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IL DIO DEGLI ATEI

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1
Constantin
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Alcuni autori negano la possibilità psicologica e morale dell'ateo; sostengono che ogni uomo abbia una conoscenza almeno implicita di Dio e quindi può negarlo soltanto con una colpa morale.
Questa tesi  non mi trova d'accordo per due motivi fondamentali: uno riguarda la possibilità psicologica dell'ateismo, l'altro la colpevolezza morale.
La possibilità psicologica dell'ateismo è fondata sul fatto che può essere oggetto di dubbi o di negazione di tutto ciò che non è immediatamente evidente. Ora, Dio non è immediatamente evidente nè all'occhio della ragione, nè a quello della fede.
Gli autori che negano una possibilità psicologica dell'ateismo sono tendenzialmente ontologisti, cioè pongono Dio come oggetto di una prima linea ed evidenza umana. Dio è mistero per l'uomo. Per questo può sorgere e di fatto sorge l'ateismo.
Per quanto riguarda la responsabilità morale dell'ateo, secondo alcuni, sarebbe sempre colpevole del suo ateismo.
Si può rispondere che si tratta di guardare ai motivi reali per cui un uomo è ateo.
Qui bisogna tener conto della concreta situazione storica dell'uomo, dei diversi livelli di coscienza riflessa e l'inconscio, le scelte profonde, quelle che sono legate alle pulsioni ed alla opzione radicale della volontà e dell'intelletto di fronte ai valori.
Secondo altri autori, l'uomo che nega Dio, avendone avuta un'adeguata conoscenza, è colpevole; l'ateo che nega Dio, non avendone avuta un'adeguata conoscenza (sostenendo che , oggi, dato il massiccio ateismo culturale e di massa, è sempre più facile) non solo non è colpevole, ma può essere uno pseudoateo, che (probabilmente) nel profondo aderisce al vero Dio.
Forse, meglio di molti farisei pseudoreligiosi.
In altre parole se uno vuole conoscere l'ateismo di oggi dovrebbe conoscere anche la teologia filosofica.
E si deve conoscere la storia. Dio, l'occhio di Dio.
Allora, per quanto detto più sopra, solo Dio può dire chi è veramente ateo e chi è responsabile del suo ateismo?
Indubbiamente i mali che esistono nel mondo, che portano a negare la bontà e l'onnipotenza di un dio, che viene divinizzato, alla fine portano anche a divinizzare la natura e la libertà dell'uomo. Il mistero del male con la sua ontologia esistenziale, in modo originale e polemico verso altre opinioni sono di soluzione tomistica.( "sebbene la verità della fede cristiana superi la capacità della ragione, tuttavia i princìpi naturali della ragione non possono essere in contrasto con codesta verità.")
Quanto alla tematica dell'idolatria del mondano (naturale e storica) che può sfociare nell'ateismo  ha un significato che si inserisce a proprio agio nell'ateismo contemporaneo : ateismo umanistico e ateismo politico.
L'ateismo è un fenomeno di massa, che investe tutta la cultura, in ogni suo aspetto, crea un nuovo umanesimo, libero dalla schiavitù della religione. Stati e partiti si sono spesso professati radicalmente atei, anzi atiteisti.
Ma quali sono le colpe di un credente di fronte all'ateismo? quali le responsabilità dei credenti nel la crescita dell'ateismo umanistico contemporaneo.
Questa tematica storico-politica dell'ateismo, della sua metafisica o ontologia esistenziale, affrontando anche con accuratezza il tema dello psedoateismo; collegando tutto ciò a quello di una psedo- religione è certamente un tema importante\inquietante da affrontare e che forse non riguarda solo l'intelletto umano.
Ci sono ragioni filosofiche, razionali\irrazionali di una fede, una scelta ed un'opzione radicale di tutta la persona.
Infine, credo, che per comprendere l'ateismo contemporaneo (o meno) si devono tenere presenti le caratteristiche profonde dell'umanesimo contemporaneo, le radici di un ateismo politico e la presenza sempre più massiccia di una coscienza individuale scevra di simboli inerenti un umanesimo antropocentrico.

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2
Pazza_di_Acerra
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Viandante Ad Honorem
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Mi limito a commentare la frase in neretto perché commentare il tutto sarebbe troppo lungo.
La "verità" della fede cristiana non è un assioma come il contesto vorrebbe far credere, prova ne sia che esistono un'infinità di altre religioni. Che essa superi la capacità della ragione è un altro pseudo assioma: a questa stregua chiunque può affermare qualsiasi cosa, anche la più assurda, nascondendosi dietro la bella frase che essa "supera" la ragione anche quando, come avviene per la fede cristiana, soprattutto cattolica, è viceversa in aperto contrasto con la ragione.
Non credo nemmeno sia necessario "comprendere" l'ateismo contemporaneo (sto citando l'ultima frase) perché, da che mondo è mondo, è proprio la coscienza individuale la peggior nemica di ogni religione.

