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Ulteriore peso o sollievo?

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1
tulip
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Viandante Storico
Riflettevo sul peso o sollievo che possono dare le discussioni con altre persone.
Mi capita spesso di dialogare in modo bonario e semplice con persone che conosco poco, il fruttivendolo, la farmacista etc...di solito si parla del tempo, o delle notizie del tg per qualche minuto e finisce tutto lì...a volte non so come, capita che qualcuno ti racconti delle sue cose un pò più personali, così senza motivo, come se aspettasse solo di poter parlare di qualche peso interno con il primo che capita e a volte il primo che capita sono io.
La cosa non mi infastidisce, anzi, però in alcuni periodi penso sia una bella cosa, che la gente entri subito in empatia con te e ti faccia piccole confidenze che magari per uno o due minuti ti distolgono la mente dai tuoi pensieri, a volte penso invece di aver acquisito un nuovo peso, come se i miei pensieri non bastassero e gli altri mi caricassero anche dei loro e la cosa mi pesa nel senso che il discorso non rimane relegato ai pochi minuti in cui se ne parla ma rimane nella mia testa e mi frullano delle possibili soluzioni o solo pensieri sparsi.
Avete anche voi queste sensazioni? I discorsi fatti con gli altri sono pesi o sollievo ai nostri pesi?

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2
RobyM
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Viandante Storico
Viandante Storico
tulip ha scritto:Riflettevo sul peso o sollievo che possono dare le discussioni con altre persone.
Mi capita spesso di dialogare in modo bonario e semplice con persone che conosco poco, il fruttivendolo, la farmacista etc...di solito si parla del tempo, o delle notizie del tg per qualche minuto e finisce tutto lì...a volte non so come, capita che qualcuno ti racconti delle sue cose un pò più personali, così senza motivo, come se aspettasse solo di poter parlare di qualche peso interno con il primo che capita e a volte il primo che capita sono io.
La cosa non mi infastidisce, anzi, però in alcuni periodi penso sia una bella cosa, che la gente entri subito in empatia con te e ti faccia piccole confidenze che magari per uno o due minuti ti distolgono la mente dai tuoi pensieri, a volte penso invece di aver acquisito un nuovo peso, come se i miei pensieri non bastassero e gli altri mi caricassero anche dei loro e la cosa mi pesa nel senso che il discorso non rimane relegato ai pochi minuti in cui se ne parla ma rimane nella mia testa e mi frullano delle possibili soluzioni o solo pensieri sparsi.
Avete anche voi queste sensazioni? I discorsi fatti con gli altri sono pesi o sollievo ai nostri pesi?

Ultimamente mi sono trovata anch'io a riflettere su questa cosa.
Perche' il venire a conoscenza di un segreto.. non so perche', ma stavolta l'ho vissuto come un peso impossibile da portare, tanto che ho lasciato un posto che frequentavo da anni.
Io agisco sempre molto istintivamente, perche' troppo spesso arrivo a detestare questa cazzarola di "empatia" che ho: prendo quasi tutto a cuore, sto male con chi sta male e gioisco per chi sta bene.
Sto imparando a mettere un freno alle persone, per proteggermi. Per quanto provi sempre estrema comprensione per chiunque "sputi un rospo": si sa che e' piu' facile farlo con chi non ti giudica perche' ti conosce poco, o troppo superficialmente.
Non posso che invitarti a fare altrettanto.
(hu.. ma si chiama "egoismo personale".. wow! Faccio progressi)

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3
Giglio Bianco
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Essere molto empatico e' una "dote" che mi prende per mano da quando ero piccolissimo, quindi in un certo senso ci sono "abituato", per me e' normalita' prendere a cuore le cose che mi vengono esposte, e non e' mai stato un peso, a patto che non si tenti di impormi di aiutare o stare vicino.

Al contrario, spesso sbrocco con le persone troppo riservate e distaccate da me, prendo la loro mancanza di confidenza come un tenermi a distanza, e mi allarmo e rattristo inutilmente.

