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Le pietre miliari del cinema -

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Blasel
Blasel
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Nel 1895 i fratelli Lumiere, dopo vari brevetti, iniziarono con il loro cinematographe il pubblico alle proiezione di films, in questi 116 anni il progresso tecnologico ci ha portati a considerare con simpatia la 'vecchia' pellicola infiammabile, ormai 'quasi' sostituita dall'elettronica.

Vediamo, insieme, i capisaldi di questa storia :

il 6 ottobre 1927 esce nelle sale newyorkesi "The jazz singer" (Il cantante di jazz), interpreetato da Al Jolson ed e' il primo film sonoro. In pratica, il cinema ha impiegato 32 anni per 'imparare' a parlare... e, comunque, a parte l'innovazione, questa pellicola non ha grandi altri meriti, ma ha avuto due 'remake', di cui l'ultimo, del 1980, a colori, avente come interprete Neil Diamond.

Gia' dal 1908 erano apparse le prime pellicole a colori, ma si dovra' attendere l'anno seguente per poter vedere a colori in 'Kinemacolor' la banda musicale scozzese degli Higlanders suonare, anche se... il sonoro non c'era ancora.

Quello che viene ricordato come primo vero film sonoro a colori e' un musical del W.B. "On with the show" che e' del 1929.

Cio' che potra' meravigliarvi e' che il primo film in 3D e' stata proiettato nel 1922 dal titolo "The power of love" che utilizzava il sistema anaglifo (occhiali con una lente verde e l'altra rossa), ma, ancora piu' meraviglia, nell'apprendere che il primo film realizzato dopo il brevetto di Land con lenti polarizzate (quindi visibile con occhiali Polaroid) e' italiano ed e' del 1939 dal titolo "Nozze vagabonde"

Sara' anche per la poverta' della popolazione che contribui' a contenerne i costi, ma nella storia del cinema entra, con diritto, anche l'Italia che nel 1912 produsse il primo 'Kolossal', con oltre 5.000 comparse... ed era "Quo vadis" di Arturo Ambrosio, che resto' ben 10 mesi in programmazione a Broadway, cui, nel 1914, segui' "Cabiria" di Pastrone, sceneggiato da D'Annunzio della durata (sbalorditiva) di 168'.

La travagliatissima gestazione di "Via col vento", vide la luce nel 1939 e, risulta diretto da Victor Fleming, in realta' si successero George Cukor e Sam Wood che in contrasto con il produttore David O.Selznick, si dimisero e, in pratica, la regia e' del produttore. Questo film ha stabilito dei record che rimangono a tutt'oggi imbattuti.
http://it.wikipedia.org/wiki/Via_col_vento

Nel 1953, principalmente per combattere la televisione ed il suo rapporto visivo 4 : 3, viene realizzato il primo film in CinemaScope ed e' "La tunica" (The robe) durata 135', interpreti : Richard Burton, Jean Simmons e Victor Mature.


Per non tediarvi con un post kilometrico, per ora mi fermo qui, manifestate, con i vostri post, se desiderate che continui a cavalcare quest'onda.

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NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Via Col Vento è un film che adoro....
chi non vorrebbe restare vittima del bacio di red butler
con Atlanta in fiamme sullo sfondo?
Come sono cambiati i baci nel cinema....
niente più donne che oppongono resistenza...
... niente più uomini che per baciarle torcono loro l'osso del collo....
.... ah.... dove andremo a finire...



BeautyfulSuina continua questo racconto...
mi piacerebbe vedere anche delle immagini se si può

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Blasel
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Come da gentile richiesta della mia cara amica Ninfa :

Via col vento : Francamente me ne infischio


Via col vento : scena del corsetto


La tunica : scene iniziali


The jazz singer (1927) Mammy

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Blasel
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Dopo aver citato (solo) alcune 'pietre miliari' dell'evoluzione tecnica del cinema, desidero rivisitare altri capisaldi importanti per altri motivi.

