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Analisi transazionale.

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26
BigBossStigazzi
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se ho visto in azione qualche infermiere di ospedale psichiatrico?
Sì ne ho viste molte in molti luoghi diversi e ho lavorato con tanti minori, disabili fisici e mentali, qualche tossico qualche pazzo e qualche deviante...ho visto cose che voi normali..parafrasando blade runner, sugli infermieri psichiatrici mi son sembrati incroci fra buttafuori da discoteca e portinai di condominio, non mi han fatto una grande impressione, sugli infermieri normali posso dire che c'è tanta gente veramente in gamba e qualche pezzo di merda che dovrebbe andare in galera senza passare dal via (come fra i medici) per quel che riguarda gli educatori, purtroppo fra quelli maschi si nascondono molti pedofili come nel clero, e poi ci sono altri/e grazie ai quali le persone "normali" possono continuare a vivere le loro vite di ordinaria e quieta disperazione perchè si occupano di tutti coloro che non si vogliono vedere e di cui non si deve parlare se non con pietismo peloso, non credo molto nel dna e ancor meno nel destino per quello mi accaloro quando c'è qualcuno che pretende di poterlo determinare sulla base del pregresso, anche i pregiudizi funzionano così e ccome profezie autoavveranti marchiano a vita coloro che ne vengono fatti oggetto.

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27
doctor faust
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blasel ha scritto:..quando parlo di 'analisi' parlo della procedura seria e consolidata, lo stesso dicasi per 'autoanalisi' e posso assicurare te e molti altri ancora che, tale pratica, puo' arrecare gravi negativita', se non controllata da un operatore esterno. Ben altra cosa e' un 'autoanalisi' comportamentale superficiale e, credo, tu ti riferisca a quest'ultima, altrimenti non saprei come spiegarmelo.
Ti rammento che ogni analista DEVE annualmente sottoporsi ad analisi presso un collega-mentore.

Io ho una visione piu distesa della cosa.
Non posso separare le persone in persone malate e sane, per cui sono meno drastico nel distinguere una analisi seria da una non seria.

La analisi e autoanalisi sono tutte serie, se in quel momento cambiano un pensiero, una atteggiamento, una visione del mondo.

Che sia la parola di un amico a cui hai chiesto un parere o che sia la riflessione suggerita da uno psicoterapeuta.

O che sia anche una riflessione personale che induce una modifica o un cambiamento nella propria vita, fatta con uno schema o come semplice concatenazione di pensieri.

Poi ci sono le persone che manifestano chiari comportamenti disfunzionali, per se e per gli altri. Li le cose possono prendere una piega clinica per cui ci sono strutture adatte allo scopo.

Ma limitiamoci al campo dell'esistenza quotididiana, con le piccole e grandi nevrosi con cui un po' tutti abbiamo a che fare. Siano nostre o siano altrui.

Comunque, hai detto che questo approccio lo conosci e l'hai usato. Sarei interessato a sapere delle tue esperienze, e se ti sembra un metodo pratico e maneggevole.

Daltra parte e' implicito nella pratica stessa l'imparare i rudimenti del metodo e utilizzarli poi come autocontrollo. Credo sia un buon mezzo per evitare le dipendenza dal terapista, chiunque esso sia.

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28
doctor faust
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BIGbossSTIGAZZI ha scritto:

..vedi doctor faust bisogna avere molta autostima per pensare di poter aiutare qualcuno e molta umiltà quando si "pasticcia con il gulliver delle persone" (dall'arancia meccanica alexino bello sottoposto a ricondizionamento mentale) nel post originale c'era molta troppa sicurezza, se cerchi anche critiche e confutazioni ok...

io faccio l'educatore


Piacere. Sono un ex dirigente infermieristico, laureato in filosofia e con un paio di corsi annuali in AT.

Le confutazioni e critiche sono l'elemento basilare di ogni conoscenza, altrimenti ci sono solo fissita' e rigidita' mentale.

Forse l'impressione di eccessiva autostima e sicurezza e' dovuta, oltre che una inclinazione caratteriale naturale, agli anni passati a trovare soluzioni, mediare e risolvere problemi pratici, sia dei pazienti, sia degli operatori, che spesso erano piu malati dei pazienti.

