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Commozione ecofomentalista

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lisandro
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Dopo questo mio commento "http://www.lavalledelleco.net/t2595p50-vivere-da-indigeni", mi sono perduto senza una mèta. Forse ho trovato l'avamposto dove asserragliarmi. Sono termini da belligerante, ma giuro che non sono qui ad attaccare, piuttosto a difendere.
E poi al momento trattasi più che di un avamposto, casomai di un anfratto.
Se vi capiterà di attraversare questo tratto della valle, sappiate che vi è pericolo che vi balzi all'improvviso e darvi un colpo allo stomaco. Gli stessi che lasciano senza fiato me. Unica condizione è di essere ripagato della stessa moneta.

Questo è il primo colpo: https://www.youtube.com/watch?v=IC8zH5dkslY&feature=related
Ci ho preso gusto e approfitto, vi do anche il secondo: http://vimeo.com/24395865

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2
lisandro
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Viandante Storico
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Non intendo questo significato:
- fomentare
[fo-men-tà-re]
(foménto)
v. tr.
1 Alimentare, istigare passioni o azioni di valore negativo: f. la lite, l'odio, la rivolta
‖ SIN. attizzare

piuttosto questo:
- Come sostantivo “fomenta” è un lemma riferibile alla terminologia medica, indicando un'applicazione umida, per lo più tiepida o calda, ma a volte anche “diaccia”, sulla parte ammalata e sofferente per alleviarne il malessere e ricondurla a guarigione.
Però “fomenta” è anche voce del verbo fomentare (modo indicativo, tempo presente, terza persona singolare), che sta a significare, appunto: applicare un fomento, un impacco a una parte del corpo a scopo ricostituente ma, in senso traslato e per estensione, anche fare molte altre cose.
Non sono pochi i letterati che in varie epoche hanno abbondantemente utilizzato questo fondamentale vocabolo nelle sue varie accezioni, testimoniandone così la validità espressiva e la vitalità lessicale.
L'etimologia latina del termine è peraltro sancita da Sant'Ambrogio[3], vescovo di Milano e padre della Chiesa Romana, che ammonisce:

“...foveantur primo vulnera, post secantur”
(voglio che tu fomenti la piaga, ma che tu non lasci di usarci il ferro, se fa bisogno)

a voler dire che, in genere, la cura medica fomentosa produce buoni frutti ma che a volte, risultando essa insufficiente, deve essere integrata dalla pratica chirurgica.
Come già detto, però, tra i tanti significati vi è quello di: infondere calore vivificante e, quindi,di: nutrire per risvegliare, espresso con piena proprietà da queste parole del romanziere brianzolo, corrispondente del Manzoni, Cesare Cantù[4]:

“Un vento impetuoso...agitava le erbette rinnovate al raggio del sole che,
dopo il torpore invernale, le fomentava attraverso l'aere.”

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fantasma76
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Il primo video credo di averlo postato anche io, comunque di sicuro lo ho postato altrove, e ho portato le parole di quella ragazzina come firma per molto tempo.

Per il secondo metto un video di risposta, che è un video di risposta indirettamente anche ai grillo.



Un movimento che ha ottenuto tutto quello che poteva ottenere.
La città era da sempre della sinistra lassista e pappa molla, che quando i giovani si sono radunati per riappropriarsi del proprio futuro, il sindaco da pappa molla li ha lisciati fare, infondo ha pensato i giovani hanno ragione ad essere incazzati, lasciateli fare, poi assieme troveremo una soluzione, si molti di sinistra hanno ste stranezze, ascoltano quello che le piazze hanno da dire.
I cittadini andando alle urne hanno trovato per quei lassisti e quei giovani una soluzione, hanno eletto una giunta di destra, loro si che sanno far rispettare l’ordine. E finalmente le forze dell’ordine che per 20 anni avevano dovuto tenersi quel manganello ben stretto fra le chiappe, hanno potuto sfogare la proprio gioia e festeggiare la nuova giunta che sicuramente li coprirà.

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lisandro
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Viandante Storico
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@ Fantasma: secondo me bisogna ancora formare il "cittadino" a discapito dell'attuale "suddito".
Per questo fomento sulla pratica di partecipazione ai movimenti come forma di "democrazia diretta".

