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Pazza_di_Acerra
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GIORNALISTI ED ESCORT: SCOPRI LA DIFFERENZA
Strali della Pazza di Acerra contro taluni colleghi


A mio parere Maurizio Belpietro è un uomo onesto ed un integerrimo giornalista, che costi quel che costi, non ha paura di dire esattamente che cosa pensa Silvio!

Non dico che Emilio Fede sia un leccaculo, ma non mi stupirei se si lavasse i denti con la carta igienica.

Bruno Vespa è un insetto geneticamente modificato: prima pungeva, ora lecca.

Ignoranti i giornalisti? Se eravamo gente di cultura mica facevano questo mestiere.

Perché lo Yeti, che non ha mai fatto del male a nessuno, è chiamato "abominevole uomo delle nevi"? E invece Emilio Fede viene definito un " giornalista"?







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Pazza_di_Acerra
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Signora Marimba, colti da raptus di invidia per Lillo, i miei tre gatti, Mami, Birba e Gaetano chiedono di avere diritto di replica sul giornale. Le allego i loro pensieri felini, lei li impagini come meglio crede. Grazie dalla sua devotissima Pazza.

Vicenza allagata. I gatti girano già in umido.

Per un cane siete la famiglia e per un gatto siete il personale di servizio.

Un'azienda giapponese offre un traduttore che ti puo' far sapere cosa sta dicendo il tuo gatto. Possiamo dirvi noi che sono solo due cose: “Dammi da mangiare" e "Vattene".

Tutti i gattini nascono berlusconiani. Ma dopo qualche giorno cambiano, perché aprono gli occhi.

Un gatto arriva sempre quando lo si chiama. A meno che non abbia qualcosa di meglio da fare.

I gatti raramente commettono un errore, e mai per la seconda volta.

Se non volete che il gatto vi cammini addosso mentre dormite, beh, decidete di dormire in piedi.

Non è vero che i gatti neri portano iella, sono i superstiziosi che portano iella ai gatti neri.

I gatti sono piu' furbi dei cani. Non c'e' verso di convincere otto gatti a trainare una slitta sulla neve.

Un gatto ti permette di dormire sul letto. Sull'orlo.

Mi era stato detto che l'addomesticamento con i gatti è molto difficile. Non è vero. I miei mi hanno addomesticato in un paio di giorni

La pazza rassegnata.

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Clamoroso gesto di protesta dei pastori del presepe
Clamoroso gesto di protesta dei pastori del presepe napoletano che, guidati da Aniello De Crescenzo, sono scesi in sciopero in segno di solidarietà coi colleghi sardi.
Così sono scomparsi dai presepi greggi e armenti, caciotte e mozzarelle, pani e pesci…Una desolazione che nemmeno ai convegni con Fassino e Schifani. Di fronte alla giusta protesta dei napoletani, già duramente provati dal problema mondezza e ancor più dalle promesse gaglioffe del presidente del consiglio di porvi immediato rimedio, Silvio Berlusconi ha costretto i fidi Bondi e Cicchitto a interpretare la parte del bue e dell’asinello, dopo che la Brambilla si era per una volta rifiutata di fare la vacca.

Allertato Maroni, che ha però dichiarato che, prima di intervenire, aspetta che arrivino pure Gaspare, Melchiorre e Baldassare (chiaramente dei terroni come indica il nome) in modo da poter provvedere ad un unico, allegro manganellamento generale.
Bersani, in segno di solidarietà coi manifestanti, è salito sul tetto dell’ovile, Di Pietro si è dichiarato pronto a rendere disponibile il suo trattore, mentre Veltroni si è dichiarato solidale coi pastori, ma anche coi poliziotti. Maurizio Gasparri ha infine dichiarato afflitto “Ma se i pastori entrano in sciopero, chi porterà in giro i ciechi?”.



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Pazza_di_Acerra
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NON DORMIVA DA PIU' di 12 ANNI
di Pazza di Acerra
Non dormiva da oltre 12 anni la signora Carlotta Musumeci di Spilamberto (Mo), ma ecco che nella serata del 31 dicembre è accaduto ciò che ormai pareva impossibile: la signora si è profondamente addormentata davanti al televisore mentre il marito gridava al miracolo prima di assopirsi anche lui.

