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L'isola del tabacco

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Constantin
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Viandante Ad Honorem
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L' isola del tabacco

d'accordo, disse Lauretta, se qua nessuno si fa avanti, proseguirò io.
... Allora, accadde che i nostri cinque ragazzi giungessero trafelati al luogo dove la fanciulla stava per iniziare il racconto ( abbiamo ormai imparato cosa intende Accecadritto nel dire... si, prorio qui , un paio di ponti ....  proprio dopo  l'angolo...).... :-Suvvia! Signori miei, siate generosi, voi non avrete mai sentinto in tutta la vostra vita una cosi bella leggenda, nè avrete occasione di sentirla mai più, così; accompagnata dalle armonie che mio nonno sà trarre dal suo liuto, e dalla simpatia di questa scimmietta... su siate generosi, solo un soldino di rame nella ciotola
E Moscione... ( che era proprio moscio) non trovò di meglio da fare che sbiancare in volto e svenire... facepalm
Nessuno se ne accorse, tanto eraro tutti presi dalle parole e dalle avvenenti grazie della giovane... così, la fanciulla che nulla potè vedere, perchè il capannello di persone aumentava, quando si avvide che più nessuno si faceva avanti a sborsar un mezzo denaro,  proseguì e disse con doci parole:- questa storia, è una leggenda che viene di là di ogni mare conosciuto, mi è stata raccontata e data per vera da un marinaio un giorno, quando ero piccolina, che diceva di esserci stato davvero su quell'isola; dove accaddero i prodigi che adesso narrerò:
"L'isola del Tabacco"
Un uomo aveva un solo figlio, un bel bambino di nome Kurusiwari. Un giorno, mentre la madre tesseva un'amaca, il bambino cadde e si mise a piangere, ma non vi badò anche il padre sentì il bimbo  piangere, ma non vi badò. Allora Kurusiwari, offeso, si rialzò e si allontanò dalla capanna dei genitori.
Venne sera:il bimbo non era ritornato e i genitori cominciarono a preoccuparsi.
:- andiamo a cercarlo- disse il padre. :- e' tanto piccolo che forse non ha saputo ritrovare la strada di casa.
-: la colpa è mia si lamentava la madre; - l'ho cacciato viaa e non ho nemmeno guardato da che parte andava.
A lungo i due genitori cercarono il bambino, ma questi sembrava essere scomparso. Era già tarda sera quando finalmente videro il figlio che giocava tranquillamente con un altro bambino.
Kurusiwari!- gridò la madre; e, a quella voce, i genitori dell'altro bambino uscirono dalla loro capanna e invitarono i due sconosciuti ad entrare. L'invito fu accettato e i quattro si misero a discutere animatamente.
:- E' tardi-disse alla fine il padre di Kurusiwari- moglie, prendi il bimbo e torniamocene alla capanna.
Uscirono tutti e quattro dalla capanna chiamando i figlioli; ma non videro più nessuno; i due bambini erano scomparsi!
-Kurusiwari!- Chiamava la madre disperata.
-Maturawari! Chiamava l'altra donna cercando il suo bambino.
Le ricerche ricominciarono; erano adesso quattro genitori alla ricerca dei loro due figlioli. Pasò la notte, sorse il sole e i due bambini erano ancora introvabili.
Alla fine le due madri gridarono insieme:
Eccoli!
Infatti i bimbi stavano giocando tranquilli e allegri con un terzo bimbetto della loro età; sembravano riposati come dopo una notte di sonno.
Alle grida delle due donne, i genitori del terzo bambino uscirono dalla loro capanna ed iniziarono a scambiare spiegazioni con i quattro arrivati fin là. Quando si voltarono a guardare i bimbi, questi erano nuovamente scomparsi.
:-Kawaiwari! - Gridò la terza madre- Dove ti sei nascosto?
Erano adesso sei genitori che cercavano tre bambini; la ricerca durò molto a lungo. Alla fine, la seconda e la terza coppia, che avevano lasciato a casa altri bambini, dovettero tornare indietro. Ma la prima coppia non volle desistere.
-:Cercheremo anche i vostri bambini e ve li riporteremo a casa-.
Cos' le tre coppie si separarono. Per molto tempo l'uomo e la donna continuarono a cercare il piccolo Kurusiwari; ma tutto fu inutile: sembrava che i tre fanciulli fossero scomparsi per sempre.
E fu così che passarono molti anni dal giorno della scomparsa.
Un mattino i due genitori, ormai vecchi, passeggiavano sulla riva del mare, quando videro giungere dai flutti tre bei ragazzi, che ridevano felici gettandosi addosso schizzi d'acqua.
I tre giovani arrivarono davanti a loro e li guardarono con occhi ridenti.
La donna riconobbe subito il figlio, benchè fossero passati tanti anni. :- Kurusiwari, figlio mio! Finalmente ti abbiamo ritrovato!
-Si, - disse il ragazzo- sono proprio io e i miei compagni sono Maturawari e Kawaiwari: Avremmo tanto desiderio di tornare a vivere nelle nostre case, ma ormai noi viviamo nel mondo degli dei e non possiamo più ritornare fra gli uomini. Però voi potete chiamarmi ogni volta che vorrete bruciano le foglie de tabacco.
Subito dopo i tre presero la strada de mare e scomparvero.
:- foglie di tabacco?! ma di che pianta si tratta, non conosco piante con un nome simile!
Proviamo a bruciare altre piante, altre foglie, disse la donna.
Il marito l'ascoltò; raccolse foglie di papaia, di cotone, di caffè, le bruciò con attenzione, ma non suddedeva niente; facevano del gran fumo e la gente intorno diceva:- poveretti! Il lungo vagabondare ha dato loro alla testa.
Disperato alla fine dopo tanti fuochi l'uomo adò a parlare con il vecchio saggio che viveva in una tenda di foglie di banano e godeva della fama di uomo di medicina.
:-Mio figlio ha parlato di foglie di tabacco, si lamento l'uomo, ma io non conosco questa pianta. Aiutami tu che sai tutto!
:- Si, - rispose il vecchio- Kurusiwari ha ragione. La Pianta del Tabacco ed esiste veramente, ma si coltiva soltanto in quella che viene nominata "L'isola Delle Donne", le quali non permettono a nessuno di approdarvi.
-Puoi provare a mandarvi qualche uccello; se riesce a toccare terra,potrà raccogliere nel becco qualche seme di tabacco e portarlo al di quà di quel mare.
L'uomo lo ringraziò del consiglio, ma se ne andò avvilito: Troppe difficoltà ostacolavano la realizzazione del suo desiderio
Tuttavia cercò un robusto airone e lo pregò di volare al di là del mare fino all'Isola Delle Donne; l'uccello ebbe pietà di quell'uomo e partì subito.
Passarono parecchi giorni, ma l'airone non tornava, alla fine l'uomo si convinse che non sarebbe mai più tornato.
Ben presto tutti seppero il motivo della ricerca dei semi della pianta di tabacco.
Un giorno un giovane andò da lui :- Forse - gli disse- l'airone non è stato abbastanza robusto per raggiungere l'Isola Delle Donne; ma la mia gru può volare per sette giorni senza provare stanchezza.
L'uomo, ringraziò, commosso da tanta cortesia e aiutò la gru a cercare un posto comodo per dormire, proprio su di uno scoglio che si protendeva sul mare.
Poi tornò a casa e aspettò l'alba.
Intanto sullo scoglio era arrivatoun colibrì amico della gru ed incuriosito le chiese cosa stesse facendo.
:- mi sto riposando, spiegò il grande uccello- domani devo recarmi all'Isola delle Donne per prendere il seme del tabacco
Il colibrì agitò le ali variopinte:
:- L'Isola Delle Donne?! Ma non sai che le donne che vi stanno di guardia colpiscono con le frecce chiunque osi avvicinarsi?
:- Lo so rispose la gru tranquillamente- ma ho promesso di andare e andrò, qualunque cosa accada.
-E allora, - disse il colibrì- anch'io volerò con te fino all'Isola delle Donne: Forse potrò esserti utile.
Era appena l'alba, quando il piccolo uccello aprì le ali e iniziò il lungo volo; la gru dormiva ancora. Quando si svegliò, il colibrì non era più visibile.
Il grande uccello si alzò in volo. Aveva già percorso metà viaggio, quando vide il colibrì lottare con onde del mare; il povero uccellino, stanco, era precipitato e stava per affogare. Subito la gru lo raccolse e lo posò sulle ali. Così in breve arrivarono in vista Dell'Isola Delle Donne.
:- Ora- disse il colibrì- tu continua a volare in tondo sopra l'isola senza mai abbassarti troppo, ma cercando di attirare l'attenzione delle donne. Io intanto entrerò nella piantagione del tabacco che c'è sull'isola e prendero tutti i semi che posso trasportare.
Quando le donne videro la gru levarono il viso verso l'alto, aspettando che si abbassasse per prendere la mira.
Ad un tratto la videro allontanarsi rapida ed in breve la persero di vista.
Intanto il colibrì aveva tranquillamente colto i semi del tabacco e, senza essere visto, aveva raggiunto di nuovo la sua amica, si era aggrappato alle sue ali e avevano iniziato il volo di ritorno.
Si può ben immaginare la gioia del povero padre quando finalmente ebbe tra le mani i semi della prodigiosa pianta



