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LA CREAZIONE SECONDO GLI ABORIGENI.

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Constantin
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
LA CREAZIONE SECONDO GLI ABORIGENI

Nei tempi lontani Yhi, la dea del sole, creò gli animali. Li portò alla vita sottraendoli alla gelida profondità della terra. Li distribuì poi un pò ovunque nelle acque, sulla superficie del suolo o nella libertà dei cieli.
Ma con il passare del tempo un sottile malessere cominciò a serpeggiare tra gli animali: nessuno si sentiva soddisfatto della sua forma e del suo modo di vivere. Chi era stato destinato all'acqua desiderava vivere sulla terra; chi camminava o strisciava sul suolo  sospirava di possedere le ali che lo rendessero capace di volare nei cieli. Non c'era un solo animale al mondo che si potesse salvare dal contagio della scontentezza.
Le bestie crescevano e si moltiplicavano, ma si allontanavano sempre più da Yhi, la Grande Madre, la dea del Sole. Si rintanavano, si nascondevano; avevano perso l'allegria, la voglia di vivere. Non si udivano più canti nel bosco nè urla nella foresta nè cinguettii. Anche le piante, le erbe e i fiori soffrivano nel vedere i loro amici così malinconici.
Un giorno che Yhi passeggiava nei cieli s'accorse, guardando con benevolenza verso la terra, che qualcosa era mutato: ogni traccia di allegria e di vita sembrava fosse stata cancellata. Si  offriva alla vista della dea in modo inerte e freddo, del tutto uniforme, privo di fantasia.
Preoccupata Yhi, scese e si posò sulla piana di Nullabor. Qualcuno in lontananza la vide e lanciò un messaggio: "Yhi è tornata, accorrete, è tornata fra noi!".
In un baleno una marea di animali accorse e circondò la dea. Una trepida attesa sembrava aleggiare sull'improvvisata assemblea.
"Venite più vicino" invitò dolcemente la dea, "ditemi cosa vi fa soffrire".
Un coro di voci confuse si alzò; dapprima flebile, poi sempre più deciso. Ognuno esprimeva i suoi desideri, le sue speranze, le frustrazioni. Onde sempre più alte di suoni sommersero la dea.
" Basta!, basta!,"gridò ad un tratto Yhi alzando le braccia su quella folla rumorosa, "se parlate tutti insieme come posso capirvi?
Vi prego, parlate uno alla volta.
La dea si volse verso un cerbiatto che stava ritto accanto a lei e la guardava con occhi dolcissimi. Gli disse:
Quale è il tuo desiderio?
Grande Madre, dammi un corpo scattante e veloce che mi consenta di raggiungere anche i luoghi impervi e di nascondermi negli anfratti quando sono inseguito.
Dopo il cerbiatto si fece avanti il canguro: chiese gambe robuste che lo sorreggessero nei salti e una coda con la quale poter bilanciare il suo corpo.
Il pipistrello fece domanda per ottenere un paio d'ali che gli permettessero di volare come un uccello. La pigra lucertola, a sua volta, confesso di essere stanca di strisciare penosamente sulla pancia: chiese il dono delle zampe sulle quali potersi appoggiare.
Timido, in un angolo, l'ornitorinco osservava intanto i suoi compagni chiedevano. Lui si sentiva confuso, non sapeva proprio che desiderio esprimere: E' per questo che ancor oggi, questo simpatico animaletto è fatto di tante parti prese dai più disparati animali.
Nella sua saggezza la dea del sole sorrideva ascoltando quel fiorire tumultuoso di desideri. Le sue bestiole si arricchivano di parti diverse, ma ella sapeva che di conseguenza le loro abitudini di vita sarebbero alquanto cambiate. Tuttavia il suo amore materno non poteva resistere a quelle insistenti richieste.
Il gufo, che aveva chiesto occhi grandi e scintillanti, sarebbe stato costretto in futuro a nascondersi di giorno in luoghi tenebrosi e ad uscire in cerca di cibo solo nell'oscurità della notte.
Il baco avrebbe dovuto trascorrere giorni e giorni prigioniero del suo bozzolo prima di trasformarsi in una farfalla multicolore. A sua volta il pellicano sarebbe stato condannato a rimanere immobile per ore ed ore ritto sulle zampe e immerso nell'acqua, per essere in grado di inghiottire qualche malcapitato pesciolino.
Yhi sorrideva perchè sapeva bene che , qualora i loro desideri fossero stati soddisfatti, gli animali che tanto amava avrebbero dovuto affrontare una vita dura che avrebbe richiesto sacrificio, coraggio e costanza.
La dea del Sole salutò i suoi amici invitandoli a sperdersi ai quattro angoli del mondo.
I millenni sarebbero seguiti ai millenni, producendo insensibilmente negli animali, nelle loro forme e nel genere di vita, cambiamenti notevoli.
E un giorno anche l'uomo sarebbe stato chiamato dagli dei a dominare il mondo. E ancora oggi, vedendo le sterminate specie di animai che popolano la terra, l'uomo si chiede stupito da dove mai sia scaturita tanta diversità ed abbondanza. Gli animali strisciano, corrono, nuotano, saltano, volano.
