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Fobia delle donne?

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1
RevolutionHope

Viandante Residente
Viandante Residente
Io non so neanche se sarà d'aiuto scrivere su un forum i miei problemi, ma a questo punto sinceramente non ho più nulla da perdere.

Ho 28 anni, sono un bel ragazzo (dentro e fuori) eppure sono passati cinque anni dall'ultima volta che ho fatto sesso con una donna (forse dovrei dire che ci ho provato)

Ho passato un infanzia super ansiosa, con mio padre che seminava terrore in tutta la casa contro mia madre e mie sorelle, inculcandomi (secondo lui educandomi) di stare bene attento alle donne.

Per tutta l'adolescenza non ho mai avuto a che fare con nessuna ragazza, se non qualche tentativo goffo e forzato di approccio (con conseguente e scontato insuccesso). La prima opportunità è arrivata a 22 anni, non vi dico in quale stato confusionale vivevo quel primo periodo di approccio, contornato da una serie di defaillance una dietro l'altra.

Ma io sono sempre scappato non appena si presentava la minima opportunità (questo tutt'ora più che mai!). Dico che quella ragazza era un opportunità perché lei ha saputo capirmi, tanto che sono arrivato a farci l’amore. Anzi, a provare a fare l’amore visto quello che mi capita a letto. Dopo un anno però anche lei se ne è andata per il mio comportamento impossibile.

Non so cosa fare. Credo di avere una fobia delle donne.
Non so come comportarmi.

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2
Shri_Radha
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Cosa vuol dire "dato quello che combino a letto"?

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3
RevolutionHope

Viandante Residente
Viandante Residente
Vuole dire che non non mi si alza o non arrivo o arrivo subito.
Ti interessa solo quello?

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4
Shri_Radha
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Guarda che sei tu che hai scritto.
Io ti ho solo fatto una domanda, madonna !

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5
RevolutionHope

Viandante Residente
Viandante Residente
Io ho risposto che non è la sola cosa.

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6
falansterio
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
@Shri_Radha ha scritto:Cosa vuol dire "dato quello che combino a letto"?
Veramente aveva scritto "visto quello che mi capita a letto".

@RevolutionHope ha scritto:Io ho risposto che non è la sola cosa.
Per quanto tu non avessi scritto esattamente la stessa cosa, hai ben inteso. Ciò dovrebbe quantomeno rassicurarti sul fatto di avere una testa che funziona.
Aggiungo -mal comune mezzo gaudio- che non sei il primo ad avere un padre terrorizzante (oggettivamente o visto come tale non fa differenza) e un'ansia da prestazione acuita dalle esperienze pregresse. A parte tutto questo, cos'altro dovremmo sapere?
Vedi, al medico e all'avvocato bisogna dire tutto. Con calma, steso sul lettino, senza nessuna fretta. Altrimenti è inutile andarci, se non controproducente.

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7
Don Chisciotte 83
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Tutor Corriere della Pera
Tutor Corriere della Pera
Spiega meglio "comportamento impossibile".

Quello che ti capita a letto (a meno di problemi fisici, che però non sembra il tuo caso) è conseguenza dello stato emotivo e psicologico in cui ti trovi.
Prima di pensare al sesso devi risolvere i tuoi problemi psicologici (non sto dicendo che sei pazzo :p ), il resto verrà da sè.

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8
Silentio

Viandante Storico
Viandante Storico
muahahahahahahahahahhahahah

Ti sei iscritto nel forum sbagliato, se vuoi ti indicherò la retta via della National Misoginy Society.
E non dimenticar gli insegnamenti di tuo padre, lui conosceva le insidie delle arpie femmine. L'esser stato lontano da loro è un dono!

Chiuso off topic, in attesa di notizie (qualora voglia) più esaustive.

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9
Ospite
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Ospite
@RevolutionHope ha scritto: Io non so neanche se sarà d'aiuto scrivere su un forum i miei problemi, ma a questo punto sinceramente non ho più nulla da perdere.

Ho 28 anni, sono un bel ragazzo (dentro e fuori) eppure sono passati cinque anni dall'ultima volta che ho fatto sesso con una donna (forse dovrei dire che ci ho provato)

Ho passato un infanzia super ansiosa, con mio padre che seminava terrore in tutta la casa contro mia madre e mie sorelle, inculcandomi (secondo lui educandomi) di stare bene attento alle donne.

