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bar abba

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BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
tratto da David Donnini - Cristo una Vicenda Storica da riscoprire Erre Emme - 1994.

[...]

Il racconto ci testimonia di una certa difficoltà, da parte dei sinedriti, a formulare un preciso capo d'accusa cui potesse seguire un verdetto di morte. Sarebbero stati chiamati testimoni diversi che non avrebbero raggiunto lo scopo; nemmeno le domande rivolte a Gesù avrebbero portato a qualche risultato, dal momento che l'accusato si era rifugiato nel silenzio.

Ad un certo punto lo stesso Caifa sarebbe intervenuto, col preciso scopo di sbloccare la situazione:

- Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio?

- avrebbe chiesto al prigioniero.

Caifa sapeva che il titolo attribuito all'imputato dai suoi seguaci era mashiah Jeshu bar Abbà, che in greco è reso dall'espressione Ιησους Χριστος υιος του Θεου, in latino da Iesus Christus, filius Patri, e in italiano da Gesù Cristo, figlio del Padre (o di Dio).

Penso che sia interessante sapere che l'espressione Figlio di Dio corrisponde all'aramaico bar Abbà (letteralmente figlio del Padre), così straordinariamente somigliante, per non dire identico, al nome Barabba. In effetti, come tutti sanno, gli ebrei non possono pronunciare il nome del Signore, reso per scritto dal tetragramma JHWH, e che tale tabù è talmente tassativo che nessuno conosce quale fosse anticamente la corretta pronuncia di quel nome. E' per questo motivo che i sostitutivi erano numerosi e necessari, cosicché Dio veniva chiamato Eloah, Adonai, Abbà...

In particolare la parola Abbà sembra essere stata la preferita da Gesù e dai suoi seguaci, dal momento che la parola Padre ricorre nella narrazione evangelica più spesso della parola Dio: "Abbà, Padre! Tutto è possibile per te.".

Gli evangelisti hanno sicuramente giocato in maniera equivoca sull'espressione bar Abbà, proponendola nella forma Βαραββας (= Barabba),così come altre volte hanno giocato sulle espressioni barjona, nazoraios, cananites, o sui nomi Tommaso, Taddeo, ecc...

Stando a quanto ci dicono i Vangeli sinottici, Gesù, alla domanda rivoltagli da Caifa, cessando finalmente il suo silenzio avrebbe risposto affermativamente:

- Tu stesso lo dici, io sono il Cristo, il bar Abbà (cioè il Figlio di Dio) -

continuando con una citazione dalle scritture. E, con questo, si sarebbe giocato la vita.

[...]


Il ballottaggio: o Cristo o Barabba.

Allorchè Gesù fu ricondotto al pretorio, il dibattimento riprese ma con una importante caratteristica: praticamente fu trasformato nel ballottaggio fra due prigionieri, Gesù e Barabba.

Dobbiamo riflettere attentamente su questo fatto: improvvisamente, accanto a Gesù, comparve sul banco degli imputati un altro personaggio, un uomo che la tradizione ci ha abituato a considerare come un brigante, un criminale che aveva commesso un omicidio.

Per quale motivo quest'uomo avrebbe dovuto comparire insieme al Cristo, nello stesso processo istruito con urgenza e in condizioni di irregolarità, durante la festa (sinottici) o la preparazione della festa (quarto Vangelo)?

Gesù era stato catturato con una procedura di grave emergenza, mobilitando in piena notte una coorte di soldati sul monte degli ulivi; dunque egli era un prigioniero di grande importanza che, evidentemente, meritava questo genere di attenzione.

E Barabba? Chi era questo personaggio? E per quale motivo, fra i prigionieri che in quel momento si trovavano a languire nelle carceri di Gerusalemme, era stato scelto per affiancare Gesù in quel processo?

Normalmente si risponde dicendo che Pilato era "obbligato" a rilasciare un prigioniero in occasione della festa ebraica; per questo motivo Barabba, dal più totale anonimato, è salito agli onori della storia.

La spiegazione ha la stessa aria di quella secondo la quale gli ebrei avrebbero dovuto consegnare Gesù a Pilato perché impossibilitati ad eseguire le sentenze di morte; uno stratagemma escogitato per sostenere la tesi della non responsabilità del procuratore romano; anzi, come vedremo, per ricoprire gli ebrei di colpa e di vergogna. Infatti nessuno storico ha mai testimoniato l'esistenza di una usanza del genere
.

L'amnistia, come istituto giuridico, esisteva, ma non aveva certo i caratteri descritti nel caso di Barabba. Si praticavano le amnistie in occasione delle feste romane, non delle feste religiose degli altri popoli; i beneficiati erano scelti dalle autorità e non acclamati dal popolo; e infine le amnistie riguardavano i reati minori, non quelli di ribellione ed omicidio. Inoltre, al di là di ogni considerazione di legittimità del fatto, ci sono le considerazioni di verosimiglianza: se Pilato non avesse voluto condannare Gesù, ma Barabba, avrebbe forse dovuto chiedere il permesso al popolo? Avrebbe dovuto cedere alle sue insistenze, facendo condannare un innocente pur di evitare l'insurrezione di coloro che volevano vedere Gesù crocifisso? Ma da quale parte stava la gente? Non si era dovuto arrestare Gesù di notte, sul monte degli ulivi, proprio per il motivo opposto, cioè perché, secondo l'interpretazione tradizionale, non si volevano provocare disordini da parte del popolo?

