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NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Vi capita mai di leggere una poesia e di sentirla vostra, talmente vostra, che ve la scrivereste addosso?
A me capita.
Forse perchè i sentimenti sono di tutti, ma non le parole....
e se qualcuno riesce a trovarle per me resto confusa, stupita e commossa...

Qui possiamo tutti raccogliere
poesie o stralci di brani che sono stati capaci di fare questo per noi.

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2
NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Davanti alla legge


Davanti alla legge sta un guardiano. Un uomo di campagna viene da questo guardiano e gli chiede il permesso di accedere
alla legge. Ma il guardiano gli risponde che per il momento non glielo può consentire. L’uomo dopo aver riflettuto chiede se più tardi gli sarà
possibile. «Può darsi,» dice il guardiano, «ma adesso no». Poiché la porta di ingresso alla legge è aperta come sempre e il guardiano si scosta un po’, l’uomo si china per dare, dalla porta, un’occhiata nell’interno. Il guardiano, vedendolo, si mette a ridere, poi dice: «Se ti attira tanto, prova a entrare ad onta del mio divieto. Ma bada: io sono potente. E sono solo l’ultimo dei guardiani. All’ingresso di ogni sala stanno dei guardiani, uno più potente dell’altro. Già la vista del terzo riesce insopportabile anche a me.» L’uomo di campagna non si aspettava tali difficoltà; la legge, nel suo pensiero, dovrebbe esser sempre accessibile a tutti; ma ora, osservando più attentamente il guardiano chiuso nella sua pelliccia, il suo gran naso a becco, la lungae sottile barba nera all’uso tartaro decide che gli conviene attendere finché otterrà il permesso. Il guardiano gli dà uno sgabello e lo fa sedere a lato della porta. Giorni e anni rimane seduto lì. Diverse voltetenta di esser lasciato entrare, e stanca il guardiano con le sue preghiere. Il guardiano sovente lo sottopone a brevi interrogatori, gli chiede della sua patria e di molte altre cose, ma sono domande fatte condistacco, alla maniera dei gran signori, e alla fine conclude sempre dicendogli che non può consentirgli l’ingresso. L’uomo, che si è messo in viaggio ben equipaggiato, dà fondo ad ogni suo avere, per quanto prezioso possa essere, pur di corrompere il guardiano, e questi accetta bensì ogni cosa, pero gli dice: «Lo accetto solo perché tu non creda di aver trascurato qualcosa.» Durante tutti quegli anni l’uomo osserva il guardiano quasi incessantemente; dimentica che ve ne sono degli altri, quel primo gli appare l’unico ostacolo al suo accesso alla legge. Impreca alla propria sfortuna, nei primi anni senza riguardi e a voce alta, poi, man mano che invecchia, limitandosi a borbottare tra sè. Rimbambisce, e poiché, studiando per tanti anni il guardiano, ha individuato anche una pulce nel collo della sua pelliccia, prega anche la pulce di intercedere presso il guardiano perché cambi idea. Alla finegli s’affievolisce il lume degli occhi, e non sa se è perché tutto gli si fa buio intorno, o se siano i suoi occhi a tradirlo. Ma ora, nella tenebra, avverte un bagliore che scaturisce inestinguibile dalla porta della legge. Non gli rimane più molto da vivere. Prima della morte tuttele nozioni raccolte in quel lungo tempo gli si concentrano nel capo in una domanda che non ha mai posta al guardiano; e gli fa cenno, poiché larigidità che vince il suo corpo non gli permette più di alzarsi. Il guardiano deve abbassarsi grandemente fino a lui, dato che la differenzadelle stature si è modificata a svantaggio dell’uomo. «Che cosa vuoi sapere ancora?» domanda il guardiano, «sei proprio insaziabile.» «Tutti si sforzano di arrivare alla legge,» dice l’uomo, «e come mai allora nessuno in tanti anni, all’infuori di me, ha chiesto di entrare?» Il guardiano si accorge che l’uomo è agli estremi e, per raggiungere il suo udito che già si spegne, gli urla: «Nessun altro poteva ottenere di entrare da questa porta, a te solo era riservato l’ingresso. E adesso vado e la chiudo.»


