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Metamerismo

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Lucio Musto
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Viandante Ad Honorem
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Metamerismo

Metamerismo è naturalmente la descrizione di ciò che è metamerico, e metamerico deriva da metamero che potremmo tradurre come sezione o anello, o fetta; o semplicemente quello che sta in mezzo.

Metamerismo è la descrizione di tutta la nostra esistenza fisica, appunto perché noi tutti siamo organismi metamerici.

Il più primitivo, e presumibilmente anche il più antico metamerismo lo vediamo ancora oggi nei batteri, quelli che chiamiamo stafilococchi.   Non sono questi propriamente ancora organizzati metamericamente ma, come dire, ci stanno provando.   Hanno cominciato, come cominciammo anche noi parecchio tempo fa, a mettersi in fila indiana, uno dietro l’altro a formare una catena, e poi agganciarsi fortemente fino a saldarsi in un unico corpo.

Il perché di questo comportamento, io non lo so.   E credo non lo sappia nessuno di sicuro, anche se naturalmente ci sono milleuna teoria sull’argomento, dalle più ponderate alle più fantasiose.   Certo che è successo, e sta succedendo ancora.

Solo per inciso, e forse perché ci servirà più oltre, ricorderò che non è questa l’unica scelta evolutiva di aggregazione che gli organismi animali abbiano fatto.   Citerò ad esempio le idre e le planarie che hanno deciso di non aggregarsi affatto e proliferano lo stesso brillantemente.   O le meduse, che di segmentazione hanno un’idea del tutto diversa.   O infine i progenitori di tutte le stelle marine che hanno deciso di aggregarsi unendosi per la testa, in una sorta di “tavola rotonda paritetica” in contrapposizione alla scelta gerarchicamente più definita della “fila indiana”.

I passi successivi furono tutti conseguenziali.   Dalla parte dove si andava prevalentemente andò definendosi il “davanti”, relegando l’estremità perdente al ruolo di “didietro”.

Gli occhi naturalmente servivano di più davanti, ed infatti fu li che si svilupparono, pur lasciando in alcuni casi una chance anche all’altra parte, per una qualche sorta di utile protettiva “retrovisione”.   Gli scienziati ci dicono che non fu quest’ultima una soluzione popolare, tanto da sparire del tutto.   Tuttavia a noi un qualche dubbio su questa sparizione rimane, in particolar modo quando ci stupiamo del rigirarsi iroso e subitaneo delle ragazze cui abbiamo osservato interessatamente le terga.

Era utile che gli impulsi visivi fossero interpretati tempestivamente e perciò il cervello anche lui nei primissimi metameri; mai nel primo però, perché vitale è anche l’esigenza di protezione per un componente tanto importante, ed il “posto della suocera”, quello a fianco del guidatore è notoriamente il più pericoloso.   Così quindi nacquero le teste, (e forse anche le suocere).

Il più avanti possibile si sistemò la bocca, anche lei come il resto per specializzazione metamerica per poter prontamente afferrare il cibo.   E naturalmente (i “portoghesi” sono sempre esistiti), gerarchicamente si disposero anche i vari organi deputati all’assorbimento delle sostanze alimentari.   Prima quelle che assorbono gli zuccheri, le proteine nobili, i grassi… poi quelli che spremono i resti fino all’ultima stilla di nutrimento.   Quindi non a caso, in noi esseri metamerici il buco d’uscita sia posto in fondo al corpo.  

Questa assunzione “interessata” di funzioni non vale per gli organismi singoli, quelli non metamerici, e ne è controprova il fatto che chiocciole ed altri molluschi, per esempio, non si fanno affatto scrupolo di avere l’ano dietro le orecchie.

Domanda spontanea è come mai gli organi genitali, che certamente non sono da sottovalutare dal punto di vista della gerarchia e del potere siano posti laggiù invece che quassù.  

Io questo non lo so.   I biologi ci parlano di modificazioni geniche dei foglietti embrionali per adattamento di quella o questa primitiva struttura originariamente (prima del sesso?) destinata ad altro.   Io però penso che Madre Natura, lei è esperta in generazione delle cose!, abbia messo quelle interessanti strutture nel sud dell’organismo, invece che nel privilegiato nord, per favorire l’amore  fatto con molta calma e con ardore.   Doti queste ultime poco apprezzate e forse perniciose nei frenetici centri direzionali e decisionali delle nazioni e degli organismi .  
La “PnC”, Pomiciata in Nome Collettivo, insomma, non è una bella pomiciata.

E forse nemmeno l’Accoppiamento a responsabilità limitata, o il Coito azionario….

