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Il principe Coniraya

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1
Constantin
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Il principe Coniraya

Una volta, tanto e tanto tempo fa, l'oceano azzurro che bagna le coste del Perù era completamente privo di pesci.
C'erano coralli, spugne, meduse, conchiglie... ma pesci no.
I pesci vivevano solamente nei laghi, nei fiumi e nei torrenti del Perù, ma erano così pochi che nessuno osava pescarli.
Poi, un giorno, tutti questi pesci trasmigrarono dai laghi all'oceano, e si moltiplicarono all'infinito: ed ora vi dirò come fu.
In quel tempo lontano viveva nel Perù un giovane principe bellissimoe potentissimo che sapeva compiere molte magie; bastava un suo gesto, e le colline si spianavano e si trasformavano in mari verdi ed in fertili campagne; immergeva una canna in un fiume e subito il fiume straripava e le acque irroravano la terra assetata; diceva una parola e le paludi si prosciugavano, e al loro posto sorgevano ricche piantagioni di frutta multicolore.
Questo principe si chiamava Coniraya, e poichè era un uomo giusto e gli piaceva far del bene a tutti, spesso si travestiva da mendicante per mescolarsi alle tribù più misere ed ascoltare quelli che erano i desideri dei più poveri.
Accompagnava lungo i sassosi sentieri delle Ande i poveri pastori che scendevano verso la città seguendo i loro pigri lamaentrava, fingendo di chiedere l'elemosina, nelle miserabili capanne dove le donne macinavano il granturco con un piccolo mulino di pietra; e, ritornato nel suo palazzo, cercava in ogni modo di rendere giustizia a tutti, secondo le necessità di ciascuno.
Il popolo amava il principe Coniraya, ma nessuno lo aveva mai riconosciuto sotto le false spoglie dell'accattone.
Viveva in quelle terre anche una bellissima principessail cui nome era Cavillaca.
Molti giovani e molte divinità avrebbero desiderato prenderla in moglie, ma Cavillaca rifiutava ostinatamente ogni proposta, dichiarando di non volersi sposare.
Un giorno la principessa si inoltrò in un bosco, si sedette all'ombra di un grosso albero e abilmente cominciò ad intrecciare una stuoia multicolore.
Proprio in quel momento si posò sopra un ramo un uccellino dalle piume azzurre... Era il principe Coniraya che aveva assunto quell'aspetto inconsueto.
Appena vide la principessa se ne innamorò.
Avrebbe voluto chiederla subito in moglie, ma sapeva che Cavillaca respingeva tutti, e probabilmente avrebbe respinto anche lui.
Decise però di ricorrere all'astuzia, ed iniziò a gorgheggiare tanto dolcemente che la fanciulla abbandonò il suo lavoro di intreccio per ascoltarlo affascinata.
Allora l'uccellino azzurro si staccò dal ramo e prese a volare da un albero all'altro, volgendosi indietro di quando in quando per vedere se Cavillaca lo seguiva; la bella principessa, infatti, come spinta da una forza invincibile, s'inoltrava sempre più nel bosco senza perdere mai di vista l'uccelletto che continuava a cinguettare deliziosamente.
Ad un certo punto l'uccello raggiunse una montagnasul cui fianco si apriva una caverna tenebrosa: Coniraya vi si inoltrò e scomparve con Cavillaca.
****

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2
Lady Joan Marie
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Viandante Storico
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Non vedo l'ora di sapere il seguito!

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3
Arwen
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Viandante Storico
Viandante Storico
Bella Constantin! Anch'io sono curiosa sorriso