Franz Kafka
1914

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3
Jester
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Viandante Storico
Viandante Storico
An Accidental Man
Mi è stato insegnato fin da quando ero troppo giovane
A non dare mai via me stesso
Sì, mi è stato insegnato che per ogni segreto
C’è un prezzo che devi pagare

Un sesso a caso
Una nascita a caso
Che mi ha portato a questo punto di vista
In questa epoca e in questo posto sulla terra
In questa epoca e in questo posto sulla terra

Mi chiedi come mi sento
Vorrei solo che tu sapessi
Quant’è difficile per me dividere
Dividere quel tipo di cose con te

Non è che non ti ami
E’ solo che non riesco a stabilire un contatto
Perché mi è stato insegnato fin da quando ero troppo giovane
A splendere e non riflettere

Sono un uomo per un caso

Mi chiedi se sono felice
Vorrei solo saperlo
Perché la felicità non è qualcosa
Che ho mai imparato a costruire

Non è che mi stia lamentando
E’ tutto lo stesso per me
Se tutto quello che succede, succede
Per caso

Sono un uomo per un caso

Sì, mi è stato insegnato che per ogni segreto
C’è un prezzo che devi pagare
Mi è stato insegnato fin da quando ero troppo giovane
A non dare mai via me stesso

Sono nato per cause meritevoli
Sono nato per prendere le redini
Mi è stato insegnato fin da quando ero troppo giovane
A non dare mai via me stesso

Un sesso a caso
Una nascita a caso
Che mi ha portato a questo punto di vista
In questa epoca e in questo posto sulla terra
In questa epoca e in questo posto sulla terra

Perciò cerca di capire se
Non dico tutto quello che posso
Un estraneo a me stesso, sono
Un uomo per un caso

Sono un incidente
Sono un uomo per un caso

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4
Zadig
Zadig
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
"credo che se un uomo vivesse pienamente e compiutamente la propria vita, dando forma a ciascun sentimento, espressione a ciascun pensiero, realtà a ciascun sogno, credo che ne deriverebbe al mondo un tale impulso fresco di gioia da farci dimenticare tutte le infermità del medievalismo e da farci tornare all'ideale ellenico e magari a qualche cosa di più bello, di più ricco dell'ideale ellenico. Ma il più coraggioso tra noi ha paura di se stesso. Nelle rinunce volontarie che rovinano la nostra vita rivive tragicamente la mutilazione del selvaggio. Noi siamo puniti per quello che rifiutiamo a noi stessi; ogni impulso che ci sforziamo di strangolare fermenta nella mente e ci intossica. Il corpo pecca una volta sola e così esaurisce il proprio peccato, giacchè l'azione costituisce una forma di purificazione, e allora non rimane che il ricordo di un piacere oppure il lusso di un rimpianto. Cedere a una tentazione è l'unico modo per liberarsene. Se si resiste, l'anima si ammala di bramosia delle cose che ha vietato a se stessa, di desiderio di ciò che le sue leggi mostruose hanno reso mostruoso e illegale. Qualcuno ha detto che i grandi avvenimenti del mondo si svolgono nel cervello; ma è pure nel cervello e soltanto nel cervello che si svolgono i grandi peccati del mondo."

Da "Il ritratto di Dorian Gray" di zio Oscar Wilde.

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5
NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
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I Poeti di 7 Anni

