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Il Nemico Necessario: i Buoni hanno sempre bisogno dei Cattivi

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NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
La figura del Nemico è uno immagine stereotipata comprensibile senza difficoltà trans culturalmente, così come le immagini che rappresentano altri esistenziali fondamentali, come ad esempio Bene e Male.
Quasi sempre il Nemico è tale sulla base di una contrapposizione morale ed ideologica da cui emerge dal punto di vista della persona rispetto a cui egli è nemico come inferiore.
Il Nemico è spesso esterno al gruppo d’appartenenza, ma spesso si colloca al suo interno. In virtù però di certe sue caratteristiche se ne distingue in modo profondo. L’elemento di estraneità, insomma è una costante e spesso si spinge fino alla completa disumanizzazione del nemico. Il Nemico non umano corrisponde allo stereotipo del farabutto nella analisi di Sassoon.
Questo genere di Nemico è privo di caratteristiche umane. Spesso appartiene ad una forma di vita diversa o è il risultato di manipolazioni al limite. Nemici di questo genere non hanno un motivo per essere tali. Fanno ciò che fanno, come distruggere l’umanità, succhiare il nostro sangue o mangiare la nostra carne, solo perché sono il Male.
Uno sguardo meno frettoloso però rivela che tale nemico non umano è spesso identificato in figure completamente umane nella realtà. La vera ragione per cui viene rappresentato come non umano e artefice del male senza motivo è che le sue “motivazioni” non devono essere comprese. Capire può generare empatia e l’empatia complica le cose.
Questo lo vediamo sistematicamente accadere nella narrazione e recezione dei fatti di cronaca. Il serial killer, la madre assassina…. Sono definiti mostri. Sono altro da noi. Gratta, gratta, forse la stessa idea di pazzia e nello specifico di infermità mentale servono a tale scopo.
In un certo senso quindi, se l’identità di un popolo, dei suoi membri rispetto ad esso e degli individui (Identità collettiva, appartenenza e identità in senso stretto), sembra collocarsi preferibilmente dalla parte del Bene ( anche le Identità “negative” sono infondo oppositive e hanno valenza reattiva), è anche vero che a tale identità il nemico serve. La teoria politica antica del Metus Hostis (o Hostilis? Chi si ricorda) è applicata oggi dagli stati( e non è difficile capire da chi e quando) e ciò vale anche tra persona e persona ( del resto, qualche filosofo che ora non ricordo, diceva che la polittica si limita a mostrare scritto a lettere cubitali ciò che l’uomo scrive in piccolo).

Il Nemico serve alla nostra Identità.
Il Male serve al Bene.
I Cattivi servono ai Buoni.



E’ un post lungo da leggere, ma credo che dia molti spunti per riflettere.
Quindi, se avete voglia di leggerlo, poi commentate a ruota libera.

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2
marimba
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Direttore del Corriere della Pera
Direttore del Corriere della Pera
*

Rispondo provvisoriamente solo al volo con una frase che ho letto proprio ieri sera e che mi sembra inerente al tema:
Non possiamo perdonare quelli a cui abbiamo fatto un torto, perchè ogni loro sguardo ci ricorda la nostra colpa.

Giusto per aggiungere un po' di legna al fuocherello...


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Sogno_infranto
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
è quello che penso anche io,alle volte tra l'altro Dio permette il male,per rafforzare il bene,renderlo più consapevole della propria dimensione positiva rispetto al mondo e se stesso,e di quello che di buono/bello sa fare rispetto a quel male
il male ha sempre un limite infatti,spetta a chi agisce per il bene(esempio la vita,l'amore) riconoscere quei limiti e superarli

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4
marimba
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Direttore del Corriere della Pera
Direttore del Corriere della Pera
*

Dunque ci sono diversi spunti, ma colgo solo questo: il nemico serve alla nostra identità.

Con la mia solita mania di sdrammatizzare, da qualche altra parte avevo scritto: ci serve un nemico che ci mantenga vivi, ci serve un amico che ci mantenga felici, ci serve un amico ricco che ci mantenga.

