Forum di Libera Discussione. Il Luogo di Chi è in Viaggio e di Chi sta Cercando. Attualità, politica, filosofia, psicologia, sentimenti, cultura, cucina, bellezza, satira, svago, nuove amicizie e molto altro

Per scoprire le iniziative in corso nel forum scorri lo scroll


Babel's Land : International Forum in English language Fake Collettivo : nato da un audace esperimento di procreazione virtuale ad uso di tutti gli utenti Gruppo di Lettura - ideato e gestito da Miss. Stanislavskij La Selva Oscura : sezione riservata a chi ha smarrito la retta via virtuale Lo Specchio di Cristallo : una sezione protetta per parlare di te La Taverna dell'Eco: chat libera accessibile agli utenti della Valle

Non sei connesso Connettiti o registrati

 

Amore sesso e possesso

Condividere 

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso  Messaggio [Pagina 1 di 1]

1
xmanx
avatar
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Come sei possessiva cara.
In realtà a me non frega nulla di te, ti scopo in attesa di meglio e tu hai avuto la sfiga di innamorarti. L'altra persona che questa cosa la capisce, si incazza. Ecco che la persona innamorata passa per "possessiva".
Non può esistere amore senza possesso - che in realtà non è possesso, ma è voler vivere l'esclusività dell'intimità con chi si ama.
Mentre esiste la possessività senza amore.

Altrimenti qualcuno mi deve spiegare come mai, se fai un figlio, è un problema se passa qualcuno e cerca di portartelo via. I campioni del "abbasso la possessività" in quel contesto direbbero....fagli un culo così se solo si avvicina a "tuo" figlio.

La realtà è ben diversa dalle minchiate che dicono certi psicologi. L'amore, quello vero, ha dentro di sè anche la possessività. Che non significa impedire al partner di uscire con gli amici o con le amiche. Significa che se rientri a casa, con lui al telefono che ti dice "come stai amore, ricorda di prendere il pane" e poi lo trovi che sta scopando con un'altra...è difficile dire "ciao caro, tutto bene la scopata? avvisami quando hai finito che butto la pasta".

Vedi il profilo dell'utente
2
NinfaEco
avatar
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
xmanx ha scritto:
Non può esistere amore senza possesso - che in realtà non è possesso, ma è voler vivere l'esclusività dell'intimità con chi si ama.
Mentre esiste la possessività senza amore..

Hai sollevato una questione che mi preme particolarmente.
Io credo invece possa esistere vero amore senza volonta di possesso e ti spiego perchè facendo riferimento alla mia esperienza.
Sono stata con un ragazzo per 11 anni e lo amavo co tutto il cuore e l'anima. Poi è finita in inganni e bugie e rriniziare quando ci si è costruiti con qualcuno è davvero dura. Io volevo possederlo, temevo che anche solo il suo sguardo si posasse su un altra, se non ci cercava subito vedevo la catastrove. Questo perchè io non riesco ad aver fiducioa, a causa delle molteplici perdite subite nel fatto che un amore possa davvero durare.
Stranamente però, appena uscita dal baratro profondo di questa perdita ho incontrato un uomo che ho amato in modo completamente gratuito. Non c'è stato seguito ma tutt'ora i miei sentimenti si modellano a seconda dello spazio che ho, in modo soncero e spontaneo. Non voglio nulla per me ma solo la sua felicità e intanto vivo, e magari incontrarò qualcuno per me. Ma in ogni caso so che questo sentimento rimarrà, ma non come prigione, ma come reagalo che questa persona mi ha fatto. é un ragalo che mi rande più forte. é difficile da capire, lo so. Nemmeno a me era mai successo.
Secondo me se questa condizione si verificasse tra due persone che scelgono di stare insieme sarebbero più forti di tutto.

Altrimenti qualcuno mi deve spiegare come mai, se fai un figlio, è un problema se passa qualcuno e cerca di portartelo via.
Il figlio è un discorso diverso

Vedi il profilo dell'utente
3
xmanx
avatar
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
NinfaEco ha scritto:
xmanx ha scritto:
Non può esistere amore senza possesso - che in realtà non è possesso, ma è voler vivere l'esclusività dell'intimità con chi si ama.
Mentre esiste la possessività senza amore..

