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Constantin
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Perché è scomparso il piacere della lentezza? Dove mai sono finiti gli uomini lenti di un tempo? Dove sono quegli eroi sfaccendati delle canzoni popolari, quei vagabondi che vanno a zonzo da un mulino all’altro e dormono sotto le stelle? Sono scomparsi insieme ai sentieri tra i campi, insieme ai prati e alle radure, insieme alla natura...

Il tempo, sto pensando al tempo. Troppi fra noi trascorrono la loro esistenza senza neanche più chiedersi cosa sia importante per loro.

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152
LieveMente
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Viandante Storico
Viandante Storico
Sì. Pensa alla ricchezza di ogni giornata...

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153
Arwen
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Viandante Storico
Viandante Storico

@Constantin ha scritto:Perché è scomparso il piacere della lentezza? Dove mai sono finiti gli uomini lenti di un tempo? Dove sono quegli eroi sfaccendati delle canzoni popolari, quei vagabondi che vanno a zonzo da un mulino all’altro e dormono sotto le stelle? Sono scomparsi insieme ai sentieri tra i campi, insieme ai prati e alle radure, insieme alla natura...

Il tempo, sto pensando al tempo. Troppi fra noi trascorrono la loro esistenza senza neanche più chiedersi cosa sia importante per loro.

Io invece me lo chiedo, è per questo che riconosco che ci sono delle priorità e non si può arrivare a fare tutto.
Gli uomini che che vanno a zonzo, i vagabondi sono i clochard, gli unici forse veramente liberi da tutto, non hanno grandi preoccupazioni se non quelle di trovare un piatto caldo e una coperta per coprirsi.

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154
tiziana
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Viandante Residente
Viandante Residente

@Arwen ha scritto:
@Constantin ha scritto:Perché è scomparso il piacere della lentezza? Dove mai sono finiti gli uomini lenti di un tempo? Dove sono quegli eroi sfaccendati delle canzoni popolari, quei vagabondi che vanno a zonzo da un mulino all’altro e dormono sotto le stelle? Sono scomparsi insieme ai sentieri tra i campi, insieme ai prati e alle radure, insieme alla natura...

Il tempo, sto pensando al tempo. Troppi fra noi trascorrono la loro esistenza senza neanche più chiedersi cosa sia importante per loro.

Io invece me lo chiedo, è per questo che riconosco che ci sono delle priorità e non si può arrivare a fare tutto.
Gli uomini che  che vanno a zonzo, i vagabondi sono i clochard, gli unici forse veramente liberi da tutto, non hanno grandi preoccupazioni se non quelle di trovare un piatto caldo e una coperta per coprirsi.
Non è vero, mia cara, che i vagabondi siano liberi da tutto e hanno la sola preoccupazione di trovare una coperta e un pasto caldo. Io ne ho conosciuti tanti, anche per il mio impegno di volontariato, e quasi tutti non hanno un tetto sulla testa, nè hanno i denti e non si capisce quando parlano, alcuni sono alla Galleria Sordi ( Via del Corso, Roma) a fare i Tarocchi, per avere un pasto caldo alla Caritas devono fare regolare domanda al loro municipio da rinnovare ogni 3 mesi, che dimostri che siano veramente poveri, per avere esenzione ticket devono andare, sempre al municipio, a dimostrare di essere disoccupati e ricevono un certificato che li esenti dal ticket sanitario, infine, hanno tutti (o quasi) la carta d'identità (se la richiedono) con una via fittizia, a nome di una persona non fittizia, però, realmente esistita, una storia troppo triste, una certa Modesta Valenti, morta nell'83, a Termini, a Roma, a 71 anni, era una barbona, neanche gli infermieri si sono avvicinati a caricarla sull'ambulanza per i pidocchi che aveva, ebbene è morta, e i senzatetto devono pur avere un indirizzo sulla carta d'identità, e il Comune di Roma ha deciso che abbiano Via Modesta Valenti, così possono votare, mangiare alla Caritas, avere il medico curante...,è davvero una bella cosa essere dei vagabondi. Peccato che qui ho calpestato la poesia, raccontando la realtà, un'altra volta parlerò del Canto del pastore errante nell'Asia.

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155
Constantin
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem

@tiziana ha scritto:
@Arwen ha scritto:
@Constantin ha scritto:Perché è scomparso il piacere della lentezza? Dove mai sono finiti gli uomini lenti di un tempo? Dove sono quegli eroi sfaccendati delle canzoni popolari, quei vagabondi che vanno a zonzo da un mulino all’altro e dormono sotto le stelle? Sono scomparsi insieme ai sentieri tra i campi, insieme ai prati e alle radure, insieme alla natura...

Il tempo, sto pensando al tempo. Troppi fra noi trascorrono la loro esistenza senza neanche più chiedersi cosa sia importante per loro.

