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A partire dal mito della caverna .......

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1
NinfaEco
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L'Eco della Valle mi ha ispirato una discussione, che tento di scrivere alla faccia di questo mal di testa.

Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio.
La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.
(Platone)


Probabilmente, questa frase è in relazione con quell'insieme di idee che confluiscono nel Mito della Caverna.
A me colpì molto.

Il mito racconta la condizione del prigioniero, costretto a vivere in una caverna con le spalle rivolte all'uscita. Fuori dalla caverna c’è un muro ad altezza uomo dietro al quale camminano persone che portano sulla testa statuette raffiguranti oggetti di vario genere, queste persone parlano e il loro eco rimbomba nella caverna. Dietro questi individui vi è un fuoco intenso che proietta nella parete della grotta davanti agli uomini legati le immagini degli oggetti.
Non avendo potuto vedere nient’altro, il prigioniero crede che le ombre siano la realtà. Un prigioniero però si libera e si volta; vede perciò le statuette e si accorge che sono più reali delle ombre; poi esce dalla grotta, oltrepassa il muro e inizialmente è accecato dalla luce del sole. Poi si guarda intorno e nota che tutto è più vero degli oggetti che sono proiettati ed infine si accorge che è il sole che da significato a tutto.

Bene.
Non stiamo a disquisire su cosa intendeva Platone.
La filosofia, per chi non lo avesse capito è sempre un pretesto.

Voi, siete i prigionieri.
Cosa sono la caverna? Cosa cono le ombre? Cosa sono le statuette e i loro portatori? cos'è la prigionia?
cos'è il sole?
Cosa si prova a vedere il mondo fuori?
Parlatemi della paura del prigioniero e del complesso gioco dii interessi che ruota intorno alla caverna.
Ditemi cosa rende prigionieri e cosa libera, o cosa ancora incatena per sempre
le persone.... oggi o in generale.... fate voi


P.s.
Spero di essere stata abbastanza breve da non perdermi per strada Liquirizia.

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2
Zadig
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Non vedo l'ora di leggere un autorevole parere e commento di pirlmanpirl...
Lui ne sa.

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3
NinfaEco
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Zadig ha scritto:Non vedo l'ora di leggere un autorevole parere e commento di pirlmanpirl...
Lui ne sa.

Tu no?

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4
Zadig
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NinfaEco ha scritto:
Zadig ha scritto:Non vedo l'ora di leggere un autorevole parere e commento di pirlmanpirl...
Lui ne sa.

Tu no?
io no.
So solo che nelle caverne ci vivo.

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5
NinfaEco
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Zadig ha scritto:
NinfaEco ha scritto:
Zadig ha scritto:Non vedo l'ora di leggere un autorevole parere e commento di pirlmanpirl...
Lui ne sa.

Tu no?
io no.
So solo che nelle caverne ci vivo.

Sorriso Scemo Ok orso yoghi.... dicci di più sulla tua caverna acciocchè possa inviarti uno stuolo di bracconieri sodomiti....


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6
NinfaEco
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sad sad Ogni volta che apro un thread,
Zazà me lo mette in disordine e poi non viene più nessuno....

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7
Magonzo
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Viandante Storico
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vabbè, per me il mito della caverna si sostanzia nelle famose foto della Ninfa, di cui tutti parlano ma che io non ho mai potuto vedere; resterei abba(gl)iato ?

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8
BigBossStigazzi
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Voi, siete i prigionieri.
Cosa sono la caverna? Cosa cono le ombre? Cosa sono le statuette e i loro portatori? cos'è la prigionia?
cos'è il sole?
Cosa si prova a vedere il mondo fuori?
Parlatemi della paura del prigioniero e del complesso gioco dii interessi che ruota intorno alla caverna.
Ditemi cosa rende prigionieri e cosa libera, o cosa ancora incatena per sempre
le persone.... oggi o in generale.... fate voi


non conoscevo questo mito ma mi pare imparentato con il muro dei pink floyd...
io sono prigioniero? vero, bisogna capire di cosa, da chi

sono stato libero ed ero sempre prigioniero, per cui direi che le grotte sono delle matrioske, le gabbie sono infinite, anche se mi liberassi di tutti gli altri da me, avrei sempre la gabbia dei miei condizionamenti,
anche se mi liberassi dei miei condizionamenti avrei la gabbia del mio ego che gonfiandosi a dismisura occuperebbe tutto lo spazio s-finito,
se mi liberassi dell'ego che esplode come un palloncino galleggerei perdendo il mio io e tutte quelle stratificazioni che compongono la mia personalità e quindi i ricordi, le esperienze trovandomi in un nulla nullificante che continua ad essere una gabbia infinità di quell'esistenza che resterebbe in me...