Per antonomasia "Ossessione" di Luchino Visconti, del 1943, viene considerato il primo film neorealista, neorealismo che e' nato e proliferato in Italia, con eccellenti risultati, pluripremiati a livello planetario. La trama del film e' tratta dal romanzo di Cain del 1934 "Il postino suona sempre due volte", che nel 1939 ispiro' il film francese "Le dernier tournant" (inedito in Italia) e, solo nel 1946, "Il postino suona sempre due volte" con Lana Turnere interprete della 'dark lady'.

Sono interessanti alcuni retroscena sulla nascita di Ossessione. Essendo l'Italia in guerra, anche con gli U.S.A., nel 1943, Visconti non pote' ottenere i diritti del libro da Cain e quindi, con un gruppo d'intellettuali milanesi, anche loro, come lui, collaboratori della rivists 'Cinema', riadatto' completamente tale storia, in Italia, nella bassa Padania, con personaggi dell'attualita' dell'epoca.
Il film, uscito nel 1943, in piena era fascista, fu proiettato solo un paio di giorni a Milano, sequestrato e distrutto dalla R.S.I. di Salo', solo grazie ad un negativo, rimasto nelle mani di Visconti, e' giunto fino a noi. Altra chicca : non avendo i diritti sull'opera letteraria, e' stato possibile proiettare tale film, negli U.S.A., solo nel 1976.

E' del 1945 "Roma citta' aperta' e' il primo successo mondiale del neorealismo italiano e la storia della gestazione e realizzazione di tale film, ha indotto Carlo Lizzani a girarne un successivo film, del 1996, dal titolo "Celluloide" in cui Massimo Ghini Interpreta il regista Roberto Rossellini.
E' superfluo, quindi, che vi parli del film stesso, ma e' bene sapere che alla sua uscita in Italia, nel 1945, ebbe scarsissimo successo. Dopo aver vinto al festival di Cannes e dopo i nastri d'argente, ebbe il successo che ancora oggi gli viene tributato.

Del 1946 sono "Paisa' " di R.Rossellini, "Sciuscia' " di V.DeSica (premio Oscar), "Il bandito" di A.Lattuada

Mentre 'Roma citta' aperta' era stato interpretato da attori professionisti (la Magnani e Fabrizzi su tutti), cosi come "Il Bandito" di Lattuada, per "Paisa' " di Rossellini e per "Sciuscia' " di DeSica, si preferiscono, come interpreti, attori non professionisti, presi dalla vita reale.

Il successo di tali due film e' mondiale ed universalmente vengono riconosciuti come capolavori.

Della corrente neorealista sono anche "Gioventu' perduta" di Pietro Germi e "Caccia tragica" di DeSantis, entrambi del 1947, ma e' il 1948 che ci da i capolavori :

"Ladri di biciclette" di DeSica (Oscar, Golden Globe etc etc), "Germania anno zero" di Rossellini (Pardo d'oro etc.), "Senza pieta'" di Lattuada, "In nome della legge" di Germi, "Sotto il sole di Roma" di Castellani, "Anni difficili" di Zampa, ma e' con "La terra trema" di Visconti, che adatta il romanzo di Verga, monumento del 'verismo' : 'I Malavoglia', che abbiamo, non solo attori non professionisti presi dalla vita reale, ma che parlano anche nel loro dialetto (siciliano) stretto ed incomprensibile ai piu', quindi verismo e neoralismo insieme.

Degni di nota dehgli anni successivi, cronologicamente, sono : "Riso amaro" di DeSantis, "Stromboli terra di Dio" di Rossellini, tuttyi del 1949, "Il cammino della speranza" di Germi del 1950, "Bellissima" di Visconti, "Miracolo a Milano" di DeSica, entrambi del 1951, poi, nel 1952, a mio parere, gli ultimi bagliori del neorealismo con "Due soldi di speranza" di Castellani, "Processo alla citta' " di Zampa ed il capolavoro assoluto di DeSica "Umberto d"