Io invece me lo chiedo, è per questo che riconosco che ci sono delle priorità e non si può arrivare a fare tutto.
Gli uomini che  che vanno a zonzo, i vagabondi sono i clochard, gli unici forse veramente liberi da tutto, non hanno grandi preoccupazioni se non quelle di trovare un piatto caldo e una coperta per coprirsi.
Non è vero, mia cara, che i vagabondi siano liberi da tutto e hanno la sola preoccupazione di trovare una coperta e un pasto caldo. Io ne ho conosciuti tanti, anche per il mio impegno di volontariato, e quasi tutti non hanno un tetto sulla testa, nè hanno i denti e non si capisce quando parlano, alcuni sono alla Galleria Sordi ( Via del Corso, Roma) a fare i Tarocchi, per avere un pasto caldo alla Caritas devono fare regolare domanda al loro municipio da rinnovare ogni 3 mesi, che dimostri che siano veramente poveri, per avere esenzione ticket devono andare, sempre al municipio, a dimostrare di essere disoccupati e ricevono un certificato che li esenti dal ticket sanitario, infine, hanno tutti  (o quasi) la carta d'identità  (se la richiedono) con una via fittizia, a nome di una persona non fittizia, però, realmente esistita, una storia troppo triste, una certa Modesta Valenti, morta nell'83, a Termini, a Roma, a 71 anni, era una barbona, neanche gli infermieri si sono avvicinati a caricarla sull'ambulanza per i pidocchi che aveva, ebbene è morta, e i senzatetto devono pur avere un indirizzo sulla carta d'identità,  e il Comune di Roma ha deciso che abbiano Via Modesta Valenti, così possono votare, mangiare alla Caritas, avere il medico curante...,è davvero una bella cosa essere dei vagabondi. Peccato che qui ho calpestato la poesia, raccontando la realtà, un'altra volta parlerò del Canto del pastore errante nell'Asia.

Non credere,  la memoria di Modesta Valenti dopo tanti anni è ancora forte, perché qualcuno continua ancora ad indignarsi per la sua morte e così per la morte di tantissimi altri come lei. La speranza è che storie come questa, non indignino più solamente... la speranza è che vi sia gente che lavori ed aiuti (visto che lo Stato è latitante); la speranza è che quegli infermieri che l'hanno abbandonata al suo destino, che tutta quell'altra gente che "non ragioniam di lor, ma guarda e passa", abbiano nel cuore, nello spirito, un enorme senso di colpa che li accompagni per tutta la vita.
... Hai ragione è più semplice far poesia, ma non hai calpestato nulla.

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156
Arwen
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Viandante Storico
Viandante Storico

@tiziana ha scritto:
@Arwen ha scritto:
@Constantin ha scritto:Perché è scomparso il piacere della lentezza? Dove mai sono finiti gli uomini lenti di un tempo? Dove sono quegli eroi sfaccendati delle canzoni popolari, quei vagabondi che vanno a zonzo da un mulino all’altro e dormono sotto le stelle? Sono scomparsi insieme ai sentieri tra i campi, insieme ai prati e alle radure, insieme alla natura...

Il tempo, sto pensando al tempo. Troppi fra noi trascorrono la loro esistenza senza neanche più chiedersi cosa sia importante per loro.

Io invece me lo chiedo, è per questo che riconosco che ci sono delle priorità e non si può arrivare a fare tutto.
Gli uomini che  che vanno a zonzo, i vagabondi sono i clochard, gli unici forse veramente liberi da tutto, non hanno grandi preoccupazioni se non quelle di trovare un piatto caldo e una coperta per coprirsi.
Non è vero, mia cara, che i vagabondi siano liberi da tutto e hanno la sola preoccupazione di trovare una coperta e un pasto caldo. Io ne ho conosciuti tanti, anche per il mio impegno di volontariato, e quasi tutti non hanno un tetto sulla testa, nè hanno i denti e non si capisce quando parlano, alcuni sono alla Galleria Sordi ( Via del Corso, Roma) a fare i Tarocchi, per avere un pasto caldo alla Caritas devono fare regolare domanda al loro municipio da rinnovare ogni 3 mesi, che dimostri che siano veramente poveri, per avere esenzione ticket devono andare, sempre al municipio, a dimostrare di essere disoccupati e ricevono un certificato che li esenti dal ticket sanitario, infine, hanno tutti  (o quasi) la carta d'identità  (se la richiedono) con una via fittizia, a nome di una persona non fittizia, però, realmente esistita, una storia troppo triste, una certa Modesta Valenti, morta nell'83, a Termini, a Roma, a 71 anni, era una barbona, neanche gli infermieri si sono avvicinati a caricarla sull'ambulanza per i pidocchi che aveva, ebbene è morta, e i senzatetto devono pur avere un indirizzo sulla carta d'identità,  e il Comune di Roma ha deciso che abbiano Via Modesta Valenti, così possono votare, mangiare alla Caritas, avere il medico curante...,è davvero una bella cosa essere dei vagabondi. Peccato che qui ho calpestato la poesia, raccontando la realtà, un'altra volta parlerò del Canto del pastore errante nell'Asia.

