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Il profilo dello Stalker: quando il disagio psicologico intacca la realtà degli altri

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victorinox
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Viandante Residente
Viandante Residente
Inseguimento, molestia e persecuzione possono manifestarsi sotto innumerevoli forme.
Esse possono essere qualcosa di sporadico oppure possono essere insistenti manifestazioni di un fenomeno psicologico e sociale conosciuto soprattutto con il nome di “stalking” , ma chiamato anche “sindrome del molestatore assillante” , “inseguimento ossessivo” o anche obsessional following . La terminologia più comune, quella di “stalking”, è stata coniata con la finalità di raffigurare simbolicamente, con un termine in lingua inglese che significa “appostarsi”, l’atteggiamento di chi mette in atto molestie assillanti e per questo viene definito “stalker”.

La coazione che connota il comportamento di stalking, e che permette di delinearlo anche giuridicamente, ha fatto ipotizzare che tale problema fosse una forma di “disturbo ossessivo”. Tuttavia, come è stato osservato, i disturbi psicopatologici ossessivi sono connotati da vissuti egodistonici relativi ai comportamenti attuati e, conseguentemente, da un malessere provocato dalle idee, dai pensieri, dalle immagini mentali e dagli impulsi ossessivi legati alla persecuzione. Questi vissuti di disagio e di intrusione in realtà non risultano presenti in genere negli stalkers che, al contrario, tendono perfino a trarre piacere dal perseguitare. Paradossalmente questi individui sembrano normali nella vita di tutti i giorni. Possono anzi essere persone particolarmente pacate, con chi non diventa l'oggetto della loro ossessione. Spesso si tratta di persone che non hanno una vita gratificante e che hanno subito sconfitte e/o che non sono in grado di affrontarle.
Alcuni studi sul fenomeno in esame hanno mostrato dei risultati interessanti che servono a riflettere ulteriormente sulle caratteristiche delle vittime di stalking e sull’importanza della relazione che, nella quasi totalità dei casi esiste solo nella mente dello stalker. A questo proposito si è riscontrato che esiste una “categoria sociale a rischio di stalking” rappresentata da tutti gli appartenenti alle cosiddette “professioni d’aiuto”, vale a dire i medici, gli psicologi, gli infermieri e ogni altra sorta di “helper”. Ciò sembra trovare due spiegazioni: da un lato questi professionisti entrano in contatto con bisogni profondi di aiuto delle persone e possono facilmente divenire vittime di proiezioni di affetti e relazioni interiorizzate; dall’altro le eccessive speranze di alcuni “pazienti” possono essere tradite dalla quotidianità professionale e lo stalking diventa una domanda di attenzione o una ricerca di vendetta per l’attribuzione di responsabilità sulla salute o sulla vita propria o dei propri cari, aspetti che non sono in realtà mai completamente nelle mani di nessuno.
Inoltre, la vittima si trova ad incarnbare suo malgrado un ruolo, tale per cui i suoi atteggiamenti si prestano ad essere vissuta dallo stalker come una riediziopne di traumi subiti: lo stalker proietta le umiliazioni che ha subito o presume di aver subito nel suo rapporto con la vittima. Perseguitarla significa sentirsi forte rispetto ad una situazione rispetto a cui lo stalker è stato e continua ad essere debole.

È molto importante sottolineare altresì che lo stalking non è un fenomeno omogeneo; pertanto, risulta difficile fare rientrare i molestatori assillanti in una categoria diagnostica precisa o identificare sempre la presenza di una vera e propria patologia mentale di riferimento. Gli stalkers non sono sempre persone con un disturbo mentale e, anche se esistono alcune forme di persecuzione che sono agite nel contesto di un quadro psicopatologico, questa non è una condizione sempre presente così come non esiste sempre un abuso di sostanze associato al comportamento stalkizzante.In effetti alcuni studi compiuti su questo fenomeno hanno distinto due categorie di comportamenti attraverso i quali si può attuare lo stalking.
1 La prima tipologia comprende le comunicazioni intrusive , che includono tutti i comportamenti con scopo di trasmettere messaggi sulle proprie emozioni, sui bisogni, sugli impulsi, sui desideri o sulle intenzioni, tanto relativi a stati affettivi amorosi (anche se in forme coatte o dipendenti) che a vissuti di odio, rancore o vendetta. I metodi di persecuzione adottati, di conseguenza, sono forme di comunicazione con l’ausilio di qualsiasi strumento di comunicazione : telefono, lettere, sms, e-mail o perfino graffiti o murales.
2 Il secondo tipo di comportamenti di stalking è costituito dai contatti , che possono essere attuati sia attraverso comportamenti di controllo diretto, quali ad esempio pedinare o sorvegliare, che mediante comportamenti di confronto diretto , quali visite sotto casa o sul posto di lavoro, minacce o aggressioni. Generalmente non si ritrovano due tipologie separate “pure” di stalkers, ma molestie in forme miste in cui alla prima tipologia, in genere segue la seconda specie di azioni.