Forse l'uomo non sa che un giorno  si tenne una strana assemblea nella assemblea nella piana di Nullabor.
°°°°
"Ma da dove viene l'uomo? " chiedono i bambini ai vecchi saggi dei villaggi sparsi nella sterminata distesa del deserto d'Australia ?
Dopo il suo intervento con gli animali della terra Yhi, la dea del Sole, la Grande Madre,tornò in cielo da Baiame, il Grande Spirito. Egli era il pensiero, l'intelligenza, la vita. Ma non aveva corpo.
Dall'alto Baiame aveva seguito con curiosità l'assemblea degli animali e quando Yhi gli fu accanto, sospirando le disse" Piacerebbe anche a me che le bestie mi guardassero e ascoltassero. Purtroppo non è possibile perchè io sono puro spirito. Ma mi è venuta un'idea: rivestirò di carne un pezzetto del mio Spirito e lo deporrò sulla terra. Allora gli animali mi riconosceranno e mi ameranno come loro padre.
"A me sembra," rispose Yhi "che se tu porrai un pò del tuo Spirito in un animale, le altre bestie non avranno stima di te, e sono certa che non ti tributeranno l'onore che invece meriti.
Vorrà dire che metterò un pezzettino di spirito anche in loro concluse rassegnato il dio Baiame.
E così fece.Gli elefanti, i cigni, le oche, i serpenti, ogni uccello in cielo ed ogni pesce in mare ricevettero una piccolissima parte del dio.
Questa è la forza che governa ogni animale e che noi chiamiamo istinto.
Fu in quel periodo che il Grande Spirito si appartò in un luogo segreto per riflettere sulla nuova creatura che da lui era stata generata.
Durante la sua assenza, anzi proprio perchè il Grande Spirito era lontano, si scatenò una terribile tempesta, sempre più violenta. Fu il diluvio.
Man mano che il livello dell'acqua si faceva minaccioso, tutti gli animali trovarono rifugio in una immensa grotta. Qui si stesero acquattati e silenziosi in attesa che la bufera cessasse.
Intanto nella mente del dio Baiame era maturato il progetto della nuova creatura e l'avrebbe chiamata "Uomo" La forma non era molto dissimile da quella di un animale, ma sarebbe stata più graziosa, più armonica. Soprattutto due cose avrebbero distinto il nuovo essere da tutti gli altri che popolavano il mondo:sarebbe stato eretto sule zampe e dotato di viva intelligenza, in grado di capire le cose e con la possibilità di scegliere, non sarebbe stato schiavo dell'istinto come le altre bestie che vivevano sulla terra.
Appena il Grande Spirito pose di nuovo i suoi occhi sulla terra la tempesta cessò, le acque si ritirarono nei loro confini e una vasta pace invase invase il mondo. Gli animali uscirono dalla grande grotta e come usciti da un grande letargo decisero di abbandonare il loro rifugio.
Ma non andarono lontano, prima che ciascuno giungesse al suo ambiente naturale, gli occhi di tutti  si appuntarono su qualcosa che non avevano mai visto: uno strano animale si ergeva in mezzo ad una radura, era bello, tranquillo e sicuro di sé.
Chi è questo estraneo? chiese il canguro al quale la sorpresa impedì un ulteriore balzo.
Sembrava che avesse in sé ogni parte di ogni animale, ma tutto l'insieme dava l'impressione di una creatura meravigliosa.
Gli animali non sapevano ma in quella creatura c'era una piccola parte del dio Baiame, Creatore del mondo, che attraverso l'uomo si rendeva visibile sulla terra.
Pian piano l'uomo conobbe il mondo, stava bene con gli animali, si divertiva con loro. Ma ogni sera un velo di tristezza offuscava la sua felicità. Quando gli animali tornavano, al calar della notte, nelle loro tane l'uomo si sentiva tremendamente solo. Pensava alla bellezza della natura, il profumo dei fiori il gusto dolce dei frutti, ma qualcosa gli mancava.
Dio Baiame si accorse presto che il figlio non era felice, vedeva la sua delusione, e finalmente capì: l'uomo aveva bisogno di qualcuno simile a lui. E una volta ancora il Grande Spirito intervenne.
Qulla notte l'uomo dormì un sonno agitato: Strani sogni correvano per la sua mente, mentre un impulso sempre più violento lo spingeva verso desideri che non sapeva come soddisfare.
Al mattino, quando alle prime luci dell'alba aprì gli occhi questi scoprì con meraviglia che una nuova creatura gli stava accanto, ancora più bella di li, più dolce. Le sue forme ammaliavano l'uomo e il suo sorriso parlava un linguaggio del tutto sconosciuto.
I due si presero per mano e con estrema naturalezza si addentrarono nel bosco.
La solitudine dell'uomo era finita. Iniziava per lui la stagione dell'amore e della comunione.






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silena
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Molto carina, ma dove le trovi?

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