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Le coincidenze significative: un altro modo di leggere la nostra vita

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victorinox
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Viandante Residente
Viandante Residente
La nostra vita è costellata di eventi che consideriamo coincidenze. Accadono due fatti collegati tra loro ma in modo non causale. Alcune di queste coincidenze assumono ai nostri occhi importanza e vi intravediamo un significato, tanto che ci appaiono collegati non casualmente. Rispetto a questo, è fondamentale il fato che ci abbiano emozionato.
Questo tipo di coincidenza significativa è stata studiata da Carl Gustav Jung, il quale l’ha definita sincronicità. Essa è la contemporaneità di due eventi connessi quanto al significato, ma in maniera acausale. Un evento sincronistico è una coincidenza dotata di significato soggettivo per la persona a cui accade. Per Jung una coincidenza significativa ha tre caratteristiche:
1) i fatti che la caratterizzano sono collegati in modo acausale (senza rapporto causa-effetto)
2) essa è sempre accompagnata da un’intensa reazione emotiva soggettiva
3) il contenuto dell’ esperienza ha sempre un carattere simbolico.

Dare importanza alle coincidenze significative, ci porta a considerare la nostra vita sotto un altro aspetto, che non è quello logico e/o causale.
E' una modalità di spiegazione estranea alla nostra cultura che tende a dare importanza alla ragione e al controllo. Spiegazioni di tipo magico invece sopravvalutano tali elementi sino a renderli premonizione.
Soffermarci sulle coincidenze significative, può invece farci concentrare sul nostro mondo interno, sul perché quella è per noi una sincronicità, che significato vi abbiamo visto e perché. Infatti l’attribuire a due eventi un carattere sincronistico vuol dire che qualcosa è successo in noi, ci sono motivi psicologici consci, ma più spesso, inconsci, se noi l’abbiamo notato.

Cosa pensate di questa interpretazione?
Ci sono state coincidenze significative nella vostra vita?
Le avete riconosciute e colte?
Vi va di parlarne?

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2
beautiful stranger
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Molto interessante...
E' l'unica parte degli scritti di Joung che mi ha fatto davvero, seriamente, paura Suspect
No, perchè io sono tendenzialmente paranoica, superstiziosa, affetta da senso di colpa cronico e leggendo un'opera di psicoanalisi, o quello che è, mi aspettavo di trovare un rimedio razionale, scientifico, alle mie paure più insensate. E invece che mi scrive questo? Sì, è vero, quel sogno terribile che hai fatto l'altra notte potrebbe effettivamente annunciare qualche sciagura
Mi è capitato di collegare una serie di eventi molto dolorosi della mia vita ad azioni precedenti, con le quali non vi era un rapporto causale empirico, reale, ma simbolico e spirituale sì, fortissimo. Diciamo quel che una volta veniva definito "castigo divino". Solo che spesso "dio" siamo noi stessi. BeautyfulSuina

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3
Magonzo
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Viandante Storico
Viandante Storico
sono poco suggestionabile e tendenzialmente propendo alla razionalità;
mi è capitato di confrontarmi con posizioni più articolate della mia, ma in fondo credo che tutto ciò che "crea", è già dentro di noi e sotto i nostri occhi, a prescindere dai segnali...
e sì che, di quei segnali, ne ho avuti, e uno in particolare strabiliante;
a pensarci bene però, è molto più strabiliante la forza di ciò che quella coincidenza avrebbe dovuto suggerire

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4
beautiful stranger
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Su un altro forum, in una discussione su certi scritti di Joung in tema di tarocchi e affini, un utente sostenne che fossero frutto di una sorta di "demenza senile" dello scrittore, altrimenti detta "strizza della morte che avvicina al misticismo per disperazione". Secondo voi è davvero così?

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5
Magonzo
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Viandante Storico
Viandante Storico
beautiful stranger ha scritto:Su un altro forum, in una discussione su certi scritti di Joung in tema di tarocchi e affini, un utente sostenne che fossero frutto di una sorta di "demenza senile" dello scrittore, altrimenti detta "strizza della morte che avvicina al misticismo per disperazione". Secondo voi è davvero così?

non lo so in effetti...
però l'interesse di Jung per gli archetipi non è da demenza senile, e i Tarocchi, così come l'astrologia e altre forme di interpretazione della realtà basate su rappresentazioni archetipiche non sono estranee al suo tipo di impostazione, condivisibile o meno che sia

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6
nick
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Viandante Residente
Viandante Residente
"Ci sono state coincidenze significative nella vostra vita?"
Certo.

