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Dio e la Creazione

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26
Aleister
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27
angela132
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Sì ma la materia qualcuno l'avrà ben creata, no?
E' illogico pensare che fosse sempre stata lì.
Qualcuno che sta al di sopra, che ha dominio sulla materia.

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28
xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@Sabine
Vedi Sabine....è una questione assai complessa.

Prendiamo tre stadi evolutivi: topo, scimmia, uomo. (l'uomo deriva dalla scimmia, che a sua volta deriva dal topo).

Il topo ha una percezione assai limitata della realtà. La sua struttura cerebrale è assai limitata. Un topo non si pone il problema di dio. Nè si da delle risposte.

Prendiamo la scimmia. La scimmia ha una percezione assai più articolata della realtà rispetto a un topo. Una scimmia riesce persino a ridere, per fare solo un esempio, ...e non si è mai visto un topo che ride. Eppure la scimmia non riesce a "vedere" nella realtà, ad esempio, la musica di Beethoven. Non si è mai vista, infatti, una scimmia comporre una sinfonia. Cio' significa che la sinfonia, che pure fa parte della realtà, è oltre la capacità di percezione della scimmia. Il cervello della scimmia non riesce a percepirla, nè concepirla. E' quindi al di fuori della sua "realtà", pur essendo , la sinfonia, parte della realtà.

E ora arriviamo all'uomo. Noi diamo sempre per scontato che il nostro stadio evolutivo sia l'ultimo possible. Per cui diamo per scontato che la nostra percezione della realtà, percepisce TUTTE le possibili realtà. Ma non è così. La porzione di REALTA' che riusciamo a percepire è SOLO quella che ci è consentita dal nostro cervello e dai nostri sensi.
Ma esiste sicuramente una realtà X che è oltre i nostri limiti di percezione. Un po' come una sinfonia è oltre la capacità di percezione della scimmia.

L'evoluzione non si è arrestata. E l'homo sapiens non è il gradino evolutivo nel quale la creazione si fermerà.
In sostanza la creazione - cioè la realtà - ci racconta qualcosa. Ma di questo "qualcosa" noi riusciamo a recepire e percepire solo quello che il nostro cervello e i nostri sensi ci permettono di percepire. Che è una visione assai parziale e limitata di TUTTA LA REALTA' PER CIO' CHE EFFETTIVEMENTE E'.
Ce l'abbiamo sotto il naso, perchè la realtà semplicemente E'. Ma non riusciamo a percepirla. Perchè l anostra struttura cerebrale e sensitiva non ce lo permette.
Per questo motivo ogni cosa va vista in modo relativo. E presa in modo relativo. Sapendo che la nostra percezione è assai relativa e limitata. Confinata e intrappolata - cioè - nelle capacità e nei limiti dei nostri sensi e del nostro cervello.

Apri la tua mente. sadness

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29
hakimsanai43
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Viandante Storico
Viandante Storico
@angela132 ha scritto:Sì ma la materia qualcuno l'avrà ben creata, no?
E' illogico pensare che fosse sempre stata lì.
Qualcuno che sta al di sopra, che ha dominio sulla materia.
scratch
E' più che logico che sia sempre stata lì,anche se in forme diverse.
Infatti la Legge di Lavoisier dice che:

"In Natura NULLA SI CREA e NULLA SI DISTRUGGE,tutto si trasforma."

E gli Ebrei,a cominciare da Schneur Zalman (1700),hanno risolto il problema in modo del tutto logico dicendo che:

"IN QUESTO MOMENTO Dio sta creando il mondo."

Risolto il conflitto fra Lavoisier e il Parroco.(in questo caso,il Rabbino).

scratch

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30
Sabine
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Viandante Residente
Viandante Residente
@xmanx ha scritto:Apri la tua mente. sadness

UFF..

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31
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@Aleister ha scritto:

Si parla di ipseità non di personalità. Quanto ad Anselmo d'Aosta mai leggere il Monologion senza completarlo con il Proslogion, trapasso dall'ontologia (sei ciò di cui non si può pensare nulla di più grande) alla me-ontologia, alla mistica (sei più grande di tutto ciò che può essere pensato). La forza e lo spazio trascendentali non si comprendono più "sola cogitatione" ma il cogitare stesso si svolge nei confronti di ed entro un "quo" che lo sorregge e trascende e che è indice e quintessenza di una presenza inafferrabile.

