Forum di Libera Discussione. Il Luogo di Chi è in Viaggio e di Chi sta Cercando. Attualità, politica, filosofia, psicologia, sentimenti, cultura, cucina, bellezza, satira, svago, nuove amicizie e molto altro

Per scoprire le iniziative in corso nel forum scorri lo scroll


Babel's Land : International Forum in English language Fake Collettivo : nato da un audace esperimento di procreazione virtuale ad uso di tutti gli utenti Gruppo di Lettura - ideato e gestito da Miss. Stanislavskij La Selva Oscura : sezione riservata a chi ha smarrito la retta via virtuale Lo Specchio di Cristallo : una sezione protetta per parlare di te La Taverna dell'Eco: chat libera accessibile agli utenti della Valle

Non sei connesso Connettiti o registrati

 

Il linguaggio del corpo, noi e la società odierna

Condividere 

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso  Messaggio [Pagina 1 di 1]

1
victorinox
avatar
Viandante Residente
Viandante Residente
Il linguaggio del corpo, dice di noi più di quanto possiamo ( o vogliamo) dire di noi verbalmente.
Si tratta di una forma di comunicazione che viene agita e interpretata in modo globale. Nessun gesto cioè dice qualcosa preso isolatamente ma sempre all’interno di un insieme di gesti.
Tra i segnali corporei non verbali, rientrano i gesti in senso stretto, le espressioni e il modo di gestire il proprio corpo nello spazio e in rapporto gli altri corpi.
Tali segnali possono essere consci o inconsci, innati o acquisiti.
Sono in genere inconsce e innate le espressioni del viso, o affection display (dimostratori di emozioni), mentre non lo sono altri tipi di gesti ( definiti rispettivamente emblemi, regolatori e attenuatori…che servono a gestire la comunicazioni secondo le regole di un gruppo sociale).
In larga parte inconscia è anche la gestione del corpo nello spazio e in relazione agli altri corpi. Questa distanza esprime il confine tra noi e gli altri ed è quindi molto mobile e sensibile alle violazioni in modo diverso. In linea generale più tale distanza è ampia minore è il grado di intimità. Si va così dalla distanza pubblica, a quella sociale fino alla distanza personale e a quella intima.
Soltanto negli ultimi due casi entra in gioco la facoltà di toccare e la prossimità rende forte la pressione di segnali come il calore corporeo o il profumo.
I modi di toccare sono diversi rispetto all’oggetto e al soggetto del toccare: possiamo toccare noi o gli altri, una parte o un'altra di noi e a toccare possono essere uomini o donne.
In generale gli uomini puntano su contatti corporei più settoriali, si che tocchino se stessi sia che tocchino altri, mentre le donne coinvolgono la totalità del corpo.
Toccare e toccarsi ha un effetto profondo sulla comunicazione: può avere l’effetto di indurre all’azione o di inibirla, può esprimere una modalità di auto percezione e avere finalità di rassicurazione.


A mio avviso viviamo in una società che non tocca.
La prossimità dei nostri simile è spesso una condizione imposta e non scelta, all'interno della quale ci si comporta come monadi infastidite dalla mancanza di spazio dell'inter mondo.
Eppure la distanza dell'altro è agita in modo invasivo.

Qual'è il valore della comunicazione corporea nella nostra società secondo voi?
E più nello specifico, che valore ha il toccare ? quale la vicinanza?
Cosa ha determinato l'attuale stato di cose?



Qual'è il vostro rapporto con questi aspetti?
Cosa vi cattura e cosa vi infastidisce nel linguaggio corporeo dell'altro?
Sapete dire il perchè?

Vedi il profilo dell'utente
2
doctor faust
avatar
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Ma perche fare introduzioni cosi lunghe?

Non viene la voglia di leggerle.

Vedi il profilo dell'utente
3
PorceDi
avatar
Viandante Storico
Viandante Storico
Abbiamo capito, non c'è bisogno di puntualizzare.

Vedi il profilo dell'utente
4
Giglio Bianco
avatar
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Qual'è il valore della comunicazione corporea nella nostra società secondo voi?

