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Le avventure di Baranor

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Constantin
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Viandante Ad Honorem
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Baranor, il figlio del re di Erin, e la figlia del re del Regno Sommerso.

C'era una volta a Erin un re che aveva, lo giuro, dodici figlie e dodici figli. Dato che il paese del re era piccolo e la sua famiglia numerosa, egli non sapeva proprio come mantenerli.
"Se io do qualcosa a ognuno dei miei figli a me non rimarrà più nulla" pensò il re. Allora si recò da un vecchio druido e gli chiese " Che cosa posso fare con i miei ventiquattro figli? Sono un re povero", "La soluzione migliore" rispose il druido " E' quella di maritare la figlia maggiore al figlio minore e così via, finchè tutti si saranno sposati".
Il re corse a casa e riferì il consiglio del druido ai suoi dodici figli.
"Beh..." disse il figlio minore, di nome Baranor "Questa soluzione non mi piace affatto. Voglio girare per il mondo e fare fortuna".
Il mattino seguente partì e viaggiò per giorni interi finchè arrivò ad un fiume sul quale vide galleggiare un capello di donna splendente come oro.
"Devo avere quel capello meraviglioso" disse Baranor.
Si tuffò nel fiume e prese il capello. Non appena lo toccò s'innamorò, e l'innamoramento è una gran brutta malattia, come ben sanno coloro che l'hanno provata.
"Non mi fermerò e non mi riposerò" si rispose Baranor "Finchè non avrò trovato la donna alla quale appartiene questo capello".
Infilò il capello nella camicia e proseguì fino ad un castello nel quale viveva un re.
Baranor fu accolto amichevolmente. La sera tirò fuori il capello e cominciò a piangere, tanto era innamorato. Il re lo vide, si avvicinò e toccò il capello. In quell'istante anche il re s'innamorò, esattamente come Baranor.
"Scaglierò su di te un incantesimo" disse il re. " Non dormirai più di due sotto lo stesso tetto finchè non mi porterai la donna alla quale appartiene questo capello".
Il mattino seguente Baranor partì, cercando a naso la strada giusta. Camminò a lungo. Sulla strada incontrò quattro uomini che portavano una bara, e altri quattro dietro di loro che tentavano di inseguirli. Quando li ebbero raggiunti si misero a bastonarli.
"Cosa succede qui?" chiese Baranor, "perchè non lasciate in pace questi uomini?". Uno degli attaccabrighe rispose: " L'uomo che sta nella bara ci doveva quattro monete d'oro e noi non permetteremo che venga sepolto se prima non ci sarà pagato il debito". "Sarete soddisfatti anche se un altro pagasse il debito del morto?".
"Non importa chi ci paga. Basta rivedere il nostro denaro".
Baranor pagò i quattro uomini e gli altri ripresero la loro bara. Adesso non aveva più soldi poichè le quattro monete d'oro erano tutto ciò che aveva ricevuto per il viaggio.
Per giorni e giorni continuò a camminare finchè giunse sulle sponde di un fiume.
Sulla riva un uomo stava pescando.
Baranor gli rivolse la parola e gli chiese se poteva avere in prestito la sua canna per poter pescare qualcosa perchè moriva dalla fame.
"Perchè no?" pensò il pescatore e gli diede la sua canna.
Il primo pesce che Baranor pescò era una trota, e il secondo un salmone.
"ti accenderò un fuoco" disse il pescatore. Corse ad un castello li vicino, prese legna e pietra focaia e accese il fuoco".
"Non preoccuparti per il pesce, lo cucinerò io per te" disse a Baranor.
L'uomo mise il salmone sul fuoco, lo arrostì e raccolse in una bottiglietta il grasso che ne colò. Quel pesce era infatti il Salmone Cieco di Eas Ruadh e aveva delle proprietà particolari.
Quando il pesce fu ben arrostito l'uomo lo diede al figlio del re. Il pescatore non ne assaggiò nemmeno un pezzo.