E mi viene in mente una domanda che è anche una considerazione: «ma questo metamerismo, in noi che non siamo fatti solo di anelli di ciccia ed ossa, quali altre conseguenze ha portato?».  

Senza questa scelta iniziale saremmo molto diversi!
Ed è passato molto tempo ed innumerevoli generazioni e modificazioni.  Di specie in specie, di genere in genere, di classe in classe, ne abbiamo fatto di cammino!.  
«Ma tuttavia nella capoccia, nel cervello, è rimasto forse qualche segno di quest’antica società di mutuo soccorso fra primitivi esseri bruti?».

Ad osservare attentamente, di “proiezioni esterne” del metamerismo ne possiamo scorgere molte, tutto intorno a noi.   Dall’organizzazione societaria dei branchi di animali predatori, con l’esemplare alfa, il migliore, il più forte e più rappresentativo della specie al comando e l’esemplare omega che raccoglie gli avanzi in fondo al gruppo, agli insetti sociali tutti dediti al benessere della comunità, tutti pronti a difendere con la propria vita la regina, motore e giustificazione stessa del formicaio o dell’alveare che sia.  
Ne vediamo traccia nella mandria di erbivori che si stringono a coorte attorno ai piccoli, che rappresentano il futuro del gruppo e le femmine deputate a partorirli,  riusciamo ad intravvederlo perfino nelle nostre sale operatorie, dove chirurgo, anestesista ferrista, infermiere ed inserviente collaborano tutti attivamente per un solo obiettivo, con mansioni diverse certo, ma con pari dignità.

«Ma a volte questo “benessere comunitario”, emanazione del metamerismo primigenio, viene in qualche modo disatteso generando scandalo e ripugnanza?».

Si, qualche volta si.

Guardavo alla Televisione, ieri sera quel programma che si chiama “Gaia”.   Hanno mandato un servizio naturistico su certe rane del deserto che vivono in condizioni estreme.  
Nelle rare occasioni di pioggia, tutte quante si lanciano in una frenesia di accoppiamento per riprodursi il più presto possibile.   Sanno bene le bestiole che l’acqua durerà poco e dovranno tornare alla stasi.  

Infatti il livello delle pozze scema rapidamente ed i girini devono svilupparsi in fretta per cercare di arrivare allo stato maturo prima della siccità.  
Non possono andare troppo per il sottile.   Presto comincia un cannibalismo selvaggio dove solo pochi individui che si sono in qualche modo modificati (ma il meccanismo non è ancora noto) divorano tutti gli altri fratelli e riescono a completare in tempo la metamorfosi.

In verità il sistema mi ha fatto schifo, anche se l’ho trovato ingegnoso e redditizio alla bisogna, e mi sono disgustato con Madre Natura che a volta usa mezzi così brutali.

Presto il programma è finito, ed ho avuto tempo di guardare molto più vicino a me.
Infatti c’era il Telegiornale.

Ma i nostri politici, quelli di destra come quelli di sinistra, e soprattutto quelli di centro-destra e di centro-sinistra che sono protetti quasi come quelli di centro, non fanno con noi poveri cittadini comuni esattamente come quei girini famelici con i loro numerosi più deboli fratelli?

L’analogia mi è sembrata bruciante: questi come quelli non si sa perché e come si siano modificati per divenire così feroci e cannibali.
Non sono certo i più forti e belli, come i capi dei lupi nel bosco, né i più utili come le fattrici dei nidi degli insetti.   Non gli elefanti più grandi, più vecchi e più saggi.   E nemmeno gli uomini più buoni.   Di più, rispetto agli altri, hanno solo inestinguibile ingordigia.

Ho tanta paura che in questo momento di difficoltà della razza la natura, per una volta più Matrigna che Madre, ci abbia preparato una bella fregatura, mandandoci tutti questi voraci azzannatori.

O forse non ha preso nessun abbaglio, solo semplicemente sta procedendo in un ben preordinato piano di estinzione di una specie secondaria alquanto malriuscita
.



Lucio Musto   12 dicembre 2004 parole 1257

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tiziana
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato

@Lucio Musto ha scritto:Metamerismo

Metamerismo è naturalmente la descrizione di ciò che è metamerico, e metamerico deriva da metamero che potremmo tradurre come sezione o anello, o fetta; o semplicemente quello che sta in mezzo.

Metamerismo è la descrizione di tutta la nostra esistenza fisica, appunto perché noi tutti siamo organismi metamerici.

