Libero forum di discussione, attualità e dibattiti, cultura, sentimenti, arte, psicologia, giochi, hobbies e tanto spazio per i tuoi pensieri

Le Iniziative in corso nella Valle dell'Eco forum

"Foreign"
First English Language Literary Contest of La Valle dell' Eco Forum

Vote Winner 
Here

 Contest di Poesia "La Ricerca"
Tema proposto da Candido Vincitore del Contest di Poesia "La Paura"
Vota il vincitore Qui



Nella Valle dell'Eco nasce Fake Collettivo, figlio di un audace esperimento di procreazione virtuale.
Per informazioni cliccate Qui


È in corso il I° Gioco di Ruolo della Valle Dell'Eco
Iniziativa proposta da Diego
Ambientazione: Il Medioevo - Narratore: Zievatron
Per partecipare clicca Qui



Babel's Land opened.
Click here to visit it.
To register, please use the button "Registrati".

"Nome utente" means user name and "parola chiave" means password.


L'idea di Lucio Musto diventa ebook !
Se vuoi contribuire ad illustrarlo posta Qui la tua creazione grafica.

Violenza sulle donne e stupro: a quanto pare la strada da fare è ancora tanta

Condividere

Shri_Radha
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato

Violenza sulle donne e stupro: a quanto pare la strada da fare è ancora tanta

Messaggio Da Shri_Radha il 02.04.11 12:50

In rete c'è di tutto.
Ok.
Il mondo è bello perchè vario.
Altrettanto ok.


Ma oggi gironzolando ho trovato una cosa che mi fa arrabbiare e che riporto.
L'ho trovata in un forum maschile dove ci si occupa della questione maschile.


Si parla di stupro.
Il titolo è:
UNA COSTRIZIONE COME TANTE, TRATTATA DIVERSAMENTE DALLE ALTRE
Già questo la dice lunga, davvero molto lunga.

Riporto poi alcuni passaggi

Post di apertura

VIOLENZA PRIVATA (art 610): Chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare, od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni. [salto il comma 2]
VIOLENZA SESSUALE (art 609 bis): Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da cinque a dieci anni. [salto il comma 2] Nei casi di minore gravità la pena è diminuita in misura non eccedente i due terzi.

In entrambi i casi si tratta dunque di COSTRIZIONE, esercitata mediante violenza o minaccia - anche abuso di autorità nel secondo caso. I titoli giusti sarebbero "costrizione (da parte di un privato)" e "costrizione sessuale (da parte di un privato)".
Quindi, la costrizione sessuale altro non è che UNA SPECIE di costrizione. E ad essere punita è la costrizione, non certo il sesso. Parlare di reati contro la libertà sessuale o addirittura di reati sessuali serve solo a staccarli dal loro genus (reati contro la libertà) e giustificare un TRATTAMENTO DIVERSO.
Infatti, solo per questa specie di costrizione, LA PENA AUMENTA NOTEVOLMENTE. Pertanto: qualunque cosa ti costringa a fare o subire, io prenderò dai 15 giorni ai 4 anni; soltanto se ti costringo a fare o subire una fra quelle tante cose - forse la più piacevole... - la pena schizza fino a 5-10 anni (con possibile riduzione fino ai 2/3 per i casi meno gravi).

0-4 anni contro 5-10 anni. Perchè? C'è qualche motivo reale per ritenere questa costrizione peggiore delle altre (io potrei dire che è migliore...)? Chiunque può rispondere a tale domanda.
Infligge forse più sofferenze delle altre? Dubito. E comunque, anche se non esistesse un trattamento speciale, nell'ipotesi in cui dal fatto derivasse una malattia nel corpo o nella mente di quelle indicate nell'art. 583, si applicherebbero le pene ivi previste, aumentate fino al triplo (come accade oggi per tutte le altre costrizioni).
Considerate che questa legge tutela in pratica solo le femmine - che come al solito vogliono un trattamento privilegiato (anzi, lo vorrebbero ancor più privilegiato quando invocano addirittura pene corporali! contro i rei) - e che fu approvata sulla spinta di una certa ideologia estremista.
Quanto alla nozione di atto sessuale, non saprei che dire.
E' noto che, prima della legge femminista del 1996, si distingueva tra congiunzione carnale (3-10 anni) e atti di libidine (riduzione di un terzo, quindi 2 anni - 6 anni e 8 mesi).
Oggi restano solo gli atti sessuali. Che si sa dove finiscono (penetrazione di qualunque tipo) ma non si sa dove inizino. Con l'aggravante che è prevista una riduzione della pena fino ai 2/3 nei "casi meno gravi", ma non si specifica quali siano.
Tutto questo perchè si tende ad interpretrare l'atto sessuale non come qualsiasi atto compiuto coi sessi (con gli organi sessuali), ma come qualsiasi atto che ha una valenza sessuale. Nel primo caso la norma avrebbe una portata certa, nel secondo la certezza va a farsi benedire.
Con la conseguenza che anche al gesto più insignificante si POTREBBE dare un significato sessuale e può quindi essere considerato "violenza sessuale", con relativa pena base (cioè minaccia) - salvo riduzione fino ai 2/3.
Le leggi penali dovrebbero essere scritte in ben altro modo.