Hai sollevato una questione che mi preme particolarmente.
Io credo invece possa esistere vero amore senza volonta di possesso e ti spiego perchè facendo riferimento alla mia esperienza.
Sono stata con un ragazzo per 11 anni e lo amavo co tutto il cuore e l'anima. Poi è finita in inganni e bugie e rriniziare quando ci si è costruiti con qualcuno è davvero dura. Io volevo possederlo, temevo che anche solo il suo sguardo si posasse su un altra, se non ci cercava subito vedevo la catastrove. Questo perchè io non riesco ad aver fiducioa, a causa delle molteplici perdite subite nel fatto che un amore possa davvero durare.
Stranamente però, appena uscita dal baratro profondo di questa perdita ho incontrato un uomo che ho amato in modo completamente gratuito. Non c'è stato seguito ma tutt'ora i miei sentimenti si modellano a seconda dello spazio che ho, in modo soncero e spontaneo. Non voglio nulla per me ma solo la sua felicità e intanto vivo, e magari incontrarò qualcuno per me. Ma in ogni caso so che questo sentimento rimarrà, ma non come prigione, ma come reagalo che questa persona mi ha fatto. é un ragalo che mi rande più forte. é difficile da capire, lo so. Nemmeno a me era mai successo.
Secondo me se questa condizione si verificasse tra due persone che scelgono di stare insieme sarebbero più forti di tutto.

Altrimenti qualcuno mi deve spiegare come mai, se fai un figlio, è un problema se passa qualcuno e cerca di portartelo via.
Il figlio è un discorso diverso
Questa è la tua esperienza e fa parte della tua vita. E da questa esperienza hai maturato le tue consapevolezze.

La "possessività", per come la vedo io, è un attaccamento morboso che toglie spazio e lentamente soffoca. E' un attaccamento che tende a trasformare una persona a immagine e somiglianza di quello che noi vogliamo. "Devi essere come io voglio che tu sia, devi fare quello che io voglio che tu faccia, ti devi muovere negli spazi che io ho pensato e modellato per te". In questo modo si tende a trasformare l'altra persona per farla diventare un prolungamento, una estensione, del proprio ego.

Cosa diversa è vivere, preservare - e direi anche pretendere - l'esclusività della intimità - che non significa solo sesso. Se non c'è l'esclusività della intimità...bè, non credo si possa parlare di relazione. E' più un gioco.

Vedi il profilo dell'utente
4
falansterio
avatar
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
NinfaEco ha scritto:Stranamente però, appena uscita dal baratro profondo di questa perdita ho incontrato un uomo che ho amato in modo completamente gratuito.

Perché, di solito si fanno pagare?

Vedi il profilo dell'utente
5
galadriel
avatar
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
xmanx ha scritto:
Non può esistere amore senza possesso - che in realtà non è possesso, ma è voler vivere l'esclusività dell'intimità con chi si ama.
Mentre esiste la possessività senza amore.


Se non c'è amore, cosa rende possessivi?

Vedi il profilo dell'utente
6
xmanx
avatar
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Galadriel ha scritto:
xmanx ha scritto:
Non può esistere amore senza possesso - che in realtà non è possesso, ma è voler vivere l'esclusività dell'intimità con chi si ama.
Mentre esiste la possessività senza amore.


Se non c'è amore, cosa rende possessivi?

La sete di gratificazione del proprio ego.

Vedi il profilo dell'utente
7
NinfaEco
avatar
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
xmanx ha scritto:
Galadriel ha scritto:
xmanx ha scritto:
Non può esistere amore senza possesso - che in realtà non è possesso, ma è voler vivere l'esclusività dell'intimità con chi si ama.
Mentre esiste la possessività senza amore.


Se non c'è amore, cosa rende possessivi?

La sete di gratificazione del proprio ego.

ok, il mio ego è astemio.