@ Tutti:
IL MANIFESTO DEL CONTADINO IMPAZZITO

"Amate il guadagno facile, l'aumento annuale di stipendio, le ferie pagate. Desiderate sempre più cose prefabbricate.
Abbiate paura di conoscere i vostri vicini, e di morire, e avrete una finestra nel pensiero. Nemmeno il vostro futuro sarà più un mistero, la vostra mente sarà perforata in una scheda e messa via in un cassetto. Quando vi vorranno far comprare qualcosa vi chiameranno. Quando vi vorranno far morire per il profitto ve lo faranno sapere.
Ma tu amico, ogni giorno, fa' qualcosa che non possa entrare nei calcoli. Ama il Creatore, ama la terra. Lavora gratuitamente.
Conta su quello che hai e sii povero, ama qualcuno anche se non lo merita. Non ti fidare del governo, di nessun governo. E abbraccia gli esseri umani. Nel tuo rapporto con ciascuno di loro riponi la tua speranza politica. Approva nella natura ciò che non capisci e loda quest'ignoranza, perché ciò che l'uomo non ha razionalizzato non ha distrutto. Fai le domande che non hanno risposta. Investi nel millennio. Pianta sequoie. Sostieni che il tuo raccolto principale è la foresta che non hai piantato e che non vivrai per raccogliere. Afferma che le foglie quando si decompongono diventano fertilità. Chiama questo "profitto". Una profezia così si avvera sempre. Poni la tua fiducia nei 5 centimetri di humus che si formeranno sotto gli alberi ogni mille anni. Stai a sentire come si decompongono i cadaveri: metti l'orecchio vicino e ascolta i bisbigli delle canzoni a venire. Aspettati la fine del mondo.
Sorridi, il sorriso è incalcolabile, sii pieno di gioia. Finché la donna non ha abbastanza potere, sostieni la donna più che l'uomo. Domandati: questo potrà dar gioia alla donna che è contenta di aspettare un bambino? Quest'altro disturberà il sonno della donna vicina a partorire? Vai col tuo amore nei campi. Stendetevi tranquilli all'ombra, posa il capo sul suo grembo... e vota fedeltà alle cose più vicine alla tua mente. Appena vedi che i generali e i politicanti riescono a prevedere i movimenti del tuo pensiero, abbandonalo. Lascialo come segnale per indicare la falsa traccia, la via che non hai preso. Sii come la volpe, che lascia molte più tracce del necessario, alcune nella direzione sbagliata.
Pratica la resurrezione."

di Wendell Berry

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BigBossStigazzi
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bello ,tutto molto bello, fomentalista mi piace, ma mi piace anche nel senso più tipico di fomentare, incitare, in fin dei conti non direste quello che pensate se non desideraste ottenere un cambiamento, di mentalità in chi vi legge, e per fare questo non basta mettere pezzuoline umide ma anche incitare, io vi incito ad essere più concreti e postare anche il manifesto del contadino rinsavito ossia colui che non usa pesticidi diserbanti e roba chimica, però e tutto molto bello e poetico la bimba ha pure riscosso qualche lacrima di apprezzamento, peccato pensare che è potuta andare lì ed esprimersi con termini comprensibili da quegli adulti SOLO perchè era una bimba canadese, bianca e ricca

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lisandro
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@BIGboss: (ti rispondo secondo quello che ho interpretato dal tuo commento)
-La rivoluzione verde ha inizio a partire dagli anni '40. Wendell Berry ha iniziato a contestarla dagli anni '60 in un paese come gli Stati Uniti dove qualsiasi pratica agricola che non fosse da agricoltura convenzionale era da ritenersi "follia" (in Italia questo atteggiamento ha attecchito più tardi, soppiantando un po' alla volta le pratiche tradizionali).

-In riguardo alla bambina bianca occidentale, forse ha suscitato maggiore effetto proprio perché a lamentarsi era una cittadina che viveva nel benessere. Sarebbe stata un'ovvietà se a lagnarsi fosse stato un bambino denutrito.
Eppoi, per forza di cose, la difesa dei diritti spesso avviene da chi ha il tempo materiale per propugnarne il concetto. Se si deve tribolare ogni istante della giornata per nutrire i propri figli, non resteranno energie per fare altro.