E la madre, chiudendo il libro del dovere,
Se ne andava contenta e fiera; non vedeva
Negli occhi azzurri e sotto la fronte prominente,
L'anima di suo figlio colma di ripugnanza.
Tutto il giorno sudava obbedienza; era molto
Intelligente; eppure tic neri e qualche tratto
Rivelavano in lui un'acre ipocrisia.
Nei corridoi oscuri dai parati muffosi,
Faceva le boccacce, stringendo i suoi due pugni
All'inguine, e negli occhi chiusi vedeva punti.
Una porta s'apriva nella sara: alla lampada
Lo si vedeva, là, rantolar sulla rampa,
Sotto un golfo di luce che pendeva dal tetto.
L'estate, vinto, ottuso, si ostinava caparbio
A rinchiudersi dentro la frescura dei cessi:
Lì pensava tranquillo, dilatando le nari.
E quando, ripulito dagli odori del giorno,
L'orto dietro la casa, d'inverno, si illunava,
Seduto accanto a un muro, sepolto nella marna
E schiacciandosi gli occhi per avere visioni,
Udiva il brulicare delle spalliere putride.
Che pietà! Suoi compagni eran solo quei bimbi
Che, grami, a fronte nuda, con gli occhi liquescenti,
Celavano i ditini, gialli e neri di fango,
Sotto vecchi vestiti che puzzavan di sciolta,
E parlavan coi modi timidi degli idioti.
Se, dopo averlo colto in turpi compassioni,
Sua madre sbigottiva, la grande tenerezza
Del bimbo si sfogava sopra quello stupore.
Era bello. Ella aveva lo sguardo blu, - che mente!
A sett'anni faceva romanzi sulla vita
Dei deserti, ove splende la Libertà rapita,
Foreste, soli, rive, savane! - Si aiutava
Coi giornali illustrati, sui qualli tutto rosso
Egli guardava ridere Spagnole ed Italiane.
Quando (occhi bruni, folle, vestita di cotone)
Veniva la bambina dei vicini operai,
E lei quasi brutale addosso gli saltava
Sulla schiena, in un angolo, e scuoteva le trecce,
Standole chino sotto le mordeva le natiche:
Dato che mutandine, quella, non ne portava;
- Lui, pesto ed ammaccato da pugni e da pedate,
Portava quel sapore di pelle nella camera.
Temeva le domeniche beffarde di dicembre,
Allora, impomatato, su un tavolo di mogano,
Leggeva in una Bibbia dal taglio verde cavolo.
L'opprimevano i sogni nell'alcova, ogni notte.
Non adorava Dio; amava invece gli uomini
Che nella sera fulva, neri, dentro la blusa,
Rientravano ai sobborghi dove dei banditori
Fanno, coi loro editti, ridere e urlar la folla.
- Sognava praterie ebbre d'amore, dove
Onde di luce, balsami, pubescenze dorate,
Fanno un rumore calmo e prendono lo slancio!
Egli prediligeva le cose tenebrose;
Se nella stanza nuda dalle persiane chiuse,
Alta e azzurra, pervasa di un'acre umidità,
Leggeva un suo romanzo da sempre meditato,
Cieli pesanti d'ocra, foreste immense e ancora
Fiori di carne ai boschi astrali si schiudevano,
Scoscendimenti, rotte, vertigine e pietà!
- Mentre già si animavano i suoni del quartiere,
solo e steso supino su dei pezzi di tela
Grezza, egli presentiva violentemente il mare!


26 maggio 1871



Arthur Rimbaud


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NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Ogni strada è soltanto una tra un milione di strade possibili.
Perciò dovete sempre tenere presente che una via è soltanto una via.
Se sentite di non doverla seguire, non siete obbligati a farlo in nessun caso.
Ogni via è soltanto una via.
Non è un affronto a voi stessi o ad altri abbandonarla,
se è questo che vi suggerisce il cuore.

Ma la decisione di continuare per quella strada, o di lasciarla,
non deve essere provocata dalla paura o dall’ambizione.
Vi avverto: osservate ogni strada attentamente e con calma.
Provate a percorrerla tutte le volte che lo ritenete necessario.
Poi rivolgete una domanda a voi stessi, e soltanto a voi stessi.
Questa strada ha un cuore?

Tutte le strade sono eguali.
Non conducono in nessun posto.
Ci sono vie che passano attraverso la boscaglia, o sotto la boscaglia.
Questa strada ha un cuore? E’ l’unico interrogativo che conta.
Se ce l’ha è una buona strada.
Se non ce l’ha, è da scartare.

