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IL MISSIONARIO

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Blasel
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Come vi ho gia' detto, non posso, a causa della mia ipoacusia, andare a cinema e teatro, ma per soperire, ho un discreto 'cinematografo' in casa con schermo da 100" (2.20m. di base) che mi fa godere (in pace e fumando) la visione di buoni films.

Il Missionario del titolo del thread e' il titolo di un film francese di Roger Delattre uscito nel 2009 che Sky sta proponendo in questi giorni. E' una commedia, se vogliamo paradossale, ma dimostra come la cinematografia francese sia sempre viva e sforni dei 'prodotti' altamente appetibili, mentre la nostra annaspa e si affoga con i cinepanettoni.

Queste commedie francesi, molto frizzanti, spesso sono origine di rifacimenti U.S.A. che divengono campioni d'incasso. Ne cito alcuni :

Certi piccolissimi peccati è un film del 1976 diretto da Yves Robert, rifatto in USA con il titolo La signora in rosso

La totale (inedito da noi), del 1991 in USA e' divenuto True liesdiretto da James Cameron, e interpretato da Arnold Schwarzenegger, Jamie Lee Curtis, Tia Carrere

Giù al nord (Bienvenue chez les Ch'tis) è un film del 2008, scritto, diretto e interpretato da Dany Boon, questo lo abbiamo copiato noi ed e' diventato Benvenuti al sud
Una top model nel mio letto è una commedia francese del 2006 scritta e diretta da Francis Veber. No0n ricordo il titolo USA

Possiamo continuare l'elenco, ma a che pro? Quello che m'interessa e' mettere il dito nella piaga della nostra cinematografia.

Anche nel 1959 si confezionavano i cinepanettoni, ma erano profondamente diversi da quelli di oggi, ve ne fornisco l'esempio :

Ferdinando I, re di Napoli è un film del 1959, diretto da Gianni Franciolini

Peppino De Filippo: re Ferdinando
Eduardo De Filippo: Pulcinella
Vittorio De Sica: monsignor Seccano
Aldo Fabrizi: un contadino
Marcello Mastroianni: Gennarino
Renato Rascel: Mimì
Jacqueline Sassard: Cordelia
Rosanna Schiaffino: Nannina
Angela Luce: Cameriera a corte
Nino Taranto: ministro Tarantella
Titina De Filippo: Titina


Nel 1955 : La bella mugnaia diretto da Mario Camerini

Vittorio De Sica: Don Teofilo
Marcello Mastroianni: Luca
Sophia Loren: Carmela
Paolo Stoppa: Gardunia
Yvonne Sanson: Donna Dolores
Carlo Pisacane (non accreditato): un menestrello
Virgilio Riento
Carlo Sposito
Emilio Petacci
Mario Ricciardini
Elsa Vazzoler
Vittorio Braschi


La chiusura di Napoli milionaria di E. DeFilippo e' "Adda passa' a' nuttata", ma passera' anche per il cinema italiano?

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2
purplebunny
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Viandante Storico
Viandante Storico
Anche il recente "The Tourist", con Angelina Jolie e Johnny Depp, è il remake di un film francese del 2005, "Anthony Zimmer", di Jérôme Salle.

Per quanto concordi con l'analisi di fondo sullo stato catatonico del cinema italiano, c'è da dire che la presenza di remake in quel di Hollywood non è però un grande metro di giudizio per classificare lo stato di salute di una cinematografia, visto che è da poco uscito anche "Everybody's Fine - Stanno tutti bene", con Robert De Niro, remake dell'italiano "Stanno tutti bene" di Giuseppe Tornatore, del 1990 (entrambi, secondome, vanamente pessimi, peraltro).

Il dramma del cinema italiano, al di là dei cinepanettoni, che sono solo una piccola parte sul totale della produzione, anche se la quasi totalità dal punto di vista degli incassi, sta nella sua provincialità ombelicale, nella sua inesportabilità cronica e pervicace, e nella sua costruzione antiquata, annacquata e anacronistica - nei modi, nei tempi, negli intenti.

Con lodevoli eccezioni, ovviamente, vedi Paolo Sorrentino (che non a caso è stato chiamato negli Usa e ha girato con Sean Penn) o Matteo Garrone o pochissimi altri.