"Potrei restare sempre al tuo servizio?" chiese al figlio del re.
" Ma io non posso darti nessuna salario" rispose Baranor.
"Se guadagnerai qualcosa, dammi la metà. Se invece perderai io pagherò la metà di tutto ciò che perderai".
" Mi sembra una proposta equa" disse Baranor. " Puoi rimanere al mio servizio. Dimmi il tuo nome".
"Il mio nome ha poca importanza. Se accadrà mai che tu a fare qualcosa tutto da solo, chiama Fear Gansaol, o soltanto Gansaol, Io lavorerò per te.
Giorno e notte ho cercato di catturare quel salmone. Non ha mai abboccato alla mia lenza. Nessuno avrebbe potuto catturarlo tranne Baranor, e tu sei Baranor. Hai mangiato il salmone e adesso, qualunque cosa accada, ne uscirai sempre vincitore."
Proseguirono il cammino per due o tre giorni. Poi videro davanti a loro un grande fiume, ma nessun ponte per arrivare sull'altra riva. Dall'altra parte del fiume c'era una donna giovane e bella.
"Salve" gridò Baranor,
"Salve a te, figlio del re di Erin! " rispose la donna " Scommetto che vuoi venire su questa riva?!".
"Esatto! ".
"Allora fai ciò che ti dico e verrò io stessa a trasportarti"
"Dimmi Pure"
"Non dormirai più di due notti sullo stesso tetto finchè non passerai da Gleann Glas e non avrai guarito i sette re che abitano laggiù".
"In che modo posso guarire i sette re?"
"Lo puoi fare. Per te non sarà difficile dato che, da quando hai mangiato il Salmone cieco di Eas Ruadh, sei l'uomo più forte del mondo".
"Ma dove si trova quel castello?".
"Dopo che ti avrò trasportato su questa riva dovrai camminare per due giorni senza vedere un'abitazione. Il terzo giorno vedrai il castello di Gleann Glas"
"Me lo ricorderò" disse " E per guarire i sette re, come ci riuscirò?".
"Saranno loro stessi a dirtelo quando arriverai al castello".
La donna si recò con la barca a prendere i due uomini e li trasportò sull'altra riva.
"Prendi questa chiave" disse a Baranor. "Fermati davanti alla prima porta, bussa tre volte con la chiave sul lato sinistro e vedrai che la porta si aprirà. Una volta dentro le mura troverai delle redini.Prendile scuotile e poi sali in sella al primo animale che vedrai arrivare, probabilmente un puledro bianco. Cavalcalo, se ci riesci, e non avere paura. Non parlare prima che il puledro abbia parlato a te".
Baranor e Gansaol continuarono il cammino per tre giorni. La sera del terzo giorno arrivarono alle mura del castello e al portone. Il figlio del re bussò con la chiave e la porta si aprì da sola. Prese le redini ed il puledro arrivò. Baranor montò in sella ed il puledro tentò di disarcionarlo, ma senza riuscirvi.
"Benissimo" disse il puledro " devo riconoscere che sei un uomo abile e forte Baranor, figlio del re di Erin. Tra poco arriveremo a un grande fiume che dobbiamo attraversare. Io mi immergerò tre volte. Se riesci a riempire tre bottiglie d'acqua tutto andrà bene, in caso contrario sei perduto. Le tre bottiglie vuote sono lassù sul muro".
I  due uomini passarono la notte in quel luogo e proseguirono il viaggio il mattino seguente.
Gansaol montò sul puledro dietro al suo signore.
Arrivarono al fiume. Il puledro si immerse la prima volta e il figlio del re riempì la prima delle tre bottiglie. Il puledro s'immerse la seconda volta ed egli riempì la seconda; s'immerse per la terza volta e Baranor riuscì a riempiere anche la terza bottiglia.
"Sei un uomo forte" disse il puledro " te lo dico perchè tutti, almeno una volta nella vita hanno bisogno di essere elogiati. Questa sera arriveremo al castello di Gleann Glas. Sai come si chiama il fiume che abbiamo attraversato?".