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4
tulip
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Viandante Storico
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RobyM ha scritto:
tulip ha scritto:Riflettevo sul peso o sollievo che possono dare le discussioni con altre persone.
Mi capita spesso di dialogare in modo bonario e semplice con persone che conosco poco, il fruttivendolo, la farmacista etc...di solito si parla del tempo, o delle notizie del tg per qualche minuto e finisce tutto lì...a volte non so come, capita che qualcuno ti racconti delle sue cose un pò più personali, così senza motivo, come se aspettasse solo di poter parlare di qualche peso interno con il primo che capita e a volte il primo che capita sono io.
La cosa non mi infastidisce, anzi, però in alcuni periodi penso sia una bella cosa, che la gente entri subito in empatia con te e ti faccia piccole confidenze che magari per uno o due minuti ti distolgono la mente dai tuoi pensieri, a volte penso invece di aver acquisito un nuovo peso, come se i miei pensieri non bastassero e gli altri mi caricassero anche dei loro e la cosa mi pesa nel senso che il discorso non rimane relegato ai pochi minuti in cui se ne parla ma rimane nella mia testa e mi frullano delle possibili soluzioni o solo pensieri sparsi.
Avete anche voi queste sensazioni? I discorsi fatti con gli altri sono pesi o sollievo ai nostri pesi?

Ultimamente mi sono trovata anch'io a riflettere su questa cosa.
Perche' il venire a conoscenza di un segreto.. non so perche', ma stavolta l'ho vissuto come un peso impossibile da portare, tanto che ho lasciato un posto che frequentavo da anni.
Io agisco sempre molto istintivamente, perche' troppo spesso arrivo a detestare questa cazzarola di "empatia" che ho: prendo quasi tutto a cuore, sto male con chi sta male e gioisco per chi sta bene.
Sto imparando a mettere un freno alle persone, per proteggermi. Per quanto provi sempre estrema comprensione per chiunque "sputi un rospo": si sa che e' piu' facile farlo con chi non ti giudica perche' ti conosce poco, o troppo superficialmente.
Non posso che invitarti a fare altrettanto.
(hu.. ma si chiama "egoismo personale".. wow! Faccio progressi)

Eppure ci deve essere un modo per ascoltare gli altri e non farsene una malattia.
Penso che gli psicologi ne sappiano qualcosa e studiano anche per questo. Forse la sensibilità deve e può essere rilegata ad un determinato momento della giornata e poi il sano egoismo prende piede e ci deve far vivere meglio.

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5
RobyM
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Viandante Storico
Viandante Storico
Giglio Bianco ha scritto:Essere molto empatico e' una "dote" che mi prende per mano da quando ero piccolissimo, quindi in un certo senso ci sono "abituato", per me e' normalita' prendere a cuore le cose che mi vengono esposte, e non e' mai stato un peso, a patto che non si tenti di impormi di aiutare o stare vicino.

Al contrario, spesso sbrocco con le persone troppo riservate e distaccate da me, prendo la loro mancanza di confidenza come un tenermi a distanza, e mi allarmo e rattristo inutilmente.

Non dico sia un peso l'empatia. E' che, a volte, e' uno spreco di energie. Io mi preoccupo troppo per il mio prossimo e le sue vicende, senza che questi lo pretenda. Sto imparando a prendere le distanze.

In che senso "sbrocchi"?
Io trovo le persone riservate sempre estremamente affascinanti.
Mi piace lasciare a loro il tempo per potersi aprire e fidare. Non mi allarmo ne' rattristo, mi e' capitato di fraintendere (ma questo per cronica mancanza di autostima credo).
"La realtà dell'altro non è in ciò che egli ti rivela,
ma in ciò che non può rivelarti.
Perciò, se vuoi capire l'altro,
non ascoltare ciò che egli ti dice,
ma piuttosto a ciò che egli non dice"

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6
tulip
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Viandante Storico
Viandante Storico
Giglio Bianco ha scritto:Essere molto empatico e' una "dote" che mi prende per mano da quando ero piccolissimo, quindi in un certo senso ci sono "abituato", per me e' normalita' prendere a cuore le cose che mi vengono esposte, e non e' mai stato un peso, a patto che non si tenti di impormi di aiutare o stare vicino.

Al contrario, spesso sbrocco con le persone troppo riservate e distaccate da me, prendo la loro mancanza di confidenza come un tenermi a distanza, e mi allarmo e rattristo inutilmente.