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3
paolo iovine
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Viandante Mitico
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antani, antani; allacciascarpa, scarpallaccia, supercazzola prematurata come se fosse a destra, sbiriguda ?

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4
Pazza_di_Acerra
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem

paolo iovine ha scritto:antani, antani; allacciascarpa, scarpallaccia, supercazzola prematurata come se fosse a destra, sbiriguda ?

Che cosa non ha capito, o mio rustico Iovine?

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5
paolo iovine
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Viandante Mitico
Viandante Mitico

Pazza_di_Acerra ha scritto:
paolo iovine ha scritto:antani, antani; allacciascarpa, scarpallaccia, supercazzola prematurata come se fosse a destra, sbiriguda ?

Che cosa non ha capito, o mio rustico Iovine?

ciò che non ha capito il tuo rustico Iovine, mio amor di un'estate infinita, è perché l' utenza si avvale di internet per cotal stronzate ?

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6
Pazza_di_Acerra
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Viandante Ad Honorem
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E' un modo come un altro per passare il tempo...

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7
paolo iovine
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Viandante Mitico
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che cosa triste c' hai detto; c' è dentro tutta la rassegnazione di un galeotto.

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8
Constantin
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Viandante Ad Honorem
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paolo iovine ha scritto:
Pazza_di_Acerra ha scritto:
paolo iovine ha scritto:antani, antani; allacciascarpa, scarpallaccia, supercazzola prematurata come se fosse a destra, sbiriguda ?

Che cosa non ha capito, o mio rustico Iovine?

ciò che non ha capito il tuo rustico Iovine, mio amor di un'estate infinita, è perché l' utenza si avvale di internet per cotal stronzate ?

te lo assoldo io un rabdomante per trovar l'acqua chiara nei tuoi campi a verdura e vigneto transgenici.
E se reputi le mie " stronzate" non degne di giudizio o discussione o sei un'idiota agricolo, o non hai assolutamente le capacità di una controvalutazione.
Si, in poche parole paolo iovine, non vali un cazzo, vai ad arare i campi che è meglio. SGHIGNAZZARE

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9
altamarea
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Viandante Residente
Viandante Residente
Gli atei sono certi della non esistenza di Dio ma non riescono a dimostrarlo, come non riescono a dimostrarlo i credenti.

I religiosi sono convinti della sua esistenza perché così è scritto nei testi da loro ritenuti sacri, ma elaborati più volte da mani diverse.

Gli atomi, gli elettroni, i fotoni esistono ma non li vediamo, ma dobbiamo credere nella loro esistenza perché c’è lo conferma la scienza attraverso le prove. Non ha la stessa validità l’affermazione clericale dell’esistenza delle divinità cristiane.

Alla richiesta di dire dov’è Dio e la sua corte “celeste”, rispondono in modo puerile, banalmente “nei cieli” perché è stato insegnato loro dal clero fin da bambini.

Dopo il viaggio dell’Uomo sulla Luna il Vaticano ha avuto dei problemi nel dire “Regno dei cieli”.

C’ anche da dire che nella Bibbia (sia ebraica che cristiana) la parola “Dio” non esiste” ! Nell’Antico Testamento ci sono nomi aramaici, fenici, ebraici. Il tetragramma YHWH compare oltre cinquemila volte.

Nel 1961 il sociologo Sabino Acquaviva pubblicò il libro titolato: "L’eclissi del sacro nella società industriale”. Parafrasando l’aforisma di Friedrich Nietzsche “Dio è morto”, Acquaviva di rimando scrisse che Dio non è ancora morto, ma quasi.

Dio, fantasma divino creato dall’ignoranza, dall’arretratezza, dalla paura, dalla superstizione, dalla miseria, dal dolore. Secondo il sociologo ad eliminarlo dal nostro futuro saranno utili la scienza, la tecnica, il progresso socioeconomico.

Ma il Dio ebraico o il Gesù-dio dei cristiani, comunque divinità di origine giudaico cristiana, protagonista della storia dell’Occidente, avrà ancora vita lunga, perché molta gente ha bisogno di credere nel trascendente, nella giustizia divina nel giorno del giudizio universale, ha necessità di una divinità protettrice, come l’avevano anche i pagani. Hanno bisogno di san Gennaro che dà i “numeri al lotto”, di Padre Pio che guarisce, della madonna di Fatima.

La religiosità popolare fa comodo alla Chiesa cattolica, come alle altre religioni, offre moltitudini di creduloni, ma è la religiosità che io aborro.

Comunque mi accontento che la filosofia illuminista abbia dato un violento scossone alla Chiesa e questa ancora ne parla, la "ferita" è ancora aperta.