Alcune Risposte


ho marcato questa discussione come importante perchè credo che metta in discussione un tabù

i tabù sono quelle convenzioni sociali che consentono di identificare una tribù rispetto ad un'altra, sono associati a pene gravissime, perchè infrangere un tabù significa mettere in discussione l'esistenza stessa della tribù

ovviamente il problema non è tanto se i tabù siano leciti, ma se siano noti
a me interessa poco che per le femministe il sesso sia un tabù

io voglio essere libero di distinguere tra il sesso e il non sesso, di sapere che una mano persa sotto una pressa in catena di montaggio è più grave di una palpata sul sedere

se poi nella loro tribù non mi vogliono, la cosa non m'inquieta affatto

-------------
Il fatto grave sta nel voler far passare l'idea che la libertà sessuale sia qualcosa di diverso dalla libertà in generale, e non una sua manifestazione: di qui l'arrivare a parlare di reati sessuali (saranno mica reati contro il sesso?) anzichè di reati contro la libertà. Altrimenti, emergerebbe che per la libertà - che è una e sola - vi è una differente tutela: una che trova applicazione sempre ed una che si applica solo nella specifica ipotesi in cui la costrizione è finalizzata al sesso.
Ancora una volta le donne hanno una tutela privilegiata. Perchè, non nascondiamoci dietro un dito, quello di essere costrette al sesso è un problema prettamente femminile. Sono tutelate più del normale in un bisogno tipicamente loro.

PS: Con la conseguenza, peraltro, che un singolo episodio di costrizione (al sesso) - che quanto potrà durare poi? - è punito quasi come l'inflizione volontaria dei mali peggiori che si possano immaginare: cavare gli occhi; rompere la colonna vertebrale con conseguente paralisi completa e permanente; mutilare i genitali (capitolo che meriterà una discussione a parte); o, "più banalmente", tagliare un braccio.
Per tutti questi fatti ("lesioni gravissime" ex art 583), la pena va dai 6 ai 12 anni, contro i 5-10 previsti per il singolo episodio di costrizione al sesso.



........... le ho scelte a caso...
sono tutte di questo livello.

Non credevo che ancora ci potessero essere individui che dubitino del fatto che lo stupro sia un crimine.
Trovo veramente pericoloso che si creino microcomunità in rete che propugnano tali idee.

Dato che in rete si esprimono senza maschere le proprie idee, trovo grave questa traccia che ho trovato.
Indica che la strada da fare a livello dio mentalità è ancora molta e rivela purtroppo quali pericoli siano alimentati dalla crisi della maschilità.



xmanx
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem

Re: Violenza sulle donne e stupro: a quanto pare la strada da fare è ancora tanta

Messaggio Da xmanx il 02.04.11 14:01

Mia cara...il problema è assai spinoso.

Partiamo da un dato di fatto.
Un pugno in faccia provoca di fatto una lesione. E la lesione è un fatto oggettivo. E quindi il pugno in faccia è "oggettivamente" una violenza.
La "palpata sul sedere" è una cosa diversa. Perchè "non è una lesione oggettiva". In alcuni contesti è una violenza. In altri contesti potresti addirittura desiderarla.

Quindi diciamo una cosa: la "violenza sessuale" si applica solo quando un soggetto subisce un gesto sessuale senza desiderarlo. E trattasi di violenza, senza se e senza ma.