Bah... non so di preciso... sta di fatto che il video è del '92, e con tutti gli sforzi che faccio non riesco a vedermi intorno una situazione migliorata.
Per questo intendo fomentare... impiego il mio tempo e le mie energie per dare voce a quella moltitudine silenziosa o soffocata (malgrado i miei limiti).
E se lo facessi su forumetici.it (tanto per dire) non servirebbe a nulla, ché nessuno mi confuterebbe.

Ora un video da vedere con tutta la famiglia: https://www.youtube.com/watch?v=7taJJ_BH8y4
E poi un video da vedere solo con la propria coscienza: https://www.youtube.com/results?search_query=mucche+fukushima&aq=0&oq=mucche+fu

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BigBossStigazzi
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che dire bravo lisandro solo che temo che ci siano poche persone interessate tempo fa ho postato the cove sulla mattanza dei delfini in giappone ma non ha interessato nessuno, se riesci a smuovere qualche coscienza fai bene

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lisandro
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E' come lanciare sassi nel mare...
Quanti utenti sono iscritti qua? 413.
Quanti praticanti? La metà.
E quanti leggeranno questa discussione? 1/20
E di questi quanti l'accoglieranno in maniera propositiva? Uno.
-Quello sei tu BIG! BeautyfulSuina

E che ci fa? Io nel mentre che mi autofomento, faccio un po' di folklore nel Forum. "Anvedi l'ambientalista!", diranno alcuni.
Tra altri vent'anni la bambina occidentale bianca sarà diventata vecchia e De Andrè è morto col rammarico che i suoi brani non hanno cambiato il mondo (da una sua intervista).
Io comunque resto per la rivoluzione permanente, ch'è la forma di poesia che più mi aggrada.

-bisognerebbe ora aprire una discussione su cos'è il gusto (che in apertura mi dicevo influenzato dalla commozione)-
-forse molto è condizionato dall'abitudine (abituarsi in tv ai bambini col ventre gonfio eppoi alla donnina discinta, non è il massimo)-

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BigBossStigazzi
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guarda temo che il tuo pessimismo sia reale, anch'io che son propositivo in fin dei conti non sono un "cambiare il mondo" perchè già la penso simile a te, ma vedi il problema non è convincere gli altri, mi basterebbe un dialogo sincero in cui ciascuno si mette in gioco, io non sono un ecologista, non sono un ambientalista in senso stretto, il problema è che la cultura macera tutto come stereotipi, tu dici infatti folklore, ecco c'è l'ambientalista e la risposta tipo è "ma tu non usi le comodità moderne? allora anche tu inquini" ecco perchè al contrario di te (pur essendo molto vicino a quello che dici tu) io non me la sento di definirmi un ecologista animalista ambientalista, perchè come ogni italiano sono un INQUINATORE, ogni gesto mio il meno pensato come PRENDERE UNA TAZZA DI CAFFè (cosa che ho appena fatto comporta un dispendio di acqua enorme mentre ci sono bambini che muoiono di sete, ogni bistecca che mangio io può essere stata tagliata da una bestia allevata intensivamente con le zampe spezzate e allevata con mangimi proteici ottenuti dalla carne trita di altre mucche per cui mangio carne di mucche carnivore e cannibali, ogni ortaggio che mangio è derivato da catene produttive insane ed insalubri e tutto questo mi porterà alla morte e insieme a me l'intero pianeta........è un suicidio collettivo stupidamente visto come INEVITABILE perchè uno che non sia ricco non può darsi alla macrobiotica o al vegetalianesimo o vegetarianesimo senza avvelenarsi con le stronzate costose che mangia senza mangiare plastica come la carne di soya da reidratare, chimica pura.....................................................è uno schifo a cui non vedo rimedio, bisognerebbe parlare di tante cose, ed ogni mattone di rispetto verso la natura, gli animali e l'ambiente sarebbe un mattone della casa del genere umano, ma noi stiamo agendo non come GIARDINIERI ma come CAVALLETTE, forse un giorno impareremo che non siamo padroni del mondo ma inquilini a cui il padrone ha fatto un nuovo contratto d'affitto e che possono anche ricevere lo sfratto!