Ci risiamo...il proslogion e' una tautologia.
Si da per scontato cio che non e', visto che non c'e' motivo di pensare a qualcosa di impensabile. Lo si puo fare solo con la fede cieca, ma non con la filosofia, perche' la filosofia ci deve vedere chiaro.

Altrimenti e' teologia.

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32
Aleister
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Viandante Storico
Viandante Storico
@doctor faust ha scritto:
@Aleister ha scritto:

Si parla di ipseità non di personalità. Quanto ad Anselmo d'Aosta mai leggere il Monologion senza completarlo con il Proslogion, trapasso dall'ontologia (sei ciò di cui non si può pensare nulla di più grande) alla me-ontologia, alla mistica (sei più grande di tutto ciò che può essere pensato). La forza e lo spazio trascendentali non si comprendono più "sola cogitatione" ma il cogitare stesso si svolge nei confronti di ed entro un "quo" che lo sorregge e trascende e che è indice e quintessenza di una presenza inafferrabile.

Ci risiamo...il proslogion e' una tautologia.
Si da per scontato cio che non e', visto che non c'e' motivo di pensare a qualcosa di impensabile. Lo si puo fare solo con la fede cieca, ma non con la filosofia, perche' la filosofia ci deve vedere chiaro.

Altrimenti e' teologia.


Il Monologion è tautologia. Il pensare puro ( o l'intelletto attivo aristotelico) è la condizione di possibilità del concetto, del ragionare. Come la luce, in sè invisibile, è condizione di visibilità degli oggetti. Quando cerco di descrivere il pensiero come atto o il puro pensare, non posso fare a meno di presentarlo come l'estensione infinita dell'essere, che non esclude nulla da sè - cioè esclude il nulla, perchè appunto è nulla, non c'è. Pensiero ed essere sono la stessa cosa perchè, come nulla è fuori dell'essere, così nulla è fuori del pensiero. Ovvio che l'immanenza dell'essere al pensiero non è fisica, è intenzionale. Si tratta dell'immanenza del manifesto alla sua manifestazione, del pensato al pensare, del rivelato alla sua rivelazione. Ma non basta. Si intende il fatto che tutto è manifesto nel senso che tutto è pensato, non nel senso che tutto sia conosciuto. Il rapporto che intercorre tra pensare e conoscere è lo stesso che si dà tra l'indeterminato ed il determinato. L'indeterminato non è altro che il determinato appreso indeterminatamente. Il pensiero è la manifestazione indeterminata del tutto, come il conoscere è la manifestazione determinata di qualcosa. Il pensiero del tutto indetermintamente è il pensiero dell'essere, giacchè l'essere è il tutto pensato in modo indeterminato. Il pensiero è pensiero delle cose: quando è pensiero di se stesso sembra pensiero di nulla: eppure è pensare, sempre in atto, immortale, eterno, solo.
Questa è ragione, è filosofia. Ovviamente non ci si improvvisa, bisogna avere gli strumenti, diversamente si cade nel nozionismo e nell'approssimazione

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33
Shai
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@hakimsanai43 ha scritto:
"IN QUESTO MOMENTO Dio sta creando il mondo."

Se il tempo è solo un'illusione, la creazione non ha mai avuto inizio e mai finirà, ma saremo sempre nel momento della creazione (che filosofo che sono stasera )

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34
doctor faust
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@Aleister ha scritto:

Il Monologion è tautologia. Il pensare puro ( o l'intelletto attivo aristotelico) è la condizione di possibilità del concetto, del ragionare. Come la luce, in sè invisibile, è condizione di visibilità degli oggetti.

Solo se ci sono occhi che guardano.

Quando cerco di descrivere il pensiero come atto o il puro pensare, non posso fare a meno di presentarlo come l'estensione infinita dell'essere, che non esclude nulla da sè - cioè esclude il nulla, perchè appunto è nulla, non c'è. Pensiero ed essere sono la stessa cosa perchè, come nulla è fuori dell'essere, così nulla è fuori del pensiero.