Ecco svelato il mistero Sorriso Scemo finalmente abbiamo scoperto perchè ci hanno accoppiati ..
Sai che non l'avrei mai detto? Tu sembri molto riservato...ma certo leggere qualcosa in un forum non aiuta molto a capire com'è la persona che sta dietro al pc

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7
tulip
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Viandante Storico
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RobyM ha scritto:
Giglio Bianco ha scritto:Essere molto empatico e' una "dote" che mi prende per mano da quando ero piccolissimo, quindi in un certo senso ci sono "abituato", per me e' normalita' prendere a cuore le cose che mi vengono esposte, e non e' mai stato un peso, a patto che non si tenti di impormi di aiutare o stare vicino.

Al contrario, spesso sbrocco con le persone troppo riservate e distaccate da me, prendo la loro mancanza di confidenza come un tenermi a distanza, e mi allarmo e rattristo inutilmente.

Non dico sia un peso l'empatia. E' che, a volte, e' uno spreco di energie. Io mi preoccupo troppo per il mio prossimo e le sue vicende, senza che questi lo pretenda. Sto imparando a prendere le distanze.

In che senso "sbrocchi"?
Io trovo le persone riservate sempre estremamente affascinanti.
Mi piace lasciare a loro il tempo per potersi aprire e fidare. Non mi allarmo ne' rattristo, mi e' capitato di fraintendere (ma questo per cronica mancanza di autostima credo).
"La realtà dell'altro non è in ciò che egli ti rivela,
ma in ciò che non può rivelarti.
Perciò, se vuoi capire l'altro,
non ascoltare ciò che egli ti dice,
ma piuttosto a ciò che egli non dice"

Ottima citazione. Molte persone parlano stando in silenzio. Io lavoro coi bambini e loro riescono ad aprirsi solo quando sono sicuri di potersi fidare, ma spesso i loro silenzi sono grida e le loro affermazioni sono l'esatto contrario di quello che sentono...tocca a noi capire.

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8
RobyM
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Viandante Storico
Viandante Storico
tulip ha scritto:
RobyM ha scritto:
Giglio Bianco ha scritto:Essere molto empatico e' una "dote" che mi prende per mano da quando ero piccolissimo, quindi in un certo senso ci sono "abituato", per me e' normalita' prendere a cuore le cose che mi vengono esposte, e non e' mai stato un peso, a patto che non si tenti di impormi di aiutare o stare vicino.

Al contrario, spesso sbrocco con le persone troppo riservate e distaccate da me, prendo la loro mancanza di confidenza come un tenermi a distanza, e mi allarmo e rattristo inutilmente.

Non dico sia un peso l'empatia. E' che, a volte, e' uno spreco di energie. Io mi preoccupo troppo per il mio prossimo e le sue vicende, senza che questi lo pretenda. Sto imparando a prendere le distanze.

In che senso "sbrocchi"?
Io trovo le persone riservate sempre estremamente affascinanti.
Mi piace lasciare a loro il tempo per potersi aprire e fidare. Non mi allarmo ne' rattristo, mi e' capitato di fraintendere (ma questo per cronica mancanza di autostima credo).
"La realtà dell'altro non è in ciò che egli ti rivela,
ma in ciò che non può rivelarti.
Perciò, se vuoi capire l'altro,
non ascoltare ciò che egli ti dice,
ma piuttosto a ciò che egli non dice"

Ottima citazione. Molte persone parlano stando in silenzio. Io lavoro coi bambini e loro riescono ad aprirsi solo quando sono sicuri di potersi fidare, ma spesso i loro silenzi sono grida e le loro affermazioni sono l'esatto contrario di quello che sentono...tocca a noi capire.

I bambini sono capaci di inchiodarti a terra quando aprono bocca, lo so.
E vedi com'e' diversa la percezione da persona a persona?
Io non ho percepito Giglio come una persona chiusa, anzi..
E' stato il piu' descrittivo nel test per conoscersi.

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9
Giglio Bianco
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
RobyM ha scritto:
In che senso "sbrocchi"?
Io trovo le persone riservate sempre estremamente affascinanti.
Mi piace lasciare a loro il tempo per potersi aprire e fidare. Non mi allarmo ne' rattristo, mi e' capitato di fraintendere (ma questo per cronica mancanza di autostima credo).
"La realtà dell'altro non è in ciò che egli ti rivela,
ma in ciò che non può rivelarti.
Perciò, se vuoi capire l'altro,
non ascoltare ciò che egli ti dice,
ma piuttosto a ciò che egli non dice"

Sbrocco nel senso che sono le persone con cui mi trovo a usare piu' energie mentali, e a volte la cosa, nonostante non mi pesi, mi tira un po' giu'.

