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Cinema e Rivoluzione

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NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
La rivoluzione è un esistenziale fondamentale. Tutti noi dobbiamo passarci, compiendo una radicale trasformazione di ogni aspetto della nostra persona. Questa trasformazione viene attuata tramite un processo di risignificazione dell’acquisito che ci consente di poterlo finalmente chiamare nostro. La sintetizza bene una frase a cui sono molto legata e che credo partorirono in coppia Adorno e Marcuse “Ogni uomo è ciò che fa di ciò che è stato fatto di lui”.
Ogni rivoluzione quindi si consuma entro un margine di ingiustizia necessario. Se conduce ad essa una presa di coscienza, nel momento in cui l’atto si estrinseca questo diviene cieco ed obbediente alla pura necessità di compiersi. Avere ed essere sono questioni di violenza perché si consumano necessariamente nei confronti di altro a cui impongono il proprio bisogno di accadere, che è privato e non comune. L’elemento di necessità è la causa profonda della rivoluzione: l’estrinsecarsi di un bisogno di essere e di avere.
Ciò che accade nella vita di tutti, portandoci ad acquisire un identità che ci appartiene, avviene anche al di fuori di noi. Non accadono diversamente le rivoluzioni storiche. Le parti in causa che agiscono per essere e avere entro lo spazio di ingiustizia rispondono alla logica dell’atto, e sono quindi cieche e violente. L’incoscienza dell’agire regala loro l’illusione che ci sia una parte giusta ed una sbagliata, che ci sino ragioni e giustificazioni affinchè l’ingiustizia necessaria sia.

Dato che ci appartiene intimamente, l’immagine della rivoluzione suscita in noi emozioni profonde.
Non a caso è un tema frequente nel cinema.

Sarebbe bello discutere qui di come la rivoluzione viene rappresentata e recepita, del perché spesso lo stesso episodio in momenti diversi è diversamente rappresentato, e magari del perché è così secondo noi, di quali aspetti emergono all’interno dei vari film, di cosa ne pensiamo noi.


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NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Giù la testa.... (coglione)


Questo film bellissimo esprime perfettamente ciò che io ho provato a dire incartandomi nel mio post di apertura.

Ci sono tre personaggi chiave:
Jaun
Sean
Vileda (mi pare, ma storpiavo sempre il nome)

Il primo è un contadino messicano, che fa il brigante e ha avuto qualche tonnellata di figli con altrettante donne ignote. Tutta la banda a conduzione familiare vive così, come viene, senza pensare. Accoppano e ne fanno di cotte e di crude ingenuamente, soltanto per riempire la pancia e nella loro bestialità si vogliono un gran bene.
Il secondo è un misterioso uomo che viaggia carico di nitroglicerina sulla sua motocicletta scassata. Si scoprirà essere un rivoluzionario irlandese fuggito in america.
il terzo è un ideologo della rivoluzione messicana, benestante, colto e profondamente convinto della levatura morale insita nel combattere la guerra santa dell'ideale libertario e democratico.

Non è un caso se Sean e Juan sono due modi per dire lo stesso nome: John.
Anche Sean è stato un uomo. Aveva una vita e aveva un amico. Poi è arrivata la lotta per la libertà e questa li ha portati a tradirsi, o forse a crederlo soltanto. In ogni caso la causa rivoluzionaria ha delle necessità inaggirabili e la morte divide così i due amici. Sean uccide l'amico che pensava lo stesse tradendo. Questo gli apre gli occhi. Ora vaga, non è nessuno e guarda in silenzio chi ha quella che fù la sua fede. Anche chi vive "al di sotto" di tutto questo gli suscita un certo desiderio di derisione e così trascina Juan nella presa di Mesa Verde. Il povero Juan accetta, anche perchè all'incontro con Sean era stato il suo primo pensiero. Il punto è che Mesa Verde non è più una Banca, e il povero Juan si trova così trascinato con l'inganno nella rivoluzione.
Juan è quello che Sean forse non è mai stato, ma che in parte avrebbe potuto essere. E' la voce dei veri bisogni delle persone contrapposta alla disumanizazione del raziocino. Juan riporta tutto ai minimi termini restituendo alle cose la loro verità.
L'oscuro ideologo, che tutto decide e mai si sporca le mani è diametralmente opposto a Juan con cui non riesce a comunicare e che disprezza.
Sarà lui a tradire appena posto di fronte alla paura.
Soltanto nel momento della morte, che Sean lo lascia libero di scegliere se appracciare o meno trova forse un minimo di consapevolezza o forse muore soltanto con la prercezione devastante dell'assurdità di tutto, chiara in quegli occhi sbarrati prim dello schianto del treno.
Sean trova il suo riscatto, o forse soltanto un modo per andarsene.
Resta Juan, ormai diverso e senza la sua banda di figli.