"No" disse il figlio del re.
"E' il fiume degli incantesimi, e tu adesso hai tre bottiglie piene della sua acqua".
Verso sera arrivarono ad un imponente castello.
Baranor, smontò di sella, legò il puledro ad un albero vicino alle mura, diede un colpo al batacchio. Dopo breve tempo giunse un portaordini a chiedergli cosa volesse.
"Voglio combattere contro duemilaottocento uomini che mi assalgano da tutte le parti".
"In questo castello abitano soltanto i sette re di Gleann Glas. Possono andarse in giro per una settimana, ma quella successiva devono stare fermi a letto perchè stanno terribilmente male, ti pregano di entrare".
"Ti diamo il benvenuto in questo castello" disse il più vecchio a Baranor. Ti spiegheremo dove devi andare e dove sei qui.
"Sono vittima di un sortilegio e devo portare a Erin la figlia del re del Regno Sommerso".
Una missione davvero difficile" disse il re " Ma tu sei un grande eroe e hai con te un valido servitore. Alla fine ci riuscirai. Noi siamo sette fratelli e viviamo in questo castello. Io vivo qui da 1480 anni, da quando sono in balia della principessa del Regno Sommerso. Il suo incantesimo fa sì che noi ci sentiamo deboli e malati. Se ce ne libererai te ne saremo eternamente grati".
"Ma cosa posso fare per liberarvi dal maleficio?" chiese Baranor.
"Nessuno può liberarci, solo Baranor, il figlio del re di Erin. Deve portarci tre gocce del grasso del Salmone Cieco di Eas Ruadh e tre gocce d'acqua del fiume degli Incantesimi".
"Sono io Baranor" disse il figlio del re " e vi ho portato queste cose miracolose. Riuscirò a liberarvi".Diede ad ognuno dei sette fratelli tre gocce delle bottiglie che aveva con sè.
" Adesso che ci hai guariti" dissero i re " ti aiuteremo, La tua è una missione difficile perchè devi prendere l'acqua della Fonte Del Destino. Domani cavalca fino alla Ruota del Mondo. Quando la ruota si abbassa saltaci sopra con il tuo puledro e reggiti forte altrimenti sei perduto. La ruota continuerà a girare e farà tre giri. Al terzo giro vi troverete in terra d'Oriente. E' lì che troverete la fonte. Dovrai saltar giù dalla ruota, smontare di sella e mandare il tuo servitore alla fonte.Non ci si può avvicinare alla Fonte del Destino, senza essere scottati e feriti dall'acqua velenosa che sprizza dalla Fonte del Dolore. Non preoccuparti; sarà il tuo cavallo a farne le spese. Gansaol, il tuo servitore, ti porterà l'acqua e tu potrai guarire le ferite dell'animale"
Baranor trascorse la notte dai sette re di Gleann Glas. Il mattino seguente si mise in cammino e non si fermò finchè non arrivò alla grande Ruota del Mondo.
Proprio in quel momento si stava abbassando e il puledro ci saltò sopra. La ruota si mise a girare nell'aria come un uccello e si allontanò da terra. Quando si abbassò per la terza  volta il puledro saltò giù e si ritrovò in terra d'Oriente. Il figlio del re scese di sella e Gansaol cavalcò sino alla Fonte del Destino, ma quando passarono davanti alla Fonte del Dolore il puledro venne bruciato e ferito dal veleno sprizzato da quell'acqua bllente. Gansaol disse al puledro " Aspettami non muoverti ! Vado a prendere l'acqua che potrà guarirti."
Scese da cavallo e corse alla Fonte del Destino; riempì d'acqua tre bottiglie e tornò indietro. Al puledro furono sufficienti tre gocce per guarire e tornare in piena forma.
"Adesso hai tutto ciò che ti occorre" disse il puledro a Baranor eccetto la spada della luce delle tre malvagie Streghe Guerriere. Dobbiamo andare al loro castello.