Dunque gli ebrei, gli stessi che erano accorsi ad osannarlo come Messia di Israele, erano con Gesù, non contro Gesù. Eppure, nella scenografia del processo, noi vediamo il procuratore romano che difende l'accusato dichiarando pubblicamente di non riconoscere alcuna colpa nel suo operato, mentre a questa clemenza si oppone il furore di una folla imbestialita che urla:

- Crocifiggilo! A morte costui! -,

e così gli ebrei acquistano definitivamente l'immagine di una banda di bruti su cui ricade la totale e infame responsabiltà della morte di Gesù.
Ma torniamo ai due imputati del processo, Gesù e Barabba. Chi era, dunque, il fortunato a cui sarebbe stato indirizzato il grande favore della folla?

L'autore del Vangelo secondo Marco scrive:

"Un tale chiamato Barabba si trovava in carcere insieme ai ribelli che nel tumulto avevano commesso un omicidio".

Due cose vogliamo notare: la prima è che c'era stato un tumulto ed anche dei ribelli, la seconda è che Barabba, per come viene presentato, non sembra essere l'autore dell'omicidio, altrimenti il testo avrebbe detto "aveva commesso" e non "avevano commesso".

L'autore del Vangelo di Matteo scrive:

"Avevano in quel tempo un prigioniero famoso [...], detto Barabba [...]".

Ho inserito delle parentesi quadre che corrispondono ad importanti omissioni di testo nelle versioni e nelle traduzioni moderne. Infatti, in alcune versioni più antiche del Vangelo di Matteo, il passo in questione può essere letto come segue:

"ειχον δε τοτε δεσμον επισεμον Іεσουν Βαραββαν, οστις ην δια στασιν τινα γενομενην εν τη πολει και φονον βεβλημενος εις φυλακην"

che si traduce così:

"Avevano in quel tempo un prigioniero famoso, Gesù Barabba, il quale era stato messo in carcere in occasione di una sommossa scoppiata in città e di un omicidio".



Il passo del Vangelo secondo Matteo, tratto dal "Novum Testamentum Graece et Latine", in cui Barabba è chiamato Gesù Barabba

E' semplicemente sorprendente! Abbiamo scoperto una vera e propria bomba capace di far saltare in aria tutta l'interpretazione tradizionale della vicenda di Gesù Cristo.

L'espressione Jeshu bar Abbà, come già sappiamo, significa Gesù il Figlio di Dio. Chi era dunque l'uomo che le versioni moderne del Vangelo chiamano Barabba, censurandone il nome proprio e cercando di presentarlo come un brigante?

In realtà, così come il Vangelo di Marco non dice affatto che Barabba fosse un brigante, neanche quello di Matteo lo dice; anzi, affermando che costui era stato arrestato in occasione di quel tumulto e di quell'omicidio a cui fa cenno anche Marco, non dà affatto l'impressione che Barabba fosse uno degli insorti né, tantomeno, l'omicida.

Il Vangelo di Luca contiene una frase identica a quella omessa dal testo di Matteo, ma essa viene tradotta comunemente in modo assai scorretto; per esempio una versione assai comune del Nuovo Testamento, che si definisce "traduzione interconfessionale in lingua corrente", la riporta nei seguenti termini:

"...era in prigione perché aveva preso parte ad una sommossa del popolo in città ed aveva ucciso un uomo...".

Ora le parole grece "dia stasin tina" possono essere tradotte con "in occasione di una sommossa", "poiché c'era stata una sommossa", "nel luogo della sommossa", ma non si potrà mai dire che egli aveva preso parte alla sommossa, e neanche che aveva ucciso un uomo. I Vangeli sinottici non hanno mai affermato che Barabba fosse un brigante; al contrario, ci danno tanti buoni motivi per credere che non lo fosse. Ci dicono, tra l'altro, che costui non era uno sconosciuto ma un personaggio famoso, e ci permettono di sapere il suo vero nome: Gesù.

Che significa tutto ciò?

E' possibile che ci fossero due uomini sotto processo, protagonisti di uno strano ballottaggio per la scarcerazione, che avevano lo stesso nome, Gesù, ed anche lo stesso titolo, Figlio di Dio?
Dobbiamo assolutamente riconoscere che queste omonimie e queste incongruenze rivelano l'esistenza di un trucco finalizzato a nascondere alcuni importanti aspetti del processo a Gesù che, evidentemente, i redattori dei Vangeli e i successivi ritoccatori non volevano trasmettere.

Non dimentichiamo la preoccupazione principale dei redattori evangelici, cioè l'intento di spoliticizzazione: il Cristo dei cristiani (non il messia dei giudei) non doveva avere niente a che fare con la lotta politica degli ebrei contro il dominio imperiale di Roma. Doveva apparire come un personaggio assolutamente innocente, che i perfidi ebrei avevano voluto morto, e che i romani avevano anche cercato di salvare.

Su queste poche righe del racconto della passione siamo costretti a soffermarci a lungo, dal momento che esse contengono la principale operazione di contraffazione storica effettuata dagli evangelisti.

[...]