Il più primitivo, e presumibilmente anche il più antico metamerismo lo vediamo ancora oggi nei batteri, quelli che chiamiamo stafilococchi.   Non sono questi propriamente ancora organizzati metamericamente ma, come dire, ci stanno provando.   Hanno cominciato, come cominciammo anche noi parecchio tempo fa, a mettersi in fila indiana, uno dietro l’altro a formare una catena, e poi agganciarsi fortemente fino a saldarsi in un unico corpo.

Il perché di questo comportamento, io non lo so.   E credo non lo sappia nessuno di sicuro, anche se naturalmente ci sono milleuna teoria sull’argomento, dalle più ponderate alle più fantasiose.   Certo che è successo, e sta succedendo ancora.

Solo per inciso, e forse perché ci servirà più oltre, ricorderò che non è questa l’unica scelta evolutiva di aggregazione che gli organismi animali abbiano fatto.   Citerò ad esempio le idre e le planarie che hanno deciso di non aggregarsi affatto e proliferano lo stesso brillantemente.   O le meduse, che di segmentazione hanno un’idea del tutto diversa.   O infine i progenitori di tutte le stelle marine che hanno deciso di aggregarsi unendosi per la testa, in una sorta di “tavola rotonda paritetica” in contrapposizione alla scelta gerarchicamente più definita della “fila indiana”.

I passi successivi furono tutti conseguenziali.   Dalla parte dove si andava prevalentemente andò definendosi il “davanti”, relegando l’estremità perdente al ruolo di “didietro”.

Gli occhi naturalmente servivano di più davanti, ed infatti fu li che si svilupparono, pur lasciando in alcuni casi una chance anche all’altra parte, per una qualche sorta di utile protettiva “retrovisione”.   Gli scienziati ci dicono che non fu quest’ultima una soluzione popolare, tanto da sparire del tutto.   Tuttavia a noi un qualche dubbio su questa sparizione rimane, in particolar modo quando ci stupiamo del rigirarsi iroso e subitaneo delle ragazze cui abbiamo osservato interessatamente le terga.

Era utile che gli impulsi visivi fossero interpretati tempestivamente e perciò il cervello anche lui nei primissimi metameri; mai nel primo però, perché vitale è anche l’esigenza di protezione per un componente tanto importante, ed il “posto della suocera”, quello a fianco del guidatore è notoriamente il più pericoloso.   Così quindi nacquero le teste, (e forse anche le suocere).

Il più avanti possibile si sistemò la bocca, anche lei come il resto per specializzazione metamerica per poter prontamente afferrare il cibo.   E naturalmente (i “portoghesi” sono sempre esistiti), gerarchicamente si disposero anche i vari organi deputati all’assorbimento delle sostanze alimentari.   Prima quelle che assorbono gli zuccheri, le proteine nobili, i grassi… poi quelli che spremono i resti fino all’ultima stilla di nutrimento.   Quindi non a caso, in noi esseri metamerici il buco d’uscita sia posto in fondo al corpo.  

Questa assunzione “interessata” di funzioni non vale per gli organismi singoli, quelli non metamerici, e ne è controprova il fatto che chiocciole ed altri molluschi, per esempio, non si fanno affatto scrupolo di avere l’ano dietro le orecchie.

Domanda spontanea è come mai gli organi genitali, che certamente non sono da sottovalutare dal punto di vista della gerarchia e del potere siano posti laggiù invece che quassù.  

Io questo non lo so.   I biologi ci parlano di modificazioni geniche dei foglietti embrionali per adattamento di quella o questa primitiva struttura originariamente (prima del sesso?) destinata ad altro.   Io però penso che Madre Natura, lei è esperta in generazione delle cose!, abbia messo quelle interessanti strutture nel sud dell’organismo, invece che nel privilegiato nord, per favorire l’amore  fatto con molta calma e con ardore.   Doti queste ultime poco apprezzate e forse perniciose nei frenetici centri direzionali e decisionali delle nazioni e degli organismi .  
La “PnC”, Pomiciata in Nome Collettivo, insomma, non è una bella pomiciata.

E forse nemmeno l’Accoppiamento a responsabilità limitata, o il Coito azionario….

E mi viene in mente una domanda che è anche una considerazione: «ma questo metamerismo, in noi che non siamo fatti solo di anelli di ciccia ed ossa, quali altre conseguenze ha portato?».  

Senza questa scelta iniziale saremmo molto diversi!
Ed è passato molto tempo ed innumerevoli generazioni e modificazioni.  Di specie in specie, di genere in genere, di classe in classe, ne abbiamo fatto di cammino!.  
«Ma tuttavia nella capoccia, nel cervello, è rimasto forse qualche segno di quest’antica società di mutuo soccorso fra primitivi esseri bruti?».