Parole al vento.
Il pensiero e' prodotto dall'attivita' elettrochimica dei neurone, così come la bile e' prodotta dagli epatociti.
L'essere non e' altro che un corpo che produce una mente nel tempo, cosa che permette alla mente di dipanarsi in un continuo.

Senza corpo, niente mente, niente pensiero e niente elocubrazioni inutili che non giungono da nessuna parte.

La finalita' della mente e' la sopravvivenza del corpo, come per tutti gli animali.
Il fatto che nell'umano si sia iperdimensionata e' dovuto solamente al motivo che mangiamo anche se non facciamo un cazso, per cui possiamo anche trastullarci con pensieri parassiti.

Ovvio che l'immanenza dell'essere al pensiero non è fisica, è intenzionale.

Errore. E' proprio fisica, e solo perche' fisica e' anche intenzionale. Lo ha detto gia' Brentano.Ma oggi, per le neuroscienze, e' una ovvieta'.

Si tratta dell'immanenza del manifesto alla sua manifestazione, del pensato al pensare, del rivelato alla sua rivelazione. Ma non basta. Si intende il fatto che tutto è manifesto nel senso che tutto è pensato, non nel senso che tutto sia conosciuto.

Ma da chi? Questo era un'idea balzana di Berkeley per dimostrare che esiste un dio. Se ci sei tu che pensi allora c'e' il tuo pensiero. Se non ci sei, non c'e'.

Se non ci fossero sistemi nervosi attivi non ci sarebbe nessuna attivita' mentale, e percio' nessun pensiero.

La particella della materia non pensa, quindi l'universo fatto da particelle di materia o quanti di energia non pensa. Agisce, ma non pensa. Si muove ma non pensa. Almeno come noi intendiamo il pensiero.

Il rapporto che intercorre tra pensare e conoscere è lo stesso che si dà tra l'indeterminato ed il determinato. L'indeterminato non è altro che il determinato appreso indeterminatamente.

Ma che dici? Il determinato e' cio' che e'appreso e determinato, con categorie mentali, attraverso i sensi ed elaborato con la corteccia.

Il pensiero è la manifestazione indeterminata del tutto, come il conoscere è la manifestazione determinata di qualcosa.


Il pensiero e' la manifestazione di un sistema nervoso, non del "tutto". Il tutto non pensa perche' non ha un sistema nervoso.

Il pensiero del tutto indetermintamente è il pensiero dell'essere, giacchè l'essere è il tutto pensato in modo indeterminato.

L'essere che pensa e' determinato, sia che sia una ameba, o un rinoceronte, o un umano, ognuno con i suoi schemi di attività nervosa, secondo i bisogni che gli sono propri.

Se non fosse determinato, non avrebbe motivo di pensare, perche' il suo pensiero sarebbe inutile. Ma prima ancora non potrebbe pensare perche' privo di un sistema nervoso atto a pensare.

Da notare che pensare, deriva da Pesare, e nasce nel latino, con l'atto di pesare la lana tosata dalle pecore. Si riferisce percio' a qualcosa di oggettivabile, di concreto, di immaginabile.

Il pensiero è pensiero delle cose: quando è pensiero di se stesso sembra pensiero di nulla: eppure è pensare, sempre in atto, immortale, eterno, solo.

Ma no. Non si puo' pensare il nulla, perche' il nulla non e' pensabile. Ti puoi immaginare il nulla e percio' sostanzializzarlo in qualche forma.

Questa è ragione, è filosofia.

Questa e' filosofia del nulla. Per fortuna ci sono altre filosofie, piu' utili.

Ovviamente non ci si improvvisa, bisogna avere gli strumenti, diversamente si cade nel nozionismo e nell'approssimazione

E gia'. Con questi strumenti puoi incantare gli allocchi, o le bisce nel cestino. Qui non c'e' neppure nozionismo e approssimazione, perche non c'e' nulla da sapere ne da approssimare. E' proprio un discorso sul nulla.