Io non credo ci sia nulla di magico, almeno non nel senso che siamo soliti attribuire a quel termine.
Ma, probabilmente è ciò che intendi anche tu.
Quanto alla sopravvalutazione delle spiegazioni, sì, quello è il rischio che si corre spesso quando ci si addentra per certe vie.
Si tratta di interpretare, appunto, ma i segni non sono univoci e si tende a d attribuire loro il significato che, di volta in volta, si mostra più vicino alla soddisfazione dei nostri desideri.
Altro è il "leggere" per leggere, per comprendere, ma anche qui il rischio c'è.
Quando si comincia un certo percorso non ci si fa caso ma dopo un po' ti accorgi che tutto intorno non solo è leggibile ma pretende di esserlo.
C'è da perdersi; se non si ha sufficiente equilibrio, meglio chiamarsi fuori.




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7
ThanksGod
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Viandante Storico
Viandante Storico
Nulla avviene per caso. Tutte le nostre azioni sono frutto di ciò che pensiamo.
Facciamo parte di una grande macchina. Possiamo controllare e creare la nostra vita a nostro piacimento anche se è difficile. Il fatto brutto della nostra esistenza è che puntiamo la nostra attenzione soloo sù ciò che non vogliamo e questo porta ad altre cose negative.

Anche di fronte ad una coincidenza, ho imparato che l'ho voluta io anche inconsapevolmente.

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8
hakimsanai43
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Viandante Storico
Viandante Storico
Oklahoma City 1954:
il sign.David Jones urta l'auto del sign.David Jones.
Chiamano lo sceriffo per dichiarare l'incidente e scoprono che lo sceriffo si chiama David Jones.
L'incidente è avvenuto a Jonesville,un borgo di Oklahoma City.

Da:"Cento casi impossibili"

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9
Giglio Bianco
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
A me piace molto ridere sulle coincidenze che ritengo "significative". Spesso indico il fatto, la scritta che trovo su un muro, i consigli di youtube che sembrano "fatti apposta" per una data situazione, e urlo "E' un segnoooo" oppure "e' stregato questo coso!!!".

E' ovvio che non e' cosi' e sono io in realta' a dare importanza a casualita' perche' sono molto concentrato su alcune cose.
Ma e' divertente a volte pensare che "il destino", "la grande calamita" o qualche forza che non si sa, in realta', ti stia prendendo un po' per il culo.

Molti miei amici potrebbero confermare che qualsiasi cosa di "casuale" io mi metta a utilizzare mi da sempre responsi che sembrano tutto fuorche' casuali. Ed e' divertente cosi'. rotolarsi dal ridere

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10
purplebunny
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Viandante Storico
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Ossia a dire, a non essere casuale è come si interpretano i fatti casuali. BeautyfulSuina

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11
The Royal
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Viandante Storico
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Vorrei narrare una "coincidenza" non so se significativa, ma vissuta personalmente. E'impressionante. Capisco che non ci crederete, ma mi accadde veramente. Non saprei la portata di questo evento, se non il fatto che io mi trovai in una circostanza che letteralmente adoravo. Qualche anno fa, su una satellitare libera in tarda serata stavano trasmettendo il film Il delitto perfetto di Hitchcok. Sostanzialmente la vicenda verteva sul fatto che intorno alle 23 di una serata stabilita, un marito avrebbe chiamato da fuori la moglie al telefono, per farla avvicinare ad esso ed un assassino pronto in casa avrebbe dovuto eliminarla. Vi posto la scena.Cliccate poi sulla scritta "watch on you tube".

Prestate attenzione a quanto avviene al 10.51 del video: Ray Milland, il marito guarda l'orologio per fare la telefonata, ma chiede conferma ai colleghi perche' forse il suo si e' fermato. Emerge che sono circa le 23.Nel film.Per combinazione io mi voltai per guadare che ora fosse, in casa, e mi accorsi che l'orologio appeso al muro alle mie spalle segnava le 23.05. Sembrava di essere in diretta. Non riesco ad esprimere cio' che provai. Posso solo parlare di una immensa emozione. Commentate voi una circostanza del genere, se ritenete che ci sia qualcosa da commentare. BeautyfulSuina

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12
Giglio Bianco
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
purplebunny ha scritto:Ossia a dire, a non essere casuale è come si interpretano i fatti casuali. BeautyfulSuina

E' bello quando quello logorroico sono io, e tu sei quella con il dono della sintesi.