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3
BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
a nuttata l'ha da passare tutta l'italia, non sono la cinematografia che ne è vetrina e specchio,
il problema per me è l'artigianato, mi spiego, finchè avevamo artigiani confezionavamo capolavori misconosciuti che poi venivano remakizzati (vedi alien in parte ripreso da un film italiano, vedi sandaloni, spaghetti zestern e poliziotteschi in larga parte cannibalizzati oggi da Tarantino per il suo elogio del trash...il problema della vitalità e dei remake è inversamente proporzionale, più una cinematografia è vitale più viene ghettizzata per diventare "bacino di idee" per remake, una cinematografia morta vive di rianimazioni per cui si nutre delle idee di circuiti artigianali poveri ma pieni di idee, vedi vanilla sky da apri gli occhi e 10000 altri esempi.

oggi francia, messico, spagna, alex de la iglesia ma anche il circuito indipendente italiano, gente come i Manetti Bros che riescono ad essere conosciuti quando entrano nel circuito fiction tv ma quasi sconosciuti con il loro bel "piano 17"....

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Blasel
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Purple, mi sa che la stiamo cantando in coro... perche' la pensiamo allo stesso modo, tuttavia quel tuo 'provincialismo ombelicale' ha consentito, nel passato, grandissimi capolavori e subito mi viene di menzionare il grande Pietro Germi che, del provincialismo italiano ne fece un'arte. "Il cammino della speranza" e' del 1950, "Il brigante di Tacca del lupo" del 1952, "Il ferroviere" del 1956, "Un maledetto imbroglio" del 1959, "Divorzio all'italiana" del 1961, "Sedotta e abbandonata" del 1963, "Signore & signori" del 1965 e la sua morte, avvenuta nel dicembre 1974, non gli fece realizzare il suo progettato "Amici miei" che usci' nel 1975 diretto dal suo amico Mario Monicelli.

Oggi, al tuo citato Sorrentino, mi sento d'affiancare un altro regista mio conterraneo : Mario Martone che esordi' con "Morte di un matematico napoletano" ed ha sfornato altri ottimi lavori ("L'amore molesto") fino al "Noi credevamo" del 2010 che, se non l'hai ancora veduto, ti consiglio vivamente.
Anche Salvatores e' napoletano, ma, a mio parere, le sue idee si sono appannate, con gli anni padani.

Matteo Garrone mi e' piaciuto in due suoi lavori, Silvio Soldini ci ha incantati con quel suo "Pane e tulipani" dove all'arte della recitazione partenopea di Licia Maglietta aveva abbinata la straordinaria presenza e recitazione di Bruno Ganz.

Si, ancora oggi abbiamo, ogni tanto, delle (rare) ottime uscite di films da 'pollice in su' o da 4 stelle secondo Farinotti (Da 5 stelle piene, non ne ricordo), ma nel mio precedente post volevo dire che e' la cinematografia 'media' che oggi latita nelle produzioni italiane, rispetto a quelle francesi.

"Il federale" "Io la conoscevo bene", "In nome del popolo italiano", "La parmiggiana" erano, per citarne alcuni, i prodotti 'medi' nell'anno delle loro uscite e non certo strombazzati come capolavori. Oggi, films del genere, non ne vedo.

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5
purplebunny
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Viandante Storico
Viandante Storico
Il problema attuale del cinema italiano (al di là delle logiche che hanno distrutto la possibilità dello sviluppo di attori e attrici nella lottizzazione delle produzioni televisive) sta secondome principalmente a livello produttivo. Non esistono produttori capaci di districarsi dalle logiche in larga parte mafiose del meccanismo produttivo rodato e che si è consolidato, un percorso fisso che va dalla sceneggiatura alla distribuzione nelle sale che zittisce già in partenza ogni possibilità. Ci sono rari personaggi che ci provano, ciascuno a loro modo (es. Domenico Procacci di Fandango), ma il sistema non ne è colpito, ed è il sistema che si è consolidato negli anni che ha soffocato e sta continuando a soffocare il cinema medio italiano. I vari Brizzi sono solo la risultante di un'equazione dopata alle radici, nel sistema produttivo che si è creato.

Un problema non legato al solo cinema, peraltro.

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