Fermandoci alla prima questione, il nemico è utile, direi che è un fatto consolidato, da diversi punti di vista. Da quello storico: le tribù romane si sono unite contro i latini, il Lazio si è unito sotto Roma contro gli Etruschi, l'Italia si è unita contro le altre nazioni e così via. Il mondo sarò finalmente unito solo quando arriveranno gli exraterrestri ad invaderci...

Dal punto di vista sociale: il nemico a volte è fra di noi, ma lo si proietta all'esterno per renderlo visibile, per assolverci, per caricare su di lui le colpe nostre e della società. Il ladro è un nemico, ma è il frutto della diseguaglianza sociale. L'immigrato è un nemico, perchè non lo si vuole accettare e regolarizzare.

Dal punto di vista psicologico la cosa è analoga. Il nemico è dentro di noi, ma lo si vuole vedere fuori, identificandolo con l'altro, chiunque esso sia. E quindi, serve alla nostra tranquillità, perchè avere un nemico è spesso una ragione di vita, aiuta a fortificarci, come una vaccinazione che ci inocula un male piccolo per affrontarne uno grande. VIVA IL NEMICO, insomma. BeautyfulSuina

E se non c'è, bisogna inventarselo. Attenti ai comunisti, ad esempio. Sono dappertutto.


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5
The Royal
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Viandante Storico
Viandante Storico
NinfaEco ha scritto:.

I Cattivi servono ai Buoni.


Ciao, Ninfa. Il tema che tu hai proposto e' a mio avviso un autentico pozzo senza fondo dal punto di vista semantico, poiche' apparentemente si presenta come un argomento dalle facili giustificazioni, come dire che gli avversari politici servirebbero per giustificare i propri programmi e la propria stessa sussistenza, e dall'altro lato, tale tuo tema e' un autentico assioma che presenta implicazioni teologiche e filosofiche ai piu' alti livelli. E per quanto riguarda la mia partecipazione a tale topic, ti dico subito che come al solito mi hai sfondato e scoppiato gia' partenza, ma vedo di cimentarmi nel mio piccolo. La realta' che ci circonda ivi compreso l'essere umano e' la risultante di una grande presenza ontologica e metafisica fondata sull'infinitudine, che il nostro cervello non puo' comprendere. Alla radice iniziale della manifestazione della realta' esiste soltanto il bene, e cioe' l'amore: a-mors: ovvero con alfa privativo senza morte. La presenza di tutto il creato e' come una immensa montagna che continuamente emerge per rinnovare se' stessa e si propaga, proprio perche' senza morte, cioe' immortale. Il scientifico big bang e' la manifestazione piu' palese di questa eternita' e di questa eternitudine, come poeticamente la definirei io che si perpetua all'infinito. La vita, dal greco fuein, ovvero, sorgere dominare e cio' che sorge lo fa come proiezione teologica in avanti, poiche' e' appunto spiritualmente immortale. Il bene che cos'e': e' semplicemente la definizione di un atteggiamento morale ed esistenziale che consiste nel valorizzare con gli atteggiamenti e l'intressamento cio' che sorge in quanto parte della realta' ontologica manifestantesi. L'amore, appunto e' la condizione morale prima di questa situazione: prova d'amore: Gesu' Cristo sulla croce perdona il ladrone che poi pare a detta di alcuni padri che fosse qualcos'altro , in quanto vuole valorizzarne la vita e la dignita' dentro quell'amore che alimenta la realta' sorgente medesima. E quindi l'essere buoni, ovvero aprire la mente e la coscienza agli altri. La radice originaria della realta', altro non puo' essre che il bene, il quale, per manifestare se' stesso altro non ha potuto fare che moltiplicarsi e frantumarsi nei mille aspetti della realta': se si fosse autodistrutto avrebbe contraddetto se stesso.Quando si dice Padre Figlio e Spirito Santo, in realta' si parla appunto del bene che per manifestarsi altro non ha potuto fare che esplodere nella miriade dei vari aspetti della realta'. Ogni azione nasce a fin di bene e di bonta' anche se talvolta contradditoria. Quando io compongo un romanzo magari immorale, in realta' sto' facendo un atto d'amore verso il prossimo poiche' semplicemente sto' tentando di suggestionare il lettore e quindi di risvegliare quell'impulso vitale che e' in lui. Quando io parlo di sesso estremo in realta' sto' facendo un atto d'amore poiche' sto' tentando di risvegliare l'impulso vitale originario dell'altra persona.Che cos'e' la cattiveria: e' semplicemente la perpetrazione e perpetuazione di un atteggiamento soverchiante nei confronti di un'altra persona. Ora: se tale atteggiamento e' una fase temporanea, nella coscienza del'attuatore semplicemente riemergera' quell'impulso benevolo originario che lo porta al ravvedimento, ma se la perpetuazione diventasse permanente allora avremmo la cosiddetta dannazione eterna. Che cos'e'. E' la cristallizzazione eterna appunto della perpetrazione della distruzione vissuta pero' permanentemente nella coscienza con il rimorso di un mancato amore:una situazione angosciante e spaventosa vissuta da spettatore sperimentante il rimorso, ma non atto a distruggersi:se potesse distruggersi lo farebbe subito per sottrarsi a quel supplizio spirituale. E la dannazione eterna, e' l'altra faccia della bonta': l'infinitudine ontologica e l'eternita' del bene e della bonta' cristallizzati in un'azione di distruzione che pero' non va nel segno: e' come una sgradevolissima vetrina che il dannato fosse obbligato a guardare nella propria vergogna eterna con il bene che continuamente lo rimprovera. Dunque i buoni sono i buoni e sono in sintonia con la sapiritualita' delle motivazioni ultime della realta' ed hanno solo bisogno di amare, anche i cattivi nei casi piu' nobili. Ma non e' che abbiano bisogno dei cattivi:la mansuetudine e' una dimensione aurea della coscienza. Viceversa i cattivi, cioe' i deviati spirituali rispetto al bene hanno bisogno dei buoni poiche sono proprio loro, i buoni quei modelli che consentiranno la loro salvazione. Se i cattivi cristallizzeranno permanentemente la loro deviazione, si dannerranno per sempre all'ombra di una bonta' eternizzata al di sopra delle loro teste. Ne sono una magnifica dimostrazione talune tue suggestive affermazioni: da una parte il fascino della malvagita'......suggestiona anche me, dall'altro il guardarci tutti con un sorriso. Il sorriso ovvero la manifestazione estetica di un bene alla radice di tutti i fenomeni umani e sociologici: quello appunto dello stare insieme e dell'amarsi all'interno di quella sintonia vitale e "buona" che sostiene la presenzialita' del mondo stesso.