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13
hakimsanai43
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Viandante Storico
Viandante Storico
Il sign Ferguson ha sparato all'amante di sua moglie ma ha fallito il colpo e la pallottola è penetrata nel tronco della quercia del giardino.
E tutto finisce lì.
30 anni dopo il sign.Ferguson va a vedere lo spettacolo dei pompieri che fanno saltar in aria quella quercia che oscurava oramai tutte le finestre del lato sud della villa.
la quercia salta in aria e il sign.Ferguson viene colpito al cuore da quella pallottola che lui aveva sparato 30 anni prima e muore sul colpo.

Sempre da:"Cento casi impossibili".


sad

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14
Rupa Lauste
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Viandante Storico
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la casualità è inversamente proporzionale alla conoscenza.
chissà magari un giorno ci libereremo da ogni principio di indeterminazione, di singolarità o da ogni sorta di casualità perchè avremo imparato a dare un altro nome a ciò che oggi la nostra incapacità ci costringe a chiamare casuale ciò che non riusciamo a spiegare in altri termini.

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15
purplebunny
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Viandante Storico
Viandante Storico
Rupa Lauste ha scritto:la casualità è inversamente proporzionale alla conoscenza.
chissà magari un giorno ci libereremo da ogni principio di indeterminazione, di singolarità o da ogni sorta di casualità perchè avremo imparato a dare un altro nome a ciò che oggi la nostra incapacità ci costringe a chiamare casuale ciò che non riusciamo a spiegare in altri termini.

Non è che stai confondendo "casuale" con "incausato"? Non necessariamente casuale significa incausato (anche se può assumere anche questa valenza - secondo ad esempio la fisica attuale, così è).
Se tiro un dado, l'esito è detto "casuale", ma non significa che si stia in qualche modo negando che quel determinato numero sia uscito per una serie di "microcause" correlate tra loro. Almeno mi sembra.

Tra Einstein (determinista) e Bohr (indeterminista) comunque "aveva ragione" Bohr, come ammise Einstein stesso. Questo per quello che sappiamo a oggi.
Domani chissà. Sarà il caso a dirlo... Linguino

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16
Rupa Lauste
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Viandante Storico
Viandante Storico
purplebunny ha scritto:
Rupa Lauste ha scritto:la casualità è inversamente proporzionale alla conoscenza.
chissà magari un giorno ci libereremo da ogni principio di indeterminazione, di singolarità o da ogni sorta di casualità perchè avremo imparato a dare un altro nome a ciò che oggi la nostra incapacità ci costringe a chiamare casuale ciò che non riusciamo a spiegare in altri termini.

Non è che stai confondendo "casuale" con "incausato"?


grazie per la fiducia sorcetto viola
sad

purplebunny ha scritto:
Non necessariamente casuale significa incausato (anche se può assumere anche questa valenza - secondo ad esempio la fisica attuale, così è).
Se tiro un dado, l'esito è detto "casuale", ma non significa che si stia in qualche modo negando che quel determinato numero sia uscito per una serie di "microcause" correlate tra loro. Almeno mi sembra.

Ammetto di aver fatto confusione mettendo tutto nel calderone.

Incausato è una parola orrenda comunque!
Se tiro un dado, l'esito è casuale e le microcause sono praticamente indefinibili e irripetibili.
Se un giorno sarò in grado di individuare le cause, dall'alito di vento alle proprietà nanomeccaniche della materia, e di riprodurle alla perfezione l'esito sarà sempre lo stesso. Di casuale ci sarà ben poco.
Sarà un gesto volontario e misurato.
L'esempio è portato all'estremo ma di solito i test, gli esperimenti, le formule servono a calibrare un fenomeno per poi riprodurlo.

Se penso ad una persona e questa persona mi compare per strada dopo due secondi,il fenomeno è casuale è acausale come dice Victorinox ma ovviamente i due eventi presi singolarmente hanno delle cause alla base del loro verificarsi e forse c'è pure un perchè del loro verificarsi.
Un giorno però magari scopro che quella persona è comparsa perchè pensavo a lei, era il 18 aprile, il mio piede sinistro era girato di 30 gradi a est, avevo un tremendo mal di testa. Bene se dovessi scoprire che questa assurda associazione di eventi sono serviti a far comparire quella persona e riuscissi a ricrearli...di acausale ci sarebbe ben poco.

