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Superstizioni e idolatria.

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1
Sara Mori
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Viandante Forestiero
Viandante Forestiero
L'uomo non è mai ateo,è solo idolatra ed assolutizza i bisogni che ha come animale o strane "divinità"(basti pensare a superstizioni,credenze ritualità).Non accettiamo i mali del mondo davanti a cui ci sentiamo impotenti e il Dio di cui ci hanno parlato sembra deluderci,Ci lamentiamo di Dio che non fa andare tutto bene ,che non impedisce mali e brutture ma non ci rendiamo conto che noi siamo fuori dal Suo mondo(per nostra scelta.Abbiamo abbandonato un Regno perfetto per vivere con le nostre forze(come i figli che lasciano i genitori e si mettono nei guai!)Il Regno di Dio dobbiamo riconquistarcelo a fatica(partendo dalla croce),non perché Dio è sadico ma perché siamo nel regno del male in cui c'è il dolore e noi dobbiamo combattere giorno dopo giorno!Un'arma potente l'abbiamo:Gesù e il suo insegnamento!Quando si dice "Sia fatta la Tua Volontà"si invoca il bene(perchè questa è la Volontà di Dio);noi invece la intendiamo come una rassegnazione ad un capriccio divino.Quando le cose vanno bene è merito nostro,quando vanno male diamo la colpa a Dio che dovrebbe spianarci tutte le vie,fare giustizia e proteggerci da ogni inconveniente come se fossimo ancora con Lui.Ecco allora che ci creiamo i nostri IDOLI dando valore assoluto a qualunque realtà al di sotto di Dio.Idoli sono:la scienza(che pretende di spiegare tutto),la carriera(prevalere a tutti i costi),la legge(assicurazione di vita come per gli antichi Ebrei),l'ordine pubblico,la giustizia(fine a se stessa),la prestanza e la forza fisica,la salute,la ricchezza,le varie ideologie,la politica il nazionalismo,la considerazione degli altri...sono tutti un universo di valori maligni perché impazziti e che portano ad una degenerazione spirituale ma anche a tanti mali del mondo (guerre,fame dovuta all'egoismo di molti,catastrofi dovute ad azioni irresponsabili).Spesso l'uomo si proclama ateo anche a causa dei cosiddetti comandamenti.La parola comandamento è errata.Dio non comanda ma consiglia di fare ciò che è considerato utile per la nostra serenità e che può evitarci tanti guai e disgrazie.Si può dire che un papà è stato cattivo perchè il figlio imprudente ha avuto un incidente di macchina?Certo avrebbe potuto tenerlo a casa,impedirgli di usare la macchina ma il figlio avrebbe preteso la sua libertà.Così siamo noi nei confronti di Dio.L'essere umano per principio rifiuta ogni comando fin da piccolo,anche se è per il suo bene.Non riuscendo a rispettare questi consigli e non volendosi dimostrare incapace(il solito orgoglio!) l'uomo li rifiuta del tutto.La paura di Dio è un danno per la salute spirituale.Senza paura di Dio neanche la morte ci spaventerebbe perché non sarebbe più un limite assoluto ma l'accetteremmo come ricongiungimento con lo Spirito Generatore,sorgente della nostra esistenza.Credere a Dio come ad un "dispensatore di benessere"equivale a credere ad un idolo o oggetto di superstizione a cui si danno onori e colpe a seconda della situazione.La"grandezza enorme",lo"splendore assoluto",il"terribile aspetto" sono caratteristiche di un idolo, dell'immagine satanica di Dio che l'uomo si fa ed è comune a tutte le degenerazioni religiose.L'uomo ha la mania di grandezza(forse perché si sente piccolo)Non è detto che forza fisica e potere risiedano nella grandezza(pensiamo all'energia nucleare e da dove proviene o ad un esile filo d'erba che spacca la pietra!)

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2
Lucio Musto
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Dici delle cose molto belle e parecchio condivisibili, anche se a mio avviso occorre aggiungere qualcosa, che è già è insita nella prima frase del tuo post "l'uomo non è mai ateo", ma che a mio avviso meriterebbe una maggior completezza, spiegando "perché" effettivamente non lo è, e non potrebbe esserlo, data la sua natura.

Forse, avendone il tempo ci tornerò su, dicendo la mia.

Per ora mi complimento per il tuo scritto e mi permetto di consigliarti di spezzare di più il testo, con opportuni ritorni a capo e divisione dei periodi. Lo scritto ci guadagna in estetica (che non guasta) ma
soprattutto in leggibilità (che è fondamentale).

Grazie e congratulazioni.

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3
Sara Mori
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Viandante Forestiero
Viandante Forestiero
Grazie a te,terrò conto dei consigli!

