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Il viaggio

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1
Blasel
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Ci sono due eventi nella vita di un uomo che, se spontanei e naturali, non possiamo stabilire con esattezza e sono la nascita e la morte.

Il percorso fra questi due avvenimenti, la vita, sono il nostro viaggio in cerca, perpetua, della felicita' o di qualcosa che le assomigli.

Questo viaggio lo compiamo ponendoci dei traguardi ben precisi e delineati, magari stabilendo anche delle date precise, ma, ogni volta che lo raggiungiamo, se e quando, ce n'e' uno successivo che c'impedisce di gioire il risultato raggiunto.
Cominciamo dall'infanzia il cui primo traguardo e' l'andare a scuola, cui segue tutto il percorso scolastico, per diventare 'grandi', cioe' adulti, magari con il nostro diploma.
Sembra che con il diploma sia terminato, e' invece e' solo l'inizio, perche' devi trovarti un lavoro, un'occupazione (quasi impossibile, oggi, nel nostro paese), in modo da poterti 'sistemare', in modo da poter esser considerato un rispettabile ed onorato membro della comunita'.
Il fortunato giorno che ti sei sistemato, devi pensare a metter su famiglia, perche' stante la morale corrente, se non lo fai, hai sicuramente dei problemi e crei problemi.
Cerchi casa, ti sposi e... metti su la tua famiglia, il nucleo, l'importante unita' di misura della nostra societa', attestata dal documento 'Stato di famiglia'.
Poi si aggiungono i figli e devi far percorrere loro lo stesso viaggio che hai compiuto tu, forse in maniera diversa, ma con il medesimo scopo.
Intanto i tuoi problemi, anzicche' diminuire aumentano : mutuo, spese, lavoro ed altri.
Il prossimo traguardo e' l'agonata pensione e con essa il meritato risposo di una vita di battaglie.
Non possiedi piu' le energie e le capacita' fisiche che avevi da giovane e devi affrontare un altro nemico : gli acciacchi.
Quando raggiungerai la felicita'?
Forse essa non e' di questo mondo?

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2
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
hug tenderly il viaggio... anche per me la vita lo è.
Però c'è una differenza: la direzione e i traguardi.
Io non ho mai avuto una direzione, ne mi sono prefissa traguardi. Rispetto alla direzione, vivendo mi muovo come i cerchi d'acqua di uno stagno: cade un sasso e io mi ci allargo intorno. Rispetto ai traguardi, nulla nella vita mi è mai sembrato significativo. Non fraintermi, non intendo dire che niente avesse valore... anzi. Semplicemente non aveva valore l'accaparrarmi per me e ottenere qualcosa non mi faceva sentire meglio che in precedenza. Non mi sentivo come se progredissi o acquisissi qualcosa, avendo ottenuto x... io ero sempre Ninfa, come prima. Anzi, mi dava fastidio essere riconosciuta attraverso tali cose perchèp mi distanziavano dagli altri. E qui la mia priorità: comunicare ed entrare contatto. Ecco il moto concentrico che si allarga. "Tu non hai ambizioni" mi fù detto. Beh... costruirsi una felicitàò ed un modo di vivere sincero in questo mondo, amando ed essendo amati, evidentemente è cosa da nulla. Lui infatti faceva altro, correva verso tiutoli e riconscimenti, felice per 30 secondi, seguiti da subitanea angoscia ( o senso di nulla) e trafelato per 30anni, sentendosi sempre vecchio e in ritardo... e anche insoddisfatto e mai all'altezza, secondo me. Ho sempre avuto l'orrenda sensazione che si sarebbe reso infelice e che gli servisse l'alòtra metà che io ero. Avendomi egli accoppata, ovviamente non posso intervenire dal'Ade in tali vicende.
Se si vive la vita come una staffetta, non c'è felicità.
Se si cerca una condizione ideale, nemmeno.
La felicità sta nella deformità delle cose vere, nel loro essere contraddittorie, nel loro parzialità ineliminabile, nella loro finitudine.
La felicità viene dal riconscere i veri beni, perseguendo quelli e rinunciando agli altri, direbbero gli Stoici.
La felicità sta nell'accontentarsi di ciò che si ha, ti avrebbe detto mio padre.
Quello che ti direi io è che la felicità è quello che trovi quando ti accetti qualcosa che non ti sembrava essere come tu volevi ( tanto che lo accetti con diffidenza e forse solo per disperazione), ti sottometti alle prove che il nuovo terreno ti impone come se fossero inevitabili ( rinunciando alla tentazione di ritrovare l'onnipotenza nella fuga... e la fantasia lì ti porta, ed è la via dell'infelicità), ti senti una cacca di sorcio e infine trovi qualcosa che non ti saresti mai aspettata. I saggi sono sintetici e chiari -> Io non sono saggia
Se poi la ritroverò o no, la felicità non lo so. Anche perchè per me, non si è felici da soli.
Di più non so.