Non parlo per chi vi è costretto e non ha alternativa , c'è anche chi, almeno in passato l'ha fatto per scelta, mollare tutto moglie, famiglia lavoro per non dare un euro di mantenimento alla moglie fedigrafa.
Poi con questo non intendo dire che sia ne una vita facile e tanto meno desiderabile.

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157
tiziana
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Viandante Residente
Viandante Residente

@Arwen ha scritto:
@tiziana ha scritto:
@Arwen ha scritto:
@Constantin ha scritto:Perché è scomparso il piacere della lentezza? Dove mai sono finiti gli uomini lenti di un tempo? Dove sono quegli eroi sfaccendati delle canzoni popolari, quei vagabondi che vanno a zonzo da un mulino all’altro e dormono sotto le stelle? Sono scomparsi insieme ai sentieri tra i campi, insieme ai prati e alle radure, insieme alla natura...

Il tempo, sto pensando al tempo. Troppi fra noi trascorrono la loro esistenza senza neanche più chiedersi cosa sia importante per loro.

Io invece me lo chiedo, è per questo che riconosco che ci sono delle priorità e non si può arrivare a fare tutto.
Gli uomini che  che vanno a zonzo, i vagabondi sono i clochard, gli unici forse veramente liberi da tutto, non hanno grandi preoccupazioni se non quelle di trovare un piatto caldo e una coperta per coprirsi.
Non è vero, mia cara, che i vagabondi siano liberi da tutto e hanno la sola preoccupazione di trovare una coperta e un pasto caldo. Io ne ho conosciuti tanti, anche per il mio impegno di volontariato, e quasi tutti non hanno un tetto sulla testa, nè hanno i denti e non si capisce quando parlano, alcuni sono alla Galleria Sordi ( Via del Corso, Roma) a fare i Tarocchi, per avere un pasto caldo alla Caritas devono fare regolare domanda al loro municipio da rinnovare ogni 3 mesi, che dimostri che siano veramente poveri, per avere esenzione ticket devono andare, sempre al municipio, a dimostrare di essere disoccupati e ricevono un certificato che li esenti dal ticket sanitario, infine, hanno tutti  (o quasi) la carta d'identità  (se la richiedono) con una via fittizia, a nome di una persona non fittizia, però, realmente esistita, una storia troppo triste, una certa Modesta Valenti, morta nell'83, a Termini, a Roma, a 71 anni, era una barbona, neanche gli infermieri si sono avvicinati a caricarla sull'ambulanza per i pidocchi che aveva, ebbene è morta, e i senzatetto devono pur avere un indirizzo sulla carta d'identità,  e il Comune di Roma ha deciso che abbiano Via Modesta Valenti, così possono votare, mangiare alla Caritas, avere il medico curante...,è davvero una bella cosa essere dei vagabondi. Peccato che qui ho calpestato la poesia, raccontando la realtà, un'altra volta parlerò del Canto del pastore errante nell'Asia.

Non parlo per chi vi è costretto e non ha alternativa , c'è anche chi, almeno in passato l'ha fatto per scelta, mollare tutto moglie, famiglia lavoro per non dare un euro di mantenimento alla moglie fedigrafa.
Poi con questo non intendo dire che sia ne una vita facile e tanto meno desiderabile.
@ Arwen. Beh, non credo cha a una moglie fedifraga spetti un qualche euro di mantenimento, ma non sono esperta di questioni legali.
Ricordo un famoso film di Coppola, Apocalypse Now, liberamente ispirato a Cuore di Tenebra di Conrad, dove Marlon Brando oramai grasso e vecchio, si rifugia nella giungla a fare lo stregone e per sfuggire alla solita noiosa vita. Da questo film sono state tratte numerose imitazioni, ad es qui in Italia un film con Sordi e Manfredi: Chi ha notizie dell'amico scomparso in Africa ( mi pare), in cui Manfredi fugge dai giochi di società e va a fare lo sciamano in Africa, dove Sordi, il cognato, va a rintracciarlo.
Mi sono sempre sembrate storie inverosimili, e soprattutto ora che si può essere rintracciati tramite cellulare ovunque, a meno che non lo si getti via.

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158
Arwen
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Viandante Storico
Viandante Storico
Tiziana, il cellulare non è sempre esistito. sorriso
Ti potranno sembrare inverosimi ma non c'è bisogno di fuggire in Africa o scappare lontano, eppure esistono casi in cui qualcuno per scelta decide per un motivo o un altro di mollare tutto e ridursi a vivere da clochard, tutto il giorno seduto sulla panchina all'interno di un supermercato, rendendosi utile  per racimolare qualcosa da mangiare e andare a dormire su una panchina poco lontano,  uno di questi  lo conosce mio figlio.
Cosa faccia scattare una reazione simile di rifiuto verso tutto e una vita "normale" non si sa a parte il tradimento subito come dicevo, magari c'è dell'altro che non possiamo sapere, sta di fatto che vive come un "barbone" senza tetto e lì lo conosco tutti, gli danno qualcosa, perchè un tempo ci lavorava ma ha volontariamente mollato lavoro e famiglia, tutto.
P.S. non ha un cellulare inizio a sorridere