Dormono i cani dentro il canile,
e dorme il fuco dentro il fucile,
presso il camino dormono i gatti,
nel manicomio ronfano i matti,
dorme il cantante nel cinquestelle
e nell'ovile le pecorelle,
dorme Bersani sopra un bel tetto
e dorme Silvio dentro il gran letto,
dorme Trieste, dorme Milano,
dormon Ragusa, Roma, Bolzano,
dorme Ficarra, dorme Picone
dorme l'Europa in eurovisione;
dormono tutti, e non è strano:
alla tv c'è Napolitano.




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RABBIA GASPARRI
Di Pazza di Acerra


Il senatore del PDL Maurizio Gasparri è assai scocciato da tutto il chiasso fatto intorno alla cimice di Bossi. “Embe’?, ha dichiarato il portavoce del partito dell’Ammorre, io ci ho la canotta e le mutanne piene de pidocchi!”. Immediata solidarietà, pur da debita distanza, è arrivata da Daniele Capezzone, Bruno Vespa e Walter Veltroni, mentre Cicchitto ha tuonato contro “la guerra chimica” portata avanti dalla sinistra, “che impedisce di attuare riforme condivise”. Silvio Berlusconi, in videoconferenza da Tor Crescenza, ha invece raccontato di quando una ministra gli ha attaccato le zecche, da lui passate poi a una escort che è sbottata: “Ma che posti frequenti?”.

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MIRACOLO A TORRE CRESCENZA
Ieri sera Silvio Berlusconi, in procinto di coricarsi nel lettone dell’amico Vladimir, ha ricevuto inopinatamente la visita della Befana: "Cavaliere, siccome quest’anno lei ha recato molto benessere agli italiani, voglio farle un regalo speciale: esprima un desiderio ed io lo esaudirò". Berlusconi ci ha pensato un po', ma poiche' ha gia' tutto non riusciva a decidersi. Alla fine ha detto alla Befana: "Senta l'unica cosa che mi farebbe piacere, dopo tutte queste vacanze natalizie passate a lavorare sodo per il bene degli italiani e la rovina di quel fetente di Fini, sarebbe quella di riposare il giorno dell'Epifania nella mia villa di Arcore". La Befana ha fatto schioccare le dita e un secondo dopo tutti e due si sono trovati catapultati ad Arcore. Berlusconi ha ringraziato calorosamente la Befana per il magnifico regalo e le ha proposto: "Senta, mi consenta di fare anche a lei un regalo. La voglio fare ministro!". E la Befana: "Eh no, befana sì... ma zoccola no!!!"

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UOMINI E DONNE
Riflessioni del sabato a cura del professor Agenore Spirillo del quartiere Sanità, raccolte fedelmente dalla sua discepola Pazza di Acerra.
Le donne mentono sull'eta', gli uomini sullo stipendio.
Perche' gli uomini scelgono di sposare delle donne che piangono sempre e ci mettono tre ore a vestirsi? Perche' non ce ne sono altre!
Le donne ideali esistono, quello che non esiste e' il loro numero nell'elenco telefonico.

Devo molto alle donne. Senza di loro non sarei mai riuscito a rimanere single.
Gli uomini mentirebbero molto meno se le donne non facessero tante domande.
Le donne single si lamentano che gli uomini migliori sono tutti sposati, le donne sposate si lamentano dei mariti. Questo prova che gli uomini "migliori" non esistono.
La vecchia teoria diceva: sposati con un uomo più grande perché sono più maturi. Ora la nuova dice: visto che gli uomini non maturano mai, sposati con uno giovane.



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I GRANDI SONDAGGI DEL CORRIERE
Chi è la fidanzata segreta di Silvio Berlusconi? Vota il nostro sondaggio:

1.La cognata di Mubarak

2.La suocera di Zapatero

3.Lucia Annunziata

4.Rosi Bindi

5.Non c’è nessuna fidanzata perché Silvio è gay



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UOMINI E DONNE
Riflessioni del sabato a cura del professor Agenore Spirillo del quartiere Sanità, raccolte fedelmente dalla sua discepola Pazza di Acerra.

Gli uomini sono come i gabinetti, quando ne hai bisogno sono sempre occupati!

Certi uomini non sono capaci di far male ad una mosca soltanto perche' non sono in grado di acchiapparla.

All'uomo di potere la donna perdona anche l'impotenza.

Intellettuale e' un uomo che ha trovato qualcosa di piu' interessante delle donne.