Il valore della comunicazione "corporea" (o "non verbale") e' sempre stato molto piu' alto di quanto le persone si rendano conto. Una buona capacita' di interpretare questo genere di comunicazione aiuterebbe molto a capire determinati meccanismi sociali, evitare situazioni imbarazzanti o fastidiose e quant'altro, ma purtroppo questo genere di comunicazione viene spesso sfruttata e studiata da persona che la vogliono usare "ai danni" delle altre persone, per avere una marcia in piu' che le invogli inconsciamente a reagire in maniera diversa a diversi stimoli, o che aiuti a raggirarle.
Venditori, pubblicitari e quant'altro marciano come non ci si puo' neanche immaginare su ogni nostra piccola reazione documentabile.

E più nello specifico, che valore ha il toccare ? quale la vicinanza?

Quando parli di vicinanza nello specifico ti riferisci al mantenimento e la rottura degli spazi personali.
Culturalmente si puo' essere piu' o meno abituati ad avere i propri spazi personali invasi. Per assurdo, noi Italiani siamo per esempio le persone che fanno piu' largo uso del linguaggio non verbale a gesti, e di conseguenza quelli piu' abituati anche ad abbracciarsi e a entrare in contatto l'uno con l'altro proprio per cultura.

Prova a farlo con un Giapponese, e gli manchi di rispetto in maniera intollerabile.

E' tuttavia anche un fattore di carattere e psicologico. Le persone piu' ferite e in generale meno fiduciose negli altri e in se stesse, mantengono una distanza fisica molto piu' elevata rispetto alle altre. Sono piu' portate a provare "fastidio" per il contatto umano, per difesa.

Lo spazio personale, dalla vicinanza fisica proprio in senso di centimetri al toccarsi dove e come, sono come un lasciare entrare una persona nel proprio territorio.
Che sia spesso "imposto" da una societa' genericamente intrusiva come la nostra, non e' una sorpresa alla luce di questo.
Incontri una persona con cui hai poca confidenza e ti tocca toccarla, addirittura a volte dare pure sti tre bacetti sulla guancia, o altre cose del genere. Sono saluti, ma questi saluti SPEZZANO prepotentemente diverse barriere, il che ha dei benefici come anche puo' dare fastidio, a seconda della persona.

Cosa ha determinato l'attuale stato di cose?

Definisci "attuale stato delle cose", comparato a quale stato delle cose in quale societa' rispetto a quale "modello", influenzando che tipo di persone e come.

Qual'è il vostro rapporto con questi aspetti?

Quando ho molta confidenza con una persona, vivo la mancanza di contatto fisico come una mancanza di confidenza e di esplorazione, e la soffro moltissimo. Ma la confidenza deve essere MOLTA, arrivo a toccare liberamente persone senza nessun contraccolpo di fastidio solo dopo 6 o 7 anni di attiva frequentazione.

Per tutto il resto, mi da molto fastidio che mi si stia addosso o stare addosso alle persone, salvo casi in cui gli eventi lo prevedono (dimostrare affetto in un particolare momento ecc...).

Si puo' chiaramente misurare osservandomi quanto una persona e' riuscita a scavarmi e restarmi dentro a seconda di quanto me ne tengo a distanza, o quanto facilmente e frequentemente invece "richiedo" che rompa il mio spazio personale, e come.

Cosa vi cattura e cosa vi infastidisce nel linguaggio corporeo dell'altro?
Sapete dire il perchè?


Mi attira qualsiasi forma di sicurezza in se stessi. Piu' una persona ha uno sguardo, una postura e dei gesti netti, che parlano di quanto sanno di poter piacere e quanto sono convinti delle cose che dicono, piu' mi attirano irrimediabilmente.
Semplicemente perche' a quanto pare io mi comporto cosi', e tendo ad essere attratto da cio' che mi somiglia, con ragionevoli eccezioni.

Odio le persone che abbracciano troppo e troppo facilmente, che tendono a farti da ombra, che tendono ad avere un atteggiamento comunicativo remissivo e che si mette "al di sotto" di te, anche solo inconsciamente.
Il motivo e' che ho sempre avuto grossi problemi a trovarmi bene con le persone, e il fatto che mi pongano su un livello differente mi fa sentire molto lontano da loro.

Anche se paradossalmente invece mi sono molto vicine.

Vedi il profilo dell'utente
5
purplebunny
avatar
Viandante Storico
Viandante Storico
@Giglio Bianco ha scritto:E' tuttavia anche un fattore di carattere e psicologico. Le persone piu' ferite e in generale meno fiduciose negli altri e in se stesse, mantengono una distanza fisica molto piu' elevata rispetto alle altre. Sono piu' portate a provare "fastidio" per il contatto umano, per difesa.