Poi il secolarismo e il relativismo hanno dato il colpo di grazia, necessaria dopo duemila anni di opprimente tutela ecclesiastica, per molti versi simile all’Islam. La modernità ha emarginato “il principio supremo”, questo ha perso il suo significato, la sua importanza.

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10
Constantin
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem

altamarea ha scritto:Gli atei sono certi della non esistenza di Dio ma non riescono a dimostrarlo, come non riescono a dimostrarlo i credenti.

I religiosi  sono convinti della sua esistenza perché così è scritto nei testi da loro ritenuti sacri, ma elaborati più volte da mani diverse.

Gli atomi, gli elettroni, i fotoni esistono ma non li vediamo, ma dobbiamo credere nella loro esistenza perché c’è lo conferma la scienza attraverso le prove. Non ha la stessa validità l’affermazione clericale dell’esistenza delle divinità cristiane.

Alla richiesta di dire dov’è Dio e la sua corte “celeste”, rispondono in modo puerile, banalmente “nei cieli” perché è stato insegnato loro dal clero fin da bambini.

Dopo il viaggio dell’Uomo  sulla Luna il Vaticano ha avuto dei problemi nel dire “Regno dei cieli”.

C’ anche da dire che nella Bibbia (sia ebraica che cristiana) la parola “Dio” non esiste” ! Nell’Antico Testamento ci sono nomi aramaici, fenici, ebraici. Il tetragramma YHWH compare oltre cinquemila volte.

Nel 1961 il sociologo Sabino Acquaviva pubblicò il libro titolato: "L’eclissi del sacro nella società industriale”. Parafrasando l’aforisma di Friedrich Nietzsche “Dio è morto”, Acquaviva di rimando scrisse che Dio non è ancora morto, ma quasi.

Dio, fantasma divino creato dall’ignoranza, dall’arretratezza, dalla paura, dalla superstizione, dalla miseria, dal dolore. Secondo il sociologo ad eliminarlo dal nostro futuro saranno utili la scienza, la tecnica, il progresso socioeconomico.

Ma il Dio ebraico o il Gesù-dio dei cristiani, comunque divinità di origine giudaico cristiana, protagonista della storia dell’Occidente, avrà ancora vita lunga, perché molta gente ha bisogno di credere nel trascendente, nella giustizia divina nel giorno del giudizio universale, ha necessità di una divinità protettrice, come l’avevano anche i pagani. Hanno bisogno di san Gennaro che dà i “numeri al lotto”, di Padre Pio che guarisce, della madonna di Fatima.

La religiosità popolare fa comodo alla Chiesa cattolica, come alle altre religioni, offre moltitudini di creduloni, ma è la religiosità che io aborro.

Comunque mi accontento che la filosofia illuminista abbia dato un violento scossone alla Chiesa e questa ancora ne parla, la "ferita" è ancora aperta.

Poi il secolarismo e il relativismo hanno dato il colpo di grazia, necessaria dopo duemila anni di opprimente tutela ecclesiastica, per molti versi simile all’Islam. La modernità ha emarginato “il principio supremo”, questo ha perso il suo significato, la sua importanza.

Di ateismo non si può parlare in senso assoluto, ma soltanto in rapporto a una particolare maniera di concepire la divinità. Muovendo dalla propria peculiare rappresentazione di Dio, ciascuna religione ha sempre condannato e condanna come atee tutte le rappresentazioni che non sono conformi alla propria: nell'età antica i greci e i romani considerarono atei giudei e  cristiani, in quanto rifiutavano l'adorazione a singoli dèi; in quella moderna dai cattolici fu rivolta simile accusa ai protestanti, e così via. Più volte nei secoli l'accusa divenne arma di persecuzioni e di odio cruento. Da Socrate a Bruno, da Spinoza a Hegel, ben spesso ne furono colpiti i filosofi comunque dissenzienti dalla concezione religiosa del loro paese e del loro tempo.
Inoltre un argomento ateo più complesso e articolato non si basa esclusivamente sulla negazione di Dio, ma sul superamento della credenza nel divino. Esso porta a sostegno prove sulla base di dati di fatto scientifici, sia teorici che sperimentali, tali da escludere l'obbligo dell'esistenza di qualche azione trascendente sulla realtà dell'immanenza. In tal senso, è stata determinante la teoria evoluzionistica formulata da Charles Darwin basata sulla casualità delle mutazioni genetiche, per fornire un'ipotesi che non rende più strettamente necessaria la figura di un dio creatore.

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11
Pazza_di_Acerra
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem

Constantin ha scritto:
altamarea ha scritto:Gli atei sono certi della non esistenza di Dio ma non riescono a dimostrarlo, come non riescono a dimostrarlo i credenti.