Senza offesa, ne'!?

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35
Aleister
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Viandante Storico
Viandante Storico
@doctor faust ha scritto:
@Aleister ha scritto:

Il Monologion è tautologia. Il pensare puro ( o l'intelletto attivo aristotelico) è la condizione di possibilità del concetto, del ragionare. Come la luce, in sè invisibile, è condizione di visibilità degli oggetti.

Solo se ci sono occhi che guardano.

Quando cerco di descrivere il pensiero come atto o il puro pensare, non posso fare a meno di presentarlo come l'estensione infinita dell'essere, che non esclude nulla da sè - cioè esclude il nulla, perchè appunto è nulla, non c'è. Pensiero ed essere sono la stessa cosa perchè, come nulla è fuori dell'essere, così nulla è fuori del pensiero.

Parole al vento.
Il pensiero e' prodotto dall'attivita' elettrochimica dei neurone, così come la bile e' prodotta dagli epatociti.
L'essere non e' altro che un corpo che produce una mente nel tempo, cosa che permette alla mente di dipanarsi in un continuo.

Senza corpo, niente mente, niente pensiero e niente elocubrazioni inutili che non giungono da nessuna parte.

La finalita' della mente e' la sopravvivenza del corpo, come per tutti gli animali.
Il fatto che nell'umano si sia iperdimensionata e' dovuto solamente al motivo che mangiamo anche se non facciamo un cazso, per cui possiamo anche trastullarci con pensieri parassiti.

Ovvio che l'immanenza dell'essere al pensiero non è fisica, è intenzionale.

Errore. E' proprio fisica, e solo perche' fisica e' anche intenzionale. Lo ha detto gia' Brentano.Ma oggi, per le neuroscienze, e' una ovvieta'.

Si tratta dell'immanenza del manifesto alla sua manifestazione, del pensato al pensare, del rivelato alla sua rivelazione. Ma non basta. Si intende il fatto che tutto è manifesto nel senso che tutto è pensato, non nel senso che tutto sia conosciuto.

Ma da chi? Questo era un'idea balzana di Berkeley per dimostrare che esiste un dio. Se ci sei tu che pensi allora c'e' il tuo pensiero. Se non ci sei, non c'e'.

Se non ci fossero sistemi nervosi attivi non ci sarebbe nessuna attivita' mentale, e percio' nessun pensiero.

La particella della materia non pensa, quindi l'universo fatto da particelle di materia o quanti di energia non pensa. Agisce, ma non pensa. Si muove ma non pensa. Almeno come noi intendiamo il pensiero.

Il rapporto che intercorre tra pensare e conoscere è lo stesso che si dà tra l'indeterminato ed il determinato. L'indeterminato non è altro che il determinato appreso indeterminatamente.

Ma che dici? Il determinato e' cio' che e'appreso e determinato, con categorie mentali, attraverso i sensi ed elaborato con la corteccia.

Il pensiero è la manifestazione indeterminata del tutto, come il conoscere è la manifestazione determinata di qualcosa.


Il pensiero e' la manifestazione di un sistema nervoso, non del "tutto". Il tutto non pensa perche' non ha un sistema nervoso.

Il pensiero del tutto indetermintamente è il pensiero dell'essere, giacchè l'essere è il tutto pensato in modo indeterminato.

L'essere che pensa e' determinato, sia che sia una ameba, o un rinoceronte, o un umano, ognuno con i suoi schemi di attività nervosa, secondo i bisogni che gli sono propri.

Se non fosse determinato, non avrebbe motivo di pensare, perche' il suo pensiero sarebbe inutile. Ma prima ancora non potrebbe pensare perche' privo di un sistema nervoso atto a pensare.

Da notare che pensare, deriva da Pesare, e nasce nel latino, con l'atto di pesare la lana tosata dalle pecore. Si riferisce percio' a qualcosa di oggettivabile, di concreto, di immaginabile.

Il pensiero è pensiero delle cose: quando è pensiero di se stesso sembra pensiero di nulla: eppure è pensare, sempre in atto, immortale, eterno, solo.