Dici che è una questione di fiducia (in sé stessi o negli altri)?
Non lo so, può essere. Però effettivamente a ma stupisce sempre il modo in cui specialmente in Italia si è portati ad abbattere subito le distanze interpersonali, spesso svuotando di senso gesti che secondome comportano comunque una buona dose di intimità.
A volte, anzi spesso, mi succede di bloccarmi proprio nei momenti che dovrebbero essere automatici, saluti, presentazioni, etc., e di cercare per qualche istante gli occhi di chi ho di fronte, e di non scorgerci nulla di particolare, nulla di dedicato a me, che sono lì di fronte, oggetto del convenevole sociale, e questo mi blocca. In un certo senso mi viene una specie di repulsione, e non parlo solo di baci di fretta, stilizzati, senza un reale contatto, ma anche gli abbracci le pacche sulle spalle, le strette di mano.
Eppure poi ci sono certe persone con cui questo blocco non si instaura, e tutto procede in modo molto più fluido.
Ma forse sì, è una mia insicurezza.

Vedi il profilo dell'utente
6
Giglio Bianco
avatar
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@purplebunny ha scritto: Dici che è una questione di fiducia (in sé stessi o negli altri)?

Bhe, e' il caso piu' comune, poi i fattori potrebbero essere tanti altri. In genere infastidirsi per la rottura dello spazio personale e' una difesa.
Una difesa che di base abbiamo tutti, prova ne e' che parlare con una persona che ci sta "troppo" vicino proprio a livello di distanza viene automaticamente piu' difficile, a meno che la confidenza (e quindi la fiducia che proviamo per quella persona, e la volonta' di essere per lei cosi' tanto "a portata") non sia alta.

@purplebunny ha scritto:
A volte, anzi spesso, mi succede di bloccarmi proprio nei momenti che dovrebbero essere automatici, saluti, presentazioni, etc., e di cercare per qualche istante gli occhi di chi ho di fronte, e di non scorgerci nulla di particolare, nulla di dedicato a me, che sono lì di fronte, oggetto del convenevole sociale, e questo mi blocca.

Ecco, questo per esempio e' interessante; (Mi hai fatto usare un punto e virgola, questo scatenera' bufere di neve e mancanza temporanea della gravita', sappilo) al di la' del fatto che e' del tutto normale sentirsi a disagio in queste occasioni, hai mai pensato come mai cerchi in un gesto che sai essere automatico qualcosa di dedicato a te?

@purplebunny ha scritto:
In un certo senso mi viene una specie di repulsione, e non parlo solo di baci di fretta, stilizzati, senza un reale contatto, ma anche gli abbracci le pacche sulle spalle, le strette di mano.

Io detesto anche essere toccato dalle persone per cui non ho stima, per esempio, a prescindere dall'occasione. Fosse anche una mano sulla spalla, se mi toccano mi sembra che mi stiano "insozzando".
La stessa sensazione, piu' blanda e meno per la serie "ora mi giro e lo pesto", la provo per le persone che ho impressione che abbiano un rapporto o un'interazione particolarmente "falsi" con il sottoscritto, con tutte le attenuanti sociali e umane del caso, falsi nel senso piu' esagerato e maligno del caso.

Forse consideri un gesto "tanto per fare" un costrutto non necessario ed eccessivamente artefatto?

Vedi il profilo dell'utente
7
purplebunny
avatar
Viandante Storico
Viandante Storico
@Giglio Bianco ha scritto:
@purplebunny ha scritto: Dici che è una questione di fiducia (in sé stessi o negli altri)?
Bhe, e' il caso piu' comune, poi i fattori potrebbero essere tanti altri. In genere infastidirsi per la rottura dello spazio personale e' una difesa.

Ma infatti quasi sicuramente è un'eccessiva difesa in sostituzione di una qualche sicurezza che latita.
Cioè, probabilmente.

@Giglio Bianco ha scritto:
@purplebunny ha scritto:A volte, anzi spesso, mi succede di bloccarmi proprio nei momenti che dovrebbero essere automatici, saluti, presentazioni, etc., e di cercare per qualche istante gli occhi di chi ho di fronte, e di non scorgerci nulla di particolare, nulla di dedicato a me, che sono lì di fronte, oggetto del convenevole sociale, e questo mi blocca.
Ecco, questo per esempio e' interessante; (Mi hai fatto usare un punto e virgola, questo scatenera' bufere di neve e mancanza temporanea della gravita', sappilo) al di la' del fatto che e' del tutto normale sentirsi a disagio in queste occasioni, hai mai pensato come mai cerchi in un gesto che sai essere automatico qualcosa di dedicato a te?