Possiamo allora sospettare ragionevolmente che i redattori del racconto della passione di Cristo, pressati dalle esigenze ideologiche e dottrinarie di cui abbiamo già parlato, abbiano operato degli scambi di ruoli e di personaggi, affinché la figura di Gesù Cristo risultasse completamente innocente, i romani non responsabili della sua morte e gli ebrei totalmente responsabili. Anzi, vista la censura sul nome proprio di quello che era chiamato bar Abbà, siamo anche pienamente autorizzati a credere che tale operazione di scambio sia da estendere ai nomi,

[...]

attribuendo il nome Gesù non a quello che, durante il processo romano, era stato definito in greco λεγομενος Χριστος (chiamato Cristo), ma a quello che era stato definito λεγομενος Βαραββας (chiamato bar Abbà), come del resto ci è esplicitamente testimoniato dalla variante che abbiamo trovato sul Novum Testamentum Graece et Latine.




questo spiegherebbe le due diverse genealogie e un sacco di incongruenze per parlare di un uomo di carta, costruito sulla carta e nel mito

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hakimsanai43
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Se non esistesse la religione cristiana,nella lingua ebraica,bar-Abba significherebbe: Figlio del Padre nel senso di Figlio di Dio Padre e tutto finirebbe lì.
Ma gli pseudo cristiani devono negare l'evidenza inventando mille spiegazioni su quel bar-Abba.

Mia zia Gigliola mi dice ogni tanto che io sono un Barabba.

E io:"Grazie zia,non merito tanto."

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BigBossStigazzi
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purtroppo non si possono scegliere i nipoti Sorriso Scemo Sorriso Scemo Sorriso Scemo

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4
hakimsanai43
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Mia zia Gigliola è una cittadina di serie C,e lo sa perchè glielo dico sempre,mentre io sono cittadino di serie A.
Chi ha fatto questa distinzione? Io o Madre Natura?
Mia zia lo sa chi è stato!

Domanda con ricchi premi:come mai mia zia ha 4 anni meno di me?
scratch scratch scratch

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5
BigBossStigazzi
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non è necessario parlare quando non si niente da dire...
ah beh sei tu ok...hai ragione!

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6
PorceDi
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Viandante Storico
@hakimsanai43 ha scritto:Domanda con ricchi premi:come mai mia zia ha 4 anni meno di me?
scratch scratch scratch
Semplice: perché tu hai 4 anni più di lei.
Correggimi se non è vero.

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BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
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no perchè è padre di suo padre!

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hakimsanai43
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Viandante Storico
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@PorceDi ha scritto:
@hakimsanai43 ha scritto:Domanda con ricchi premi:come mai mia zia ha 4 anni meno di me?
scratch scratch scratch
Semplice: perché tu hai 4 anni più di lei.
Correggimi se non è vero.
Sorriso Scemo
Ma perchè mio zio ha venduto la vecchia moglie e si è comperato una Ruby come Berlusconi!!
Sorriso Scemo

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BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@BIGbossSTIGAZZI ha scritto:tratto da David Donnini - Cristo una Vicenda Storica da riscoprire Erre Emme - 1994.

[...]

Il racconto ci testimonia di una certa difficoltà, da parte dei sinedriti, a formulare un preciso capo d'accusa cui potesse seguire un verdetto di morte. Sarebbero stati chiamati testimoni diversi che non avrebbero raggiunto lo scopo; nemmeno le domande rivolte a Gesù avrebbero portato a qualche risultato, dal momento che l'accusato si era rifugiato nel silenzio.

Ad un certo punto lo stesso Caifa sarebbe intervenuto, col preciso scopo di sbloccare la situazione:

- Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio?

- avrebbe chiesto al prigioniero.

Caifa sapeva che il titolo attribuito all'imputato dai suoi seguaci era mashiah Jeshu bar Abbà, che in greco è reso dall'espressione Ιησους Χριστος υιος του Θεου, in latino da Iesus Christus, filius Patri, e in italiano da Gesù Cristo, figlio del Padre (o di Dio).

Penso che sia interessante sapere che l'espressione Figlio di Dio corrisponde all'aramaico bar Abbà (letteralmente figlio del Padre), così straordinariamente somigliante, per non dire identico, al nome Barabba. In effetti, come tutti sanno, gli ebrei non possono pronunciare il nome del Signore, reso per scritto dal tetragramma JHWH, e che tale tabù è talmente tassativo che nessuno conosce quale fosse anticamente la corretta pronuncia di quel nome. E' per questo motivo che i sostitutivi erano numerosi e necessari, cosicché Dio veniva chiamato Eloah, Adonai, Abbà...

In particolare la parola Abbà sembra essere stata la preferita da Gesù e dai suoi seguaci, dal momento che la parola Padre ricorre nella narrazione evangelica più spesso della parola Dio: "Abbà, Padre! Tutto è possibile per te.".

Gli evangelisti hanno sicuramente giocato in maniera equivoca sull'espressione bar Abbà, proponendola nella forma Βαραββας (= Barabba),così come altre volte hanno giocato sulle espressioni barjona, nazoraios, cananites, o sui nomi Tommaso, Taddeo, ecc...

Stando a quanto ci dicono i Vangeli sinottici, Gesù, alla domanda rivoltagli da Caifa, cessando finalmente il suo silenzio avrebbe risposto affermativamente:

- Tu stesso lo dici, io sono il Cristo, il bar Abbà (cioè il Figlio di Dio) -

continuando con una citazione dalle scritture. E, con questo, si sarebbe giocato la vita.

[...]


Il ballottaggio: o Cristo o Barabba.

Allorchè Gesù fu ricondotto al pretorio, il dibattimento riprese ma con una importante caratteristica: praticamente fu trasformato nel ballottaggio fra due prigionieri, Gesù e Barabba.