Ci tengo a precisare che non sto dicendo che le coincidenze hanno uno scopo, un progetto divino o altre robe del genere. sto valutando la remota ipotesi che le cause in realtà siano individuabili e riproducibili e quindi veicolabili e indirizzabili in modo volontario.

Ora per qualche motivo c'è chi fa sogni premonitori. (lo so che con questo mi merito il vaffanculo del giorno).
Per qualche motivo 10 minuti prima che la sveglia cominci a suonare tu stai sognando che sta per suonare (questa forse è più semplice da spiegare)

io direi che c'è ancora tanto da scoprire...sarei un po' più ottimista.

Guardacaso proprio nell'infinitamente piccolo e nell'infinitamente grande, si diventa indeterministi.
Sarà che la scienza è paracula?


purplebunny ha scritto:
Tra Einstein (determinista) e Bohr (indeterminista) comunque "aveva ragione" Bohr, come ammise Einstein stesso. Questo per quello che sappiamo a oggi.
Domani chissà. Sarà il caso a dirlo... Linguino


Bohr senza la relatività di Einstein non sarebbe manco riuscito a confutare Einstein.
e a me non risulta gli abbia dato ragione
:+]:

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purplebunny
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Viandante Storico
Viandante Storico
Rupa Lauste ha scritto:Incausato è una parola orrenda comunque!

Concordo!

Se tiro un dado, l'esito è casuale e le microcause sono praticamente indefinibili e irripetibili.
Se un giorno sarò in grado di individuare le cause, dall'alito di vento alle proprietà nanomeccaniche della materia, e di riprodurle alla perfezione l'esito sarà sempre lo stesso. Di casuale ci sarà ben poco.
Sarà un gesto volontario e misurato.
L'esempio è portato all'estremo ma di solito i test, gli esperimenti, le formule servono a calibrare un fenomeno per poi riprodurlo.

Se riesci a includere anche la variabile temporale, cioè la computazione delle possibilità prima che l'evento si esaurisca (altrimenti decade la valenza predittiva e quindi la sua riproducibilità), sicuramente. Cosa che nei sistemi complessi (o caotici) diventa alquanto improbabile.

Ora per qualche motivo c'è chi fa sogni premonitori. (lo so che con questo mi merito il vaffanculo del giorno).
Per qualche motivo 10 minuti prima che la sveglia cominci a suonare tu stai sognando che sta per suonare (questa forse è più semplice da spiegare)

Non mi sembra ci sia nulla di misterioso, in nessuna delle due cose, ma se vuoi parliamone, a parte però!

io direi che c'è ancora tanto da scoprire...sarei un po' più ottimista.

C'è sicuramente miriadi di cose da stabilire, limare, eventualmente correggere, e ci saranno sempre, con ogni probabilità, a seconda della porzione di realtà che si sceglie di prendere in considerazione e del margine di errore che si decide di tenere per buono. Per il momento però la meccanica quantistica, pragmaticamente, 'funziona'.
"Ottimista" comunque presuppone che per te la casualità sarebbe un'evenienza negativa - perché la reputi tale?

Guardacaso proprio nell'infinitamente piccolo e nell'infinitamente grande, si diventa indeterministi.
Sarà che la scienza è paracula?

Non mi sembra. Semplicemente per il momento i dati sperimentali rimangono coerenti con una spiegazione di questo tipo e non con altre.

Bohr senza la relatività di Einstein non sarebbe manco riuscito a confutare Einstein.

E' il bello della scienza. BeautyfulSuina

e a me non risulta gli abbia dato ragione


Dopo diversi tentativi di dimostrare l'incoerenza della teoria di Bohr, Einstein dovette finalmente ammettere che la teoria era coerente (a me almeno sembra proprio di ricordare così, ma è possibilissimo che ricordi male v_v). Quindi ammise in qualche modo l'esistenza del caso in natura, ma solo per l'infinitamente piccolo, a livello di quanti, mentre per il macroscopico continuò pragmaticamente (e con buone ragioni, mi sembra) a essere determinista.

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