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Dove dorme Re Artù.

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Constantin
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Viandante Mitico
Viandante Mitico
Dove dorme Re Artù.

C'era una volta nel Galles occidentale, un giovane che era il settimo di sette figli, Si dice che tali individui ricevano la benedizione delle fate sulla quarantanovesima parte del loro corpo.
Un giorno il giovane litigò con suo padre e lasciò la sua casa per andare a far fortuna in Inghilterra.
Attraversando il Galles incontrò un fattore che gli affidò l'incarico di portare un gregge a Londra.
"Mi sembri una persona in gamba" disse l'uomo. "Inoltre sei sicuramente un giovane fortunato. Con un cane dietro di te e un bastone in mano saresti il principe dei pastori. Il cane c'è ma dove diavolo troveremo un bastone per te?"
"Lasciate fare a me" disse il giovane del Galles, salì su una collina rocciosa e tagliò da un nocciolo il più bel bastone che si potesse trovare. Era così alto che gli arrivava alle spalle, flessibile come una trota e, allo stesso tempo, così forte che i bastoni dei suoi compagni sembravano a confronto pagliuzze consumate; il suo invece non aveva né incrinature né fessure.
Attraversò l'inghilterra e consegnò il gregge a Londra: Più tardi, mentre sul ponte di Londra stava pensando a ciò che avrebbe potuto fare, uno straniero si fermò accanto a lui e gli domandò da dove venisse.
"dalla mia patria" gli rispose, poichè un gallese in Inghilterra deve essere prudente. " E come ti chiami?" disse lo straniero. " Mi chiamo con il nome che mio padre mi ha dato". " E da dove viene questo bastone, amico mio?"
"probabilmente da un albero".
"come sei stupido" disse lo straniero "che ne diresti se io ti raccontassi che con questo bastone nelle tue mani potresti guadagnare oro e argento?"
"direi che siete una persona saggia".
"E faresti bene a dirlo!!" disse lo straniero, e raccontò che il nocciolo era cresciuto in un luogo che nascondeva un gran tesoro: " Se tu ti ricordi ancora  dove hai preso questo bastone, e mi ci porti, il tesoro sarà tuo".
"certo chi vi ci porto!" disse il giovane "sono venuto qui apposta per fare fortuna", Senza bisogno di aggiungere altro partirono insieme alla volta del Galles e raggiunsero finalmente le Rupi della Fortezza (Craig-Y-Dinas). Il giovane indicò al saggio (poichè quest'uomo lo era veramente) dove aveva tagliato il bastone. Era un ramo cresciuto su un vecchio nocciolo; si vedeva ancora la parte tagliata, gialla come oro e larga come un grosso fagolo. Scavarono in quel luogo finchè trovarono una grossa pietra piatta; dopo aver sollevato la pietra videro un paesaggio nel quale in lontananza si scorgeva un bagliore,
"va avanti tu", disse il saggio, poichè anche un inglese nel Galles deve essere prudente.
S'infilarono nel corridoio e si diressero verso la luce.
Dal soffitto del paesaggio pendeva una campana di bronzo dalla forma di un'arnia. Il Saggio disse al gallese che per nessun motivo avrebbe dovuto suonare la campana perchè altrimenti sarebbe accaduta una disgrazia, In breve raggiunsero la parte centrale della grotta. Era una sala molto spaziosa, e quel che più li sorprese fu ciò che videro in quel luogo: era pieno di guerrieri dall'armatura scintillante, stesi a terra e addormentati. Essi formavano un primo cerchio esterno di 1.000 uomini, e uno interno di centinaia, le teste rivolte verso la parete della roccia, i piedi allungati verso il centro. Ciascuno di essi aveva una spada, uno scudo una scure da guerra e una lancia, e più distanti c'erano i loro cavalli. Vi chiederete come i nostri due riuscissero a vedere tutto così chiaramente. Ebbene le armi e le armature scintillavano come soli, e gli zoccoli dei cavalli emanavano una luce come quella della luna in autunno. Al centro c'era il re e imperatore, riconoscibile dalla corona tempestata di gemme, che teneva in mano, e dall'intero suo portamento.
Il giovane vide che nella grotta c'erano anche due grossi mucchi d'oro e d'argento e stava per prenderne con avidità quando il saggio gli consigliò di attendere un istante. "pendi da un mucchio oppure dall'altro" lo avvertì, "ma non prenderne da entrambi".