I religiosi  sono convinti della sua esistenza perché così è scritto nei testi da loro ritenuti sacri, ma elaborati più volte da mani diverse.

Gli atomi, gli elettroni, i fotoni esistono ma non li vediamo, ma dobbiamo credere nella loro esistenza perché c’è lo conferma la scienza attraverso le prove. Non ha la stessa validità l’affermazione clericale dell’esistenza delle divinità cristiane.

Alla richiesta di dire dov’è Dio e la sua corte “celeste”, rispondono in modo puerile, banalmente “nei cieli” perché è stato insegnato loro dal clero fin da bambini.

Dopo il viaggio dell’Uomo  sulla Luna il Vaticano ha avuto dei problemi nel dire “Regno dei cieli”.

C’ anche da dire che nella Bibbia (sia ebraica che cristiana) la parola “Dio” non esiste” ! Nell’Antico Testamento ci sono nomi aramaici, fenici, ebraici. Il tetragramma YHWH compare oltre cinquemila volte.

Nel 1961 il sociologo Sabino Acquaviva pubblicò il libro titolato: "L’eclissi del sacro nella società industriale”. Parafrasando l’aforisma di Friedrich Nietzsche “Dio è morto”, Acquaviva di rimando scrisse che Dio non è ancora morto, ma quasi.

Dio, fantasma divino creato dall’ignoranza, dall’arretratezza, dalla paura, dalla superstizione, dalla miseria, dal dolore. Secondo il sociologo ad eliminarlo dal nostro futuro saranno utili la scienza, la tecnica, il progresso socioeconomico.

Ma il Dio ebraico o il Gesù-dio dei cristiani, comunque divinità di origine giudaico cristiana, protagonista della storia dell’Occidente, avrà ancora vita lunga, perché molta gente ha bisogno di credere nel trascendente, nella giustizia divina nel giorno del giudizio universale, ha necessità di una divinità protettrice, come l’avevano anche i pagani. Hanno bisogno di san Gennaro che dà i “numeri al lotto”, di Padre Pio che guarisce, della madonna di Fatima.

La religiosità popolare fa comodo alla Chiesa cattolica, come alle altre religioni, offre moltitudini di creduloni, ma è la religiosità che io aborro.

Comunque mi accontento che la filosofia illuminista abbia dato un violento scossone alla Chiesa e questa ancora ne parla, la "ferita" è ancora aperta.

Poi il secolarismo e il relativismo hanno dato il colpo di grazia, necessaria dopo duemila anni di opprimente tutela ecclesiastica, per molti versi simile all’Islam. La modernità ha emarginato “il principio supremo”, questo ha perso il suo significato, la sua importanza.

Di ateismo non si può parlare in senso assoluto, ma soltanto in rapporto a una particolare maniera di concepire la divinità. Muovendo dalla propria peculiare rappresentazione di Dio, ciascuna religione ha sempre condannato e condanna come atee tutte le rappresentazioni che non sono conformi alla propria: nell'età antica i greci e i romani considerarono atei giudei e  cristiani, in quanto rifiutavano l'adorazione a singoli dèi; in quella moderna dai cattolici fu rivolta simile accusa ai protestanti, e così via. Più volte nei secoli l'accusa divenne arma di persecuzioni e di odio cruento. Da Socrate a Bruno, da Spinoza a Hegel, ben spesso ne furono colpiti i filosofi comunque dissenzienti dalla concezione religiosa del loro paese e del loro tempo.
Inoltre un argomento ateo più complesso e articolato non si basa esclusivamente sulla negazione di Dio, ma sul superamento della credenza nel divino. Esso porta a sostegno prove sulla base di dati di fatto scientifici, sia teorici che sperimentali, tali da escludere l'obbligo dell'esistenza di qualche azione trascendente sulla realtà dell'immanenza. In tal senso, è stata determinante la teoria evoluzionistica formulata da Charles Darwin basata sulla casualità delle mutazioni genetiche, per fornire un'ipotesi che non rende più strettamente necessaria la figura di un dio creatore.

Constantine, mi pare che le spari un po' troppo grosse! I Romani se ne fregavano altamente di quale religione tu seguissi: l'importante è che pagassi l'obolo, tant'è vero che importavano in Roma tutti gli dei dei popoli conquistati e ognuno poteva adorare chi voleva.  I cristiani non accusavano gli altri adoratori di dei come atei (sarebbe stato un evidente controsenso) bensì come pagani (e pagano non significa ateo: ricordi gli "dei falsi e bugiardi di dantesca memoria?). Socrate non fu condannato per ateismo, ma per aver corrotto i giovani e tentato di introdurre nuove divinità, il che, ammetterai, sarebbe stata un'accusa assai curiosa se rivolta a un ateo. Bruno fu condannato non per ateismo, ma per aver propugnato la molteplicità dei mondi, una tesi inconciliabile con la visione geocentrica della chiesa cattolica. E Spinoza, che ha definito dio"unica e infinita sostanza", sarebbe ateo? Nemmeno Hegel, che si ispira al neoplatonismo, si può definire ateo.
Mi pare che tu tratti dell'ateismo senza avere ben chiaro di che cosa si tratti. Non è che tutti quelli che non credono al dio cristiano vadano annoverati tra gli atei. Caso mai, tra i pagani.