Per tutta l'adolescenza non ho mai avuto a che fare con nessuna ragazza, se non qualche tentativo goffo e forzato di approccio (con conseguente e scontato insuccesso). La prima opportunità è arrivata a 22 anni, non vi dico in quale stato confusionale vivevo quel primo periodo di approccio, contornato da una serie di defaillance una dietro l'altra.

Ma io sono sempre scappato non appena si presentava la minima opportunità (questo tutt'ora più che mai!). Dico che quella ragazza era un opportunità perché lei ha saputo capirmi, tanto che sono arrivato a farci l’amore. Anzi, a provare a fare l’amore visto quello che mi capita a letto. Dopo un anno però anche lei se ne è andata per il mio comportamento impossibile.

Non so cosa fare. Credo di avere una fobia delle donne.
Non so come comportarmi.
Direi che la tua è timidezza d'amore. Non è cosa grave, però se ti ci attorcigli attorno ti ritrovi in un groviglio dal quale ti sarà impossibile uscirne fuori.

Ecco: http://it.wikipedia.org/wiki/Timidezza_d%27amore

Purtroppo ho cercato nella Treccani e nella DeAgostini ma non c'era la voce, c'è solo sulla non troppo attendibile Wikipedia, ma è sempre qualcosa.

Di più non so che dirti.

Buona fortuna.
Ciao.

10
Ospite
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Ospite
@RevolutionHope ha scritto: Io non so neanche se sarà d'aiuto scrivere su un forum i miei problemi, ma a questo punto sinceramente non ho più nulla da perdere.

Ho 28 anni, sono un bel ragazzo (dentro e fuori) eppure sono passati cinque anni dall'ultima volta che ho fatto sesso con una donna (forse dovrei dire che ci ho provato)

Ho passato un infanzia super ansiosa, con mio padre che seminava terrore in tutta la casa contro mia madre e mie sorelle, inculcandomi (secondo lui educandomi) di stare bene attento alle donne.

Per tutta l'adolescenza non ho mai avuto a che fare con nessuna ragazza, se non qualche tentativo goffo e forzato di approccio (con conseguente e scontato insuccesso). La prima opportunità è arrivata a 22 anni, non vi dico in quale stato confusionale vivevo quel primo periodo di approccio, contornato da una serie di defaillance una dietro l'altra.

Ma io sono sempre scappato non appena si presentava la minima opportunità (questo tutt'ora più che mai!). Dico che quella ragazza era un opportunità perché lei ha saputo capirmi, tanto che sono arrivato a farci l’amore. Anzi, a provare a fare l’amore visto quello che mi capita a letto. Dopo un anno però anche lei se ne è andata per il mio comportamento impossibile.

Non so cosa fare. Credo di avere una fobia delle donne.
Non so come comportarmi.

Cerco di andare coi piedi di piombo, se divento invadente tu dimmelo senza problemi, ok? Però per capire ti faccio delle domande.
Parto col chiederti che cosa esattamente ti ha inculcato tuo padre sulle donne, il motivo per cui stare attenti a loro, e che influenza tutto questo ha avuto su di te, nel senso se hai trovato un riscontro in quanto lui ha cercato di infilare nella tua testa o se, razionalmente, pensi che non avesse ragione.

11
RevolutionHope

Viandante Residente
Viandante Residente
[quote="Don Chisciotte 83"]Spiega meglio "comportamento impossibile".

Le davo la colpa di tutto e anche che non le dimostravo un cazzo.
Mi veniva l'ansia ad avere lei vicino, a sapere che ci sarebbe stata perchè non sapevo cosa fare ma anche al pensiero che poteva di colpo non esserci.
La mettevo alla prova sempre e non mi andava mai bene ciò che faceva.
Infondo sapevo che era sincera, ora lo so ma prima no, o forse mi angosciava anche quello.
Se andavamo in giro ero angosciato perchè non sapevo come si faceva a stare in giro tanto con lei e cosa dire e fare.
Mi continuavo a chiederle se la amassi o se fosse un'illusione e, quando credevo fosse una illusione le esternavo dei giudizi negativi su di lei.
Però anche di questo dubbio le parlavo. Se era vicina questo succedeva, se era lontana invece mi sparivano i dubbi ma ero fondamentalmente anche incazzato con lei.

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12
Ospite
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Ospite
Maronna mia! Un bel casino davvero.

13
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Ospite
Secondo me il problema è proprio questo: che tu la metti alla prova. A che scopo? Cosa vuoi? Di che hai paura?
Se ti fai bloccare dalla paura di soffrire non combinerai mai nulla. Chi non risica non rosica. E la sofferenza fa parte della vita, bisogna accettarla.