Ma no. Non si puo' pensare il nulla, perche' il nulla non e' pensabile. Ti puoi immaginare il nulla e percio' sostanzializzarlo in qualche forma.

Questa è ragione, è filosofia.

Questa e' filosofia del nulla. Per fortuna ci sono altre filosofie, piu' utili.

Ovviamente non ci si improvvisa, bisogna avere gli strumenti, diversamente si cade nel nozionismo e nell'approssimazione

E gia'. Con questi strumenti puoi incantare gli allocchi, o le bisce nel cestino. Qui non c'e' neppure nozionismo e approssimazione, perche non c'e' nulla da sapere ne da approssimare. E' proprio un discorso sul nulla.

Senza offesa, ne'!?


Ma figurati, nessuna offesa. Hai detto la tua, rispettabilissima anche se rivelatrice di una totale mancanza di esercizio speculativo (infatti hai equivocato ogni termine "traducendolo" in altro, ma non è colpa tua se non hai approfondito). Come ben dici ci sono altre filosofie...

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36
hakimsanai43
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Viandante Storico
@Shai ha scritto:
@hakimsanai43 ha scritto:
"IN QUESTO MOMENTO Dio sta creando il mondo."

Se il tempo è solo un'illusione, la creazione non ha mai avuto inizio e mai finirà, ma saremo sempre nel momento della creazione (che filosofo che sono stasera )
scratch
"TUTTO SI TRSFORMA" :
In questo momento,Dio sta trasformando il mondo di 20 secondi fa nel mondo di ora.
Ed è per questo motivo che gli elettroni girano attorno al nucleo dell'atomo alla velocità di 300.000 Km al secondo!
Altrimenti non ce la farebbero a star dietro a Dio.

Rabbi Shneur Zahlman ha detto questa cosa verso la fine del 1700
e ha fondato l'Ebraismo Chabad.

Esiste anche in Italia:

www.chabad.it

cool

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37
Aleister
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Viandante Storico
Viandante Storico
@hakimsanai43 ha scritto:
@Shai ha scritto:
@hakimsanai43 ha scritto:
"IN QUESTO MOMENTO Dio sta creando il mondo."

Se il tempo è solo un'illusione, la creazione non ha mai avuto inizio e mai finirà, ma saremo sempre nel momento della creazione (che filosofo che sono stasera )
scratch
"TUTTO SI TRSFORMA" :
In questo momento,Dio sta trasformando il mondo di 20 secondi fa nel mondo di ora.
Ed è per questo motivo che gli elettroni girano attorno al nucleo dell'atomo alla velocità di 300.000 Km al secondo!
Altrimenti non ce la farebbero a star dietro a Dio.

Rabbi Shneur Zahlman ha detto questa cosa verso la fine del 1700
e ha fondato l'Ebraismo Chabad.

Esiste anche in Italia:

www.chabad.it

cool


Lo dicevano anche prima del '700 i teologi tomisti ( e Meister Eckhart)..."creatio continua".

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38
Shai
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@hakimsanai43 ha scritto:
"TUTTO SI TRSFORMA" :
In questo momento,Dio sta trasformando il mondo di 20 secondi fa nel mondo di ora.
Ed è per questo motivo che gli elettroni girano attorno al nucleo dell'atomo alla velocità di 300.000 Km al secondo!
Altrimenti non ce la farebbero a star dietro a Dio.

In questo momento, l'intenzione espressa da Dio sta trasformando il mondo.
L'energia segue l'intenzione divina per manifestarla.

@hakimsanai43 ha scritto:
Rabbi Shneur Zahlman ha detto questa cosa verso la fine del 1700
e ha fondato l'Ebraismo Chabad.
Esiste anche in Italia:
www.chabad.it

Ho guardato il sito, che già avevi consigliato in precedenza, ma non vi ho trovato nulla di interessante, se non notizie di questo movimento.