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3
Blasel
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Con il mio incipit ho inteso proprio lanciare un sasso nello stagno per poter leggere i cerchi concentrici che tu, Ninfa, hai disegnato (non sono stati casuali, assolutamente NO) e mi attendo di leggerne altri, perche' il 'viaggio' riguarda tutti noi.

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4
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
BeautyfulSuina sai... spesso chi sta camminando molto,
non ha tempo di descrivere il cammino.
Infondo questo tempo c'è se in quel momento si è inceppati, o se si è appena giunti ad una tappa importante, felice o dolorosa.
Vedremo quindi chi qui è impegnato nella diretta, e chi è impegnto invece nel montaggio. :ç-*:

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5
RevolutionHope

Viandante Residente
Viandante Residente
Io ho poco da raccontare. Fino ad un po' ero tanto presuntuoso che la mia vita mi stava bene, poi si è frantunata e ho capito che era il vuoto.
Ho più da raccontare su tutta la vita che ho rifiutato e che vedo come in una brutta copia di Sliding Doors.

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6
Blasel
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@RevolutionHope ha scritto:Ho più da raccontare su tutta la vita che ho rifiutato e che vedo come in una brutta copia di Sliding Doors.


Ma sliding doors ci mostra la stessa vita della protagonista vissuta dopo aver perso 'the tube' e dopo non aver perso quel treno, e siamo al 'famoso' tram (o autobus) che passa per tutti nella nostra vita.

E' vero che per qualcuno, piu' fortunato, ne passano piu' d'uno e con inimmaginabili e fantastiche coincidenze, ma in realta', come ha ben detto Ninfa, siamo noi gli artefici di quel che siamo.

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7
Top-man
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@blasel ha scritto:Ci sono due eventi nella vita di un uomo che, se spontanei e naturali, non possiamo stabilire con esattezza e sono la nascita e la morte.

Il percorso fra questi due avvenimenti, la vita, sono il nostro viaggio in cerca, perpetua, della felicita' o di qualcosa che le assomigli.

Questo viaggio lo compiamo ponendoci dei traguardi ben precisi e delineati, magari stabilendo anche delle date precise, ma, ogni volta che lo raggiungiamo, se e quando, ce n'e' uno successivo che c'impedisce di gioire il risultato raggiunto.
Cominciamo dall'infanzia il cui primo traguardo e' l'andare a scuola, cui segue tutto il percorso scolastico, per diventare 'grandi', cioe' adulti, magari con il nostro diploma.
Sembra che con il diploma sia terminato, e' invece e' solo l'inizio, perche' devi trovarti un lavoro, un'occupazione (quasi impossibile, oggi, nel nostro paese), in modo da poterti 'sistemare', in modo da poter esser considerato un rispettabile ed onorato membro della comunita'.
Il fortunato giorno che ti sei sistemato, devi pensare a metter su famiglia, perche' stante la morale corrente, se non lo fai, hai sicuramente dei problemi e crei problemi.
Cerchi casa, ti sposi e... metti su la tua famiglia, il nucleo, l'importante unita' di misura della nostra societa', attestata dal documento 'Stato di famiglia'.
Poi si aggiungono i figli e devi far percorrere loro lo stesso viaggio che hai compiuto tu, forse in maniera diversa, ma con il medesimo scopo.
Intanto i tuoi problemi, anzicche' diminuire aumentano : mutuo, spese, lavoro ed altri.
Il prossimo traguardo e' l'agonata pensione e con essa il meritato risposo di una vita di battaglie.
Non possiedi piu' le energie e le capacita' fisiche che avevi da giovane e devi affrontare un altro nemico : gli acciacchi.
Quando raggiungerai la felicita'?
Forse essa non e' di questo mondo?