Le donne stupide sono la salvezza per quegli uomini che altrimenti non avrebbero nessuna possibilita'.

Più conosco gli uomini e meno li amo. Ah, se potessi dire altrettanto delle donne!


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PROBLEMI DI TOPONOMASTICA
Dopo le recenti rivelazioni sul giro di prostituzione nella villa di Silvio Berlusconi, e la scoperta della "base" delle allegre signorine in via Olgettina alla periferia di Milano, è stata avanzata la proposta di ribattezzare tale strada via Orgettina. Il vicesindaco De Corato, famoso amico della consecutio temporum e dei congiuntivi, ha promesso di interessarsi alla vicenda.



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TRAFUGATA LA SALMA DI MIKE BONGIORNO

Ombretta Colli commenta: "Forse l'hanno fatto per fare un dispetto a Berrlusconi".
Controcommento della Pazza: Gaber cantava "Si passa la sera scolando barbera", e la moglie evidentemente l'ha preso in parola.



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IL LODO RUBY

Anonime indiscrezioni trapelate da Palazzo riferiscono che gli avvocati Ghedini e Alfano avrebbero ultimato a tempo di record il lodo Ruby. Secondo tale lodo, qualsiasi minorenne si trovi a giacere nel lettone presidenziale di alte cariche dello Stato, (presidente della Repubblica, premier, presidenti di Camera e Senato), acquisisce contestualmente lo status di maggiorenne a tutti gli effetti di legge. Richiesto di un parere, monsignor Fisichella si è dichiarato non contrario, a patto che ogni caso venga contestualizzato. Veltroni si è detto decisamente contrario, ma anche più che favorevole, mentre Cicchitto ha chiesto che il lodo sia valido solo se il lettone proviene dalla Russia. Dopo aver letto quest’ultima postilla, Maurizio Gasparri è sbottato “Aho, ma se è un lettone viene dalla Lettonia”, strabiliando tutti per le sue insospettate conoscenze di geografia. Bossi, intervistato sull’opportunità del lodo, ha, nell’ordine, ruttato, scoreggiato e fatto una pernacchia e poi ha biascicato qualcosa dove l’unica parola comprensibile era federalismo.

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UNO SCOOP DIETRO L’ALTRO

Dopo aver scoperto che nel 1982 il PM Ilda Boccassini amoreggiava con un giornalista di sinistra, il direttore del Giornale Alessandro Sallusti (per gli amici zio Tibia) ha già pronti altri titoli di palpitante attualità per i prossimi numeri del quotidiano. Grazie ad una talpa infiltrata negli uffici del giornale di Paolo Berlusconi, siamo in grado di anticiparne qualcuno.

Edoardo VII: “Abdico per amore di Wallis”
Il generale Armando Diaz sostituisce Cadorna
Leopardi: “Il nuovo romanzo di Manzoni è molto al di sotto delle aspettative”
Ugo Foscolo: “Le mie notte roventi con la Monti e la Pallavicini caduta da cavallo”
Galilei: “Eppur si muove”
Caio Giulio Cesare “Veni, vidi, vici”.
L’uomo di Cro Magnon: “Grunf grunt acalela sgnap”

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GIORNALISMO, QUESTO SCONOSCIUTO

Dopo la disavventura patita dal nostro quotidiano con la “panciera di Goro”, ho deciso di gettare un’occhiata nelle altre redazioni, e mi sono accorta che noi siamo messi ancora bene. Date un’occhiata al campionario di perle che ho reperito (e riporto solo le migliori!). Voglio sottolineare che non ho inventato nulla, e per dimostrarlo riporto, oltre al nome del giornalista, testata del giornale e data.

Nicoletta Tiliacos, Il Foglio, 26/01/2011:
"Eppure il suo ruolo di perfetto pungiball da talk show…"

Luigi Bacialli, Libero, 25/01/2011:
"Anche per il giovane Cacciari il tempo del cielodurismo proletario è passato."

Cinzia Leone, Il Riformista, 19/01/2011:
"Scegliete voi le parti in commedia. Homen nomen, almeno fino a ieri, Fede…"

Angelo Aquaro, La Repubblica, 28/12/2010:
"Il piccolo sogno di Adrienne Martin, bellezza di origine nativa, non si avvererà mai."

Amedeo La Mattina, La Stampa, 23/12/2010:
"Prestigiacomo è isolata nel partito, ha poche sponde, è considerata una stella candente".

