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purplebunny
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@automaalox ha scritto:Cars 2

Non l'ho visto, perché non mi era piaciuto neanche il primo, però mi hanno detto una cosa buffa: è vero che (non so se nel doppiaggio originale o in quello italiano) il principato di Monaco è diventato territorio italiano? pietra

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52
Automaalox
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@blasel ha scritto:c'e' anche il permesso di fumare...

A proposito, sto ancora aspettando che tu ammetta di aver detto una sciocchezza riguardo alle benzodiazepine nelle sigarette.

@purplebunny ha scritto:
Non l'ho visto, perché non mi era piaciuto neanche il primo, però mi hanno detto una cosa buffa: è vero che (non so se nel doppiaggio originale o in quello italiano) il principato di Monaco è diventato territorio italiano? pietra

Non viene mai fatto riferimento verbale al Principato di Monaco. Cioé, non ci sono battute del tipo: "Questo è il Principato di Monaco, che si trova in Italia". La parte che si svolge in Italia (lo si capisce perché viene detto espressamente che ci si trova in Italia, poi ci sono le macchinine che sventolano le bandiere italiane e parlano tutte napoletano) è ambientata in una tipica località della costa italica (casine arroccate, strade strette, immagina un paesino della Liguria) che niente ha a che vedere con i tipici edifici del Principato. Però questo paesino ha un casinò e alcuni dettagli ( come il celebre tornantino Grand Hotel Hairpin ) sono chiaramente ispirati a Montecarlo.

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purplebunny
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@automaalox ha scritto:Non viene mai fatto riferimento verbale al Principato di Monaco. Cioé, non ci sono battute del tipo: "Questo è il Principato di Monaco, che si trova in Italia". La parte che si svolge in Italia (lo si capisce perché viene detto espressamente che ci si trova in Italia, poi ci sono le macchinine che sventolano le bandiere italiane e parlano tutte napoletano) è ambientata in una tipica località della costa italica (casine arroccate, strade strette, immagina un paesino della Liguria) che niente ha a che vedere con i tipici edifici del Principato. Però questo paesino ha un casinò e alcuni dettagli ( come il celebre tornantino Grand Hotel Hairpin ) sono chiaramente ispirati a Montecarlo.

Allora forse era nella versione originale. O forse chi me lo ha raccontato ha dei problemi non risolti con l'inglese (o con il principato) chissà!

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54
Automaalox
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@purplebunny ha scritto:Allora forse era nella versione originale. O forse chi me lo ha raccontato ha dei problemi non risolti con l'inglese (o con il principato) chissà!

http://pixar.wikia.com/Porto_Corsa

Il pease si chiama Porto Corsa; i disegnatori si sono ispirati al tracciato del circuito di Montecarlo e alla costiera amalfitana.

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Darkmoon
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Harry Potter e i doni della morte,parte seconda:non male,considerando il volume del libro e quindi l'adattamento.Anche se continuo a preferire di gran lunga i libri.

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PaperMoon
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@Darkmoon ha scritto:"Biutiful"con un Bardem spettacolare,film intenso,commovente e con temi sociali attuali,il tutto nella Barcellona meno turistica che ci sia.


party2
visto ieri
scuote, disorienta

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ThanksGod
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HEAVEN

Carino BeautyfulSuina ...anche se il finale lascia a desiderare...

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tulip
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Ieri ho visto "L'ultimo dominatore dell'aria" e devo dire mi è piaciuto molto per i suoi effetti speciali.

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Darkmoon
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"Cattivissimo me":delizioso,originale e molto tenero.

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ThanksGod
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IL figlio dello sceicco

Non c'è niente da fà, Tomas Milian è un grande, il suo personaggio ha fatto storia, onore a lui e al suo creatore.
Sò passati 30 anno ma fa ancora ride...meglio delle battutacce dei cinepanettoni.

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Cenere79
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Se volete stare male, vi consiglio questo capolavoro, che ho visto oggi casualmente su Iris.
Il tema è quello della violenza paterna e della miscela di frustrazione, senso di inadeguatezza, e volontà di riscatto(malata e quindi destinata a esprimersi alla fine in forme distruttive) nel figlio adulto che quella violenza ha subìto.
Straordinaria l'interpretazione di Nick Nolte:




Wade: A volte mi sento come un cane bastonato pronto a mordere il primo che gli capiti a tiro.

Rolfe: L'hai già fatto

Wade: No, non l'ho mai fatto. Qualche volta ho ringhiato, ma non ho mai morso.


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Cenere79
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@Amanita Muscaria ha scritto:Habemus papam

Una noia mortale.

