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BERLUSCONI e la Donna

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Massimo Vaj
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marimba
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Direttore del Corriere della Pera
Direttore del Corriere della Pera
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Vedo che mostri ancora il loghino del corriere.
Dal momento che mi pare non ti funzionino i messaggi privati, e che da vagabondi del mondo tralasciamo le moine dovute alla tua ricomparsa, ti informo che la porta è sempre aperta. In entrambe le direzioni.


_________________
***
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Massimo Vaj
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Massimo Vaj
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È il più attuale tra i vecchi lavori che ho fatto.

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Massimo Vaj
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Viandante Storico
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L’avevano chiamata con una telefonata brevissima, e le avevano dato un indirizzo che l’aveva condotta sul retro di Palazzo Chigi. Stranamente senza guardie esterne. Da una porticina secondaria uscì un ometto pelato e ricurvo, con una valigia dalla quale spuntava l’angolo rosa di un biglietto da cinquecento euro, nella sua funzione più nota, quella di lasciapassare. Salì sul taxi verde senza sbattere la porta e si rannicchiò nell’angolo più scuro, come avrebbe fatto qualsiasi animale selvatico sul furgone di un accalappiacani. La donna alla guida del taxi s’irrigidì d’inquietudine, ma l’assenza di capelli, radi e rasi, in cima alla pelata dell’uomo la calmò un poco, anche se non del tutto. Sapeva già dove portarlo, gliel’avevano comunicato al telefono, forse perché l’uomo era muto e probabilmente anche sordo. Questo le pareva perché appena salito sulla vettura al saluto della donna aveva risposto con un ringhio e un gesto della mano che ricordava le corna. Durante il tragitto verso l’aeroporto privato cercò di scrutarlo con attenzione, ma senza dare nell’occhio, facendolo di sfuggita, e in quel silenzio imbarazzante il suo cercare gli occhi di lui era come un frustare a vuoto l’aria. Finalmente, aiutata dal destino aiutato a sua volta dalla luce di un lampione, andata a frugare quell’angolo oscuro, lo riconobbe con certezza: era il Presidente del Consiglio, il Cavaliere senza paura né onore, Silvio Berlusconi, il responsabile del tracollo economico politico sociale di un paese messo all’asta e ora di proprietà, condivisa, della Svizzera e del Congo. Una vampata di calore, che poteva anche essere semplice febbre, le attraversò le tempie svegliando ricordi sepolti da quando la povertà dilagante l’aveva costretta a scambiare la sua Prius Toyota con quella Panda verde vomito, inadatta a trasportare persino i tossici da un quartiere di periferia all’altro. La confusione generata da quell’opportunità insperata le cancellò dai ricordi la meta di quel trasbordo, e le impose la sterzata che infilò la vettura in una stradina laterale di quel vialone alberato che stava percorrendo. L’uomo non fece un cenno, ma allungò una mano di fianco al sedile e le palpò il culo, tremando d’eccitazione. Lei sostenne il contatto immondo con un sorriso che le inclinava le labbra sul lato del viso che lui non poteva vedere. L’auto si addentrò in un boschetto privato a lato dal viale, e penetrò le sue fronde scure. Dall’esterno sarebbe stato difficile intuire che quel sobbalzare furioso dell’auto, che a un osservatore poco preciso sarebbe sembrata l’avventura di una delle solite coppiette di ragazzi, di quelli che hanno la deprecabile abitudine di lasciare sul posto, appena dissacrato, un fazzolettino di carta con avvolto dentro un preservativo giallastro, dicevo sarebbe stato difficile intuire che non fosse un consesso d’amore, quello che si consumava all’interno, ma una motivata e giusta esecuzione.