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159
Constantin
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem

@Arwen ha scritto:Tiziana, il cellulare non è sempre esistito. sorriso
Ti potranno sembrare inverosimi ma non c'è bisogno di fuggire in Africa o scappare lontano, eppure esistono casi in cui qualcuno per scelta decide per un motivo o un altro di mollare tutto e ridursi a vivere da clochard, tutto il giorno seduto sulla panchina all'interno di un supermercato, rendendosi utile  per racimolare qualcosa da mangiare e andare a dormire su una panchina poco lontano,  uno di questi  lo conosce mio figlio.
Cosa faccia scattare una reazione simile di rifiuto verso tutto e una vita "normale" non si sa a parte il tradimento subito come dicevo, magari c'è dell'altro che non possiamo sapere, sta di fatto che vive come un "barbone" senza tetto e lì lo conosco tutti, gli danno qualcosa, perchè un tempo ci lavorava ma ha volontariamente mollato lavoro e famiglia, tutto.
P.S. non ha un cellulare inizio a sorridere

La scelta di vivere al di fuori della società esiste da sempre. Comunque voglio fare solo due \ tre esempi che troviamo nel corso degli ultimi 50 anni (anno più, anno meno): tutti i poeti, scrittori, artisti ( J. Kerouac, Carr, Allen Ginsberg, William Burroughs, Gregory Corso, Neal Cassady, G. Snyder, Norman Mailer, ecc. ecc. ) e tutte le migliaia di ragazzi "on the road" della beat generation (vivevano per strada, non solo chi condivideva il movimento beat, ma gli artisti stessi). Poi il movimento degli hippies degli anni 60(con i loro valori) e poi tutti quanti quelli che non accettano questa società occidentale e la sfuggono con l'uso di droga e  alcol... (e vivono nelle stazioni, sotto i portici o sotto i ponti, i cavalcavia..) o quelli che fuggono ancora via da tutto, entrano in comunità di monaci in Oriente, o si rifugiano nella preghiera come fece San Francesco,  li trovi in Toscana,  in Umbria, alto Lazio, o nella solitaria meditazione e vivono da eremiti in India, lo fanno in tanti: ragazzi e non..., sono tutti  ( da considerare ) barboni? diversi? ...
Sono scelte di vita, hai ragione Arwen.

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160
silena
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
Ci sono anche gli eco-villaggi.

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161
tiziana
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Viandante Residente
Viandante Residente

@Constantin ha scritto:
@Arwen ha scritto:Tiziana, il cellulare non è sempre esistito. sorriso
Ti potranno sembrare inverosimi ma non c'è bisogno di fuggire in Africa o scappare lontano, eppure esistono casi in cui qualcuno per scelta decide per un motivo o un altro di mollare tutto e ridursi a vivere da clochard, tutto il giorno seduto sulla panchina all'interno di un supermercato, rendendosi utile  per racimolare qualcosa da mangiare e andare a dormire su una panchina poco lontano,  uno di questi  lo conosce mio figlio.
Cosa faccia scattare una reazione simile di rifiuto verso tutto e una vita "normale" non si sa a parte il tradimento subito come dicevo, magari c'è dell'altro che non possiamo sapere, sta di fatto che vive come un "barbone" senza tetto e lì lo conosco tutti, gli danno qualcosa, perchè un tempo ci lavorava ma ha volontariamente mollato lavoro e famiglia, tutto.
P.S. non ha un cellulare inizio a sorridere

La scelta di vivere al di fuori della società esiste da sempre. Comunque voglio fare solo due \ tre esempi che troviamo nel corso degli ultimi 50 anni (anno più, anno meno): tutti i poeti, scrittori, artisti ( J. Kerouac, Carr, Allen Ginsberg, William Burroughs, Gregory Corso, Neal Cassady, G. Snyder, Norman Mailer, ecc. ecc. ) e tutte le migliaia di ragazzi "on the road" della beat generation (vivevano per strada, non solo chi condivideva il movimento beat, ma gli artisti stessi). Poi il movimento degli hippies degli anni 60(con i loro valori) e poi tutti quanti quelli che non accettano questa società occidentale e la sfuggono con l'uso di droga e  alcol... (e vivono nelle stazioni, sotto i portici o sotto i ponti, i cavalcavia..) o quelli che fuggono ancora via da tutto, entrano in comunità di monaci in Oriente, o si rifugiano nella preghiera come fece San Francesco,  li trovi in Toscana,  in Umbria, alto Lazio, o nella solitaria meditazione e vivono da eremiti in India, lo fanno in tanti: ragazzi e non..., sono tutti  ( da considerare ) barboni? diversi? ...
Sono scelte di vita, hai ragione Arwen.
@ Constantin.
Il discorso era nato da Arwen, dicendo che alcuni uomini, per colpa di una moglie (concubina, amante, compagna, eccetera, eccetera) fedifraga, lasciano tutto e si riducono a vivere come clochard, stando su una panchina del supermercato, o su una appena fuori. Nel caso proposto da Arwen la molla scatta, appunto, dalla donna fedifraga, ma non è sempre così. Come dici giustamente, c'è sempre stato negli umani questo desiderio di fuga, di essere raminghi, soprattutto i poeti sono raminghi, si potrebbe fare un lungo excursus lungo la fuga dei secoli, ma sarebbe noioso.
Cito qui Catullo:

Multas per gentes et multa per aequora vectus
advenio ad has miseras, frater, inferias,
ut te postremo donarem munere mortis
...
Traduzione:

Dopo aver attraversato terre e mari,
eccomi, con queste povere offerte agli dei sotterranei,
estremo dono di morte per te, fratello.

Il poeta non vuole dire che è giunto dal fratello, oramai morto, dopo un lungo viaggio, ma che reputa il fatto di trovarsi accanto alle ossa del fratello, dopo una vita travagliata e raminga, quasi esse fossereo un' oasi di pace.

Questo canto di Catullo fu ripreso, come si sa, da Foscolo  nel sonetto, In morte del fratello Giovanni.
Ricordo poi Kerouac nella famosa frase, emblematica di tutto il romanzo, On the road: Ei, Al, dobbiamo andare....E Al risponde: dove? E il protagonista: Non lo so, ma dobbiamo andare. C'è soprattutto negli artisti questo desiderio di fuggire di gente in gente alla ricerca, forse, della verità.
Ricordo anche la generazione perduta, quella di Hemingway, Fitzgerald, Pound, Picasso tutti a Parigi negli anni '20, in fuga ognuno da sè stesso, e come scrive Hemingway in Festa Mobile, -uno dei più bei libri che abbia mai letto-, quella era la Parigi di quando eravamo tanto poveri e tanto felici.
Ma questi sono i poeti.

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162
Arwen
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Viandante Storico
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@Constantin ha scritto:
@Arwen ha scritto:Tiziana, il cellulare non è sempre esistito. sorriso
Ti potranno sembrare inverosimi ma non c'è bisogno di fuggire in Africa o scappare lontano, eppure esistono casi in cui qualcuno per scelta decide per un motivo o un altro di mollare tutto e ridursi a vivere da clochard, tutto il giorno seduto sulla panchina all'interno di un supermercato, rendendosi utile  per racimolare qualcosa da mangiare e andare a dormire su una panchina poco lontano,  uno di questi  lo conosce mio figlio.
Cosa faccia scattare una reazione simile di rifiuto verso tutto e una vita "normale" non si sa a parte il tradimento subito come dicevo, magari c'è dell'altro che non possiamo sapere, sta di fatto che vive come un "barbone" senza tetto e lì lo conosco tutti, gli danno qualcosa, perchè un tempo ci lavorava ma ha volontariamente mollato lavoro e famiglia, tutto.
P.S. non ha un cellulare inizio a sorridere

La scelta di vivere al di fuori della società esiste da sempre. Comunque voglio fare solo due \ tre esempi che troviamo nel corso degli ultimi 50 anni (anno più, anno meno): tutti i poeti, scrittori, artisti ( J. Kerouac, Carr, Allen Ginsberg, William Burroughs, Gregory Corso, Neal Cassady, G. Snyder, Norman Mailer, ecc. ecc. ) e tutte le migliaia di ragazzi "on the road" della beat generation (vivevano per strada, non solo chi condivideva il movimento beat, ma gli artisti stessi). Poi il movimento degli hippies degli anni 60(con i loro valori) e poi tutti quanti quelli che non accettano questa società occidentale e la sfuggono con l'uso di droga e  alcol... (e vivono nelle stazioni, sotto i portici o sotto i ponti, i cavalcavia..) o quelli che fuggono ancora via da tutto, entrano in comunità di monaci in Oriente, o si rifugiano nella preghiera come fece San Francesco,  li trovi in Toscana,  in Umbria, alto Lazio, o nella solitaria meditazione e vivono da eremiti in India, lo fanno in tanti: ragazzi e non..., sono tutti  ( da considerare ) barboni? diversi? ...
Sono scelte di vita, hai ragione Arwen.

Non ho detto che vivere al di fuori della società corrisponda sempre ad una vita da "barboni" Constantin.
Gli esempi che fai tu sono diversi dal mio.
Se non sbaglio i movimenti hippies che non accettavano questa società si organizzavano in gruppi, non vivevano soli, e credo che la droga girasse così come chi decide di mollare tutto per entrare in un convento o monastero buddhista, entra in una comunità organizzata dove ci sono regole, non fai quello che vuoi anche se fuggi dalla società  occidentale con usi e costumi. Idem chi entra in convento segue regole di una comunità, non prendi e vai in giro, ti sposti da un convento all'altro a tuo piacimento, entri a far parte di un ordine.
Sono scelte di vita sempre, quando si decide di allontanarsi da una società che  impone regole che vanno strette, non piacciono o si condividono e se non non si è costretti dalle avversità o da qualcuno che ti manipola.