All'uscita nelle sale, "Umberto d" non riscosse ne' il successo del pubblico, ne' quello dei politici dell'epoca che accusavano il film di mostrare un'Italia che, ai loro occhi, era inesistente perche' invisibile e dicevano che "I panni sporchi si devono lavare in famiglia e non farli vedere all'estero". Giulio Andreotti, all'epoca Sottosegretario allo spettacolo, scrisse su "Libertà": «Se è vero che il male si può combattere anche mettendone a nudo gli aspetti più crudi, è pur vero che se nel mondo si sarà indotti - erroneamente - a ritenere che quella di Umberto D. è l'Italia della metà del XX secolo, De Sica avrà reso un pessimo servizio alla sua patria, che è anche la patria di Don Bosco, del Forlanini e di una progredita legislazione sociale».


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Blasel
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Blasel
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Anche se in altro thread abbiamo gia' parlato della 'Nouvelle vague' (nuova onda), ne ribadiamo le origini. Dopo il realismo poetico iniziato da Jean Renoir negli anni 30', dal quale derivo' il neorealismo italiano, negli anni 50', il termine 'nouvelle vague' fu coniato nel novembre del 1957 ed 'affibbiato' ai films dei giovani autori dal 1958 in avanti.

François Truffaut, Jean-Luc Godard, Jacques Rivette, Claude Chabrol e Eric Rohmer furono i fondatori di tale movimento e si riconobbero in esso. Come per il neorealismo italiano, gli autori cercavano le loro storie nella vita reale e quanto piu' possibile aderenti alla realta' quotidiana. I registi cercavano volti nuovi, cui affidare le loro storie come Jean-Luc Godard che realizzo' con la sua Musa ispiratrice : Anna Karina alcune pietre miliari di tale corrente, o come François Truffaut che trovo' in Jean-Pierre Leaud il suo alter ego a cominciare dal famosissimo "I 400 colpi"

"Le beu Serge" di Chabrol, girato nel 1957 e distribuito l'anno successivo, e' considerato il capostipite di tale corrente, ma, a mio avviso, non e' tra i capolavori della corrente e dell'autore.

E' con "I 400 colpi" di Truffaut, nel 1959, vincitore a Cannes che la 'nouvelle vague' prende un largo successo. Anche se il titolo italiano e' identico, nelle parole, all'originale, in francese 'fare i 400 colpi' e' un'espressione idiomatica per indicare che fa il 'diavolo a quattro'.

"Fino all'ultimo respiro", di Godard, su sceneggiatura di Truffaut, con Jean-Paul Belmondo e Jean Seberg, nel 1960 (vincitore a Berlino) fu accolto malamente dalla critica ed anche dal pubblico che non aveva mai visto prima calpestare consuetudini, tradizioni ed una ribellione alle leggi ed alle autorita'. Vi rammento che i movimenti studenteschi, che noi chiamiamo "68" iniziarono tre anni dopo l'uscita di questo film ed anche che il Concilio Vaticano II sarebbe cominciato soltanto due anni dopo e chiuso, anzitempo, nel 1965 anche per la piega che avevano preso le rivoluzioni culturali in atto.

"Vivre sa' vie", (questa e' la mia vita) di Godard, e' del 1962, vincitore del Leone d'argento a Venezia, adotta una nuova tecnica narrativa, con 12 'tableaux' (quadri, ma in realta' sono 12 capitoli) slegati, che raccontano la storia della protagonista : Nana Kleinfrankheim, interpretata da Anna Karina, che da commessa, aspirante attrice, diventa prostituta per poi finire uccisa dal suo protettore quando ne vuole uscire.

"Tirate sul pianista" di Truffaut, del 1960, viene (malamente) considerato 'minore' nella filmografia del regista, anche se a me e' sempre piaciuto molto.

Ma, il 1962 ci da un altro capolavoro, in contemporanea con 'Vivre sa' via', questo di Truffaut e' "Jules et Jim",+ storia di un amore a tre che rischio' di non uscire in Italia (vedi ingerenze vaticane) e solo grazie a Roberto Rossellini e Dino DeLaurentis, che lo distribui', fu proiettato anche se vietatissimo ai minori di anni 18.




Tappa.

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