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39
BigBossStigazzi
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Viandante Ad Honorem
ma se dio decide ogni momento di rifare un mondo come questo che dio è? Assolutamente insensibile ed indifferente all'umano, altro che "dio padre" e "dio buono"...così tanto x chiedere nè

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40
doctor faust
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Viandante Affezionato
@Aleister ha scritto:

Ma figurati, nessuna offesa. Hai detto la tua, rispettabilissima anche se rivelatrice di una totale mancanza di esercizio speculativo (infatti hai equivocato ogni termine "traducendolo" in altro, ma non è colpa tua se non hai approfondito). Come ben dici ci sono altre filosofie...

be si...in effetti mi piacciono di piu' tipi come Epicuro:Il più terribile dei mali, cioè la morte, non è niente per noi, dal momento che, quando noi ci siamo, la morte non c'è, e quando essa inesorabilmente arriva, noi non siamo più. oppure: La ricchiezza della natura è delimitata e facile da avere, quella delle vane opinioni si perde all'infinito.


Ma anche Occam: A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire, Non moltiplicare gli elementi più del necessario, Non considerare la pluralità se non è necessario, È inutile fare con più ciò che si può fare con meno.


Per non parlare di Feuerbach: Non è Dio che crea l'uomo, ma l'uomo che crea l'idea di Dio e anche: religione è la prima, ma indiretta coscienza che l'uomo ha di sé.

Mi piace anche una frase di Wittghestein nell'ultima riga del Tractatus: Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere.

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41
doctor faust
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Viandante Affezionato
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@BIGbossSTIGAZZI ha scritto:ma se dio decide ogni momento di rifare un mondo come questo che dio è? Assolutamente insensibile ed indifferente all'umano, altro che "dio padre" e "dio buono"...così tanto x chiedere nè

La spiegazione religiosa del male e' che Dio e' nel suo settimo giorno, cioe' sta riposando, in attesa della prossima creazione. Genesi: 2:1

La spiegazione di Epicuro e' che gli dei ci sono,ma non si occupano di noi. e aggiunge:- non é irreligioso chi rinnega gli dei del volgo , ma chi le opinioni del volgo applica agli dei.

La spiegazione che mi sono dato io e' che anche la divinita', comunque la si interpreti, e' assoggettata alla necessita'[meccanica], per cui dio, per esistere, e' costretto a ricreare continuamente se stesso, senza fine, e in questo movimento non puo' evitare cio' che accade per necessita' e causalita'.

Ne consegue che la vita dell'uomo e' un fatto casuale, in cui a volte le cose vanno bene, ed altre vanno male, a proprio insindacabile giudizio.

Ma cio' non toglie che sia utile nell'uomo credere ad un padre o a una madre divini che si possa prendere cura di lui. Nei momenti di disperazione ci si attacca a tutto. Come il bambino si attacca alle brache dei suoi genitori.

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42
hakimsanai43
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@Aleister ha scritto:
@hakimsanai43 ha scritto:
@Shai ha scritto:
@hakimsanai43 ha scritto:
"IN QUESTO MOMENTO Dio sta creando il mondo."

Se il tempo è solo un'illusione, la creazione non ha mai avuto inizio e mai finirà, ma saremo sempre nel momento della creazione (che filosofo che sono stasera )
scratch
"TUTTO SI TRSFORMA" :
In questo momento,Dio sta trasformando il mondo di 20 secondi fa nel mondo di ora.
Ed è per questo motivo che gli elettroni girano attorno al nucleo dell'atomo alla velocità di 300.000 Km al secondo!
Altrimenti non ce la farebbero a star dietro a Dio.

Rabbi Shneur Zahlman ha detto questa cosa verso la fine del 1700
e ha fondato l'Ebraismo Chabad.

Esiste anche in Italia:

www.chabad.it

cool


Lo dicevano anche prima del '700 i teologi tomisti ( e Meister Eckhart)..."creatio continua".
confused
Hai visto il film:"I Langolieri" di Stephen King?
Riassumo:un aereo si scontra con la barriera del tempo e la hostess va a controllare se tutti stanno bene.Ma....nell'aereo non c'è più nessuno.
Chiamano via radio l'aeroporto di Chicago ma nessuno risponde.
Atterrano a Chicago ma in aeroporto non esiste anima viva: sono tutti spariti!
Poi la hostess e i due piloti aprono il frigo bevono la birra e la sputano fuori perchè fa schifo,poi mangiano un panino e lo rigurgitano subito perchè è immangiabile ecc.ecc.
Cosa era successo?
Era successo che la barriera del tempo ha tagliato in due tempi diversi l'aereo proprio dietro la cabina di comando e pertanto pilota e hostess son retrocessi di 15 minuti rispetto al tempo reale.
E non potevano vedere i passeggeri 15 minuti prima perchè i passeggeri non vivevano nello stesso tempo dei piloti e hostess.
Ecc.ecc.