Il gallese prese l'oro finchè non riuscì a portarne più nemmeno una moneta. Con sua sorpresa il saggio non prese nulla. "l'oro e l'argento non rendono saggi".
Al gallese, però, questo sembrò più presunzione che saggezza, tuttavia non disse nulla e insieme si avviarono verso l'uscita. Il saggio lo avvertì un'altra volta di non suonare la campana.
"Ce la vedremo brutta se uno o più guerrieri si svegliassero alzassero la testa e chiedessero "E' questo il giorno?" in tal caso devi rispondere subito " No, continuate a dormire. Probabilmente riabbasseranno la testa e noi potremo fuggire",
E così accadde. Il gallese si era riempito le tasche d'oro a dismisura e non riuscì ad oltrepassare la campana senza toccarla con un braccio. Il suono destò uno dei guerrieri, il quale alzò la testa e chiese è questo il giorno?. "no " rispose il giovane "continua a dormire:
Subito il guerriero abbassò la testa e si addormentò. I due uomini riemersero alla luce del sole non senza prima essersi voltati indietro a guardare. Poi rimisero la pietra al suo posto.
"Usa bene la tua ricchezza e vedrai che ti basterà per tutta la vita. Se però vuoi tornare a prendere altro, e suppongo che lo farai, attingi solo dal mucchio d'argento. Non far suonare la campana e se un guerriero che viene svegliato ti chiederà " La Cymry è in pericolo?" devi rispondere "non ancora, dormi". Però per nessun motivo dovrai tornare una terza volta nella grotta.
"Chi sono quei guerrieri?" chiese il giovane del Galles: " E chi è quel re che dorme?".
"E' Re Artù e attorno a lui ci sono gli uomini dell'isola dei Potenti. Dormono con i loro cavalli e le loro armi perchè verrà il giorno in cui la terra ed il cielo risuoneranno di un esercito e la campana suonerà.
Allora i guerrieri usciranno al galoppo, Artù davanti a tutti, per ricacciare in mare il nemico, e da quel momento in poi regnerà la Pace e la Giustizia in tutto il Mondo.
"Può darsi che un giorno accada" disse il giovane "oggi però ho il mio oro".
Ben presto però tutto l'oro finì. Il giovane entrò per la seconda volta nella grotta, e prese un grosso carico d'argento. Di nuovo toccò la campana e tre guerrieri alzarono la testa.
"la Cymry è in pericolo?". La voce del primo era lieve come quella di un uccellino, quella del secondo cupa come quella di un bue, quella del terzo talmente minacciosa da incutere paura a chi doveva rispondere,
"Non ancora" disse il giovane, " continuate a dormire".
Lentamente tra sospiri e mormorii abbassarono il capo, i loro cavalli nitrirono e scalpitarono. Poi nella grotta tornò il silenzio.
Il giovane rimase tranquillo per un pò dicendosi " non devi entrare una terza volta nella grotta". Ma dopo un anno o due l'argento aveva fatto la fine dell'oro, e quasi controvoglia il giovane si ritrovò sotto il nocciolo  piccone alla mano. Entrò nella grotta per la terza volta e prese con sè oro e argento. Per la terza volta toccò la campana.
Quando suonò tutti i guerrieri si alzarono e con loro anche i cavalli, causando un trambusto inaudito. La voce di Artù risuonò; Cei, Bewyr con una sola mano Owein, tristano e Gwalchmai si aggirarono tra gli uomini e calmarono i cavalli.
Cei stava per afferrare l'intruso e scagliarlo contro la roccia, ma Artù glielo proibì e gli ordinò soltanto di cacciarlo dalla grotta. Il giovane scappò come un coniglio, ripercorse il passaggio e lasciò dietro di sè la pietra che lo chiudeva. Senza un soldo, bianco di spavento e pieno di graffi, il giovane riemerse alla luce del sole-
Passò parecchio tempo prima che qualcuno riuscisse a convincerlo a raccontare la sua storia e ancora più tempo prima che lui si riprendesse. Un giorno tornò con un amico a Craig -Y-Dinas.
"dov'è il nocciolo?", poichè non si vedeva nulla. " e dove è la pietra?" Anche la pietra era scomparsa.
Il giovane insistette nell'affermare che la sua avventura era vera, ma l'amico gli rise in faccia, e quando, nonostante ciò, continuò a raccontare la sua storia, l'amico lo picchiò per farlo tacere.
Da quel giorno nessuno più ha visto dormire Artù e i suoi cavalieri, nemmeno il settimo di sette figli.
E nessuno lo vedrà mai, fino al momento in cui l'Inghilterra e il Galles potranno essere minacciati da un pericolo.