La felicità è di questo mondo ma spesso succede di non accorgersene. Il mondo e gli avvenimenti, al momento, sono tutta la nostra vita e il nostro essere ma la cosa essenziale è di non perdersi nel mondo. Conserviamo di noi quel ricordo che esso stesso è garanzia di continuità. La morte non è che il proseguimento di quello che siamo stati in vita. In vita siamo stati "vivi"? Bene, allora lo saremo anche dopo la morte. In vita "siamo morti"? Allora purtroppo la nostra "corsa" finisce li. Cosa siamo in vita? Questa è una domada da porsi?

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8
tulip
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Viandante Storico
Viandante Storico
@blasel ha scritto:Ci sono due eventi nella vita di un uomo che, se spontanei e naturali, non possiamo stabilire con esattezza e sono la nascita e la morte.

Il percorso fra questi due avvenimenti, la vita, sono il nostro viaggio in cerca, perpetua, della felicita' o di qualcosa che le assomigli.

Questo viaggio lo compiamo ponendoci dei traguardi ben precisi e delineati, magari stabilendo anche delle date precise, ma, ogni volta che lo raggiungiamo, se e quando, ce n'e' uno successivo che c'impedisce di gioire il risultato raggiunto.
Cominciamo dall'infanzia il cui primo traguardo e' l'andare a scuola, cui segue tutto il percorso scolastico, per diventare 'grandi', cioe' adulti, magari con il nostro diploma.
Sembra che con il diploma sia terminato, e' invece e' solo l'inizio, perche' devi trovarti un lavoro, un'occupazione (quasi impossibile, oggi, nel nostro paese), in modo da poterti 'sistemare', in modo da poter esser considerato un rispettabile ed onorato membro della comunita'.
Il fortunato giorno che ti sei sistemato, devi pensare a metter su famiglia, perche' stante la morale corrente, se non lo fai, hai sicuramente dei problemi e crei problemi.
Cerchi casa, ti sposi e... metti su la tua famiglia, il nucleo, l'importante unita' di misura della nostra societa', attestata dal documento 'Stato di famiglia'.
Poi si aggiungono i figli e devi far percorrere loro lo stesso viaggio che hai compiuto tu, forse in maniera diversa, ma con il medesimo scopo.
Intanto i tuoi problemi, anzicche' diminuire aumentano : mutuo, spese, lavoro ed altri.
Il prossimo traguardo e' l'agonata pensione e con essa il meritato risposo di una vita di battaglie.
Non possiedi piu' le energie e le capacita' fisiche che avevi da giovane e devi affrontare un altro nemico : gli acciacchi.
Quando raggiungerai la felicita'?
Forse essa non e' di questo mondo?

Credo anch'io che non sia di questo mondo, anche se di tanto in tanto abbiamo degli sprazzi di felicità che ci danno la percezione di essa, poi per il resto il massimo a cui possiamo aspirare è la serenità
Ho capito che l'importante è non pensarci e vivere giorno per gionro senza affaticarsi troppo a pensare al domani...l'unica certezza che abbiamo è il momento che stiamo vivendo , il resto, il dopo, ci sarà solo se siamo abbastanza fortunati o forse abbastanza sfortunati

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9
hakimsanai43
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Viandante Storico
Viandante Storico
@blasel ha scritto:Ci sono due eventi nella vita di un uomo che, se spontanei e naturali, non possiamo stabilire con esattezza e sono la nascita e la morte.

Il percorso fra questi due avvenimenti, la vita, sono il nostro viaggio in cerca, perpetua, della felicita' o di qualcosa che le assomigli.