Marco Galluzzo, Corriere della Sera, 14/12/2010:
"…nemmeno un omaggio alle forme, premier e presidente dell'Aula, un minimo di referenza reciproca

Maurizio Porro, Corriere della Sera, 30/11/2010:
"…ha fatto guadagnare con i suoi film i più alti plus valori della storia."
"Non il filone trash giovanile di Belushi e Landis ma il remake satirico del plusvalore e della ripetitività di Hollywood… Lui che su quel mondo finto, sui giochi del plusvalore, sugli eroi di cartapesta aveva creato…"


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UOMINI E DONNE
Riflessioni del sabato a cura del professor Agenore Spirillo del quartiere Sanità, raccolte fedelmente dalla sua discepola Pazza di Acerra.

Per una vera donna ogni eiaculazione e' precoce.
Con le donne sono sempre stato un disastro. Da piccolo quando si giocava al dottore a me toccava guidare l'autoambulanza!

Alle donne piacciono gli uomini silenziosi; pensano che stiano ascoltando.

Le donne sono attratte da cose semplici, un po' sciocche. Tipo gli uomini.
Un pessimista e' un uomo che pensa che tutte le donne siano cattive. Un ottimista e' uno che spera che lo siano.

Se fai un'avance a una donna non sei un gentiluomo. Se non la fai non sei un uomo.
Se un uomo e' carino, sexy, gentile, premuroso... dagli un giorno di tempo e tornera' normale.
Gli uomini sposati vivono piu' a lungo dei single. Ma desiderano morire molto piu' dei single.

Se un uomo dice che una donna si e' concessa a tutti, puo' darsi che sia vero. Ma di certo non si e' concessa a lui...

Se gli uomini avessero le mestruazioni si vanterebbero della misura dei loro tamponi


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L’ITALIA DEL PROGRESSO

Smentiti definitivamente giornali e televisioni comuniste che avevano avuto l’ardire di paragonare il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a Benito Mussolini. Le ultime notizie che trapelano dalla procura rossa di Milano, rivelano infatti che mentre il Duce largheggiò con le bonifiche, Silvio lo ha fatto coi bonifici.

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FUORI L’AUTORE

Chi ha scritto i versi immortali riportati qui sotto? Al fortunato che risponderà per primo verrà inviato un CD di Mariano Apicella o, a scelta, un buono per una cena per due presso la trattoria “Olgettina” di Carugate.

È il chiodo fisso che ho.
Ma se ti perdo tutte le cose,
anche le più preziose non hanno valore per me.
Ma se ti perdo non so più che fare
se non sento ancora le tue mani su di me.Sei la mia follia
sei la mia mania
come una marea che mi sbatte forte dentro e ancor di più
.

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IL VATICANO TIEPIDO NONOSTANTE GLI SCANDALI

[b]Nonostante gli scandali sessuali che coinvolgono Silvio Berlusconi, il Vaticano ha tenuto un profilo assai basso, limitandosi a generiche affermazioni di principio, senza mai nominare direttamente lo sporcaccione di Arcore. A tal proposito, siamo riusciti a intervistare un altro prelato, che desidera restare anonimo per non restare poi disoccupato, che ha dichiarato “Berlusconi piace al Vaticano perché afferma che la famiglia è sacra. Del resto in Sicilia piace per lo stesso motivo”.

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RUBY E’ INCINTA
Ma allora Silvio Berlusconi ha detto la verità quando ha spergiurato di non aver fatto sesso anale con lei.

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marimba
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Direttore del Corriere della Pera
Direttore del Corriere della Pera

In relazione alla notizia sopra riportata, riguardante la presunta gravidanza della signorina Kharima, si fa presente che la suddetta era incinta anche prima della visita a Villa San Martino.
Non si può escludere tuttavia un effetto retroattivo. Nel frattempo è allo studio un provvedimento d'urgenza che dichiari vergini tutte le minorenni marocchine presenti in Italia da due anni a questa parte.

Studio Avv. Ghedini


_________________
***
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“PUBBLICI MINISTERI COMUNISTI!”

L’’onorevole (si fa per dire) Silvio Berlusconi ha dichiarato al nostro giornale: “Cribbio, io volevo il processo breve, non il processo a breve!”.