Quando arriveremo e ti chiederanno che cosa vuoi, dirai che vuoi combattere contro dei cavalieri o con le Streghe Guerriere in persona.
Sentito questo la più giovane delle tre metterà la testa fuori dal portone, colpiscila sul cranio con la bottiglia. Appena verrà bagnata dall'acqua del Fiume degli Incantesimi, perderà tutte le sue forze e cadrà svenuta. "
Così fece Baranor e sconfisse tutte e tre le Streghe Guerriere. Una volta svenute, entrò nel castello dove trovò la Spada della Luce.
"Molto bene " disse il puledro " hai preso la spada. Adesso dobbiamo ritornare alla Ruota del Mondo. Stavolta ci condurrà al castello del re del Regno Sommerso. Quando arriverai, devi sostituire La Spada della Luce della figlia del re del Regno Sommerso con la spada che ti sei portato da Erin. Devi impedirle di attaccarti con la sua spada perchè in questo caso ti sconfiggerebbe. L'unica spada che può uccidere la figlia del re del Regno Sommerso è la spada proveniente dal castello delle tre Streghe Guerriere. Lei cercherà di misurarsi con te in tre modi: con le parole, con la spada, e con l'acqua. Ti farà tre domande. La prima sarà : quanti anni fa è stato costruito il castello di Gleann Glas? La risposta è : 4480 anni fa. Il giorno seguente ti chiederà: quanti anni fa è nato l'ultimo re di Gleann Glas? La risposta è: 3360 anni fa. Il terzo giorno vorrà sapere da te dove si trova il centro del mondo, e tu dovrai rispondere "Misura il mondo in ogni direzione, e se il suo centro non si trova tra i tuoi piedi tagliami pure la testa" Non riuscirà a misurare il mondo Poi falle una domanda. Se non riuscirà a rispondere avrà già vinto per un terzo. Nel caso invece rispondesse perderai la vita. La domanda che dovrai farle sarà questa: " Quanti litri d'acqua ci sono nell'oceano? rispondimi entro 18 ore". Lei ti chiederà 24 ore ma tu non cedere. Dille che se non risponderà entro 18 ore tu sarai il vincitore".
Si diressero quindi verso il castello del re del Regno Sommerso. Era un castello molto bello. La figlia del re uscì fuori. In nessun altro luogo si era mai vista donna più bella.
Non appena Baranor la scorse capì che il capello che lo aveva fatto innamorare non poteva appartenere ad altri all'infuori di lei. Baranor e la figlia del re si misero a conversare, e prima che la giornata finisse gli fece le tre domande, e il figlio del re di Erin rispose correttamente. Poi le diede 18 ore per misurare l'acqua dell'oceano. Dopo questo tempo me aveva misurati 3\4, in 24 ore sarebbe riuscita a misurarla tutta.
"Per un terzo sono già vincitore " disse Baranor.
"Concesso" disse lei "ma non mi avrai se prima non entrerai in questo pentolone pieno di veleno e acqua bollente. Se morirai sarà peggio per te; se ne uscirai vivo entrerò anch'io, e se anch'io viva e vegeta ti farò tagliare la testa. Se morirò invece sari libero.
Baranor ritornò dal puledro legato fuori dal castello.
"Lavati con l'acqua della Fonte del Destino e non aver paura" disse il cavallo.
Fatto ciò Baranor saltò nel pentolone e sopravvisse senza riportare ferite.
Anche la figlia del re aveva l'acqua della Fonte del Destino, ma Gansaol le aveva sottratto segretamente le sue bottiglie con bottiglie contenenti acqua normale.
Lei si lavò con questa entrò tutta nuda nel pentolone, ma subito la carne le si staccò dalle ossa.
"Ahimè sono perduta!!" gridò.
"Eh sì" disse Baranor " però ti voglio aiutare.
Gansaol vieni qui! sei il miglior medico del mondo. Guarisci la figlia del re"Gansaol le diede tre gocce del grasso del Salmone ciecodi Eas Ruadh, e in un attimo fu di nuovo viva e vegeta.