Una persona non può agire sempre come tu ti aspetti, perché ha un altro cervello diverso dal tuo. Quindi se vuoi un consiglio, finiscila con questi tuoi timori infantili (te lo dico affettuosamente BeautyfulSuina ) e accettala per come è, se ti piace davvero.
Altrimenti, se non ti piace, passa oltre.

Nietzsche fa dire al suo Zarathustra: "Quando non sei più capace di amare qualcosa passa oltre". Il che vorrebbe anche dire: "Quando sei capace di amare qualcosa non passare oltre", tranne per alcuni motivi gravi, ovviamente.
Credo che sia azzeccatissima.



Ultima modifica di Pepp il Lun 1 Nov 2010 - 15:47, modificato 2 volte

14
Ospite
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Ospite
Pepp ha scritto:Secondo me il problema è proprio questo: che tu la metti alla prova. A che scopo? Cosa vuoi? Di che hai paura?
Se ti fai bloccare dalla paura di soffrire non combinerai mai nulla. Chi non risica non rosica. E la sofferenza fa parte della vita, bisogna accettarlo.

Quindi se vuoi un consiglio, finiscila con questi tuoi timori infantili (te lo dico affettuosamente BeautyfulSuina ) e accettala per come è, se ti piace davvero.
Altrimenti, se non ti piace, passa oltre.

Nietzsche fa dire al suo Zarathustra: "Quando non sei più capace di amare qualcosa pasa oltre".
Credo che sia azzeccatissima.

Razionalmente parlando è tutto molto facile, quando il tutto tocca l'intimo e qualcosa di ben radicato in noi, arriva il difficile. Non essendo una psicologa mi viene solo da dire che si dovrebbe cominciare dal capire che cosa il padre gli ha inculcato, quanto quello che gli è stato "educato" si sia radicato in lui ed abbia trovato nutrimento. Dall'altra parte non è di certo facile stare con una persona che ti mette continuamente alla prova, perchè porta anche l'altra persona alla frustrazione ed all'insicurezza. Di norma, poi, si instaura il giochino: nel momento in cui l'altro si stanca di questa condizione, chi la mette in atto invece gli si avvicina di più per non farlo scappare. Non so se è stato il caso di revolution, ma vedo che spesso funziona così, ed anche questo risulta essere destabilizzante.

15
Don Chisciotte 83
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Tutor Corriere della Pera
Tutor Corriere della Pera
CignoNero ha scritto:
Pepp ha scritto:Secondo me il problema è proprio questo: che tu la metti alla prova. A che scopo? Cosa vuoi? Di che hai paura?
Se ti fai bloccare dalla paura di soffrire non combinerai mai nulla. Chi non risica non rosica. E la sofferenza fa parte della vita, bisogna accettarlo.

Quindi se vuoi un consiglio, finiscila con questi tuoi timori infantili (te lo dico affettuosamente BeautyfulSuina ) e accettala per come è, se ti piace davvero.
Altrimenti, se non ti piace, passa oltre.

Nietzsche fa dire al suo Zarathustra: "Quando non sei più capace di amare qualcosa pasa oltre".
Credo che sia azzeccatissima.

Razionalmente parlando è tutto molto facile, quando il tutto tocca l'intimo e qualcosa di ben radicato in noi, arriva il difficile. Non essendo una psicologa mi viene solo da dire che si dovrebbe cominciare dal capire che cosa il padre gli ha inculcato, quanto quello che gli è stato "educato" si sia radicato in lui ed abbia trovato nutrimento. Dall'altra parte non è di certo facile stare con una persona che ti mette continuamente alla prova, perchè porta anche l'altra persona alla frustrazione ed all'insicurezza. Di norma, poi, si instaura il giochino: nel momento in cui l'altro si stanca di questa condizione, chi la mette in atto invece gli si avvicina di più per non farlo scappare. Non so se è stato il caso di revolution, ma vedo che spesso funziona così, ed anche questo risulta essere destabilizzante.

Mi trovo d'accordo sia con Peppaccio che con Cigno.
Il mettere alla prova è una cosa terribile da affrontare. Capisco le difficoltà di fidarsi degli altri, visto quante persone false e ipocrite ci sono al mondo, però se vuoi vivere bene un amore ad un certo punto devi darle fiducia e goderti tutto quello che quell'amore può darti senza angosciarti continuamente e senza angosciare lei.