Ad osservare attentamente, di “proiezioni esterne” del metamerismo ne possiamo scorgere molte, tutto intorno a noi.   Dall’organizzazione societaria dei branchi di animali predatori, con l’esemplare alfa, il migliore, il più forte e più rappresentativo della specie al comando e l’esemplare omega che raccoglie gli avanzi in fondo al gruppo, agli insetti sociali tutti dediti al benessere della comunità, tutti pronti a difendere con la propria vita la regina, motore e giustificazione stessa del formicaio o dell’alveare che sia.  
Ne vediamo traccia nella mandria di erbivori che si stringono a coorte attorno ai piccoli, che rappresentano il futuro del gruppo e le femmine deputate a partorirli,  riusciamo ad intravvederlo perfino nelle nostre sale operatorie, dove chirurgo, anestesista ferrista, infermiere ed inserviente collaborano tutti attivamente per un solo obiettivo, con mansioni diverse certo, ma con pari dignità.

«Ma a volte questo “benessere comunitario”, emanazione del metamerismo primigenio, viene in qualche modo disatteso generando scandalo e ripugnanza?».

Si, qualche volta si.

Guardavo alla Televisione, ieri sera quel programma che si chiama “Gaia”.   Hanno mandato un servizio naturistico su certe rane del deserto che vivono in condizioni estreme.  
Nelle rare occasioni di pioggia, tutte quante si lanciano in una frenesia di accoppiamento per riprodursi il più presto possibile.   Sanno bene le bestiole che l’acqua durerà poco e dovranno tornare alla stasi.  

Infatti il livello delle pozze scema rapidamente ed i girini devono svilupparsi in fretta per cercare di arrivare allo stato maturo prima della siccità.  
Non possono andare troppo per il sottile.   Presto comincia un cannibalismo selvaggio dove solo pochi individui che si sono in qualche modo modificati (ma il meccanismo non è ancora noto) divorano tutti gli altri fratelli e riescono a completare in tempo la metamorfosi.

In verità il sistema mi ha fatto schifo, anche se l’ho trovato ingegnoso e redditizio alla bisogna, e mi sono disgustato con Madre Natura che a volta usa mezzi così brutali.

Presto il programma è finito, ed ho avuto tempo di guardare molto più vicino a me.
Infatti c’era il Telegiornale.

Ma i nostri politici, quelli di destra come quelli di sinistra, e soprattutto quelli di centro-destra e di centro-sinistra che sono protetti quasi come quelli di centro, non fanno con noi poveri cittadini comuni esattamente come quei girini famelici con i loro numerosi più deboli fratelli?

L’analogia mi è sembrata bruciante: questi come quelli non si sa perché e come si siano modificati per divenire così feroci e cannibali.
Non sono certo i più forti e belli, come i capi dei lupi nel bosco, né i più utili come le fattrici dei nidi degli insetti.   Non gli elefanti più grandi, più vecchi e più saggi.   E nemmeno gli uomini più buoni.   Di più, rispetto agli altri, hanno solo inestinguibile ingordigia.

Ho tanta paura che in questo momento di difficoltà della razza la natura, per una volta più Matrigna che Madre, ci abbia preparato una bella fregatura, mandandoci tutti questi voraci azzannatori.

O forse non ha preso nessun abbaglio, solo semplicemente sta procedendo in un ben preordinato piano di estinzione di una specie secondaria alquanto malriuscita
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Lucio Musto   12 dicembre 2004 parole 1257

Caro Lucio,
ti ho già detto stamane, mi pare, in uno di quei giochini, tipo: Cosa pensi se ti dico? ecc ecc, che metamerismo non esiste.
Poi non sono gli stafilococchi che si mettono in fila indiana, a catena, ma gli streptococchi, gli stafilococchi, che derivano dal greco staphilos, si mettono a forma di grappolo.
Vedo che hai riproposto un tuo post del 2004, nientedimeno, però io scientificamente non sono d'accordo su ciò che scrivi.
Ciao.

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Lucio Musto
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Viandante Ad Honorem
non pretende di essere un post scientifico, mi sembra ovvio.

eppure stasera ho ascoltato (e visto) su Focus qualcosa a proposito dei sifonofori... e m'è già
venuto l'uzzolo di scriverci su un prosieguo giusto di Metamerismo...
magari dicendolo da subito che non ha la pretesa di essere una teoria evoluzionistica certa.