Ps:come appunto ben vedi sei riuscita a scoppiarmi in modo culturalmente egregio. Se permetti ceno e dopo rispondo all'altro tuo topic ed anche sul Diagramma ad un altro tema. A disposizione, The Royal.

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6
Il piccolo mugnaio
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato

Idem.. è fare l'amore con la psiche più profonda anche questo argomento.


Anche in questo caso prendo tempo.. e vado a nanna.

ps.. in realtà mi voglio documentare per non sfigurare troppo nei confronti del grandioso e incontenibile Royal..

Ps.. non è una uscita sarcastica Royal, sei una supernova d'intelletto.. impossibile prenderti in castagna, sei sempre esauriente e puntuale nelle risposte.. ma soprattutto mai arrogante e sempre cortese, e dovresti dare qualche lezione da questo punto di vista.

A domani.

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7
xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
No no. Ninfa.
Sono i cattivi che hanno bisogno dei buoni. Per potersi sfogare. sadness

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8
*Lilith*
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Viandante Residente
Viandante Residente
xmanx ha scritto:No no. Ninfa.
Sono i cattivi che hanno bisogno dei buoni. Per potersi sfogare. sadness

A proposito del nemico che ha qualche utilità, non sapevo proprio su chi sfogarmi in questi giorni. :+]:



Ultima modifica di *Lilith* il Mar 23 Nov 2010 - 15:02, modificato 1 volta

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9
xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
ahhhhhhhh....ben ritrovata Miss Ilcobranonèunserpente
ahahahahah

uhm...mi hanno messo in castigo dietro la lavagna...ed ero...sniff sniff...così solo sad ecco si....sono brutto e cattivo...dietro alla lavagna da solo...booooooooo sad nessuno mi vuole....sniff sniff sad

Cosa fai stasera?

