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Io vengo dal mare

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26
Cloroformio

Viandante Residente
Viandante Residente
E della mia, che ne pensi?

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27
Zadig
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Clorofò, hai bisogno di un bidet?

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28
Cloroformio

Viandante Residente
Viandante Residente
Per specchiare come Narciso la mia beltà,
in assenza di uno specchio lacustre,
un bidet è quel che al caso mio si confa.
In alternativa anche un WC, o illustre.

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29
Zadig
avatar
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
allora ti auguro che Royal voglia sviscerare
ciò che di profondo hai da comunicare
affinchè il tuo poetar sia valutato
ed il tuo ano da lui ben lavato...

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30
Jester

Viandante Storico
Viandante Storico
Grazie ,The Royal, per aver illustrato con precisione e parafrasato correttamente, i miei reali pensieri e i miei intenti narrativi...mi fa piacere che ti sia piaciuta...é LA poesia che mi rappresenta in tutto e per tutto...sono davvero contento!

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31
The Royal
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Viandante Storico
Viandante Storico
Cloroformio ha scritto:


E allora tornaci, al mare:
a quanto dici, sai navigare.
Se il pensiero si confonde,
fidati, non è per le onde,
ma per sostanze ricche di "particolarità".

E allora tornaci, al mare:
sai anche cos'è naufragare?
Non è che con tutte 'ste onde,
hai cambiato troppe sponde?
(Insomma, ti piacciono ancora le bionde?)
Su che sponda sta, la tua realtà?

E allora tornaci, al mare:
non dirmi che sai pure cos'è peregrinare?!
Ma sai già tutto, della vita!
Mi pare sia la tua scienza ad essere infinita:
ecco qua l'unica immensità!



Espongo, siccome e' stato chiesto, alcune semplici considerazioni sul testo quotato, il quale fa' da "contraltare" al primo, rilevando che ,mentre nel primo caso il poeta era stato ispirato dal moto dei sentimenti, nel secondo caso, a mio avviso, ci troveremmo di fronte piu' che ad una poesia, ad una sorta di litania determinata da personalissimi motivi tra autori e sostenuta da una palese ironia, oltre che da una buona dose di polemicita'.

Da notare che non uso il termine litania in senso necessariamente negativo.

E allora tornaci, al mare:
a quanto dici, sai navigare.
Se il pensiero si confonde,
fidati, non è per le onde,
ma per sostanze ricche di "particolarità".

Sembra che l'autore voglia relegare l'altro a quel mare da cui egli proviene. Ma qui il mare viene visto come un luogo di isolamento e di perdizione culturale.

E la confusione a livello di pensiero nascerebbe dal fatto di considerare la propria mentalita' come collaudata dalle avversita', proprio per via del mare.

Il termine "particolarita'", viene inteso in senso molto critico e di contrasto.

E allora tornaci, al mare:
sai anche cos'è naufragare?
Non è che con tutte 'ste onde,
hai cambiato troppe sponde?
(Insomma, ti piacciono ancora le bionde?)
Su che sponda sta, la tua realtà?

In questo secondo passaggio abbiamo la conferma indiretta del motivo di polemica che poi diventera' palese successivamente.

Sembra che l'autore dica: Sai che cosa siano veramente le difficolta'? Puoi avocare a te' questa preogativa?

Ed espone alcuni riferimenti invitando il primo poeta a rientrare nella realta'.


E allora tornaci, al mare:
non dirmi che sai pure cos'è peregrinare?!
Ma sai già tutto, della vita!
Mi pare sia la tua scienza ad essere infinita:
ecco qua l'unica immensità!

Infatti nel passaggio finale viene palesato il tema conduttore della litania-polemica: e cioe' la non accettazione morale del secondo autore circa il fatto che il primo poeta possa conoscere le difficolta' della vita.

Il motivo viene direttamente esposto nel versetto :

non dirmi che sai pure cos'è peregrinare?!
Ma sai già tutto, della vita!

"Sai pure cos'e' peregrinare".

Peregrinare: un verbo carico di sacralita' la cui rivendicazione non viene accettata dal secondo autore.

Infatti: Ma sai gia' tutto della vita!

Cioe', appunto il pensiero all'origine della diatriba letteraria.

Quindi, al di la' di quella che e' stata la performance di risposta alla prima poesia rimane un interrogativo di fondo e cioe' come ogni persona si collochi davanti ad un testo altrui e direi che la sorta di botta e risposta in questione renda alquanto bene questa circostanza.

Cosi' come nulla puo' togliere qualcosa al valore intrinseco della prima poesia di cui si e' gia' parlato.

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32
The Royal
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Viandante Storico
Viandante Storico
Jester ha scritto:

si leva dal cazzo
e mirando l'orizzonte
grida a se stesso :
ma io non voglio andà in quel cesso!
io voglio tornare al mare
senza mai piu' naufragare,
piuttosto sorvolare
l'aere rarefatta di luglio
senza alcun imbroglio
senza alcun bavaglio,
senza alcuna ipocrisia
ritrovare il mio mare
e inchinarmi all'ironia
alla potenza della vostra poesia.