Dobbiamo riflettere attentamente su questo fatto: improvvisamente, accanto a Gesù, comparve sul banco degli imputati un altro personaggio, un uomo che la tradizione ci ha abituato a considerare come un brigante, un criminale che aveva commesso un omicidio.

Per quale motivo quest'uomo avrebbe dovuto comparire insieme al Cristo, nello stesso processo istruito con urgenza e in condizioni di irregolarità, durante la festa (sinottici) o la preparazione della festa (quarto Vangelo)?

Gesù era stato catturato con una procedura di grave emergenza, mobilitando in piena notte una coorte di soldati sul monte degli ulivi; dunque egli era un prigioniero di grande importanza che, evidentemente, meritava questo genere di attenzione.

E Barabba? Chi era questo personaggio? E per quale motivo, fra i prigionieri che in quel momento si trovavano a languire nelle carceri di Gerusalemme, era stato scelto per affiancare Gesù in quel processo?

Normalmente si risponde dicendo che Pilato era "obbligato" a rilasciare un prigioniero in occasione della festa ebraica; per questo motivo Barabba, dal più totale anonimato, è salito agli onori della storia.

La spiegazione ha la stessa aria di quella secondo la quale gli ebrei avrebbero dovuto consegnare Gesù a Pilato perché impossibilitati ad eseguire le sentenze di morte; uno stratagemma escogitato per sostenere la tesi della non responsabilità del procuratore romano; anzi, come vedremo, per ricoprire gli ebrei di colpa e di vergogna. Infatti nessuno storico ha mai testimoniato l'esistenza di una usanza del genere
.

L'amnistia, come istituto giuridico, esisteva, ma non aveva certo i caratteri descritti nel caso di Barabba. Si praticavano le amnistie in occasione delle feste romane, non delle feste religiose degli altri popoli; i beneficiati erano scelti dalle autorità e non acclamati dal popolo; e infine le amnistie riguardavano i reati minori, non quelli di ribellione ed omicidio. Inoltre, al di là di ogni considerazione di legittimità del fatto, ci sono le considerazioni di verosimiglianza: se Pilato non avesse voluto condannare Gesù, ma Barabba, avrebbe forse dovuto chiedere il permesso al popolo? Avrebbe dovuto cedere alle sue insistenze, facendo condannare un innocente pur di evitare l'insurrezione di coloro che volevano vedere Gesù crocifisso? Ma da quale parte stava la gente? Non si era dovuto arrestare Gesù di notte, sul monte degli ulivi, proprio per il motivo opposto, cioè perché, secondo l'interpretazione tradizionale, non si volevano provocare disordini da parte del popolo?

Dunque gli ebrei, gli stessi che erano accorsi ad osannarlo come Messia di Israele, erano con Gesù, non contro Gesù. Eppure, nella scenografia del processo, noi vediamo il procuratore romano che difende l'accusato dichiarando pubblicamente di non riconoscere alcuna colpa nel suo operato, mentre a questa clemenza si oppone il furore di una folla imbestialita che urla:

- Crocifiggilo! A morte costui! -,

e così gli ebrei acquistano definitivamente l'immagine di una banda di bruti su cui ricade la totale e infame responsabiltà della morte di Gesù.
Ma torniamo ai due imputati del processo, Gesù e Barabba. Chi era, dunque, il fortunato a cui sarebbe stato indirizzato il grande favore della folla?

L'autore del Vangelo secondo Marco scrive:

"Un tale chiamato Barabba si trovava in carcere insieme ai ribelli che nel tumulto avevano commesso un omicidio".

Due cose vogliamo notare: la prima è che c'era stato un tumulto ed anche dei ribelli, la seconda è che Barabba, per come viene presentato, non sembra essere l'autore dell'omicidio, altrimenti il testo avrebbe detto "aveva commesso" e non "avevano commesso".

L'autore del Vangelo di Matteo scrive:

"Avevano in quel tempo un prigioniero famoso [...], detto Barabba [...]".

Ho inserito delle parentesi quadre che corrispondono ad importanti omissioni di testo nelle versioni e nelle traduzioni moderne. Infatti, in alcune versioni più antiche del Vangelo di Matteo, il passo in questione può essere letto come segue:

"ειχον δε τοτε δεσμον επισεμον Іεσουν Βαραββαν, οστις ην δια στασιν τινα γενομενην εν τη πολει και φονον βεβλημενος εις φυλακην"

che si traduce così:

"Avevano in quel tempo un prigioniero famoso, Gesù Barabba, il quale era stato messo in carcere in occasione di una sommossa scoppiata in città e di un omicidio".



Il passo del Vangelo secondo Matteo, tratto dal "Novum Testamentum Graece et Latine", in cui Barabba è chiamato Gesù Barabba

E' semplicemente sorprendente! Abbiamo scoperto una vera e propria bomba capace di far saltare in aria tutta l'interpretazione tradizionale della vicenda di Gesù Cristo.

L'espressione Jeshu bar Abbà, come già sappiamo, significa Gesù il Figlio di Dio. Chi era dunque l'uomo che le versioni moderne del Vangelo chiamano Barabba, censurandone il nome proprio e cercando di presentarlo come un brigante?

In realtà, così come il Vangelo di Marco non dice affatto che Barabba fosse un brigante, neanche quello di Matteo lo dice; anzi, affermando che costui era stato arrestato in occasione di quel tumulto e di quell'omicidio a cui fa cenno anche Marco, non dà affatto l'impressione che Barabba fosse uno degli insorti né, tantomeno, l'omicida.