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fantasma76
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@lisandro ha scritto:@ Fantasma: secondo me bisogna ancora formare il "cittadino" a discapito dell'attuale "suddito".
Per questo fomento sulla pratica di partecipazione ai movimenti come forma di "democrazia diretta".
Io non ho nessuna speranza che qualcosa migliori.
Comunque la rivoluzione del 68 in Francia ha portato a governi sempre più di destra. Ma restando in Francia è uscito un libro opuscolo poco tempo fa che forse potete trovare anche in rete, lo posto tanto per postarlo, magari qualcuno ci trova spunti validi.

«Novantatré anni. La fine non è lontana. Che fortuna poter approfittarne per ricordare ciò che innescò il mio impegno politico: il programma elaborato settant’anni fa dal Consiglio Nazionale della Resistenza». Che fortuna potervi nutrire dell’esperienza di questo grande resistente, consolidatosi dopo le esperienze nei campi di Buchenwald e di Dora, co-redattore della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo nel 1948, diventato ambasciatore di Francia e della medaglia della Legion d’onore. Per Stéphan Hessel, il «motivo di base della Resistenza era l’indignazione». Certo, le ragioni di indignarsi nel mondo complesso di oggi possono sembrare meno nette rispetto a quelle dei tempi del nazismo. Ma «cercare e troverete»: la disuguaglianza crescente tra ricchissimi e poverissimi, lo stato del pianeta, il trattamento riservato agli irregolari, agli immigrati, ai rom, la corsa per avere sempre di più, alla competizione, la dittatura dei mercati finanziari fino alla svendita delle conquiste della Resistenza, le pensioni, la sicurezza sociale… Per essere efficace occorre, oggi come ieri, agire mettendosi in rete: Attac, Amnesty, la Federazione internazionale dei diritti dell’uomo… ne sono la dimostrazione. Dunque si può credere a Stéphan Hessel e incrociare il suo cammino quando chiama a una «insurrezione pacifica» (Sylvie Crossman).

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lisandro
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[quote="BIGbossSTIGAZZI"]guarda temo che il tuo pessimismo sia reale, anch'io che son propositivo in fin dei conti non sono un "cambiare il mondo" perchè già la penso simile a te, ma vedi il problema non è convincere gli altri,
è uno schifo a cui non vedo rimedio, bisognerebbe parlare di tante cose, ed ogni mattone di rispetto verso la natura, gli animali e l'ambiente sarebbe un mattone della casa del genere umano, ma noi stiamo agendo non come GIARDINIERI ma come CAVALLETTE, forse un giorno impareremo che non siamo padroni del mondo ma inquilini a cui il padrone ha fatto un nuovo contratto d'affitto e che possono anche ricevere lo sfratto!

Se trascorressi il tempo ad analizzare solo il mio grado di responsabilità, senza sfruttare l'occasione per apportare modifiche con il gusto di sperimentarmi, effettivamente mi deprimerei (quindi niente pessimismo).
Guarda, la mia potrebbe essere una forma mentis che può rasentare il fanatismo, ma chi non è orgoglioso delle proprie creature? (Sino a quando non viene qualcuno a confutarne il senso).
Tutte le mie abitudini ruotano attorno ai discorsi di sostenibilità e decrescita. Anche se all'attuazione non sono propriamente ortodosso. Ciò non toglie che io continui ad affinare il mio stile.

[quote="fantasma76"]
Io non ho nessuna speranza che qualcosa migliori.
Comunque la rivoluzione del 68 in Francia ha portato a governi sempre più di destra.

A volte mi è capitato di ripensare su alcune situazioni nelle quali non ho avuto la tempestività di sfruttarle in base alla loro potenzialità. Per esempio uno stage dove avrei potuto fare più domande, o una relazione nella quale sarei potuto essere più caparbio. Senza rammarico, ben inteso, ma solo come riflessione di apprendimento.
E nel nostro caso ho appreso di non dover nutrire speranze alcune, ma piuttosto praticare un approccio di vita per acquisire un sapere, che a tempo debito potrò tramandare. Per non avere rammarichi reali a ottant'anni.