Però magari, tu che affermi con tale sicurezza che "metamerismo non esiste" potresti anche dirci
come si spiegherebbero i metameri...

Ciao a te

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tiziana
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato

@Lucio Musto ha scritto:non pretende di essere un post scientifico, mi sembra ovvio.

eppure stasera ho ascoltato (e visto) su Focus qualcosa a proposito dei sifonofori... e m'è già
venuto l'uzzolo di scriverci su un prosieguo giusto di Metamerismo...
magari dicendolo da subito che non ha la pretesa di essere una teoria evoluzionistica certa.

Però magari, tu che affermi con tale sicurezza che "metamerismo non esiste" potresti anche dirci
come si spiegherebbero i metameri...

Ciao a te
Ora è tardi, mi sto mettendo a letto, io ho detto che la parola metamerismo non esiste, esistono i metameri, e per comprendere bene cio' bisogna risalire all'embriologia, ne parliamo domani, eh?Poi se domani è giornata forte per il mare ne parliamo domani sera.
Staphilos in greco è grappolo,
Streptos in greco è catena.
A presto.

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Arwen
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Viandante Storico
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@Lucio Musto ha scritto:Metamerismo

Metamerismo è naturalmente la descrizione di ciò che è metamerico, e metamerico deriva da metamero che potremmo tradurre come sezione o anello, o fetta; o semplicemente quello che sta in mezzo.

Metamerismo è la descrizione di tutta la nostra esistenza fisica, appunto perché noi tutti siamo organismi metamerici.

Il più primitivo, e presumibilmente anche il più antico metamerismo lo vediamo ancora oggi nei batteri, quelli che chiamiamo stafilococchi.   Non sono questi propriamente ancora organizzati metamericamente ma, come dire, ci stanno provando.   Hanno cominciato, come cominciammo anche noi parecchio tempo fa, a mettersi in fila indiana, uno dietro l’altro a formare una catena, e poi agganciarsi fortemente fino a saldarsi in un unico corpo.

Il perché di questo comportamento, io non lo so.   E credo non lo sappia nessuno di sicuro, anche se naturalmente ci sono milleuna teoria sull’argomento, dalle più ponderate alle più fantasiose.   Certo che è successo, e sta succedendo ancora.

Solo per inciso, e forse perché ci servirà più oltre, ricorderò che non è questa l’unica scelta evolutiva di aggregazione che gli organismi animali abbiano fatto.   Citerò ad esempio le idre e le planarie che hanno deciso di non aggregarsi affatto e proliferano lo stesso brillantemente.   O le meduse, che di segmentazione hanno un’idea del tutto diversa.   O infine i progenitori di tutte le stelle marine che hanno deciso di aggregarsi unendosi per la testa, in una sorta di “tavola rotonda paritetica” in contrapposizione alla scelta gerarchicamente più definita della “fila indiana”.

I passi successivi furono tutti conseguenziali.   Dalla parte dove si andava prevalentemente andò definendosi il “davanti”, relegando l’estremità perdente al ruolo di “didietro”.

Gli occhi naturalmente servivano di più davanti, ed infatti fu li che si svilupparono, pur lasciando in alcuni casi una chance anche all’altra parte, per una qualche sorta di utile protettiva “retrovisione”.   Gli scienziati ci dicono che non fu quest’ultima una soluzione popolare, tanto da sparire del tutto.   Tuttavia a noi un qualche dubbio su questa sparizione rimane, in particolar modo quando ci stupiamo del rigirarsi iroso e subitaneo delle ragazze cui abbiamo osservato interessatamente le terga.

Era utile che gli impulsi visivi fossero interpretati tempestivamente e perciò il cervello anche lui nei primissimi metameri; mai nel primo però, perché vitale è anche l’esigenza di protezione per un componente tanto importante, ed il “posto della suocera”, quello a fianco del guidatore è notoriamente il più pericoloso.   Così quindi nacquero le teste, (e forse anche le suocere).

Il più avanti possibile si sistemò la bocca, anche lei come il resto per specializzazione metamerica per poter prontamente afferrare il cibo.   E naturalmente (i “portoghesi” sono sempre esistiti), gerarchicamente si disposero anche i vari organi deputati all’assorbimento delle sostanze alimentari.   Prima quelle che assorbono gli zuccheri, le proteine nobili, i grassi… poi quelli che spremono i resti fino all’ultima stilla di nutrimento.   Quindi non a caso, in noi esseri metamerici il buco d’uscita sia posto in fondo al corpo.  

Questa assunzione “interessata” di funzioni non vale per gli organismi singoli, quelli non metamerici, e ne è controprova il fatto che chiocciole ed altri molluschi, per esempio, non si fanno affatto scrupolo di avere l’ano dietro le orecchie.