Il Vangelo di Luca contiene una frase identica a quella omessa dal testo di Matteo, ma essa viene tradotta comunemente in modo assai scorretto; per esempio una versione assai comune del Nuovo Testamento, che si definisce "traduzione interconfessionale in lingua corrente", la riporta nei seguenti termini:

"...era in prigione perché aveva preso parte ad una sommossa del popolo in città ed aveva ucciso un uomo...".

Ora le parole grece "dia stasin tina" possono essere tradotte con "in occasione di una sommossa", "poiché c'era stata una sommossa", "nel luogo della sommossa", ma non si potrà mai dire che egli aveva preso parte alla sommossa, e neanche che aveva ucciso un uomo. I Vangeli sinottici non hanno mai affermato che Barabba fosse un brigante; al contrario, ci danno tanti buoni motivi per credere che non lo fosse. Ci dicono, tra l'altro, che costui non era uno sconosciuto ma un personaggio famoso, e ci permettono di sapere il suo vero nome: Gesù.

Che significa tutto ciò?

E' possibile che ci fossero due uomini sotto processo, protagonisti di uno strano ballottaggio per la scarcerazione, che avevano lo stesso nome, Gesù, ed anche lo stesso titolo, Figlio di Dio?
Dobbiamo assolutamente riconoscere che queste omonimie e queste incongruenze rivelano l'esistenza di un trucco finalizzato a nascondere alcuni importanti aspetti del processo a Gesù che, evidentemente, i redattori dei Vangeli e i successivi ritoccatori non volevano trasmettere.

Non dimentichiamo la preoccupazione principale dei redattori evangelici, cioè l'intento di spoliticizzazione: il Cristo dei cristiani (non il messia dei giudei) non doveva avere niente a che fare con la lotta politica degli ebrei contro il dominio imperiale di Roma. Doveva apparire come un personaggio assolutamente innocente, che i perfidi ebrei avevano voluto morto, e che i romani avevano anche cercato di salvare.

Su queste poche righe del racconto della passione siamo costretti a soffermarci a lungo, dal momento che esse contengono la principale operazione di contraffazione storica effettuata dagli evangelisti.

[...]

Possiamo allora sospettare ragionevolmente che i redattori del racconto della passione di Cristo, pressati dalle esigenze ideologiche e dottrinarie di cui abbiamo già parlato, abbiano operato degli scambi di ruoli e di personaggi, affinché la figura di Gesù Cristo risultasse completamente innocente, i romani non responsabili della sua morte e gli ebrei totalmente responsabili. Anzi, vista la censura sul nome proprio di quello che era chiamato bar Abbà, siamo anche pienamente autorizzati a credere che tale operazione di scambio sia da estendere ai nomi,

[...]

attribuendo il nome Gesù non a quello che, durante il processo romano, era stato definito in greco λεγομενος Χριστος (chiamato Cristo), ma a quello che era stato definito λεγομενος Βαραββας (chiamato bar Abbà), come del resto ci è esplicitamente testimoniato dalla variante che abbiamo trovato sul Novum Testamentum Graece et Latine.




questo spiegherebbe le due diverse genealogie e un sacco di incongruenze per parlare di un uomo di carta, costruito sulla carta e nel mito


ribadisco il tema visto che gli OT si sprecano se qualcuno ha qualcosa da dire su questo oppure il topic può morire qui

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10
hakimsanai43
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Viandante Storico
Viandante Storico
Conclusione?
Per chi legge i Vangeli e capisce ciò che sta scritto e ne trova una certa utilità,
la parte storica del Cristianesimo non interessa per niente e conclude dicendo che il popolo voleva che fosse liberato Gesù bar-Abba e tale Gesù fu liberato,poi emigrò in Idia dove morì alla bella età di 120 anni.

Se non esistesse la dittatura e il condizionamento psicologico cattofascista tutto finirebbe qui.


:.-8:

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11
fantasma76
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Viandante Storico
Viandante Storico
Ho sempre pensato che il significato di questa storia fosse, che si va ad elezioni e si dice il vincitore diventa il presidente del consiglio, il perdente viene crocifisso, chi volete Berlusconi o Cristo, il popolo ha votato.
Ora mi vieni a dire che bar abba significa figlio di Dio, allora il popolo ha votato bene?

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12
BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
è la tesi di donnini che aver tolto dal testo il nome di barabba, ossia gesù, porta alla presenza di due persone confuse in una nei vangeli, ossia gesù bar abba il messia profeta ed il cristo il messia capopolo che avrebbe guidato una delle innumerevoli rivolte giudaiche, prendendo diversi piccioni con una fava........

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13
hakimsanai43
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Viandante Storico
Viandante Storico
@fantasma76 ha scritto:Ho sempre pensato che il significato di questa storia fosse, che si va ad elezioni e si dice il vincitore diventa il presidente del consiglio, il perdente viene crocifisso, chi volete Berlusconi o Cristo, il popolo ha votato.
Ora mi vieni a dire che bar abba significa figlio di Dio, allora il popolo ha votato bene?
cool
Ma pensa a questa assurdità:oggi è la Domenica delle Palme e il popolo grida a Gesù:"Osanna! Osanna al figlio di David!
E dopo 4 giorni il popolo grida:"Crocifiggilo! Crocifiggilo!"
E' logica una cosa simile?
Gli Italiani sono i campioni del mondo come voltagabbana ma hanno rinnegato Mussolini dopo 20 anni,non dopo 4 giorni!
Il popolo ha voluto che il Messìa guerriero Cristo venisse crocifisso e il Messìa Profeta Gesù fosse liberato.

