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Lettera aperta a Leda, un'amica.

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The Royal
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Lettera aperta a Leda, un'amica.

Messaggio Da The Royal il 08.11.10 19:24

Ciao Leda e buona gratificante serata. Ti premetto che ho indugiato un'po' prima di scriverti questa mia perche' da una parte non avrei voluto entrare nel tuo tema personale, e dall'altra, desideravo fare una chiacchrata con te in via ufficiosa considerando apertamente un tema conduttore cui tu spesso ti rifai anche a livello personale, e cioe' quello del disagio e della frustrazione esistenzialistica. E mi pare che tu in qualche modo ne stia pagando le conseguenze. Ti premetto anche che non faccio il telepredicatore e tantomeno l'apostolo, ma vorrei tentare di darti una mano per vedere se si riuscisse a farti impostare un modo di pensare e di agire che fosse in qualche modo liberatorio dei tuoi rimasugli passati. Ti pregherei altresi' di non darmi del cinico o del brutalista pragmatico, poiche' non intenderei certo tentare di convincerti ad assumere atteggiamenti spicciamente liquidatori di tutte le esperienze passate che come e' stato detto da qualcuono determinerebbero cio' che noi saremmo diventati adesso.Dico determinerebbero, poiche' il grado di influenza che essi determinano nel nostro presente dipendera' solo dal peso che noi vorremmo darle. Ed e' altresi' importante non permettere alle nostre nostalgie di sopraffarci piu' di tanto, poiche' se no si rischierebbe di nuovo taluni traumi alimentari che non ci procurerebbero assolutamente nulla di piacevole. Meglio sedersi a tavola e gustarsi una cenetta da noi preparata con i dovuti crismi, piuttosto che farsi prendere da stadi mentali negativi che potrebbero comprometterci alimentarmente in un modo poco piacevole.Dunque, noi davanti ai nostri problemi ed alle nostre relazioni vissute con le conseguenze talvolta terremotanti.Io ho una mia massima: Se necessario rompere con il passato, che non vuol dire rinnegare: vorrebbe semplicemente dire di non farsi sopraffare da un vissuto che non avesse dato i risultati aspettati. Altrimenti si cade in una catena di rimpianti che letteralmente ci affosserebbero senza che ne accorgessimo: o meglio, quando ce ne accorgessimo sarebbe tardi; saremmo cioe' in aperta crisi.Le persone che ci giudicano, ci criticano...ecc......ecc.....ad un certo punto le si tolgono dall'orizzonte della nostra vita senza farci condizionare emotivamente dalla loro presenza. Altrimenti diventera' un inferno dove avremo persino paura a respirare. Anzi, paradossalmente ti accorgerai che saranno piu' loro ad essere in soggezione con noi che non noi con loro. Perche' sarebbero loro gli sconfitti. Io se mi permetti e se fossi in te assumerei iniziative operative a mia misura senza dire un gran bel niente a chichessia, ma gestendo solo per me. Mi darai dell'egoista, ma vedi, forse talune altre persone non aspetterebbero altro che vedere un'altra persona nei guai. Adesso scusami ma vado a farmi una colossale frittata con il mio gira -frittate. Non e' ne una provocazione ne' una presa in giro. E' l'assecondare me stesso e se vuoi ne riparliamo piu' tardi......... BeautyfulSuina BeautyfulSuina BeautyfulSuina

Leda
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Re: Lettera aperta a Leda, un'amica.

Messaggio Da Leda il 11.11.10 22:56

Che dirti... Posso dirti che apprezzo il gesto, anche perché so che avere a che fare con me non è facile. Non è facile nemmeno per me.
Non mi è possibile mettermi a tavola con qualcuno per sostenere una bella conversazione sui massimi principi della mia vita.
Il mio cervello è logoro, la depressione maggiore che lo assale lo priva di ogni energia. Ogni energia positiva, quantomeno.
Parlo di lui in terza persona perché per me ormai è come una cosa esterna alla mia persona: va da solo, per conto suo. Il problema è che poi tutto il resto gli va dietro.
Se endorfine, serotonina e neurotrasmettitori decidono di non funzionare non c'è modo di far loro cambiare idea.
Ci sono i farmaci che stimolano, sì, con tanto di effetti collaterali.
C'è lo stile di vita sano, l'alimentazione, il movimento ma tutto crolla quando quella famigerata crisi depressiva ti attraversa come un terremoto togliendoti tutte le voglie, comprese quelle di mangiare e di bere acqua.
Ma il cervello va, motore impazzito. Va indietro di venti, trent'anni alla ricerca di tutto il male possibile. E mica solo il male che ha patito lui. NOOO. Si immedesima nel male dei bambini del terzo mondo, dei carcerati, dei prigionieri di guerra torturati, delle donne violentate, dei falliti con le loro frustrazioni. Tutto ricade all'interno del mio cervello in perenne attività.