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OGGI GIORNATA NAZIONALE DEGLI STATI VEGETATIVI

Che cattivo gusto che ha questo governo: celebrare così smaccatamente sé stesso!

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Anonimo Verbanese

TRAGICOMMEDIA

Canto Primo

In una notte del duemila e venti
mi ritrovai a percorrere il sentiero
che mena alla Val Grande con gran stenti;
intorno il buio: e dentro il bosco nero
pestai tre cacche d’uomo, tre di cane,
ed un goldone ancor pieno di siero.
“Ah, le nefande costumanze umane
di far la cacca e il coito fuori sede!”
e giù bestemmie tipiche toscane
che fanno vacillar la debol fede;
e mentre recitavo ‘ste preghiere,
ecco che all’improvviso con il piede,
e tutto il resto, dentro ad un cratere
precipitai mezzora con fracasso
finché non atterrai con il sedere
sopra un puntuto, acuto ed aspro sasso
in una grotta ben più puzzolente
di quello che esce dal canale crasso.
Non si scorgea, nel buio, quasi niente:
lontana e fioca, solo una lucina
simile a quella che si vede a oriente
prima che spunti il sole alla mattina,
e verso quella presi a zoppicare
piangendo sulla mia nuova rovina,
qual naufrago che ormai in balia del mare
rivolge l’occhio alla remota terra
e annaspa, con il rischio di affogare,
se l’onda grama a un tratto non lo afferra
e pronta sulle rocce lo sfracella.
Dentro di me facevano la guerra
la speme ed il timore, e le budella
sonavan come musica di Berio,
come fagioli dentro la padella.
Dal buio spuntò a un tratto un uomo serio
nel viso e nel sembiante, e un mezzo infarto
mi provocò, e mi venne il desiderio
di dar la stura ad un culaceo parto.
“Chi sei mai tu, che tanto basso e eposo
ardisci col cortissimo tuo arto
percorrer questo passo doloroso?”
mi chiese l’ombra in insolente tono
pel quale Sgarbi fu tanto famoso.
“O tu, che in pancia mi scateni il tuono,
risposi con modestia, per disgrazia
precipitai quaggiù, e chiedo perdono
se tu mi accogli con tal malagrazia,
ma se una via per togliere il disturbo
m’indichi, già il mio cuore ti ringrazia.
Confesso di esser stato poco furbo
a cercar funghi e more nella notte
e mi dispiace se in tal modo turbo
codesto ameno sito”. “Di tre cotte
furbo non sei di certo, e neanche d’una
ma sei più scemo, tu, di Don Chisciotte,
che giri in una notte senza luna
pei boschi, e senza torcia poi per giunta!
Hai meritato dunque la sfortuna:
si va per funghi quando il sole spunta,
ma quando è buio è meglio stare a letto
sotto un fresco lenzuolo e la trapunta!”.
“O tu, che bene parli e tanto schietto
come fa Bertinotti con Cossutta,
la mia stupidità tutta l’ammetto,
la mia imbecillità l’ammetto tutta,
ma dimmi, orsù, ti prego, chi sei mai
e cosa fai in questa landa brutta”.
“Di Pietro Antonio in vita mi chiamai
e feci il poliziotto e il magistrato,
e son finito in un mare di guai
dacché senza sapone ho pur lavato
le mani sporche di tal Mario Chiesa
che in alto loco avevano insozzato;
e se l’attacco è la miglior difesa
più grandi di Zidane e di Ronaldo
furon Bettino e Silvio nell’impresa
di far passare me per un ribaldo;
ma adesso in questa parte dell’inferno
afflitti stanno tra il freddo ed il caldo
tutti color che usarono lo scherno
per infamarmi sempre all’altro mondo,
e dio mi fece allor custode eterno
di questo gregge grufolante e immondo
di cui non resta ormai più la memoria
nel rotocalco serio oppur giocondo,
per non parlare dei libri di storia”.
“O mio Tonino, che gran gioia provo!
Vederti adesso, carico di gloria,
non più parente delle teste d’uovo
che il Bel Paese non ebbero a cuore,
dentro il Senato, col Giornale Nuovo,
a scatarrare balle a tutte l’ore!
Ma che ne è stato del prode Borrelli
che di Bettino non ebbe timore?
Che di Gherardo, di Ilda, che di quelli
che al malcostume, al generale andazzo
e alla tangente furono ribelli?”
“Non pormi più domande sì del cazzo,
rispose allora il grande molisano,
soltanto chi è cretino, oppure pazzo,
o sindaco del Polo su a Milano,
può dubitare ch’essi tra gli onesti
non stiano adesso con Napolitano
ad ascoltare i bei cori celesti”.
Disse, e si incamminò con gran baldanza,
ilare in viso, e a passi lunghi e lesti.
“Seguimi, che ti fo calar la panza,
e ti farò vedere i luoghi atroci
ove riceve il premio l’arroganza,
e latrano ragliando quelle voci
che un tempo mi imbrattarono di fango
come fa il Nilo alle sue sette foci”.
Il solo di codesti che rimpiango
è la Parenti, che mi fu collega,
ma non mi impietosisce quell’orango
di Ferrara, davver di bassa lega,
o quel somaro vero di Liguori,
che mai si spezza, ma sempre si piega.
Ma occorre che contenga i miei furori
se voglio farti da serena guida”.
Allora lo seguii con i sudori
freddi nell’ascoltare orrende grida
che si levavan alte di lontano:
mi arrestai tosto, quasi per isfida,
ma Antonio mi afferrò per una mano:
“Non è il momento di restare in loco”
mi sussurrò con tono dolce e umano,
e mi sospinse verso l’alto fuoco.