Tutto OK.
:.-8:

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14
Shai
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Non credo che le due persone siano confuse nei vangeli, quanto volutamente "fuse" pietra

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xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
"Gli evangelisti hanno sicuramente giocato in maniera equivoca sull'espressione bar Abbà, proponendola nella forma Βαραββας (= Barabba),così come altre volte hanno giocato sulle espressioni barjona, nazoraios, cananites, o sui nomi Tommaso, Taddeo, ecc..."

Ecco come una "balla" diventa realtà tra gli imbecilli di internet.

"Gli evangelisti hanno sicuramente giocato....", probabilmente David Donnini parla con dio, come molti qui dentro. Infatti solo dio puo' dargli la sicurezza di affermare "gli evangelisti hanno sicuramente giocato in maniera equivoca...".

Barabba=figlio del padre
Barnaba=figlio della esortazione
Bartimeo=figlio di Timeo
Bartolomeo=figlio del valoroso

Il testo greco usa il termine legomenon Barabban (leghomenon Barabban) che si traduce con “detto Barabba”, “chiamato Barabba”, “soprannominato Barabba”.
Cosa del tutto normale in Palestina. I nomi propri erano pochini e molto diffusi: gesù, giacomo, giovanni.

Non vi è alcun dubbio, quindi, che "Barabba" è uno dei tanti soprannomi che venivano usati per meglio identificare le persone. Nei vangeli non c'è scritto "Bar abbà", c'è scritto "Barabba". E ogni congettura che deriva dal separare "Barabba" in "Bar abbà" è sinonimo di una sola cosa: ossessione di una congiura falsificatoria.

Quindi David Donnini è un altro imbecille. Non porta una prova certa, ma solo una sua congettura.

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16
Shai
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Fatto: qualcuno è stato soprannominato "Figlio del Padre" e nel vangelo è scritto che costui è stato liberato al posto del Cristo.

Tutto il resto sono ipotesi

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17
Sabine
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Viandante Residente
Viandante Residente
@xmanx ha scritto:"Gli evangelisti hanno sicuramente giocato in maniera equivoca sull'espressione bar Abbà, proponendola nella forma Βαραββας (= Barabba),così come altre volte hanno giocato sulle espressioni barjona, nazoraios, cananites, o sui nomi Tommaso, Taddeo, ecc..."

Ecco come una "balla" diventa realtà tra gli imbecilli di internet.

"Gli evangelisti hanno sicuramente giocato....", probabilmente David Donnini parla con dio, come molti qui dentro. Infatti solo dio puo' dargli la sicurezza di affermare "gli evangelisti hanno sicuramente giocato in maniera equivoca...".

Barabba=figlio del padre
Barnaba=figlio della esortazione
Bartimeo=figlio di Timeo
Bartolomeo=figlio del valoroso

Il testo greco usa il termine legomenon Barabban (leghomenon Barabban) che si traduce con “detto Barabba”, “chiamato Barabba”, “soprannominato Barabba”.
Cosa del tutto normale in Palestina. I nomi propri erano pochini e molto diffusi: gesù, giacomo, giovanni.

Non vi è alcun dubbio, quindi, che "Barabba" è uno dei tanti soprannomi che venivano usati per meglio identificare le persone. Nei vangeli non c'è scritto "Bar abbà", c'è scritto "Barabba". E ogni congettura che deriva dal separare "Barabba" in "Bar abbà" è sinonimo di una sola cosa: ossessione di una congiura falsificatoria.

Quindi David Donnini è un altro imbecille. Non porta una prova certa, ma solo una sua congettura.

Ho già risposto a questa cosa di Bar Abba...da tutti i punti di vista...dando spiegazioni più che sufficienti X...

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18
hakimsanai43
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Viandante Storico
Viandante Storico
@Shai ha scritto:Fatto: qualcuno è stato soprannominato "Figlio del Padre" e nel vangelo è scritto che costui è stato liberato al posto del Cristo.

Tutto il resto sono ipotesi
confused
I Messìa di Israele sono DUE :il Politico e il Profeta.
Nel Medio Evo Rabbi Shabbetai Zevi si era autoproclamato Messìa e molti credettero in lui, ma non coloro che dicevano:
"Bene,tu sei il Messia Profeta,e l'altro? Dov'è ?"

I due Messìa sono"Il Messìa al modo di Mosè"cioè il Messìa politico.
E il "Messìa al modo di Aronne"cioè il Profeta.

confused

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Shai
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Aronne che significa l'Illuminato

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Sabine
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@X...ecco qua...

Dunque le cose stanno così, Abbà è sia un nome proprio aramaico ma anche un modo per dire "Padre". Però in realtà se si intendesse come nome di persona non avrebbe bisogno del prefisso aramaico, invece se fosse Padre, che viceversa non è un nome proprio, avrebbe bisogno del "De" aramaico e quindi avremmo "bar de abba".
Però se fosse Bar de Abba, supponendo che si avesse davanti un testo in aramaico o si fosse in grado di conoscere l'espressione aramaica, non si potrebbe ricavare Barabbas (nominativo) o Barabban (accusativo). Invece, però si potrebbe ricavare da Bar Abba, che in aramaico è figlio di Abba, per traslitterazione.
Tu che dici?