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12
Constantin
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem

Pazza_di_Acerra ha scritto:
Constantin ha scritto:
altamarea ha scritto:Gli atei sono certi della non esistenza di Dio ma non riescono a dimostrarlo, come non riescono a dimostrarlo i credenti.

I religiosi  sono convinti della sua esistenza perché così è scritto nei testi da loro ritenuti sacri, ma elaborati più volte da mani diverse.

Gli atomi, gli elettroni, i fotoni esistono ma non li vediamo, ma dobbiamo credere nella loro esistenza perché c’è lo conferma la scienza attraverso le prove. Non ha la stessa validità l’affermazione clericale dell’esistenza delle divinità cristiane.

Alla richiesta di dire dov’è Dio e la sua corte “celeste”, rispondono in modo puerile, banalmente “nei cieli” perché è stato insegnato loro dal clero fin da bambini.

Dopo il viaggio dell’Uomo  sulla Luna il Vaticano ha avuto dei problemi nel dire “Regno dei cieli”.

C’ anche da dire che nella Bibbia (sia ebraica che cristiana) la parola “Dio” non esiste” ! Nell’Antico Testamento ci sono nomi aramaici, fenici, ebraici. Il tetragramma YHWH compare oltre cinquemila volte.

Nel 1961 il sociologo Sabino Acquaviva pubblicò il libro titolato: "L’eclissi del sacro nella società industriale”. Parafrasando l’aforisma di Friedrich Nietzsche “Dio è morto”, Acquaviva di rimando scrisse che Dio non è ancora morto, ma quasi.

Dio, fantasma divino creato dall’ignoranza, dall’arretratezza, dalla paura, dalla superstizione, dalla miseria, dal dolore. Secondo il sociologo ad eliminarlo dal nostro futuro saranno utili la scienza, la tecnica, il progresso socioeconomico.

Ma il Dio ebraico o il Gesù-dio dei cristiani, comunque divinità di origine giudaico cristiana, protagonista della storia dell’Occidente, avrà ancora vita lunga, perché molta gente ha bisogno di credere nel trascendente, nella giustizia divina nel giorno del giudizio universale, ha necessità di una divinità protettrice, come l’avevano anche i pagani. Hanno bisogno di san Gennaro che dà i “numeri al lotto”, di Padre Pio che guarisce, della madonna di Fatima.

La religiosità popolare fa comodo alla Chiesa cattolica, come alle altre religioni, offre moltitudini di creduloni, ma è la religiosità che io aborro.

Comunque mi accontento che la filosofia illuminista abbia dato un violento scossone alla Chiesa e questa ancora ne parla, la "ferita" è ancora aperta.

Poi il secolarismo e il relativismo hanno dato il colpo di grazia, necessaria dopo duemila anni di opprimente tutela ecclesiastica, per molti versi simile all’Islam. La modernità ha emarginato “il principio supremo”, questo ha perso il suo significato, la sua importanza.

Di ateismo non si può parlare in senso assoluto, ma soltanto in rapporto a una particolare maniera di concepire la divinità. Muovendo dalla propria peculiare rappresentazione di Dio, ciascuna religione ha sempre condannato e condanna come atee tutte le rappresentazioni che non sono conformi alla propria: nell'età antica i greci e i romani considerarono atei giudei e  cristiani, in quanto rifiutavano l'adorazione a singoli dèi; in quella moderna dai cattolici fu rivolta simile accusa ai protestanti, e così via. Più volte nei secoli l'accusa divenne arma di persecuzioni e di odio cruento. Da Socrate a Bruno, da Spinoza a Hegel, ben spesso ne furono colpiti i filosofi comunque dissenzienti dalla concezione religiosa del loro paese e del loro tempo.
Inoltre un argomento ateo più complesso e articolato non si basa esclusivamente sulla negazione di Dio, ma sul superamento della credenza nel divino. Esso porta a sostegno prove sulla base di dati di fatto scientifici, sia teorici che sperimentali, tali da escludere l'obbligo dell'esistenza di qualche azione trascendente sulla realtà dell'immanenza. In tal senso, è stata determinante la teoria evoluzionistica formulata da Charles Darwin basata sulla casualità delle mutazioni genetiche, per fornire un'ipotesi che non rende più strettamente necessaria la figura di un dio creatore.