Mi sono accorta, recentemente, che i colleghi con cui sto collaborando dal mese di febbraio non sanno nulla dei miei problemi. Ma io ho un carattere forte, mi impongo anche contro i dirigenti che stanno facendo cazzate.
E così il risultato è lo stesso: passo per pazza.
Però le cose le faccio funzionare.
E non posso prendermeli un giorno seduti ad un tavolo e dire loro: sapete io ho periodi di iperattività in cui lavoro per quattro (cosa che a loro va benissimo) e periodi di crisi nera in cui non riesco nemmeno ad alzarmi dal letto. Questo loro non lo capirebbero.

Depressione non è una giornata nera. E' tutta la vita che ti si sbriciola tra le mani all'improvviso, spesso senza motivo.
Poi passa, come ogni crisi acuta. Ed allora fai finta di niente. Ci riprivi a tirarti su. Però intanto ti accorgi che le cose intorno sono cambiate. Gli altri ti guardano come fossi un qualcosa non meglio identificato. La differenza tra me e gli altri, tra me e voi, è che io conosco queste crisi che mi fanno solo voglia di morire, voi, no. Ed io so che torneranno e ci saranno sempre nella vita: non si tratta di un periodo da superare.

Inconcepibile per me parlare di vacanze, vestiti, pranzi, fare programmi. Non ha senso e non ha motivo, se l'unico interesse è l'obbligo a restare in vita. Che poi obbligo....

Poi mi dicono: non ti scrivo perché se sei in crisi mi vomiti addosso di tutto. Però io non ti discrimino per i tuoi problemi, sai.... solo non voglio avere a che fare con te.

Mi è già successo in passato. Mi succede e mi succederà ancora.

Sto meditando se approcciarmi alla gente dicendo che ho una malattia cronica e degenerativa, tipo sclerosi multipla. Allora sì che agli occhi di tutti diventerei un'eroina: con tutto quel che ha è fin troppo brava....

Assumo quotidianamente quattro farmaci, ma ne dovrei assumere sei. Gli effetti collaterali si fanno sentire.
Mia maggior speranza è che finisca tutto molto presto...



Sono convinta che ti ho fatto passare la voglia di approfondire il discorso.
Cmq ho apprezzato il tuo slancio. Altri non l'avrebbero fatto....


Ultima modifica di Leda il 11.11.10 23:14, modificato 1 volta

The Royal
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Si, ho letto

Messaggio Da The Royal il 11.11.10 23:14


Ascolta, Leda, ho letto. Adesso devo andare a dormire perche' domattina mi alzo per lavoro. Continuiamo il discorso.Ne riparliamo. Io non sono moralmente vile e desidero discutere con amicizia e serenita' con te. A domani. BeautyfulSuina

Leda
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Re: Lettera aperta a Leda, un'amica.

Messaggio Da Leda il 11.11.10 23:18

The Royal ha scritto:
Ascolta, Leda, ho letto. Adesso devo andare a dormire perche' domattina mi alzo per lavoro. Continuiamo il discorso.Ne riparliamo. Io non sono moralmente vile e desidero discutere con amicizia e serenita' con te. A domani. BeautyfulSuina

Buonanotte a te. Io ora prendo una terza dose di sedativi, nella speranza che sia la volta buona che funzionino.
E non te la prendere se domani non mi ricorderò niente. I sedativi agiscono in vari modi, ivi compresi i vuoti di memoria.

Buonanotte.