Vedi il profilo dell'utente
8
^Sick_Boy
avatar
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
La mia prima storia importante, intendo dire la prima nella quale ho provato dei sentimenti forti, risale ai miei 17 anni. Lei era di Roma, bellissima ragazza di origini russe, io di Pescara. Entrambi avevamo una visione della vita quantomeno peculiare.
Alla base della storia era il seguente assunto (deciso da entrambi): io amo te, tu ami me, quando siamo a letto insieme è fantastico ma l'amore NON è una gabbia, quindi tu scopi con chi ti pare, io scopo con chi pare a me".
Questa storia è naufragata (e sulla mia carne ci sono segni a ricordarlo) quando l'assunto si è concretizzato e lei si è scopata chi voleva.
Ci ho messo degli anni a capirlo ma ciò che mi ha fatto star male, ciò che mi ha lasciato i segni sulla carne, non è stata affatto una reazione di gelosia. É stato il sentirmi in qualche modo colpito nell'ego perchè lei lo aveva fatto e io no. Non era una questione di possesso, bensì di complesso d'inferiorità (era chiaro che lei sarebbe riuscita a portarsi a letto chiunque avesse voluto con estrema facilità, mentre per me sarebbe stato molto più difficile).
Oggi è passato tanto tempo -sono sposato e continuo a non sapere cosa sia la gelosia (tanto che una volta ho detto a mia moglie qualcosa tipo "se ti va di eccitarti online con qualcuno che trovi stimolante fa pure"), ma sono convinto che, fossero andate diversamente le cose, con la maturità di oggi sarei stato perfettamente in grado di reggere quel tipo di relazione.

L'esclusività dell'intimità come valore sacro è un costrutto culturale che ha lo stesso valore dei dogmi cristiani (cioè nessuno).

Vedi il profilo dell'utente
9
NinfaEco
avatar
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
@ Sick

Scusa se mi allungo su un vissuto doloroso, prendendolo semplicemente come spunto. Però, ciò che dici mi rimanda inevitabilmente al tuo discorso sulla famiglia e mi conferma una cosa: se si nasce in un certo contesto ci si può distaccare soltanto a partire da esso. Infondo tu avevi un immagine monogamica di coppia, pur volendo condividere con una donna un differente modo di stare insieme. Per questo la vicenda ti ha ferito e ha portato alla luce una tua fragilità. Se non si fosse trattato di una ferita, la tua insicurezza di allora non sarebbe stata un problema. Il fatto poi che tu abbia compreso che ciò dipendeva anche dal fatto di non aver tradito a tua volta, io lo leggo in un modo particolare: fare l'amore entrambi con altri significava paradossalmente restare monogami perchè avreste condiviso qualcosa che vi differenziava da altri. Dato che così non è avvenuto ciò che ha fatto lei è stato percepito come una rottura. Un'altra cosa che noto è che il bisogno di "evadere" dalla coppia monogamica cessa nel momento in cui il possesso reciproco non diventa un vincolo obbligato: sentendoti libero non hai desiderato liberarti avendo rapporti con altre.
Io non sono così sicura che nel profondo di te, come di me, o di chiunque altro nato in questa cultura le cose possano essere diverse a livello profondo. Ciò non significa che non si possa cambiare o scegliere un diverso modo di vivere. Semplicemente ma fra ciò che comprendiamo e fantastichiamo, e ciò che sentiamo in modo immediato passa un intero oceano.

Vedi il profilo dell'utente
10
xmanx
avatar
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
^Sick_Boy ha scritto:

L'esclusività dell'intimità come valore sacro è un costrutto culturale che ha lo stesso valore dei dogmi cristiani (cioè nessuno).

Permettimi di specificare meglio un tuo pensiero: l'esclusività dell'intimità è un costrutto culturale che ha lo stesso valore dei dogmi cristiani (cioè nessuno). Nessuno per te, ovviamente.

Non è corretto prendere la propria esperienza, estrapolarne una qualunque filosofia e elevarla a valore assoluto e a verità universale. Detto con tutto il rispetto, mi sembra un approccio un pò esagerato. E, sotto sotto, c'è un meccanismo molto simile a quello dei dogmi cristiani che tu rinneghi. Personalmente non ho nessuna intenzione di sostituire dei dogmi con altri dogmi.

Anche perchè, per quanto mi riguarda, non esistono dogmi universali in un senso o nell'altro. Esiste ciò che sono disposto ad accettare oppure no. E' quindi una cosa del tutto soggettiva.

Per come la vivo io nessuno mi obbliga a stare insieme a una persona. Se ci sto è perchè lo desidero e lo voglio. E, per quanto mi riguarda, quando viene a mancare l'esclusività dell'intimità per me quella storia è finita. Per cui ognuno per la propria strada. Questo è il mio modo di vivere. Non penso sia giusto o sbagliato. E' semplicemente quello che sono disposto ad accettare.

Vedi il profilo dell'utente
11
^Sick_Boy
avatar
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Permetti dunque a me, di specificare un tuo pensiero.

xmanx ha scritto:La realtà, secondo me, è ben diversa dalle minchiate che dicono certi psicologi.