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4
altamarea
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Viandante Residente
Viandante Residente
Sara ha scritto:
Si può dire che un papà è stato cattivo perchè il figlio imprudente ha avuto un incidente di macchina?Certo avrebbe potuto tenerlo a casa,impedirgli di usare la macchina ma il figlio avrebbe preteso la sua libertà.Così siamo noi nei confronti di Dio.L'essere umano per principio rifiuta ogni comando fin da piccolo,anche se è per il suo bene.

Sara con questa tua proposizione ti sei impelagata in un dibattito filosofico e teologico riguardante il libero arbitrio.  Sei pronta per il "singolar tenzone" con me su questo argomento ?

Tralascio il resto di quanto hai scritto nel tuo post-manifesto copiato da una pubblicazione "cristiana", mi astengo almeno fino a quando non ti deciderai a scrivere ciò che deriva dalla tua esperienza quotidiana e a dialogare con i pretendenti ad argomentare con te. Te l'ho ripeto: il forum serve per discutere non per affiggere "manifesti" che non servono per il proselitismo ma ad evitare ciò che scrivi.

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5
tiziana
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato

@altamarea ha scritto:Sara ha scritto:
Si può dire che un papà è stato cattivo perchè il figlio imprudente ha avuto un incidente di macchina?Certo avrebbe potuto tenerlo a casa,impedirgli di usare la macchina ma il figlio avrebbe preteso la sua libertà.Così siamo noi nei confronti di Dio.L'essere umano per principio rifiuta ogni comando fin da piccolo,anche se è per il suo bene.

Sara con questa tua proposizione ti sei impelagata in un dibattito filosofico e teologico riguardante il libero arbitrio.  Sei pronta per il "singolar tenzone" con me su questo argomento ?

Tralascio il resto di quanto hai scritto nel tuo post-manifesto copiato da  una pubblicazione "cristiana", mi astengo almeno fino a quando non ti deciderai a scrivere ciò che deriva dalla tua esperienza quotidiana e a dialogare con i pretendenti ad argomentare con te. Te l'ho ripeto: il forum serve per discutere non per affiggere "manifesti" che non servono per il proselitismo ma ad evitare ciò che scrivi.
@ altamarea.
Mamma mia, mamma mia, che orrore di modo di scrivere, scrivi "[il singolar tenzone"come sostantivo maschile , e invece è femminile, "la singolar tenzone", e ti ricordo che fin dai 4-5 anni i genitori comprano ai bambini ( i miei lo hanno fatto) libretti da colorare con cavalieri erranti alla Don Chisciotte e alla Camelot di re Artù, da riempire a colori che partivano sempre par una (femminile) singolar tenzone, sono cose che si sanno dall'asilo, ma tu anche l'asilo hai fatto al cepu, no? C'è qualcosa che tu sappia senza infilare strafalcioni? Ti faccio inoltre notare che mentre a me mi hai rimproverato per non averti corretto in privato ( no, no, non scrivo più niente qui in privato, da quando la signora contessa, asina Arwen mi ha spiattellato in pubblico un messaggio privato...), hai tu corretto la gentile Sara Mori dicendole che vabbè aveva copia- incollato una parte di cio' che aveva scritto da un giornale cattolico, e perchè non glielo hai detto privatamente? Non sai quanti anni abbia? Se 20 oppure 70? non vuoi sentirti strangolato?
Mi chiedo perchè ti metti sul piedistallo se non sai manco che tenzone è femminile, hainoi...

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6
tiziana
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato

@Lucio Musto ha scritto:Dici delle cose molto belle e parecchio condivisibili, anche se a mio avviso occorre aggiungere qualcosa, che è già è insita nella prima frase del tuo post "l'uomo  non è mai  ateo", ma che a mio  avviso meriterebbe una maggior completezza, spiegando "perché" effettivamente non lo è, e non potrebbe esserlo, data la sua natura.

Forse, avendone il tempo ci tornerò su, dicendo la mia.

Per ora mi complimento per il tuo scritto e mi permetto di consigliarti di spezzare di più il testo, con opportuni ritorni a capo e divisione dei periodi. Lo scritto ci guadagna in estetica (che non  guasta) ma
soprattutto in leggibilità (che è fondamentale).

Grazie e congratulazioni.

Caro Lucio, mi permetto di dissentire dai consigli che tu dai alla sig.ra Sara Mori, non è importante la lunghezza del periodo, è importante che il periodo si regga, seguendo le regole della consecutio temporum (concordanza dei tempi) , e non si deve andare spesso a capo ( dove è scritto?) ma solo quando è il caso. Il periodo è fatto da proposizioni di I-II-III grado reggenti e da una serie di subordinate di 1^-2^-3^ grado ecc ecc, e se le regole sono rispettate il periodo si deve reggere, non si deve mica triturare in frammenti tipo 1a elementare , scrivendo, la mamma è bella, il papa' è buono, i bambini sono ubbidienti. Io, che amo molto i grandi scrittori umanisti, quali il Boccaccio, e ricordo ancora l'insegnante di Lettere che leggeva ad alta voce in classe le Novelle del Decameron spiegandolcele passo passo, ci faceva notare come il grande scrittore umanista reggeva un periodo per metà pagina in un eloquio diafano e cristallino. Tutto qua, divergenze di vedute.