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Ospite
CignoNero ha scritto:Di norma, poi, si instaura il giochino: nel momento in cui l'altro si stanca di questa condizione, chi la mette in atto invece gli si avvicina di più per non farlo scappare. Non so se è stato il caso di revolution, ma vedo che spesso funziona così, ed anche questo risulta essere destabilizzante.
Verissimo, purtroppo! E quanto so' pallosi sti giochini! testata contro il mu

17
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Scusa Revolution, ma di tutto questo non puoi parlarne con la diretta interessata? Non lo hai mai fatto per caso? confused

18
Don Chisciotte 83
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Tutor Corriere della Pera
Tutor Corriere della Pera
Pepp ha scritto:Scusa Revolution, ma di tutto questo non puoi parlarne con la diretta interessata? Non lo hai mai fatto per caso? confused

Credo che lei se ne sia andata da diversi anni, da come scrive.

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19
Ospite
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Ospite
Ah beh, allora...

Comunque, speriamo che nel frattempo sia maturato e maturi ancora mettendo da parte le sue insicurezze. E che magari la prossima volta gli vada meglio.

Gli faccio i miei migliori auguri.

20
Silentio

Viandante Storico
Viandante Storico
Pepp ha scritto:Secondo me il problema è proprio questo: che tu la metti alla prova. A che scopo? Cosa vuoi? Di che hai paura?

Mi reco dal concessionario tutto entusiasta: evviva evviva, ho dovuto sudare sette camire, fare grandi sacrifici per poter mettere qualcosa da parte per questo tanto ambito acquisto.

Per alcuni è un acquisto come tanti, c'è chi l'auto la cambio una volta l'anno per il solo gusto di avere l'ultimo modello, cosa ben diversa da qualsivoglia passione per i motori.
Ma quella sarà la mia auto, quella che ho tanto sudato per avere e che tratterò con passione e scrupolosa premura (manutenzioen ordinaria, straordinaria, tagliandi, ed anche qualche vezzo tuning per svecchiarla negli anni futuri).
E' importante, lo capisci? mi permetterà finalmente di spostarmi, di sentirmi libero.
E la passione verso questa futura auto è tanto più forte quanto la necessità di fare un buon acquisto, di provarla, testarne le prestazioni, i consumi, la comodità.
Oramai, è ciò che mi rimane di valore ed a giusto o torto, non posso lasciarmi in un acquisto sbagliato. Qualora dovvessi scoprire che ha un motore ciofeca o peggio ancora che dovessi spostarmi col timore che mi rimanga a piedi, non riuscirei a reggere al colpo. Mi sentirei ingannato in rapporto a come io mi do all'auto (pensa, la lavo pure io, puah, non permetto a dei fediti spazzoloni di violentare la sua carrozzeria).

Forse è anche egoismo, o forse un riscatto di qualcosa che non si è avuto. Ma resto convinto che in fondo sia un valore di chi non cerca altro che una certa senerità, senza troppi artefizi o inutili travolgenti o numerose storie.

Detto questo, il miglior consiglio che posso dare a RevolutionHope, contrariamente a quanto si sta facendo (poichè, come in un gran teatro, è facile restare comodamente seduti sulla poltrona, giudicando la recita della vita altrui), è di smetterla di trovare una soluzione nel virtuale!
Se cencavi un luogo di sfogo, libero di farlo, ma evita (e te lo dico perchè è atroce il tormento che ne potrà derivare) di dar adito alla spettacolarizzazione della tua vicenda.
Quindi affrontala dal vivo, rivolgiti ad un buon psicoterapeuta se ne senti il bisogno e, senza vergognartene, esponigli le dinamiche, senza fretta di risolvere, ma comunque tenaci.
Infine, ricorda che non esiste cosa sia meglio o peggio fare in determinate situazioni; è la prima volta, parti consapevole che inevitabilmente qualcosa sbaglierai, cadrai, ma capirai perchè sei caduto e terrai a mente l'insegnamento. E, facendo figuracce, piccoli errori che sicuramente assorbirai con difficoltà, ti muoverai da uno stato che ti trascina sempre più verso l'isolamento. Anche perchè le relazioni sentimentali sono solo le conseguenze più evidenti e avvertibili dal punto di vista fisico e spichico, di cause che possono avere radici più profonde.
Come disse una Musa: c'è chi ha 18 anni è molto più avanti di te, come chi a 30 ha molto ancora da imparare rispetto a te, ciò che conta è iniziare a muovere i primi passi nella vita. Le chiedo scusa per questa appropriazione indebita, ma molto è farina del suo sacco.