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4
Constantin
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
...La cavernain cui la principessa entrò era bellissima.
L'uccellino dalle piume azzurre si posò sopra una roccia e guardò a lungo  la principessa e disse dolcemente:- Bella Cavillaca, io sono un principe dotato di poteri magici, ma non posso dirti il mio nome.
Sappi soltanto che ti voglio bene come alla luce dei miei occhi, e se tu vorrai sposarmi e vivere con me in questa caverna che io renderò ancora più bella,  dedicherò tutta la mia esistenza a renderti felice -.
Cavillaca guardò il grazioso uccellino azzurro e si sentì commuovere, anzi contentissima subito rispose di si.
Allora da una spaccatura della cavernauscì un venerando sacerdote mascherato che tosto pronunciò le antiche formule sacre delle nozze e poi si ritirò in silenzio così com'era apparso.
Quando gli sposi ebbero mangiatola bella Cavillaga si distese su di un letto di fiori, apparso dal nulla, per riposare e l'uccellino, sebbene fosse felice disse: - non appena sarà buio io riprenderò la mia forma umana, ma tu per nulla al mondo dovrai cercare di vedermi. Altrimenti il fato ha stabilito che noi dovremo soffrire molti mali.-
Cavillaga era tanto felice che non provava nemmeno la curiosità di vedere il principe. Visse per un anno nella caverna, trattata e servita come una regina, e ogni sera l'uccellino ritornava e riprendeva la sua forma umana non appena il fuoco era spento.
Ma quando un bel giorno di primavera, nacque un meravigliosobambino dagli occhi luminosi, nuovi pensieri iniziarono a turbinare nella mente della principessa.
- Io non conosco il nome nè il volto del padre del mio bambino, e questo non è giusto- si disse, - voglio bene a mio marito, ma ho diritto di sapere chi é.-
Da quel giorno cominciò a tempestare di domande il principe Coniraya, ma il giovane non le rispose mai.
Allora Cavillaga decise a su volta di ricorrere all'astuzia per conoscere finalmente l'aspetto del suo sposo.
-Tornerò nella mia casa- pensò - e farò tutte le ricerche necessarie. Voglio sapere chi è il mio sposo-.
Infatti il giorno dopo, quando l'uccellino azzurro prese il volo e scomparve tra gli alberi della foresta, Cavillaga prese in braccio il bambino e uscì dalla caverna.
Ben presto giunse alla casa di suo padre, dove fu accolta con molti festeggiamenti.
Qualche giorno dopo gli annunciò che aveva finalmente scelto uno sposo.
Il padre, felice per la decisione della figlia diede ordine ai servi di annunciare a tutti i principi e a tutti gli dei l'intenzione della figlia, affinchè ella potesse scegliere fra di loro un marito degno di lei.
Principi, guerrieri, divinità, mercanti, cacciatori accorsero pieni di speranza al palazzo di Cavillaga.
Quando furono tutti raccolti su di un grande patio di pietra, Cavillaga si presentò tenendo il suo bambino in braccio.
- Vi ho riuniti qui- disse la principessa- per svelare un mistero che non mi lascia più in pace. Un anno fa io ho sposato in segrete nozze un principe che è il padre di questo bambino; però non ho mai visto il suo volto e non conosco il suo nome. Penso tuttavia che egli si trovi qui tra voi, lo prego quindi di farsi avanti.
A quelle parole principi e divinità si guardarono l'un l'altro sbigottiti, ma nessuno si fece avanti, nemmeno uno straccione che era entrato di soppiatto e che osservava la scena dal fondo della sala.
Vedendo che nessuno dei presenti si muoveva o pronunciava una parola, la principessa  continuò :- Poichè il padre del bambino non vuole rivelarsi, penserà mio figlio a riconoscerlo. Io lo farò camminare liberamente in mezzo a voi; colui davanti al quale il bambino si fermerà sarà di certo il vero padre.-
Depose a terra il figlio e subito il piccolo iniziò a trotterellare fra i convenuti; poi corse verso il povero e gli abbracciò le gambe, mentre l'uomo si chinava teneramente verso lui.
Cavillagaseppur come sempre bellissima,  impallidì e poi arrossì: tutto si sarebbe aspettato, meno che questo!
Il suo sposo era dunque un mendicante, vestito di stracci,  sporco e lacero  e che i servi avrebbero dovuto gettare a spintoni tra la polvere della strada?
Corse ad afferrare il bambino, poi fuggì via, dirigendosi verso la spiaggia del grande oceano.
Non sapeva dove nascondere la vergogna e lo sdegno per quanto era successo.
Intanto lo straccione si era trasformato in un bellissimo principe e un mantello sfavillante d'oro e pietre preziose avvolgeva la sua persona.
Si lanciò subito all'inseguimento di Cavillaga, gridando: - Cavillaga, ti prego, fermati, fermati! Guardami! Sono io il tuo sposo, il padre del nostro bambino!
Ma la principessa non si fermò e non si volse. Stringendo sempre il piccolo al petto, correva verso il mare balbettando fra le lacrime: - non oserò più guardare in faccia nessuno, nè farmi vedere da nessuno! Io, che ho rifiutato principi e dei, ho sposato quel mendicante!
Correva come se avesse le ali ai piedi, e ben presto Coniraya la perse di vista.
Il principe disperato, si trovò fra i picchi  solitari delle Ande  dove solo qualche lama selvatico brucava la magra erba.
Cercava un passaggio per poter raggiungere il mare, vide un condor sopra di lui : Fratello condor- disse con accento supplichevole- hai visto una donna con un bambino correre fra questi dirupi?
-L'ho vista- rispose il condor- Non è lontana da qui. Se affretti il passo, forse riuscirai a raggiungerla.
Il principe riprese a correre con quanta forza aveva, ma non gli riuscì di scorgere la figura della bella Cavillaga.
Allora fermò una puzzola: - Sorella puzzola, hai visto una donna con un bambino passare di qua? :- L'ho vista- disse la puzzola - ma è troppo lontana ormai e non riuscirai a raggiungerla.
Tuttavia il principe non si perse di coraggio ( ma perchè non usa la magia? scratch  nota dello trascrittore )
e continuò l'inseguimento fino a che non vide un pumasdraiato sopra un picco.
-Fratello puma - lo supplicò - hai visto passare di qua un donna con un bambino?
-L'ho vista - rispose il puma. - Credo che sia a poca distanza, perchè è passata un momento fa. Forse la raggiungerai fra un minuto.
Ma Coniraya non raggiunse la bella Cavillaga sebbene avesse continuato l'inseguimento.
Giunto sulla riva dell'oceano si fermò a braccia conserte a contemplare scoraggiato quella distesa azzurra il cui orizzonte si perdeva nell'infinitoDi cavillaga e di suo figlio nessuna traccia.
C'erano solo due bellissime fanciulle che sembravano le figlie dell'acqua, perchè giocavano fra le onde, si tuffavano e guizzavano come fanno i pesci nei laghi del Perù.
-Avete visto una donna bellissima che fuggiva con un bambino in braccio? - chiese il principe disperato.
-La donna che cerchi ha attraversato a nuoto un braccio di mare e si è rifugiata su quello scoglio laggiù.
Allora Coniraya si sentì pieno di tristezza. Egli aveva poteri magici sulle foreste, sulla terra, sui monti, sui laghi ( ahhh.... ecco.... nota dello trascrittore)ma non poteva assolutamente nulla sul mare. Non sarebbe riuscito mai a raggiungere la sua sposa!
- La raggiungeremo noi - promisero le fanciulle impietosite, dopo aver ascoltato tutta la storia- Le racconteremo le tue pene e ti riferiremo quali sono i sentimenti di Cavillaca.
Si lanciarono fra le onde ed in un attimo furono lontane; raggiunsero lo scoglio e videro la bella principessa che piangeva con il suo bambino in braccio.
Non appena Cavillaga udì pronunciare il nome di Coniraya, ebbe uno scatto di sdegno:
-Se volete parlarmi di quel vile e falso mago cencioso, che mi ha ingannata, non voglio nemmeno ascoltarvi- gridò.
-Tu respingevi chiunque- tutti - replicarono le sorelle del mare- Il principe ti amava e ha dovuto ricorrere a quello stratagemma per riuscire a sposarti!