Domanda spontanea è come mai gli organi genitali, che certamente non sono da sottovalutare dal punto di vista della gerarchia e del potere siano posti laggiù invece che quassù.  

Io questo non lo so.   I biologi ci parlano di modificazioni geniche dei foglietti embrionali per adattamento di quella o questa primitiva struttura originariamente (prima del sesso?) destinata ad altro.   Io però penso che Madre Natura, lei è esperta in generazione delle cose!, abbia messo quelle interessanti strutture nel sud dell’organismo, invece che nel privilegiato nord, per favorire l’amore  fatto con molta calma e con ardore.   Doti queste ultime poco apprezzate e forse perniciose nei frenetici centri direzionali e decisionali delle nazioni e degli organismi .  
La “PnC”, Pomiciata in Nome Collettivo, insomma, non è una bella pomiciata.

E forse nemmeno l’Accoppiamento a responsabilità limitata, o il Coito azionario….

E mi viene in mente una domanda che è anche una considerazione: «ma questo metamerismo, in noi che non siamo fatti solo di anelli di ciccia ed ossa, quali altre conseguenze ha portato?».  

Senza questa scelta iniziale saremmo molto diversi!
Ed è passato molto tempo ed innumerevoli generazioni e modificazioni.  Di specie in specie, di genere in genere, di classe in classe, ne abbiamo fatto di cammino!.  
«Ma tuttavia nella capoccia, nel cervello, è rimasto forse qualche segno di quest’antica società di mutuo soccorso fra primitivi esseri bruti?».

Ad osservare attentamente, di “proiezioni esterne” del metamerismo ne possiamo scorgere molte, tutto intorno a noi.   Dall’organizzazione societaria dei branchi di animali predatori, con l’esemplare alfa, il migliore, il più forte e più rappresentativo della specie al comando e l’esemplare omega che raccoglie gli avanzi in fondo al gruppo, agli insetti sociali tutti dediti al benessere della comunità, tutti pronti a difendere con la propria vita la regina, motore e giustificazione stessa del formicaio o dell’alveare che sia.  
Ne vediamo traccia nella mandria di erbivori che si stringono a coorte attorno ai piccoli, che rappresentano il futuro del gruppo e le femmine deputate a partorirli,  riusciamo ad intravvederlo perfino nelle nostre sale operatorie, dove chirurgo, anestesista ferrista, infermiere ed inserviente collaborano tutti attivamente per un solo obiettivo, con mansioni diverse certo, ma con pari dignità.

«Ma a volte questo “benessere comunitario”, emanazione del metamerismo primigenio, viene in qualche modo disatteso generando scandalo e ripugnanza?».

Si, qualche volta si.

Guardavo alla Televisione, ieri sera quel programma che si chiama “Gaia”.   Hanno mandato un servizio naturistico su certe rane del deserto che vivono in condizioni estreme.  
Nelle rare occasioni di pioggia, tutte quante si lanciano in una frenesia di accoppiamento per riprodursi il più presto possibile.   Sanno bene le bestiole che l’acqua durerà poco e dovranno tornare alla stasi.  

Infatti il livello delle pozze scema rapidamente ed i girini devono svilupparsi in fretta per cercare di arrivare allo stato maturo prima della siccità.  
Non possono andare troppo per il sottile.   Presto comincia un cannibalismo selvaggio dove solo pochi individui che si sono in qualche modo modificati (ma il meccanismo non è ancora noto) divorano tutti gli altri fratelli e riescono a completare in tempo la metamorfosi.

In verità il sistema mi ha fatto schifo, anche se l’ho trovato ingegnoso e redditizio alla bisogna, e mi sono disgustato con Madre Natura che a volta usa mezzi così brutali.

Presto il programma è finito, ed ho avuto tempo di guardare molto più vicino a me.
Infatti c’era il Telegiornale.

Ma i nostri politici, quelli di destra come quelli di sinistra, e soprattutto quelli di centro-destra e di centro-sinistra che sono protetti quasi come quelli di centro, non fanno con noi poveri cittadini comuni esattamente come quei girini famelici con i loro numerosi più deboli fratelli?

L’analogia mi è sembrata bruciante: questi come quelli non si sa perché e come si siano modificati per divenire così feroci e cannibali.
Non sono certo i più forti e belli, come i capi dei lupi nel bosco, né i più utili come le fattrici dei nidi degli insetti.   Non gli elefanti più grandi, più vecchi e più saggi.   E nemmeno gli uomini più buoni.   Di più, rispetto agli altri, hanno solo inestinguibile ingordigia.