Cazzo no! stasera c'è il Milan. Sarà per un'altra volta

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10
Il_Soldatino_di_Stagno
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
marimba ha scritto:*

Rispondo provvisoriamente solo al volo con una frase che ho letto proprio ieri sera e che mi sembra inerente al tema:
Non possiamo perdonare quelli a cui abbiamo fatto un torto, perchè ogni loro sguardo ci ricorda la nostra colpa.

Giusto per aggiungere un po' di legna al fuocherello...

Molto interessante : posso sapere dove lo hai letto? O meglio chi lo ha scritto?

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marimba
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Direttore del Corriere della Pera
Direttore del Corriere della Pera
Il_Soldatino_di_Stagno ha scritto:
marimba ha scritto:*

Rispondo provvisoriamente solo al volo con una frase che ho letto proprio ieri sera e che mi sembra inerente al tema:
Non possiamo perdonare quelli a cui abbiamo fatto un torto, perchè ogni loro sguardo ci ricorda la nostra colpa.

Giusto per aggiungere un po' di legna al fuocherello...

Molto interessante : posso sapere dove lo hai letto? O meglio chi lo ha scritto?
La citazione è a spanne, ma il senso è quello. Non si tratta di un grande pensatore, è Ken Follet, autore di libri commerciali di diverso tipo ma alcuni abbastanza pregevoli. Il libro è Il bianco, o qualcosa del genere perchè adesso non l'ho sottomano, e parla del furto di un virus da un laboratorio.

L'intuizione però mi sembra azzeccata: le nostre vittime magari ci possono perdonare, ma non non possiamo perdonare loro di essere i testimoni della nostra colpa, anche perchè noi stessi non ci perdoniamo di averla commessa. scratch


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12
Blasel
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Banned
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Ero convinto che il 3d l'avesse aperto Giovanni Drogo dopo consultazione con il Magg. Matti ed il Col. Filimore.... evidentemente mi sono sbagliato.

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Spaitek
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
marimba ha scritto:*

Dunque ci sono diversi spunti, ma colgo solo questo: il nemico serve alla nostra identità.
Beh, l'intera politica estera degli ultimi 70 anni degli USA si basa su questo principio.
La stessa identica cosa vale per il nazifascismo ed il leghismo, ovviamente. E, sebbene con scopi diversi, anche il berlusconismo, ovviamente.

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14
Il_Soldatino_di_Stagno
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Viandante Affezionato
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@ marimba.

Anch'io penso ci sia del vero.
Grazie per avermi risposto.

BeautyfulSuina

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15
xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
"Il nemico serve alla nostra identità".

Azz...stai a vedere che il berlusca gli serve per avere una identità scratch
......

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16
marimba
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Direttore del Corriere della Pera
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*

Mah, questo dal punto di vista psicologico e individuale avviene direi quando la personalità del soggetto è fragile, e ha bisogno di uno stimolo esterno per rafforzarsi. Il contrario dell'amico invisibile, e cioè il nemico inventato.

Come per esempio chi vede complotti comunisti, toghe rosse, bolscevichi e comitati centrali dappertutto anche dopo decenni dalla loro scomparsa.


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17
xmanx
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
i comunisti ci sono ancora...e tirano pure discrete bombette a quanto ho saputo. chiedere ai coreani per conferma.
le toghe rosse ci sono pure loro.
i comitati centrali pure.

i bolscevichi...quelli no. Non ci sono più
ci sono i loro nipotini.

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Blasel
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Banned
Ci si attendeva (parlo al plurale, perche' non solo il solo) delle risposte argute ed intelligenti, anzicche' sciocche considerazioni con il solito tifo da stadio inventato dai sostenitori para-politici contemporanei a modello del loro ispiratore, ma tant'e'!

Men che mai qualcuno ha osato ribadire al mio ultimo post e non so se perche' non e' alla vostra portata, non essendo nel vostro bagaglio culturale, oppure non l'avete proprio compreso.