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fantasma76
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Viandante Storico
Viandante Storico
rivoluzione è il movimento ciclico (in genere con traiettoria ellittica) che un pianeta o un altro corpo celeste compie attorno a un centro di massa.

In parole povere si parte da un punto, si fa una rivoluzione, e si torna allo stesso punto, sarà mica fatica sprecata?



"Tutto cambia affinché nulla cambi"

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BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
le rivoluzioni sono giustamente movimenti, di cose di persone di pianeti ma i movimenti sono contemporanei ed uno dentro l'altro per cui siamo persone che cambiano in un mondo che cambia in una realtà che cambia ed oltre al cambiamento reale c'è il cambiamento percepito da ciascuno di sè e degli altri ... a volte questi "giri" si trovano casualmente ma un casualmente frattale da teoria del caos ad agire su di un medesimo perno, una riuscita metafora filmica:



l'uomo che cadde sulla terra è il fulcro del repentino sviluppo tecnologico terrestre e della propria corruzione morale, dell'asservimento indotto ad un piacere edonistico nell'impossibilità di salvare la propria famiglia e la propria specie...

quest'uomo, questo artista così vicino all'androgino per scelta e vocazione rappresenta sempre la crisi e la caduta in un'ottica rivoluzionaria (vedi furyo, vedi miriam si sveglia a mezzanotte and so on)

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galadriel
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@BIGbossSTIGAZZI ha scritto:le rivoluzioni sono giustamente movimenti, di cose di persone di pianeti ma i movimenti sono contemporanei ed uno dentro l'altro per cui siamo persone che cambiano in un mondo che cambia in una realtà che cambia ed oltre al cambiamento reale c'è il cambiamento percepito da ciascuno di sè e degli altri ...


Una spirale che fa girare la testa.
Ma ci si può fermare? si può?

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6
BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
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l'unico modo di fermarsi è accettare di cadere, ossia girare alla stessa velocità e nella stessa direzione del mondo allora puoi considerarti fermo, ma la vita è movimento ...

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Automaalox
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Viandante Storico
Viandante Storico
La fattoria degli animali



Le rivoluzioni falliscono sempre perchè sono fatte dal popolo, e il popolo è stupido e ignorante. Se il popolo capisse quanto è stupido e ignorante si vergognerebbe di ciò, anzichè pretendere di avere un opinione su tutto, soprattutto su chi lo deve governare.

L'unica rivoluzione che ha funzionato è stata quella scientifica (fatta dai geni) dalla quale il popolo ha ricavato benefici senza neanche capire perchè.

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BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
le rivoluzioni sono il cambiamento e non falliscono mai nel senso che il cambiamento avviene, ma dopo chi ha conquistato il potere tende a replicare i gesti e i rituali del potere per cui il dopo rivoluzione fallisce perchè si ritorna allo status quo, l'uomo non è ancora stato in grado di produrre un dopo rivoluzione che mantenga le promesse delle rivoluzioni, ma questo è il potere del potere: corrompere.

Il popolo bue è una scusa per amanti delle dittature

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