Sì, è perché sono presuntuosa!

Ma a parte gli scherzi (o anche no), credo che il cortocircuito automatico nella mia sciocca testa sia il fatto di entrare in contatto diretto con qualcuno e che questo contatto non sia con me come persona, ma con il gesto in quanto veicolo di un significato sociale.
E prendo da un pezzo successivo:
@Giglio Bianco ha scritto:Forse consideri un gesto "tanto per fare" un costrutto non necessario ed eccessivamente artefatto?

Esatto, è proprio quel 'tanto per fare', o meglio quel 'fare in funzione del gesto, e non dell'interlocutore' che credo mi blocchi, o comunque mi innervosisca. Il che è sciocco, perché comunque le convenzioni sociali sono espressioni generiche culturali proprio per regolare il contatto, renderlo accettabile, decifrabile, fruibile, in qualche modo sicuro.
Bu.

@Giglio Bianco ha scritto:Io detesto anche essere toccato dalle persone per cui non ho stima, per esempio, a prescindere dall'occasione. Fosse anche una mano sulla spalla, se mi toccano mi sembra che mi stiano "insozzando".
La stessa sensazione, piu' blanda e meno per la serie "ora mi giro e lo pesto", la provo per le persone che ho impressione che abbiano un rapporto o un'interazione particolarmente "falsi" con il sottoscritto, con tutte le attenuanti sociali e umane del caso, falsi nel senso piu' esagerato e maligno del caso.

Che poi sull'essere toccati è strano, perché ad esempio mi dà davvero poco fastidio l'essere toccata casualmente, in situazioni tipo quando sei su un autobus pieno e c'è una frenata brusca e qualcuno ti viene addosso, magari anche facendoti male. Al di là dell'eventuale dolore, non è il contatto in sé a darmi fastidio.
Mentre in occasioni simili vedo spesso persone che danno in escandescenze, o che se anche non urlano o non recriminano, comunque dal linguaggio del corpo che emerge dopo il colpo si capisce che si innervosiscono e quel tocco le ha in qualche modo destabilizzate.

Sull'essere toccata in situazioni come quelle che descrivi, invece, credo di essere piuttosto simile, anche se non mi viene mai da pensare ora mi giro e lo pesto (in fondo sempre di contatto si tratta haha), ma piuttosto "quanto quanto quanto vorrei scrollare quella mano sulla spalla di dosso, quanto quanto quanto vorrei sfilare la mano dal tocco" etci etci.

Vedi il profilo dell'utente
8
Giglio Bianco
avatar
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@purplebunny ha scritto:
Che poi sull'essere toccati è strano, perché ad esempio mi dà davvero poco fastidio l'essere toccata casualmente, in situazioni tipo quando sei su un autobus pieno e c'è una frenata brusca e qualcuno ti viene addosso, magari anche facendoti male. Al di là dell'eventuale dolore, non è il contatto in sé a darmi fastidio.

Neanche a me da fastidio il contatto casuale involontario.
Penso che il piu' del fastidio in quei casi derivi da casi in cui non fanno attenzione, e' una mancanza di rispetto perche' non mi considera come entita' che in quel momento deve stare li', o a cui chiedere scusa.
Tipo la vecchia che ti sale col carrellino sui piedi e poi se ti lamenti ti dice anceh di andare a lavorare, barbone.
O le persone che ti urtano per strada perche' hanno fretta e ti spintonano letteralmente via o ti stanno "rasoculo" senza chiedere permesso perche' evidentemente cade loro la lingua, salvo poi dribllarti guardandoti pure male perche' vai lento.
Ecco li' si, mi verrebbe voglia di fucilarli.

Molti altri sono infastiditi anche dai primi casi, e in quel caso lo san solo loro cosa scatta in testa.
Conosco solo due casi molto differenti fra loro di persone a cui infastidiva anche il contatto totalmente accidentale, senza colpevoli, e sono cosi' diversi fra loro e cosi' FORTEMENTE patologici che non ho voglia di correre il rischio di passere per uno che generalizza, non lo so sinceramente.
Uno dei due casi odiava le persone perche' dava loro la colpa di tutto quello che gli succedeva, in seguito a un evento traumatico che ha direttamente a che fare con il contatto fisico.
L'altro semplicemente considerava la gente sporca, era uno di quelli che si tengono agli appoggi dei mezzi con un fazzolettino.

