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Sulla Novelle Vague

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NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Inizio questo thread, che Blasel voleva aprire.
Mi limito ad una introduzione, secondo le mie capacità,
attendendo il suo completamento e i vostri contributi. BeautyfulSuina




Anche la Novelle Vague è infondo un topo partorito da qualcuno grazie al sussistere di determinate pre- condizioni.
La società francese alla fine degli anni 50 usciva da decenni di idealismo politico e assaporava un primo e non uniforme benessere. La tradizione laica libertaria della società francese trasformava il “tempo libero”, ignota creatura presentificatasi in quegli anni, in un cantiere all’interno del quale venivano costruite nuove modalità di relazione e demolite le vecchie. Come in ogni cantiere che si rispetti, ovviamente il nuovo edificio non appariva già completo, ma progressivamente, e accanto ad esso restavano presenti i calcinacci delle costruzioni precedenti. Un un cantiere sociale libertario poi, non ci sono gerarchie valoriali indubitabili di qualsivoglia matrice. Ecco quindi che la costruzione di se e la rielaborazione dei rapporti acquistano l’aspetto conflittuale, malinconico e intimo tipico di quegli anni. In una parola la novelle vague nasce in gran parte grazie alla possibilità di affrontare questioni non nuove in un modo inedito, e alla concretizzazione di tale possibilità. L’aspetto che la risignificazione dell’umano assume, questa possibilità nuova si chiama esistenzialismo.
Questa è l’ambiente. Le esigenze che veicola, acquistano spessore e arrivano sulla pellicola perché incontrano le esigenze del mercato. Esiste un pubblico potenzialmente pagante. Il pubblico ha tempo da perdere ( o tempo libero). Tale pubblico è disinteressato a certi temi, e coltiva invece determinati interessi che lo rendono sensibile a certe tematiche.
Lo stato francese poi, comprendendo le potenzialità del nuovo mercato, incoraggia il rischio:
ad esempio, una legge del 1959 rilanciò con il sistema dell'anticipo sulle ricevute, che finanziava le opere prime sulla base della sceneggiatura.

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purplebunny
purplebunny
Viandante Storico
Viandante Storico
Tra i registi della nouvelle vague, mi piacciono soprattutto Claude Chabrol ed Eric Rohmer.
Truffaut, Resnais e Rivette mi hanno sempre lasciata un po' così, per motivi diversi (e per quello che ho visto, ovvio).
Godard è storia a parte, per me, perché è un interesse più intellettuale che filmico o emotivo, rispetto ai suoi film.
Louis Malle (che non so se andrebbe considerato nel gruppo, chissà) non mi piace tanto, però adoro Les Amantes.

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NinfaEco
NinfaEco
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
BeautyfulSuina Io adoro Truffaut e aborro Godard.
I film di Godard iper mentalizzano l'esistenziale, e personalmente mi fa star male anche nella vita incontrare chi lo fa. Pensa a Je vous salue, Marie....


non conosco Chabro e Rohmer.... inchino
Mi illumini

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Blasel
Blasel
Banned
Banned
Mannaggia il tempo che mi manca da poter dedicare..... Non posso fare a meno dal dissociarmi da quanto avete scritto su Jean-Luc Godard.

E' sufficiente che, anche senza viaggiare nel tempo, rivediate "Vivre sa vie" (Questa e' la mia vita) che, e' bene ricordarlo, e' del 1962..... interpretato splendidamente dalla sua compagna e Musa Anna Karina, in 12 quadri, vincitore, con pieno merito a Venezia (premio speciale della giuria) ed il soggetto parte da un'inchiesta giornalistica.

Sempre a proposito di ricordi, vi rammento che in Italia si parla del 1968 come l'anno della rivoluzione giovanile, non solo sessuale, e che il Concilio Vaticano II fu chiuso, precipitosamente, nel 1965, proprio per i cambiamenti sociali che stavano avvenendo nel mondo occidentale (e non solo), inoltre Jean-Luc aveva esordito con il 'botto' nel 1960, realizzando il soggetto di Truffaut "A' bout de souffle" (Fino all'ultimo respiro), film che sconvolse la cinematografia e facendo decollare definitivamente Be-bel (Jean-Paul Belmondo).

Questo film fu girato in meno di un mese (17 agosto - 15 settembre 1959), con riprese in esterni (Parigi e Marsiglia) effettuate montando una cinepresa su di una bicicletta e con soli 45 milioni di franchi.

Ho citato Belmondo, ma i miei ricordi vanno sopra tutto a Jean Seberg, splendida e bravissima come, poi, altrettanto sfortunata

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purplebunny
purplebunny
Viandante Storico
Viandante Storico
@NinfaEco ha scritto: BeautyfulSuina Io adoro Truffaut e aborro Godard.
I film di Godard iper mentalizzano l'esistenziale, e personalmente mi fa star male anche nella vita incontrare chi lo fa. Pensa a Je vous salue, Marie....

Infatti per me rappresentano un piacere mentale, quando va bene, moltomolto meno un piacere "cinematografico". Poi ovvio dipende, ad esempio Fino all'ultimo respiro che citava blasel è bellobello secondome.

non conosco Chabro e Rohmer.... inchino

Chabrol ha praticamente sempre sondato i lati oscuri e segreti della "borghesia" (la chiamo così per comodità). Di facilmente recuperabile perché più recenti, secondome sono assai belli Il buio nella mente (del 1995) e Grazie per la cioccolata (del 2000, e giuro che non è solo perché si parla di ciocciolata...!), e a me piacciono tanto anche Il fiore del male (2003) e La damigella d'onore (2004). Però anche tanti suoi film più "attempati" sono molto belli, se in qualche modo si riescono a recuperare (magari in vhs? Non so se sono usciti in dvd, io li ho in edizioni inglesi) a partire dal suo esordio Le beau Serge, o Stephane una moglie infedele. Poi adoro, anche se a molti sta antipatico come film, L'inferno (del 1994, con Emanuelle Beart), su paranoia e infedeltà.

Rohmer credo che possa piacere solo se piacciono i film molto parlati, perché i suoi lo sono quasi invariabilmente, ma sono talmente belli (e per niente teatrali, secondome) che ne vale la pena. Forse, ma non lo so, per vedere se piace si può iniziare da Un ragazzo, tre ragazze (del 1996), che fa parte della serie dei racconti delle stagioni (e infatti in originale si chiama Conte d'été, Racconto d'estate), e che è una commedia leggera e dolce, secondome. Adoro praticamente tutti i suoi film che ho visto, forse a parte Il segno del leone, del 1962, che è un po' datato ormai secondome. Però La collezionista, Il ginocchio di Claire, La mia notte con Maud, L'amore il pomeriggio, Il raggio verde... che belli... BeautyfulSuina

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