Ora, come di consueta mia nuova abitudine, andate tutti a farvi fottere.



Ultima modifica di Silentio il Lun 1 Nov 2010 - 17:56, modificato 1 volta

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21
Ospite
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Ospite
Ma una persona mica è come un auto. Suspect

22
Silentio

Viandante Storico
Viandante Storico
Certo che no. Attraverso le riviste dedicate è molto più semplice farsi un'idea delle potenzialità di quell'auto e non rimanerne delusi. Poi, oggi sono tutte proggettate per durare più o meno 150-200mila km (ahimè non come una volta). Tutto sta a noi, con una una buona manutenzione (tagliandi secondo le scadenze prefissate), una guida corretta (non accellerare quand'è fredda, spece se dotata di turbocompressore) ecc ed ecc ed ecc, difficilmente ci deluderà. Secondo te, un'arpia femmina è così affidabile?

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23
Gèca

Viandante Storico
Viandante Storico
@RevolutionHope ha scritto: Io non so neanche se sarà d'aiuto scrivere su un forum i miei problemi, ma a questo punto sinceramente non ho più nulla da perdere.

Ho 28 anni, sono un bel ragazzo (dentro e fuori) eppure sono passati cinque anni dall'ultima volta che ho fatto sesso con una donna (forse dovrei dire che ci ho provato)

Ho passato un infanzia super ansiosa, con mio padre che seminava terrore in tutta la casa contro mia madre e mie sorelle, inculcandomi (secondo lui educandomi) di stare bene attento alle donne.

Per tutta l'adolescenza non ho mai avuto a che fare con nessuna ragazza, se non qualche tentativo goffo e forzato di approccio (con conseguente e scontato insuccesso). La prima opportunità è arrivata a 22 anni, non vi dico in quale stato confusionale vivevo quel primo periodo di approccio, contornato da una serie di defaillance una dietro l'altra.

Ma io sono sempre scappato non appena si presentava la minima opportunità (questo tutt'ora più che mai!). Dico che quella ragazza era un opportunità perché lei ha saputo capirmi, tanto che sono arrivato a farci l’amore. Anzi, a provare a fare l’amore visto quello che mi capita a letto. Dopo un anno però anche lei se ne è andata per il mio comportamento impossibile.

Non so cosa fare. Credo di avere una fobia delle donne.
Non so come comportarmi.

Cercherò di scrivere senza essere troppo "crittografata", a volte mi succede.

Ad ascoltare quanto avveniva in casa, c'ho perso molto tempo e molte forze.
Dico che le ho perse, perché non sono state incanalate verso qualcosa di costruttivo per me, mai.
Ovviamente sono discorsi a posteriori, quindi prendili con le pinze perché io non sono arrivata ancora a capire nulla di certi meccanismi.

Personalmente se mai ho avuto un momento di sicurezza in qualcosa, questo è crollato a causa di qualcuno che aveva, in parte per la sua posizione, in parte perché ritenevo che fosse "cosa giusta", il potere di dirmi quanto, come e dove non andassi bene. La figura paterna, appunto.
Forse puoi ben immaginare la sensazione di chi costruisce qualcosa, tipo come succedeva coi mattoncini, e di qualcuno che viene a romperti tutto quanto hai fatto.

La mia vita sentimentale è sempre stata all'insegna del timore di essere ferita e di ferire.
Inevitabilmente sono capitate entrambe le cose.

Anni fa mi è successo di vivere un'esperienza poco piacevole ( e sto indorando la pillola a me stessa ) dopo la quale mi riusciva difficile anche solo camminare accanto ad un amico.
Ricordo che mi venne a trovare, a distanza di un paio di mesi da quell'esperienza, un amico toscano e credo che si sia accorto della mia difficoltà ad averlo vicino visto che lo tenevo ad una certa distanza "di sicurezza".
Lui non c'entrava niente, ma sentivo a pelle il fastidio di un uomo che mi camminava accanto.
Costituiva una minaccia, anche se non sono un fuscello, nè uno scricciolo, ma in qualche modo quell'esperienza negativa mi ha paralizzata, freddata.

So che ho vissuto dei momenti preziosi prima di quell'avvenimento ed a volte credo che sia irripetibile la possibilità di star bene con qualcuno, ne sono quasi convinta ...