Ultima modifica di Massimo Vaj il Sab 5 Feb 2011 - 13:31, modificato 2 volte

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NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Iper creativo e iper in generale come sempre....
... colgo l'occasione per ricordarti che ho bisogno di un maestro

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Massimo Vaj
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Viandante Storico
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Possiedi già una buona tecnica, ti serve solo disegnare prelevando, al posto dei soggetti che stanno davanti ai tuoi occhi... quelli nascosti dietro pietra

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Leda

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Ultima modifica di Leda il Sab 5 Mar 2011 - 22:29, modificato 1 volta

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Massimo Vaj
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Viandante Storico
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Purtroppo la natura, o l'ordine disordinato delle cose, come si preferisce chiamare, mi ha gravato del peso di diverse zecche, o ego, come si preferisce chiamare, sulla schiena, e questo gravame mi impedisce di tornare sui miei passi tanto quanto di proseguire nell'allontanamento da qui. Sono così obbligato a restare in una sorta di limbo, in penombra, senza poter dire di essere nel giusto o nello sbagliato. Tutti noi super-eroi siamo fatti così, destinati a trasformarci in meteore rumorose ogni qual volta, nel balzare verso gli sconfinati cieli, ci s'impiglia del filo spinato nei calzini indistruttibili che vestono i nostri augusti piedini. Ma a noi eroici soggetti la cosa ci ferisce poco e solo nel prestigio personale perché, a causa dell'indistruttibilità, ci si sporca soltanto la faccia, lasciandoci libero l'orgoglio di continuare nella sua corsa, questa sì dolorosa... pietra

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fantasma76
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Viandante Storico
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Berlusconi e quel “bungabunga” anni Ottanta

La cosa che realmente meraviglia, perdonate il gioco di parole, è restare meravigliati. Le 389 pagine della Procura di Milano che riportano intercettazioni e interrogatori sul Caso Ruby sostanzialmente non ci svelano niente di nuovo in merito a certe abitudini sessuali del presidente del Consiglio. Oltre ai più recenti audio portati alla luce da Patrizia D’Addario, c’è una vecchia intercettazione, datata 31 dicembre 1986 in cui l’allora imprenditore Silvio Berlusconi parlava con il suo dipendente Marcello Dell’Utri di donne e dell’allora leader socialista e presidente del Consiglio Bettino Craxi:

«Berlusconi: Marcello, iniziamo male l’anno!
Dell’Utri: Perché male?
Berlusconi: Perché dovevano venire due [ragazze, nda] di “Drive In” che ci hanno fatto il bidone! E anche Craxi è fuori dalla grazia di Dio!
Dell’Utri: Ah! Ma che te ne frega di “Drive In”?
Berlusconi: Che me ne frega? Poi finisce che non scopiamo più! Se non comincia così l’anno, non si scopa più!
Dell’Utri: Va bene, insomma, che vada a scopare in un altro posto!
Berlusconi: Senti, dice Fedele [Confalonieri, nda] che devi sacrificarti (…). Devi venire qui!
Dell’Utri: No, figurati!
Berlusconi: Purché le tette siano tette! Truccate soprattutto bene le tette! (…) Grazie, ciao Marcellino!
Dell’Utri: Un abbraccio, anche a Veronica. Ciao!
Berlusconi: Anche a te e tua moglie, ciao.
(telefonata intercettata dalla Guardia di Finanza sul telefono della villa di Arcore – dove Berlusconi festeggia il Capodanno con Fedele Confalonieri e Bettino Craxi - in un procedimento per bancarotta a carico di Marcello Dell’Utri. Milano, ore 20.52 del 31 dicembre 1986)»

Passati più di vent’anni notiamo in questo campo una certa coerenza del Cavaliere. Allora le ragazze arrivavano da Drive In, oggi da Colorado Cafè o altri programmi Tv. Un comportamento e un filo logico che sembra realmente avvalorare l’incredibile tesi del regista Erik Gandini e del suo “Videocracy”:

«Certi tele-esperimenti risalgono a trent’anni fa, le casalinghe che si spogliavano per le tv private non ancora berlusconiane risalgono ad allora. Solo che in quegli anni la mia generazione di Colpo grosso rideva. I miei amici ed io mai avremmo pensato che ci sarebbe stata nostalgia per la “buona tv” di Drive In. Si usa spesso l’espressione la banalità del male, adesso in Italia è la malvagità del banale ad essere strumento di potere[...] Berlusconi di fatto ha modificato l’Italia a colpi di tette e di culi. Io credo che oggi, più che tra destra e sinistra, si stia creando una nuova forma di divisione: quella tra spettatori attivi e spettatori passivi. C’è una guerra in atto, con tutta una serie di nuove regole, tra alto e basso. Questa guerra si sta giocando sul terreno della comunicazione e, oggi come oggi, abbiamo tutti gli stessi mezzi per partecipare».