Vado un secondino OT: è assolutamente chiaro che ciò che scrive ciascuno è "secondo lui". Questa cosa è talmente ovvia che dovrebbe essere data per scontata. Consiglio: non metterti a fare quello che, quando scrive lui, si erge a giudicare come "minchiate" i pareri degli altri (tanto più se scientifici) e poi richiama gli altri utenti perchè non hanno inserito un "secondo me". Questo consiglio per due motivi: in generale, non ci fai una gran bella figura; in specifica, se ti capitata un utente come me, rischi di finire seppellitto sotto una diatriba dialettica dalla quale poi diventa -davvero- difficile uscire. Davvero, consigli in amicizia :)

Detto questo, rispondiamo a cose più serie.

NinfaEco ha scritto:Scusa se mi allungo su un vissuto doloroso, prendendolo semplicemente
come spunto. Però, ciò che dici mi rimanda inevitabilmente al tuo
discorso sulla famiglia e mi conferma una cosa: se si nasce in un certo
contesto ci si può distaccare soltanto a partire da esso. Infondo tu
avevi un immagine monogamica di coppia, pur volendo condividere con una
donna un differente modo di stare insieme. Per questo la vicenda ti ha
ferito e ha portato alla luce una tua fragilità. Se non si fosse
trattato di una ferita, la tua insicurezza di allora non sarebbe stata
un problema. Il fatto poi che tu abbia compreso che ciò dipendeva anche
dal fatto di non aver tradito a tua volta, io lo leggo in un modo
particolare: fare l'amore entrambi con altri significava
paradossalmente restare monogami perchè avreste condiviso qualcosa che
vi differenziava da altri. Dato che così non è avvenuto ciò che ha
fatto lei è stato percepito come una rottura. Un'altra cosa che noto è
che il bisogno di "evadere" dalla coppia monogamica cessa nel momento
in cui il possesso reciproco non diventa un vincolo obbligato:
sentendoti libero non hai desiderato liberarti avendo rapporti con
altre.
Io non sono così sicura che nel profondo di te, come di me, o
di chiunque altro nato in questa cultura le cose possano essere diverse
a livello profondo. Ciò non significa che non si possa cambiare o
scegliere un diverso modo di vivere. Semplicemente ma fra ciò che
comprendiamo e fantastichiamo, e ciò che sentiamo in modo immediato
passa un intero oceano.

Non devi scusarti di nulla, se non volessi analizzare vissuti, anche dolorosi, non li renderei pubblici.
In parte quello che dici lo trovo condivisibile: esiste una matrice comportamentale comune da cui è difficile emanciparsi.
Hai anche colto perfettamente il sotteso del mio racconto: io ho sofferto perchè, immaturamente, cercavo comunque una monogamia solo "di tipo diverso". É passata tanta acqua sotto i ponti da allora (10 anni esatti) e ho vissuto tante esperienze diverse. Oggi ho la certezza di avere gli strumenti per "modellarmi", rispetto a quella matrice comportamentale, nel modo in cui preferisco.

Quando parlavo di costrutti culturali mi riferivo ad un'altra cosa però: al fatto che esiste una pressione -esterna- che spinge verso la monogamia. Grosso modo è la pressione esercitata da chi è troppo miope per concepire qualunque altro modo di essere e di vivere e, se vede qualcuno che cerca una strada diversa, è portato a dirgli "ma come ti viene in mente, le cose funzionano così, perchè non l'accetti?". Ecco perchè parlavo di valore nullo, perchè quello che pensano gli altri di come uno dovrebbe gestire la propria esistenza non ha, per definizione, alcun valore.

Vedi il profilo dell'utente
12
xmanx
avatar
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
^Sick_Boy ha scritto:Permetti dunque a me, di specificare un tuo pensiero.

xmanx ha scritto:La realtà, secondo me, è ben diversa dalle minchiate che dicono certi psicologi.


Certe cose continuano a rimanere delle minchiate. Anche se hanno una parvenza scientifica.
Per me ovviamente.

Con rispetto.

Vedi il profilo dell'utente
13
ReLear
avatar
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Il possesso è qualcosa di orgasmico per l'uomo.
Si vuole conquistare una donna e si viene possedendola.