A tal proposito riporto le parole di uno studioso su questo argomento specifico:


bar Abba è così comune nella letteratura ebraica che chiunque lo sente pensa subito ad un patronimico. Bar Abba inteso come figlio di D-o, (chiamato padre come titolo o nome proprio), è un'espressione sconosciuta nell'ebraismo. Uno può rivolgersi a D-o chiamandolo Abba, ma mai chiamerebbe un terzo figlio del Padre. Abba come Padre riferito a D-o ha sapore di cristianesimo per distinguere la persona del padre nel dogma della trinità. Non riesco a spiegartelo meglio di così, qualche altro ebreo potrà fare meglio di me,

ci provo con la sintassi.

Il sostantivo Abba in aramaico fa parte di quei sotantivi che esistono solo determinati, l'articolo deteminativo consiste di un alef finale. Apparentemente potrebbe sembrare che significa "il Padre", ma in pratica non è così, come non è così per ar'à che significa la terra, terra. Padre, madre e terra in aramaico designano conceti determinati già di per se , come ognuno di noi ha un solo padre, una sola madre e una è la terra. Se abbiamo un nome di persona così comune perché tanti rabbini si chiamavano Abba, per distinguere l'Abba di cui parliamo, cioè D-o, da quelli di tutti questi rabbini dobbiamo ricorrere ad una determinazione,ma non tanto al determinativo del Padre, perchè tutti siamo figli di un padre, ognuno di noi ha suo padre, qui il particolare è il figlio che lo si vuole figlio di D-o. Come ricordato in aramaico non abbiamo questo concetto, non è mai usata un'espressione simile, si direbbe figlio di D-o, non figlio del Padre. Abba generalmente significa padre mio, per usare questo termine in terza persona bisogna ricorrere ad una speciale costruzione della frase. Se dico barà deAbba intendo dire: quel particolare figlio che è Suo figlio del Padre. Il determinativo si applica al figlio che da bar diviene barà o (anche berè o berà). Facendo precedere la dalet ad Abba si intende l'appartenenza: il figlio del Padre, così facendo ho determinato anche il Padre.

E questa cosa te la dice lunga...Chi è IL PADRE a cui ci si riferisce?..prova a pensare una cosa tipo...Giovanni il figlio di "soprannome"....e vedi che ti esce fuori...



Ultima modifica di Sabine il Dom 17 Apr 2011 - 19:06, modificato 2 volte

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hakimsanai43
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@xmanx ha scritto:"Gli evangelisti hanno sicuramente giocato in maniera equivoca sull'espressione bar Abbà, proponendola nella forma Βαραββας (= Barabba),così come altre volte hanno giocato sulle espressioni barjona, nazoraios, cananites, o sui nomi Tommaso, Taddeo, ecc..."

Ecco come una "balla" diventa realtà tra gli imbecilli di internet.

"Gli evangelisti hanno sicuramente giocato....", probabilmente David Donnini parla con dio, come molti qui dentro. Infatti solo dio puo' dargli la sicurezza di affermare "gli evangelisti hanno sicuramente giocato in maniera equivoca...".

Barabba=figlio del padre
Barnaba=figlio della esortazione
Bartimeo=figlio di Timeo
Bartolomeo=figlio del valoroso

Il testo greco usa il termine legomenon Barabban (leghomenon Barabban) che si traduce con “detto Barabba”, “chiamato Barabba”, “soprannominato Barabba”.
Cosa del tutto normale in Palestina. I nomi propri erano pochini e molto diffusi: gesù, giacomo, giovanni.

Non vi è alcun dubbio, quindi, che "Barabba" è uno dei tanti soprannomi che venivano usati per meglio identificare le persone. Nei vangeli non c'è scritto "Bar abbà", c'è scritto "Barabba". E ogni congettura che deriva dal separare "Barabba" in "Bar abbà" è sinonimo di una sola cosa: ossessione di una congiura falsificatoria.

Quindi David Donnini è un altro imbecille. Non porta una prova certa, ma solo una sua congettura.

Giustissimo!
Infatti la prossima volta che vedrò il collega di mio figlio,il violinista del Teatro di Trieste,David bar-Levi gli dirò:"Ma tu sai che il tuo cognome è Barlevi?

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xmanx
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Un episodio riportato da Giuseppe Flavio nella sua Guerra Giudaica: allo scoppio della guerra giudaica che portò alla distruzione di Gerusalemme (66-70 d.C.), un certo Gesù BenAnania profetizzava la rovina e la distruzione del Tempio. I sacerdoti lo presero e lo portarono ad Albino affinché fosse condannato. Il procuratore romano, ritenendolo pazzo, alla fine lo rilasciò.

Giuseppe Flavio riporta un fatto che rivela che il comportamento dei sinedriti e i motivi che lo sottendono non sembrano molto diversi dal caso di Gesù di Nazaret.
Ma certamente il sig. Gesù BenAnania non era il redivivo Gesà di Nazaret.

Gli Ebrei, e in particolar modo quelli del I sec. d.C., aspettavano espressamente il Messia, tanto che saranno molti dopo Gesù a definirsi Messia, dal Gesù BenAnania ricordato da Giuseppe Flavio, operante nella metà degli anni 50, fino al Simone BarKoseba (figlio della menzogna) capo della rivolta contro i Romani del 132-135.

Ma certamente questo Bar-koseba (figlio della menzogna)non era la reincarnazione di Bar-abba (figlio del padre).