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tratto da Fiabe e Leggende Celtiche
a cura di Frederik Hetmann
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una bella leggenda per chi ha bambini da addormentare, o vuol solo sognare e star in pace con il mondo.

P.S.  Scusatemi avevo scordato una cosa che mi sembra importante per quei tempi antichi che mai più torneranno :

La cerimonia di investitura a Camelot

Alla vigilia dell’investitura è tradizione che il candidato faccia una veglia.
Questo è un momento di riflessione e riconciliazione con la cavalleria, i colleghi, e i nobili saggi presenti. E’ un momento di introspezione per considerare le responsabilità e le gioie dell’accettare l’accollata. Dopo cio’ inizia un momento di preghiera e contemplazione, in cui il candidato medita sulle vie, sull’onore e sulla storia degli ordini cavallereschi.
 La cerimonia
Il candidato viene condotto dai cavalieri della compagnia tutti riuniti, e il Re, o un suo sostituto legge il seguente :
Il Re : “Consci della vostra prodezza, e della vostra cavalleria, e riconoscendo in voi la scintilla condivisa da questi fratelli, siete stato eletto candidato per l’ordine della Sacra Tavola Rotonda. Sappiate che per indossare la cintura e la catena di un cavaliere, bisogna osservare una sacra rivelazione : che gli obblighi della cavalleria chiederanno il vostro impegno in ogni momento della vostra vita.”sugar
Il Re : “Avete ben compreso lo scopo del nostro ordine, e cosa viene richiesto dai suoi cavalieri?”
Il Re : “Aderite a continuare di perseguire il comportamento esemplare che ha suscitato l’interesse e l’apprezzamento dei nostri fratelli?”
Il Re : “E’ vostra intenzione accettare l’appartenenza all’ordine dei cavalieri della tavola rotonda?”
Se le risposte alle tre domande sono tutte affermative, la cerimonia continua.
Il Re : “Le leggi della societa’ e le usanze del regno richiedono che il cavaliere ne sia la prua, e voi avete dimostrato di avere stoffa; che il che il cavaliere sia cortese, cosi’ come voi avete mostrato di essere e cosi’ come possono testimoniare questi nobili gentiluomini; e che un cavaliere sia fedele al suo regno e alla societa’. Desiderate quindi accettare il carico della cavalleria e giurare fedeltà alla Corona?”
Il candidato deve accettare.
Il Re : “Dunque giurate fedelta’ e rendete omaggio alla corona del nostro regno.”
Il candidato deve dire :
Il Candidato : “Io qui dinnanzi giuro fedelta’ e rendo omaggio alla corona di questo regno; giuro di essere un buono e giusto cavaliere, riverente e generoso, scudo dei deboli, obediente al mio signore, primo in battaglia, cortese in ogni momento, campione del giusto e del buono. Cosi’ giuro io, ……”
knight’s sword
Il Re :
“Inginocchiatevi …..”
“In rimembranza del giuramento fatto e ricevuto”
(accollata sulla spalla destra)
“In rimembranza del vostro lignaggio e dei vostri impegni”
(accollata sulla spalla sinistra)
“Siate un buon cavaliere”
(stretta di mano)
“Alzatevi, Sir …..”
Il Re : “Dunque è un nostro piacere darvi il benvenuto nel nostro ordine, e aggiungere la vostra voce alle nostre in modo che tutte insieme possano influenzarsi per raggiungere l’eccellenza.”
Il Re si fa indietro, e un altro fratello porta al candidato le insegne dell’ordine:
Un cavaliere : “Indossate queste insegne con orgoglio, ma non con vanita’, esse ricorderanno a voi e agli altri il vostro continuo impegno verso la cavalleria.”
Un cavaliere : “Ricordate anche che la virtu’ dell’umiltà è l’unica che mantiene unito il nostro ordine, e che ciascuno di noi puo’ distruggerlo con una singola azione o una turpe parola”
Dopo aver finito di parlare, il cavaliere pone una domanda che riguarda la cavalleria al candidato, lasciando a piacimento il momento della risposta, ma non oltre sei mesi di tempo.
I fratelli ora danno il benvenuto al nuovo membro e la cerimonia termina.
Subito dopo, chiunque puo’ prendere parola e fare un discorso.

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