Vedi il profilo dell'utente
14
^Sick_Boy
avatar
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
xmanx ha scritto:
^Sick_Boy ha scritto:Permetti dunque a me, di specificare un tuo pensiero.

xmanx ha scritto:La realtà, secondo me, è ben diversa dalle minchiate che dicono certi psicologi.


Certe cose continuano a rimanere delle minchiate. Anche se hanno una parvenza scientifica.
Per me ovviamente.

Con rispetto.

Nessuna "parvenza". LA psicologia è una Scienza a tutti gli effetti (ossia: segue gli stessi metodi della chimica, della fisica o della matematica, con il medesimo rigore) da oltre un secolo; tuttavia, va considerato che un corpus di indagini non-scientifiche o para-scientifiche sulla psiche (intesa di epoca in epoca come anima, mente, cervello o insieme di queste cose) e su quella che oggi chiamiamo psicofisiologia, si è venuto a costituire dai tempi di Socrate quindi, anche se relativamente "giovane" in quanto Scienza Ufficiale, è partita con un forte background di conoscenze.
Il che, in termini di opinione, non significa molto: chiunque è libero di pensare che la terra sia piatta, che il sole le ruoti intorno, che i fulmini siano espressione della rabbia degli dei e che il comportamento umano sia unico ed immutabile. Tutte opinioni e, in quanto tali, rispettabilissime. La scienza, però, è un'altra cosa. Sempre con rispetto.

Il commento di ReLear è, in quest'ottica, un chiaro esempio di opinione, sicuramente basata su dati esperienziali, ma che di scientifico (dunque, di concreto) ha poco. E non perchè la scienza "sia migliore" a priori, ma solo perchè la scienza non parte da verità acquisite, ma cerca quanto meglio possibile di approssimarsi, per fasi successive, alla verità.

Vedi il profilo dell'utente
15
Cloroformio

Viandante Residente
Viandante Residente
Sai, sono abbastanza contrario a gelosia e possessività.
Tuttavia devo anche confessare che non avrei mai voluto dividere la mai donna con nessuno, quando ho iniziato ad amarla (non in senso fisico).
Credo che sia un sintomo del desiderio che la persona che amiamo non abbia momenti di intimità con altri come li ha con noi, ossia di non condividerla e di avere l'esclusiva, nonché un sintomo della paura di perderla e che lei, nell'inevitabile confronto, ci preferisca qualcun altro.

Non so dire se ci sia amore senza possesso, alla luce della mia esperienza propenderei per il no.
Tuttavia occorre essere razionali e porsi dei limiti. Personalmente non le ho mai "vietato" nulla ma non nego che mi dette fastidio quando mi confessò che c'erano grandi abbracci coi suoi amici. Però bisogna anche dire che trovo essenziale un'onestà e una trasparenza totale con l'altro: nel mio caso, quando mi disse questa cosa che, in effetti avvenne tempo dopo che già mi aveva reso insicuro per via di certi comportamenti. Prima di allora non mi aveva dato modo di "allarmarmi" e non ricordo di esserci rimasto male nemmeno per atteggiamenti poco carini (degli altri, non suoi).

Penso che se in un rapporto c'è grande maturità, consapevolezza, fiducia e sincerità da entrambi i partner, allora anche cose che agli altri possono facilmente dare fastidio (appunto un intenso abbraccio ad una persona amica del sesso opposto, per rimanere al mio esempio) saranno ben accette e non vissute con fastidio o malessere. Questo perché si sa, appunto per maturità, consapevolezza, fiducia e sincerità, che l'altro non ha cattive intenzioni e l'amico/a potrà pure averle, ma il pesce non abboccherà.

Vedi il profilo dell'utente
16
^Sick_Boy
avatar
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Io, personalmente, ho sperimentato più di una volta la condizione che hai così efficacemente descritto: quella di un rapporto fondato su basi abbastanza salde da rendere innocuo qualunque gesto sia da parte della/del propria/o compagna/o che da parte di altri. Appunto perchè si ha la sicurezza che "il pesce non abboccherà".

Avver vissuto questa situazione più volte, e in più rapporti diversi, però, mi ha fatto capire, più di quanto avesse già fatto qualsiasi tentativo di "storia aperta", che la gelosia ed il possesso sono estensioni della nostra insicurezza, non dell'amore.
Perché è appunto la nostra insicurezza che ci porta a pensare come inevitabile il confronto e a ritenere che il confronto abbia un solo vincitore.
Se ci basassimo un attimo di più sulla ragione ci renderemmo conto che non è così.