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[center]
Anonimo Verbanese

Canto Secondo

Del fuoco narro che incontrai seguendo
Di Pietro per un passo angusto e stretto,
che nel salire il fiammeggiare orrendo
lasciava sulla destra, e un parapetto,
rovente pel gran caldo, mi impediva
piombar dell’igneo fuoco dentro il letto.
“Abbandoniamo questa triste riva,
disse arrancando Antonio su per l’erta,
poiché l’arsura tutta la saliva
può prosciugarci sino a morte certa,
ché qui la gente più non vive, eppure
resta in eterno del dolore esperta”.
“Quand’è così, Tonino, andiamo pure,
ma dimmi, chi mai son color che vedo
urlare e profferir parole impure
ben cotti come polli sullo spiedo?”.
“Codesti tutti son forzitalioti,
ch’ebbero in vita un infamante credo
e furon disonesti oppure idioti,
di un grande mascalzone servi sciocchi
e di Lupin i putridi nipoti.
Guarda colei che di gran pianto gli occhi,
le gote e le atre ciglia ha tutti molli:
non far che la pietà il cuore ti tocchi
poiché si tratta dell’Ombretta Colli,
che fu già moglie di Gaber Cirano
e fu assessor tra gli assessori folli
che in rovina condussero Milano,
l’opera suggellando socialista.
Quell’altra, che in fustino tiene in mano,
fece un programma di idiozia mai vista
in cui poneva sempre la domanda
sul prezzo, okkey!, di quello che si acquista,
e in più faceva pure propaganda
per Forza Italia alla prima occasione,
unendosi così alla sarabanda
del coro compiacente col padrone:
l’avrai riconosciuta, essa è l’Iva
Zanicchi, che tagliar si fe’ il nasone.
Ma eccone un’altra di criterio priva
poiché dai lombi vien di un generale,
della televisione nota diva
e grande portatrice d’orinale
ai supremi interessi dell’Azienda:
ah, Rita, Rita, che delirio, quale
demenza sì nefasta e tanto orrenda
ti spinse a dir di Silvio l’onestate,
che c’entra come i cavoli a merenda
oppur come la neve in piena estate?
Ma guarda un po’ quel vecchio, proprio quello
che alla Gazzetta lancia avide occhiate,
si tratta del buon comico Vinello
che insieme a quell’ocona di sua moglie
di Mediaset fu il triste menestrello
ed ora sommo male gliene incoglie:
a chi fa propaganda elettorale
durante i varietà, più non si toglie
la meritata pena” “Chi è quel tale
liscio come una boccia di biliardo
col viso di chi caca poco e male?”.
“È il Pilo senza pelo e un poco tardo
e sedicente esperto del sondaggio,
come lo è Fede nel gioco d’azzardo
o come Attila fu nel giardinaggio.
Di fare figuracce non contento
e di passar per servo e per un paggio,
Pilo volle sedere in Parlamento,
dove imperversa il capo dei padani
che dalla bocca emette solo vento
e ringhia peggio di trecento cani”.
“Ma dimmi, Antonio, chi mai sono quelli
che si accapiglian, che si fanno a brani
e si riducono a orridi brandelli
le antiche membra e i flaccidi lacerti’”
“L’uno è il regista Franco Zeffirelli
e l’altro il calciatore Boniperti
che, se pur sono uguali per partito,
si son nel calcio colpi bassi inferti,
ma più maligno è Franco ed accanito
giacché la Juve, da vecchia signora,
ha il sesso che non gli è proprio gradito
per cui, anche da morto, la odia ancora,
e Boniperti allor, l’ex presidente,
con calci e fieri pugni lo lavora”.
“Con qualcheduno di codesta gente,
che rosola qui dentro come al forno,
vorrei parlar, se è lecito a un senziente
animale accostarsi a quei che un giorno
furono vivi e bestie per dottrina”.
“Ecco, guarda laggiù, c’è Mike Buongiorno,
dalla cultura sempre sopraffina”
disse Tonino, e poi glie fece un cenno;
e mentre l’ombra si facea vicina
di quel che con gran pompa e poco senno
fu il vate e il precursor dei quiz più immondi,
disse : “Chi sei? Per bene io ti spenno
se entro il suono del gong non mi rispondi,
e dopo dovrai scegliere una busta
e avrai a disposizion trenta secondi
per darmi infine la risposta giusta”.
“O grande Mike, cui cadde sull’uccello
la Longari, davver non ti si aggiusta
la zucca, se continui bello bello
ancora a far, pur tra le fiamme avvolto,
quel per cui in vita fosti uno zimbello”.
Ed egli mi guatò con triste volto,
poi disse “Mi dispiace, ma è scaduto
il tempo, per cui il premio ti vien tolto”,
gonfiò le guance, ed uno strillo acuto
“Fiato alle trombe, emise, o mio Turchetti!”,
al che uno spilungone calvo e irsuto
sbraitò “Mischia, tu proprio mai non smetti
di aprire buste e fare quiz cretini!”
“Stai zitto, Pippo, che ancora ti metti
qui tra le fiamme, cento parrucchini”,
e in subitaneo alterco si slanciaro
come fece Mastella con Casini.
Disse Tonino. “Chi sia più somaro
tra questi due è difficile capire,
sarebbe come sceglier se di sparo
o di pugnale ti convien morire;
ma più di loro adesso non ragiono,
li lascio al meritato lor martire
ed a seguirmi ancora ti sprono”.