Direi che dopo aver analizzato la poesia originaria ed il suo contraltare, sia venuto il momento di riflettere sulla parte finale di questo "trittico" che da un lato e' sicuramente stato pervaso da autentico spirito poetico, ma dall'altro,come gia' detto, pone interrogativi sull'atteggiamento che si possa o si debba avere davanti ad un componimento .

Per quanto riguarda la mia impostazione ribadisco la mia piu' granitica austerita', poiche' una poesia rappresenta sempre i valori piu' intimi e sacri dell'autore-poeta e quindi, un valore o quanto meno un ambito di elevata riflessione non potrebbero mai essere tema di humor, anche se l'humor e' una componente di pregio del sentimento umano.

E quindi l'analisi della terza parte o dell'epilogo di questa catena di risposte.

Questa terza parte presenta subito un merito oggettivo: quello di essere volenti o nolenti al disopra del secondo componimento che ironizzava sul primo, per il semplice motivo che e' il completamento e la naturale risposta di un poeta che si sente in qualche modo infastidito da tutta quella marea letterariamente cabarettistica che si e' abbattuta sul suo primo componimento.

E come osservatori, altro non possiamo rilevare che non possa essere diversamente che cosi'.

E' come se egli stesse dicendo: ho poetato, ho titato fuori dal mio io il mio sentimento piu' appassionato e per tutta una serie di circostanze, mi ritrovo oggetto di un humor la cui motivazione iniziale non sarebbe tanto chiara.

E da qui il risentimento.
Da notare che stiamo solo analizzando e non acuendo una tensione a livello letterario, gia' risolta.

Ed infatti scrive cosi':

si leva dal (.....)
e mirando l'orizzonte
grida a se stesso :
ma io non voglio andà in quel(.....)

Abbiamo semplicemente la legittima reazione a quanto subìto:
una reazione poetata che moralmente pesa di piu'perche' legittimata, o meglio "provocata".

L'indignazione si coglie chiaramente nella terza riga della strofa quando il poeta usa deliberatamente il verbo "gridare".

Io voglio tornare al mare
senza mai piu' naufragare,
piuttosto sorvolare
l'aere rarefatta di luglio
senza alcun imbroglio
senza alcun bavaglio,
senza alcuna ipocrisia

E' interessante l'uso del verbo naufragare che qui viene utilizzato dal poeta come espressione di un naufragio in un certo luogo:il luogo della diatriba letteraria, appunto.

Cio' che aggiunge in seguito, sono secondo me' valutazioni proprie che esualano dalla mia analisi.

ritrovare il mio mare
e inchinarmi all'ironia
alla potenza della vostra poesia.


"Ritrovare il suo mare", cioe' ritornare a quella dimensione originaria in cui il sentimento poetico non era ancora stato guastato dai contrasti.

E quando scrive:"Inchinarmi all'ironia, alla potenza della vostra poesia", prende le distanze, ed al tempo stesso polemizza.

E non avrebbe potuto essere altro che cosi'.
Ma mi sembra proprio che si tratti di una polemica risolta.

Un "trittico" poetico, dunque, che alterna fasi forti (la prima poesia), con fasi in tono minore, (il secondo contraltare),per poi recuperare poeticamente con la terza poesia.

Un "corpus"poetico-letterario sicuramente interessante, ma su cui ogni buon commentatore dovrebbe riflettere.

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33
Cloroformio

Viandante Residente
Viandante Residente
The Royal ha scritto:Espongo, siccome e' stato chiesto, alcune semplici considerazioni sul testo quotato, il quale fa' da "contraltare" al primo, rilevando che ,mentre nel primo caso il poeta era stato ispirato dal moto dei sentimenti, nel secondo caso, a mio avviso, ci troveremmo di fronte piu' che ad una poesia, ad una sorta di litania determinata da personalissimi motivi tra autori e sostenuta da una palese ironia, oltre che da una buona dose di polemicita'.

Da notare che non uso il termine litania in senso necessariamente negativo.

E allora tornaci, al mare:
a quanto dici, sai navigare.
Se il pensiero si confonde,
fidati, non è per le onde,
ma per sostanze ricche di "particolarità".

Sembra che l'autore voglia relegare l'altro a quel mare da cui egli proviene. Ma qui il mare viene visto come un luogo di isolamento e di perdizione culturale.

E la confusione a livello di pensiero nascerebbe dal fatto di considerare la propria mentalita' come collaudata dalle avversita', proprio per via del mare.

Il termine "particolarita'", viene inteso in senso molto critico e di contrasto.

E allora tornaci, al mare:
sai anche cos'è naufragare?
Non è che con tutte 'ste onde,
hai cambiato troppe sponde?
(Insomma, ti piacciono ancora le bionde?)
Su che sponda sta, la tua realtà?

