, giusto a ridosso della grande unica porta del borgo perennemente chiusa, a sbirciare dalla sottile feritoia l’arrivo dei turisti invasori.

Ma lo fa con calma, senza apprensione; ogni ora fra le 10 e le 18... dove naturalmente per “ogni ora” si intende l’attimo esatto in cui l’antico orologio della torre scandisce il primo dei suoi rintocchi, l’uomo di Rappottestein apre la pesante porta del borgo e permette ai turisti, pochi o molti che siano di entrare. Un rapido cenno della testa per ognuno ed un sommesso, cortese, afono CrüßGött; un minuto al massimo, e la porta viene richiusa.
Un altro giro turistico del borgo antico è iniziato.

Stamattina il tempo è incerto, e dopo le piogge di giorni scorsi quassù fa quasi freddo, ma in cambio tutta la natura è squillante di verdi nuovi e lucidi, e frettolosi i fiori del sottobosco aprono le loro delizie multicolori all’urgenza famelica dei pronubi impollinatori.
Siamo in anticipo, ed abbiamo tutto il tempo di godere la vista di questa splendida natura incontaminata.

Siamo gli unici turisti, per questo giro, ma l’altissimo, allampanato cicerone non sembra farci caso. Nè minimamente si turba del nostro non capire una parola di tedesco.
Ci condurrà sala per sala, angolo per angolo del borgo, lungo un itinerario percorso migliaia di volte, ed a lui evidentemente noto in ogni singolo dettaglio. Si fermerà spesso, nei luogi e negli scorci che la sua esperienza gli dicono preferiti dagli ospiti per fare le foto, e con gesti solenni, quasi rituali richiama la nostra attenzione a notare questo o quel particolare architettonico, un graffito, un dettaglio del panorama. Sommessamente continua a parlare in tedesco, forse dialettale del posto, che non una sola parola riusciamo ad individuare.
Non si affretta, non indugia, non ci sollecita.
Serio quanto può esserlo un libro di storia, sorridente di quel minimo di cordialitá in potere di un eremita; austriaco, per di più.

Non sembra che faccia commenti, non una emozione traspare dal suo volto. Le stalle, la prigione, la cisterna per l’acqua piovana ed il pozzo di acqua sorgiva buona da bere, la cucina comune tanto simile all’antro di un orco ed il camino immenso per affumicare i cibi, le umili stanze del vivere quotidiano e le anguste camere da letto, poco più che cellette dalle minuscole finestre. Luce poca senz’altro, ma forse facili da riscaldare, pochi mobili austeri ed una zana vecchia... incredibilmente antica e certamente storicamente importante.
Forse lui spiega tutte queste cose, ma a noi tocca attingere alla nostra intelligenza; non un gesto esplicativo, da parte sua, non una inflessione della voce che traduca un qualche pensiero. L’uomo di Rappottenstein non concede nulla, se non quello che è il suo lavoro; dare informazioni ai turisti ed accompagnarli nei luoghi. Capiscano qualcosa o meno, è affar loro.
E mi stupisco quando vedo togliersi il berretto, entrando nella minuscola cappella gotica del borgo... ma non è devozione. Anche il gesto è parte del suo lavoro; non ha uno sguardo per l’altare, non un cenno all’immagine sacra.
Oziosamente penso che rimetterà il cappello esattamente sotto l’arco della porta, uscendo... e naturalmente sono facile profeta.

Ancora uno sguardo alla minuscola sala delle armi ed a quella dei trofei di caccia, tapezzata di corna di caprioli e cervi.
Ci condece una pausa più lunga alla “grande” sala di rappresentaza, affrescata con immagini ormai rose dal tempo ma, ancora si nota, di ottima fattura. Scene di caccia e personaggi, forse il signore e la sua famiglia, sfarzosamente agghindati.

Questa sala, l’androne d’ingresso al suggestivo cortile interno e le pareti di questo sontuosamente decorati ci lasciano riflettere su quanta importanza debba aver avuto la vita di relazione per questi antichi signori, stridentemente in contrasto con la quotidiana esistenza privata, umile e dimessa quanto noi non immagineremmo per uno schiavo, o un nemico.

Altri gesti della nostra guida mi distolgono dalle mie elucubrazioni sociali, e mostrano l’infima essenzialità di una latrina aperta direttamente sul baratro delle mura esterne, i piccoli magazzeni, i tuguri abitativi dei famigli e dei servi.

Il giro è finito, e ci vuole uno sforzo di volontà per scuotersi di dosso l’aria di un tempo passato che per quarantotto minuti ci ha permetato trasportandoci in un tempo diverso, in una umanità che non conosciamo... e che pure fummo noi.

Siamo di nuovo al confine del borgo, con in mano le cartoline del luogo ed i souvenir. La pesante porta si apre per un istante ed eccoci fuori.
Sono passati esattamente cinquanta minuti, e l’uomo di Rappottenstein ha diritto ai suoi dieci minuti di pausa contrattuale, prima del prossimo giro.

Ma ci chiediamo se davvero abbia bisogno, di quella pausa. Una chiara sensazione, qui alla bocca dello stomaco ci dice che forse non un segaligno, serioso custode ci abbia accompagnato in visita, ma lo spettro stesso del maggiordomo di quell’antico maniero fortificato.


Lucio Musto 9 maggio 2010
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The Royal
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Viandante Storico

Ciao,Lucio, ho scoperto adesso questo topic che hai aperto e devo proprio dirti che lo trovo straordinario, sia come tua impostazione sia come fascino del luogo descritto, E' bellissima la tua esposizione. Senza volerti mettere in difficolta', avresti da postare qualche foto presa all'interno? Sbaglio od una residenza del genere potrebbe essere sempre parlando della possibilita' degli interni, essere paragonata ai castelli della provincia di Piacenza?

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Sogno_infranto
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Viandante Affezionato
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Bel racconto

io però in un posto così spettrale non ci vivrei,piuttosto un bel faro in mezzo alle tempeste,da buon vecchio lupo di mare.

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Lucio Musto
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@The Royal ha scritto:
Ciao,Lucio, ho scoperto adesso questo topic che hai aperto e devo proprio dirti che lo trovo straordinario, sia come tua impostazione sia come fascino del luogo descritto, E' bellissima la tua esposizione. Senza volerti mettere in difficolta', avresti da postare qualche foto presa all'interno? Sbaglio od una residenza del genere potrebbe essere sempre parlando della possibilita' degli interni, essere paragonata ai castelli della provincia di Piacenza?

Si, qualcuna ce ne ho, anche se ahimè non troppo significativa. Sono veramente un pessimo fotografo!

Domani le cerco e te le metto; ora sono stanco, rientro adesso dall'ascolto di un bel concerto d'organo a Fabriano e voglio subito buttare giù qualche sensazione.

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Lucio Musto
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@Sogno_infranto ha scritto:Bel racconto

io però in un posto così spettrale non ci vivrei,piuttosto un bel faro in mezzo alle tempeste,da buon vecchio lupo di mare.

Davvero nessuno di noi ci vivrebbe... nemmeno nei panni del signorotto!
Io credo che molto del nostro "senso del benessere" derivi da un fatto culturale, più che ambientale.

La settimana scorsa sono stato ospite a casa di un parente antiquario che vive in una splendida villa del '600 giusto di fronte a Capri.
Villa sapientemente ristrutturata nel suo stile originario, ma con ogni possibile comodità moderna ovviamente!, e decisamente splendida...
ma da visitare!... in poche ore di permanenza ho sentito "fisicamente" il peso dei secoli ancora aleggiante nelle sale e quello ricreato dagli arredi d'epoca, le suppellettili, i quadri, le tappezzerie...
Ci si può stare un giorno, forse una notte per il gusto del diverso.... ma poi via!

Figurati a Rappottenstein dove la latrina "padronale" è una nicchia nel muro di forse un metro quadrato, e le finestre delle camere sono poco più che delle feritoie!...

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The Royal
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@Lucio Musto ha scritto:

Davvero nessuno di noi ci vivrebbe... nemmeno nei panni del signorotto!



Ehi, Lucio, ma lo sai, che io invece ci vivrei? Ma comunque, se hai modo delle foto, apprezzo, e poi a Rappottenstein, sta per succedere qualcosa che riguarda me, te e Sogno Infranto......si.....si.......

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Lucio Musto
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@The Royal ha scritto:
@Lucio Musto ha scritto:

Davvero nessuno di noi ci vivrebbe... nemmeno nei panni del signorotto!



Ehi, Lucio, ma lo sai, che io invece ci vivrei? Ma comunque, se hai modo delle foto, apprezzo, e poi a Rappottenstein, sta per succedere qualcosa che riguarda me, te e Sogno Infranto......si.....si.......

scusami "The Royal"... avevo promesso e sono carente. Ma è da ieri sera che sto smattendo con un hard disk che temo proprio mi voglia lasciare,e non oso accendere l'altro per paura che sia un virus che possa contaminare anche quello.
Tanti anni di esperienza mi hanno insegnato ad essere prudente!... Aspetterò la fine di questo chkdsk che dura ormai da dodici ore e poi deciderò il da farsi... anche se già immagino che ci sia un buzzo dell'immondizia aperto...

Che succede a te, a Sogno infranto ed a me?... raccontami!... sembra che coi collegamenti internet non abbia problemi, visto che lavoro sull'Host!

Approfitto anzi per dirti qualche altra cosa sull'argomento.
RO (mia moglie MariaRosaria) ed io abbiamo trascorso due mesi in Austria, questa primavera, ed abbiamo fatto una specie di reportage sulla Niederhosterreiche, da S.Florian a Krems saltando solo i posti che già conoscevamo bene e ne abbiamo ricavato un fascicolo (è una mia unità di misura standard) da tre tomi, pari a 150 pagine, fra foto, poesie (quasi tutte di RO) impressioni mie sotto forme di raccontini e fotografie... scelte fra le circa 1300 che abbiamo fatte... ma quasi tutte banali.
Ecco, "L'uomo di Rappottenstein" è una di queste mie impressioni...

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The Royal
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Rappottenstein Horror

con

Lucio Musto

The Royal


Sogno Infranto

Diario-Sceneggiatura-appunti (la banalita' non esiste mai)

...........come tu sai, Lucio, ieri nel primo pomeriggio siamo arrivati a Rappottenstein con tutta la troupe tra cui c'e' anche Sogno Infranto cui e' stato assegnato il ruolo di direttore della fotografia. E questo mi ha fatto ,molto piacere, poiche' sono convinto che sapra' gestire bene un difficoltosissimo apparato che e' tutto il m ondo dei riflettori e delle angolazioni luminose. Ritornando pero' a monte di questi appunti, Lucio, devo dirti che e' un bene che al giorno d'oggi le cineprese stiano nei taschini od al massimo in una valigetta, questo semplifica molto.Mi ha fatto molto piacere, mentre eravamo in viaggio per raggiungere il castello di Rappottenstein, ricevere la tua telefonata, dove mi informavi che tu sei l'amministratore tenutario della proprieta' del Barone Frankenstein, E questo, Lucio, mi ha riempito di gioia, poiche' so che adesso avremo un intermediario amico verso il Barone. Credevo di trovare un amministratore sconosciuto. Sai Lucio, girare un film e' sempre uno stress, anche quando hai amici capaci che collaborano e la decisione della produzione di realizzare una pellicola sulla vita del Barone Frankenstein, mi ha fatto piacere da una parte ma dall'altra mi ha stressato. E ho dovuto lavorare molto alla sceneggiatura, anzi, in un momento di calma te la illustro cosi' mi dai un parere. Affascinante questo castello e lasciamelo dire buoni quei salamini con le patate che ci hanno offerto quando siamo arrivati.

Ti devo confessare una cosa Lucio e spero che non ti arrabbi

Ecco, il fatto e' che come avrai visto, subito dopo pranzo, io te, Sogno Infranto e tutta la troupe, siamo andati nei sotterranei a fare un sopralluogo per verificare la rispondenza della sceneggiatura nei confronti degli ambienti veri e propri.
Ah, Lucio, una parentesi

Durante il viaggio, ho ricevuto una chiamata proprio dal Barone Frankenstein in persona, il quale diceva che voleva conoscerci, anche se aveva uno strano tono infastidito, e precisava che la questione del mostro, sarebbe solo una fantasia che gli scrittori gli avrebbero attribuito. E va bene.

Il fatto sarebbe che

Vengo al dunque: ieri sera, subito dopo cena, tu ed il Barone vi siete messi nella sala Rossa, quella del Re, a parlare. Io mi ero appena alzato da tavola ed avendovi visto entrare, mi sono avvicinato alla porta.Sara' per orgoglio, ma ci tenevo ad essere presente. E mentre voi due parlavate in modo sostenuto, io sono entrato, mi avete guardato un attimo e poi avete ripreso a parlare. Io avevo con me la fotocamera digitale ed ho filmato il vostro colloquio. Non te la prendere, ma tra tutti e due avevate un tono che tra un' po' era piu' inqiuietante esso dello stesso film che stiamo per metterci a girare.Guarda un'po' come siete "risultati"


.

In ogni caso, Lucio, poi dovro' dirti una cosa strana del Barone Frankenstein: una cosa che non mi e' piaciuta per niente.

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RO (mia moglie MariaRosaria) all'ingresso della corte interna






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L'angusto ma sontuoso vestibolo (MA COME SI FA A METTERE PIù FOTO NELLO STESSO POST?...)

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La galleria d'ingresso affrescata di rappresentanza



ovviamente questa non è stato più possibile restaurarla!... troppo degradata!