Carlos Castaneda, Gli insegnamenti di don Juan

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herbaemme
herbaemme
Viandante Residente
Viandante Residente
Non so se tra roccie il tuo pallido
Viso m'apparve, o sorriso
Di lontananze ignote
Fosti, la china eburnea
Fronte fulgente o giovine
Suora de la Gioconda:
O delle primavere
Spente, per i tuoi mitici pallori
O Regina O Regina adolescente:
Ma per il tuo ignoto poema
Di voluttà e di dolore
Musica fanciulla esangue,
Segnato di linea di sangue
Nel cerchio delle labbra sinuose
Regina de la melodia:
Ma per il vergine capo
Reclino, io poeta notturno
Vegliai le stelle vivide nei pelaghi del cielo,
Io per il tuo dolce mistero
Io per il tuo divenir taciturno.
Non so se la fiamma pallida
Fu dei capelli il vivente
Segno del suo pallore,
Non so se fu un dolce vapore,
Dolce sul mio dolore,
Sorriso di un volto notturno:
Guardo le bianche rocce le mute fonti dei venti
E l'immobilità dei firmamenti
E i gonfii rivi che vanno piangenti
E l'ombre del lavoro umano curve là sui poggi algenti
E ancora per teneri cieli lontane chiare ombre correnti
E ancora ti chiamo ti chiamo Chimera.

Dino Campana

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NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
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"Negli insegnamenti che ti impartirò io ti sospingerò a tutte le sconsacrazioni possibili, alla mancanza di ogni rispetto per ogni sentimento istitutivo. Tuttavia il fondo del mio insegnamento consisterà nel convincerti a non temere la sacralità e i sentimenti, di cui il laicismo consumistico ha privato gli uomini trasformandoli in brutti e stupidi automi adoratori di feticci." - cit. Pasolini

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Magonzo
Magonzo
Viandante Storico
Viandante Storico
Pota ! rotolarsi dal ridere

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NinfaEco
NinfaEco
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Sorriso Scemo che fai perculi?

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Sogno_infranto
Sogno_infranto
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
"ora l'inverno del nostro scontento
è reso estate gloriosa da questo sole di york,
e tutte le nuvole che incombevano minacciose
sulla nostra casa sono sepolte nel petto profondo
dell'oceano.ora le nostre fonti sono cinte di
ghirlande di vittoria,le nostre armi malconcie appese
come trofei,le nostre aspre sortite mutati in lieti incontri,
le nostre marce tremende in misure deliziose di danza.
la guerra dal volto grifagno ha spianato la fronte corrugata,
e ora,invece di montare destrieri corazzati per atterrire le
anime di nemici impauriti ,saltella agilmente nella camera
di una signora al suono seducente di un liuto."
da Riccardo III
William Shakespeare



@Zadig ha scritto:"credo che se un uomo vivesse pienamente e compiutamente la propria vita, dando forma a ciascun sentimento, espressione a ciascun pensiero, realtà a ciascun sogno, credo che ne deriverebbe al mondo un tale impulso fresco di gioia da farci dimenticare tutte le infermità del medievalismo e da farci tornare all'ideale ellenico e magari a qualche cosa di più bello, di più ricco dell'ideale ellenico. Ma il più coraggioso tra noi ha paura di se stesso. Nelle rinunce volontarie che rovinano la nostra vita rivive tragicamente la mutilazione del selvaggio. Noi siamo puniti per quello che rifiutiamo a noi stessi; ogni impulso che ci sforziamo di strangolare fermenta nella mente e ci intossica. Il corpo pecca una volta sola e così esaurisce il proprio peccato, giacchè l'azione costituisce una forma di purificazione, e allora non rimane che il ricordo di un piacere oppure il lusso di un rimpianto. Cedere a una tentazione è l'unico modo per liberarsene. Se si resiste, l'anima si ammala di bramosia delle cose che ha vietato a se stessa, di desiderio di ciò che le sue leggi mostruose hanno reso mostruoso e illegale. Qualcuno ha detto che i grandi avvenimenti del mondo si svolgono nel cervello; ma è pure nel cervello e soltanto nel cervello che si svolgono i grandi peccati del mondo."

Bellissimo passo

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Blasel
Blasel
Banned
Banned
NEL FIUME DI PAROLE

In un fiume di parole
sull'onda d'indefinita
e improvvisa sensazione
t'ho ascoltato

Ed hai condotto
la tua nave-discorso
quasi fin dove volevi,
impedendo l'andare
alla mia vela.

Hai ritenuto forse
sconcertarmi
con certi tuoi racconti.
Ho compreso invece che
disconosci amici e amori
perche' sei "solo"

E...ed io che cerco
sempre
una ragione all'affetto
ho raccolto
-nel fiume di parole-
tutto il silenzio
della vita tua.

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13
Perforador
Perforador
Viandante Forestiero
Viandante Forestiero
Ma dove cazzo siamo? Nel regno dei puffi?!