il sole è la luce, le ombre la prova dell'esistenza delle cose, ma c'è qualcuno di voi che ha presente che i COLORI SONO UN INGANNO? sarà che dipingendo me lo sono posto molto tempo fa, le cose non hanno colori, la luce riflessa sulle superfici e catturata dall'occhio, ribaltata due volte e ricreata sullo schermo della mente crea l'illusione dei colori, ma le cose non hanno colori, la sostanza?
c'è spazio fra protoni ed elettroni e nucleo, spazio vuoto, se io potessi penetrare in quello spazio vuoto come penetro nell'aria o nell'acqua la mano sinistra potrebbe penetrare nella mano destra o nel mio petto, non cado attraverso il mondo che non cade nello spazio in base ad attrazioni e repulsioni atomiche il mio corpo è tenuto insieme da vincoli nel vuoto, non da una sostanza compatta come appare all'occhio (infatti l'atomo significa indivisibile ... prima dell'invenzione del microscopio e dell'atomica)...per questo gli antichi parlavano dei veli del maya, veli di una cipolla infinita che si sfogliano: la realtà è un inganno dei sensi e sapendolo è una scelta considerarla ancora realtà, le persone alla luce del sole non sono più reali delle loro ombre.

Stigazzi ha parlato augh

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9
euvitt
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Viandante Storico
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quando il sole sorge le ombre nascono e l’essere conosce la differenza tra il Sé
e gli eventi nell’universo. Nessun vento sposta le ombre

Le ombre vengono dalla luce, il buio permette la luce,
e fu la luce...quindi il buio esisteva prima della luce

barzelletta zen:

un ubriaco a pecoroni cercava qualcosa sotto un lampione
lo vedono due carabinieri - che stai facendo?
-sssto scercando le chiavi di casa !
-ma le hai perse qui?
no...mi sono cadute laggiù (indica una zona buia)
-e perché le cerchi qui?
- perché lì non ci vedo

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10
Automaalox
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Viandante Storico
Viandante Storico
Le persone non sono prigioniere, hanno dei limiti intrinseci. Al limite sono prigioniere della loro condizione, come un uomo senza gambe sarebbe prigioniero della sua invalidità.

Guardano le ombre perchè sono l'unica cosa che possono percepire e comprendere, poichè la realtà è troppo complicata; in questo modo possono illudersi di percepire e comprendere tutto. Non solo, le persone guardano solo le ombre che vogliono vedere, quelle cioè che assecondano la loro percezione del mondo.

E poi parlano tra loro e dicono cose tipo: "Ritengo quell'ombra offensiva, quindi non la voglio vedere e pretendo che venga rinchiusa nelle tenebre" oppure "Quell'ombra mi indigna perchè ha una forma diversa da quelle che sono disposto a tollerare".

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11
Zadig
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
NinfaEco ha scritto: sad sad Ogni volta che apro un thread,
Zazà me lo mette in disordine e poi non viene più nessuno....
si è diffuso che ho le piattole? Chi ha spifferato il mio segreto?

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12
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Magonzo ha scritto:vabbè, per me il mito della caverna si sostanzia nelle famose foto della Ninfa, di cui tutti parlano ma che io non ho mai potuto vedere; resterei abba(gl)iato ?
Chi ne parla? Suspect
BIGbossSTIGAZZI ha scritto:
sono stato libero ed ero sempre prigioniero, per cui direi che le grotte sono delle matrioske, le gabbie sono infinite, anche se mi liberassi di tutti gli altri da me, avrei sempre la gabbia dei miei condizionamenti,
anche se mi liberassi dei miei condizionamenti avrei la gabbia del mio ego che gonfiandosi a dismisura occuperebbe tutto lo spazio s-finito,
se mi liberassi dell'ego che esplode come un palloncino galleggerei perdendo il mio io e tutte quelle stratificazioni che compongono la mia personalità e quindi i ricordi, le esperienze trovandomi in un nulla nullificante che continua ad essere una gabbia infinità di quell'esistenza che resterebbe in me...

il sole è la luce, le ombre la prova dell'esistenza delle cose, ma c'è qualcuno di voi che ha presente che i COLORI SONO UN INGANNO? sarà che dipingendo me lo sono posto molto tempo fa, le cose non hanno colori, la luce riflessa sulle superfici e catturata dall'occhio, ribaltata due volte e ricreata sullo schermo della mente crea l'illusione dei colori, ma le cose non hanno colori, la sostanza?
c'è spazio fra protoni ed elettroni e nucleo, spazio vuoto, se io potessi penetrare in quello spazio vuoto come penetro nell'aria o nell'acqua la mano sinistra potrebbe penetrare nella mano destra o nel mio petto, non cado attraverso il mondo che non cade nello spazio in base ad attrazioni e repulsioni atomiche il mio corpo è tenuto insieme da vincoli nel vuoto, non da una sostanza compatta come appare all'occhio (infatti l'atomo significa indivisibile ... prima dell'invenzione del microscopio e dell'atomica)...per questo gli antichi parlavano dei veli del maya, veli di una cipolla infinita che si sfogliano: la realtà è un inganno dei sensi e sapendolo è una scelta considerarla ancora realtà, le persone alla luce del sole non sono più reali delle loro ombre.