E ora perché sovente i messaggi dai "cari estinti" meglio s'imprimono nel nostro midollo:







con la certezza che le parole abbiano un potere evocativo che travalicano i confini.

caio eufrosine

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lisandro
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I posteri non ci perdoneranno:


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BigBossStigazzi
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ok giusto, questa è la denuncia dell'esistente, facciamo proposte?
Inoltre ok latouche ma decrescita è un termine fallimentare, perchè non parlare di ciclo naturale come quegli altri, o meglio ancora produrre ma come quella ditta di tessili utilizzando prodotti addirittura commestibili (quindi una CRESCITA FELICE E CONSAPEVOLE?), se creare un prodotto che dura poco ha un impatto sull'ambiente, lo ha anche creare un oggetto che dura per sempre, si dovrebbero creare oggetti composti da materiali naturali, perchè non un computer di legno?
o un tavolo di cartone?
ci sono case di legno che resistono a terremoti di enorme potenza, il problema è creare le cose tenedo conto di tutti i fattori:
costo materie
costo lavoro
costo macchinari
costo infortuni sul lavoro
costo malattie professionali
costo trasporto
costo pubblicità
costo commercializzazione
costo smaltimento

e con costo non intendo principalmente il costo economico: poi che i prodotti fatti al meglio per durare ed una volta consumati da gettare a impatto zero costino il GIUSTO

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lisandro
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@BIGbossSTIGAZZI ha scritto:bello ,tutto molto bello, e per fare questo non basta mettere pezzuoline umide ma anche incitare, io vi incito ad essere più concreti

@BIGbossSTIGAZZI ha scritto:ok giusto, questa è la denuncia dell'esistente, facciamo proposte?

- Non è per essere catastrofisti o cultori del masochismo -
Io intendo il pessimismo come uno sprone per re-agire e mai rassegnarsi. L'ottimismo semmai è compiacendosi nel mentre si agisce.

Questa discussione è per sensibilizzare su determinati temi. Poi a chi capiterà di sentirsi sciogliere qualcosa nell'animo (vogliamo chiamarla commozione?), sentirà il dovere di risolvere personalmente la propria mutata condizione.
Io ho avuto da sempre una sorta d'inclinazione a riflettere su certi temi sentendone la responsabilità, quindi tutto ciò che sono divenuto l'ho ottenuto gradualmente, senza rivoluzioni drastiche dall'oggi al domani (piuttosto trattasi di rivoluzione permanente). E comunque parlare del mio caso specifico (se è a questo che alludevi), non credo possa fungere da esempio, perché in un certo senso sono stato favorito (ed io ho assecondato) nello sviluppo di questo percorso tutto rivolto alla sostenibilità (nel senso più largo della sua accezione).
Se invece richiedevi riferimenti da altre fonti, oltre che la rete offre orizzonti meravigliosi, io per oggi potrei suggerire la lettura:
- "L'Anticasta,l'Italia che funziona",un libro per quanti sognano di cambiare il Paese, piuttosto che di cambiare Paese (alcune esperienze dai Comuni Virtuosi). -di M.Boschini e M.Dotti.
- http://www.ilconsapevole.it/articolo.php?id=9101 (la crisi del picco petrolifero affrontato da Cuba)

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BigBossStigazzi
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ho quel libro ed anche un'altro scritto da jacopo fo in cui si elencano tutte le cose che vanno non quelle che non vanno, vedi il mio dubbio persistente è questo anche i tg non fanno che far vedere le sfighe e basta e questo cambia qualcosa? Questo fa sentire piccoli e inutili, induce alla commiserazione e al senso di impotenza, forse se mettessimo una cattiva ed una buona notizia sarebbe meglio, poi questo è il tuo banchetto e ci posti quel che vuoi

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lisandro
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A gentile richiesta da parte di Big (poiché non avrei potuto ignorare il suo suggerimento), stasera segnalo un video che non commuoverà ma neanche un coccodrillo. Sorriso Scemo




eh-eh...magari da sto' banchetto potessi postare quel che vorrei. cool

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lisandro
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Sarei curioso di sapere cosa ne pensate circa gli aspetti denotati nella prima parte del seguente articolo.
Se in questa sede non vi sarà un riscontro, ci si potrebbe spostare in un'altra sezione, proprio per poter meglio dipanare la successione di considerazioni intorno al concetto del tempo.
Nella seconda parte si rimarcano precise valutazioni socio-economiche più o meno diffuse e condivise ( che tra l'altro in questi giorni, se ne fa un qualche accenno nello spazio del "diagramma" nelle pagg. 32 e 33, http://www.lavalledelleco.net/t1370p775-il-diagramma-quotidiano-di-opposizione-globale-per-non-allineati ).