Ciò che è importante comprendere è che dietro a comportamenti di molestia simili possono celarsi motivazioni anche molto differenti tra loro. A questa conclusione si è giunti in seguito a studi che hanno esaminato il profilo psicologico di numerosi stalkers e, sulla scorta dei quali, si è giunti ad individuare cinque tipologie di stalkers , distinti in base ai bisogni e desideri che fanno da motore motivazionale
1.Una prima tipologia di molestatore insistente è stata definita “il risentito” . Il suo comportamento è sospinto dal desiderio di vendicarsi di un danno o di un torto che ritiene di aver subito ed è quindi alimentato dalla ricerca di vendetta. Si tratta di una categoria piuttosto pericolosa che può ledere prima l’immagine della persona e poi la persona stessa. Il problema più grave è legato alla scarsa analisi della realtà: perché il risentimento fa considerare giustificati i propri comportamenti che, producendo sensazioni di controllo sulla realtà, tendono a loro volta a rinforzarli.
2.La seconda tipologia di stalker è stata denominata “il bisognoso d’affetto” , una tipologia che è motivata dalla ricerca di una relazione e di attenzioni che possono riguardare l’amicizia o l’amore. La vittima in genere viene considerata una capace di risolvere la propria mancanza di amore o affetto. Questa categoria include anche la forma definita “delirio erotomane”, in cui il bisogno di affetto viene erotizzato e lo/la stalker tende a leggere nelle risposte della vittima un desiderio a cui lei/lui resiste. L’idea di un rifiuto, vissuto come un’intollerabile attacco all’Io, viene respinta con grande energia e strutturando un’alta difesa basata sull’allontanamento della percezione reale dell’altro e delle sue reazioni.
3. Una terza tipologia di persecutore è quella definita “il corteggiatore incompetente” , che tiene un comportamento alimentato dalla sua scarsa o inesistente competenza relazionale che si traduce in comportamenti opprimenti, espliciti e, quando non riesce a raggiungere i risultati sperati, anche aggressivi e villani. Questo tipo di molestatore è generalmente meno resistente nel tempo nel perseguire la persecuzione della stessa vittima, ma tende a riproporre i propri schemi comportamentali cambiando persona da molestare.
4. Esiste poi “il respinto” , un persecutore che diventa tale in reazione ad un rifiuto. La persecuzione rappresenta forma di relazione che rassicura rispetto alla perdita totale, percepita come intollerabile. Nella psicologia di questo tipo di “inseguitore assillante” gioca un ruolo cruciale il modello di attaccamento sviluppato che è una delle forme di tipo insicuro, in grado di scatenare angosce legate all’abbandono che creano una tendenza interiore, più o meno consapevole, a considerare l’assenza dell’altro come una minaccia di annientamento e di annullamento del Sé.
5. Infine, è stata descritta una categoria di stalker definita “il predatore” e costituita da un molestatore che ambisce ad avere rapporti sessuali con una vittima che può essere pedinata, inseguita e spaventata. La paura, infatti, eccita questo tipo di stalker che prova un senso di potere nell’organizzare l’assalto. Questo genere di stalking può colpire anche bambini e può essere agito anche da persone con disturbi nella sfera sessuale, quali pedofili o feticisti.

Evitando sensazionalismi, posso dire che si tratta dell'espressione di un disagio psicologico profondo e grave. In questo senso lo stalkiung è un grido d'aiuto da ascoltare, ma è anche e sopratutto qualcosa a cui oporsi. Distinguerei quindi il piano giuridico da quello terapeutico.
Da un punto di vista terapeutico lo stalker va aiutato, mentre da un punto di vista giouridico va perseguito.