A me è piaciuto molto.
Soprattutto per la resa del personaggio da parte di Michel Piccoli.
Perciò trovo più confacente all'impressione che il film mi ha fatto
una lettura incentrata sulla vicenda psichica ed emotiva di un uomo pressato
dal carico di aspettative che altri gli hanno messo addosso e che, fra l'altro
consapevole di come il compito che gli è stato assegnato sia più oneroso e grave
di quanto possano intendere i suoi elettori, trova il coraggio di disfarsene ammettendo
la propria debolezza e incapacità (nella scena finale che, lo ammetto, mi ha impressionato
parecchio, commuovendomi commosso ). Insomma il personaggio mi ha rapito
ma ho apprezzato anche l'acume con il quale viene descritto il contrasto fra l'interno del Vaticano,
con la ritualità nevrotica e ossessiva della vita quotidiana che vi si svolge, e l'esterno di una società
che la Chiesa cattolica al suo vertice (il Papato appunto) non sa/vuole comprendere
e sulla quale non ha più alcuna reale capacità di presa.

La scena del torneo di pallavolo l'ho trovata felicissima, proprio "da Moretti".
Come pure quella della seduta psicanalitica del neoletto alla presenza dei cardinali
e con il questionario censurato (non si possono fare domande sul sesso, sull'infanzia..).

e poi certe figure secondarie ..come quella, buffissima, della guardia svizzera che si avvicina
alla finestra e con la pingue manina fa vibrare delicatamente le tende per simulare la presenza del Papa
e rassicurare così i fedeli


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purplebunny
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This is England, di Shane Meadows

Anni '80, la Thatcher impazza, le tensioni sociali contagiano le periferie. Un ragazzino che ha perso il padre nell'assurda guerra delle Falkland trova ristoro in un gruppo di skinhead, quelli originali - con la passione per la musica giamaicana e con una forte connotazione identitaria di gruppo. Poi ritorna in libertà uno skinhead nazionalista che introduce razzismo e teorie fasciste nelle dinamiche, sfasciando il gruppo e plasmando il ragazzino. Un film duro e dolcissimo insieme, con un cast perfetto, da tutti i comprimari al protagonista (e generalmente odio, odio davvero i bambini al cinema), ottime musiche e tanti particolari assurdi (per esempio tutta la scena iniziale dei pantaloni a zampa d'elefante). Se non fosse per il finale un po' troppo consolatorio, capolavoro assoluto, meno male lo hanno recuperato (il film è adesso al cinema, ma in origine è uscito nel 2006).



Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma, di Tsui Hark

Nella Cina del settimo secolo per la prima volta una donna sta per essere incoronata imperatrice, ma una serie di misteriose morti per autocombustione minacciano la cerimonia. A indagare è chiamato dall'esilio un dissidente. Colori, movimenti, coreografie, intrighi, raggiri, segreti - in un turbine cinetico inesauribile. Tsui Hark rappresenta alla perfezione il divertimento assoluto e infantile della narrazione per immagini. Non è cinema "impegnato", improprio cercare grandi messaggi: c'è solo cinema. A me basta.


commosso

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Lady Joan Marie
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Devo dire che ultimamente ho visto il film-simbolo di Audrey Hepburn: "Colazione da Tiffany" e mi è piaciuto tantissimo. Mi è piaciuta non solo la storia molto ben interpretata, ma anche l'ambientazione elegante ed anche il vestito di Givenchy che indossava la Hepburn che è diventato l'icona di questo bellissimo film.

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The Royal
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@Lady Joan Marie ha scritto:Devo dire che ultimamente ho visto il film-simbolo di Audrey Hepburn: "Colazione da Tiffany" e mi è piaciuto tantissimo. Mi è piaciuta non solo la storia molto ben interpretata, ma anche l'ambientazione elegante ed anche il vestito di Givenchy che indossava la Hepburn che è diventato l'icona di questo bellissimo film.

Ti esprimi in un modo nobile e limpido...........

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purplebunny
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L'amore che resta, di Gus Van Sant

Una piccola nascosta favola sulla morte, o in vista della morte, che parte dall'incontro di due solitudini particolari per annullarle e riplasmarle. Feroce e ingenuo, disequilibrato, e tanto dolce, di quella dolcezza amara che poi si ferma in gola ma non si può certo piangere.

Tomboy, di Celine Sciamma

Una bambina che è un bambino che però è una bambina che però è un bambino. Perché non necessariamente una rosa è una rosa è una rosa. Spesso le rose sono più complicate di così. O molto, molto più semplici - semplicemente.

This Must Be the Place, di Paolo Sorrentino

Un variopinto elogio della fragilità come modalità privilegiata per osservare il mondo e per approcciare il dolore, proprio e degli altri. E' tutt'altro che terribile, come sembrava emergere da quanto avevo letto dal festival di Cannes, ma ha un finale insulsissimo che non gli perdono - a parte questo però Sorrentino rimane Sorrentino.

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Rupa Lauste
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ma come non ti é piaciuto il finale! pecché pecché!
comunque bel film!

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purplebunny
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@Rupa Lauste ha scritto:ma come non ti é piaciuto il finale! pecché pecché!
comunque bel film!

Lo metto in spoiler per chi non avesse visto il film (This Must Be the Place):

Spoiler:
Mi è iniziato a non piacere da quando lui fuma la sigaretta in areoporto per far capire che è "cresciuto" (in rapporto alla battuta precedente che solo i bambini non hanno mai provato l'impulso di fumare). Ma la parte che non sopporto proprio sono le ultime inquadrature quando lui ritorna alla finestra della donna senza più trucco, con i capelli corti e la faccia alla Forrest Gump. Il messaggio è che crescere è normalizzarsi e lui si rifiutava semplicemente di farlo. Detestabile e insostenibile per un film che aveva fatto fino a quel momento l'elogio della fragilità e della diversità.

Anche a me è piaciuto, come ho scritto, ma il finale è proprio insostenibile. Secondome.

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Rupa Lauste
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Spoiler:
Boh non so, immagino che ogni film, per forza di cose, debba fare affidamento a simboli, immagini, segni o anche banali luoghi comuni che accompagnati alle parole ne rafforzano o quantomeno chiariscono alcuni concetti. Forse quei capelli, quel trucco erano questo secondo me. Rappresentavano il suo passato e l'origine del suo allontanamento dal padre.
Non so io ho avuto la sensazione che trattasse di una uomo che vivesse un po' "in sospeso" a disagio in quella veste che non gli apparteneva piú ormai. Del resto della rock star in un certo senso gli era rimasta solo l'apparenza.
E se rimane solo l'apparenza ha poi questa cosí senso?
Boh non so, ripeto secondo me quei capelli, quella maschera era una rappresentazione del suo essere bloccato da qualche parte. sbloccarsi ha portato a quella "normalizzazione". Che poi secondo me é solo apparente (se noti il sorrisino alla fine resta)
Boh non so comunque non l'ho interpretata come "crescere vuol dire vestirsi "normale". Forse é stata piú una esigenza di copione, un espediente.

Poi c'é comunque una cosa, crescere non vuol dire normalizzarsi. Non é legge universale, ma non puoi negare che nella crescita di un individuo queste cose si verificano. Non sempre, ma in molti casi. sará una triste condizione di adattamento ma prima o poi la "maggiorparte" mette gli anfibi in armadio.

Comunque bisogna avere una camicia di flanella per considerarsi grunge? e se guardassimo al finale in questo modo?

vabé comunque sorrentino con i finali ha sempre avuto forti problemi secondo me.

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purplebunny
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(sempre sul finale di This Must Be the Place)

Spoiler:
@Rupa Lauste ha scritto:Boh non so, immagino che ogni film, per forza di cose, debba fare affidamento a simboli, immagini, segni o anche banali luoghi comuni che accompagnati alle parole ne rafforzano o quantomeno chiariscono alcuni concetti. Forse quei capelli, quel trucco erano questo secondo me. Rappresentavano il suo passato e l'origine del suo allontanamento dal padre.
Non so io ho avuto la sensazione che trattasse di una uomo che vivesse un po' "in sospeso" a disagio in quella veste che non gli apparteneva piú ormai. Del resto della rock star in un certo senso gli era rimasta solo l'apparenza. E se rimane solo l'apparenza ha poi questa cosí senso?
Boh non so, ripeto secondo me quei capelli, quella maschera era una rappresentazione del suo essere bloccato da qualche parte. sbloccarsi ha portato a quella "normalizzazione".

Non so, se così fosse, troverei ridicolo l'intero film, non solo il finale.

Per me il trucco è semplicemente il modo di manifestarsi della sua fragilità, ovvero della alterità del suo sguardo rispetto alle sicurezze altrui. Tutte le parti prima dell'inizio del viaggio (con la moglie, con la ragazza) non mi sembra raccontino del suo essere in sospeso, ma del suo sentirsi in colpa. Se la risoluzione del suo senso di colpa è rappresentato come un togliersi il trucco che era non solo la sua modalità da "senso di colpa", ma presumibilmente anche quella precedente, in scena e fuori scena quando suonava, allora di nuovo è semplicemente un abdicare al suo essere.
Sono ultraconvinta che sarebbe stato possibile trovare eventualmente tante altre modalità, simboliche o pratiche, per sottolineare la maturazione emotiva e la risoluzione del senso di colpa. Se è stata scelta la strada più ovvia (la "normalizzazione") io credo sia stata una scelta consapevole, non obbligata. E in quanto tale a me non piace.


Che poi secondo me é solo apparente (se noti il sorrisino alla fine resta)

Non mi convinci tanto, il sorriso a me sembra più un sorriso di ricerca di consenso rivolto alla donna alla finestra che lo osserva, stile "hai visto, eccomi qui nella mia nuova versione consapevole e matura".

Forse é stata piú una esigenza di copione, un espediente.

Un espediente che a me non convince per niente, allora. E, ripeto, sicuramente non un espediente obbligato.

Comunque bisogna avere una camicia di flanella per considerarsi grunge? e se guardassimo al finale in questo modo?

Possiamo guardarci in tutti i modi che vuoi, però bisognerebbe tenere conto di quello che viene mostrato e detto contestualmente, credo.
Sennò allora io posso pensare che nell'ultimo taglio di montaggio Sean Penn sia stato rapito dagli alieni che lo hanno clonato e lobotomizzato, ma poi lui è riuscito a fuggire, riprendendo possesso del suo corpo e che tornerà a essere un darkettone rughettoso, basta solo dar tempo ai capelli di ricrescere. Però di questa interpretazione, nei segni filmici che Sorrentino ha scelto, non c'è traccia, mi sembra...

vabé comunque sorrentino con i finali ha sempre avuto forti problemi secondo me.

A quali film pensi in particolare? (lo chiedo perché può essere benissimo, ma in genere i finali tendo a rimuoverli, a meno che non mi colpiscano particolarmente - nella maggior parte dei casi in modo negativo, sigh)

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71
Rupa Lauste
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l'amico di famiglia ha avuto addirittura 2 finali se non sbaglio. il primo dichiaratamente sbagliato.
il secondo, nonostante quel bel monologo, mi ha dato l'idea di essere incompiuto.
l'uomo in piú finisce con lui dietro le sbarre e una cena a base di pesce. anche lí un senso di incompiuto.
forse quello piú azzeccato é quello de le conseguenze dell'amore.
il divo non lo ricordo.

non so ho avuto come la sensazione che volesse finire tutto e subito, dopo dialoghi e monologhi impeccabili.


per quanto riguarda this must be the place, non credo ci sia altro da dire. il bello di un film é che puoi farlo tuo, renderlo interamente ridicolo, dimenticandoti di una presunta o palese e manifesta fragilitá...ed essere comunque contento di quello che hai visto e di quello che hai osservato.

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72
purplebunny
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Viandante Storico
@Rupa Lauste ha scritto:l'amico di famiglia ha avuto addirittura 2 finali se non sbaglio. il primo dichiaratamente sbagliato.
il secondo, nonostante quel bel monologo, mi ha dato l'idea di essere incompiuto.
l'uomo in piú finisce con lui dietro le sbarre e una cena a base di pesce. anche lí un senso di incompiuto.
forse quello piú azzeccato é quello de le conseguenze dell'amore.
il divo non lo ricordo.

Lo vedi, uffa?! Ho un vuoto sui finali di Sorrentino... grrr!
Ma comuqnue, da quel che ricordo a me era piaciuto anche quello del Divo (o forse è stato fagocitato dalla grandezza del monologo finale di Andreotti, che per me rimane uno dei monologhi più folgoranti visti al cinema negli ultimi anni), oltre a quello delle Conseguenze dell'amore. L'amico di famiglia e L'uomo in più non ho ricordi specifici del finale, il pimo non è che mi avesse soddisfatto granché, ma aveva spunti divertenti nella sua voluta "fastidiosità" -- dovrei rivederli, sigh.

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Cenere79
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Viandante Mitico
@purplebunny ha scritto:quello delle Conseguenze dell'amore.


Vero. Bellissimo commosso

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Cenere79
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Viandante Mitico
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P.S. Purplebunny, ma che ci fai alzata alle 4.16 del mattino? appartieni anche tu alla "setta degli insonni"?

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Linda
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Matrimoni e altri disastri.
Scemo.
Ma perché mi ostino a guardare la commedia italiana?
Io ormai rimango maniaca di quella inglese.
Tutto il resto e' fuffa.

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