Noi trattiamo l'amore un po' nello stesso modi in cui trattiamo l'acquisto di un bene: un rapporto qualità/prezzo basato sulla soddisfazione delle nostre esigenze (ad esempio, una macchina capiente, resistente e non troppo costosa per portare in giro la nostra famiglia senza spendere un patrimonio in benzina).
In realtà, se disponessimo di un credito illimitato, potremmo acquistare diverse "versioni" di uno stesso bene senza ragionare troppo sul rapporto qualità prezzo, per soddisfare diverse esigenze (ad esempio, una station wagon per la situazione sopra descritta, un fuori-strada per le gite fuori porta, una macchina sportiva e così via).

A livello emotivo (e quindi negli affetti, e quindi nell'amore), noi siamo in effetti in grado di "disporre di un credito illimitato", il punto è che -spesso- abbiamo una pretesa di "unicità", di essere la risposta a TUTTE le esisgenze del/della partner e, ovviamente, pretendiamo che la cosa sia reciproca.
Il fatto che, il più delle volte, questa cosa sia solo apparente, ovvero che poi in privato -e in segreto- partano le peggio corna e i più contorti tradimenti, e che sia SEMPRE stato così dimostra solo quanto questa visione "esclusivista" dei rapporti funzioni solo (o soprattutto) in termini di "sopravvivenza emotiva" e, quindi, appena si crea l'occasione di avere "qualcosa in più" ci caschiamo -quasi- tutti (perchè -quasi- nessuno si accontenta solo di "sopravvivere").

Vedi il profilo dell'utente
17
xmanx
avatar
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
^Sick_Boy ha scritto:Io, personalmente, ho sperimentato più di una volta la condizione che hai così efficacemente descritto: quella di un rapporto fondato su basi abbastanza salde da rendere innocuo qualunque gesto sia da parte della/del propria/o compagna/o che da parte di altri. Appunto perchè si ha la sicurezza che "il pesce non abboccherà".
Sickboy...tutte considerazioni valide.
Tuttavia rimane una questione di fondo. Se una sera torni a casa con la voglia di uscire a cena con tua moglie - ammesso e non concesso che tu sia sposato - entri in casa e dici ad alta voce: "cara usciamo che ho voglia di cenare con te stasera?" e lei è sul divano e sta scopando e ti dice: "no caro stasera non esco, poi parto un paio di giorni a parigi con questo mio nuovo amico...ci vediamo lunedi. Ah...preparati pure qualcosa da mangiare...non ci disturbi affatto".

Io non lo accetterei. Se tu vuoi accettarlo ti direi: "uhm...bravo! sei in gamba, vai avanti così". Quelle sulla sicurezza e sulla insicurezza, per me, sono tutte minchiate. A volte mi sembri un pò come quel medico che si avvicina al paziente che ha mal di pancia per un'appendicite e gli dice: "prenda un pò di bicarbonato".... perchè ha una quota di guadagno sul bicarbonato venduto.

Quella che tu hai riferito è "una corrente di pensiero"... libero di viverla e di pruomoverla. Ma mi fai sorridere quando la spacci come verità scientifica assoluta. Giacchè nella stessa comunità scientifica esistono diverse sensibilità e diverse scuole di pensiero.

Con rispetto e simpatia.

Ah...impossibile non sorridere confrontando le tue posizioni su "precariato lavorativo" e "precariato affettivo".
ok ok...sei un mito.



Ultima modifica di xmanx il Mar 20 Lug 2010 - 17:42, modificato 1 volta

Vedi il profilo dell'utente
18
^Sick_Boy
avatar
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Ahm, dovresti dirmi dove, nel post che citi, io abbia parlato di "verità scientifica assoluta", dal momento che ho aperto quel post (e la quoti pure, l'apertura) parlando di esperienza personale (quindi, di quanto più lontano da un'impostazione scientifica esista al mondo).

Ho parlato di interpretazione scientifica in un post precedente ed in merito ad un differente aspetto della questione: e, seppur è vero che nella scienza esistono punti di vista e scuole di pensiero diverse- è altrettanto vero che alcune sono più accreditate di altre (per "mere" questioni di numeri, ricerche, esperimenti).