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Pazza_di_Acerra
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem

Anonimo Verbanese
1998


Canto Terzo

Tanto alti risuonavano i cazzotti
che Mike con Pippo alacre si scambiava,
che persino il rumor dei pizzicotti

cinico e prepotente rimbombava
nei nostri padiglioni auricolari,
come fa il mazzapicchio, ovver la clava,

sopra le dure teste militari,
sebbene già noi fossimo lontani
almeno quanto Brindisi da Bari.

Giungemmo ansanti sopra un altipiano
che mi parea più lungo e più barboso
di un libro scritto da Enzo Siciliano:

tutto un pattume squallido e pietroso
col vento che fischiava a più non posso
e nessun sito in cui trovar riposo.

Allor, per l’ira in viso tutto rosso,
“Ma dove mi menò, dottor Di Pietro,
chiesi ringhiando come un can molosso,

io voglio ritornar subito indietro
per non patir lo schifo di ‘sto posto”.
“Se vuoi tornare, certo non ti impetro

di restar qui, ma poi finisci arrosto
in compagnia di Pippo e dell’Ombretta,
avanti, nei tuoi panni, andrei piuttosto”.

Dandogli controvoglia ancora retta,
lo precedei, con gran stridor di denti.
“Stolto, non avanzar con tanta fretta,

stai attento agli scorpioni ed ai serpenti”
mi apostrofò serafico, ed i polsi
tremar mi fece, e in lesti movimenti

frenetico le braghe allor mi tolsi,
mi accovacciai sui sassi e poi di botto
con orridi rumori il ventre sciolsi.