The Royal
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Eccomi qui e scusa il ritardo

Messaggio Da The Royal il 12.11.10 22:20


Ciao, Leda, Se ne hai voglia e riprendendo dimmi: ma la tua e' una situazione che potrebbe essere cristallizzata e combattuta con il movimento, oppure e' destinata a peggiorAre sempre piu? scusa il ritardo ma dovevo rispondere altrove. BeautyfulSuina

Leda
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Re: Lettera aperta a Leda, un'amica.

Messaggio Da Leda il 12.11.10 22:28

Ad un certo punto si aprono due strade: la piena e totale dipendenza da farmaci che modulano un po' lo sprofondamento nella depressione cronica, oppure, per i più fortunati, il suicidio.
Se vai a vedere nella moltidine di personaggi storici, letterati, artisti vari ci troverai un sacco di gente a te nota gravata dalla depressione quel tanto da arrivare a levar la mano su di sé.
Solo che non è decoroso parlarne, metterla in questo modo, meglio far sembrare la persona colpevole della propria fragilità piuttosto che ammalata.
A me non serve andare lontano per conoscere soggetti come me, bollini blu, che hanno atttentato alla loro vita.
Ma cmq la cosa è di poca importanza per l'opinione pubblica. Se ne parla solo dopo. E dopo è tardi.
Ai familiari resta l'interrogativo sul perché l'avrà fatto.
Sarà mica stato perché stava male?
Ma noooo, ma se aveva tutto.....

The Royal
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Ascoltami per favore

Messaggio Da The Royal il 12.11.10 22:43

Ascolta Leda. Non ragionare cosi........non lo fare mai. Alcune settimane fa, tu mi parlasti di una camminata in montagna durata sei ore e questo mi fa molto piacere. Se hai avuto la forza di fare quella, avrai la forza di fare tante altrE cose, Sto comunicando con te ed avrei tanto piacere che tu non buttassi nella spazzatura la tua vita, Vivere e' bellissimo e lo e' anche per te, che ti confidi ed apri la tua persona al dialogo altrui, Se credi nelle camminate falle, E sopratutto rifatti una vita. Puoi farlo; ma non ti autocommiserare; sarebbe solo un clamoroso autogol. Ti ripropongo ancora una volta quell'immagine che io amo; ci andai un tempo ed lo lasciato li una parte della mia vita:devo ritornarci.
fOTO WIKI Papalini


Leda
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Re: Lettera aperta a Leda, un'amica.

Messaggio Da Leda il 12.11.10 22:54

Apprezzo il tuo interessamento, ma il mio caso è strettamente tecnico.
Io non sono sempre così. Le fasi down si alternano con quelle up in cui sto bene (alle volte fin tropppo!), vivo normalmente e rinnego ciò che ho fatto e detto (e scritto) quando ero down.
La mia vita è così da 5 anni, dal tempo del fattaccio. Non cambierà in futuro.
Vivrò farmaco dipendente, ben che vada. E pregherei chiunque fosse munito di buonissime intenzioni di convincemi del contraio, di non farlo. E' come dire ad una persona non vedente che recupererà la vista con un intervento, quando questa sa che non sarà possibile.
Basta, me la sono messa via: ho un disturbo dell'umore che mi porterò dietro e che condiziona ogni momento della mia vita.
Il lavoro, lo studio, le amicizie, i rapporti familiari, ma soprattutto i momenti in cui sono sola. Insopportabili per me e per il mio cervello che vaga alla ricerca di ciò che possa farmi male. Lo devo fermare con la chimica.

No, non guarirò, nemmeno dall'insonnia che è cronica.
Vivrò così e mi dispiace per chi dovrà avere a che fare con me.

The Royal
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Intanto vivrai

Messaggio Da The Royal il 12.11.10 23:02

Leda ha scritto:

Vivrò così e mi dispiace per chi dovrà avere a che fare con me


Intanto vivrai, e questo e' gia' moltissimo. Poi vediamo un'po' di cambaire modo di pensare, ma adesso scusami:rivado a dormire perche' domattina.......

Notte ed a domani.

Leda
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Re: Lettera aperta a Leda, un'amica.

Messaggio Da Leda il 12.11.10 23:07

Ma come fate a dormire? A me sembra un miracolo come volare senza ali.
Non ricordo più cosa voglia dire avere sonno.
Alle volte ho l'impressione di non essere più umana.