Per quanto riguarda il temino natalizio lo sto facendo in un altro forum, dove c'è anche il mio uomo, ogni anno ho sempre scritto lì qualcosa per il Natale, in fin dei conti anche se le batoste della vita mi avevano fatto diventare, forse, agnostica, ma sempre cattolica di fondo resto.
Saluti e ossequi alla signora.

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7
Lucio Musto
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem

@tiziana ha scritto:
@Lucio Musto ha scritto:Dici delle cose molto belle e parecchio condivisibili, anche se a mio avviso occorre aggiungere qualcosa, che è già è insita nella prima frase del tuo post "l'uomo  non è mai  ateo", ma che a mio  avviso meriterebbe una maggior completezza, spiegando "perché" effettivamente non lo è, e non potrebbe esserlo, data la sua natura.

Forse, avendone il tempo ci tornerò su, dicendo la mia.

Per ora mi complimento per il tuo scritto e mi permetto di consigliarti di spezzare di più il testo, con opportuni ritorni a capo e divisione dei periodi. Lo scritto ci guadagna in estetica (che non  guasta) ma
soprattutto in leggibilità (che è fondamentale).

Grazie e congratulazioni.

Caro Lucio, mi permetto di dissentire dai consigli che tu dai alla sig.ra Sara Mori, non è importante la lunghezza del periodo, è importante che il periodo si regga, seguendo le regole della consecutio temporum (concordanza dei tempi) , e non si deve andare spesso a capo ( dove è scritto?) ma solo quando è il caso. Il periodo è fatto da proposizioni di I-II-III grado reggenti e da una serie di subordinate di 1^-2^-3^ grado ecc ecc, e se le regole sono rispettate il periodo si deve reggere, non si deve mica triturare in frammenti tipo 1a elementare , scrivendo, la mamma è bella, il papa' è buono, i bambini sono ubbidienti. Io, che amo molto i grandi scrittori umanisti, quali il Boccaccio, e ricordo ancora l'insegnante di Lettere che leggeva ad alta voce in classe le Novelle del Decameron spiegandolcele passo passo,  ci faceva notare come il grande scrittore umanista reggeva un periodo per metà pagina in un eloquio diafano e cristallino. Tutto qua, divergenze di vedute.

Per quanto riguarda il temino natalizio lo sto facendo in un altro forum, dove c'è anche il mio uomo, ogni anno ho sempre scritto lì qualcosa per il Natale, in fin dei conti anche se le batoste della vita mi avevano fatto diventare, forse, agnostica, ma sempre cattolica di fondo resto.
Saluti e ossequi alla signora.

grazie Tiziana per i saluti a mia moglie che ringrazia, poi che un po' ti conosce, avendole io parlato di te.

Io concordo con quello che dici riguardo alla sintassi, alla consecutio temporum, all'analisi del periodo eccetera, ma ti sottoporrò la mia difficoltà (dovuta credo alla vecchiezza, perché un tempo non l'avevo) che credo sia anche diffusa in altri, per altri motivi, anche non altrettanto avanti con l'età come me.

Personalmente, un periodo troppo lungo, con molti incisi, frasi di ordine interiore, ed un discorso moto articolato e complesso mi frastorna e mi confonde, faccio fatica a seguire il o i molti fili del discorso, sfianco la mia residua poca elasticità mentale e mi stanco presto.  
Conseguenza pratica ancorché su una argomentazione ineccepibile dal punto di vista formale?... mi perdo i pezzi per strada e capisco poco. Per cui mi rassegno e rinuncio.

Diverso una esposizione lineare, con frasi staccate, ed i dettagli trattati uno alla volta: il concetto espresso mi si coagula lentamente nella sua completezza in mente e riesco a trattenerlo per passare oltre.

Qualcosa di analogo (e qui davvero mi piange il cuore!) avviene con la mia amata matematica: una formula appena appena un po' complessa, una dimostrazione geometrica non immediata... mandano in crisi il mio comprendonio.... e non ne esco più.   Sono ridotto a capire il senso di quelli che dicono: "io e la matematica?... nulla in comune" - Per me no; una volta era un modo semplice per spiegarsi!

Forse fra cent'anni... proverai anche tu le mie difficoltà e toccherai con mano i limiti dell'età!

Cordialità

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