Giuseppe Flavio ricorda che in occasione della riduzione a provincia della Giudea (avvenuta nel 6 d.C.) fu mandato da Roma il prefetto Coponio con tutti i poteri, «compreso quello di uccidere» (lo "jus gladii", Bell. 11,117; Ant. 18,2). Situazione che trova conferma anche presso altre province, dove è vero che Roma lasciava una certa autonomia politica, ma è anche vero che manteneva un certo controllo della situazione, riservandosi tra l'altro il potere di condannare a morte.
Anche il Talmud (di Gerusalemme e di Babilonia) afferma che durante l'epoca di Gesù i Giudei furono privati del giudizio di vita e di morte (j. Sanh. 1,18a; 7,24b; b. Sanh. 41a), e lo riacquistarono soltanto allo scoppio della prima guerra giudaica.

Quindi risulta storicamente provato che il Sinedrio NON aveva la potestas gladii. E quindi per mettere a morte Gusù di Nazaret occorreva la condanna a morte da parte dei romani.

Le fonti storiche primarie non parlano di tutte le cazzate con le quali vi siete riempiti la testa.
E i vangeli parlano di un processo romano che si concluse con la condanna di Gesù e la liberazione di Barabba.

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BigBossStigazzi
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@xmanx ha scritto:Un episodio riportato da Giuseppe Flavio nella sua Guerra Giudaica: allo scoppio della guerra giudaica che portò alla distruzione di Gerusalemme (66-70 d.C.), un certo Gesù BenAnania profetizzava la rovina e la distruzione del Tempio. I sacerdoti lo presero e lo portarono ad Albino affinché fosse condannato. Il procuratore romano, ritenendolo pazzo, alla fine lo rilasciò.

Giuseppe Flavio riporta un fatto che rivela che il comportamento dei sinedriti e i motivi che lo sottendono non sembrano molto diversi dal caso di Gesù di Nazaret.
Ma certamente il sig. Gesù BenAnania non era il redivivo Gesà di Nazaret.

Gli Ebrei, e in particolar modo quelli del I sec. d.C., aspettavano espressamente il Messia, tanto che saranno molti dopo Gesù a definirsi Messia, dal Gesù BenAnania ricordato da Giuseppe Flavio, operante nella metà degli anni 50, fino al Simone BarKoseba (figlio della menzogna) capo della rivolta contro i Romani del 132-135.

Ma certamente questo Bar-koseba (figlio della menzogna)non era la reincarnazione di Bar-abba (figlio del padre).

Giuseppe Flavio ricorda che in occasione della riduzione a provincia della Giudea (avvenuta nel 6 d.C.) fu mandato da Roma il prefetto Coponio con tutti i poteri, «compreso quello di uccidere» (lo "jus gladii", Bell. 11,117; Ant. 18,2). Situazione che trova conferma anche presso altre province, dove è vero che Roma lasciava una certa autonomia politica, ma è anche vero che manteneva un certo controllo della situazione, riservandosi tra l'altro il potere di condannare a morte.
Anche il Talmud (di Gerusalemme e di Babilonia) afferma che durante l'epoca di Gesù i Giudei furono privati del giudizio di vita e di morte (j. Sanh. 1,18a; 7,24b; b. Sanh. 41a), e lo riacquistarono soltanto allo scoppio della prima guerra giudaica.

Quindi risulta storicamente provato che il Sinedrio NON aveva la potestas gladii. E quindi per mettere a morte Gusù di Nazaret occorreva la condanna a morte da parte dei romani.

Le fonti storiche primarie non parlano di tutte le cazzate con le quali vi siete riempiti la testa.
E i vangeli parlano di un processo romano che si concluse con la condanna di Gesù e la liberazione di Barabba.


sei un cialtrone e lo sai, rispondi fischi per fiaschi, Donnini è uno studioso e non un esaltato, una persona che ha studiato sugli originali e negli originali c'è scritto il nome dell'uomo detto bar abba (e io lo scrivo così ma in Italiano è scritto Barabba, in lingue che staccano le sillabe, per tradurle si guarda al senso di ogni sillaba) quel nome escluso dalle traduzioni dei vangeli ma riportato nei testi che la chiesa considera "veri" è Gesù, si potrebbe dire che è una omonimia, allora perchè ci sono due genealogie diverse nei 4 vangeli?
Perchè gli ebrei (e gesù era un ebreo) all'epoca avevano due messia, un messia profeta ed un messia guerriero come lo fu re david che diviene cristo e re...evita le faccine e resta sul pezzo

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xmanx
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Quello che gli impostori e gli imbecilli non dicono è che "Abba" era, ai tempi di Gesù, anche un nome proprio. Come lo erano Giacomo e Giovanni.
Per cui BarAbba puo' essere benissimo "figlio di Abba". Come BarTimeo era "figlio di Timeo".

Già solo questo fatto fa cascare tutto il castello di minchiate iniziate da Donnini e che gli ignoranti si bevono "perchè vogliono a tutti i costi credere alla teoria della cospirazione".

Impostori...creduloni...o semplicemente imbecilli? ropendo più per la terza ipotesi.

STUDIATE!

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BigBossStigazzi
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ok mettiamo che hai ragione tu, barabba era un nome proprio... ma perchè i traduttori dei vangeli non hanno riportato il nome di barabba che è gesù?

illuminaci sommo studioso..ah sei tu
hai torto!

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