Voi come la pensate?
Siete mai stati protagonisti di episodi di questo tipo?

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2
IlDucaBianco
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Viandante Residente
Viandante Residente
@victorinox ha scritto:

La coazione che connota il comportamento di stalking, e che permette di delinearlo anche giuridicamente, ha fatto ipotizzare che tale problema fosse una forma di “disturbo ossessivo”. Tuttavia, come è stato osservato, i disturbi psicopatologici ossessivi sono connotati da vissuti egodistonici relativi ai comportamenti attuati e, conseguentemente, da un malessere provocato dalle idee, dai pensieri, dalle immagini mentali e dagli impulsi ossessivi legati alla persecuzione. Questi vissuti di disagio e di intrusione in realtà non risultano presenti in genere negli stalkers che, al contrario, tendono perfino a trarre piacere dal perseguitare. Paradossalmente questi individui sembrano normali nella vita di tutti i giorni. Possono anzi essere persone particolarmente pacate, con chi non diventa l'oggetto della loro ossessione. Spesso si tratta di persone che non hanno una vita gratificante e che hanno subito sconfitte e/o che non sono in grado di affrontarle.

Infatti secondo me è proprio questo il cuore del problema. Spesso lo stalker non viene identificato come tale da chi lo circonda a causa del modo in cui si porge a chi non è il suo bersaglio. Il presunto autore può presentarsi come un grande introverso, manifestare comportamenti tipici della personalità schizoide fino a mostrare ostentazioni molto estroverse tipiche della personalità antisociale, con intervalli ossessivi, paranoici, ipocondriaci, borderline, istrionici e narcisistici, che sono magistralmente “avvicendati”; una personalità poliedrica, molto simile all’organizzazione di personalità borderline definita da Kernberg. Inoltre, nelle varie espressioni persecutorie, il presunto stalker, abitualmente, mantiene un buon contatto con la realtà, ne rasenta il confine, è spesso un “inconsapevole” manipolatore, che idealizza e sminuisce l’altra persona anche a distanza di pochi minuti.


Voi come la pensate?
Siete mai stati protagonisti di episodi di questo tipo?

Penso che l'aiuto psicologico sia necessario e debba essere l'accompagnamento doveroso ai provvedimenti giuridici.
E' bene poi fare campagne informative per aiutare la gente ha capire il tipo di personalità dello stalker.
Per fortuna io non ne sono mai stato vittima.

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3
galadriel
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
A me viene solo spontaneo fare un osservazione: spesso sono le stesse donne che non si rendono conto nell'immediato di cghi hanno di fronte, a causa del modo iniziale di porgersi dello stalker, e ancora più spesso, anzichè incontrare l'appoggio degli altri vengono stigmatizzate. Basta nulla perchè tutto sembri causato dalla donna, anche soltanto un sorriso fatto o la risposta ad un saluto. Questo si somma alla difficoltà di percepire lo stalker come non pericoloso a causa del suo aspetto apparentemente comune e dimesso. Questo protegge lo stalker, che continua ad agire nell'ombra e fa temere alle donne di denunciare le molestie subite. o le porta a denunciarle tardi.

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4
Regina di cuori

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E che dire delle “paladine” pseudointellettuali odierne che usano internet e si creano propri forum per accalappiare cazzi e racimolano solo babbei e quando incontrano il primo uomo decente nella loro vita ricorrono alla Giustizia con la speranza di rivederlo?

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Zadig
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@Regina di cuori ha scritto:E che dire delle “paladine” pseudointellettuali odierne che usano internet e si creano propri forum per accalappiare cazzi e racimolano solo babbei e quando incontrano il primo uomo decente nella loro vita ricorrono alla Giustizia con la speranza di rivederlo?
tu saresti quello decente? Una merda ha più dignità di te.

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6
fantasma76
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Viandante Storico
Viandante Storico
@Zadig ha scritto:tu saresti quello decente? Una merda ha più dignità di te.
a ecco è uno stolking

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7
Zadig
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@fantasma76 ha scritto:
@Zadig ha scritto:tu saresti quello decente? Una merda ha più dignità di te.
a ecco è uno stolking
stalker.
Ma comunque questo idiota trascende anche la mancanza di dignità di un normale stalker: è ancora più vigliacco degli altri, sarà a causa delle sue menomazioni psichiche.