Il problema e' che con me in genere anche le persone piu' riservate si son sempre fidate quel tanto di piu' che basta a farmi stare tranquillo... E quindi, negli anni, mi sono abituato bene, non calcolando che piu' si va avanti piu' le "difese" delle persone che ti circondano sono alzate, per una semplice questione di crescita interiore, sacrosanta a volte.

Cosi' mi trovo davanti a degli eccessi davvero scoraggianti a volte, di cui capisco molto bene i silenzi, ma...
Ecco vi siete mai trovati nella condizione di capire un silenzio, ma non poter esporre quello che capite? E' un po' la mia condanna, spesso, anche perche' raramente mi permetto di avere una totale certezza delle mie percezioni se prima non ho un riscontro con il diretto interessato (nonostante i riscontri siano SEMPRE stati positivi NdG).

Quando l'altro va in modalita' "non toccare questo confine", mi e' difficile mettere il limite nel taschino, serenamente, fino a quando non e' pronto. All'atto pratico si, ma sottopelle so che e' una mancanza di fiducia, e questa cosa mi logora un po'.

Perche' non si fida di me? Ha a che fare con me o con le sue esperienze?
Perche' mi ritiene cosi' basso da allinearmi a tali esperienze?
Come dimostrare che non sia cosi'?
Mi terra' sempre a questa distanza di sicurezza? Gli dara' fastidio il mio modo di evincere e trattare le cose?
Bla Bla Bla?

Dopo un po', se non e' un periodo particolarmente stabile, do di matto, me ne accorgo, ridimensiono, e rincomincia la danza.

Ecco questo si, a volte e' stancante, e' stancante non tanto la cosa in se, quanto l'accumulo.
Ci son volte che di per te sei cosi' in ginocchio che, anche se eroicamente fai il sostegno lo stesso, semplicemente non ne hai le forze.

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10
RobyM
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Viandante Storico
Viandante Storico
Giglio Bianco ha scritto:
RobyM ha scritto:
In che senso "sbrocchi"?
Io trovo le persone riservate sempre estremamente affascinanti.
Mi piace lasciare a loro il tempo per potersi aprire e fidare. Non mi allarmo ne' rattristo, mi e' capitato di fraintendere (ma questo per cronica mancanza di autostima credo).
"La realtà dell'altro non è in ciò che egli ti rivela,
ma in ciò che non può rivelarti.
Perciò, se vuoi capire l'altro,
non ascoltare ciò che egli ti dice,
ma piuttosto a ciò che egli non dice"

Sbrocco nel senso che sono le persone con cui mi trovo a usare piu' energie mentali, e a volte la cosa, nonostante non mi pesi, mi tira un po' giu'.

Il problema e' che con me in genere anche le persone piu' riservate si son sempre fidate quel tanto di piu' che basta a farmi stare tranquillo... E quindi, negli anni, mi sono abituato bene, non calcolando che piu' si va avanti piu' le "difese" delle persone che ti circondano sono alzate, per una semplice questione di crescita interiore, sacrosanta a volte.

Cosi' mi trovo davanti a degli eccessi davvero scoraggianti a volte, di cui capisco molto bene i silenzi, ma...
Ecco vi siete mai trovati nella condizione di capire un silenzio, ma non poter esporre quello che capite? E' un po' la mia condanna, spesso, anche perche' raramente mi permetto di avere una totale certezza delle mie percezioni se prima non ho un riscontro con il diretto interessato (nonostante i riscontri siano SEMPRE stati positivi NdG).

Quando l'altro va in modalita' "non toccare questo confine", mi e' difficile mettere il limite nel taschino, serenamente, fino a quando non e' pronto. All'atto pratico si, ma sottopelle so che e' una mancanza di fiducia, e questa cosa mi logora un po'.

Perche' non si fida di me? Ha a che fare con me o con le sue esperienze?
Perche' mi ritiene cosi' basso da allinearmi a tali esperienze?
Come dimostrare che non sia cosi'?
Mi terra' sempre a questa distanza di sicurezza? Gli dara' fastidio il mio modo di evincere e trattare le cose?
Bla Bla Bla?