Stigazzi ha parlato augh

Augh.
Grande Capo hai appena meritato la mia devozione incondizionata.

E' esattamente così, le prigioni sono matrioke, ed in questo sta la difficoltà nel determinare l'identità dei carcerieri e la qualità della nostra segregazione.
Ad un primo livello c'è il mondo degli altri, con i suoi condizionamentiu spesso palesemente assurdi. La prima cosa che si fa, appena ci si ende conto di essere in prigione è credere che i carcerieri siano gli altri. E' un passo, perchè significa prendere posizione rispetto al nostro mondo, cioè decidere chi essere... perchè noi siamo ciò che facciamo nel mondo comune, accettando di risponderne. Ogni gesto acquista valenza all'interno di un sistema differenziali di significati a cui fanno capo pratiche comuni, che in-formano e per-formano valori anch'essi comuni. Quando faccio, sono e attraverso l'insieme del mio fare acquisisto un identità. Liberarsi della prima prigione significa accettare su di se questo onere e determinarsi con i propri atti sotto gli occhi degli ltri.
Però è solo il primo passo, perchè se è vero che ciò che siamo emnerge sempre sullo sfondo di un sistema di differenze, è anche vero che l'identità non è qualcosa di relativo. Finchè mi limito a crede che i miei carcerieri siano gli altri io dipendo da loro e quindi resto in carcere, anche se li contesto.Per fare questo occorre riconoscere il muro della seconda prigione: gli altri in noi.
Dobbiamo riappropriarci di ciò di cui ci hanno nutrito risignificandolo.
Poi viene l'ultima fatica eternamente incompiuta, convivere con la prigione che siamo noi. Questa prigione non si abbatte, ma si modella. Generalmente invece giunti a questo punto la si prende a cornate. Male. Ci si logora. Dobbiamo perdonarci e accettare che non siamo perfetti. In questo modo ci permetteremo di sbagliare e agendo potremo migliorarci.

L'altro punto che tocchi è anch'esso prezioso: non tutte le prigioni sono cattive. E' vero.
La vita stessa accade solo entro vincoli e soltanto attraverso di essi possiamo viverla. Ad un livello base ci sono i vincoli spazio temporali, ad altri livelli altri. C'è solo da distinguere l'essenziale dall'inessenziale, che è la maggior parte delle nostre sbarre e ciò che ci reca davvero dolore. Il resto invece è come un quadro: abbiamo i colori a olio ? non lagnamoci di non avere i gessetti e vediamo di scoprire che si può fare di bello con l'olio.
Il nome dei limiti essenziali è vita, e l'infinito piacere di non poterli superare si chiama futuro.

E qui i tuoi due discorsi secondo me si collegano: il limite "buono" e l'ultima matrioska.


Augh
Piccola Squaw


automaalox ha scritto:Le persone non sono prigioniere, hanno dei limiti intrinseci. Al limite sono prigioniere della loro condizione, come un uomo senza gambe sarebbe prigioniero della sua invalidità.

Guardano le ombre perchè sono l'unica cosa che possono percepire e comprendere, poichè la realtà è troppo complicata; in questo modo possono illudersi di percepire e comprendere tutto. Non solo, le persone guardano solo le ombre che vogliono vedere, quelle cioè che assecondano la loro percezione del mondo.

E poi parlano tra loro e dicono cose tipo: "Ritengo quell'ombra offensiva, quindi non la voglio vedere e pretendo che venga rinchiusa nelle tenebre" oppure "Quell'ombra mi indigna perchè ha una forma diversa da quelle che sono disposto a tollerare".


Anche.
Credo sia l'ultima matrioska di cui parla Big Boss.
E' il limite entro cui migliorarsi.

La realtà è complicata e le ombre sono un modo per semplificare l'atto necessario di orientarci al suo interno.
Vero anche questo.
Resta da vedere se sia un atto consapevole o meno, e se il beneficio superi il costo.
A volte forse serve, ma molto spesso no... secondo me.
La cosa triste è che le ombre a cui si assegna consapevolmente il nome di realtà, spesso diventano i nostri stessi fantasmi ( o li esprimono) perchè il problema non sono le ombre ma il nostro atto che le pone.



Ho cercato di essere sintetica.
Lo giuro.

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13
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Zadig ha scritto:
NinfaEco ha scritto: sad sad Ogni volta che apro un thread,
Zazà me lo mette in disordine e poi non viene più nessuno....
si è diffuso che ho le piattole? Chi ha spifferato il mio segreto?

Io,
in cambio di un contratto con la Bayer.

Tu sei il testimonial.
Quindi avrai un 10% sui profitti.

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14
Zadig
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
ti mando numero c/c, ABI e CAB.
E vedi di essere puntuale nei pagamenti, che devo arredare casa.

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NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Zadig ha scritto:ti mando numero c/c, ABI e CAB.
E vedi di essere puntuale nei pagamenti, che devo arredare casa.

la caverna vorrai dire....

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