Constantine, mi pare che le spari un po' troppo grosse! I Romani se ne fregavano altamente di quale religione tu seguissi: l'importante è che pagassi l'obolo, tant'è vero che importavano in Roma tutti gli dei dei popoli conquistati e ognuno poteva adorare chi voleva.  I cristiani non accusavano gli altri adoratori di dei come atei (sarebbe stato un evidente controsenso) bensì come pagani (e pagano non significa ateo: ricordi gli "dei falsi e bugiardi di dantesca memoria?). Socrate non fu condannato per ateismo, ma per aver corrotto i giovani e tentato di introdurre nuove divinità, il che, ammetterai, sarebbe stata un'accusa assai curiosa se rivolta a un ateo. Bruno fu condannato non per ateismo, ma per aver propugnato la molteplicità dei mondi, una tesi inconciliabile con la visione geocentrica della chiesa cattolica. E Spinoza, che ha definito dio"unica e infinita sostanza", sarebbe ateo? Nemmeno Hegel, che si ispira al neoplatonismo, si può definire ateo.
Mi pare che tu tratti dell'ateismo senza avere ben chiaro di che cosa si tratti. Non è che tutti quelli che non credono al dio cristiano vadano annoverati tra gli atei. Caso mai, tra i pagani.
E allora partiamo dalla filosofia greca. L'ateismo ebbe inizio come un atteggiamento pratico alla vita, specie fra i presocratici, o come effetto collaterale delle filosofie che alcune delle loro scuole sostenevano, quali l'atomismo ed il naturalismo ,entrambe forme di materialismo; invece con i sofisti il dubbio sull'esistenza degli dèi divenne oggetto d'interesse della speculazione teorica e della teologia (intesa come un "discorso su Dio" vero e proprio, non come sistema di credenze) legato però sempre a questioni quali il rispetto delle convenzioni sociali, le leggi della polis e l'etica.
L'ateismo implicito nella filosofia presocratica e manifesto nella sofistica fu il razionalismo naturalistico dei successori di quest'ultima.
Non necessariamente "ateismo" è sinonimo di "irreligiosità", che può riferirsi – oltre che all'ateismo – all'agnosticismo, all'ignosticismo, al libero pensiero, all'antiteismo, all'umanesimo secolare e così via, tutte forme di noncredenza quale espressione generica dell'irreligiosità.
Inoltre, può darsi il caso di atei dichiarati che credono in concetti come «forza vitale» o simili, i quali, pur non avendo caratteri teistici, conservano comunque elementi «spiritualistici» — posizione avvertita ma fortemente contestata da Michel Onfray (filosofo e saggista francese, post anarchico ed edonista), che la esclude dalla propria ateologia, e dagli atei «naturalisti», che rifiutano ogni approccio mistico o soprannaturale, relegandolo nell'ambito della superstizione o della religiosità popolare.
"Ateismo" non è necessariamente sinonimo di anticlericalismo, il quale si caratterizza piuttosto come movimento di opposizione all'ingerenza temporale del clero nella vita civile, e quindi può essere appannaggio anche di credenti. Esiste, inoltre, la posizione opposta a quella dei credenti anticlericali, la quale, pur essendo molto particolare, è invece da includere nell'ateismo: è quella dei cosiddetti «atei devoti», che sostengono i valori cristiani pur non credendo nell'esistenza di Dio.

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nextlife
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Viandante Affezionato
Viandante Affezionato
Constantin ha scritto:
E allora partiamo dalla filosofia greca. L'ateismo ebbe inizio come un atteggiamento pratico alla vita, specie fra i presocratici, o come effetto collaterale delle filosofie che alcune delle loro scuole sostenevano, quali l'atomismo ed il naturalismo ,entrambe forme di materialismo; invece con i sofisti il dubbio sull'esistenza degli dèi divenne oggetto d'interesse della speculazione teorica e della teologia (intesa come un "discorso su Dio" vero e proprio, non come sistema di credenze) legato però sempre a questioni quali il rispetto delle convenzioni sociali, le leggi della polis e l'etica.
L'ateismo implicito nella filosofia presocratica e manifesto nella sofistica fu il razionalismo naturalistico dei successori di quest'ultima.
Non necessariamente "ateismo" è sinonimo di "irreligiosità", che può riferirsi – oltre che all'ateismo – all'agnosticismo, all'ignosticismo, al libero pensiero, all'antiteismo, all'umanesimo secolare e così via, tutte forme di noncredenza quale espressione generica dell'irreligiosità.
Inoltre, può darsi il caso di atei dichiarati che credono in concetti come «forza vitale» o simili, i quali, pur non avendo caratteri teistici, conservano comunque elementi «spiritualistici» — posizione avvertita ma fortemente contestata da Michel Onfray (filosofo e saggista francese, post anarchico ed edonista), che la esclude dalla propria ateologia, e dagli atei «naturalisti», che rifiutano ogni approccio mistico o soprannaturale, relegandolo nell'ambito della superstizione o della religiosità popolare.
"Ateismo" non è necessariamente sinonimo di anticlericalismo, il quale si caratterizza piuttosto come movimento di opposizione all'ingerenza temporale del clero nella vita civile, e quindi può essere appannaggio anche di credenti. Esiste, inoltre, la posizione opposta a quella dei credenti anticlericali, la quale, pur essendo molto particolare, è invece da includere nell'ateismo: è quella dei cosiddetti «atei devoti», che sostengono i valori cristiani pur non credendo nell'esistenza di Dio.