Dopo un po', se non e' un periodo particolarmente stabile, do di matto, me ne accorgo, ridimensiono, e rincomincia la danza.

Ecco questo si, a volte e' stancante, e' stancante non tanto la cosa in se, quanto l'accumulo.
Ci son volte che di per te sei cosi' in ginocchio che, anche se eroicamente fai il sostegno lo stesso, semplicemente non ne hai le forze.

Capisco quello che dici.
Io provo sempre a chiedere, con umilta' e gentilezza. Son curiosa come una scimmia, vorrei capire tutto e subito, conoscere.
Ma so aspettare chi non e' come me (e'uno dei miei tanti modi per dimostrare il mio rispetto alla persona con la quale sto interagendo).
Ma a te succede con tutti, o solo quando sei coinvolto sentimentalmente con l'interlocutrice?
Perche' penso che sia una questione di sicurezze a provocarti quell'altalenante stato d'animo.
Sto liberamente ipotizzando, eh?

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11
tulip
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Viandante Storico
Viandante Storico
RobyM ha scritto:
tulip ha scritto:
RobyM ha scritto:
Giglio Bianco ha scritto:Essere molto empatico e' una "dote" che mi prende per mano da quando ero piccolissimo, quindi in un certo senso ci sono "abituato", per me e' normalita' prendere a cuore le cose che mi vengono esposte, e non e' mai stato un peso, a patto che non si tenti di impormi di aiutare o stare vicino.

Al contrario, spesso sbrocco con le persone troppo riservate e distaccate da me, prendo la loro mancanza di confidenza come un tenermi a distanza, e mi allarmo e rattristo inutilmente.

Non dico sia un peso l'empatia. E' che, a volte, e' uno spreco di energie. Io mi preoccupo troppo per il mio prossimo e le sue vicende, senza che questi lo pretenda. Sto imparando a prendere le distanze.

In che senso "sbrocchi"?
Io trovo le persone riservate sempre estremamente affascinanti.
Mi piace lasciare a loro il tempo per potersi aprire e fidare. Non mi allarmo ne' rattristo, mi e' capitato di fraintendere (ma questo per cronica mancanza di autostima credo).
"La realtà dell'altro non è in ciò che egli ti rivela,
ma in ciò che non può rivelarti.
Perciò, se vuoi capire l'altro,
non ascoltare ciò che egli ti dice,
ma piuttosto a ciò che egli non dice"

Ottima citazione. Molte persone parlano stando in silenzio. Io lavoro coi bambini e loro riescono ad aprirsi solo quando sono sicuri di potersi fidare, ma spesso i loro silenzi sono grida e le loro affermazioni sono l'esatto contrario di quello che sentono...tocca a noi capire.

I bambini sono capaci di inchiodarti a terra quando aprono bocca, lo so.
E vedi com'e' diversa la percezione da persona a persona?
Io non ho percepito Giglio come una persona chiusa, anzi..
E' stato il piu' descrittivo nel test per conoscersi.

Sì è vero , però lo leggo raramente nei post di politica o cose del genere e avevo dedotto che fosse riservato...avrò sbagliato confused

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12
Giglio Bianco
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
No, e' che non mi piace litigare, quindi mi astengo da determinati discorsi se non con persone che conosco molto bene.

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13
RobyM
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Viandante Storico
Viandante Storico
Giglio Bianco ha scritto:No, e' che non mi piace litigare, quindi mi astengo da determinati discorsi se non con persone che conosco molto bene.

C'e' posta (privata) per te. rotolarsi dal ridere

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14
tulip
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Viandante Storico
Viandante Storico
RobyM ha scritto:
Giglio Bianco ha scritto:
RobyM ha scritto:
In che senso "sbrocchi"?
Io trovo le persone riservate sempre estremamente affascinanti.
Mi piace lasciare a loro il tempo per potersi aprire e fidare. Non mi allarmo ne' rattristo, mi e' capitato di fraintendere (ma questo per cronica mancanza di autostima credo).
"La realtà dell'altro non è in ciò che egli ti rivela,
ma in ciò che non può rivelarti.
Perciò, se vuoi capire l'altro,
non ascoltare ciò che egli ti dice,
ma piuttosto a ciò che egli non dice"

Sbrocco nel senso che sono le persone con cui mi trovo a usare piu' energie mentali, e a volte la cosa, nonostante non mi pesi, mi tira un po' giu'.