Lalabel
Viandante Residente
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Re: Lettera aperta a Leda, un'amica.

Messaggio Da Lalabel il 12.11.10 23:22

Leda ha scritto:Ma come fate a dormire? A me sembra un miracolo come volare senza ali.
Non ricordo più cosa voglia dire avere sonno.
Alle volte ho l'impressione di non essere più umana.


sei semplicemente in una fase no della tua vita, io mi sono fatta mesi mesi e mesi, a letto per un problema fisico a una gamba, e credici sono rimasta mesi mesi e mesi che forse dormivo un ora al giorno - 24 ore che parevano una settimana, giornate interminabili costellate da una miriade di paranoie, paure, pianti, e bruttissimi pensieri

il televisore mi ha fatto da amico, amante, confidente, suggeritore, psicologo, intrattenitore, quant' altro nn ti immagineresti mai
ancora oggi nn riesco a prendere sonno prima delle 3-4 di mattina (x poi svegliarmi alle 7) a causa di quel traumatico periodo
Forse un giorno ne parlerò con il coraggio con cui tu stai aprendoti (beata te che ci riesci)

una cosa sola sono riuscita a capire, nn vale mai la pena mollare, mai - la vita' è troppo importante e bella per fartela rovinare senza lottare


e ora ho un paio di pieni di lavatrice da far girare - ora o mai più cool

Leda
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Re: Lettera aperta a Leda, un'amica.

Messaggio Da Leda il 13.11.10 14:03

Lalabel ha scritto:sei semplicemente in una fase no della tua vita, io mi sono fatta mesi mesi e mesi, a letto per un problema fisico a una gamba, e credici sono rimasta mesi mesi e mesi che forse dormivo un ora al giorno - 24 ore che parevano una settimana, giornate interminabili costellate da una miriade di paranoie, paure, pianti, e bruttissimi pensieri

No, ti prego, risparmiami frasi di convenienza. La mia patologia non è curabile. La mia insonnia è cronica. Decido quando dormire così come decido quando mangiare, a differenza, però, che l'appetito a volte lo sento, il sonno mai.
Ho già provato a restiste ad oltranza senza farmaci: è la strada buona che conduce dritti dritii alla pazzia.
Per cui vi prego di evitarmi consigli del genere. E' come dire ad un diabetico che se rinuncia ad una goccia al giorno di insulina, alla fine potrà farne a meno.

Leda
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Re: Lettera aperta a Leda, un'amica.

Messaggio Da Leda il 14.11.10 20:14

Non hai più niente da dirmi, vero amico?
Ho spossato pure te.

Non c'è soluzione.
O forse una sì.

The Royal
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Ho tantissimo da dirti

Messaggio Da The Royal il 14.11.10 21:24

Leda ha scritto:Non hai più niente da dirmi, vero amico?
Ho spossato pure te.


Non mi hai assolutamente spossato ed ho tantissimo da dirti. Solo che oggi ero impegnato e veramente stavo tenendo d'occhio il thread del diagramma. Ritornando a noi e non mi permetterei mai di fare ironia ,ti indicherei di non avere un modo di pensare cosi' catastrofico. Mi dicesti che avevi fatto sei ore di camminata in montagna......sei ore e se uno non ha i muscoli a posto si ammucchia come uno straccio, Voglio raccontarti il sogno stranissimo di stanotte. Non so come mai dovevo arrampicarmi su semplici scale in compagnia di immigrati rumeni......improvvisamente queste scale incominciavano a dare segni di cedimento, ma io dicevo, facciamo piano ragazzi che ci riusciamo.....e riuscivamo a non cadere. Mai fatto un sogno cosi'......

Leda
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Re: Lettera aperta a Leda, un'amica.

Messaggio Da Leda il 17.11.10 22:25

Non ricordo i sogni, solitamente, saranno i sedativi (ho vuoti di memoria in generale). Cmq i miei sogni ricorrenti sono sempre gli stessi: essere inseguita da nazisti che mi voglio portare in un campo di concentramento; perdere i denti; ladri in casa che mi portano via gli oggetti di valore affettivo. Dei soldi non mi importa niente.
Direi incubi i miei, più che sogni.

    La data/ora di oggi è 25.10.14 5:12