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la morte- Epicuro

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1
Mio
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Viandante Residente
Viandante Residente
La morte non è niente per noi.
Infatti ciò che si è dissolto non ha più sensibilità e ciò che non ha più sensibilità non è niente per noi.
(sentenze vaticane II)
Da ogni altra cosa è possibile mettersi al riparo, ma rispetto alla morte noi tutti abitiamo in una città senza mura.
(sentenze vaticane XXXVIII)
Ridicolo è ricorrere alla morte per noia della vita, quando è proprio per il genere di vita che ti sei scelto che devi ricorrere alla morte. Sono così imprevidenti, anzi dementi, gli esseri umani che, alcuni, sono spinti alla morte per timore della morte. Può esserci cosa più ridicola che cercare la morte, quando è lo stesso timore della morte che ti rende impossibile la vita?
(Epicuro citato da Seneca)
[…] Quindi se si capisce bene che la morte è niente, per noi allora la vita mortale diventa felice, ma non perché questo aggiunga infinto tempo alla vita, bensì perché toglie il desiderio dell’immortalità. Infatti, non c’è nulla da temere nella vita se si è convinti che non c’è niente da temere nel non vivere più. Ed è sciocco anche temere la morte, in quanto sarebbe doloroso attenderla, anche se poi dolore non porta. La morte non ci darà dolore quando arriverà ed è quindi davvero sciocco lasciare che essa ci porti dolore mentre l’attendiamo. Quindi il più temibile dei mali, la morte, non è nulla per noi, perché quando ci siamo noi non c’è la morte e quando c’è la morte non ci siamo noi. La morte quindi è niente, per i vivi come per i morti: perché per i vivi essa non c’è, mentre per quanto riguarda i morti sono loro a non esserci. La maggior parte delle persone, però, fugge la morte considerandola come il peggiore dei mali, oppure la cerca come liberazione dai mali della vita. Il saggio, invece, non rifiuta la vita e non ha paura della morte, perché non è contro la vita ed allo stesso tempo non considera un male il non vivere più. Il saggio, così come non cerca i cibi più abbondanti ma i migliori, non cerca il tempo più lungo, ma cerca di godere del tempo che ha. Ed è da stupidi esortare i giovani a vivere bene ed i vecchi a morire bene, perché nella vita stessa c’è del piacere ed una sola è l’arte del ben vivere e del ben morire. Ma ancora peggio è chi dice che sarebbe meglio non essere mai nati, oppure essere morti subito. Se chi dice così è davvero convinto di ciò che dice, perché non abbandona la vita? È in suo potere farlo, sempre che egli parli seriamente e che questa sia la sua opinione. Se invece scherza, parla da stolto e lo fa riguardo a cose su cui non c’è proprio da scherzare.
(lettera a Meneceo)


trovo tremendamente vere queste parole....illuminano

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2
hakimsanai43
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Viandante Storico
Viandante Storico
:pale:
Salve,
tu SEI un corpo oppure HAI un corpo?
Se tu SEI un corpo,allora TU morirai assieme ad esso.
Se tu HAI un corpo,puoi tenerlo oppure buttarlo via .
ma TU rimani per sempre e DA sempre.
inchino

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3
Rupa Lauste
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Viandante Storico
Viandante Storico
Quindi la morale é
non ha senso preoccuparsi di fuggire la morte, perché non ha senso credere che la morte sia dolore.
Non ha senso perché proprio quest'ossessione puó rendere la vita ancora piú dolorosa dell'idea di "morte dolorosa" che abbiamo. per cui vivremmo in una sorta di ossimoro. fuggire il dolore nel dolore.
Visto che in realtá la morte non porta dolore, meglio vivere la nostra vita spensierati giusto?

Ma poi é cosí vero che si fugge la morte perché si ha paura del dolore?
io dico di no.

ma poi non é meglio il dolore della morte?

é mezzanotte...c'é marzullo

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4
Mio
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Viandante Residente
Viandante Residente
la morale è che la morte , come poi è di fatto è solo un'idea...

vediamo un corpo morto , o meglio un corpo senza vita.....è dunque la morte assenza di vita...! Quando una cosa non c'è per definizione diamo un nome all'assenza...ma l'assenza poi esiste solo se qualcuno pensa al suo opposto : la presenza....

è dunque solo un pensiero!

riporto un brano che secondo me aiuta parecchio parla della PAURA e io definirei la morte PAURA
J. Krishnamurti .... sulla Paura....
La paura è uno dei più grossi problemi della vita. Una mente intrappolata dalla paura, vive nella confusione, nel conflitto. Non osa distaccarsi dai suoi caratteristici modelli di pensiero e perciò diventa ipocrita.

Vivendo in una società corrotta e stupida come noi facciamo, con l’educazione che riceviamo basata sulla competizione che genera paura, siamo sovraccarichi di paure di ogni tipo e la paura è una cosa spaventosa che deforma distorce e intorpidisce i nostri giorni.

Esiste anche la paura fisica, ma quella è una reazione simile a quella degli animali.

Noi ci occupiamo della paura psicologica. Quando avremo capito le paure psicologiche profondamente radicate dentro di noi, allora potremo affrontare le paure animali, mentre occuparsi prima della paura animale non ci è di alcun aiuto per comprendere le paure psicologiche.