Il problema e' che con me in genere anche le persone piu' riservate si son sempre fidate quel tanto di piu' che basta a farmi stare tranquillo... E quindi, negli anni, mi sono abituato bene, non calcolando che piu' si va avanti piu' le "difese" delle persone che ti circondano sono alzate, per una semplice questione di crescita interiore, sacrosanta a volte.

Cosi' mi trovo davanti a degli eccessi davvero scoraggianti a volte, di cui capisco molto bene i silenzi, ma...
Ecco vi siete mai trovati nella condizione di capire un silenzio, ma non poter esporre quello che capite? E' un po' la mia condanna, spesso, anche perche' raramente mi permetto di avere una totale certezza delle mie percezioni se prima non ho un riscontro con il diretto interessato (nonostante i riscontri siano SEMPRE stati positivi NdG).

Quando l'altro va in modalita' "non toccare questo confine", mi e' difficile mettere il limite nel taschino, serenamente, fino a quando non e' pronto. All'atto pratico si, ma sottopelle so che e' una mancanza di fiducia, e questa cosa mi logora un po'.

Perche' non si fida di me? Ha a che fare con me o con le sue esperienze?
Perche' mi ritiene cosi' basso da allinearmi a tali esperienze?
Come dimostrare che non sia cosi'?
Mi terra' sempre a questa distanza di sicurezza? Gli dara' fastidio il mio modo di evincere e trattare le cose?
Bla Bla Bla?

Dopo un po', se non e' un periodo particolarmente stabile, do di matto, me ne accorgo, ridimensiono, e rincomincia la danza.

Ecco questo si, a volte e' stancante, e' stancante non tanto la cosa in se, quanto l'accumulo.
Ci son volte che di per te sei cosi' in ginocchio che, anche se eroicamente fai il sostegno lo stesso, semplicemente non ne hai le forze.

Capisco quello che dici.
Io provo sempre a chiedere, con umilta' e gentilezza. Son curiosa come una scimmia, vorrei capire tutto e subito, conoscere.
Ma so aspettare chi non e' come me (e'uno dei miei tanti modi per dimostrare il mio rispetto alla persona con la quale sto interagendo).
Ma a te succede con tutti, o solo quando sei coinvolto sentimentalmente con l'interlocutrice?
Perche' penso che sia una questione di sicurezze a provocarti quell'altalenante stato d'animo.
Sto liberamente ipotizzando, eh?

La curiosotà è di tutte le donne e direi anche degli uomini. Eppure a volte ho sperato che qualcuno non mi raccontasse niente di suo perchè a volte mi pesa

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15
tulip
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Viandante Storico
Viandante Storico
Giglio Bianco ha scritto:No, e' che non mi piace litigare, quindi mi astengo da determinati discorsi se non con persone che conosco molto bene.

Capisco. Questa tuo non volere litigare significa forse che sei una persona tranquilla che magari per non avere grattacapi evita le discussioni perchè tanto sa che ognuno rimarrà della propria idea e non cambierà nulla oppure ti annoiano perchè non hai nulla da dire o non ti frega dell'argomento?

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16
Giglio Bianco
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
tulip ha scritto:
Capisco. Questa tuo non volere litigare significa forse che sei una persona tranquilla che magari per non avere grattacapi evita le discussioni perchè tanto sa che ognuno rimarrà della propria idea e non cambierà nulla oppure ti annoiano perchè non hai nulla da dire o non ti frega dell'argomento?

Sono una persona tranquilla e rispettosa delle idee altrui, che ama parlare di TUTTO privatamente e tranquillamente, ma non ama infilarsi in tentativi di conversione/sovversione del prossimo mascherati da dibattito.

Non dico che questo avviene in questo forum, ma spesso temi come la politica rischiano di sfociare in questo, e non rientra nei miei interessi scannarmi con degli sconosciuti, o lasciare che si facciano un'idea del sottoscritto basata su tematiche come quelle.
Per esperienza personale, possono portare a schieramenti, che a loro volta causano grossi errori di calcolo di valutazione dell'interlocutore anche quando parla di tutt'altre tematiche.