"Per due terzi vincitore?" esclamò Baranor.
"E' vero" disse lei " ma domani combatteremo e vedremo chi di noi due è più bravo e più forte. Se dopo tre colpi non sarò ancora riuscita a tagliarti la testa sarai libero di andartene. Se, invece, sarai in grado di tagliarmi la testa e tuttavia mi lascerai in vita, sarò tua"
Mentre discorrevano Gransaol prese la spada della figlia del re e la sostituì con la spada che Baranor aveva portato da Erin.
Il mattino seguente ebbe luogo il combattimento. I colpi inferti dalla figlia del re non andarono a segno.
"La mia testa è ancora ben salda sulle mie spalle" disse Baranor.
"Hai ragione " disse lei.
Mentre Baranor le stava sferrando il primo colpo si fermò a metà e disse: "Potrei tagliarti la testa se volessi. Sei d'accordo?"
"Si...fermo! Lo potresti fare" gridò "Adesso mi hai proprio sconfitta".
Lo stesso giorno il puledro disse a Baranor: "Prima di separarci dammi tre gocce di grasso del Salmone Cieco e tre gocce dell'acqua della Fonte del Destino". Non appena l'animale fu bagnato dalle gocce si tramutò in una giovane donna, bella come la figlia del re del Regno Sommerso. Un estraneo non sarebbe stato in grado di distinguere l'una dall'altra.
"ti ho protetto da ogni sortilegio e da ogni pericolo. Adesso puoi ritornare a casa e io sarò libera di andare dove voglio"
"Aspetta" disse Baranor, " vieni con noi seguimi fino al castello del re che mi ha affidato questa missione"
Lei lo seguì, e quando Baranor si presentò al Re portò con se la donna e fece aspettare fuori la principessa. Non appena il re vide la donna si convinse che il capello da lui toccato apparteneva a lei, e le propose di sposarla. Ma lei rifiutò e ritornò dai suoi fratelli, i sette re di Gleann Glas.
Baranor si rimise on viaggio con la figlia del re del Regno Sommerso e giunse al luogo dove aveva incontrato il pescatore.
"In questo luogo hai promesso che mi avresti dato la metà di ciò che avresti guadagnato"  disse Gansaol.
"Come posso darti metà della figlia del re?"
"Non voglio lei" rispose Gansaol " dammi la sua ricchissima dote e tu tieni lei come sposa".
"Va bene" disse Baranor " è una proposta equa".
"Ti ricordi?" proseguì Gansaol "sulla strada hai anche incontrato quattro uomini che portavano una bara e altri quattro che non volevano far seppellire il morto. Allora tu hai pagato i debiti del morto. Ebbene, il corpo che giaceva nella bara... ero io. Arrivai al fiume prima di te e mi misi al tuo servizio per ripagarti di quanto avevi fatto per me. Adesso non mi devi più nulla. Possiamo detrarre dalla mia paga le quattro monete d'oro che hai pagato per me. Sono stato sette anni al tuo servizio, una moneta d'oro all'anno, Ne ho già ricevute quattro, quindi ne rimangono tre".
"Le avrai, e ne avrai anche qualcuna in più" disse Baranor.
"No nient'affatto, ne voglio solo tre. In questo modo pareggerai il tuo debito. Prendo commiato da te e da questo mondo. Il puledro era la donna che ci ha trasportati oltre il Fiume degli Incantesimi. A quel tempo era donna di giorno e cavallo di notte, poi è rimasta sempre e solo cavallo finchè non l'hai liberata dall'incantesimo. Sia lei che i suoi fratelli erano prigionieri di un incantesimo del re del Regno Sommerso, e ti ha aiutato perchè sapeva che solo tu lo avresti potuto sciogliere. Ti auguro una vita lunga e piena di salute".
Dopo aver detto questo Gansaol se ne andò e Baranor non lo vide mai più.



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