https://it.wikipedia.org/wiki/Ateismo

Fico il copia ed incolla da Wikipedia!!
Si potrebbe fermarsi qua, senza neppure prendersi la briga di spulciare circostanze analoghe o i vari alter ego che, più o meno sporadicamente, fanno la loro comparsa.

Fenomeno noto questo, già a vari livelli catalogato.
Non possiamo che augurarci la sua estinzione.

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14
Constantin
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
ok. questo è stato in assoluto il mio ultimo intervento in Valle. Certo, mi sono aiutato con un capitoletto, (in un discorso molto più ampio di mio pugno, per cercare di spiegare meglio il fenomeno ateista.) Oltretutto le fonti informative  sono a disposizione di tutti e non necessariamente chi scrive deve dimostrare quali sono, appunto, le fonti da cui trae informazione:
per intenderci quello che il Sig. Nextlife ha postato in grassetto. Con la sua presenza eternamente deleteria (circostanze analoghe e alter ego? che cavolo vuoi dire?) E comunque non mi interessa più.
Il divertimento è finito.


Quando, come un coperchio, il cielo pesa greve
Sull’anima gemente in preda a lunghi affanni,
E in un unico cerchio stringendo l’orizzonte
Riversa un giorno nero più triste dell notti;

Quando la terra cambia in un’umida cella,
Entro cui la Speranza va, come un pipistrello,
Sbattendo la sua timida ala contro i muri
E picchiando la testa sul fradicio soffitto;

Quando la pioggia stende le sue immense strisce
Imitando le sbarre di una vasta prigione,
E, muto e ripugnante, un popolo di ragni
Tende le proprie reti dentro i nostri cervelli;

Delle campane a un tratto esplodono con furia
Lanciando verso il cielo un urlo spaventoso,
Che fa pensare a spiriti erranti e senza patria
Che si mettano a gemere in maniera ostinata.

– E lunghi funerali, senza tamburi o musica,
Sfilano lentamente nel cuore; la Speranza,
Vinta, piange, e l’Angoscia, dispotica ed atroce,
Infilza sul mio cranio la sua bandiera nera…

Charles Baudelaire


Ok amici, ritorno in Valle. (Constantin)



Ultima modifica di Constantin il Mer 21 Giu 2017 - 13:53, modificato 2 volte

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15
Pazza_di_Acerra
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Non vedo perché ci si debba scaldare tanto. Niente e nessuno impedisce di usare Wikipedia se serve a chiarire i propri pensieri.

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16
silena
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Concordo con la Pazza.
A parte che non vedo perché prendere tanto sul serio uno che interviene una volta all'anno: ripensaci, Constantin, noi ti apprezziamo! sorriso

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17
altamarea
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Viandante Residente
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in O.T. dico che quanto accaduto dipende dai moderatori. Ci sono ? Non ci sono in questo forum ? Se ci sono dovrebbero essere più attivi nel cancellare post inadatti o bannare gli utenti. Anche l'amministratore perché non interviene ? Per non perdere utenti ? E' meglio essere pochi che subire troll od altro.

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18
Pazza_di_Acerra
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Viandante Ad Honorem
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I moderatori latitano da parecchio.

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19
altamarea
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Viandante Residente
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Acerrana, se la tua pazzia è ciò che dimostri con saggezza e sapienza nel forum, allora uso il titolo del saggio di Erasmo da Rotterdam per esprimere il mio "Elogio della follia".

Quando ti va proponi dei topic storico-religiosi,inerenti al tuo corso di laurea, m'interessano per un proficuo dialogo virtuale.

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20
Pazza_di_Acerra
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Viandante Ad Honorem
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Ma il mio corso di laurea riguarda le iscrizioni funebri latine della Germania Inferiore dal I sec, a C., un argomento che non credo possa interessare qualcuno se non gli specialisti. sorriso

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21
altamarea
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Viandante Residente
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Gentile amica virtuale di Acerra le iscrizioni funebri latine della Germania Inferiore dal I sec. a.C. non sono diverse da quelle nell’antica necropoli di Acerra o nelle catacombe di Roma o Napoli.