Tornando in topic: sono sposato e, per quanto la situazione da te descritta sia spinta all'eccesso- confesso di non trovarci nulla di sconvolgente, se "il contratto" che la definisce è reciproco. Ecco, di scientifico c'è questo: esiste la possibilità di vivere questo tipo di relazione in modo sereno e condiviso. Non è scientifico che sia "La Migliore Relazione Possibile" ma, per quel che so io, la scienza tende a non interessarsi dei primati.

Detto questo chiariamo un punto: io la studio, la psicologia, ma non m'interessa lavorare come psicologo, quindi non ho nessuna "quota di guadagno" nel difenderne la scientificità.

Un'altra cosa: a me piace molto discutere, soprattutto con chi ha pareri diversi dai miei. Ma mi piace farlo in forma elegante e costruttiva: la prossima volta che usi "minchiate" o un altro termine dispregiativo riferendoti ad un mio post, o alle mie idee, invece di argomentare la tua posizione (o, quanto meno, dire "sono tutte minchiate perchè...") ti seppellisco sotto tanta di quella dialettica che ti chiuderai in casa a studiare dizionari e usi della lingua italiana per un mese, prima di rispondermi.

Anche a te, con rispetto e simpatia :)

Vedi il profilo dell'utente
19
xmanx
avatar
Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
^Sick_Boy ha scritto:Ahm, dovresti dirmi dove, nel post che citi, io abbia parlato di "verità scientifica assoluta", dal momento che ho aperto quel post (e la quoti pure, l'apertura) parlando di esperienza personale (quindi, di quanto più lontano da un'impostazione scientifica esista al mondo).

uhm...impossibile non notare che hai iniziato citando una esperienza personale e poi sei passato elegantemente al "noi trattiamo le cose...noi viviamo ecc....". Un pò come chi usa una esperienza personale per "lanciare" l'enunciazione di presunte verità assolute sostenute da presunte verità scientifiche.

Ah...impossibile non sorridere confrontando le tue posizioni su
"precariato lavorativo" e "precariato affettivo".
ok ok...sei un mito.
Considera quella affermazione una licenza poetica. E non mi preoccuperei tanto, visto che è una mia personale valutazione per quanto riguarda il mio vissuto. Non lo sono in senso assoluto, ovviamente. Tanto che altri potrebbero ritenerle assolutamente valide e perfino degne di essere citate.

Con infinito affetto.

Vedi il profilo dell'utente
20
Cloroformio

Viandante Residente
Viandante Residente
E fra i due litiganti...

Mi trovo d'accordo col ragazzo malato per quanto riguarda il fatto che una relazione aperta possa funzionare, se portata avanti comunque con sincerità e rispetto (che devono esserci in ogni storia seria).

Comprendo l'uomo chiuso fra due incognite, ma decisamente non la sua reazione, per il fatto che non penso saprei vivere un rapporto così amando l'altra. Magari nella fase iniziale se non sono ancora innamorato, a dubito che riuscirei - irrazionalmente - ad accettarlo.
Però chi lo sa...

Mi domando, visto che rileva per la questione di cui trattasi, se sia "giusto" (le virgolette indicano un'approssimazione del termine) usare la testa per superare certi blocchi o desideri irrazionali, come quello che la propria metà non vada a letto con altri anche nell'ipotesi di un contratto paritario. "Giusto" nel senso che sia auspicabile, vedendo quindi gelosia e possessività come problemi da superare (cosa che sicuramente in parte sono).

Vedi il profilo dell'utente
21
^Sick_Boy
avatar
Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
xmanx ha scritto:
^Sick_Boy ha scritto:Ahm, dovresti dirmi dove, nel post che citi, io abbia parlato di "verità scientifica assoluta", dal momento che ho aperto quel post (e la quoti pure, l'apertura) parlando di esperienza personale (quindi, di quanto più lontano da un'impostazione scientifica esista al mondo).

uhm...impossibile non notare che hai iniziato citando una esperienza personale e poi sei passato elegantemente al "noi trattiamo le cose...noi viviamo ecc....". Un pò come chi usa una esperienza personale per "lanciare" l'enunciazione di presunte verità assolute sostenute da presunte verità scientifiche.

Ah...impossibile non sorridere confrontando le tue posizioni su
"precariato lavorativo" e "precariato affettivo".
ok ok...sei un mito.
Considera quella affermazione una licenza poetica. E non mi preoccuperei tanto, visto che è una mia personale valutazione per quanto riguarda il mio vissuto. Non lo sono in senso assoluto, ovviamente. Tanto che altri potrebbero ritenerle assolutamente valide e perfino degne di essere citate.