scratch

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43
Shai
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Carino... ci sono un sacco di storie così sulle barriere spazio-temporali e gli universi paralleli.
Sei un "viaggiatore" Hakim?

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44
Aleister
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Viandante Storico
Viandante Storico
@doctor faust ha scritto:
@Aleister ha scritto:

Ma figurati, nessuna offesa. Hai detto la tua, rispettabilissima anche se rivelatrice di una totale mancanza di esercizio speculativo (infatti hai equivocato ogni termine "traducendolo" in altro, ma non è colpa tua se non hai approfondito). Come ben dici ci sono altre filosofie...

be si...in effetti mi piacciono di piu' tipi come Epicuro:Il più terribile dei mali, cioè la morte, non è niente per noi, dal momento che, quando noi ci siamo, la morte non c'è, e quando essa inesorabilmente arriva, noi non siamo più. oppure: La ricchiezza della natura è delimitata e facile da avere, quella delle vane opinioni si perde all'infinito.


Ma anche Occam: A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire, Non moltiplicare gli elementi più del necessario, Non considerare la pluralità se non è necessario, È inutile fare con più ciò che si può fare con meno.


Per non parlare di Feuerbach: Non è Dio che crea l'uomo, ma l'uomo che crea l'idea di Dio e anche: religione è la prima, ma indiretta coscienza che l'uomo ha di sé.

Mi piace anche una frase di Wittghestein nell'ultima riga del Tractatus: Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere.


Ecco, se ti ci ritrovi in quelle vanno benissimo per te. Occhio a Wittgenstein però (caschi male) che, proprio nel "Tractatus" definisce "l'ineffabile" ciò che "mostra se stesso", "non come il mondo è, ma il fatto che è, è il mistico", "sentire il mondo come un tutto limitato" ovvero intuirlo sub specie aeterni. Non a caso Wittgenstein era lettore attento di Schopenauer, di Silesius, con una spiccata simpatia per Agostino, maturando nel cuore stesso della scienza, della logica matematica, la consapevolezza che "la risoluzione dell'enigma della vita nello spazio e nel tempo è fuori dello spazio e del tempo" giacchè "non sono problemi di scienza naturale quelli qui da risolvere" e "Dio non rivela sè nel mondo". Il mistico è dunque per Wittgenstein una intuizione estatico-estetica del mondo, nella quale scompare come vana illusione il soggetto che pensa, immagina, ecc. e l'Io, mistero profondo, si comprende a un livello più alto della realtà, dove, veramente, la sua vita ed il mondo sono tutt'uno (Tractatus, 5.621; 5.631; 5.641). Non basta buttare là frasette a caso. Senza offesa nè?

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45
hakimsanai43
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Viandante Storico
Viandante Storico
@Shai ha scritto:Carino... ci sono un sacco di storie così sulle barriere spazio-temporali e gli universi paralleli.
Sei un "viaggiatore" Hakim?
testata contro il mu
Martedì prossimo dovevo partire per Pafos a Cipro ma ieri l'altro l'Agenzia mi
ha avvisato che i caccia americani sono sulla pista in attesa di ordini per bombardare Gheddafi e così il viaggio è rimandato a Settembre.

Domanda. "E' possibile che Gheddafi sia un Muslim (Musulmano) ?
Io direi che è impossibile.
E non lo dico solo io,lo direbbe anche il Corano."

Inch'Allah !

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46
Shai
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Gheddafi è un musulmano come Berlusconi è cristiano (interessante la sua affermazione quando la sua seconda moglie se n'è andata... che ora poteva nuovamente riavvicinarsi alla comunione).