Ho tanta paura che in questo momento di difficoltà della razza la natura, per una volta più Matrigna che Madre, ci abbia preparato una bella fregatura, mandandoci tutti questi voraci azzannatori.

O forse non ha preso nessun abbaglio, solo semplicemente sta procedendo in un ben preordinato piano di estinzione di una specie secondaria alquanto malriuscita
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Lucio Musto   12 dicembre 2004 parole 1257

Interessante il tuo discorso Lucio, io sono convinta che l'uomo non sia diverso da altre specie animali e forme viventi e anche se Madre Natura può sembrare crudele tutto si svolge secondo le leggi della Natura, ovvero la spinta evoluzionista e la sopravvivenza della specie, le specie inadatte sono destinate a estinguersi se non si evolvono.
Nel caso specifico umano, che è un animale sociale organizzato, ogni azione è riconducibile alla soddisfazione di alcuni bisogni primari e secondari che sta nno alla base della legge di sopravvivenza, come descritto nella piramide di Maslow, quindi i nostri politici non sono diversi, non fanno altro che rispondere ai loro bisogni. Se siamo destinati all'estinzione non si sa, può essere che come sempre guardando in un contesto più ampio e non di singolo gruppo sociale l'umanità sarà destinata ad estinguersi, o accellerare la distruzione del pianeta o trasformazione ma comunque sia tutto l'Universo è in continua evoluzione e cambiamento.

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Arwen
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Viandante Storico

@Lucio Musto ha scritto:non pretende di essere un post scientifico, mi sembra ovvio.

eppure stasera ho ascoltato (e visto) su Focus qualcosa a proposito dei sifonofori... e m'è già
venuto l'uzzolo di scriverci su un prosieguo giusto di Metamerismo...
magari dicendolo da subito che non ha la pretesa di essere una teoria evoluzionistica certa.

Però magari, tu che affermi con tale sicurezza che "metamerismo non esiste" potresti anche dirci
come si spiegherebbero i metameri...

Ciao a te
Ciao Lucio, in attesa che Tiziana ci spieghi riguardo alla materia dei metameri, la spiegazione molto semplice alla portata di tutti( anche me che non sono medico, biologo, scienziato) l'ho trovata, quindi significa che esiste anche se fa riferimento a metamero basta digitare su google e la parola metamerismo esiste nel dizionario della Treccani:
"metamerismo s. m. [der. di metamero]. – In chimica, lo stesso che metameria.
metamerìa s. f. [comp. di meta- e -meria]. – 1. In biologia, stadio dello sviluppo ontogenetico o condizione definitiva di quegli animali (anellidi, artropodi, cordati) il cui corpo è formato da una successione lineare di segmenti (metameri o somiti), in ciascuno dei quali si ripetono strutture e apparati (circolatorio, nervoso, escretore, ecc.): si distinguono una m. eteronoma, nella quale i metameri presentano differenze nell’aspetto e nelle funzioni, e una m. omonoma, nella quale i metameri sono uguali fra loro (a eccezione dei primi e degli ultimi), tipica per es. degli anellidi policheti erranti. Anche, l’analoga condizione che si riscontra nei vertebrati superiori (incluso l’uomo) allo stadio adulto, limitatamente ad alcune strutture specializzate (come i nervi cranici, quelli spinali e le vertebre), e che deriva dalla metameria caratteristica degli stadî embrionali. 2. In chimica, tipo di isomeria (detto anche metamerismo) fra più composti costituiti da atomi della stessa natura, in ugual numero e con la medesima valenza, ma legati in modo da formare gruppi caratteristici differenti che conferiscono ai metameri proprietà chimiche diverse: tipico esempio è quello delle aldeidi e dei chetoni. 3. In ottica, fenomeno per cui mescolanze differenti di varî colori danno luogo a una medesima sensazione cromatica (sensazione metamerica o stimolo metamerico): v. metamerico."


O.T.
Scusate se posso risultare un po' pedante e precisina ma quando leggo un argomento interessante sono abituata ad andare ad approfondire e cercare quando non conosco la materia, tipico credo di chi utilizza un forum per cercare un confronto e discussione e non limitarsi a leggere passivamente una serie di nozioni.
Credo che sia nello spirito di un forum creare discussione e confronto inizio a sorridere

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tiziana
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Viandante Affezionato

@Arwen ha scritto:
@Lucio Musto ha scritto:non pretende di essere un post scientifico, mi sembra ovvio.

eppure stasera ho ascoltato (e visto) su Focus qualcosa a proposito dei sifonofori... e m'è già
venuto l'uzzolo di scriverci su un prosieguo giusto di Metamerismo...
magari dicendolo da subito che non ha la pretesa di essere una teoria evoluzionistica certa.