Il risultato è una generazione che vede in queste “cose televisive” le poche opportunità per ottenere un futuro dignitoso. Esperimento riuscito?

http://2piu2uguale5.ilcannocchiale.it/post/2590751.html

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NinfaEco
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@Massimo Vaj ha scritto:Possiedi già una buona tecnica, ti serve solo disegnare prelevando, al posto dei soggetti che stanno davanti ai tuoi occhi... quelli nascosti dietro pietra

Ma va la dai.....
non mi vuo fare da maestro ho capito.
ok, così sia.
Comunque sto provando a fare una cosa, molto semplice....il principio di organizzazione dello spazio è come sempre l'horror vacui. Poi mi dirai... ok?

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NinfaEco
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@fantasma76 ha scritto:Berlusconi e quel “bungabunga” anni Ottanta


Noto che il Bunga Bunga ispira più di una musa Sorriso Scemo

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Massimo Vaj
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Il successo della destra sta nel palinsesto che ha consentito a programmi come il "Bagaglino" di andare in onda con un discreto indice di share. La destra è così: rozza, disumana, cristiana solo per ciò che riguarda il peccare con disinvoltura, mentitrice, porcona, strisciante, calunniatrice, insomma… il meglio che riesce a essere l'italianità. Di contro la sinistra è ancora darwiniana, e fonda le proprie supposizioni sul risultato degli studi che Darwin fece sui canarini. In fondo tutta la cultura italiana è di quella qualità eccelsa, ricordo che le teorie più santificate sui principi dell'educazione del nostro bel paese si appoggiano agli studi di Piaget sui gamberetti, e a quelli di Russeau che mise i suoi cinque figli in un brefotrofio, prima di scrivere su come si devono educare le nuove generazioni... sad

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Zadig
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massimino amore mio!

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Massimo Vaj
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Quella che segue è una storia raccontata in Oriente, ma pare si riferisca ai fatti noti che tutti conosciamo:
 
Un Re decise di far chiamare a corte il più abile ladro del regno, per apprendere da lui l'arte del crimine e poter, di conseguenza, combatterlo con più efficacia. Un uomo venne condotto al suo cospetto ma costui, proclamando con fervore la propria estraneità a qualsiasi fatto disonesto, asserì di essere vittima di persecutori, convincendo il Re a lasciarlo libero da quell'impegno. Appena l'uomo se ne fu andato il Re si accorse di non avere più al dito il suo prezioso anello con l'insegna regale. Fece rincorrere il ladro e lo rinchiuse nelle galere sotterranee del palazzo, condannandolo a essere impalato il giorno successivo. L'uomo, continuando a negare le sue presunte colpe, si diceva innocente e vittima di eventi che lo perseguitavano ingiustamente. Durante la notte al Re venne la paura di aver condannato un innocente, e non avendo la prova fisica del furto si recò, nell'ombra della prigione, a spiare di nascosto il condannato il quale, in ginocchio, continuava a pregare piangendo per la propria innocenza, così ingiustamente vituperata e offesa. Il Re si convinse che non era stato lui a prendere l'anello, e il mattino seguente disse al prigioniero di andarsene libero. L'uomo, con un rapido gioco delle mani, gli restituì l'anello, dicendogli che la prima lezione aveva riguardato la necessità, per chi commette crimini, di negare anche di fronte all'evidenza dei fatti.

P.S: berlusconi l'anello lo restituisce al Re solo perché il Re è lui stesso. Lui è un ladro capace di rubare a se stesso, perché ruba la dignità che non può essere rubata senza essere perduta.

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Massimo Vaj
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Avvezzo al gran cerchio della gentaglia trista
dove si forzan sorrisi dietro ai gesti cospicui
inneggiando a pietas e anelando conquista
promulgando le leggi per difender gli iniqui

Non riusciva a guardarsi negli occhi distratti
che sfuggivan di sbieco rivolgendosi a terra
strisciando con le anime numerose dei ratti
imprecava da stolto nella sua nuova guerra

Io sono Re e non importa di chi, urlava a tutti
su seguitemi appresso son assiso su scranno
non sono deriso ho in me il coraggio dei flutti
sono Re di banditi che non han molto affanno

perché han spento la luce per amore dei lutti

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