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29
BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
concordo ahahah i pazzi peggiori non si sà mai da che parte delle sbarre stanno Sorriso Scemo

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30
doctor faust
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blasel ha scritto:

Sia chiaro che un infermiere qualificato e' una nobile professione che merita, come tutte, rispetto, ma 'mastugiorgio' richiede tecniche (e fisico) allenate, che ne fanno un professionista piu' determinante di sanitario (medico).

Ah, dimenticavo, le donne che esercitano tale professione, molto spesso, hanno un'apparenza che non lascerebbe mai immaginare di cosa son capaci in caso di necessita'.

In effetti essere un infermiere psichiatrico non e' da tutti, ma vorrei sfatare questo luogo comune, dell'infermiere psichiatrico come un buttafuori che gironzola per i reparti per mantenere l'ordine.

Oggi gli ospedali psichiatrici sono residuali, e gli unici ancora in funzione, con i vecchi schemi, sono i manicomi criminali.

La mia esperinza in psichiatria e' di personale qualificato, facile alla comunicazione, emotivamente stabile e poco influenzabile.

Solo cosi si riesce a far fronte allo stress di persone che perdono il controllo dell'Adulto, e lasciano prevalere gli atteggiamenti del Bambino ribelle o del Bambino adattato negativo, oppure l'arroganza del Genitore violento e impositivo[secondo la terminologia AT].

Comunque i farmaci a disposizione attualmente hanno ridotto a poca cosa l'uso della forza.
Credo che le manifestazioni piu' violente, oggi, siano da ricercare nelle comunita' di tossicodipendenti e nelle carceri, che non nelle psichiatrie.

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31
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
BIGbossSTIGAZZI ha scritto: non credo molto nel dna e ancor meno nel destino per quello mi accaloro quando c'è qualcuno che pretende di poterlo determinare sulla base del pregresso, anche i pregiudizi funzionano così e ccome profezie autoavveranti marchiano a vita coloro che ne vengono fatti oggetto.

Be...nel DNA o nei geni non c'e' bisogno di crederci. Sono un'entità concreta, misurabile, anche se con aspetti oscuri e invia di definizione.

Il destino...e' un'entita evanescente.
Se e' quello delle stelle...bo!.

Se invece e' quello prevedibile per una personalità inclinata in un certo modo...diciamo che e' una previsione. Smentibile e modificabile, come tutte le previsioni statistiche, che non sono profezie.

Se tu lavori con persone con handicap puoi vautare ancora meglio quello che dico, in quanto le loro possibilità di cambiamento sono molto piu' ristrette di quelle di una persona normale.

E non sara' l'eccezione che cambia la realta'.



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32
BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
qui ricasca l'asino, vedi ci sono folle di serial killer che ringraziano la cupidigia di chi sforna guerre in serie così da poter prendere medaglie agendo quello che in una società pacifica li porterebbe in prigione o al manicomio......ti voglio dire che la realtà cambia e a volte la realtà asseconda inclinazioni perverse o castra inclinazioni positive...conosco tanti disabili il cui handicap più grave è questa realtà

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33
Blasel
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@ Doctor Faust, io non so che conoscenze tu abbia dei manicomi, degli ospedali psichiatrici in generale e di quelli giudiziari in particolare, nonche' di freniatria e di psicologia.

Non e' il caso ripercorrere i quasi 50 anni della mia vita professionale, quindi vendiamo all'oggi, dove ancora regna, immutata ed immodificata la legge 180 (Basaglia) risalente al 1978. Una valida legge che pero', dopo 33 anni (tanto, secondo le scritture visse Cristo) e tante innovazioni ed esperienze, andrebbe rivista ed aggiornata.

Come ben saprai, oggi, i ricoveri in osp. psichiatrico, che non si chiama cosi, ma Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (da cui l'acronimo SPDC) sono esclusivamente volontari, oppure tramite T.S.O. (Trattamento Sanitario Obbligatorio) della durata max di 7gg rinnovabili (infatti per i casi piu' inquietanti si parte con doppia razione : 14 giorni). Ti ricordo che c'e' una procedura burocratica da seguire per poter ottenere un T.S.O. che dev'essere autorizzato dall'autorita' (sindaco, magistrato etc.)

In quanto all'analisi ed all'autoanalisi, che io definisco 'seria' e quindi da non sottovalutare mai, ti rammento che il lemma 'analisi' e' l'esatto contrario di 'sintesi'. E quell'auto-esame che mi sembra stia a te tanto caro, e', a mio avviso, una 'sintesi' e non un'analisi.