Ultima modifica di Zadig il Lun 21 Mar 2011 - 19:52, modificato 1 volta

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8
angela132
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Si ...
Bravo Zadig..
Adesso però non t'incazzare. hug tenderly

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9
Zadig
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@angela132 ha scritto:Si ...
Bravo Zadig..
Adesso però non t'incazzare. hug tenderly
incazzarmi? E con chi, con uno sfigato? Davanti ad un computer? Mavava.
La rabbia è una cosa nobile che va usata per persone degne, non con gli escrementi come Peppaccio.

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10
angela132
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Io direi di non fare tante categorie, viktorinox: risalgono tutte a un MANCATO RAPPORTO CON LA REALTA'. Una volta ristabilito il rapporto con la realtà, le cose tornano a posto. Ma la responsabilità cade sempre sullo stalker, non è che se uno è bisognoso d'affetto e mi fa danno gli devo fare gni gni piccolino. Lo denuncio.



Ultima modifica di angela132 il Lun 21 Mar 2011 - 19:56, modificato 1 volta

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11
angela132
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@Zadig ha scritto:
@angela132 ha scritto:Si ...
Bravo Zadig..
Adesso però non t'incazzare. hug tenderly
incazzarmi? E con chi, con uno sfigato? Davanti ad un computer? Mavava.
La rabbia è una cosa nobile che va usata per persone degne, non con gli escrementi come Peppaccio.
No ti voglio preservare fit per future incazzature. hug tenderly Anche con mihi.
Chi è Peppaccio?

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Zadig
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@angela132 ha scritto:
@Zadig ha scritto:
@angela132 ha scritto:Si ...
Bravo Zadig..
Adesso però non t'incazzare. hug tenderly
incazzarmi? E con chi, con uno sfigato? Davanti ad un computer? Mavava.
La rabbia è una cosa nobile che va usata per persone degne, non con gli escrementi come Peppaccio.
No ti voglio preservare fit per future incazzature. hug tenderly Anche con mihi.
Chi è Peppaccio?
Peppaccio è un verme immondo che perseguita NinfaEco, senza motivo.
E che ha fatto 250 fake per insultarla. O, meglio, per tentare di farlo, riuscendo solo ad insultare se stesso.
Poi la minaccia, diffama etc.
Claro?

Pure a te bisognerebbe inibirti la possibilità di mettere quelle faccine di merda.

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13
angela132
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Scusami, non volevo insultarti con le mie faccine di merda.
Comunque te le metterò lo stesso se mi stalki evil bat
E comunque se una ti fa un complimento, mica ti vuo' violentare, ti pare?
E' solo un complimento.
Mai ti farei del male, giuro.

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14
angela132
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Viandante Affezionato
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Comunque il vero post verminoso per me è quello di victorinox, quello di pretende di classificare i diversi stalker.
Unica categoria da denunciare e mai da cagare a nessun modo.

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Zadig
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Viandante Ad Honorem
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@angela132 ha scritto:Scusami, non volevo insultarti con le mie faccine di merda.
Comunque te le metterò lo stesso se mi stalki evil bat
E comunque se una ti fa un complimento, mica ti vuo' violentare, ti pare?
E' solo un complimento.
Mai ti farei del male, giuro.
ah e secondo te io avrei paura che mi fai male?
Ohmammamia.

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16
Zadig
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@angela132 ha scritto:Comunque il vero post verminoso per me è quello di victorinox, quello di pretende di classificare i diversi stalker.
Unica categoria da denunciare e mai da cagare a nessun modo.
ha solo aperto un thrad, non ci vedo nulla di verminoso.
Verminoso è invece chi lo ha uppato, cioè lo strisciante Peppaccio al quale voglio dire che, purtroppo per lui, come unico risultato riesce altro ad indispettire NinfaEco, non a spaventarla con le sue minacce: è più tranquilla di me, non se lo caga di striscio. Da vera signora qual è.

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17
nick
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Viandante Residente
Viandante Residente
Lo so, perseguito è il termine corretto, tuttavia preferisco e fermato. E, naturalmente, aiutato.