Volevo dirti che, purtroppo e per fortuna, il percorso è qualcosa di un po' lungo e non sempre panoramico;
non sempre nel vivere c'è un vento favorevole, nè un sole tiepido, nè ci sono sempre passeri che cinguettano, a volte ci sono parecchi piccioni che la fanno dappertutto però ... in tutto questo giro, tutto quello che ci resta, e che ci serve ( ma solo come punto di partenza ), siamo noi.

A me a volte pare davvero poco,
questa "me stessa",
non mi basta granché.
Ma è quello che c'è e non me ne accontento,
ma di spazzarla fuori di casa non mi va.
Non più.

Questo è. :)

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24
RevolutionHope

Viandante Residente
Viandante Residente
non sei il primo ad avere un padre terrorizzante (oggettivamente o visto come tale non fa differenza) e un'ansia da prestazione acuita dalle esperienze pregresse. A parte tutto questo, cos'altro dovremmo sapere?

La fai facile tu senza sapere le cose. So che molti sono stati peggio di me e cerco di imparare da queste persone che comunque riescono. A me invece è andata così. Guarda che se hai mangiato merda per una vita capire che non si mangia è già un lavoro. Su mio padre hai avuto un impressione sbagliata. Io che ero l’unico maschio ero il figlio amato. Non mi ha trattato male. Mi ha educato in modo che mi andasse meglio che a lui in base a quello che gli era capitato. Ora so che ha fatto molti sbagli ma a fin di bene, quindi mai gli dare la croce dei miei problemi.
Pepp ha scritto:Direi che la tua è timidezza d'amore. Non è cosa grave, però se ti ci attorcigli attorno ti ritrovi in un groviglio dal quale ti sarà impossibile uscirne fuori.
Ho letto e starei bene se fosse quella cosa. Sembrerà che mi aggroviglio, ma in realtà io sento così anche se non voglio perché mi fa stare male. Ho anche provato a fare finta di niente. Resto uguale.
Pepp ha scritto:Secondo me il problema è proprio questo: che tu la metti alla prova. A che scopo? Cosa vuoi? Di che hai paura?
Se ti fai bloccare dalla paura di soffrire non combinerai mai nulla. Chi non risica non rosica. E la sofferenza fa parte della vita, bisogna accettarla.

Hai ragione è così. Solo se provi conosci con la tua testa e puoi sapere. Mio padre ha avuto la sua esperienza e quella ha insegnato. Io lo stesso devo fare e farmene una, se non potrò mai nemmeno insegnare nulla. Però io non riesco davvero. Va tutto bene se sono lontane ma se cercano di entrare nel mio spazio io salto. Più lo voglio più salto. Inizio ad avere comportamenti che fanno scappare e confermo tutte le mie paure. Io però in quel momento non lo capisco. Penso cose opposte insieme, così mi comporto in modo caotico o anche vedo nei loro comportamenti modi per costringermi e ricattarmi. Se potessi almeno soffrire sarebbe meglio: io odio.
@Gèca ha scritto:
Volevo dirti che, purtroppo e per fortuna, il percorso è qualcosa di un po' lungo e non sempre panoramico;
non sempre nel vivere c'è un vento favorevole, nè un sole tiepido, nè ci sono sempre passeri che cinguettano, a volte ci sono parecchi piccioni che la fanno dappertutto però ... in tutto questo giro, tutto quello che ci resta, e che ci serve ( ma solo come punto di partenza ), siamo noi.


Mi dispiace che tu sia stata male a causa di persone disoneste e nel tuo caso dici bene.
Il mio caso è diverso perchè vivo da tanto solo per me che mi sento come uno che non cammina da anni e che ha le gambe senza muscoli per camminare incontro a una donna. Non so nemmeno come sia poi rimanerci lì, invece alla sedia a rotelle sono abituato.

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25
Gèca

Viandante Storico
Viandante Storico
@RevolutionHope ha scritto:Mi dispiace che tu sia stata male a causa di persone disoneste e nel tuo caso dici bene.Il mio caso è diverso perchè vivo da tanto solo per me che mi sento come uno che non cammina da anni e che ha le gambe senza muscoli per camminare incontro a una donna. Non so nemmeno come sia poi rimanerci lì, invece alla sedia a rotelle sono abituato.

Beh, penso che ogni situazione sia diversa dall'altra: ho solo parlato di una mia esperienza.
Ci si può sentire "immobilizzati" dalla paura anche se si fa vita sociale o se s'incontrano delle persone.
Se dovessi fare il conto degli anni che sono stata e da quanto sono da sola non credo che, per me, sarebbe costruttivo.

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