Forse, ma non e' nelle mie intenzioni, potrei esser risultato antipatico con questo mio post, credimi : ti apprezzo per quello che hai scritto, anche se non sono sempre d'accordo con te.

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34
doctor faust
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blasel ha scritto:@ Doctor Faust, io non so che conoscenze tu abbia dei manicomi, degli ospedali psichiatrici in generale e di quelli giudiziari in particolare, nonche' di freniatria e di psicologia.

Ho lavorato per circa un anno nella neuropsichitra della ASL prima che i due reparti fossero separati, e poi per un brave periodo come volontario in psichitria.

Come per altre cose ho letto molto sull'argomento, avendo anche fatto tre esami unversitari di epistemologia, e due di storia della medicina, con argomenti sulla la psichiatria attuale e la psicologia terapeutica. Essendo a filosofia era una lettura critica dei testi.

Inoltre conosco molto bene l'OPV di Volterra, frequantandolo da circa trent'anni, e avendo visto la sua evoluzione dalla legge basaglia ad oggi.

Ma ho lavorato anche presso il sert, oggi serd. Poi, pazienti disturbati finiscono un po' in tutti i reparti, quando affetti anche da malattie organiche.

Non ultimo il coordinamento del servizio di terapia del dolore, dove dinamiche psicopatologiche e anche chiaramente psichiatrice, si possono toccare con mano.

Non e' il caso ripercorrere i quasi 50 anni della mia vita professionale, quindi vendiamo all'oggi, dove ancora regna, immutata ed immodificata la legge 180 (Basaglia) risalente al 1978. Una valida legge che pero', dopo 33 anni (tanto, secondo le scritture visse Cristo) e tante innovazioni ed esperienze, andrebbe rivista ed aggiornata.

Come ben saprai, oggi, i ricoveri in osp. psichiatrico, che non si chiama cosi, ma Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (da cui l'acronimo SPDC) sono esclusivamente volontari, oppure tramite T.S.O. (Trattamento Sanitario Obbligatorio) della durata max di 7gg rinnovabili (infatti per i casi piu' inquietanti si parte con doppia razione : 14 giorni). Ti ricordo che c'e' una procedura burocratica da seguire per poter ottenere un T.S.O. che dev'essere autorizzato dall'autorita' (sindaco, magistrato etc.)

Si, grazie. Sono a conoscenza delle procedure, ma ricordarle a tutti e' sempre utile.

In quanto all'analisi ed all'autoanalisi, che io definisco 'seria' e quindi da non sottovalutare mai, ti rammento che il lemma 'analisi' e' l'esatto contrario di 'sintesi'. E quell'auto-esame che mi sembra stia a te tanto caro, e', a mio avviso, una 'sintesi' e non un'analisi.

Questo e' opinabile. Personalmente, pur avendo dovuto superare vari esami di idoneita' a determinati incarichi, non mi sono mai sottoposto a cicli di psicoterapia, in quanto ritenuti inutili dai vari interpellati.

Ultimo il relatore dei due corsi annuali, presso una fondazione privata, di Analisi Transazionale.

Forse, ma non e' nelle mie intenzioni, potrei esser risultato antipatico con questo mio post, credimi : ti apprezzo per quello che hai scritto, anche se non sono sempre d'accordo con te.

Per niente, immaginati.
Cio' che a me farebbe piacere e' che questo medoto prendesse piede sopratutto fra gli operatori sociali e sanitari che, a mio parere, deficitano di questo tipo di preparazione.

Le lezioni di psicologia, bioetica e etica professionale sono disarticolate e non danno un buon quadro complessivo. Cosa che invece puo' fare un buon corso di analisi transazionale, sia in relazione alla comunicazione, che al supporto per pazienti di ogni tipo.

La tecnica la promuoverei anche per continuare autonomamente un' autoanalisi, eventualmente dopo un ciclo di sedute comuni e terapia di gruppo, per vari tipi di pazienti. Per esempio tossicodipendenti e altro e ascolisti.

Ma io tornerei su domande di conoscenza e approfondimento, o esperienze d'uso della metodica.

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Blasel
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@ Doctor : e adesso devo farti sorridere perche' mi hai riportato alla mente un episodio di cui fui partecipe circa 20 anni fa, nominandomi il SERT.