“Ah maledetto porco, cacasotto,
tu, che mi hai concimato, tu, la testa”
sentii una voce provenir da sotto,

e l’ira mi sembrò tanto funesta
che un’altra gran porzione travasai.
“Ahimé, soccorso, che tutto mi appesta
di una nutella questo che giammai

sul pane spalmeresti al tuo figliolo”
tuonò la voce. Ratto mi levai,
come si leva l’aeroplano in volo,

ma prima mi pulii coi suoi capelli
che alla bisogna andarono a fagiolo
come il Gerovital per Montanelli,

giacché la carta igienica non c’era,
non c’erano bidet o lindi lavelli.
“Ora che hai battezzato la brughiera

come non fece mai prima nessuno,
stringi le chiappe e smolla la pancera
perché mi sembra proprio sia opportuno

che ti presenti adesso la tua vittima:
il noto giornalista Vespa Bruno
che in vita sempre ritenne legittima

la servitù politica al più forte
e con ardir faceva poi la pittima
se d’esser criticato avea la sorte;

e di “partito di riferimento”
cianciava con parole malaccorte.
Adesso seppellito sino al mento

in questa nuda terra, paga il fio
e da scorpioni e serpi un gran tormento
riceve, come ha stabilito Dio,

e sono ben felice se ha subìto
del ventre tuo l’orrendo tramestio
perché il suo sport da vivo preferito

fu sempre spander sopra gli altri cacca
ma adesso è lui di merda rivestito,
la quale, a chi la spande, poi si attacca.

Da qualche parte qui tra i sassi giace
anche Squitieri con la sua baldracca,
lo stolido Pasquale, già capace

di andar di botto dal Picì ai fascisti
perché, se la coscienza sempre tace,
si può sparare pure ai giornalisti

che disturbavan Claudia Cardinale
con arroganza e sdegno giammai visti
e, grazie ai camerati, in tribunale

non presentarsi e farla sempre franca”.
“Dimmi, Tonino, ma chi è mai quel tale
cui la metà del viso quasi manca,

rosa com’è dai vermi, e alla cui vista
la faccia per la nausea mi si sbianca?”.
“Quello è il peggior, più bieco opportunista

che sia comparso alla televisione,
sebbene sterminata sia la lista
dei leccaculo targati Biscione:

‘Fatti e misfatti’ già si intitolò
quella sua esilarante trasmissione
che più faceva rider di Totò

e più dei presidenti americani,
tanto che mai nessuno la eguagliò
se non l’infima ‘Sgarbi quotidiani’

al cui confrontò è un Icaro Funari”.
“Ma che cciavete da ringhiare, cani,
ma che cciavete da raijà, somari?”

Allor Tonino lesto allungò un braccio
e gli mollò tre schiaffi, come spari
sonanti. “Chiudi la boccaccia, Straccio,

ch’essa ti ha già portato troppi guai,
donandoti la fama del pagliaccio
e senza cose oneste dire mai”.

E poi a me: “Liguori ti presento
che, se lo guardi un po’, vomiterai,
ma ti confesso che molto mi sento

peggio quando parlare io lo ascolto
e più mi aggrada del suo culo un vento”.
“Di Pietro, ladro, tu, Di Pietro stolto,

a non collabora’ co’ Bberlusconi,
ci avresti guadagnato presto e molto
senza fatica un mare de mijoni!

Ma tu voj fare er puro, far l’onesto,
pubblico minister dei miei cojoni,
per metter Silvio, tu, in stato d’arresto

quando era Presidente del Consiglio!”
Allor Tonino, scalpitante e lesto,
e con sul viso un orrido cipiglio

calciò con quella testa sei rigori,
per cui l’itàlo calciator coniglio
da tre Mondiali fu sbattuto fuori.

“Non sei pentito, ancora non ragioni
con la tua testa, misero Liguori,
ma ancora col cervel di Berlusconi

che parve leso agli uomini dabbene?”
“Ma lui me paga ancora bei soldoni
perché sempre continui a dirne bene:

tu sganciami più grana, e tanto male
io ne dirò, come di Bossi Irene
dopo che dentro il talamo nuziale

sperimentò la forza del Brambilla”.
“Di prezzolarti proprio non mi cale,
disse Tonino con voce tranquilla,

e, sorridendo, mostrò tutti i denti,
“prendi piuttosto un po’ di camomilla”
disse, e in quel mentre dodici serpenti

vedemmo noi strisciar tra i freddi sassi
verso Paolino, pigri ed indolenti,
sicché ci allontanammo a grandi passi,

come l’intelligenza da Frattini,
perché di noi non si facesser grassi;
ma quelli si gettaron repentini

sulla povera testa di Liguori,
che si arricciava atrocemente i crini
e bestemmiava urlando i genitori.

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