A, si, c'e' anche un'altra possibilita'.... quella del saggio pappagallo

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19
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
marimba ha scritto:
Non possiamo perdonare quelli a cui abbiamo fatto un torto, perchè ogni loro sguardo ci ricorda la nostra colpa.


Domanda serissima: ci credi?
Io no. Non l'ho mai visto accadere nella vita. In genere chi fa reali cattiverie è perchè può portarne il peso, o perchè non capisce che ha fatto, o perchè ciò che ha fatto rientra nei suoi schemi morali.
La mia domanda è un altro modo per dirti di darmi un motivo per crederci, viste le cose del mio passato che mi sono state fatte dalla persona a cui più tenevo. Io sinceramente lo immagino invece felice e trionfante, perchè ha una grande intelligenza e non si fa scrupoli ad usarla per uccidere e per manipolare la realtà in modo da trovarsi rispetto ad essa nella giusta posizione.


marimba ha scritto:*

Dunque ci sono diversi spunti, ma colgo solo questo: [b]il nemico serve alla nostra identità.


Con la mia solita mania di sdrammatizzare, da qualche altra parte avevo scritto: ci serve un nemico che ci mantenga vivi, ci serve un amico che ci mantenga felici, ci serve un amico ricco che ci mantenga.

Fermandoci alla prima questione, il nemico è utile, direi che è un fatto consolidato, da diversi punti di vista. Da quello storico: le tribù romane si sono unite contro i latini, il Lazio si è unito sotto Roma contro gli Etruschi, l'Italia si è unita contro le altre nazioni e così via. Il mondo sarò finalmente unito solo quando arriveranno gli exraterrestri ad invaderci...

Dal punto di vista sociale: il nemico a volte è fra di noi, ma lo si proietta all'esterno per renderlo visibile, per assolverci, per caricare su di lui le colpe nostre e della società. Il ladro è un nemico, ma è il frutto della diseguaglianza sociale. L'immigrato è un nemico, perchè non lo si vuole accettare e regolarizzare.

Dal punto di vista psicologico la cosa è analoga. Il nemico è dentro di noi, ma lo si vuole vedere fuori, identificandolo con l'altro, chiunque esso sia. E quindi, serve alla nostra tranquillità, perchè avere un nemico è spesso una ragione di vita, aiuta a fortificarci, come una vaccinazione che ci inocula un male piccolo per affrontarne uno grande. VIVA IL NEMICO, insomma. BeautyfulSuina

E se non c'è, bisogna inventarselo. Attenti ai comunisti, ad esempio. Sono dappertutto.

Mi permetto un asterisco *
Aggiungo soltanto una constatazione: se l'identità è forte, benchè essa costituisca essenzialmente un sistema di differenze di senso, non ha bisogno del nemico.
Il nemico è tanto più necessario, quanto più l'identità è debole.
Concordi?
In questo senso, la stessa bandiera della bontà si presta ad essere intesa non come fedeltà al bene in se stesso, ma come affermazione agonistica di se necessaria a fronte di una negazione vissuta come potenzialmente annullante. L'identità che si afferma buona cioè si afferma per contrasto, come se la realtà di ciò che è fosse vincolata al riconoscimento dell'identità cattiva che detiene una posizione di potere.

Sogno_infranto ha scritto:
il male ha sempre un limite infatti,spetta a chi agisce per il bene(esempio la vita,l'amore) riconoscere quei limiti e superarli
Perchè il male ha sempre un limite?
Qual'è il limite del male?

The Royal ha scritto:


Alla radice iniziale della manifestazione della realta' esiste soltanto il bene, e cioe' l'amore: a-mors: ovvero con alfa privativo senza morte
[/quote]

Cribbio... tu lo sai che io ho scritto una poesia intitolata a- morte.... e questa cosa manco la sapevo? Suspect
Sono intelligente mio malgrado credo, se lo facessi apposta sarei un idiota come spesso mi capita.