Ultima modifica di Constantin il Lun 28 Ago 2017 - 17:41, modificato 1 volta

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Lady Joan Marie Online
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Interessante come tutte le storie che racconti, ma visto quello che succede sei sicuro che invece di foglie di tabacco non siano di marijuana?
fischio meditare

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3
Constantin
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Viandante Ad Honorem
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....prodigiosa pianta! Li seminò con ogni cura e ben preto i fusti diventarono alti e si ornarono di grandi foglie verdi. L'uomo le raccolse, le fece asciugare al sole e, finalmente potè brucialrle e chiamare il figlio per mezzo del fumo profumato.
Kurusiwari, Maturawari e Kawaiwari insegnarono agli uomini molte cose riguardanti il tabacco e divennero i protettori delle piante sacre a dio:-
Questa è la vera storia del tabacco.
Questa è la vera storia della sua espansione nel mondoclasica figùra de fumador venexian




tabacco

Mary Gio.


Al Solito la folla riempì all'orlo la ciotola di mezzi denari e anche di denari interi, che la scimmietta correndo velocissima, coglieva da una parte all'altra del folto gruppo di persone suscitandone l'ilarità.
La fanciulla continuava a ringraziare, il nonnetto pure.

E Moscione? Gli altri quattro, vista la malaparata dello svenimento, lo avevano portato alla prima osteria del porto che avevano trovato. E là dopo averlo steso su di un tavolo, bianco che parea morto, ordinarono del buon vino..... pago un giro io, paghi un giro tu... "alla salute di Moscione!!"... alla fine si erano per bene inciuccati..., le teste sulle panche, ... in vino veritas.... disse infine Lauretta

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Lady Joan Marie Online
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Viandante Storico
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Bella la storia del tabacco! Ma non vedo l'ora di sapere come va a finire con Moscione!
felice1

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Arwen
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Ah ecco chi è Lauretta, aspe'  domani  mi leggo  tutto il racconto  Constantin YES

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