Quelle epigrafi marmoree esprimono sentimenti comuni al genere umano. Informano del dolore che affligge i genitori per la morte di un figlio o di questo/a per la morte di un genitore; oppure l’afflizione per la perdita della persona amata in guerra o per disgrazia, ecc..

Le iscrizioni ci informano dei nomi dei defunti, spesso del lavoro che svolgevano, quanti anni, mesi e giorni vissero. Ci fanno partecipare emotivamente alla vita del de cuius.

Ho letto numerose e commoventi lapidi con incisi simboli cristologici, spesso segni pagani assunti dai cristiani perché nei primi secoli non avevano una propria simbologia.

Per Germania inferiore in epoca romana intendi l’attuale Baviera e la parte nord dell’Austria ? Quali erano i riti funebri in quella zona ? Praticavano il refrigerium vicino la tomba del defunto ? Preferivano l’inumazione o la cremazione ?

Ce ne da parlare su questo argomento. Dai apri un topic su questo tema, vediamo fino a che punto può evolvere.

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22
ziosam
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Viandante Residente
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considero l'ateismo una fase transitoria, nessuno lo è fino in fondo a meno che non sostituisca l'anelito verso dio con qualcos'altro. Il dio degli atei? eccolo

Anche il socialismo nella sua evoluzione ha alla fine tollerato le manifestazioni di religiosità, in fondo non nuocciono al partito e ghettizzano i non valorosi.
E' molto più facile essere atei a 20 anni piuttosto che dai 60 in su, la vecchiaia porta con sè più tolleranza e più dubbi sull'esistenza e il suo senso, la maggioranza delle persone trova una propria via di spiritualità, non necessariamente regolamentata dalla religione.
A-teo, senza dio, è un paradosso; se la significhi come dio non esiste, a-teo significherebbe stare senza una cosa che non esiste, ma se non esiste è inutile starci senza, già non c'è...
Quindi, implicitamente o inconsciamente l'a-teo crede che dio esista ma non vuole averci nulla a che fare.
Molto meglio lasciare a ognuno i propri credi demandando alle guardie del glorioso esercito rosso la soppressione di ogni intransigenza o esaltazione che da codesti credi potrebbe nascere.
Ognuno crederebbe a ciò che vuole senza rompere o imporsi, pena la fucilazione. Ecchecaz, alla fine son stati ancora i russi a bastonare l'isis, come fecero coi nazi

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23
Constantin
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Viandante Ad Honorem
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Per quanto ne so i Celti inumavano i defunti, questo da ritrovamenti che si riferiscono propriamente alla tipologia di sepoltura, priva di lapide; sono, in buona sostanza, dei recinti sacri legati alla celebrazione di culti funerari, strutture a profilo semicircolare.
Ovviamente non c'entra nulla con le iscrizioni latine.... sorriso

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24
paolo iovine
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Viandante Mitico
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Pazza_di_Acerra ha scritto:Ma il mio corso di laurea riguarda le iscrizioni funebri latine della Germania Inferiore dal I sec, a C., un argomento che non credo possa interessare qualcuno se non gli specialisti. sorriso

io so saldare i coperchi.

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25
Constantin
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Viandante Ad Honorem
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ziosam ha scritto:considero l'ateismo una fase transitoria, nessuno lo è fino in fondo a meno che non sostituisca l'anelito verso dio con qualcos'altro. Il dio degli atei? eccolo

Anche il socialismo nella sua evoluzione ha alla fine tollerato le manifestazioni di religiosità, in fondo non nuocciono al partito e ghettizzano i non valorosi.
E' molto più facile essere atei a 20 anni piuttosto che dai 60 in su, la vecchiaia porta con sè più tolleranza e più dubbi sull'esistenza e il suo senso, la maggioranza delle persone trova una propria via di spiritualità, non necessariamente regolamentata dalla religione.
A-teo, senza dio, è un paradosso; se la significhi come dio non esiste, a-teo significherebbe stare senza una cosa che non esiste, ma se non esiste è inutile starci senza, già non c'è...
Quindi, implicitamente o inconsciamente l'a-teo crede che dio esista ma non vuole averci nulla a che fare.
Molto meglio lasciare a ognuno i propri credi demandando alle guardie del glorioso esercito rosso la soppressione di ogni intransigenza o esaltazione che da codesti credi potrebbe nascere.
Ognuno crederebbe a ciò che vuole senza rompere o imporsi, pena la fucilazione. Ecchecaz, alla fine son stati ancora i russi a bastonare l'isis, come fecero coi nazi




Hasta la Victoria Siempre!!!!!!


poco tempo per parlare.

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