Il bene che cos'e': e' semplicemente la definizione di un atteggiamento morale ed esistenziale che consiste nel valorizzare con gli atteggiamenti e l'intressamento cio' che sorge in quanto parte della realta' ontologica manifestantesi. L'amore, appunto e' la condizione morale prima di questa situazione [...] La radice originaria della realta', altro non puo' essre che il bene, il quale, per manifestare se' stesso altro non ha potuto fare che moltiplicarsi e frantumarsi nei mille aspetti della realta': se si fosse autodistrutto avrebbe contraddetto se stesso. [...] Che cos'e' la cattiveria: e' semplicemente la perpetrazione e perpetuazione di un atteggiamento soverchiante nei confronti di un'altra persona. Ora: se tale atteggiamento e' una fase temporanea, nella coscienza del'attuatore semplicemente riemergera' quell'impulso benevolo originario che lo porta al ravvedimento, ma se la perpetuazione diventasse permanente allora avremmo la cosiddetta dannazione eterna. Che cos'e'. E' la cristallizzazione eterna appunto della perpetrazione della distruzione vissuta pero' permanentemente nella coscienza con il rimorso di un mancato amore:una situazione angosciante e spaventosa vissuta da spettatore sperimentante il rimorso, ma non atto a distruggersi:se potesse distruggersi lo farebbe subito per sottrarsi a quel supplizio spirituale. E la dannazione eterna, e' l'altra faccia della bonta': l'infinitudine ontologica e l'eternita' del bene e della bonta' cristallizzati in un'azione di distruzione che pero' non va nel segno: e' come una sgradevolissima vetrina che il dannato fosse obbligato a guardare nella propria vergogna eterna con il bene che continuamente lo rimprovera. Dunque i buoni sono i buoni e sono in sintonia con la sapiritualita' delle motivazioni ultime della realta' ed hanno solo bisogno di amare, anche i cattivi nei casi piu' nobili. Ma non e' che abbiano bisogno dei cattivi:la mansuetudine e' una dimensione aurea della coscienza. Viceversa i cattivi, cioe' i deviati spirituali rispetto al bene hanno bisogno dei buoni poiche sono proprio loro, i buoni quei modelli che consentiranno la loro salvazione. Se i cattivi cristallizzeranno permanentemente la loro deviazione, si dannerranno per sempre all'ombra di una bonta' eternizzata al di sopra delle loro teste.

Da un punto di vista logico il tuo ragionamento costituisce un sistema ben funzionante. Mi lascia però perplessa il presupposto dato come assioma di partenza secondo cui il bene è l'origine di tutto. Con un trucchetto filosofico, potrei chiederti cosa ha frantumato il bene in tutte le cose esistenti, perchè tale cose necessariamente se non fosse presente un altro principio estraneo al bene ed antagonista, avrebbero dovuto al contrario essere parte già in principio del bene stesso.
1- Se fossero parte del bene stesso ci troveremmo di fronte ad un monismo ontologico e morale che nega l'esistenza del male, a meno che esso non sia parte del bene.
2- Se non fossero state parti del bene ma risultanti da una sua frantumazione, allora avrebbe dovuto presistere a tutte le cose, accanto al bene anche il male come principio originario. E qui si va verso un manicheismo ontologico e morale.
Recupero il punto 1. Se ragioniamo dal punto di vista della logica classica questo ragionamento è contraddittorio e quindi fallace: il male che è l'opposto del bene non può esserne pare (principio di identità e pricipio di non contraddizione). Però, se utiliziamo la logica moderna il discorso cambia: accanto al principio di non contraddizione infatti c'è quello di contraddizione, e ciò determina un ampliamento del principio di identità. In tal caso, il male come opposto potrebbe essere parte del bene. Tale principio logico cattura il reale. Nella vita degli uomini la contraddizione è la realtà e le distinzioni sono una struttura secondaria di ordine astratto, sorta per necessità di orientamento.
Cosa ne consegue? Che preesiste un unico principio generatore, come tu dici, ma che tale principio è indiviso e non connotato: sia bene che male succedono alla distinzione e non esistono prima. Nel momento in cui esistono sono distinti e opposti.
Il loro valore esistenziale e la loro stessa esistenza come significati dipendono dal loro essere opposti.
Sono riuscita a farmi capire? Tu vai molto indietro, io vorrei fare un ragionamento molto più banale sul dopo.