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47
hakimsanai43
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Viandante Storico
Viandante Storico
Il Parroco di un paese qui vicino era un gran viaggiatore e una sera si trovava,con i suoi amici,nel deserto senza nulla da mangiare e senza acqua.
ma hanno avuto la fortuna di trovare una tenda e così hanno chiesta ai Tuareg (Musulmani)se avevano qualche bottiglia d'acqua.
E il Capo ha detto:"Tu scherzare forse? Voi tre miei ospiti a cena e,dopo la preghiera dormirete qui."
Don Antonio poi mi ha spiegato che ha contato le portate della cena: 7.
La mattina seguente hanno chiesto il conto e il Capo ha detto:

"Si vede che voi non buoni Muslim e non capire ancora che voi OSPITI miei in nome di Allah!
Niente conto per ospiti!


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48
Shai
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Ci sono buone persone in ogni luogo della Terra... musulmano, cristiano, buddhista, indù o mago nero... sono solo etichette...

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49
doctor faust
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@Aleister ha scritto:Occhio a Wittgenstein però (caschi male) che, proprio nel "Tractatus" definisce "l'ineffabile" ciò che "mostra se stesso", "non come il mondo è, ma il fatto che è, è il mistico", "sentire il mondo come un tutto limitato" ovvero intuirlo sub specie aeterni. Non a caso Wittgenstein era lettore attento di Schopenauer, di Silesius, con una spiccata simpatia per Agostino, maturando nel cuore stesso della scienza, della logica matematica, la consapevolezza che "la risoluzione dell'enigma della vita nello spazio e nel tempo è fuori dello spazio e del tempo" giacchè "non sono problemi di scienza naturale quelli qui da risolvere" e "Dio non rivela sè nel mondo".

Il mistico è dunque per Wittgenstein una intuizione estatico-estetica del mondo, nella quale scompare come vana illusione il soggetto che pensa, immagina, ecc. e l'Io, mistero profondo, si comprende a un livello più alto della realtà, dove, veramente, la sua vita ed il mondo sono tutt'uno (Tractatus, 5.621; 5.631; 5.641). Non basta buttare là frasette a caso. Senza offesa nè?

Ma figurati...
Pero' io lascio a lui i suoi dubbi e la le sue peregrinazioni mistiche, che sono problemi intimisti, e mi riservo invece di raccogliere quello che fa di lui un rappresentante del neopositivismo logico, che voleva una filosofia basata sul rigore della scienza.


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Aleister
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@doctor faust ha scritto:
@Aleister ha scritto:Occhio a Wittgenstein però (caschi male) che, proprio nel "Tractatus" definisce "l'ineffabile" ciò che "mostra se stesso", "non come il mondo è, ma il fatto che è, è il mistico", "sentire il mondo come un tutto limitato" ovvero intuirlo sub specie aeterni. Non a caso Wittgenstein era lettore attento di Schopenauer, di Silesius, con una spiccata simpatia per Agostino, maturando nel cuore stesso della scienza, della logica matematica, la consapevolezza che "la risoluzione dell'enigma della vita nello spazio e nel tempo è fuori dello spazio e del tempo" giacchè "non sono problemi di scienza naturale quelli qui da risolvere" e "Dio non rivela sè nel mondo".

Il mistico è dunque per Wittgenstein una intuizione estatico-estetica del mondo, nella quale scompare come vana illusione il soggetto che pensa, immagina, ecc. e l'Io, mistero profondo, si comprende a un livello più alto della realtà, dove, veramente, la sua vita ed il mondo sono tutt'uno (Tractatus, 5.621; 5.631; 5.641). Non basta buttare là frasette a caso. Senza offesa nè?

Ma figurati...
Pero' io lascio a lui i suoi dubbi e la le sue peregrinazioni mistiche, che sono problemi intimisti, e mi riservo invece di raccogliere quello che fa di lui un rappresentante del neopositivismo logico, che voleva una filosofia basata sul rigore della scienza.



Non sono problemi intimisti ma il cuore del "Tractatus". Ma comunque fai bene, prendi quello che ti serve a rassicurarti. Concordo in pieno.

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