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163
tiziana
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Viandante Residente
Viandante Residente

@Arwen ha scritto:
@Constantin ha scritto:
@Arwen ha scritto:Tiziana, il cellulare non è sempre esistito. sorriso
Ti potranno sembrare inverosimi ma non c'è bisogno di fuggire in Africa o scappare lontano, eppure esistono casi in cui qualcuno per scelta decide per un motivo o un altro di mollare tutto e ridursi a vivere da clochard, tutto il giorno seduto sulla panchina all'interno di un supermercato, rendendosi utile  per racimolare qualcosa da mangiare e andare a dormire su una panchina poco lontano,  uno di questi  lo conosce mio figlio.
Cosa faccia scattare una reazione simile di rifiuto verso tutto e una vita "normale" non si sa a parte il tradimento subito come dicevo, magari c'è dell'altro che non possiamo sapere, sta di fatto che vive come un "barbone" senza tetto e lì lo conosco tutti, gli danno qualcosa, perchè un tempo ci lavorava ma ha volontariamente mollato lavoro e famiglia, tutto.
P.S. non ha un cellulare inizio a sorridere

La scelta di vivere al di fuori della società esiste da sempre. Comunque voglio fare solo due \ tre esempi che troviamo nel corso degli ultimi 50 anni (anno più, anno meno): tutti i poeti, scrittori, artisti ( J. Kerouac, Carr, Allen Ginsberg, William Burroughs, Gregory Corso, Neal Cassady, G. Snyder, Norman Mailer, ecc. ecc. ) e tutte le migliaia di ragazzi "on the road" della beat generation (vivevano per strada, non solo chi condivideva il movimento beat, ma gli artisti stessi). Poi il movimento degli hippies degli anni 60(con i loro valori) e poi tutti quanti quelli che non accettano questa società occidentale e la sfuggono con l'uso di droga e  alcol... (e vivono nelle stazioni, sotto i portici o sotto i ponti, i cavalcavia..) o quelli che fuggono ancora via da tutto, entrano in comunità di monaci in Oriente, o si rifugiano nella preghiera come fece San Francesco,  li trovi in Toscana,  in Umbria, alto Lazio, o nella solitaria meditazione e vivono da eremiti in India, lo fanno in tanti: ragazzi e non..., sono tutti  ( da considerare ) barboni? diversi? ...
Sono scelte di vita, hai ragione Arwen.

Non ho detto che vivere al di fuori della società corrisponda sempre ad una vita da "barboni" Constantin.
Gli esempi che fai tu sono diversi dal mio.
Se non sbaglio i movimenti hippies che non accettavano questa società si organizzavano in gruppi, non vivevano soli, e credo che la droga girasse così come chi decide di mollare tutto per entrare in un convento o monastero buddhista, entra in una comunità organizzata dove ci sono regole, non fai quello che vuoi anche se fuggi dalla società  occidentale con usi e costumi. Idem chi entra in convento segue regole di una comunità, non prendi e vai in giro, ti sposti da un convento all'altro a tuo piacimento, entri a far parte di un ordine.
Sono scelte di vita sempre, quando si decide di allontanarsi da una società che  impone regole che vanno strette, non piacciono o si condividono e se non non si è costretti dalle avversità o da qualcuno che ti manipola.

@ Arwen.
Sì, Arwen, non sempre chi fugge dalla società vive da barbone. Gli hippy degli anni 60 vivevano in comunità dove la droga girava a fiumi, c'era la drug culture, il bad trip, il good trip, poi è ovvio che, chi entra in un monastero buddhista o in un convento, lascia le regole condominiali per osservarne altre, a meno che non si ficchi in una grotta, come fece San Francesco a La Verna, dove ebbe le stimmate. Cmq tutti questi barboni per hobby, di cui tu parli, io, pur facendo volontariato, non li ho visti.

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164
Constantin
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Viandante Ad Honorem
Viandante Ad Honorem
... sto pensando che probabilmente parlo (meglio- scrivo) arabo.  I miei post sul thread parlano dei "diversi", categoria nella quale includo i "barboni" ( volenti o nolenti).
Mi soffermo solo una scheggia di secondo sul movimento hippie.