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20
NinfaEco
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Il piccolo mugnaio ha scritto:
Idem.. è fare l'amore con la psiche più profonda anche questo argomento.


Speriamo non sia frigida Sorriso Scemo

xmanx ha scritto:No no. Ninfa.
Sono i cattivi che hanno bisogno dei buoni. Per potersi sfogare. sadness
Anche, anche.

xmanx ha scritto:"Il nemico serve alla nostra identità".

Azz...stai a vedere che il berlusca gli serve per avere una identità scratch
......

Direi che è il contrario, visti gli argomenti che utilizza.
In ogni caso credo che nessuno dei politici italiani sappia, o abbia interesse a definirsi in altro modo.
Le identità politiche sono deboli... anzi direi inesistenti.
(per me in realtà sono tutti un unica entità che litiga per rincoglionirci e perseguire così altri fini che ci sono oscuri...
ma questo è un altro discorso)

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21
Pazza_di_Acerra
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Mi ha colpito quel "Il male serve al bene" perché mi sembra un concetto un po' bislacco. Niente può esistere senza il suo contrario, e quindi, più ches ervire, il male è indispensabile al bene, perché l'uno non può esistere senza l'altro. Per oggi basta, se no mi viene la meningite... party2

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22
Blasel
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Banned
Banned
E siamo al concetto del segno piu' e del segno meno....

buono - cattivo

nemico - amico

bello - brutto

alto - basso

grasso - magro

estremizzazioni derivanti dalla propria educazione personale

che possono esser messe sempre in discussione a seconda dell'interlocutore

ma sono veramente indispensabili?


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23
Don Chisciotte 83
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Tutor Corriere della Pera
Tutor Corriere della Pera
NinfaEco ha scritto:
marimba ha scritto:
[b]Non possiamo perdonare quelli a cui abbiamo fatto un torto, perchè ogni loro sguardo ci ricorda la nostra colpa.

Domanda serissima: ci credi?
Io no. Non l'ho mai visto accadere nella vita. In genere chi fa reali cattiverie è perchè può portarne il peso, o perchè non capisce che ha fatto, o perchè ciò che ha fatto rientra nei suoi schemi morali.

Concordo con Ninfa. La frase di Marimba, che mi pare di aver letto da qualche parte o sentito in qualche film, ha il suo fascino, ma poco corrisponde alla realtà, mi sembra più una frase consolatoria verso chi subisce dei torti.

Pazza_di_Acerra ha scritto:Mi ha colpito quel "Il male serve al bene" perché mi sembra un concetto un po' bislacco. Niente può esistere senza il suo contrario, e quindi, più ches ervire, il male è indispensabile al bene, perché l'uno non può esistere senza l'altro. Per oggi basta, se no mi viene la meningite... party2

Giusto, credo sia uno dei primi concetti che si insegnano a filosofia.
Se tutte le persone fossero buone, praticamente la parola buono non avrebbe significato, sarebbe la normalità e quindi sarebbe un'accezione non esistente.
Ciò non significa che il buono cerca il cattivo, per avere una sua identità, ma che non esisterebbe il concetto di buono (l'idea di buono per dirla alla Platone) senza quello di cattivo. Stesso discorso per male e bene, anzi è ancora più evidente. Se non esistesse il male, uno non potrebbe scegliere il bene, perché non avresti scelta.

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24
Pazza_di_Acerra
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
blasel ha scritto:E siamo al concetto del segno piu' e del segno meno....

buono - cattivo

nemico - amico

bello - brutto

alto - basso

grasso - magro

estremizzazioni derivanti dalla propria educazione personale

che possono esser messe sempre in discussione a seconda dell'interlocutore

ma sono veramente indispensabili?




SE non esistesse il male, sarebbe assai problematico dare una definizione di cos'è bene. Anzi, sarebbe proprio impossibile...

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25
The Royal
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Viandante Storico
Viandante Storico
NinfaEco ha scritto:

Cribbio...


Si, Ninfa, vedo di replicarti stasera poiche' le osservazioni da te sollevate sono rilevantissime ed ad esse non si puo' rispondere in un attimo. BeautyfulSuina

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