Con infinito affetto.

Chiedo scusa da ora per il seguente OT.
Vedi, quello che io t'inviterei a fare -posto che a te interessi- sarebbe questo: invece di trincerarti dietro a "sorrisi" e minchiate (senza virgolette), esprimi la tua opinione. In fondo, ho sentito dire che queste board che frequentiamo siano "forum di discussione" per cui sono portato a pensare che la tua opinione (come la mia e quella di chiunque altro) interessi agli altri. Sicuramente, se capito in discussioni cui partecipi anche tu, interessa a me. Una cosa che m'interessa molto meno è cosa ti fa sorridere o cosa consideri una minchiata (a meno che, certo, non me lo spieghi e in QUEL caso m'interessa). Fra l'altro, considera pure che ora sei in un momento privilegiato della vita di questo forum: è iniziale, per cui se vuoi fare un riferimento inter-topic, è probabile che lo colgano in molti e che, quindi, tu non debba scrivere chilometri in spiegazioni per rendere il tuo discorso comprensibile.
Poi, sei liberissimo di discutere e postare come vuoi, ci mancherebbe; altrettanto, io sono libero di trattare post -che non esprimono un'idea o un'argomentazione personale, ma solo sarcasmo e critiche velate senza mai opporre un punto di vista individuale- come spazzatura. Ad ogni modo, se ti va di continuare questo discorso, possiamo parlarne via MP.

Detto questo, e scusandomi ancora:

Cloroformio ha scritto:E fra i due litiganti...

Mi trovo d'accordo col ragazzo malato
per quanto riguarda il fatto che una relazione aperta possa funzionare,
se portata avanti comunque con sincerità e rispetto (che devono esserci
in ogni storia seria).

Comprendo l'uomo chiuso fra due
incognite, ma decisamente non la sua reazione, per il fatto che non
penso saprei vivere un rapporto così amando l'altra. Magari nella fase
iniziale se non sono ancora innamorato, a dubito che riuscirei -
irrazionalmente - ad accettarlo.
Però chi lo sa...

Mi
domando, visto che rileva per la questione di cui trattasi, se sia
"giusto" (le virgolette indicano un'approssimazione del termine) usare
la testa per superare certi blocchi o desideri irrazionali, come quello
che la propria metà non vada a letto con altri anche nell'ipotesi di un
contratto paritario. "Giusto" nel senso che sia auspicabile, vedendo
quindi gelosia e possessività come problemi da superare (cosa che
sicuramente in parte sono).

Io ragiono in questo modo: considero "problematici" degli atteggiamenti nella misura in cui creano sofferenza (a sè e agli altri). Nella mia esperienza non ho MAI visto che la gelosia e la possessività creino nulla di diverso da sofferenza, INsofferenza, rabbia, delusioni e così via. A questo, aggiungo che considerando lo "scopo" di tali sentimenti e comportamenti (evitare che il partner si dia ad altri e, così, evitare di soffrire), sono anche perfettamente inutili: se il/la partner ti vuole tradire, lo fa anche se sei la persona più gelosa e possessiva del mondo (anzi, spesso questi sono combustibili che alimentano la spinta al tradimento).
Per rispondere alla tua domanda: sì ritengo giusto usare la "testa" (la razionalità) per superare blocchi e desideri irrazionali (che, per altro, spesso sono vincolati alla cultura d'appartenenza, ossia imposti da ALTRE "teste") che causano sofferenza e non portano a nulla.

Concludo con una specifica -che a me sembra inutile, ma a quanto pare è necessaria: è ovvio che ogni cosa che scrivo valga per me. Se a volte generalizzo ("NOI facciamo così") è perchè sto rappresentando, attraverso quella generalizzazione, la mia esperienza diretta e indiretta e, in qualche caso, perchè capita che quelle cose, specie se si parla di comportamenti umani, io le abbia studiate. Ma persino questo, non significa che la mia opinione sia necessariamente più VALIDA di altre; al massimo -ma proprio a esagerare- più documentata, ma questo non è sinonimo di validità.

Vedi il profilo dell'utente
22
Contenuto sponsorizzato

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto  Messaggio [Pagina 1 di 1]

Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum