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Vardiello

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1
Constantin
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Viandante Ad Honorem
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Vardiello
Nei dintorni di napoli viveva una volta una buona e brava donna che si chiamava Grannonia.
Sebbene non avesse studiato, era intelligentissima e piena di buon senso, perciò tutti ricorrevano a lei quando avevano bisogno di un consiglio saggio.
Grannonia era vedova e abitava in una modesta casetta un pò isolata assieme al suo unico figlio Vardiello, un bel ragazzo molto ubbidiente che costituiva il suo orgoglio e la sua preoccupazione.
Infatti Vardiello purtroppo era tutto il contrario di lei: tanto sciocco quanto la mamma era intelligente, tanto credulone e trasognato quanto Grannomnia era avveduta e prudente.
Grannonia se ne angustiava moltissimo pensando: " Che cosa farà Vardiello quando io non ci sarò più? Crede a tutto e a tutti e non distingue il bene dal male: Cadrà nella trappola del primo uomo scaltro e disonesto che vorrà raggirarlo, perchè è troppo facile fargli credere qualsiasi cosa.
Almeno fossimo ricchi!
Uno sciocco povero, è solamente uno sciocco, mentre uno sciocco ricco viene considerato solamente un ricco.
Se fosse ricco, Vardiello sembrerebbe anche intelligente, ma io guadagno tanto poco con il mio mestiere di tessitrice che abbiamo appena di che vivere.
Cercherò di affidargli qualche lavoretto per vedere se si sveglia un pò".
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2
Arwen
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Viandante Storico
Viandante Storico
Bella Constantin, attendo il seguito sorriso

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3
Constantin
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Viandante Ad Honorem
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... E infatti un giorno la buona donna disse al figliolo: - Vardiello, io debbo andare al mercato a vendere questa pezza di tela che ho finito di tessere. Nella stalla ho lsciato la chioccia che sta covando le uovaTra poco portale da mangiare, ma quando avrà mangiato, bada che ritorni subito nel nido, altrimenti le uova si raffrederanno e i pulcini non nasceranno più.
Se farai le cose a modo, domani andrai tu a Napoli a vendere la tela.
Vardiello, tutto contento per quella promessa che lo riempiva d'orgoglio, assicurò alla mamma, che, al suo ritorno sarebbe stata contentissima di lui.
La baciò, restò sulla soglia a guardarla mentre si allontanava verso Napoli, poi rientrò in cucina, prese dalla madia qualche manciata di frumento e corse nella stalla per dar da mangiare alla chioccia.
La chioccia scese subito dal nido e mangiò con appetito il buon frumento, ma poi, forse stanca per la lunga immobilità, invece di rimettersi subito a covare iniziò a razzolare qua e là.
-Ritorna nel nido! - intimò Vardiello minaccioso; ma la gallina non l'ascoltò.
E intanto le uova si raffreddavano!
Vardiello a braccia tese, cercò di spingere la chioccia verso le uova, ma l'animale si spaventò, e prese a svolazzare per la stalla schiamazzando.
Il ragazzo allora afferrò un bastone e glielo scagliò contro, ma il risultato fu disastroso, perchè invece di impaurirla la colpì alla testa e la chiocciacadde morta sul pavimento della cucina, dove era fuggita.
Che fare adesso?
Per quanto sciocco fosse, Vardiello capiva che non avrebbe  potuto covale lui, le uova, e che perciò ormai quella nidiata di pulcini era andata perduta.
Non voleva, tuttavia, perdere anche la chioccia, che era bella grassa e buona da mangiare.
Non restava quindi che mangiarla, e Vardiello la spennò, la sventrò, come aveva visto fare dalla mamma tante volte, poi la infilò nello spiedo e la mise ad arrostire sul fuoco ben unta d'olio.
Poco dopo un profumo delizioso si diffuse per la casa, ed anche il gatto venne ad annusare.
Vardiello, tutto orgoglioso, continuava a sorvegliare il suo arrosto, e poco dopo potè toglierlo dal  fuoco, cotto a puntino e ben croccante.
:-Questo è un arrosto degno di un Re:- pensò, deponendolo sulla tavola ancora infilato nello spiedo.
:- Debbo proprio andare in cantina a spillare una caraffa di vino vecchio, per completare questo pranzetto:-
Prese la caraffa di terra rossa, scese in cantina e aprì la spina della botte, ma proprio in quel momento udì un rumore sospetto che veniva dalla cucina.
:- il gatto!!- pensò subito.
E si slanciò su per le scale con tutta la velocità delle sue gambe.
era il gatto, infatti, che rimasto solo aveva tirato giù dalla tavola spiedo e gallina, e accoccolato in un angolo stava facendo lui, il buon pranzetto.
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4
Lady Joan Marie
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Viandante Storico
Viandante Storico
C'è sempre un gatto che rompe le scatole!

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5
Arwen
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Viandante Storico
Viandante Storico
Perchè non aveva la panza piena di crocchette altrimenti mica saltava sul tavolo a tirar giù la gallina allo spiedo rotolarsi dal ridere

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6
Constantin
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
.... Vardiello si lanciò all'inseguimento, e dopo molto correre riuscì a rientrare im possesso della sua gallina; mezza gallina; se la mise sotto il braccio e ridiscese in cantina per prendere il vino.
Ma restò allibito vedendo il disastro.
Aveva dimenticato di chiudere la spina della botte, perciò, riempita la brocca, il vino aveva continuato ad uscire.
Ora la bote era vuota ed il pavimento allagato.
:- mia madre versava sul pavimento un sacco di segatura, quando voleva asciugare:- pensò; e si mise alla ricerca di un sacco.
Lo trovò, lo trascinò in cantina e lo versò tutto a terra.
Ma non aveva guardato dentro al sacco, e soltanto dopo vide che non si trattava di segatura, bensì farina ancora grezza.
Ormai i malestri combinati erano davvero troppi: la covata perduta, la chioccia morta, la botte vuota, la farina sprecata... Vardiello avrebbe voluto sprofondare dalla vergogna; pensò che non avrebbe mai avuto il coraggio di presentarsi alla mamma, e che il bel sogno di andare a Napoli a vendere la tela era svanito.
Non gli restava proprio che morire.
Ma come porre in atto il suo intento?
Pensa e pensa, decise di chiudersi nel forno. Un giorno o l'altro la mamma lo avrebbe acceso, e così lui sarebbe bruciato.
Detto fatto entrò nel forno e si tirò dietro lo sportello.
Verso sera la mamma ritorno ansiosa di rivedere il suo Vardiello, e iniziò a chiamarlo da lontano:- Vardiello, Vardiello, dove sei? Ma Vardiello non rispondeva.
Lo cercò inutilmente per tutta la casa, e stava già per preoccuparsi, quando vide un piede che spintava dalla bocca del forno.
Allora disse con calma: - Vardiello, che cosa ci fai lì dentro?-
:- voglio morire mamma - rispose il ragazzo. - Un giorno tu accenderai il forno, e così brucerò.-
:-debbo decidere io, se meriti di essere bruciato. Vieni fuori e raccontami tutto.
Vardiello uscì dal forno e narrò le sue peripezie, ma Grannonia gli voleva troppo bene per rimproverarlo w spaventarlo.
:- Vardiello mio - disse- non hai colpa di tutto ciò che è successo, e forse anch'io mi sarei comportata come te.
Tu non volevi uccidere la chioccia, ma soltanto farti ubbidire. Se il gatto non ti avesse rubato l'arrosto non avresti dimenticato la spina della botte aperta: E infine, se ti fossi accorto che si trattava di farina, non avresti versato il sacco a terra.
Adesso mangeremo assieme il tuo arrostino che ha un profumo veramente squisito, e domani ci andrai comunque a Napoli per vendere la tela.
Tutto consolato Vardiello abbracciò la mamma, poi cenò allegramente con lei e se ne andò a letto promettendo in cuor suo che avrebbe guadagnato un mucchio di soldi al mercato di Napoli, l'indomani.
Al mattino la mamma gli consegnò il rotolo di tela e gli diede le ultime istruzioni.
:-Bada che al mercato vengono persone di ogni tipo, gli onesti e gli imbroglioni: Questi ultimi sono coloro che parlano di più, e cercheranno di sbalordirti con le chiacchere. Non fidarti, perciò di chi parla troppo, perchè "gatta ci cova".-
:-Non temere mamma- promise Vardiello - nessuno riuscirà a mettermi nel sacco e vedrai che sarai contenta di me.
Mise il suo rotolo di tela sotto il braccio e partì allegramente.
Giunto al mercato, iniziò a girare tra la folla gridando: - tela! Tela! chi vuole questa bellissima tela?:-
Un uomo gli si avvicinò e chiese :- Che tipo di tela vendi? - Vardiello lo guardò con diffidenza.
:- Amico mio, tu parli troppo ed io non posso certo fidarmi di te. Vattene per i fatti tuoi mentre io me ne vado per i miei-
Piantò in asso l'avventore e riprese a girellare.
Tela! Tela!
Una signoragli si avvicinò e gli chiese :- quanto costa?
Vardiello guardò con diffidenza anche lei.
:- Non mi piacciono le donne chiaccherone, e tu fai discorsi troppo lunghi. Vattene, perchè non combinerò mai affari con te.-
E così via sino a sera; naturalmente quando il mercato finì Vardiello aveva ancora la sua tela sotto il braccio.
Un pò deluso per non aver trovato il cliente adatto, si incamminò verso casa, e un poco fuori Napoli sedette sopra ad un muricciolo per riposarsi un pò.
Quel muro cingeva il giardino di una villa, e Vardiello, dopo qualche tempo si accorse che tra gli alberi c'era un uomo immobile e muto come un pesce.Si trattava di una statua ma il ragazzo non se ne accorse.
:- tu potresti essere il cliente che cerco io- disse ad alta voce- Vuoi comperare questa bellissima tela tessuta a mano?-
Naturalmente la statua non rispose, e Vardiello esultò.
-Ecco veramente un uomo di poche parole ! - esclamò - Mi piaci, e ti consegno la mia tela perchè sono certo che tu non mi imbroglierai.-
Depose la tela sulle braccia della statua e attese, ma la statua non si muoveva.
:- ho capito- commentò Vardiello- Vuoi esaminarla alla luce del giorno. Fà pure, e io ritornerò domattina per riscuotere il prezzo giusto, addio er buona notte.-
Si incamminò verso casa tutto felice e giunse in tempo per la cena.
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