In questo secondo passaggio abbiamo la conferma indiretta del motivo di polemica che poi diventera' palese successivamente.

Sembra che l'autore dica: Sai che cosa siano veramente le difficolta'? Puoi avocare a te' questa preogativa?

Ed espone alcuni riferimenti invitando il primo poeta a rientrare nella realta'.


E allora tornaci, al mare:
non dirmi che sai pure cos'è peregrinare?!
Ma sai già tutto, della vita!
Mi pare sia la tua scienza ad essere infinita:
ecco qua l'unica immensità!

Infatti nel passaggio finale viene palesato il tema conduttore della litania-polemica: e cioe' la non accettazione morale del secondo autore circa il fatto che il primo poeta possa conoscere le difficolta' della vita.

Il motivo viene direttamente esposto nel versetto :

non dirmi che sai pure cos'è peregrinare?!
Ma sai già tutto, della vita!

"Sai pure cos'e' peregrinare".

Peregrinare: un verbo carico di sacralita' la cui rivendicazione non viene accettata dal secondo autore.

Infatti: Ma sai gia' tutto della vita!

Cioe', appunto il pensiero all'origine della diatriba letteraria.

Quindi, al di la' di quella che e' stata la performance di risposta alla prima poesia rimane un interrogativo di fondo e cioe' come ogni persona si collochi davanti ad un testo altrui e direi che la sorta di botta e risposta in questione renda alquanto bene questa circostanza.

Cosi' come nulla puo' togliere qualcosa al valore intrinseco della prima poesia di cui si e' gia' parlato.

In conclusione, mi sento di dire che il valore di questa litania supera nettamente quello della poesia cui risponde. Nettamente.

Condivido ogni signola parola, soprattutto l'ultima frase. Ti ringrazio.

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34
Sogno_infranto
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
ho scritto diverse poesie sul mare,l'adoro il mare
sin da quando ero piccolo c'ho sempre convissuto con questo grande vecchio amico

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35
Leda

Viandante Storico
Viandante Storico
Posso dire che io odio il mare?
Beh, lo dico: IO ODIO IL MARE.

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36
Jester

Viandante Storico
Viandante Storico
certo, sei libera di odiarlo..invece, per me riveste tutta una simbologia e un significato profondi..

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37
Leda

Viandante Storico
Viandante Storico
Jester ha scritto:certo, sei libera di odiarlo..invece, per me riveste tutta una simbologia e un significato profondi..

Già: forse è la profondità che mi spaventa.

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38
Sogno_infranto
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Leda ha scritto:
Jester ha scritto:certo, sei libera di odiarlo..invece, per me riveste tutta una simbologia e un significato profondi..

Già: forse è la profondità che mi spaventa.

a te spaventa tutto ciò che non comprendi,come il racconto stupendo di tua madre

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39
Jester

Viandante Storico
Viandante Storico
invece la profondità del mare, mi fa venire in mente il mistero dei sogni e dell'intelletto umano, due campi che mi piacerebbe studiare piu' a fondo per capirne le essenze e tutto cio' che muove il motore bizzarro chiamato cuore...

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40
Leda

Viandante Storico
Viandante Storico
Sogno_infranto ha scritto:
Leda ha scritto:
Jester ha scritto:certo, sei libera di odiarlo..invece, per me riveste tutta una simbologia e un significato profondi..

Già: forse è la profondità che mi spaventa.

a te spaventa tutto ciò che non comprendi,come il racconto stupendo di tua madre

Piccolo mio, sapessi... ti ripeto: lascia perdere.

Piuttosto osserva come si comportano certi ometti più grandi di te, e impara.

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41
Il piccolo mugnaio
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Viandante Affezionato
Visto che siamo in tema..

Milioni di stelle da ammirare troppo tardi per attender la notte..


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42
Jester

Viandante Storico
Viandante Storico
eh, questa foto mi ricorda molto la mia terra imbarazzo

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43
Il piccolo mugnaio
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Jester ha scritto:eh, questa foto mi ricorda molto la mia terra imbarazzo

Magari è la mia stessa terra..

Comunque sento una puntina di nostalgia nelle tue parole.. è dura lontano da casa.
Da militare in 7 anni avrò fatto si e no in tutto 1 anno fra i miei cari e i miei lidi solitari, sopratutto la notte ci soffrivo.. e l'impossibilità di farmi le mie passeggiate notturne a piedi nudi sulla spiaggia, mi spezzava quello accidenti.

E' dura.. e dura.

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44
Jester

Viandante Storico
Viandante Storico
non lo so...la mia é terra ligure
si, una punta di nostalgia c'é...soprattutto per le cose che potevo fare quando ci abitavo e per le persone che potevo incontrare piu' facilmente...comunque assumo in pieno le mie scelte e vado avanti tranquillamente e serenamente BeautyfulSuina

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