Ma andiamo avanti...
Il caso Assange dimostra quanto sia difficile marcare il confine. L'atto sessuale era condiviso, voluto e desiderato. Nel momento che lui non voleva usare il preservativo è diventata violenza sessuale. scratch
Ora...cio' che lascia perplessi è l'assoluta discrezionalità che viene lasciata alla donna. Per cui è la donna che stabilisce se quell'atto sessuale è una violenza oppure no.

Questo è un problema. E' oggettivamente un problema.
Perchè la legge deve stabilire con "oggettività" cio' che è violenza e cio' che non lo è. Non si puo' lasciare alla interpretazione della "vittima" stabilire se un gesto è violenza oppure no.
In questo modo si lascia un margine ampio di discrezionalità. Magari, oggi, due si fanno una scopata. E dopo un mese uno dei due salta fuori e dice: ci ho ripensato...e tu mi hai fatto violenza. Questo è impensabile.

Sei d'accordo?

Rupa Lauste
Viandante Storico
Viandante Storico

Re: Violenza sulle donne e stupro: a quanto pare la strada da fare è ancora tanta

Messaggio Da Rupa Lauste il 04.04.11 22:28

xmanx ha scritto:Mia cara...il problema è assai spinoso.

Partiamo da un dato di fatto.
Un pugno in faccia provoca di fatto una lesione. E la lesione è un fatto oggettivo. E quindi il pugno in faccia è "oggettivamente" una violenza.
La "palpata sul sedere" è una cosa diversa. Perchè "non è una lesione oggettiva". In alcuni contesti è una violenza. In altri contesti potresti addirittura desiderarla.

ma in che mondo vivi bimbomix! te sei cresciuto a drive in e basic instinct. A parte il fatto che ci sono persone al mondo che godono quando vengono prese a pugni. La palpata sul sedere é una lesione grave, o forse hai bisogno di vedere la bua per capire, bimbomix?

xmanx ha scritto:
Quindi diciamo una cosa: la "violenza sessuale" si applica solo quando un soggetto subisce un gesto sessuale senza desiderarlo. E trattasi di violenza, senza se e senza ma.

cosa sarebbe la violenza senza se e senza ma?

xmanx ha scritto:
Ma andiamo avanti...
secondo me stiamo andando indietro

xmanx ha scritto:
Il caso Assange dimostra quanto sia difficile marcare il confine. L'atto sessuale era condiviso, voluto e desiderato. Nel momento che lui non voleva usare il preservativo è diventata violenza sessuale. scratch
Ora...cio' che lascia perplessi è l'assoluta discrezionalità che viene lasciata alla donna. Per cui è la donna che stabilisce se quell'atto sessuale è una violenza oppure no.

quindi fammi capire, una donna non puó cambiare idea qualora l'atto dovesse degenerare in atto di violenza? ciccio sai almeno il caso Assange nella sua versione ufficiale?



xmanx ha scritto:
Questo è un problema. E' oggettivamente un problema.
Perchè la legge deve stabilire con "oggettività" cio' che è violenza e cio' che non lo è. Non si puo' lasciare alla interpretazione della "vittima" stabilire se un gesto è violenza oppure no.
In questo modo si lascia un margine ampio di discrezionalità. Magari, oggi, due si fanno una scopata. E dopo un mese uno dei due salta fuori e dice: ci ho ripensato...e tu mi hai fatto violenza. Questo è impensabile.

Sei d'accordo?

quando mi dirai come stabilire con OGGETTIVITÁ la violenza, giuro che ti chiedo scusa.
per ora resti il buon vecchio bimbomix.


Shri_Radha
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato

Re: Violenza sulle donne e stupro: a quanto pare la strada da fare è ancora tanta

Messaggio Da Shri_Radha il 05.04.11 6:53

xmanx ha scritto:
Ma andiamo avanti...
Il caso Assange dimostra quanto sia difficile marcare il confine. L'atto sessuale era condiviso, voluto e desiderato. Nel momento che lui non voleva usare il preservativo è diventata violenza sessuale. scratch
Ora...cio' che lascia perplessi è l'assoluta discrezionalità che viene lasciata alla donna. Per cui è la donna che stabilisce se quell'atto sessuale è una violenza oppure no.



Forse capico che vuoi dire.
Una donna deve fare attenzione a non spingersi fino ad un punto che l'uomo può equivocare. Su questo sono d'accordo.
Però il confine tra un sì o un no resta nitido e l'uomo non è in alcun caso sollevabile dalla sua responsabilità.

    La data/ora di oggi è 29.08.14 6:24