Ho avuto a che fare, in passato, con un signore che , quinta esclusa, posssiamo tranquillamente farlo rientrare nelle quattro categorie da te espresse. Se si potesse fare una battuta, aggiungerei, "così,giusto
per non farci mancare niente". Quando realizzai ciò che stava accadendo, ovviamente pensai - tu sei tutto matto- che stalker,è stato coniato di recente.
Solo che non c'era proprio niente da ridere.
Ero giovane, in ambiente di lavoro e in condizione di sottoposta, inserita in un contesto(oltre che in un momento)familiare particolarmente vulnerabile.
I presupposti, per farla breve, erano quelli giusti per far sì la situazione degenerasse a suo piacimento, senza poter neanche immaginare di intravedere una sola via d'uscita.
Poi, per fortuna, la soluzione arriva, insperata e... non voluta, per modalità di manifestazione.
Ma arriva; è questo ciò che conta.

Io penso che sia inutile dirvi come queste esperienze possano arrecare un sacco di dolore.
Forse è più utile dire che insieme, oltre alla rabbia, al senso frustrazione e impotenza, quello che ho provato è stato un gran dispiacere, anche per lui, per ciò che gli era occorso.
Nel momento in cui ero la sua vittima, lui lo era del suo spaventoso male.
Io l'ho visto piangere, urlare, soffrire.
E non c'è, per me, una delle due cose, che mi fa meno male.

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18
Shri_Radha
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Viandante Affezionato
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Penso che molte donne abbiano avuto esperienze simili.
Mi chiedo perchè.
Cosa porta l'uomo a diventare così?

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19
victorinox
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Viandante Residente
@angela132 ha scritto: Una volta ristabilito il rapporto con la realtà, le cose tornano a posto.

Purtroppo è proprio questo ad essere impossibile
Lo stalking può essere inserito nella sintomatologia
di un disturbo psichico facilmente identificabile
o essere l’unico sintomo presente in chi lo agisce;
col tempo, però, lo stalking come un’idea ossessiva
tende a pervadere l’esistenza dello stalker prima e della
vittima poi, facendo crollare la parvenza di normalità che prima stava in piedi.


@Shri_Radha ha scritto:Penso che molte donne abbiano avuto esperienze simili.
Mi chiedo perchè.
Cosa porta l'uomo a diventare così?

La scelt della vittima è casuale: può essere una persona conosciusta o ignota.
Il motivo quindi non va cercato lì.
Nemmeno il malinteso relazionale alla base dello stalking
non è sempre identificabile. Il molestatore, infatti, può
anche solo rispondere a pulsioni il cui soddisfacimento
non può essere differito né controllato: lo stalking si
configura quindi come la manifestazione di un Disturbo
da discontrollo degli impulsi. Un’alterazione dell’equilibrio
tra insorgenza della pulsione e capacità di
controllo della stessa che annulla l’importanza della
relazione tra vittima e stalker, che spesso sono dei perfetti
sconosciuti l’uno per l’altro.

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20
ReLear
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@victorinox ha scritto:
La scelt della vittima è casuale: può essere una persona conosciusta o ignota.
Il motivo quindi non va cercato lì.
Nemmeno il malinteso relazionale alla base dello stalking
non è sempre identificabile. Il molestatore, infatti, può
anche solo rispondere a pulsioni il cui soddisfacimento
non può essere differito né controllato: lo stalking si
configura quindi come la manifestazione di un Disturbo
da discontrollo degli impulsi. Un’alterazione dell’equilibrio
tra insorgenza della pulsione e capacità di
controllo della stessa che annulla l’importanza della
relazione tra vittima e stalker, che spesso sono dei perfetti
sconosciuti l’uno per l’altro.


Non solo, la spinta pulsionale è come deviata e soggetta a regressione.
Il molestatore è un sadico ovvero colui che danneggia l'oggetto d'amore. Non a caso le molestie si verificheranno nel contesto di una relazione affettiva reale o immaginaria.
La regressione, porta a una defusione dell’istinto e dunque l’aggressività può
agire indipendentemente. Infatti, lo stalker perverso non può amare se non distruggendo l’oggetto.
Che vi sia o meno un qualche legame interpersonale reale tra stalker e vittima delle molestie può essere sempre identificata una profonda intolleranza narcisistica: la perdita, la sconfitta o la frustrazione in genere, verificatasi in passato o semplicemente temuta, certamente inaccettata, innesca il tentativo del suo superamento e della sua negazione: è il cosiddetto “punto d’onore”. Il superamento della frustrazione porta a diventare un molestatore.

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