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5
Constantin
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Ma non insistettero, per non irritare maggiormente la bella Cavillaca.
Giocarono un pò con il bimbo, poi si tuffarono fra le onde e ritornarono a riva.
-Vieni con noi - dissero al principe che le aspettava con ansia. - Tu non hai magici poteri sulle acque del mare, ma puoi comandare agli animali della terra ed agli uccelli dell'aria. Noi ti diremo ciò che devi fare. Cavillaca è ancora sdegnata, ma non appena ti vedrà, ti amerà. Dovrà venire lei fino a te, poichè tu non puoi andare fino a lei.
Presero il principe per mano e assunto l'aspetto di due pastorelle lo condussero alla loro casa che sorgeva proprio sulla sponda di un lago limpidissimo, tutto pullulante di pesci.
Dietro loro suggerimento, Conirayachiamò gli animali della foresta e comandò che scavassero un canale che congiungesse il lago al mare; poi ordinò a uno stormo di aironi e di gru di portargli a terra sua moglie e suo figlio.
Quando il canale fu scavato, tutti i pesci del lago vi si precipitavano, felici di avere quella strada nuova che li conduceva in un immenso luogo aperto, e le acque dell'oceano iniziarono ad incresparsi al guizzo dei loro corpi lucenti.
I pesci si raccolsero in gran numero intorno allo scoglio dov'era Cavillaca.( Hemmm... si lo so che non c'entra per nulla, però è carina. Nota dello trascrittore sorriso )
Quando il bambino li vide iniziò a gridare; riuscì ad afferrarne uno e delicatamente lo tenne in mano, e rise felice vedendolo guizzare come argento vivo.
Intanto un innumerevole stormo di aironi e di gru scese dal cielo; le gru afferrarono Cavillaca; gli aironi afferrarono il bambino: un breve volo ed entrambi furono deposti delicatamente a terra davanti a Coniraya.
-Cavillaca- esclamò il principe gettandosi in ginocchio - fu per amore che ti ingannai: perdonami!.
Il bambino, tutto felice, corse ad abbracciargli le gambe; ed il cuore di Cavillaca iniziò a battere dolcemente.
Tese le mani al principe e lo rialzò; poi rimasero abbracciati a guardare il cielo che si era fatto di mille colori nel tramonto.
E l'oceano, lontano, scintillava e ribolliva al guizzare dei pesci. Da quel giorno essi crebbero sempre più numerosi e si trovarono così bene nell'oceano del Perù che  si spostarono e popolarono anche tutti i mari di questo mondo e non li abbandonarono mai più.

fine

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Lady Joan Marie
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Viandante Storico
Viandante Storico
Bellissima storia! Grazie!!!
mito

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Arwen
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Viandante Storico
Viandante Storico
Bellissima! Come sempre in queste favolose storie  l'Amore trionfa festA amorebandiera

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