- [...] La grande Rivoluzione che ha cambiato la storia del mondo ha preso le mosse circa otto secoli fa proprio dall’Italia quando si afferma per la prima volta come forte classe sociale la figura del mercante (oggi detto imprenditore) fino ad allora collocata, in tutte le culture d’oriente e di occidente, all’ultimo gradino della gerarchia umana, inferiore, perlomeno eticamente, persino allo schiavo. È la Rivoluzione della percezione del tempo. Si passa dal quieto e statico presente al dinamico e allettante futuro. Lo storico Piero Camporesi esprime così, nel dualismo contadino/mercante, povero/ricco, questo diverso atteggiamento esistenziale: “L’affannoso tempo storico e lineare del mercante misurato sui ritmi della partita doppia, dei tassi di interesse e dell’investimento produttivo, non era il tempo dei contadini, serpentino, ciclico, ritmato dalle stagioni, dai soli e dalle lune… Il povero coniuga i verbi al presente, non conosce le lusinghe ingannevoli del futuro, contrariamente al ricco che costruisce strategie nel tempo tracciando precari piani e ipotetiche prospettive” (Cultura popolare e cultura d’élite fra Medioevo ed età moderna).

Per otto secoli abbiamo inseguito questo futuro orgiastico con accelerazioni sempre più parossistiche che passano per la Rivoluzione industriale e l’odierna globalizzazione che ha coinvolto, per amore o per forza, anche culture che non ne volevano sapere. Ed ora questo futuro è finalmente arrivato. È qui. E si presenta sotto forme spaventose. Un modello che ha puntato tutto sull’economico, rendendo marginali tutte le altre e complesse componenti dell’essere umano, provocando stress, angoscia, nevrosi, depressione, anomia, dipendenza da ogni sorta di droga per avere la forza di tirare avanti, fallisce anche, e proprio, sull’economico. Le crisi si succedono alle crisi. E, invece di rifletterci su, vengono tamponate al solito modo: immettendo nel sistema denaro inesistente, cioè un’ipoteca su un ulteriore futuro tanto sideralmente lontano da essere solo una Fata Morgana. Ma un giorno, vicino, questo trucchetto da magliari non reggerà più. La gente, sia pur confusamente, lo avverte. Un modello basato sulle crescite infinite, che esistono solo in matematica, cioè nell’astrazione, quando non potrà più espandersi imploderà su se stesso. [...]

di Massimo Fini.

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BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
per è fuorviante, nel senso che il sistema è già imploso, di fatto usando come valvola di sfogo i disastri naturali (vedi naomi klein) e le bolle finanziarie, abbiamo il cadavere del capitalismo tenuto in vita artificialmente dalle macchine...stacchiamole!

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lisandro
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Ridere per non piangere:

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lisandro
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lisandro
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Viandante Storico
"Gli esseri umani non si pongono (a meno che non siano educati a farlo fin da piccoli ed abbiano un approccio scientifico E umanistico con le persone e le cose) domande a cui non hanno già le risposte.
Mi spiego: un dato problema si risolve solo salendo ad un ulteriore grado di complessità. Ad ogni problema non risolto si alzano ed aumentano i gradini da salire, cosicché è più semplice lasciarsi andare e lasciar correre. Esattamente come sta accadendo ad una società che avrebbe dovuto ascoltare, riflettere ed agire di conseguenza (almeno) 40 anni fa.
Dopo millenni di antropizzazione, non c’è che entropizzazione e si salveranno solo i più semplici tra i più complessi."


Mi piaceva questo commento scritto in un altro forum che frequento, così ve lo riporto. rolleyss

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