Abbiamo sempre paura di qualche cosa. Non esiste la paura in astratto, essa è sempre in rapporto a qualche cosa.

Conosciamo le nostre paure?

Paura di perdere il lavoro, di non avere cibo o denaro a sufficienza, paura di ciò che gli altri pensano di noi, paura di non riuscire ad avere successo, di essere ridicolizzati, disprezzati, paura delle malattie, paura di perdere le persone che ci sono care, paura di perdere la fede, di venire meno all’immagine che gli altri si sono creata di noi ecc…

Quali sono le nostre paure? Che cosa facciamo nei loro confronti? In genere le fuggiamo, ma fuggire dalla paura significa farla crescere.

Una delle principali paure è che abbiamo paura di affrontarle. Ma che cosa è la paura?

Come nasce? Che cosa intendiamo veramente quando diciamo la parola paura?

Conduciamo un certo tipo di vita, pensiamo secondo un certo modello, seguiamo una certa fede, certi dogmi e non vogliamo che questi modelli di vita vengano scossi perché sono profondamente radicati in noi.

Se venissero scossi ci troveremmo in una situazione di ignoranza e quindi di insicurezza. Noi vogliamo essere ragionevolmente sicuri dello stato di cose a cui andiamo incontro. Perciò il pensiero ha creato un modello e si rifiuta di crearne un altro che potrebbe essere insicuro.

Prendiamo ora le nostre particolari forme di paura, guardiamole ed osserviamo quali sono le nostre reazioni ad esse.

Possiamo guardarle senza ricorrere alla fuga, alle giustificazioni, alla condanna, al soffocamento di esse?

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5
lux59
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Viandante Residente
Viandante Residente
Inno alla Morte
di Giuseppe Ungaretti -tratto da Sentimento del tempo-
Amore, mio giovine emblema,
Tornato a dorare la terra,
Diffuso entro il giorno rupestre,
E' l'ultima volta che miro
(Appie' del botro, d'irruenti
Acque sontuoso, d'antri
Funesto) la scia di luce
Che pari alla tortora lamentosa
Sull'erba svagata si turba.

Amore, salute lucente,
Mi pesano gli anni venturi.

Abbandonata la mazza fedele,
Scivolero' nell'acqua buia
Senza rimpianto.

Morte, arido fiume...

Immemore sorella, morte,
L'uguale mi farai del sogno
Baciandomi.

Avro' il tuo passo,
Andro' senza lasciare impronta.

Mi darai il cuore immobile
D'un iddio, saro' innocente,
Non avro' più pensieri ne' bonta'.

Colla mente murata,
Cogli occhi caduti in oblio,
Faro' da guida alla felicità.

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6
hakimsanai43
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Viandante Storico
Viandante Storico
Vi sono tre cose e non due: Vita Morte ed ESISTENZA.

E l'esistenza è come un fiume che scorre fra due sponde:la morte e la vita.

Oppure: la morte è una lavagna nera su cui l'Esistenza scrive le cose della vita col gesso bianco. (Osho Rajneesh)

Ma...a chi piace moltissimo la morte?

A coloro che hanno il Potere e i soldi: senza il potere di dare la morte ,sarebbero del tutto impotenti.E se la gente non avesse paura della morte non potrebbero rubare,uccidere ed essere adorati.

nascondersi

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7
Rupa Lauste
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Viandante Storico
Viandante Storico
Mio ha scritto:la morale è che la morte , come poi è di fatto è solo un'idea...

vediamo un corpo morto , o meglio un corpo senza vita.....è dunque la morte assenza di vita...! Quando una cosa non c'è per definizione diamo un nome all'assenza...ma l'assenza poi esiste solo se qualcuno pensa al suo opposto : la presenza....

è dunque solo un pensiero!


boh per quanto mi riguarda, la morte é un fenomeno e in quanto tale é misurabile, valutabile secondo diversi parametri.
per un medico é la fine di ogni attivitá vitale
per un figlio é la perdita di un genitore
per la societá un'abitudine che viene a mancare

per il soggetto interessato invece é tutto ció che fu.

Ció che rende il fenomeno in questione unico é che in questo caso l'osservatore non lo misura in prima persona per cui non vi é esperienza sensibile diretta. non puó esserci proprio per quello che hai detto.
Ma ció non toglie che il fenomeno morte non influisca su di noi. altro che idea. é reale.
ma poi tutto é idea...
e soprattutto assenza non vuol dire "non esistenza".

la paura non é causata dalla morte in se. é il secondo prima di morire che fa la differenza. É di quello che si avrá paura.
non la morte come concetto estrapolato e avulso da tutto il resto.
Hai mai visto qualcuno un attimo prima che morisse?

C'é una famosa pubblicitá sul cancro che gira anche su facebook. parafrasandola fa piú o meno cosí "un malato terminale ha un solo desiderio...vivere"
non perché abbia paura della morte...ma perché costretto a vivere quel secondo di paura che é diventato eternitá.

é dover dire addio a te stesso...questo spaventa...

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8
Shri_Radha
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Rupa Lauste ha scritto:
la paura non é causata dalla morte in se. é il secondo prima di morire che fa la differenza. É di quello che si avrá paura.

Io trovo ingiusto il fatto che il mondo vada avanti senza di me.
Di quello ho paura.

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