Però magari, tu che affermi con tale sicurezza che "metamerismo non esiste" potresti anche dirci
come si spiegherebbero i metameri...

Ciao a te
Ciao Lucio, in attesa che Tiziana ci spieghi riguardo alla materia dei metameri, la spiegazione molto semplice alla portata di tutti( anche me che non sono medico, biologo, scienziato) l'ho trovata, quindi significa che esiste anche se fa riferimento a metamero basta digitare su google e la parola metamerismo esiste nel dizionario della Treccani:
"metamerismo s. m. [der. di metamero]. – In chimica, lo stesso che metameria.
metamerìa s. f. [comp. di meta- e -meria]. – 1. In biologia, stadio dello sviluppo ontogenetico o condizione definitiva di quegli animali (anellidi, artropodi, cordati) il cui corpo è formato da una successione lineare di segmenti (metameri o somiti), in ciascuno dei quali si ripetono strutture e apparati (circolatorio, nervoso, escretore, ecc.): si distinguono una m. eteronoma, nella quale i metameri presentano differenze nell’aspetto e nelle funzioni, e una m. omonoma, nella quale i metameri sono uguali fra loro (a eccezione dei primi e degli ultimi), tipica per es. degli anellidi policheti erranti. Anche, l’analoga condizione che si riscontra nei vertebrati superiori (incluso l’uomo) allo stadio adulto, limitatamente ad alcune strutture specializzate (come i nervi cranici, quelli spinali e le vertebre), e che deriva dalla metameria caratteristica degli stadî embrionali. 2. In chimica, tipo di isomeria (detto anche metamerismo) fra più composti costituiti da atomi della stessa natura, in ugual numero e con la medesima valenza, ma legati in modo da formare gruppi caratteristici differenti che conferiscono ai metameri proprietà chimiche diverse: tipico esempio è quello delle aldeidi e dei chetoni. 3. In ottica, fenomeno per cui mescolanze differenti di varî colori danno luogo a una medesima sensazione cromatica (sensazione metamerica o stimolo metamerico): v. metamerico."


O.T.
Scusate se posso risultare un po' pedante e precisina ma quando leggo un argomento interessante sono abituata ad andare ad approfondire e cercare quando non conosco la materia, tipico credo di chi utilizza un forum per cercare un confronto e discussione e non limitarsi a leggere passivamente una serie di nozioni.
Credo che sia nello spirito di un forum creare discussione e confronto inizio a sorridere

Gentile Arwen,
hai detto bene, metamerismo esiste, sì, ma non si usa, si usa metameria.
Certo Lucio vuole che io spieghi come si formi un dermatoma, un metamero, un somite, e ti pare facile? Bisogna risalire all'embriologia e ricordarci che un embrione ha 3 foglietti entoderma, mesoderma, ectoderma. A livello del mesoderma si formano i somiti che sono strutture metameriche, ad es a destra e a sinistra dell'embrione abbiamo vari dermatomi ( strutture metameriche) da cui si formeranno le braccia, le gambe, e quindi hanno ossa, il plesso brachiale,plesso  lombare, i vasi sanguigni in perfetta simmetria a destra e a sinistra. Spesso un dolore non sconfina oltre il dermatoma di appartenenza. Il cranio si forma da 3 somiti, ma qua è chiaro che entriamo in campo minato. Insomma è la ripetizione di strutture simili ad ambo i lati, nervi, vasi sanguigni, ossa, davvero, Lucio, non so perchè ti affascini tanto questa metameria, o ti affascinino gli echinodermi e gli anellidi.
I dermatomi si ritrovano anche negli adulti, negli arti, nell'addome, per cui se c'è un dolore localizzato da qualche parte dobbiamo cercare nell'ambito del dermatoma, ma vi sono anche i dolori riferiti, ad es un mal di pancia è spia d'infarto. E' materia complessa.
Ciao.
PS. Vedere su wiki i richiami di embriologia.

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Arwen
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Sapevo del mal di stomaco e altri sintomi ma mai sentito che il dolore di pancia fosse una spia d'infarto.

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tiziana
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@Arwen ha scritto:Sapevo del mal di stomaco e altri sintomi ma mai sentito che il dolore di pancia fosse una spia d'infarto.
Beh, questo lo sanno i medici, sono dolori riferiti.

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