Ero tornato da poco nella mia citta' ed andai a trovare un amico professore, responsabile del servizio d'igiene e salute mentale di una USL e coordinatore per Napoli. Con i suoi colleghi, che avevo appena conosciuto, c'intrattenevamo in giardino, poi ci accomiatammo, ma 'lui', ch'era arrivato per ultimo all'improvvisato meeting, continuo' a farmi domande su vari argomenti al che gli chiesi :"Ma tu sei psichiatra, neurologo o psicanalista?" e lui, con estremo candore mi rispose :"Sono un tossicologo!". Grande meraviglia da parte mia e prontyo a proporgli la possibilita' di collocarlo presso un'azienda, un'istituzione dovre avrebbe potuto espletare la sua specializzazione.
All'inizio tergiverso', poi mi chiese se fossi un medico (non l'aveva mica capito, ma non gli chiesi se avesse pensato che fossi un utente cui tutto l'entourage del professore aveva fatto ala), ed alla fine mi confesso' di non avere alcuna specializzazione post laurea e che aveva dichiarato di esser tossicologo poiche' s'interessava principalmente dei rapporti con i tossici...... rotolarsi dal ridere Sorriso Scemo testata contro il mu testata contro il mu

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doctor faust
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blasel ha scritto: 'lui', ch'era arrivato per ultimo all'improvvisato meeting, continuo' a farmi domande su vari argomenti al che gli chiesi :"Ma tu sei psichiatra, neurologo o psicanalista?" e lui, con estremo candore mi rispose :"Sono un tossicologo!".

.. alla fine mi confesso' di non avere alcuna specializzazione post laurea e che aveva dichiarato di esser tossicologo poiche' s'interessava principalmente dei rapporti con i tossici......

carina questa...un tipo con un notevole senso dell'umorismo.

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lisandro
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Tanto per sperimentare... che analisi potete trarre dal gusto di taluni che sono soliti comunicare a distanza senza mai un confronto dal vivo.

Nel mio caso specifico (a circa un mese da questa esperienza nuova per me), riprendendo l'esempio del diario, il beneficio che appare più eclatante è che a differenza di quello cartaceo, questo virtuale mi risponde. Sorriso Scemo

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doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
lisandro ha scritto:. che analisi potete trarre dal gusto di taluni che sono soliti comunicare a distanza senza mai un confronto dal vivo.


analisi che puoi fare da te.

Che poi trovi chi ti risponde, meglio. Meglio una scopicchiata virtuale che una seghetta in solitario[mentalmente parlando].

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NinfaEco
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doctor faust ha scritto:
NinfaEco ha scritto:Io vorrei cogliere l'occasione per fare una domanda su una cosa che non ho mai capito di questo approccio.
Cosa differenzia le emozioni parassite dalle altre?
Dal mio punto di vista tutte le emozioni che un soggetto prova appartengono al soggetto, quindi nessuna è parassita.

imbarazzo Poi ho anche altre domande, ad essere sincera. Ma te le dirò una alla volta.

Per fare una domanda simile o ti stai informando a spron battuto, o sei gia' a conoscenza di fondamenti della metodica.

Comunque, giusto per ricordarlo, essendo un metodo in gran parte basato sul comportamento e sul dialogo che ne consegue, si puo' parlare di approccio cognitivo-comportamentale.

Ma, lasciando ampio margine di spazio all'intuizione, e quindi ad una visione intregrata dell'individuo, si puo' parlare di un aspetto della psicologia umanista, o, come piace pensare a me, ad una filosofia umanista.

Non per nulla gli aspetti transazionali sono molteplici e metterli tutti in fila in un ordine logico, prevede una certa plasticità e creativitò, che sfiora l'arte.

Ma veniamo alla domanda...


Sono solo reminiscenze di quando condividevo il percorso di studio di una persona.
Quindi sono confuse. Però mi piace ascoltare chi è ferrato, leggere e sopratutto fare domande quando posso.
La prima domanda te l'ho già posta. Riguarda le emozioni parassite. Mi ricordo che era definita tale ad esempio la malinconia se ti coglieva in un contesto felice, mentre invece in un contesto analogo la serenità non sarebbe stata un'emozione parassita.
Però ogni emozione proviene da noi, anche se sembra inappropriata al contesto.
Quindi non comprendo perchè chiamarla parassita.
Vorrei sapere perchè si chiamano così, cioè a cosa si riferisce l'idea di parassitismo... e quindi cosa le differenzia dalle altre.
E' probabile che abbia frainteso o che non ricordi bene.
Per questo chiedo lumi.
Un'altra domanda stupida che mi viene in mente è cosa differenzia questo tipo di analisi dalla psicoanalisi classica a livello di setting e di terapia.... almeno le differenze fondamentali.

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40
doctor faust
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Viandante Affezionato
NinfaEco ha scritto:

.. Riguarda le emozioni parassite. Mi ricordo che era definita tale ad esempio la malinconia se ti coglieva in un contesto felice, mentre invece in un contesto analogo la serenità non sarebbe stata un'emozione parassita.

Faccio un esempio: In casa c'e' una regola:- IL riso abbonda sulle labbra degli sciocchi. Noi siamo persone serie.-, percio' ecco l'ingiunzione:- Non essere un bambino!-, cioe' non divertirti.

Ecco che allora alla prima sensazione di gioia ed entusiasmo tu ti senti in colpa, perchè abituata a reagire trattenedo l'emozione autentica. Cosi facendo entri nel copione e metti in funzione l'emozione parassita, cioe' la tristezza.

Però ogni emozione proviene da noi, anche se sembra inappropriata al contesto.
Quindi non comprendo perchè chiamarla parassita.
Vorrei sapere perchè si chiamano così, cioè a cosa si riferisce l'idea di parassitismo... e quindi cosa le differenzia dalle altre.

Si potrebbe definire inadatta, falsa, inappropriata alla situazione del qui ed ora, perche' strutturata su una esigenza di ieri: compiacere il genitore.


Un'altra domanda stupida che mi viene in mente è cosa differenzia questo tipo di analisi dalla psicoanalisi classica a livello di setting e di terapia.... almeno le differenze fondamentali.

Non sono uno psicoanalista per cui non sono esperto di setting psicoanalitico.

Da cio' che sento, leggo e raccolgo la differenza e' fondamentale.

Intanto questa e' una terapia breve. Si fa preferibilmente in gruppo, perchè cosi ci si aiuta l'un l'altro a capire. Poi c'e' un contratto iniziale che stabilisce quale e' l'obiettivo che si vuole raggiungere e si fa una previsione sui tempi e sui modi. Poi il costo e il momento.

Si comincia con una breve spiegazione del tipo di metodo, spiegando termini come Genitore Adulto e Bambino e le regole del dialogo, e quindi si comincia partendo dall'esigenza del cliente, verificando insieme il problema.

Questo puo' essere una emozione impropria, oppure un gioco ricorrente, o una situazione penosa in cui ci si ritrova spesso, o altro...

Arrivati a identificare il problema si cerchera insieme il modo per neutralizzarlo.
il resto lo farà la persona stessa. Eventualmente informerà dei progressi il terapista, chiunque sia, e si fara' la sua vita.

Niente a che fare con analisi che vanno avanti per anni.


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Blasel
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Un antinevralgico potra' far sparire una normale emicrania, ma non le cause che l'hanno determinata.

I faramaci (allopatici) si dividono in sintomatologici e curativi. Non e' detto che i primi non possano esser assunti per un lungo periodo di tempo, come terapia, tant'e' che la farmacopea, in questi casi, li promuove a 'curativi'.

A mio avviso l'analisi transazionale puo' tornare utile a conoscere e comprendere meglio se stessi, per quanto riguarda abitudini, usi, anche intercalari, ma di certo non mette a nudo l'ego inconscio, al massimo potrebbe dare qualche spiegazione del subconscio.

E' la mia opinione, discutibile.

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42
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
blasel ha scritto:Un antinevralgico potra' far sparire una normale emicrania, ma non le cause che l'hanno determinata.

I faramaci (allopatici) si dividono in sintomatologici e curativi. Non e' detto che i primi non possano esser assunti per un lungo periodo di tempo, come terapia, tant'e' che la farmacopea, in questi casi, li promuove a 'curativi'.

A mio avviso l'analisi transazionale puo' tornare utile a conoscere e comprendere meglio se stessi, per quanto riguarda abitudini, usi, anche intercalari, ma di certo non mette a nudo l'ego inconscio, al massimo potrebbe dare qualche spiegazione del subconscio.

Sono sostanzialmente d'accordo. ma per un motivo molto semplice.
A mio parere l'inconscio, proprio perche' tale, e' inconoscibile e nessuna pratica medica o pasicologica puo' arrivare a conoscerlo, se non nelle sue sfumature.

Da un punto di vista filosofico non si rience a definire che cosa e' l'io, in quanto, dice Hume: "Noi stessi" non siamo altro che collezioni o fasci di impressioni e di idee: siamo una specie di teatro, dice Hume, dove le impressioni passano e ripassano. Anche l’esistenza dell’io, dunque, non è altro che oggetto di una credenza. e Pirandello coglie l'essenza dell'animo umano in: uno, nessuno, centomila.

Pensare di poter accedere all'Es attraverso l'io e' pensiero magico, una fantasia onirica, un'illusione a cui credono i santoni come Osho. Neppure Freud ci ha mai creduto veramente, tant'e' vero che ha abbandonato le topiche per limitarsi a parlare di pulsioni di vita e di morte.

Credo che riuscire ad ottenere un cambiamento in atteggiamenti stratificati e stereotipati sia gia' un grande successo, con il fine di rendere piu' soddisfacente la propria esistenza.
Anche se si tratta solamente di atteggiamenti consci e subconsci, o preconsci [legati agli stati dell'io, appunto].

Andare piu' a fondo significa calarsi nel nulla, dove la scienza si trasforma in interpretazione sciamanica e puro esercizio divagativo. Un modo per strutturare il tempo, sia per il paziente, sia per lo psicoanalista, che magari ne fa una professione e che con una decina di clienti ci campa tutta la vita.

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Blasel
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Anche se Doctor ed io siamo sintonizzati sulla stessa lunghezza d'onda, essendo d'accordo con lui in linea di massima, devo dire che e' difficile, molto difficile, quasi impossibile difinire l'io per accedere all'Es, indipendentemente dalla valentia dell'operatore, ma ci si e' riusciti e ci si riesce ancora, Quanto possa esser efficace cio', a fronte dei sacrifici, dipende soltanto dal risultato ottenuto rispetto all'impegno profuso.

Nelo Risi ha portato sullo schermo, nel 1968, il caso, realmente accaduto agli inizi segli anni 60' "Diario di una schizzofrenica". Oggi, quel film, risulta datato anche per le tecniche terapeutiche di mezzo secolo fa.

Questo per dire che l'analisi transazionale e' valida soltanto fino a... mentre, oltre, non avrebbe efficacia, o forse molto modesta.

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44
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
blasel ha scritto:
Questo per dire che l'analisi transazionale e' valida soltanto fino a... mentre, oltre, non avrebbe efficacia, o forse molto modesta.

per fortuna la maggior parte dei problemi sono problemi di adattamento e comunicazione.
Per cui ben venga una metodica pratica prgmatica veloce e concreta.

I risultati si vedono subito.
A volte bastano poche sedute, tre-cinque, per mettere a fuoco un problema di comunicazione disfunzionale, che crea problemi di frustrazione, con sintomi psico-fisici anche notevoli.

Essendo io molto aderente al pensiero filosofico concreto e pragmatico, non potevo far altro che lasciare altre visioni del mondo psichico per abbracciare quello che mi pare adatto ai tempi e alla comprensione della maggioranza.

I problemi veramente imponenti, li lasciamo alla psichiatria, che arranca in attesa degli sviluppi di una farmacologia selettiva e compiutamente affidabile.

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45
Blasel
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doctor faust ha scritto:

I problemi veramente imponenti, li lasciamo alla psichiatria, che arranca in attesa degli sviluppi di una farmacologia selettiva e compiutamente affidabile.


La medicina progredisce giorno per giorno e' c'e' un'evoluzione farmacologica che non e' seconda ai progressi che avvengono, per esempio, nell'elettronica. Si pensi a quante patologie si sono potute risolvere positivamente, con cure adeguate mentre cio' era impensabile 10-20 anni fa.

Anche in campo freniatrico le novita' farmacologiche procedono con lo stesso passo spedito, tant'e' che gia' da molti anni, disponiamo di un annuario della F.U. editato esclusivamente per i professionisti del settore, oltre che di un prontuario dei farmaci per il sistema nervoso centrale, che gli informatori scientifici ci omaggiano ad inizio anno e, durante lo stesso, tra incontri e convegni, ci sottopongono le novita' sperimentate o sperimentali.

Il medico non puo' mai smettere di studiare, approfondire, sperimentare, ed e' in questo modo che si ottengono i risultati attuali che ci consentono un aspettativa di vita media sempre maggiore.

Ben venga l'analisi transazionale se puo' esser giovevole da sola, oppure la propedeutica ad un'analisi piu' complessa e risolutrice.

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