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IL GOBLIN

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Constantin
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IL GOBLIN

Accadde, molto tempo fa, che una intera regione fosse terrorizzata da un Goblin.
Era un essere tremendo, dall'aspetto ripugnante.
Aveva un corpo grassissimo, tutto coperto di squame, piedi palmati e braccia lunghe come quelle di una scimmia.
Nella faccia, rugosa e piena di foruncoli, brillavano due occhietti, rossi e maligni.
Viveva nelle gallerie scavate dai tassi e aveva costretto alla fuga tutti gli animali selvatici della zona, impaurendoli con la sua presenza.
Si aggirava per i villaggi, divertendosi a seminare panico tra gli abitanti e a far danni alle case e alle coltivazioni.
Rubava tutto quel che gli capitava sottomano e aveva così accumulato un grande tesoro.
Imponeva gabelle e divieti, a suo arbitrio, e terrorizzava talmente gli abitanti dei villaggi vicini ( alcuni erano addirittura morti di spavento , altri erano restati muti) che nessuno usciva più di casa da solo e tutti possedevano almeno un cane da guardia.
In una fattoria isolata vivevano una ragazza,di nome Ann, e suo padre. Quando il povero uomo morì tutti si preoccuparono per Ann, che restava sola.
Moli le offrirono ospitalità, ma Ann non aveva nessuna intenzione di lasciare la sua casa e non era certo un vecchio Goblin  che poteva spaventarla. Ann aveva due amici fidati che pensavano a proteggerla, il cane Abbaiaforte e il gatto Acchiappatopi. Inoltre la ragazza si era premunita nei confronti degli esseri fatati malefici: vi era la scopa dietro la porta che impediva loro di entrare, la collana di gusci d'uovo appesa alla finestra, e le lenticchie per tenerli occupati a dividerle tra loro.
A tutti i paesani che andavano da lei e esponevano i loro timori Ann mostrava, sorridendo, i propri talismani.
La soprannominarono perciò Ann senza paura.
Ann, oltre che coraggiosa, era anche bella, padrona di una fattoria, e si trovò ben presto circondata da uno stuolo di ammiratori che la chiedevano in moglie. Ma la ragazza non ne voleva sentir parlare. Si sarebbe sposata, certo, un giorno, ma solo per amore, non per avere compagnia, che già aveva, o per aumentare il proprio patrimonio, cosa che non la interessava.
In tutto il circondario, un solo giovane, Willy, il tessitore, non si era ancora dichiarato ad Ann.
Un sabato sera Ann si accorse di essere rimasta senza farina per cucinare il porridge l'indomani. Andò al granaio, riempì un sacco di avena e si diresse verso il mulino.
Il mugnaio non osava lavorare la notte a causa dei divieti del Goblin che non voleva che il suo sonno fosse disturbato dal rumore delle pale. Aveva perciò chiuso tutto e se n'era andato in paese all'osteria.
Ann pensò allora di correre fino al mulino ai piedi della montagna. Nonostante fosse ormai buio e la distanza parecchia, si mise in cammino.
Giunse al mulino a mezzanotte e bussò alla porta della casa del mugnaio.
- Tom, per favore, sono rimasta senza farina e ho portato l'avena da macinare-.
-Torna domani, io di sera non macino proprio un bel niente- le rispose il mugnaio.
- Ma io ne ho bisogno adesso, altrimenti non riesco a preparare il porridge della domenica. Dammi le chiavi del mulino, Tom, farò da sola-
-Ann, tutti quelli che hanno macinato di notte sono stati squartati dal Goblin, hai capito?-
-Ho capito che sei un gran fifone. Dammi le chiavi non mi importa niente del tuo e dei suoi ordini-
Il mugnaio, vista la sua insistenza, le diede le chiavi e poi si barricò in casa, facendo tutti gli scongiuri che ricordava.
Ann invece entrò nel mulino, aprì la presa dell'acqua e la ruota iniziò a girare sciabordando.
Appena l'avena fu tutta macinata, fermò la ruota, prese il suo sacco di farina e si voltò verso la porta.
Li c'era il Goblin.
-Allora esisti davvero- disse Ann - e sei proprio come ti descrivono.
Bene, sono contenta di averti conosciuto, ma non mi posso trattenere, abito piuttosto lontano.
Il Goblin restò interdetto. Una ragazzetta così da poco che non scappava davanti a lui, lui Goblin il terribile. Era troppo sbalordito per mangiarsela, si limitò a cercare di portarle via il sacco di farina.
-Come ti permetti, brutto ladro?- strillò Ann e gli morsicò un dito. Il Goblin urlò di dolore e si portò le mani alla bocca, lasciando cadere la clava.
Ann svelta la raccolse e cominciò a suonargliele di santa ragione. Il Goblin sotto quel grandinare di colpi urlava forsennatamente, saltava di qua e di là finchè non cadde nella tramoggia.
Ann allora azionò il mulino e la tramoggia prese a girare, sempre più in fretta e il Goblin stava per essere ridotto in brandelli.
Esausto, vedendo che più si agitava, più restava impigliato, chiese pietà.
-Ti prego, ferma il mulino, ti prometto che non ti farò alcun male-
-Giura su tutti i Goblin del mondo che lascerai in pace me e i miei compaesani-
-Lo giuro, lo giuro- gridò il Goblin che vedeva avvicinarsi la sua fine.
Ann allora fermò le pale del mulino ed il Goblin faticosamente si issò fuori dalla tramoggia.
Il mugnaio e la moglie, asserragliati dentro casa, sentendo le urla tremende del Goblin avevano pensato che stesse facendo a pezzi la povera Ann.
Udirono bussare alla porta e videro sbalorditi, Ann che riportava la chiave del mulino.
-Ho finito il mio lavoro, Tom, ti ringrazio- disse.
-Ti ho anche liberato dal Goblin, ora potrai usare il mulino ogni volta lo vorrai-
E se ne tornò a casa.
La notizia dello scontro di Ann con il Goblin fece rapidamente il giro del villaggio e la ragazza fu festeggiata da tutti per il suo coraggio.
Tutti erano felici, tranne Willy che in segreto era innamorato di lei e aspettava il momento giusto per farsi avanti.
- Prima o poi, avrà bisogno di aiuto anche lei- pensava. - Certo sarà difficile, visto che ha tanto coraggio da aver affrontato il Goblin.
Willy vedeva svanire il suo progetto di presentarsi ad Ann. Divenne triste, smise di lavorare al telaio e, per stare solo, cominciò a portare le pecore al pascolo.
Un giorno, al tramonto, Willy stava tornando al paese con il suo gregge ed era proprio presso la casa di Ann.
Sentì delle grida forsennate, si mise a correre spaventato e si precipitò in casa buttando giù la porta.
Cosa succede? - le chiese Willy.
- Là, là - ansimava lei indicando col dito un angolo della stanza.
Willy guardò e vide un piccolo sorcio.
-Tutto qui- domandò incredulo.
-Tutto qui ???? io ho terrore dei topi e il gatto non è in casa.
Willy prese delicatamente il topino e lo mise fuori dalla porta.
Poi disse ad Ann: - Anche Ann senza paura, allora ha bisogno di aver qualcuno vicino!!- e la fece scendere dal tavolo dove era salita.
I due si sposarono, tra l'invidia di tutti i giovanotti del villaggio, e vissero per molti anni felici e contenti.

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..... la paura non conosce misura.......

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2
silena
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Viandante Ad Honorem
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Che storia carina!

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