Questo viaggio lo compiamo ponendoci dei traguardi ben precisi e delineati, magari stabilendo anche delle date precise, ma, ogni volta che lo raggiungiamo, se e quando, ce n'e' uno successivo che c'impedisce di gioire il risultato raggiunto.
Cominciamo dall'infanzia il cui primo traguardo e' l'andare a scuola, cui segue tutto il percorso scolastico, per diventare 'grandi', cioe' adulti, magari con il nostro diploma.
Sembra che con il diploma sia terminato, e' invece e' solo l'inizio, perche' devi trovarti un lavoro, un'occupazione (quasi impossibile, oggi, nel nostro paese), in modo da poterti 'sistemare', in modo da poter esser considerato un rispettabile ed onorato membro della comunita'.
Il fortunato giorno che ti sei sistemato, devi pensare a metter su famiglia, perche' stante la morale corrente, se non lo fai, hai sicuramente dei problemi e crei problemi.
Cerchi casa, ti sposi e... metti su la tua famiglia, il nucleo, l'importante unita' di misura della nostra societa', attestata dal documento 'Stato di famiglia'.
Poi si aggiungono i figli e devi far percorrere loro lo stesso viaggio che hai compiuto tu, forse in maniera diversa, ma con il medesimo scopo.
Intanto i tuoi problemi, anzicche' diminuire aumentano : mutuo, spese, lavoro ed altri.
Il prossimo traguardo e' l'agonata pensione e con essa il meritato risposo di una vita di battaglie.
Non possiedi piu' le energie e le capacita' fisiche che avevi da giovane e devi affrontare un altro nemico : gli acciacchi.
Quando raggiungerai la felicita'?
Forse essa non e' di questo mondo?
cool
Disse Xueng Feng,l'uomo più felice del mondo:

"Colui che crede di essere nato tempo fa e che un domani morirà,
è simile a colui che pretende di arrostire mezza anatra,mentre l'altra metà
se ne sta allegra a sguazzare nel laghetto."

rotolarsi dal ridere Sorriso Scemo rotolarsi dal ridere

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Top-man
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
E' praticamente, quello che stai facendo tu, vorresti far credere che sei "pazzo" e scrivi in modo che tutti lo possano pensare, in effetti sarebbe bastato scrivere normalmente, tanto tutte queste kazzate non fanno nè ridere nè piangere.

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11
hakimsanai43
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Viandante Storico
Viandante Storico
scratch
Spiega cosa significa ciò che ha detto Xueng-Feng.
Puoi farlo?
Certamente no.
E allora che si fa? Si rispolvera la fiaba della volpe e l'uva.

cool

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12
Top-man
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@hakimsanai43 ha scritto: scratch
Spiega cosa significa ciò che ha detto Xueng-Feng.
Puoi farlo?
Certamente no.
E allora che si fa? Si rispolvera la fiaba della volpe e l'uva.

cool


Wueng, prima di essere maestro è stato bocciato:

Il maestro era ormai vecchio e voleva un succesore.
Si presentò all'esame Xueng-Feng,il migliore e più preparato degli studenti.Pioveva e gli studenti arrivavano con zoccoli e ombrello che depositavano all'uscio.
Il maestro gli chiese:"Hai appoggiato l'ombrello a destra o a sinistra degli zoccoli ?"
Xueng-Feng non seppe rispondere e il maestro gli disse:
"Spiacente,devi ritornare fra 10 anni."

Ciò sta a significare che non era un buon allievo e quanto diceva non ha un valore, più di quanto possa avere una mia battuta.Perché appellarsi ai morti se ci sono i vivi?

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13
hakimsanai43
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Viandante Storico
Viandante Storico

Il viaggio è eterno sia nel presente che nel futuro che nel passato.
Ma ,quando l'eternità incontra il tempo,avviene la nascita di un corpo solido
il quale dura 80/90 anni e poi il padrone di quel corpo rientra nell'eternità senza tempo.
E così avanti all'infinito.
E allora? Dov'è il problema?

scratch

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14
Rupa Lauste
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Viandante Storico
Viandante Storico
la ricerca della felicitá é una cosa che mi spaventa. Rischierei di passare l'intera vita con un senso di assenza opprimente. Perderei tempo e mancherei di rispetto alla mia esistenza.

Vorreste essere felici tutta una vita? Ve ne accorgereste poi?
E se vi dicessero che alla fine del vostro viaggio ci sará tanta felicitá, quanta importanza dareste poi al vostro viaggio, come lo percorrereste, sapendo che una volta terminato quello che vi aspetta é molto meglio?
La vita a tappe fa dimenticare quello che c'é nel mezzo.

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