Tutt'altre tematiche che, naturalmente, mi interessano anche molto di piu'.
Leggo con piacere, comunque, lo scambio di opinioni, che io le condivida o meno.
A volte c'e' una persona che fa da mio "portavoce", piu' o meno, quindi non sento la necessita' di aggiungere anche la mia giusto per fare "da spalla".

Un giorno su un forum ho osato ricordare che comunque cio' che arriva a noi di tutti i maneggi dei politici, delle necessita', dei debiti, e dei vari giri che richiedono determinate azioni, e' un millesimo, e spesso anche manipolato.
Son stato tacciato di fare discorsi da scompartimento del treno, e me ne sono stato zitto, non tanto per risentimento, ma per una pesante sensazione di noia.

"Inutile"? No, non credo che dire la propria sia inutile in questi casi.
E' inutile farlo quando ci sono trincee di pensiero molto sensibilmente palpabili, che in realta' non fanno che litigarsi lo stato di "aver ragione", questo no, non mi interessa.

--- siamo offtopic cmq! :_-_: rotolarsi dal ridere

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17
tulip
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Viandante Storico
Viandante Storico
Vero Sorriso Scemo però è interessante questo discorso

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18
RobyM
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Viandante Storico
Viandante Storico
tulip ha scritto:Vero Sorriso Scemo però è interessante questo discorso

Ecco qui' ci starebbe la faccina con i pop corn: vi leggo con interesse anch'io.
Sorriso Scemo

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19
tulip
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Viandante Storico
Viandante Storico
Io onestamente amo confrontarmi con gli altri ( direi da poco ) perchè l'opinione degli altri mi incuriosisce e mi aiuta a mettermi nei panni degli altri. L'ho scoperto da poco che ognuno a suo modo ha ragione , tutto è relativo

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20
RobyM
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Viandante Storico
Viandante Storico
Il confronto e' sempre costruttivo, secondo me.
Puoi prendere in considerazione punti di vista diverso dal tuo che non avevi considerato, o rimanere della tua idea, rafforzandola.
Mica poco, eh?

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21
Giglio Bianco
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Amo confrontarmi anch'io, ma in maniera diversa.

Tipo, un tavolino, qualcosa da bere, caldo o freddo a seconda della stagione, (anche solo figurativi) e un "cosa ne pensi tu di questo argomento? Mi piacerebbe sapere la tua opinione in maniera da poterla soppesare con la mia con una mentalita' aperta e sempre pronta a mettersi in discussione, un po' come se in realta' in parte desiderasse cambiare idea costantemente sulle cose".

Se le premesse mancano anche solo da un interlocutore, mi stanco velocemente, c'e' poco da fare.
Vado in modalita' "Voi aver ragione? Hai ragione guarda, toh, tie', basta che la pianti di spammare senza neanche leggere cosa ti rispondo se non per cercare 2 o 3 parole chiave da rigirarmi contro".

Quello m'annoia, parecchio, non ho la pazienza necessaria a ripetere le stesse cose in maniera diversa duecento volte fino al momento (SE arriva) in cui vengono recepite anche da eventuali attaccanti.
Si tratta di RECEPITE eh, non elaborate, e non prese per buone, anche solo l'input iniziale a volte manca.

In quei casi, ho hobby assai piu' costruttivi.
E conversatori assai piu' piacevoli, da consultare amabilmente in separata sede.

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22
Lucio Musto
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Certe volte mi sento il sacco di cemento sulle spalle, quelli da 50 chili che si usavano una volta.
Mi sembra di avere addosso tutta la responsabilità della vita di qualcun altro.
E mi fotto dalla paura. Io lo so che non è forza mia, ma non posso dirlo, a quell'altro.
Quello ha deciso di appoggiarsi a me!
Allora stringo i denti e prego per farcela.

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23
Lucio Musto
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
PS - scusate, non ho risposto alla domanda, "peso o sollievo".

Peso senz'altro, e grosso.
Ma anche sollievo. In fondo siamo nati per questo: cercare di renderci utili.
Vuol dire che sono ancora vivo.