tiziana parla di drug culture, ma credi ci fosse solo quello?  Il loro ideale di pace e libertà era in sintonia  con il " distruggiamo le armi- fate l'amore, non la guerra -" (furono uno dei più grandi movimenti pacifisti\ non violenti). Se ricordi la storia c'era in atto la guerra del Vietnam. La ricerca della libertà era, inoltre,  il significato del loro stile di vita. Questo movimento toccò particolarmente l'opinione pubblica, la musica di molti artisti - festival di Woodstock, 3 days of peace, love and music - del 1969,  e i tanti film che seguirono.  Avevano ereditato i valori culturali della Beat Generation, che li aveva preceduti ( e di cui dicevo ) creando una controcultura con proprie comunità che ascoltavano musica alternativa, abbracciavano la rivoluzione sessuale e anche l'uso di stupefacenti come gli allucinogeni e la marijuana  ( gli artisti parlano che in questo modo si allarga la coscienza, lo stesso dicono gli sciamani ...)
Sempre meglio che gli attuali "serragli" per tossicodipendenti della super civilizzata Svizzera. O far finta di non vedere i ragazzi che si bucano nelle stazioni... ( hai letto il libro o visto il film " I ragazzi dello zoo di Berlino"? Non son mica cambiate tanto le cose...)
Vivere da "diversi" è molto spesso l'equivalente  di essere definiti dei "barboni"  da chi la pensa in modo (molto) lineare, (se non hai il sedere di diventare famoso), dalla classe borghese , o anche semplicemente da chi (avendo una vita superprogrammata che la fa sentire in pace col mondo) ha paura di fare delle scelte.

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165
tiziana
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Viandante Residente
Viandante Residente

@Constantin ha scritto:... sto pensando che probabilmente parlo (meglio- scrivo) arabo.  I miei post sul thread parlano dei "diversi", categoria nella quale includo i "barboni" ( volenti o nolenti).
Mi soffermo solo una scheggia di secondo sul movimento hippie.


tiziana parla di drug culture, ma credi ci fosse solo quello?  Il loro ideale di pace e libertà era in sintonia  con il " distruggiamo le armi- fate l'amore, non la guerra -" (furono uno dei più grandi movimenti pacifisti\ non violenti). Se ricordi la storia c'era in atto la guerra del Vietnam. La ricerca della libertà era, inoltre,  il significato del loro stile di vita. Questo movimento toccò particolarmente l'opinione pubblica, la musica di molti artisti - festival di Woodstock, 3 days of peace, love and music - del 1969,  e i tanti film che seguirono.  Avevano ereditato i valori culturali della Beat Generation, che li aveva preceduti ( e di cui dicevo ) creando una controcultura con proprie comunità che ascoltavano musica alternativa, abbracciavano la rivoluzione sessuale e anche l'uso di stupefacenti come gli allucinogeni e la marijuana  ( gli artisti parlano che in questo modo si allarga la coscienza, lo stesso dicono gli sciamani ...)
Sempre meglio che gli attuali "serragli" per tossicodipendenti della super civilizzata Svizzera. O far finta di non vedere i ragazzi che si bucano nelle stazioni... ( hai letto il libro o visto il film " I ragazzi dello zoo di Berlino"? Non son mica cambiate tanto le cose...)
Vivere da "diversi" è molto spesso l'equivalente  di essere definiti dei "barboni"  da chi la pensa in modo (molto) lineare, (se non hai il sedere di diventare famoso), dalla classe borghese , o anche semplicemente da chi (avendo una vita superprogrammata che la fa sentire in pace col mondo) ha paura di fare delle scelte.

@ Constantin.

Ma non è che scrivi arabo, è che l'argomento è talmente vasto che occorrerebbero fiumi d'inchiostro. Certo, ho sentito parlare del movimento hippy e tutto nacque a Berkeley in California e si espanse nel mondo occidentale. C'era la guerra in Vietnam e c'era Vanessa Redgrave che svegliava a cazzotti in testa Franco Nero perchè doveva andare al corteo pacifista, così lessi, certo la coscienza si dilatava col l'LSD, ad es, e gli amici dovevano stare accanto al neofita per fargli avere un good trip. Anche la pitonessa assumeva allucinogeni per predire il futuro e anche i feciali e gli auguri e gli aruspici. Questo grande 68 che sconvolse il mondo, aiutato dai libri di Marcuse, dalla chitarra del grandissimo Jimi Hendrix che suonò anche a Woodstock nel 69, e poi per l'ultima volta , nell'agosto del 70, nell'Isola di Wight, lui morirà il 18 sett del 70, con questa musica diversa, questa fusione di blues, rhythm blues e di soul.
Ricordo anche un film famoso, visto una sola volta in tv, penso 20 anni fa, Fragole e Sangue, il film del movimento di Berkeley, interpretato da un certo Bruce Davison, ebbene lui è il capo degli studenti che si ribellano, lui capovolge il mondo, le donne non devono essere più asservite all'uomo, ma ecco che il film finisce con la protagonista, dai lunghi capelli biondi, che gli slaccia la camicia e che scende giù con la testa, poi va in dissolvenza..., è un pompino compensatorio, lui era il Capo, era un onore per una donna farglielo... Avevano davvero cambiato tutto il mondo...