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14
PorceDi
PorceDi
Viandante Storico
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Aiuto, è arrivato Gargamella.

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15
Perforador
Perforador
Viandante Forestiero
Viandante Forestiero
@PorceDi ha scritto:Aiuto, è arrivato Gargamella.
Eccone la conferma.
Siete così mielosi che fate vomitare.

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16
Blasel
Blasel
Banned
Banned
@Perforador ha scritto:
Eccone la conferma.
Siete così mielosi che fate vomitare.


Non e' indispensabile, anzi e' proprio superfluo, oltre che e' una palese manifestazione di maleducazione esternare, in casa d'altri, la propria pochezza

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17
Sogno_infranto
Sogno_infranto
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@Perforador ha scritto:Ma dove cazzo siamo? Nel regno dei puffi?!

e tu da quale "regno" provieni?

puoi tornare pure li da dove sei venuto.

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18
Lucio Musto
Lucio Musto
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@Perforador ha scritto:
@PorceDi ha scritto:Aiuto, è arrivato Gargamella.
Eccone la conferma.
Siete così mielosi che fate vomitare.

pure fragile di stomaco sei?
mangia leggero, che sennò ti si allenta anche l'intestino! Sorriso Scemo Sorriso Scemo

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19
PorceDi
PorceDi
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@Perforador ha scritto:Eccone la conferma.
Siete così mielosi che fate vomitare.
Tu invece sei un gran figo, si capisce.
Buone ferie, amigo!



Ultima modifica di PorceDi il Lun 20 Set 2010 - 18:04, modificato 1 volta (Motivazione : A scanso di equivoci.)

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Massimo Vaj
Massimo Vaj
Viandante Storico
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... ma non sono di tutti. Sentimentale non significa condivisibile, anche se, occorre dire, che le peggiori nefandezze dell'umanità da quella condivisione collettiva derivano.
La scelta delle parole che esprimano la giusta correlazione con l'emozione che devono suscitare è senz'altro un'arte, mentre la Verità è molto più che un'arte.

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NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
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Forse un mattino andando in un'aria di vetro

Forse un mattino andando in un'aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.

Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto
alberi case colli per l'inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.


Eugenio Montale

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tulip
tulip
Viandante Storico
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I Giorni e le Notti

suonano

in questi miei nervi d'arpa

Vivo

di questa gioia malata

d'universo

e soffro

per non saperla accendere

nelle mie parole

(Ungaretti)

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euvitt
euvitt
Viandante Storico
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La lunga notte,
il rumore dell'acqua,
dicono quel che penso.

(Gochiku)

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BigBossStigazzi
BigBossStigazzi
Viandante Ad Honorem
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Carl Hamblin
(epitaffio sulla tomba dell'anachico Giuseppe Pinelli)

La macchina del Clarion di Spoon River fu distrutta
ed io spalmato di pece e coperto di penne,
per aver pubblicato questo il giorno in cui gli Anarchici
vennero impiccati a Chicago:

"Vidi una donna bellissima con gli occhi bendati
eretta sui gradini di un tempio di marmo.
Grandi moltitudini passavano davanti a lei,
sollevando la faccia ad implorarla.
Nella mano sinistra teneva una spada.
Brandiva quella spada, colpendo a volte un bimbo, a volte un operaio,
ora una donna che tentava sottrarsi, ora un folle.
Nella destra teneva una bilancia;
nella bilancia venivano gettati pezzi d'oro
da quelli che schivavano i colpi del1a spada.
Un uomo con la toga nera lesse da un manoscritto:
"Ella non rispetta gli uomini."
Poi un giovanotto col berretto rosso
balzò al suo fianco e le strappò la benda.
Ed ecco, le ciglia erano corrose
dalle palpebre imputridite;
le pupille bruciate da un muco latteo;
la follia di un'anima morente
le era scritta sul volto -
ma la moltitudine vide perché portava la benda."

Il tempo è una illusione. L'ora di pranzo è una doppia illusione.
Douglas Adams

sono ancora vivo
steve mc queen in papillon

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NinfaEco
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SE...


Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;

Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;

Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!".

Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E - quel che è di più - sei un Uomo, figlio mio!

(Rudyard Kipling)









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