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24
BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
tulip ha scritto:Riflettevo sul peso o sollievo che possono dare le discussioni con altre persone.
Mi capita spesso di dialogare in modo bonario e semplice con persone che conosco poco, il fruttivendolo, la farmacista etc...di solito si parla del tempo, o delle notizie del tg per qualche minuto e finisce tutto lì...a volte non so come, capita che qualcuno ti racconti delle sue cose un pò più personali, così senza motivo, come se aspettasse solo di poter parlare di qualche peso interno con il primo che capita e a volte il primo che capita sono io.
La cosa non mi infastidisce, anzi, però in alcuni periodi penso sia una bella cosa, che la gente entri subito in empatia con te e ti faccia piccole confidenze che magari per uno o due minuti ti distolgono la mente dai tuoi pensieri, a volte penso invece di aver acquisito un nuovo peso, come se i miei pensieri non bastassero e gli altri mi caricassero anche dei loro e la cosa mi pesa nel senso che il discorso non rimane relegato ai pochi minuti in cui se ne parla ma rimane nella mia testa e mi frullano delle possibili soluzioni o solo pensieri sparsi.
Avete anche voi queste sensazioni? I discorsi fatti con gli altri sono pesi o sollievo ai nostri pesi?

sono una persona che per lavoro ha deciso di occuparsi dei problemi altrui, per cui sono abbastanza indisponibile a farlo anche nel tempo libero, ovvero, se ne ho l'energia (la pazienza e la serenità) lo faccio anche, di accogliere confidenze o lasciare che qualcuno si appoggi, basta che non diventi una abitudine, purtroppo le persone che si appoggiano spesso sviluppano una sorta di dipendenza dovuta ad una scarsa autostima e quando trovano una stampella non ne sanno più farne a meno, in quel caso mi sottraggo, per onestà e anche per rispetto per la persona ed anche per me.

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NinfaEco
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tulip ha scritto:
Avete anche voi queste sensazioni? I discorsi fatti con gli altri sono pesi o sollievo ai nostri pesi?

Si anche io le ho.
Credo che le abbiamo tutti.

Per quanto mi riguarda parlare con gli altri a volte è un peso e altre un sollievo.
Dipende da ciò che cerco io e da ciò che cercano loro.
Se le esigenze si incontrano è un sollievo,
se no è un peso,
indipendentemente dalle cose dette.
Avolte addirittura è ascoltare cose pesanti può essere "un sollievo".

Lucio Musto ha scritto:Certe volte mi sento il sacco di cemento sulle spalle, quelli da 50 chili che si usavano una volta.
Mi sembra di avere addosso tutta la responsabilità della vita di qualcun altro.
E mi fotto dalla paura. Io lo so che non è forza mia, ma non posso dirlo, a quell'altro.
Quello ha deciso di appoggiarsi a me!
Allora stringo i denti e prego per farcela.

Questo aiuta anche me... ma è un po' assurdo, se ci pensi.
Paradossalmente diventi più debole legandoti a chi sa capirti,
e più forte accanto a chi non può farlo.

Non so se va bene,
nel mio caso almeno.


BIGbossSTIGAZZI ha scritto:

sono una persona che per lavoro ha deciso di occuparsi dei problemi altrui, per cui sono abbastanza indisponibile a farlo anche nel tempo libero, ovvero, se ne ho l'energia (la pazienza e la serenità) lo faccio anche, di accogliere confidenze o lasciare che qualcuno si appoggi, basta che non diventi una abitudine, purtroppo le persone che si appoggiano spesso sviluppano una sorta di dipendenza dovuta ad una scarsa autostima e quando trovano una stampella non ne sanno più farne a meno, in quel caso mi sottraggo, per onestà e anche per rispetto per la persona ed anche per me.

Non è una cosa da poco quella che hai detto.
Spesso chi sceglie "professioni d'aiuto" o chi si da all'aiuto free style invece dipende in modo sottile e perverso dall'altrui debolezza, senza rendersene conto.
Peradossalmente la stampella che sorregge può essere proprio chi difetta di autostima e quando si emancipa, in modo sadico colui che l'ha aiutato cercherà di distruggerlo per ripristinare la dinamica di rapporti funzionale a sostenere il suo io. Non credo ci sia qualcosa che causa nel salvatore-vate-stregone un ira più profonda delle manifestazioni di libertà di quella che voleva fosse la sua creatura... una creatura che nei suoi progetti avrebbe esercitare la sua libertà secondo la natura da lui assegnatale.

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