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La cucina padronale



Chi ci vuole andare a vivere... ci pensi bene!...

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La "sala di rappresentanza" con mobili non certo originali, ma affrescata per rappresentare i Padroni!



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Un angolo della "sala d'armi"

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La scala d'accesso alla sala della caccia

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L'unica porta del borgo vista dalla rocca, com'è oggi



Le due finestrelle interne sono il regno dell' "l'uomo di Rappottenstein"

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La cappella, di cui si fa cenno nel mio racconto. L'organo, è purtroppo scomparso....



come praticamente tutti gli arredi originali.
Era rimasta la culla, nella stanza che oggi chiameremo "nursey". Ma la foto, pietosamente non è venuta.
Assai più somigliante ad una piccola bara che al nido di un neonato, meglio che pudicamente rimanga nascosta.

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Lucio Musto
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Il punto più alto del borgo. Incredibilmente, è un giardino, da cui spunta in campanile della chiesa,
che è anche torre civica di quel tempo antico

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Silentio

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@Lucio Musto ha scritto:RO (mia moglie MariaRosaria) all'ingresso della corte interna



@Lucio Musto ha scritto:


Una foto assieme tu e tua moglie ve al potevate fare visto anche il bell'abito argentato che indossi....

Comunque rigardo al posto, non vorrei urtare qualcuno ma, esprimendomi con sincerità, per quanto sia indubbiamente di grande effetto almeno dalle foto mi appare fin troppo artificiale. Adoro tali ambientazioni come proiezione in un epoca passata che, in contrapposizione alla nostra estremamente caotica e fatta di apparenza, si fondono con l'ambiente e la terra; ma prediligo più contesti resi reali e vivi da chi vi abita realmente, come piccoli paeselli estraniati dal progresso.
Li non avrei nessun anziano con cui attaccare bottone.

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Lucio Musto
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Ultima curiosità. Questo è l'imponente contrafforte del domicilio dei Signori, visto dal borgo.
Notate lassù in alto quella piccola fabbrica parallelepipeda che aggetta dal muro?
Quella è l'unico cesso che abbiamo visto in tutto il castello ed è contiguo alla camera da letto padronale.

Ragazze, non lamentatevi della vostra toilette tutta specchi e luci diffuse!

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Lucio Musto
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Per le Signore de "La valle dell'eco" . Un fiore originale di Rappottenstein

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Lucio Musto
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@Silentio ha scritto:

Una foto assieme tu e tua moglie ve al potevate fare visto anche il bell'abito argentato che indossi....

Comunque rigardo al posto, non vorrei urtare qualcuno ma, esprimendomi con sincerità, per quanto sia indubbiamente di grande effetto almeno dalle foto mi appare fin troppo artificiale. Adoro tali ambientazioni come proiezione in un epoca passata che, in contrapposizione alla nostra estremamente caotica e fatta di apparenza, si fondono con l'ambiente e la terra; ma prediligo più contesti resi reali e vivi da chi vi abita realmente, come piccoli paeselli estraniati dal progresso.
Li non avrei nessun anziano con cui attaccare bottone.

Impossibile!... assolutamente impossibile!... Il mio abito argento è quello della sera... anzi della notte fonda!... non vedi che
invece mia moglie è vestita sportiva, da mattino?

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The Royal
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@Lucio Musto ha scritto:La cucina padronale


Chi ci vuole andare a vivere... ci pensi bene!...


Ma, Lucio, non e' una battuta di spirito, ma il posto e' veramente affascinante. Per davvero, Dormire li'. dev'essere un'esperienza unica. Ecco, circa la cucina, certamente potrebbero esserci soluzioni alternative. Posso semplicemente dirti tutto bello e d'atmosfera. BeautyfulSuina

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Lucio Musto
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@The Royal ha scritto:
@Lucio Musto ha scritto:La cucina padronale


Chi ci vuole andare a vivere... ci pensi bene!...


Ma, Lucio, non e' una battuta di spirito, ma il posto e' veramente affascinante. Per davvero, Dormire li'. dev'essere un'esperienza unica. Ecco, circa la cucina, certamente potrebbero esserci soluzioni alternative. Posso semplicemente dirti tutto bello e d'atmosfera. BeautyfulSuina

Grazie, e tranquillo!... Le dritte ci sono e te ne posso dare a suifficienza. Quest'anno ho scoperto che la Niederhosterreiche è una regione tutta da visitare... altro che Vienna e Salisburgo!

Se decidi di andare da quelle parti, fammelo sapere... ti guido io!

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Silentio

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Dici che avrebbe sminuito troppo la tua immagine?

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