Sull'essere toccata in situazioni come quelle che descrivi, invece, credo di essere piuttosto simile, anche se non mi viene mai da pensare ora mi giro e lo pesto (in fondo sempre di contatto si tratta haha), ma piuttosto "quanto quanto quanto vorrei scrollare quella mano sulla spalla di dosso, quanto quanto quanto vorrei sfilare la mano dal tocco" etci etci.

Si vede che a te manca il processo mentale che vuole EVIDENZIARE il fastidio oltre a comunicarlo. Sei molto meno aggressiva in questo senso, io vorrei scrollare la mano di dosso E mettere un punto indiscutibilmente minaccioso sul non riprovarci mai piu' "perche' sei viscido e mi fai schifo.".

Fortunatamente per me e per gli altri sono solo fantasie di una mente che sa tenersi a bada da se rotolarsi dal ridere

Vedi il profilo dell'utente
9
purplebunny
avatar
Viandante Storico
Viandante Storico
@Giglio Bianco ha scritto:Neanche a me da fastidio il contatto casuale involontario.
Penso che il piu' del fastidio in quei casi derivi da casi in cui non fanno attenzione, e' una mancanza di rispetto perche' non mi considera come entita' che in quel momento deve stare li', o a cui chiedere scusa.

Ecco, ma a me non dà granché fastidio, quasi per niente, proprio quello. Che, se messo in relazione alla mia reazione di fronte invece a quei gesti automatici spersonali di saluto,presentazione,etci è strano.

Tipo la vecchia che ti sale col carrellino sui piedi e poi se ti lamenti ti dice anceh di andare a lavorare, barbone.

A me le vecchiettine e i vecchiettini carrellomuniti in genere trattano sempre bene, cica cica.

O le persone che ti urtano per strada perche' hanno fretta e ti spintonano letteralmente via o ti stanno "rasoculo" senza chiedere permesso perche' evidentemente cade loro la lingua, salvo poi dribllarti guardandoti pure male perche' vai lento.
Ecco li' si, mi verrebbe voglia di fucilarli.

Bene, in questo caso confesso che per esempio a me innervosiscono quei gruppi di persone (dalle due persone in su) che occupano tutto il marciapiede e impongono un'andatura lumacosa e scostante perché non si curano di ciò che hanno intorno e utilizzano lo spazio pubblico come privato.
In genere in quei casi anche se non ho per niente fretta, mi viene automatico aumentare l'andatura e chiedere permesso. Solo che ho un tono di voce che evidentemente nessuno sente (ed è solo colpa mia, naturalmente, ne sono consapevole) quindi in genere non cambia nulla e allora sorpasso innervosita e se urto qualcuno non mi interessa e anzi scuoto la testa tutta immusonita. Ma qui appunto è colpa mia, sono deficiente (nel senso di mancante di voce, che credete!).


Si vede che a te manca il processo mentale che vuole EVIDENZIARE il fastidio oltre a comunicarlo. Sei molto meno aggressiva in questo senso, io vorrei scrollare la mano di dosso E mettere un punto indiscutibilmente minaccioso sul non riprovarci mai piu' "perche' sei viscido e mi fai schifo.".

Credo dipenda dal fatto che infondoinfondo mi sento superiore a quel tipo di personaggio e quindi non mi interessa evidenziare quanto mi sia sgradito il gesto. Quindi temo sia un difetto mio, più che un'aggressività tua. O, in alternativa, non ho il coraggio dei miei pensieri! party2

Fortunatamente per me e per gli altri sono solo fantasie di una mente che sa tenersi a bada da se rotolarsi dal ridere

Invece a me a volte capita di scrollarmi di dosso le mani su una spalla o su un braccio, anche se non in modo plateale, nei casi in cui davvero mi infastidisce.

Vedi il profilo dell'utente
10
angela132
avatar
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
A me piace toccare ed essere toccata, altre volte mantengo una nofly zone. E' un faato istintivo, di pelle.

Vedi il profilo dell'utente
11
Contenuto sponsorizzato

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto  Messaggio [Pagina 1 di 1]

Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum