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Ulteriore peso o sollievo?

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BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
sarà che io non mi ritengo un salvatore/vate/stregone ma uno sfigato che ha sicuramente iniziato ad aiutare gli altri sia per trovare qualcuno più sfigato e sentirsi in vantaggio, sia per cercare di risolvere i propri problemi, non ci sono riuscito ma mi sono accorto che ci sono limiti e vincoli di dignità da non oltrepassare mai

ps: certo che detto così è sintetico ma non sò se può essere capito aldilà del mio cinismo, "trovare qualcuno di più sfigato" è orrendamente sincero e al tempo stesso riduttivo, ovvio che non è proprio così, io ho iniziato 21 anni fa a lavorare con i minori poi sono passato ai disabili, diciamo che quando ho superato la soglia del buonismo e quella del disgusto (perchè chiaramente l'accudimento fisico ha risvolti che persone impreparate possono trovare disgustosi) ho capito che alcune cose di alcune tipologie di disabili si incontravano con miei limiti, quindi un versante di egoistico tornaconto c'è stato, ed anche una DEFINIZIONE DI RUOLI tale per cui diventava palese chi era il disabile, in realtà (e non è retorica, sto parlando di esperienza vissuta) alcuni "disabili" mi hanno insegnato coraggio, forza, pazienza e svariate altre qualità che possiedono in misura molto maggiore rispetto ai così detti NORMALI... per cui non era più tanto chiaro chi era abile e chi disabile!

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27
tulip
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Lucio Musto ha scritto:Certe volte mi sento il sacco di cemento sulle spalle, quelli da 50 chili che si usavano una volta.
Mi sembra di avere addosso tutta la responsabilità della vita di qualcun altro.
E mi fotto dalla paura. Io lo so che non è forza mia, ma non posso dirlo, a quell'altro.
Quello ha deciso di appoggiarsi a me!
Allora stringo i denti e prego per farcela.

Nessuno è perfetto ma ti assicuro che se quella persona ha deciso di fidarsi di te è perchè in quel momento ha bisogno proprio di te e non gli importa dei tuoi limiti , sa bene che tutti abbiamo dei limiti

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28
tulip
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Viandante Storico
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BIGbossSTIGAZZI ha scritto:sarà che io non mi ritengo un salvatore/vate/stregone ma uno sfigato che ha sicuramente iniziato ad aiutare gli altri sia per trovare qualcuno più sfigato e sentirsi in vantaggio, sia per cercare di risolvere i propri problemi, non ci sono riuscito ma mi sono accorto che ci sono limiti e vincoli di dignità da non oltrepassare mai

ps: certo che detto così è sintetico ma non sò se può essere capito aldilà del mio cinismo, "trovare qualcuno di più sfigato" è orrendamente sincero e al tempo stesso riduttivo, ovvio che non è proprio così, io ho iniziato 21 anni fa a lavorare con i minori poi sono passato ai disabili, diciamo che quando ho superato la soglia del buonismo e quella del disgusto (perchè chiaramente l'accudimento fisico ha risvolti che persone impreparate possono trovare disgustosi) ho capito che alcune cose di alcune tipologie di disabili si incontravano con miei limiti, quindi un versante di egoistico tornaconto c'è stato, ed anche una DEFINIZIONE DI RUOLI tale per cui diventava palese chi era il disabile, in realtà (e non è retorica, sto parlando di esperienza vissuta) alcuni "disabili" mi hanno insegnato coraggio, forza, pazienza e svariate altre qualità che possiedono in misura molto maggiore rispetto ai così detti NORMALI... per cui non era più tanto chiaro chi era abile e chi disabile!

ma nel mestiere che fai e che in qualche modo faccio anch'io è insita la fiducia. Capita che qualcuno si fidi e ti confidi qualcosa e non puoi anticipatamente dire" no grazie, nessuna confidenza" certo è un ulteriore peso che a volte mi deprime un pò ma non riesco ad essere cinica anche se solo come arma di difesa.

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29
BigBossStigazzi
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aspetta, se chi si confida è una persona con cui lavori, certo che c'è anche lo spazio per confidenze, ma bisognerebbe tenere d'occhio la "giusta distanza", se si confidano estranei perchè si acquisisce quella "patina empatica" che ti rende riconoscibile come "persona che da fiducia, di cui ci si può fidare" bisogna mettere degli stop per difesa propria, ma anche per garantire l'altro, bisogna sempre ricordare come dicono i cinesi che se salvi una persona ne diventi responsabile...

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30
tulip
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non vedo quale sia la differenza...se si confida con te una persona con cui o per cui lavori lo fa perchè perchè ispiri fiducia e la stessa cosa può avvenire anche con uan persona che conosci da 5 minuti

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31
BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
beh la differenza c'è, nel senso che una relazione che parte da una base di professionalità ha delle caratteristiche diverse da una relazione informale e deve essere così per garantire i soggetti della relazione...

facciamo un esempio, fra poco vado ad aprire un centro di aggregazione giovanile, potrei essere uno che passa da lì, un volontario oppure quello che sono, un educatore, niente mi toglierebbe la responsabilità civile che ha ogni adulto, se vedo un gruppo di bulli che picchiano un altro ragazzo di intervenire per difendere la vittima, ma il fatto che io sia un educatore e sia lì in quanto professionista, garantisce i minori, le istituzioni, le famiglie che ogni cosa che succede viene monitorata da una persona adulta e rosponsabile che può anche non fare nulla, o ascoltare un ragazzo che ha voglia di parlare di sè o dei propri problemi... ti assicuro che c'è una differenza enorme, anche nel tipo di ascolto, anche nel considerare aldilà del buon senso ma per le proprie conoscenze e per lea propria esperienza quando è il caso di tacere e rendersi invisibili e quando è il caso di dare consigli

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32
tulip
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Viandante Storico
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Ma che ti devo dire...perfino ieri una collega mi hanno detto che appena mi ha visto ha capito che poteva fidarsi... e non ci conoscevamo....
Credo che ci sia qualcosa che prescinda dal rapporto di lavoro nell'empatia tra due persone

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33
BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
è una scelta cara tulip, io sono convinto che purtroppo ci sono moltissime persone che amano manipolare gli altri, chi con l'arroganza e la violenza e chi con il vittimismo ed il pietismo o le confidenze, all'interno di una relazione d'aiuto nessuno è in obbligo, non metto in obbligo nessuno, accogliendo confidenze, è il mio lavoro, se io ascoltassi ogni persona che vuole farmi delle confidenze (io, dico, vale per me) sentirei di non essere sincero, perchè le confidenze implicano altri livelli di rapporto, livelli intimi di rapporto implicano complicità e tempo da dedicare, io ho bisogno anche di farmi gli affari miei, concretamente sò che poi non riesco ad essere sempre disponibile per tutti coloro che mi chiedono aiuto...sarò arido che ti devo dire

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34
tulip
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Viandante Storico
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Hai ragione per le confidenze ci ci vuole un rapporto profondo però mi è anche capitato che qualcuno mi facesse delle confidenze pur non conoscendomi , forse perchè gli ispiravo fiducia e la cosa in qualche modo mi ha fatto piacere ma nello stesso tempo mi pesa come ho scritto sopra.

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