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Constantin
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Quella del pompino compensatorio mi è davvero piaciuta!! ... per un attimo ho pensato che  parlassi di "Zabriskie Point" di  M. Antonioni, colonna sonora dei Pink Floyd  e la villa che va esplodendo in mille pezzi alla luce del tramonto. Ho il DVD, splendido film. Anche li c'erano pompini compensatori e rivolte studentesche,... ma non parliamo dello stesso film tu hai scritto : -Fragole e sangue-, quindi sono due pellicole diverse.
Mi è piaciuto di meno quando hai messo:  "Avevano davvero cambiato tutto il mondo..."... penso che ci abbiano almeno provato.
E comunque, i pompini (compensatori e non) sono sempre esistiti, come il cunnilingus , del resto.

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Arwen
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Viandante Storico
Viandante Storico

@tiziana ha scritto:
@Arwen ha scritto:
@Constantin ha scritto:
@Arwen ha scritto:Tiziana, il cellulare non è sempre esistito. sorriso
Ti potranno sembrare inverosimi ma non c'è bisogno di fuggire in Africa o scappare lontano, eppure esistono casi in cui qualcuno per scelta decide per un motivo o un altro di mollare tutto e ridursi a vivere da clochard, tutto il giorno seduto sulla panchina all'interno di un supermercato, rendendosi utile  per racimolare qualcosa da mangiare e andare a dormire su una panchina poco lontano,  uno di questi  lo conosce mio figlio.
Cosa faccia scattare una reazione simile di rifiuto verso tutto e una vita "normale" non si sa a parte il tradimento subito come dicevo, magari c'è dell'altro che non possiamo sapere, sta di fatto che vive come un "barbone" senza tetto e lì lo conosco tutti, gli danno qualcosa, perchè un tempo ci lavorava ma ha volontariamente mollato lavoro e famiglia, tutto.
P.S. non ha un cellulare inizio a sorridere

La scelta di vivere al di fuori della società esiste da sempre. Comunque voglio fare solo due \ tre esempi che troviamo nel corso degli ultimi 50 anni (anno più, anno meno): tutti i poeti, scrittori, artisti ( J. Kerouac, Carr, Allen Ginsberg, William Burroughs, Gregory Corso, Neal Cassady, G. Snyder, Norman Mailer, ecc. ecc. ) e tutte le migliaia di ragazzi "on the road" della beat generation (vivevano per strada, non solo chi condivideva il movimento beat, ma gli artisti stessi). Poi il movimento degli hippies degli anni 60(con i loro valori) e poi tutti quanti quelli che non accettano questa società occidentale e la sfuggono con l'uso di droga e  alcol... (e vivono nelle stazioni, sotto i portici o sotto i ponti, i cavalcavia..) o quelli che fuggono ancora via da tutto, entrano in comunità di monaci in Oriente, o si rifugiano nella preghiera come fece San Francesco,  li trovi in Toscana,  in Umbria, alto Lazio, o nella solitaria meditazione e vivono da eremiti in India, lo fanno in tanti: ragazzi e non..., sono tutti  ( da considerare ) barboni? diversi? ...
Sono scelte di vita, hai ragione Arwen.

Non ho detto che vivere al di fuori della società corrisponda sempre ad una vita da "barboni" Constantin.
Gli esempi che fai tu sono diversi dal mio.
Se non sbaglio i movimenti hippies che non accettavano questa società si organizzavano in gruppi, non vivevano soli, e credo che la droga girasse così come chi decide di mollare tutto per entrare in un convento o monastero buddhista, entra in una comunità organizzata dove ci sono regole, non fai quello che vuoi anche se fuggi dalla società  occidentale con usi e costumi. Idem chi entra in convento segue regole di una comunità, non prendi e vai in giro, ti sposti da un convento all'altro a tuo piacimento, entri a far parte di un ordine.
Sono scelte di vita sempre, quando si decide di allontanarsi da una società che  impone regole che vanno strette, non piacciono o si condividono e se non non si è costretti dalle avversità o da qualcuno che ti manipola.

@ Arwen.
Sì, Arwen, non sempre chi fugge dalla società vive da barbone. Gli hippy degli anni 60 vivevano in comunità dove la droga girava a fiumi, c'era la drug culture, il bad trip, il good trip, poi è ovvio che, chi entra in un monastero buddhista o in un convento, lascia le regole condominiali per osservarne altre, a meno che non si ficchi in una grotta, come fece San Francesco a La Verna, dove ebbe le stimmate. Cmq tutti questi barboni per hobby, di cui tu parli, io,  pur facendo volontariato, non li ho visti.
Mi sembra anche a me di parlar arabo inizio a sorridere
Non mi sembra di aver parlato di hobby,ho parlato di scelta e non di hobby, non significa che per loro sia un piacere, può essere la reazione ad un trauma, una negazione delle regole e convenzioni sociali.
Ho citato un caso ma ne conosco un paio,quindi non mi sembra nemmeno di aver detto che ci siano così tanti casi o che tutti i casi siano come quelli citati o di aver citato chissà quanti casi così.
Se non li hai mai visti tu non significa che non esistono.
Come l'esempio dei cigni neri, non perchè qualcuno non li aveva mai visti significava che i cigni fossero tutti sempre e solo bianchi.

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